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La costituzione in trenta lezioni
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Pasquino, Gianfranco

La costituzione in trenta lezioni

UTET, 04/01/2016

Abstract: La Costituzione, "legge delle leggi", oltre a racchiudere e raccontare la storia di un paese ne progetta il futuro. Sempre al centro del dibattito pubblico e oggetto di innumerevoli tentativi di riforma, più o meno fondati, la Costituzione italiana è soprattutto un testo di straordinaria attualità. È ciò che mostra Gianfranco Pasquino - uno dei grandi studiosi del nostro tempo - in queste trenta "lezioni" che sono altrettanti fulminei saggi sulle idee che hanno dato corpo e vita alla Costituzione, influenzando - tra intuizioni anticipatrici, chiaroscuri interpretativi e promesse disattese - la storia dell'Italia contemporanea. "Splendida sessantenne", come la definì un decennio fa Giorgio Napolitano, la Costituzione ha mostrato nel corso del tempo la capacità di adattarsi a contesti storici e politici diversi, sopravvivendo perfino al crollo del sistema dei partiti e rimanendo un punto di riferimento imprescindibile: che si parli di diritti civili o di conflitto di interessi, del ruolo del presidente della Repubblica o delle autonomie locali, di degenerazioni populiste, libertà di informazione o principi di solidarietà. Perfino del delicato problema della convivenza tra religioni diverse, che si fa sempre più acuto in Italia non solo a causa della crescita dell'Islam. Frutto di una convergenza di culture politiche differenti, realizzata in modo splendido dai "padri" dell'Assemblea Costituente, secondo Pasquino, la Costituzione italiana contiene, ancora oggi, gli spunti, le modalità e gli strumenti con i quali tutti noi (cittadini, associazioni, istituzioni) possiamo e dobbiamo migliorare la vita del nostro paese.

Eneide
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Virgilio Marone, Publio

Eneide

UTET, 11/01/2016

Abstract: "Maestro di color che sanno", Publio Virgilio Marone è uno dei più grandi poeti dell'antichità classica e tra i maggiori di ogni tempo. E la sua maggiore opera, l'Eneide, mentre racconta le peripezie di Enea, scampato alle fiamme di Troia e destinato a diventare progenitore del popolo romano, riesce a saldare mitologicamente, narrativamente e stilisticamente la tradizione latina e quella greca, il mondo della classicità di Omero e il presente glorioso dell'età augustea, con i suoi princìpi e i suoi valori fondanti. L'edizione Utet, curata da Carlo Carena, è arricchita dalla presenza dell'originale latino.

La brevità della vita
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Seneca, Lucio Anneo

La brevità della vita

UTET, 11/01/2016

Abstract: Affine nei temi trattati ad altri due dialoghi di Seneca, il De otio e il De tranquillitate animi, il De brevitate vitae (La brevità della vita) affronta il problema di come condurre la propria vita nell'alternanza di azione e contemplazione, otium e negotium. Ad essi il filosofo latino contrappone un'idea diversa, quella del "vero ozio", che secondo Seneca tale può dirsi solamente se è di tipo filosofico: solo grazie a esso, cioè grazie alla riflessione e alla cura filosofica di sé, l'uomo diventa padrone del proprio tempo, riuscendo a contrastare la brevità di cui è solito accusare la propria vita. L'edizione Utet di questo dialogo di Seneca è arricchita dalla presenza dell'originale latino, collegato al testo italiano da link ipertestuali.

L'amicizia
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Aristotele

L'amicizia

UTET, 04/02/2016

Abstract: È facile dire amicizia. Nell'epoca di Facebook e del chiacchericcio su WhatsApp, lo è ancora di più. "È opinione comune che coloro che hanno molti amici e che trattano familiarmente tutti non siano amici di nessuno", scriveva Aristotele. Nell'era del suo infinito dilagare è dal Filosofo per eccellenza che possiamo trarre qualche suggerimento su che cosa è davvero l'amicizia. La scuola di Aristotele, il Liceo, aveva come missione quella di formare alla vita filosofica, nel senso di "una filosofia vissuta, attiva, apportatrice di felicità", dove l'amicizia era coltivata come un valore fondamentale. Filosofo teoretico e sistematico, ad Aristotele non è affatto estranea la dimensione pratica della filosofia. Lo si capisce bene proprio dalla trattazione che troviamo nell'Etica nicomachea sui diversi modi di pensare l'amicizia.

Il Corano
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Aa. Vv. - Mandel, Gabriele

Il Corano

UTET, 28/01/2016

Abstract: Il Corano è, oggi più che mai, invocato da milioni di fedeli. Tuttavia, se molto si è scritto sul testo coranico, nel mondo occidentale esso rimane tuttora sconosciuto ai più. E la situazione contemporanea rende ancor più difficile individuarne una corretta chiave di lettura. L'edizione Utet cerca di colmare questa lacuna, proponendo, da oggi anche in ebook, l'ottima traduzione di Gabriele Mandel, tra i più importanti studiosi del Corano. Per un musulmano, prima di essere un libro suddiviso in 114 capitoli detti sure, il Corano è essenzialmente una parola, la Parola Divina discesa nella celebre notte chiamata la "Notte del Decreto" o "Notte del Destino". Ma ciò che forse definisce nel modo più esatto la relazione fra il musulmano e il testo coranico è lo stupore. Non si tratta di momentaneo sconcerto, di una frattura nell'identità dell'individuo, ma piuttosto di uno stato d'animo permanente, che rimanda alle categorie fondamentali della teologia islamica. Prima fra tutti, la nozione di mistero, ghaib: il mistero della vita che si traduce nel mistero dell'ordine del mondo e, ancora di più, del suo apparente disordine.

Le passioni
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Aristotele

Le passioni

UTET, 05/02/2016

Abstract: Il discorso che mira al cuore è l'arma più potente, duemila anni fa come oggi, per smuovere, scaldare, trasformare la mente. Dei propri interlocutori, certo, ma anche la propria. Tutto sta nel saperla utilizzare. Politici e filosofi, uomini di Stato e imbonitori, sofisti, persino innamorati, da sempre lo sanno. Ma attenzione: la retorica, così come l'etica, è disciplina che ha sì a che fare con emozioni, sentimenti, passioni (l'ira, la mitezza, la paura, il coraggio, la vergogna e tutte le altre passioni enumerate e spiegate nelle ricchissime pagine della Retorica di Aristotele), ma non per questo è irrazionale. Anzi. La filosofia, quella vera di cui la retorica sa essere ancella, si serve infatti a piene mani dell'argomentazione, che risulta di fatto fondamentale per ogni scelta, piccola o grande che sia, della nostra vita.

Lettera sulla felicità e altri scritti
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Epicuro

Lettera sulla felicità e altri scritti

UTET, 04/02/2016

Abstract: Per gli antichi la filosofia era innanzitutto una scelta di vita: uno stile, genuinamente filosofico, da adottare nel vivere, con l'obbiettivo di raggiungere la felicità. Ma che stile di vita era quello di un epicureo? Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, gli epicurei erano uomini sobri e morigerati, quanto gli stoici, se non di più. Certo, erano dei materialisti. Ma questo fatto esalta ancora di più il carattere "spirituale" dei loro esercizi quotidiani. La lettera sulla felicità e gli altri scritti qui raccolti ci accompagnano nel filosofico "orto" di Epicuro, insegnandoci a estirpare le radici del turbamento, dell'inquietudine, dei nostri desideri illusori e delle passioni, come l'ira e i germinanti affanni che sono d'ostacolo alla serenità. Un orto il cui frutto è la felicità che si produce sulla terra. Tutto sta nel saperlo coltivare.

Un amore ad Auschwitz
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Paci, Francesca

Un amore ad Auschwitz

UTET, 20/01/2016

Abstract: Edek e Mala: un giovane prigioniero politico polacco e una ragazza ebrea bella e vitale s'innamorano nel campo di sterminio di Auschwitz. Mala Zimetbaum ha fascino, carisma, cultura - conosce molte lingue e per questo viene scelta dalle SS come interprete e traduttrice - oltre a essere una donna di grande generosità, di cui dà prova aiutando in ogni modo le compagne di prigionia. Anche Edek, Edward Galin¿ski, è una persona fuori dall'ordinario: tra i primissimi deportati di Auschwitz-Birkenau, incarcerato meno di due mesi dopo l'apertura del lager voluto da Heinrich Himmler, Edek ha visto nascere e crescere la macchina del genocidio ma non si dà mai per vinto. Nel 1944, sebbene il Terzo Reich si avvicini alla sconfitta, nei campi di sterminio il massacro continua a pieno ritmo. Il 24 giugno, Mala e Edek riescono a fuggire grazie a un travestimento: comprando l'aiuto di un ufficiale nazista Edek recupera un'uniforme da SS e, con Mala vestita da prigioniero, esce dal campo esibendo un permesso falso. Purtroppo il loro sogno di libertà naufragherà presto: ricatturati sul confine polacco, in circostanze ancora oggi non del tutto chiare, Edek e Mala vanno incontro con coraggio al loro destino. Una favola "senza lieto fine, come talvolta accade alle favole vere". Una storia d'amore dai contorni leggendari, inspiegabilmente e ingiustamente dimenticata, che la giornalista Francesca Paci ricostruisce per la prima volta in tutti i suoi aspetti grazie a fonti attinte dall'archivio del museo statale di Auschwitz, documenti dell'epoca e testimonianze dirette dei pochi sopravvissuti. "Con il consueto approccio rigoroso, documenti, testi, scrittura alta, equanimità, Francesca Paci strappa all'oblio Mala ed Edek." Gianni Riotta, La StampaEdek e Mala: un giovane prigioniero politico polacco e una ragazza ebrea bella e vitale s'innamorano nel campo di sterminio di Auschwitz. Mala Zimetbaum ha fascino, carisma, cultura - conosce molte lingue e per questo viene scelta dalle SS come interprete e traduttrice - oltre a essere una donna di grande generosità, di cui dà prova aiutando in ogni modo le compagne di prigionia. Anche Edek, Edward Galin¿ski, è una persona fuori dall'ordinario: tra i primissimi deportati di Auschwitz-Birkenau, incarcerato meno di due mesi dopo l'apertura del lager voluto da Heinrich Himmler, Edek ha visto nascere e crescere la macchina del genocidio ma non si dà mai per vinto. Nel 1944, sebbene il Terzo Reich si avvicini alla sconfitta, nei campi di sterminio il massacro continua a pieno ritmo. Il 24 giugno, Mala e Edek riescono a fuggire grazie a un travestimento: comprando l'aiuto di un ufficiale nazista Edek recupera un'uniforme da SS e, con Mala vestita da prigioniero, esce dal campo esibendo un permesso falso. Purtroppo il loro sogno di libertà naufragherà presto: ricatturati sul confine polacco, in circostanze ancora oggi non del tutto chiare, Edek e Mala vanno incontro con coraggio al loro destino. Una favola "senza lieto fine, come talvolta accade alle favole vere". Una storia d'amore dai contorni leggendari, inspiegabilmente e ingiustamente dimenticata, che la giornalista Francesca Paci ricostruisce per la prima volta in tutti i suoi aspetti grazie a fonti attinte dall'archivio del museo statale di Auschwitz, documenti dell'epoca e testimonianze dirette dei pochi sopravvissuti. "Con il consueto approccio rigoroso, documenti, testi, scrittura alta, equanimità, Francesca Paci strappa all'oblio Mala ed Edek." Gianni Riotta, La Stampa

La pace dell'animo
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Seneca, Lucio Anneo

La pace dell'animo

UTET, 11/02/2016

Abstract: Il dialogo filosofico De tranquillitate animi è l'equilibrato, ma al contempo accorato, invito di Seneca all'amico Sereno (quando si dice: un nome, un destino) a coltivare la propria interiorità, con costanza e senza tentennamenti, ovvero con rimedi di volta in volta vivificanti e lievi o potenti e invasivi, da somministrare a un animo soggetto a fisiologici ondeggiamenti, perennemente indeciso, motivato però a trovare la via della saggezza. Una rotta, quella della saggezza stoica, sempre "uniforme e favorevole" a partire dai concetti di "euthumia" e conoscenza di sé. Da evitare, sopra ogni altra cosa, sono le ricadute: l'animo può cadere ammalato e rimanere gravato dalla malattia, esattamente come il corpo - ci insegna Seneca con un'intuizione di sorprendente modernità.

Dialoghi con se stesso
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Agostino (sant')

Dialoghi con se stesso

UTET, 19/02/2016

Abstract: Che Agostino, il vescovo, il filosofo e Padre della Chiesa, passato alla storia come Doctor Gratiae, da giovane fosse una testa calda è cosa nota ai più. Retore superbo e orgogliosissimo, violento, dedito a piccoli furti e bravate, oltremodo sensibile alla bellezza femminile, intorno ai trent'anni Agostino pareva lontanissimo, stando alle sue stesse parole, da quell'itinerarium in Deum le cui principali tappe con tanta passione sa ripercorrere nei suoi scritti, come i Soliloqui o Dialoghi con se stesso qui raccolti. Cosa può mettere ordine in tanta confusione di pensieri e volontà? La Ragione stessa, così importante per Agostino da diventare addirittura personaggio, interlocutore e guida attraverso i dubbi teorici e di condotta, pungolo a un esercizio costante di autoanalisi e introspezione.

Il bene e il male
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Cicerone, Marco Tullio

Il bene e il male

UTET, 09/02/2016

Abstract: Cicerone, il grande oratore e politico, vibrante difensore delle istituzioni repubblicane, amava filosofare in villa. Che si trovasse nelle sue residenze di Asturia, Tuscolo, Arpino, serenamente in vacanza o piuttosto in ritiro forzato a causa della vita politica romana sempre più turbolenta, Cicerone non mancava di approfittare della pace offerta dalla villeggiatura per coltivare, tra meditazioni e chiacchiere con compagni fidati, la passione per l'affascinante musa di cui si era innamorato da giovanissimo: la filosofia greca. "Che cosa bisogna ricercare nella vita con tanta cura quanto il problema investigato in questi libri?", si chiede Cicerone introducendo la questione attorno a cui ruota l'intero dialogo qui proposto. Quali sono i confini del bene e del male?

Il senso della vita nella Guida dei perplessi
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Maimonide, Mosè

Il senso della vita nella Guida dei perplessi

UTET, 24/02/2016

Abstract: "Buona parte dei dubbi nelle menti dei perfetti concernono la ricerca del fine di questa esistenza, per stabilire quale esso sia", scrive Mosè Maimonide nella terza parte della sua Guida. Per Mosè Maimonide, fine esegeta della parola di Dio e di Aristotele, ma anche lucido e spiccio risolutore di falsi inghippi metafisici, il problema "qual è il senso dell'esistenza" semplicemente è un falso problema. "Ora spiegherò come questa questione non si ponga, secondo tutte le dottrine" scrive Maimonide. Un deciso invito al lettore a non prendersi troppo sul serio, in quanto puntino dell'immenso universo, o come direbbe Maimonide citando la Bibbia "un verme", "un bruco", "la goccia di un secchio", lo si trova in questi passi della Guida che si prendono gioco della nostra, tanto comune, tendenza a universalizzare piccoli crucci e grandi dolori: "Ogni ignorante immagina che l'esistenza intera sia in funzione della propria individualità, come se non esistesse altro che lui; pertanto, se accade una cosa che è contraria a ciò che egli vuole, egli afferma decisamene che tutto ciò che esiste è male".

Roma dentro le mura
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Catteruccia, Mauro

Roma dentro le mura

UTET, 19/01/2016

Abstract: Il modo migliore per scoprire la bellezza di Roma, spesso esaltata ma altrettanto spesso fraintesa, è passeggiare con calma all'interno della città storica racchiusa "dentro le mura". È ciò che ci invita a fare, tra divagazioni e ricordi personali, Mauro Catteruccia, autore di questa guida originale e approfondita che accompagna il lettore alla scoperta degli antichi rioni dell'Urbe. Un percorso erudito e divertente che ha come punto di partenza e di arrivo la Ripa Greca, la riva sinistra del Tevere dove ha origine la leggenda di Roma, e che si snoda poi, in 86 tappe, tra luoghi d'interesse, curiosità e monumenti più o meno noti. "Ciò che vi suggerisco di andare a vedere è certificato da me stesso e potete fidarvi." Catteruccia offre ai lettori una splendida passeggiata in mezzo alla storia, circondati dall'incredibile numero di scorci e opere d'arte che fanno di Roma la città più bella del mondo.

Pensieri. Libri I-IX
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Marco Aurelio

Pensieri. Libri I-IX

UTET, 15/02/2016

Abstract: Il diario privato dell'imperatore Marco Aurelio (di cui sono qui proposte le prime parti) è una raccolta di pensieri intimi e profondi, in cui trovano spazio minuzie della vita quotidiana e illuminanti esercizi spirituali di tradizione stoica. Un diario privato, ma al contempo di portata filosofica universale. Un vero e proprio "libro della grammatica interiore", in cui il sovrano con mossa di sorprendente modernità si mette a nudo. Le passioni umane, ci insegna Marco Aurelio, sono motore di gran parte delle nostre azioni e deviazioni, che disorientano in quanto allontanano dalla tanto desiderata imperturbabilità del saggio. Come eliminare gli errori di giudizio e di ragionamento che incidono in modo così decisivo sulla nostra condotta?

Le case dell'uomo. Abitare il mondo
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Sesana, Renato - Remotti, Francesco - Miller, Daniel - Mendini, Alessandro - Civitarese, Giuseppe - Cimatti, Felice - Boffito, Sara - Augé, Marc - Favole, Adriano

Le case dell'uomo. Abitare il mondo

UTET, 16/02/2016

Abstract: Soffermarsi su che cosa rappresenti oggi la casa in varie parti del mondo, su come stia cambiando, o sull'importanza di "fare casa", ci obbliga a riflettere su noi stessi, sulle nostre radici e sul rapporto coi nostri vicini, soprattutto con quelli costretti a risiedere ai "margini". Intersecando le diverse e complementari prospettive dell'antropologia, dell'architettura, della psicologia e della filosofia, Le case dell'uomo. Abitare il mondo indaga molti aspetti dell'abitare umano. Ne emerge uno scenario eterogeneo, che spazia dai "nonluoghi" delle città occidentali individuati da Marc Augé, al "cosmopolitismo indigeno" dei nativi dell'Oceania descritto da Adriano Favole; dall'opposizione radicale tra la socialità e l'intimità della casa raccontata da Francesco Remotti, alle tecnologie on-line che, come mostra Daniel Miller, collegano in modo immediato l'interno delle abitazioni con il mondo esterno. Completano il quadro le "case emozionali" di Alessandro Mendini, le "case della psicoanalisi" di Giuseppe Civitarese e Sara Boffito, le tane e i rifugi animali illustrati da Felice Cimatti e gli "slum" africani, le case-baracche descritte da Renato Kizito Sesana. Attraverso otto agili ma dense variazioni sul tema dell'abitare, questi saggi ci aiutano a definire i contorni entro cui si muove un concetto complesso come quello della casa, che da un lato implica l'innata ricerca individuale della protezione e dell'intimità, ma dall'altro fa riscoprire il bisogno umano di condividere spazi e di convivere, che è anche quello, significativo, di saper accogliere l'altro. Interventi nel libro: MARC AUGÉ La fine della preistoria dell'umanità come società planetaria FELICE CIMATTI Case e tane. Luoghi animali GIUSEPPE CIVITARESE, SARA BOFFITO Intime stanze. La casa della psicoanalisi ADRIANO FAVOLE Punti d'approdo: sull'abitare molteplice ALESSANDRO MENDINI La casa emozionale DANIEL MILLER Interni domestici off-line e on-line FRANCESCO REMOTTI Abitare, sostare, andare: ricerche e fughe dall'intimità RENATO KIZITO SESANA Abitare ai margini

Teste mozze
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Larson, Frances

Teste mozze

UTET, 08/03/2016

Abstract: Nel 1488 Claus Flügge, boia di Amburgo, compì una notevole impresa decapitando 79 pirati uno dopo l'altro. Quando a opera terminata il senato gli chiese come si sentisse, rispose: "Così bene che potrei andare avanti e sbarazzarmi dell'intero Saggio e Onorevole Senato". I senatori non apprezzarono la battuta e l'insolenza costò al boia, ovviamente, la testa.È soltanto una delle tante storie che Teste mozze contiene, ma già in questo aneddoto è possibile scorgere il potere insito nell'atto di tagliare teste, inebriante e spaventoso al tempo stesso, ma anche il soffio inatteso di ironia che ci accompagnerà in questo singolare viaggio.Che siano le teste rimpicciolite dei cacciatori tribali, le reliquie miracolose dei santi o le teste-trofeo dei soldati in guerra, che siano le infinite variazioni pittoriche di Salomé e Giuditta o i preparati anatomici delle facoltà di medicina, che si tratti dei teschi catalogati dagli scienziati vittoriani o delle teste spiccate in mondovisione web dai terroristi, l'antropologa Frances Larson ricostruisce i mille modi in cui la decapitazione e i suoi "prodotti" continuano ad attrarci irresistibilmente, tra orrore e fascinazione. È come se contenessero, imprigionata, molta dell'essenza umana, al confine labilissimo tra vita e morte. La testa racchiude almeno quattro dei cinque sensi, oltre a ospitare la sede principe della coscienza, il nostro centro nevralgico: il cervello. Anche se proprio nel momento in cui gli scienziati si sono confrontati con la necessità di separare la testa dal corpo, sia per aumentare l'efficienza delle esecuzioni (l'invenzione della ghigliottina), sia per alimentare speranze di immortalità (la crioconservazione di persone appena defunte), quello che era un problema tecnologico ha generato domande filosofiche: davvero noi siamo la nostra testa, e la nostra testa soltanto?Frances Larson non ha risposte univoche, ma nel vivace, ironico e proteiforme racconto storico che ha allestito ha certamente infuso lo stesso mistero, la stessa inquietudine, la stessa meraviglia che proviamo quando in un museo incrociamo i nostri occhi con quelli, vitrei o cavi, di una testa umana priva di corpo: siamo noi, lo sappiamo. E lo neghiamo."Questo libro nasce, forse non a caso, in un'epoca in cui le decapitazioni sono tornate a essere simboli strategici di potere – ma questa volta il palcoscenico è il mondo intero, con la mediazione di Internet. Frances Larson ha un grande talento narrativo, e lo sfrutta per raccontare l'appassionante e molto umana storia di questo atto così disumano."– Corinne Jones, The Guardian "Un saggio rigoroso e approfondito. Che si tratti di un trofeo di guerra medievale, di un preparato anatomico vittoriano, di un modello di studio per un pittore rinascimentale, di una sacra reliquia o del simbolo macabro della deposizione di un re, ogni testa secondo Frances Larson non fa che attestare il potere e l'autorità dei vivi sui morti – e viceversa."– Marilyn Stasio, The New York Times"Santi, peccatori e geni hanno in comune un destino: le loro teste sono state spesso mozzate, trafugate, adorate, studiate. Frances Larson ci parla di arte, medicina, religione e antropologia: un libro pieno di storie bizzarre e orrorifiche, di vicende affascinanti ed enigmi filosofici."– Suzi Feay, The Independent "Ben argomentato, elegante, efferato e convincente."– Robert Douglas-Fairhurst, The Daily Telegraph "Vivace, originale, necessario, sorprendente, scritto benissimo: sotto tutti i punti di vista è fantastico. E inquietante."– James McConnachie, The Sunday Times"Una giovane, mite, graziosa antropologa inglese ci ricorda in un saggio, non privo di effetti splatter, che la civiltà occidentale non ha mai disdegnato l'esercizio della decollazione."– Daria Galateria, il venerdì di Repubblica

Maestro di felicità
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Zenone

Maestro di felicità

UTET, 09/02/2016

Abstract: Che ci sia un cinico alle origini dello Stoicismo, la più rinomata delle correnti filosofiche, la dice lunga sulla comune ispirazione delle varie scuole antiche. Tale è la storia di Zenone di Cizio (334-262 a.C.), approdato alla filosofia grazie a un "fortunato" naufragio, ghiotto di fichi verdi, amante della coerenza tra le cose piccole e quelle grandi. Giovane straniero di origine fenicia, bighellondando per le vie di Atene, s'imbatté in quello che sarebbe diventato il suo maestro: il cinico Cratete. Zenone lo seguì, letteralmente, fino a quando non fu pronto a invertire la rotta diventando lui stesso il maestro, e fondatore di un'intera corrente filosofica, la celebre Stoà. "Ottimo fra tutti è chi si lascia persuadere da chi ben consiglia. Ma uomo eccellente è anche chi sa, da solo, pensare ogni cosa" è una delle massime, ispirate al poeta Esiodo, che Zenone ci ha lasciato.

La felicità della virtù
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Cicerone, Marco Tullio

La felicità della virtù

UTET, 22/04/2014

Abstract: Uno dei problemi filosofici che ha impegnato le migliori menti di ogni tempo è quello messo in scena dal V libro delle Discussioni tusculane di Cicerone. Il dilemma è questo: esiste un ritorno personale, in termini di piacere o di benessere interiore, nel compiere buone azioni? O ancora: coltivare le proprie doti migliori con atteggiamento disinteressato paga? Insomma, può farci felici la virtù? Secondo le più recenti scoperte delle neuroscienze e della psicologia la risposta è sì. Lo dimostrano gli effetti positivi delle attività di volontariato sull'umore, sul benessere e, a quanto sembra, persino sulla salute degli individui oggetto delle ricerche, cioè i volontari stessi. Ma come definire con esattezza la virtù, o meglio, lo spettro delle virtù che converrebbe coltivare?

Pensieri. Libri X-XII
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Marco Aurelio

Pensieri. Libri X-XII

UTET, 24/02/2016

Abstract: Il diario privato dell'imperatore Marco Aurelio (di cui sono qui proposti i Libri X-XII) è una raccolta di pensieri intimi e profondi, in cui trovano spazio minuzie della vita quotidiana e illuminanti esercizi spirituali di tradizione stoica. Un diario privato, ma al contempo di portata filosofica universale. Un vero e proprio "libro della grammatica interiore", in cui il sovrano con mossa di sorprendente modernità si mette a nudo. Le passioni umane, ci insegna Marco Aurelio, sono motore di gran parte delle nostre azioni e deviazioni, che disorientano in quanto allontanano dalla tanto desiderata imperturbabilità del saggio. Come eliminare gli errori di giudizio e di ragionamento che incidono in modo così decisivo sulla nostra condotta?

Gli atomi, i sensi, il sogno
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Lucrezio Caro, Tito

Gli atomi, i sensi, il sogno

UTET, 10/02/2016

Abstract: Grande lezione della filosofia epicurea è imparare a vivere il proprio presente come se si vedesse il mondo per l'ultima volta. Come se ogni singolo istante fosse l'ultimo. Ma una lezione ancora più grande è quella che ci propone Lucrezio nello splendido viaggio iniziatico che è il De rerum natura, di cui sono proposte in questo estratto alcune sezioni: vivere ogni istante come se fosse il primo, con gli occhi ingenui dei bambini, sbalorditi per ogni piccola o grande manifestazione dell'universo. Ecco l'esercizio filosofico a cui invita Lucrezio: "Pensa al colore luminoso e terso del cielo e ai corpi che in sé racchiude, alle stelle che vagano in ogni sua parte. Se tutto questo apparisse ora per la prima volta ai mortali, quale cosa si potrebbe immaginare più meravigliosa di questa?".