Trovati 25 documenti.
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In questa grande epoca / Karl Kraus ; a cura di Irene Fantappiè
Marsilio, 2018
Abstract: Scritto nel novembre del 1914, In questa grande epoca è una durissima resa dei conti con la retorica patriottica e nazionalista, un assalto frontale alla mendacia del giornalismo, un j'accuse senza appello contro la viltà degli intellettuali schieratisi con il potere e, non per ultimo, un disperato mettersi a nudo dello scrittore, che espone se stesso e le proprie inestricabili contraddizioni di ebreo antisemita e fervido conservatore contrario alla guerra in nome dello stato di diritto. Kraus traccia il quadro di un'epoca chiamata «grande», che sacrifica la vita umana e lo stesso spirito agli idoli del progresso e del denaro, sostituendo la realtà con la sua rappresentazione mediatica.
La muraglia cinese / di Karl Kraus ; a cura di Paola Sorge ; con un saggio di Cesare Cases
Roma : Lucarini, copyr. 1989
Abstract: Nel quartiere cinese di New York la missionaria bianca Elsie Siegel viene assassinata dal suo amante cinese, a quanto si dice dotato di molteplici esperienze nell'arte amorosa. È accaduto quel che sembra contravvenire a qualsiasi morale, perché ciò che non deve essere non può essere. C'è stato un assassinio, e l'umanità vorrebbe gridare aiuto. Non può farlo. Questo è l'inizio del brillante saggio sulla falsità della morale sessuale odierna. Karl Kraus lo pubblicò sulla sua rivista Die Fackel nel luglio 1909. Nel 1914 Oskar Kokoschka, che già aveva ritratto Kraus in diverse occasioni, preparò otto litografie che non illustrano il testo in senso stretto, ma ci raccontano una storia di amore e di morte, e quanto sia pericoloso saltare oltre il vallo di protezione della muraglia cinese.
Detti e contraddetti / Karl Kraus ; a cura di Roberto Calasso
Milano : Bompiani, 1987
Milano : Adelphi, 1974
Numeri rossi ; 16
Aforismi / Karl Kraus ; a cura di Paola Sorge
Firenze : Sansoni, copyr. 1992
[Milano] : Archinto, 2008
Abstract: Nel quartiere cinese di New York la missionaria bianca Elsie Siegel viene assassinata dal suo amante cinese, a quanto si dice dotato di molteplici esperienze nell'arte amorosa. È accaduto quel che sembra contravvenire a qualsiasi morale, perché ciò che non deve essere non può essere. C'è stato un assassinio, e l'umanità vorrebbe gridare aiuto. Non può farlo. Questo è l'inizio del brillante saggio sulla falsità della morale sessuale odierna. Karl Kraus lo pubblicò sulla sua rivista Die Fackel nel luglio 1909. Nel 1914 Oskar Kokoschka, che già aveva ritratto Kraus in diverse occasioni, preparò otto litografie che non illustrano il testo in senso stretto, ma ci raccontano una storia di amore e di morte, e quanto sia pericoloso saltare oltre il vallo di protezione della muraglia cinese.
Piano B, 2012
Abstract: In Kraus, maestro della satira grottesca e della risata amara, l'ironia sferzante e lo spirito anticonformista si traducono in articoli provocatori e dissacranti sulla società umana e le sue imperfezioni. Questa antologia originale curata e tradotta da Simone Buttazzi raccoglie satire, lettere e aforismi di grande attualità, nei temi e nella forza dirompente. Tra gli inediti troviamo Le voci di corridoio e Il necrologio, il caustico testo autobiografico Io e l'esilarante. Quando la sezione austriaca del club internazionale degli scrittori avrebbe dovuto accettarmi tra le sue fila. La penna pungente e sottile dell'autore austriaco, il suo bisturi tagliente secondo la definizione di Walter Benjamin, permette a Kraus di cogliere e distinguere ogni frammento della propria epoca - della nostra epoca - con incredibile attualità: la parodia del militarismo e del nazionalismo, i guasti della classe politica, la schizofrenia dell'opinione pubblica e del giornalismo, le storture della giustizia e le ipocrisie morali dei contemporanei.
Essere uomini è uno sbaglio : aforismi e pensieri / Karl Kraus ; a cura di Paola Sorge
Einaudi, 2012
Abstract: I pensieri sono esentasse. Ma danno delle noie è l'aforisma di Kraus che dà il titolo al primo dei sette capitoli in cui è strutturata l'opera. La penna al vetriolo del celebre autore satirico si confronta in questo volume con i temi più scottanti della sua attualità che è anche la nostra: la politica (che dà le stesse emozioni di un romanzo giallo); le donne (che sono casi limite); i vizi e le virtù umane (che sono imparentati come carbone e diamante); l'arte (che serve ad asciugarci gli occhi); la sua Vienna (dove si vive per mangiare ma si fa la fame) e infine se stesso (quando mi faccio tagliare i capelli, ho paura che il parrucchiere mi tagli via anche un pensiero). Precursore del woodyallenismo, è ritratto qui in tutto il suo stile e dispiegamento di idee, con un verve capace di coinvolgere anche i lettori completamente digiuni della sua arte che, il filosofo Sgalambro descrive così: Se Karl Kraus avesse scritto Il capitale lo avrebbe fatto in tre righe.
Lulu / Frank Wedwkind ; con un saggio di Karl Kraus ; [traduzione di Emilio Castellani]
Milano : Adelphi, [1972]
Biblioteca Adelphi ; 35
Abstract: Un autentico capolavoro del cinema ispirato alle due opere teatrali di Frank Wedekind, "Il vaso di Pandora" e "Lo spirito della terra", che al momento della loro pubblicazione vennero definite immorali. Anche il film, alla sua uscita, fece enorme scalpore, pur costituendo una delle vette del cinema di Pabst 'per il complesso equilibrio tra seducente sensualità e tragico senso dell'innocenza'. La forza del film nasce principalmente dall'incontro del talento di Pabst con la presenza magica dell'americana Louise Brooks, dal leggendario casco di capelli neri. Lulù, fioraia ambulante, giovane e bella, innocente e perversa, figlia di un mendicante, intrattiene rapporti altalenanti con diversi uomini: lo speculatore altoborghese Schön, l'atleta e saltimbanco Rodrigo, il giovane figlio di Schön, il vecchio protettore Schilgoch. In Lulu tutti si perdono poiché il suo istinto non conosce mascheramenti, e gli uomini che si imbattono in lei vi riconosceranno le falsità delle loro vite e la propria perdizione. Dopo drammatiche peripezie, la vita sempre in fuga di Lulù terminerà a Londra dove, ridotta ad adescare clienti per strada, cadrà sotto i colpi di Jack lo Squartatore.
Lulu / Frank Wedekind ; con un saggio di Karl Kraus
2. ed. riv
Milano : Adelphi, 1978
Detti e contraddetti / Karl Kraus ; a cura e con un saggio di Roberto Calasso
Milano : Adelphi, 1992
Milano : Adelphi, 1996
Abstract: La guerra mondiale è entrata completamente negli Ultimi giorni dell'umanità, senza consolazioni e senza riguardi, senza abbellimenti, edulcoramenti, e soprattutto, questo è il punto più importante, senza assuefazione (Elias Canetti).
Detti e contraddetti / Karl Kraus ; a cura di Roberto Calasso
Milano : Adelphi, 1972
Detti e contraddetti. A cura di Roberto Calasso
Milano : Adelphi, 1987
Detti e contraddetti / Karl Kraus ; a cura di Roberto Calasso
Milano : Adelphi, 1977
Biblioteca Adelphi ; 38
Elogio della vita a rovescio / Karl Kraus
Pordenone : Studio tesi, 1988
La terza notte di Valpurga / Karl Kraus ; prefazione di Marino Freschi ; a cura di Paola Sorge
Roma : Editori riuniti, 1996
La terza notte di Valpurga / Karl Kraus ; introduzione e traduzione di Paola Sorge
Ed. integrale
Editori riuniti, 2012
Abstract: Un silenzio rovesciato, così il filosofo Walter Benjamin ha definito l'intera opera di Kraus. Tra il maggio e il settembre del 1933, quel silenzio ha prodotto la prima, la più caustica, la più profonda ed esaustiva analisi del nazismo che mai sia stata scritta, con il suo celebre incipit. Su Hitler non mi viene in mente niente. Una dichiarazione che, se per assurdo avesse dato avvio a una delle acclamatissime letture pubbliche tenute a Vienna dal grande scrittore satirico, sarebbe stata seguita da una pausa ad effetto, per sottolinearne la paradossale ironia, per poi esplodere in quel formidabile attacco al regime di Hitler, in quella colata di lava incandescente che come scrive Paola Sorge nella sua introduzione al volume - scende con violenza via via più forte a bruciare un mondo inconcepibilmente disumano, con gli squallidi protagonisti e le comparse del terrore che lo popolano, e dà corpo alle centinaia di pagine vibranti e tormentate che compongono La terza notte di Valpurga.
Risorsa locale
Adelphi, 14/07/2016
Abstract: Fra i massimi scrittori di questo secolo Karl Kraus è finora il meno noto, fuori dai paesi germanici, soprattutto per l'enorme difficoltà che pone la lingua di ogni sua opera. Il volume che qui si presenta contiene in traduzione, per la prima volta al mondo, un'ampia scelta da suoi testi fondamentali. Kraus nacque a Jicin, in Boemia, nel 1874, e fin dalla prima infanzia visse a Vienna, dove morì nel 1936. Dopo un brillante inizio come critico ebbe l'offerta di scrivere feuilletons, noi diremmo elzeviri, per la "Neue Freie Presse", il grande quotidiano liberale di Vienna. Rifiutò l'offerta e stabilì una cesura definitiva fra sé e la società fondando subito dopo, nel 1899, una rivista, "Die Fackel", che è un unicum sotto tutti gli aspetti. Per trentasette anni, all'inizio con pochi collaboratori, e dal 1911 in poi interamente da solo, Kraus pubblicò le più che trentamila pagine di questa rivista, dove comparve la maggior parte degli scritti che poi raccolse, ogni volta lievemente modificati, nei vari volumi delle sue opere. Sulla "Fackel" Kraus scriveva della più trascurabile notizia di cronaca come dei più gravi fatti del mondo, attaccava le grandi potenze della stampa – prima fra tutte la "Neue Freie Presse" che lo aveva corteggiato – e della politica, riconosceva la rovina incombente nella regolata vita dell'Impero absburgico, ridicolizzava false glorie letterarie, 'recitava' satire trascinanti sulle mostruosità quotidiane – e in particolare sullo scandaloso intervento della giustizia nella vita sessuale –, si opponeva a grandi talenti di cui coglieva l'influenza nefasta – come Reinhardt –, scopriva e difendeva grandi scrittori – come Trakl e la Lasker-Schüler –, affrontava i classici con analisi sconvolgenti – come quella distruttiva su Heine e quella esaltatrice su Nestroy –, osava dire in tempo di guerra cose che pochi altri hanno osato e che nessun altro ha saputo dire come lui, svergognava capi di polizia responsabili di assassinio e finanzieri criminali, componeva poesie seguendo intatti canoni classici e una pièce di quasi ottocento pagine, "Gli ultimi giorni dell'umanità", che rivela una concezione formale di grande audacia – e Brecht se ne è servito non poco –, trattava con orecchio infallibile ogni questione di lingua, citava con arte tale da rendere superfluo il commento. Tutta questa disparata attività, di cui qui si sono dati solo gli esempi più ovvi, forma un'opera compatta: c'è come un "carattere Kraus" che riconosciamo in ogni sua riga – e ciò è dovuto anche alla sua esigenza fortissima, che ha anche un aspetto segretamente demoniaco, di assolutezza della persona e della parola. Fra i suoi scritti una delle zone più ricche è quella degli aforismi, pubblicati in tre raccolte fra il 1909 e il 1918, che qui si presentano in una larghissima scelta. Sono il più naturale accesso all'opera di Kraus, in quanto immettono subito nel cuore del suo pensiero e della sua arte del linguaggio – e perciò varranno anche a preparare il lettore italiano agli altri suoi scritti, la cui pubblicazione è prevista in un prossimo futuro.