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Garzanti, 31/12/2010
Abstract: In una corsia d'ospedale Bacci Pagano sta vegliando Jasmìne Kilamba: è riuscito a stento a liberarla da una gang di sadici assassini e ora la donna sta lottando tra la vita e la morte. Lo avvicina un anziano tedesco di nome Kurt Hessen, arrivato a Genova alla ricerca del fratellastro italiano, del quale sa soltanto che la madre era di Sestri Ponente e si faceva chiamare Nicla... Hessen vuole affidare l'indagine all'investigatore dei carruggi, che d'istinto rifiuta: "L'unica strada sarebbe chiedere ai sopravvissuti di quel periodo. Si rende conto di che razza d'indagine mi sta proponendo? Il più giovane avrà più di novant'anni...". Ma a convincerlo basta un assegno molto, troppo generoso e, forse, qualche altro oscuro motivo. Inizia così un viaggio nel passato che riporta Bacci alla Genova del 1944 popolata di soldati tedeschi, fascisti, partigiani e spie, dove i suoi genitori e il nonno Baciccia lavoravano come operai e Nicla serviva alla mensa dell'Ansaldo Fossati. L'immagine della giovane, informatrice della Resistenza infiltrata presso i nazisti, si sovrappone a quella di Jasmìne, prostituta nera fuggita da una terra senza speranza. E anche la città dilaniata dalla guerra, dalla miseria e dalla fame si confonde con la metropoli contemporanea, investita dal vento della globalizzazione. Attraverso Bacci Pagano – l'"analfabeta dei sentimenti" che ama le donne e ha per inseparabili compagne una Vespa amaranto e una Beretta calibro 9 che usa il meno possibile – Bruno Morchio esplora e racconta magistralmente l'Italia di allora e di oggi, i suoi mille volti e i suoi segreti. Con Rossoamaro affronta una delle pagine più drammatiche della nostra storia recente: grazie a una trama incalzante, che intreccia con abilità il passato e il presente, il romanzo ci fa riflettere sulla violenza del potere e su quella di chi lotta per la propria libertà e dignità, sul rapporto tra vittime e carnefici, sul ruolo delle donne nella nostra società.
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Garzanti, 31/12/2010
Abstract: 1° gennaio 1900. Il primo giorno del secolo non è mai come gli altri, men che meno a Tacuarembo, minuscolo villaggio del Sudamerica. La folla è radunata intorno all'albero più grande del paese e non crede ai propri occhi: la piccola Pajarita è tornata. Rifiutata dal padre, era scomparsa pochi mesi dopo la nascita e l'avevano data per morta. Eppure ora è lì, in cima, appollaiata sopra un ramo sottile. Ha un anno ormai e negli occhi grandi, neri e vivaci, ha la stessa luce di quando è nata. Per alcuni si tratta di un miracolo, per altri è una strega, ma una cosa è certa: d'ora in poi per tutti Pajarita sarà "la bambina nata due volte", una ragazzina circondata di mistero, con un talento speciale per curare con le erbe. Un dono prezioso che anni dopo, ormai donna fiera e determinata, le permette di sopravvivere a Montevideo sola contro tutti, insieme ai propri bambini. Ma la figlia Eva, fragile e tremendamente testarda, non si accontenta di sopravvivere. Vuole realizzare un sogno, diventare poetessa. E per farlo fugge verso le luci di Buenos Aires, la città che scintilla delle promesse di Evita Perón. Eppure quelle luci rischiano di diventare solo un terribile abbaglio. E mentre i fermenti rivoluzionari attraversano con forza tutto il continente, spetta a Salomé, l'ultima discendente, restituire alle donne della sua famiglia e del suo paese quello che si meritano. Lo potrà fare solo lottando e ribellandosi, a costo, forse, di sacrificare il suo bene più grande. Dalle lussureggianti e incantate colline di Rio de Janeiro ai vicoli oscuri di Montevideo, dalle strade scintillanti di Buenos Aires fino alle piazze rivoluzionarie di Cuba, la storia di tre generazioni di donne indimenticabili intrecciata magnificamente al destino di un continente in continua lotta. Acclamato dalla critica e premiato dal pubblico, che ha salutato l'autrice come la nuova stella della letteratura, La bambina nata due volte si è imposto nelle classifiche di tutta l'America diventando uno dei libri più consigliati dai librai. Una storia di amore e peccato, sacrificio e redenzione, che esplora la potenza delle radici, la forza e la determinazione di tre donne unite dalla volontà di sopravvivere anche nelle peggiori circostanze e da un unico destino.
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Garzanti, 31/12/2010
Abstract: "Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie."Tuttolibri - Bruno Quaranta"Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi."La Lettura - Corriere della Sera - Antonio D'OrricoIn un freddo pomeriggio d'inizio gennaio 1930, alla stazione di Bellano scendono sei uomini malvestiti e con la barba lunga. È la squadra di meccanici che dovrà montare i nuovi telai elettrici nel cotonificio: come spesso accade nei momenti di crisi economica, servono macchine moderne per produrre di più con meno operai. Ma non è questo l'unico turbamento che gli intrusi portano nella piccola e quieta cittadina. Perché si trovano subito al centro di una memorabile rissa, che turba il ballo organizzato per festeggiare le nozze del principe Umberto con Maria José. Nel gruppetto c'è un meccanico dall'aria fascinosa e dal nome bizzarro: Landru. Saranno in molti, e per diversi motivi, a sperare che il misterioso ospite possa aiutarli a realizzare i loro desideri.Con Il meccanico Landru, Andrea Vitali conferma le sue straordinarie qualità di narratore: a cominciare dalla capacità di reinventare una storia (una prima versione del romanzo era stata pubblicata nel 1992), riequilibrando divagazioni e aneddoti, arricchendola di vicende e personaggi, ma soprattutto della sua esperienza umana e artistica.Attraverso una vicenda di apparente semplicità, Il meccanico Landru racconta come l'irruzione di un elemento estraneo possa alterare i fragili equilibri di una comunità. E lo mostra con grazia e leggerezza, attraverso una piccola folla di personaggi destinati a imprimersi nella memoria dei lettori. In sottofondo c'è la lotta tra due giovani politici in carriera, l'irruente Aurelio Pasta e l'astuto Eumeo Pennati. Intorno a loro, l'intrigante prevosto don Ascani e il dottor Lieti, che cura gratuitamente gli operai, il direttore dello stabilimento ingegner Galimbelli e il capostazione Amedeo Musante, puntuale confidente del maresciallo Rodinò. Poi ci sono loro, le tre giovani protagoniste: la rossa e focosa Mirandola, la timida ma determinata Emilia e Maddalena, alla ricerca di un possibile riscatto.
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Il gusto proibito dello zenzero
Garzanti, 31/12/2010
Abstract: "Una storia che non dimenticheremo, sui difficili rapporti familiari, sull'identità e la lealtà. È un romanzo che tocca il cuore. E fa indugiare il lettore sulle ultime pagine, perché anche i ricordi più amari e il rimpianto più doloroso possono aiutare a redimere il passato."Bookpage"Nel suo debutto Ford, con mano esperta, tratteggia la dolce innocenza del primo amore, la crudeltà del razzismo, la cecità del patriottismo, le cose non dette tra figli e genitori."Library Journal"Un romanzo meraviglioso, che non solo ricorda ai lettori uno degli episodi più vergognosi della storia americana, ma che serve da monito a che ingiustizie del genere non capitino più. Pieno di cuore, commovente, descrive il tenero rapporto tra due ragazzini separati dalla violenza."Kirkus ReviewsSeattle. Nella cantina dell'hotel Panama il tempo pare essersi fermato: sono passati quarant'anni, ma tutto è rimasto come allora. Nonostante sia coperto di polvere, l'ombrellino di bambù brilla ancora, rosso e bianco, con il disegno di un pesce arancione. A Henry Lee basta vederlo aperto per ritrovarsi di nuovo nei primi anni Quaranta. L'America è in guerra ed è attraversata da un razzismo strisciante. Henry, giovane cinese, è solo un ragazzino ma conosce già da tempo l'odio e la violenza. Essere picchiato e insultato a scuola è la regola ormai, a parte quei pochi momenti fortunati in cui semplicemente viene ignorato. Ma un giorno Henry incontra due occhi simili ai suoi: lei è Keiko, capelli neri e frangetta sbarazzina, l'aria timida e smarrita. È giapponese e come lui ha conosciuto il peso di avere una pelle diversa. All'inizio la loro è una tenera amicizia, fatta di passeggiate nel parco, fughe da scuola, serate ad ascoltare jazz nei locali dove di nascosto si beve lo zenzero giamaicano. Ma, giorno dopo giorno, si trasforma in qualcosa di molto più profondo. Un amore innocente e spensierato. Un amore impossibile. Perché l'ordine del governo è chiaro: tutti i giapponesi dovranno essere internati e a Henry, come alle comunità cinesi e, del resto, a tutti gli americani, è assolutamente vietato avere rapporti con loro. Eppure i due ragazzini sono disposti a tutto, anche a sfidare i pregiudizi e le dure leggi del conflitto. E, adesso, quarant'anni dopo, quell'ombrellino custodisce ancora una promessa. La promessa che la Storia restituisca loro la felicità che si meritano. Un romanzo d'esordio che ha sorpreso e incantato, rivelandosi un fenomeno editoriale unico. Uscito in sordina negli Stati Uniti, ben presto ha scalato le classifiche di tutto il paese e ha venduto migliaia di copie solo grazie al passaparola dei lettori. Ambientato durante uno delle epoche più buie e dolorose degli Stati Uniti, Il gusto proibito dello zenzero è una storia indimenticabile e commovente di speranza e determinazione, di abbandono e di rimpianti, di lealtà e coraggio che esplora la forza eterna e immutabile dell'amore.
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Garzanti, 31/12/2010
Abstract: Teheran. A quindici anni Masumeh non ha mai conosciuto la libertà. Conosce l'obbedienza. Al padre e ai fratelli. Conosce le percosse, di cui spesso è vittima. Conosce i doveri che si pretendono da una ragazza d'onore come lei: portare il chador, servire l'uomo sempre e comunque, camminare svelta con lo sguardo rigorosamente rivolto verso il basso. Eppure, oggi, Masumeh ha disobbedito. Ha osato alzare gli occhi verso il giovane che ogni giorno la osserva negli stretti vicoli della città. Lui è Saeid e lavora come apprendista in una farmacia. Basta poco perché quello scambio di sguardi si trasformi in un amore forte e appassionato. Un amore pericoloso, impossibile da nascondere. A scoprirli è il fratello maggiore di Masumeh. La ragazza deve essere punita, si è macchiata del peggiore dei peccati, amare. Ma le botte e la violenza non bastano. Per salvare l'onore della famiglia si deve sposare, subito, con un uomo scelto dai fratelli. Da questo momento in poi a Masumeh non resta altra scelta che accettare il suo destino. Prima come moglie dedita a compiacere ogni desiderio di un marito assente ed egoista, poi come madre di tre ? gli. E mentre l'Iran è sconvolto dalla rivoluzione, attingendo a una forza che non credeva di avere, la donna sacri?ca sé stessa per crescerli e farli studiare. A darle coraggio è l'amore silenzioso che coltiva dentro di sé. Perché non ha mai dimenticato Saeid. E attende solo il giorno in cui ?nalmente forse avrà quello che le spetta. Quello che mi spetta ha una storia editoriale unica. Besteller in Iran, in cima alle classi?che dei libri più venduti, è stato censurato e messo al bando dal governo iraniano e vede ora per la prima volta luce in Occidente. Un grande romanzo sull'amore e sulla speranza, sull'odio e sulla sofferenza, in cui Parinoush Saniee, con coraggio e determinazione, svela la vera condizione delle donne iraniane, prigioniere della tradizione, che lottano ancora, in questi giorni e in queste ore, contro il fanatismo.
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Garzanti, 31/12/2010
Abstract: Spagna, Logroño, 1610. Donne e uomini in fila avanzano tremanti verso il patibolo, tra una folla esaltata. Sono i condannati a morte per stregoneria. Da mesi tutto il Paese Basco è piegato dalla caccia alle streghe. Anche il ritrovamento del corpo di una donna nel fiume sembra indicare un crimine commesso dai seguaci del demonio, ma l'inquisitore Salazar, in missione per conto dell'arcivescovo di Toledo, ha i suoi dubbi. Ha imparato a diffidare di tutto e ha capito che è difficile, se non impossibile, discernere tra la verità e la follia collettiva indotta dalla paura. La sua strada è destinata a incrociarsi con quella di Mayo, sedicenne esperta di erbe e incantesimi. La giovane è alla ricerca di Ederra, la sua nutrice, splendida curandera che, dopo essere stata condannata a morte per stregoneria, è scomparsa nel nulla. Per trovarla dovrà lottare contro pregiudizi e tradimenti, ma soprattutto dovrà seguire Salazar passo dopo passo: perché il cammino dell'inquisitore è anche il suo.
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Garzanti, 31/12/2010
Abstract: Naomi Jenkins convive con i segreti. Ci ha fatto l'abitudine da quando, tre anni fa, le è accaduta una cosa terribile, così umiliante e spaventosa che ha giurato di non rivelarla mai a nessuno. Adesso è Robert il suo segreto. Si vedono ogni giovedì, sempre alla stessa ora, nella stessa stanza dello stesso hotel. Ma un giorno Robert non si presenta. Sembra scomparso nel nulla. Naomi non ha scelta: va a casa sua per capire che cosa è successo. Lì incontra Juliet, la moglie di Robert, che le parla dolcemente, sorride, pare sapere tutto di lei e le dice di "averle fatto un favore". Naomi, spaventata, corre alla polizia. È convinta che Juliet abbia perso la testa, e abbia fatto del male a Robert. Eppure, dalle prime indagini, Robert non sembra svanito, o almeno questo è quello che dichiara Juliet. Ma Naomi non le crede, sa che non è così.
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Garzanti, 31/12/2010
Abstract: Camilla Cagliostri ha due problemi. A Modena è arrivato il nuovo questore, la bolognese Caterina Bergonzini, che vuole rimetterla in riga: perché Camilla è una poliziotta molto brava (fin troppo) ma conduce le indagini alla sua maniera, con molta spregiudicatezza per non parlare della sua vita privata. Secondo problema, c'è una nuova difficile inchiesta: due belle ragazze ferocemente mutilate e uccise. Per fortuna c'è una nota positiva: da Napoli è arrivata Danila, la simpatica sorellina del suo collega Donato, in cerca di un lavoro a Modena. L'indagine porterà l'ispettore Cagliostri alla scoperta di un traffico terribile e a confrontarsi con il feroce criminale che l'ha scelta quale avversaria in un duello all'ultimo sangue. E tuttavia, nel corso di giorni assai difficili e ricchi di eventi imprevedibili (e malgrado la rivalità con "la questora"), Camilla continuerà a godersi la vita, e tutti i suoi piaceri. Indisciplinata e coraggiosa, indipendente e sensuale, Camilla Cagliostri è un personaggio di travolgente simpatia e modernità. Giuseppe Pederiali è abilissimo nel costruire una trama implacabile, e nel raccontare personaggi, paesaggi, odori e sapori.
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Corbaccio, 31/12/2010
Abstract: "Mi chiamo Somaly; o, per lo meno, così mi chiamo adesso. Come tutti, in Cambogia, di nomi ne ho avuti parecchi. Un nome deriva da una scelta provvisoria, lo si cambia come si cambia vita se la sfortuna si accanisce contro di noi, per esempio. Ma non mi ricordo bene dei nomi che ho avuto quando ero piccola. Del resto, non ricordo quasi niente della mia prima infanzia; non so granché delle mie origini e ho ricostruito a posteriori, da vaghi ricordi, quel minimo di storia che sto per raccontarvi..." Nata nella poverissima campagna cambogiana, dove i genitori arrivano a vendere i propri figli all'età di cinque o sei anni per pochi soldi, Somaly Mam, oggi trentacinquenne, ha vissuto parte dell'adolescenza in un bordello, in condizione di schiavitù. Violentata, picchiata e torturata, è riuscita a sottrarsi al suo destino e insieme al marito Pierre Legros ha creato nel 1997 un'associazione no-profit, la AFESIP (Agir pour les femmes en situation précaire) che dalla Cambogia, dove ha la sede principale, si è rapidamente sviluppata in Tailandia, Vietnam e Laos. Nonostante abbia subito numerose minacce, finora Somaly Mam è riuscita a salvare dalla prostituzione e dalla schiavitù migliaia di ragazze. Il silenzio dell'innocenza racconta la sua storia, la storia di migliaia di persone come lei, il dolore e la rabbia, ma anche la speranza che il mondo possa cambiare.
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Di cosa parlano le donne quando parlano d'amore
Corbaccio, 30/11/2010
Abstract: NUOVA EDIZIONE 2016 CORRETTA E AGGIORNATAQuesto libro è una conversazione immaginaria tra amiche ma che ha origine da una conversazione reale di una sera d'estate. L'autrice indaga nella mente e nel cuore delle donne della sua generazione e non solo, per fare il punto sull'amore. Quello vero, vissuto, e quello immaginato e sognato. Ma soprattutto cerca di entrare nel profondo del cuore e della mente delle donne, partendo da se stessa, per sviscerare cos'è che rende le donne diverse dagli uomini nell'amore e se è possibile trovare un piano di incontro tra due mondi culturalmente e intrinsecamente così diversi e non necessariamente complementari.
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Il vuoto alle spalle. Storia di Ettore Castiglioni
Corbaccio, 31/12/2010
Abstract: Ettore Castiglioni morì nel marzo del 1944, a trentacinque anni, esattamente come aveva previsto e annotato nel suo diario tanto tempo prima. Figura emblematica dell'alpinismo fra le due guerre, fu esploratore solitario, scrittore, straniero in ogni luogo tranne che sulle montagne. Ne Il vuoto alle spalle Marco Albino Ferrari ci presenta, però, un Castiglioni inedito nel quale l'alpinista si fonde con l'intellettuale e con il partigiano. Un uomo che, rifugiatosi con i compagni in una baita in alta Valpelline dopo l'8 settembre, guidò attraverso le montagne i profughi del fascismo mettendo giorno dopo giorno a repentaglio la vita tra scalate e lunghe marce in alta quota. E al sua missione sembra possa continuare indisturbata fino a quando, in un clima di crescente agitazione, qualcosa va storto. Dopo un primo periodo di prigionia in Svizzera, Ettore Castiglioni verrà catturato nuovamente riuscendo, però poi a fuggire. Verrà ritrovato solo alcuni mesi dopo, sul ghiacciaio del Forno, a un passo dalla salvezza, morto congelato. Grazie alla ricostruzione che Ferrari fa non tanto degli eventi, quanto delle motivazioni che spinsero l'alpinista verso morte certa, la figura di Castiglioni emerge nella sua affascinante complessità e interezza, e insieme a lui uno spaccato della nostra storia così recente eppure così spesso poco conosciuta.
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Corbaccio, 31/12/2010
Abstract: Merle e Ted Kerasote si sono incontrati nel deserto dello Utah. Merle aveva circa dieci mesi, era stato abbandonato e aveva l'aria di cercare qualcuno che lo adottasse. Ted aveva quarant'anni, scriveva articoli e saggi sugli animali ed era alla ricerca di un compagno a quattro zampe. Merle si è subito trasferito nella casa di Ted nel Wyoming, una zona prevalentemente rurale, e Ted ha fatto installare una porta che permettesse a Merle di andare e tornare a suo piacere, completamente libero. In questo modo, fra i due si è instaurato un rapporto unico che ha insegnato molto a entrambi, ma soprattutto a Ted: gli ha insegnato che non si tratta solo di lasciare porte aperte sul mondo esterno (anche se è importante), quanto di lasciarle aperte verso le nostre emozioni, permettendo agli altri di entrare e uscire. Questa è la storia di un cane: Merle. Ma è anche la storia di tutti i cani costretti a vivere in un mondo sempre più urbanizzato, non adatto a loro, e di come potrebbero stare meglio se solo riuscissimo noi a cambiare il nostro atteggiamento anziché tentare di cambiare il loro. Divertente, affascinante e tenero, La porta di Merle è una "storia d'amore" che mostra come la relazione fra uomo e cane vada ben oltre i limiti che noi abbiamo da sempre istituito.
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Corbaccio, 31/12/2010
Abstract: "Altieri è tra i numero uno: i suoi libri hanno trame che non lasciano respiro, supporto di documentazione accurata, uno stile personale ed essenziale."PanoramaTenebre. Non esiste altro nella Germania dell'anno Domini 1630. Tenebre, carestia, morte, pestilenza provocate da una guerra che sembra eterna. Ma nemmeno questo assurdo bagno di sangue è in grado di fermare Reinhardt Heinrich von Dekken, Principe di Turingia, uno dei nobili cattolici più potenti, più temuti del Sacro Romano Impero della Nazione Germanica. Nella mente di von Dekken - uomo nel cui passato grava un incubo di annientamento che rifiuta di dissiparsi - ha preso forma un disegno di potere assoluto, una struttura di dominio destinata a sconfiggere perfino il tempo stesso. Nel percorrere questa strada fin troppo simile al lastrico dell'inferno, von Dekken non ha esitazioni, non conosce ostacoli, non si piega alla coscienza. Eppure, come in una profezia dell'Apocalisse, il suo destino è inestricabilmente, inesorabilmente legato a quello di un altro uomo. Un guerriero senza nome, enigmatico e letale, proveniente da una terra ignota. Un eretico in nero che di Reinhardt von Dekken sembra essere l'antitesi assoluta. Mentre questa doppia spirale continua a serrarsi su se stessa come un groviglio di serpenti velenosi, un sanguinario capitano di ventura e un implacabile inquisitore stringono una sorta di blasfema alleanza, una coraggiosa donna di fede è costretta ad affrontare un pericolo innominabile che si annida nelle viscere di un oscuro monastero, un misterioso "osservatore" di eventi attraversa terre devastate alla ricerca di una risposta tenuta troppo a lungo sepolta e un mite costruttore di lenti è costretto a diventare un costruttore di armi. Al fulcro di tutto questo si erge Magdeburg, la possente, orgogliosa città luterana sul fiume Elba decisa a resistere alla guerra eterna e alle forze dell'Impero. Una città sulla quale incombe un terribile destino di ferro e fuoco. Primo volume di una temeraria Trilogia di Magdeburg, L'Eretico è un monumentale affresco gotico immerso nel vortice della Guerra dei Trent'anni. Ed è anche la storia di un amore impossibile e struggente, in un mondo dove la furia più cieca non conosce limite.
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Corbaccio, 31/12/2010
Abstract: La caduta del fascismo ebbe per effetto il rinnovo di buona parte della classe politica italiana ed è quindi, nella storia nazionale, una evidente cesura. Ma nel mondo degli intellettuali questa cesura non esiste. Quasi tutti i giornalisti, gli scrittori e gli studiosi che avevano collaborato ai quotidiani e alle riviste del regime passarono dolcemente dal fascismo all'antifascismo e continuarono a esercitare, con maggiore o minore successo, i loro talenti. Furono trasformisti, opportunisti, conformisti? Furono doppiogiochisti o infiltrati dell'antifascismo nella macchina propagandistica dell'Italia mussoliniana? Furono fascisti di sinistra, animati dalla speranza di orientare il regime verso i loro ideali? O furono più semplicemente "poveri diavoli", costretti dal bisogno a vendere il lavoro della loro immaginazione? Basta dare un'occhiata alla lista dei collaboratori di Primato, la rivista fondata e diretta da Giuseppe Bottai, per comprendere che non è possibile dare una sola risposta per Sibilla Aleramo e Corrado Alvaro, Arrigo Benedetti e Vitaliano Brancati, Dino Buzzati e Mario Luzi, Dino Del Bo e Leo Longanesi, Guido Piovene e Vasco Pratolini, Giaime Pintor e Salvatore Quasimodo, Renato Guttuso e Marcello Piacentini, Giulio Carlo Argan e Indro Montanelli, Giorgio Spini e Luigi Salvatorelli. Il libro di Mirella Serri evita i giudizi sommari e ricostruisce il percorso individuale di alcuni dei protagonisti della cultura italiana tra fascismo e antifascismo. Al centro del lavoro non vi è soltanto Primato. Vi è anche il dialogo che la rivista di Bottai instaurò con altri giornali e riviste del regime in cui scriveva il resto della cultura italiana: Roma fascista, organo dei GUF (Gruppi universitari fascisti), Il ventuno domani, Tevere, Quadrivio, Le Conquiste dell'Impero, Nuovo Occidente, Gioventù Italica. Molti di quegli intellettuali divennero comunisti, furono definiti da un vecchio esponente del PCI "fascisti redenti" e mondati in tal modo di ogni loro peccato. Per usare un termine evangelico furono "born again", rinati. Ma questa assoluzione, impartita al fonte battesimale di un partito politico (la definizione è di Paolo Mieli), ebbe l'effetto di oscurare le ragioni del loro passaggio all'antifascismo e quindi della continuità che ha caratterizzato la cultura italiana nel momento in cui il paese cambiava istituzioni e classe politica. Molto di ciò che il lettore troverà in questo libro è stato ricoperto per molti anni da un pudico velo. Grazie al lavoro di Mirella Serri la discussione è aperta.
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Corbaccio, 31/12/2010
Abstract: "Spazia con disinvoltura tra i nostri giorni e il Settecento, offrendoci scorci inconsueti sui dilemmi sentimentali di un'eroina."La StampaOUTLANDER 1: IL PRIMO CAPITOLO DELLA SAGA DA 25 MILIONI DI COPIE VENDUTE ORA DIVENUTA UNA SERIE TV DI SUCCESSO. *** L'anno è il 1945. Claire Randall, un'infermiera militare, si riunisce al marito alla fine della guerra in una sorta di seconda luna di miele nelle Highlands scozzesi. Durante una passeggiata, la giovane donna attraversa uno dei cerchi di pietre antiche che si trovano da quelle parti. All'improvviso si trova proiettata indietro nel tempo, di colpo straniera in una Scozia dilaniata dalla guerra e dai conflitti tra i clan... nell'anno del Signore 1743. Catapultata nel passato da forze che non capisce, Claire viene coinvolta in intrighi e pericoli che mettono a rischio la sua stessa vita e il suo cuore. L'incontro con il giovane e affascinante cavaliere scozzese James Fraser la costringe a una scelta radicale tra due uomini e due vite, in epoche così diverse tra loro. Ironica, avventurosa, appassionata e molto coraggiosa, Claire è una straordinaria eroina che conquista il cuore del lettore fin dalle prime pagine. "La straniera", primo capitolo della serie "Outlander" è un bestseller mondiale ricco di pathos, viaggi nel tempo, amore e avventura.
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Corbaccio, 31/12/2010
Abstract: Il libro racconta due imprese straordinarie. Il deserto del Taklimakan, chiuso fra le montagne hymalaiane, è il secondo deserto al mondo dopo il Sahara per superficie inabitabile. Carla Perrotti l'ha attraversato da nord a sud per 550 chilometri, di cui 400 mai toccati da orma umana, in 24 giorni di solitudine assoluta. Nell'australiano Simpson Desert, invece, Perrotti ha percorso 430 chilometri in 24 giorni "accompagnata" da dingo, falchi ed emù.
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Le brave ragazze vanno in paradiso le cattive dappertutto
Corbaccio, 31/12/2010
Abstract: Le donne hanno le carte in regola. Sono attrezzate per raggiungere gli uomini in tutti i settori più importanti della vita e anche per conquistare una chiara superiorità. Ma per raggiungere questo obiettivo occorre superare il muro di resistenze che frenano la loro energia: la paura dell'indipendenza, la paura dell'insuccesso, il peso della responsabilità, il timore di non essere più amate e l'eterna paura dei forti e decisi di essere sfruttati. Non esiste una formula indolore e anche le donne più sicure possono ricadere negli schemi tradizionali di sottomissione, dai quali liberarsi risulta poi molto difficile. In questo libro, Ute Ehrhardt, la psicologa tedesca che per prima ha affrontato il tema delle "cattive ragazze", propone una strada possibile. Un percorso doloroso, certo, ma necessario, costellato di esempi e testimonianze, per conquistare una profonda consapevolezza di sé, del proprio valore e delle proprie aspirazioni. Soltanto attraverso un'attenta analisi dei perché educativi e sociali che hanno condizionato e condizionano le donne è possibile interrompere il circolo vizioso che le porta ancora oggi ad assumere ruoli di secondo piano nel lavoro o nelle relazioni. Soltanto smettendo di essere "brave ragazze" si può diventare donne vere, vincenti.
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Corbaccio, 31/12/2010
Abstract: Il nostro mondo non andava oltre la vallata. Salivamo agli alpeggi per prendere il fieno, ma non oltre." Reinhold Messner, invece, è sempre andato più avanti degli altri, infrangendo ogni volta limiti consolidati. In giovane età ha abbandonato Funes e la piccola valle altoatesina della sua infanzia, ha conquistato per primo la vetta dell'Everest senza ricorrere alle bombole d'ossigeno e ha scalato tutti i quattordici ottomila del mondo. Dopo l'alpinismo su roccia e in alta quota si è dedicato alle grandi pianure, riuscendo nell'impresa di attraversare gli enormi deserti di sabbia o ghiaccio che ricoprono parte della crosta terrestre. "Di mia spontanea volontà cerco l'inferno", così commenta oggi le sue imprese. Che cosa dà a quest'uomo una marcia in più? Qual è la sua filosofia di vita? Dove trova la forza e la fantasia per ricominciare sempre da capo? Reinhold Messner risponde alle domande chiave sulla sua vita raccontando della sua terra, dei suoi genitori, della sua famiglia, parlando di amicizia ed egoismo, della morale borghese, degli insuccessi e dell'istinto che quasi sempre lo guida nella direzione giusta.
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Corbaccio, 31/12/2010
Abstract: Un grande atleta racconta la sua storia e ci spiega il perché della sua passione per la montagna in tutte le sue manifestazioni Chi è quest'uomo che non teme alcun rischio e che in montagna ha prestazioni quasi disumane? È lui stesso a parlarci di sé, a raccontarci la sua storia e il perché l'avventura estrema sia diventata per lui uno stile di vita. Hans Kammerlander ha cominciato a scrivere questo libro al campo base del Kanchenjunga, il primo dei tre ottomila che voleva scalare nella primavera del 1998, e lo ha continuato in ospedale dopo aver dovuto interrompere la sua "Trilogia" himalayana dal momento che, durante la sua discesa dalla montagna, gli si erano congelate le dita dei piedi. Ci racconta in modo coinvolgente la sua vita tra roccia e ghiacci, le sue avventure nella zona della morte, e della sua passione per la montagna che lo ha condotto, fin da giovanissimo, sulle più impervie pareti e sulle cime più alte del mondo. Avvincente, commovente e profondamente emozionante, il ritratto di un uomo "estremo" ma non per questo meno intensamente umano. Un libro per chi ama la montagna e per tutti coloro che vogliono capire cosa significa "superare il limite". In copertina: foto Archivio Hans Kammerlander
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Corbaccio, 31/12/2010
Abstract: L'infanzia di Constance è stata devastata da una madre che la maltrattava fisicamente e la tormentava psicologicamente. Picchiata e lasciata senza cibo, privata di un letto in cui dormire e continuamente insultata a causa della sua presunta bruttezza, la piccola Constance ha persino chiesto ai servizi sociali di mandarla in orfanotrofio e, al loro rifiuto, ha tentato di suicidarsi bevendo candeggina, perché "sapevo che eliminava ogni genere di microbi e mia madre mi aveva sempre detto che ero un microbo". A tredici anni è stata semplicemente abbandonata dalla madre, che si è trasferita in un'altra casa, lasciandola senza elettricità, senza gas, senza cibo. Ma Constance ha trovato la forza per reagire, per sopravvivere lavorando e studiando, per continuare una vita iniziata ferocemente. Questa è la sua storia: straziante, ma alla fine trionfante.