Trovati 849726 documenti.
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Spuma di mare : la saga della famiglia Mazzeo / Elena Magnani
Milano ; Firenze : Giunti, 2026
A
Abstract: Roma, 1912. Mimma non è più la bambina fragile e spaurita arrivata da Messina all'indomani del terremoto. Ha quattordici anni e una sete di vita che Petra, la sua tutrice, fatica sempre più a comprendere. Cresciuta tra le mura del convento, Mimma sente il richiamo di una città inquieta, fatta di vicoli polverosi, promesse di libertà e pericoli taciuti. È proprio qui che viene folgorata da Alessandro, carismatico e sfuggente, capo di una banda di ragazzi che vivono ai margini, tra espedienti e sfide. Con lui Mimma scivola in un gioco sempre più audace di segreti e silenzi, finché un evento drammatico non spezza l'equilibrio: l'innocenza si incrina e il peso della colpa – vera o solo creduta – comincia a modellare i destini, lasciando ferite destinate a durare. A vegliare su Mimma c'è sempre Tomaso Mazzeo, che porta con sé il peso di una maledizione mai sciolta e di un passato feroce. Muratore a Roma, diviso tra la protezione per Mimma e l'amore irrisolto per Petra, Tomaso è l'esile punto di equilibrio di un mondo pronto a crollare. Come possono convivere anime così diverse, tutte segnate dalle cicatrici della perdita? A sparigliare definitivamente le carte arriva la grande Storia: una guerra che sconvolgerà il destino di milioni di persone, un Paese in cerca di rivalsa, e poi la Spagnola, un virus che si farà strada nelle case e nei corpi, portando con sé scelte irreversibili. E nulla resterà intatto. Dopo "Mare avvelenato", Elena Magnani prosegue la saga della famiglia Mazzeo con un romanzo intenso e corale, una storia di crescita, appartenenza e libertà, in cui il mare continua a chiamare anche chi crede di esserne fuggito per sempre.
Barbara / Hermann Broch ; traduzione di Nino Muzzi
Roma : Castelvecchi, 2026
Cahiers
Abstract: Tradotta per la prima volta in italiano, “Barbara” è una novella intensa e ambigua in cui Hermann Broch trasforma il dopoguerra mitteleuropeo in un vero e proprio teorema sentimentale. Barbara è una giovane donna dalla doppia vita: dottoressa di giorno, militante comunista di notte, figura tragica ed enigmatica, sospesa tra disciplina morale e desiderio. L’amore dell’anonimo narratore per la collega innesca un gioco sottile di corrispondenze, proiezioni e tensioni erotiche che scivolano continuamente dal piano della realtà a quello dell’immaginazione. In una scrittura insieme lirica e onirica, Broch mette in scena le incertezze di un’epoca segnata dalla fine delle illusioni e dalla necessità di rifondare valori e identità. Il sentimento amoroso diventa il luogo in cui si riflettono le ambiguità politiche e morali del tempo: la speranza per il futuro sembra potersi costruire solo attraversando l’“abiezione morale”, accettando la perdita di confini tra bene e male, tra scelta individuale e destino storico. Breve ma densissima, “Barbara” è una storia di desiderio e smarrimento, in cui gli amanti finiscono per dissolvere se stessi l’uno nell’altra, rivelando la fragilità e la potenza dell’esperienza amorosa come forma di conoscenza.
Io e altri animali / Gerald Durrell ; traduzione di Mariagrazia Gini
Milano : Adelphi, 2026
La collana dei casi ; 163
Abstract: Oltre che uno dei naturalisti più originali del Novecento, Gerald Durrell è stato uno scrittore unico per grazia e sapienza stilistica – qualità che hanno decretato il successo di un capolavoro come "La mia famiglia e altri animali" e che ritroviamo intatte nei suoi scritti postumi, di recente riemersi come un dono inaspettato. Un mosaico di materiali eterogenei, dove si intrecciano le molte identità (e i molti talenti) di Durrell e le decine di luoghi da lui abitati e studiati: un abbozzo di memoir, in cui risaltano gli anni trascorsi nella nativa India coloniale; una serie di reportages che spaziano dall'Africa subsahariana all'intera Oceania, restituita nella lettera alla madre sulla Nuova Zelanda e nel taccuino del lungo viaggio australiano, incentrato sulla Grande barriera corallina; e una successione di carrellate etologiche, come quella sull'abominevole uomo delle nevi himalayano, che gli offre il destro per passare in rassegna altri animali leggendari. Pagine appassionanti, percorse da un incessante memento – ora implicito, ora dichiarato – sulla crisi della biodiversità e le relative responsabilità antropiche: perché per Durrell lasciare che una specie animale cada nell'oblio è qualcosa di semplicemente impensabile, «come bruciare un Rembrandt, trasformare la Cappella Sistina in una discoteca o demolire l'Acropoli di Atene per costruirci un Hilton».
Gli ultimi della lista : romanzo / Grégory Cingal ; traduzione di Francesca Mazzurana
Mondadori, 2026
Abstract: Agosto 1944. Parigi è ormai vicina alla Liberazione, ma dalla Gare de l’Est continuano a partire treni carichi di deportati, tra cui un convoglio composto da trentasette ufficiali dei servizi segreti alleati. Tra loro, il comandante Forest Yeo-Thomas, inviato speciale di Churchill; il capitano Harry Peulevé, membro dello Special Operations Executive; e il tenente Stéphane Hessel, agente dei servizi segreti della Francia libera. Destinazione: il Block 17 del campo di concentramento di Buchenwald. A tre settimane dall’arrivo, i loro nomi appaiono in una lista di uomini da giustiziare. Cercando la complicità della resistenza clandestina del campo, i tre ufficiali riescono infine a mettere a punto un piano tanto incerto quanto rischioso: darsi alla fuga assumendo l’identità di alcuni prigionieri del vicino Block 46, il “blocco delle cavie”, rimasti vittime degli esperimenti condotti dalle squadre mediche naziste per formulare un vaccino contro il tifo. Gli ultimi della lista ritrae tutte le forze in gioco a Buchenwald, triangoli verdi e rossi (i prigionieri comuni e quelli politici), guardie SS e Gestapo, esplorando gli equilibri alla base di quella che Primo Levi chiamò “la zona grigia”: un’area di compromesso tra persecutori e vittime, dove le possibilità di sopravvivenza dipendevano anche dal grado di complicità, resistenza e doppio gioco nei confronti dell’ordine imposto dai nazisti. Conciliando magistralmente una minuziosa ricerca storica e gli espedienti drammatici del romanzo, Grégory Cingal cattura tutta la tensione emotiva di questa vicenda che ha dell’incredibile, trasponendola in una corsa mozzafiato contro il tempo.
Bompiani, 2025
Abstract: Guido Contin detto Cognac abita in un casello dismesso della vecchia ferrovia adagiata tra i boschi del Cadore insieme a Moglie, la sua gatta. È anziano e non possiede più nulla se non una cartelletta piena di lettere indirizzate alle cime delle montagne e respinte al mittente. Sono pagine scritte a mano da un uomo che si firma con il nome di Onesto e racconta la sua vita con il fratello gemello Santo, l'incontro con Celeste, la guerra, la morte e l'amore. Sembrano storie semplici, di persone che accettano il destino senza porsi domande, aggrappate alla vita come i larici ai pendii più scoscesi. E invece rivelano vicende straordinarie: un rapimento, un figlio ritrovato, una terribile violenza, una bomba che cade nella notte, una fotografia nascosta tra le rocce, un segreto pieno di vergogna e, soprattutto, un amore inconfessabile che scorre attraverso la vita come un torrente impetuoso. Nella sua semplicità, Onesto ci rivela qualcosa di universale: “in molti credono che per scalare ci voglia forza, invece è proprio il contrario. Scalare, come vivere, non è questione di tenere, è questione di lasciar andare. Ogni cosa. La paura, l'incertezza, i problemi, le soluzioni, il passato, il futuro, le prese, gli appigli. Tutto quanto. Lasciare andare in un movimento continuo che avvicina al cielo”. Francesco Vidotto è un narratore capace di andare dritto al cuore delle cose. Con la storia di Onesto, Santo e Celeste ci emoziona, ci commuove, ci accompagna in alto, dove l'aria è sottile e ci si sentiamo intimamente rinnovati, capaci di guardare la vita con occhi nuovi.
Oltre il confine / Cormac McCarthy ; traduzione di Rossella Bernascone e Andrea Carosso
14. ed.
Einaudi, 2015