Trovati 845208 documenti.
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Mentre vi guardo. La badessa del monastero di Viboldone racconta
Einaudi, 05/02/2013
Abstract: Una madre benedettina racconta l'esperienza del silenzio, la vita della comunità, le relazioni con le sorelle, la ricerca quotidiana di Dio. E parla di noi che viviamo fuori. L'arrivo al monastero in una mattina di nebbia nel 1964 sulla Seicento rossa del padre contrario all'idea che la figlia di 19 anni entrasse in convento. "C'era il Concilio Vaticano II, ma nel monastero eravamo ancora vestite come nel Medioevo". Madre Ignazia Angelini, badessa del monastero benedettino di Viboldone, Milano, racconta la clausura e gli incontri con noi che viviamo fuori: una ragazza sbandata che bussa alla porta, un grande manager che chiede conforto. Il viaggio nel monastero diventa una riflessione sul senso della vita e sull'oggi: sull'instabilità delle relazioni, sull'ambizione e la realizzazione di sé. Per imparare a ricominciare ogni giorno e avere un unico volto. "Non c'è un uomo che non possa avere la percezione dell'alterità e quindi capisca che la realizzazione di sé come persona dipende dalla relazione con altri".
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Einaudi, 25/06/2013
Abstract: "Un romanzo di formazione, storia di un ragazzo che non diventa uomo perché incontra la guerra".Piero Negri Scaglione 8 settembre 1943: uno dei momenti piú difficili della nostra storia. Il momento in cui una generazione si trovò davanti a un bivio che l'avrebbe segnata in maniera indelebile. La vicenda di Johnny, futuro partigiano del capolavoro di Fenoglio, riassume tutta la confusione di quell'attimo incredibilmente lungo; tutto il peso delle scelte prese quando infuria la battaglia. Primavera di bellezza (1959) è il terzo e ultimo libro pubblicato in vita da Beppe Fenoglio. "Il romanzo venne concepito e steso in lingua inglese. Il testo quale lo conoscono i lettori - dichiarò provocatoriamente - è quindi una mera traduzione".Con L'estate del '43 di Oreste Del Buono e la cronologia della vita e delle opere.
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Einaudi, 04/06/2013
Abstract: Con questo libro Trevisan, uno dei talenti piú originali della nostra narrativa, si rivela spigoloso auscultatore dei sintomi di una società malata, anatomopatologo che racconta, in un pietoso referto, le cause di quella insopportabile euforia suicida che inquina i nostri rapporti sociali ed esistenziali. Scritto come un'improvvisazione jazzistica, il romanzo è la trascrizione letteraria dell'incessante ruminare di pensieri, ricordi, immagini che si presentano nella mente del protagonista, un giovane disoccupato in perenne rivolta contro se stesso, gli amici, il padre, i suoi concittadini. Nel vorticante monologo di Thomas appaiono squarci di una provincia italiana descritta come il corpo putrescente di un cadavere, si aprono ricordi d'infanzia dove un padre impettito regala al figlio un'insopportabile filosofia di vita che tende a normalizzare la sua follia solitaria, reintegrandola nella piú conformistica follia sociale condivisa dagli altri. Thomas è invece l'antieroe moderno che non ci sta, ma che non ha altre armi per esprimere il suo rifiuto oltre la nevrosi e la scrittura. *** "Trevisan è uno scrittore assolutamente originale e inventivo. Mettendosi nel solco di una grande tradizione (quella di Bernhard e Beckett) in pratica ne dimostra l'inevitabilità, il potenziale ancora disponibile". Emanuele Trevi
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Einaudi, 24/09/2013
Abstract: Compattezza tematica, potenza e duttilità della metafora, ritmo e sonorità a scatti, con accelerazioni e rallentamenti, ribattute e controtempi. Le caratteristiche tipiche della poesia di Marcoaldi risultano potenziate al massimo in questa sua nuova raccolta in cui la tradizione poetica europea si sposa con l'influenza della sapienza orientale e delle sue forme. Le trappole della vita sono ovunque, nelle leggi della natura, nella politica e anche nell'economia, che oggi più che mai domina il mondo. Ma sono soprattutto dentro la mente degli uomini. Hanno la forma di regole, meccanismi, abitudini, falsi obiettivi che provocano angoscia e allontanano dalle gioie più autentiche. Quasi componendo una piccola guida dei perplessi, i versi di questo libro smontano l'insieme degli artifici sociali con interrogazioni continue, epigrammi sospesi nel silenzio a catturare frammenti di energia da cui ripartire.
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Paesaggio Costituzione cemento
Einaudi, 02/10/2012
Abstract: Il paesaggio è il grande malato d'Italia: è devastato impunemente ogni giorno, sotto gli occhi di tutti, per il profitto di pochi. Ecco la diagnosi lucida e spietata da cui Salvatore Settis prende le mosse per analizzare il baratro che separa i principî di tutela del territorio, sanciti dalla Costituzione, dal degrado dello spazio che abitiamo. Un degrado che rappresenta anche una forma di declino complessivo nelle regole del vivere comune, reso possibile dall'indifferenza, dal malcostume diffuso e dalle leggi contraddittorie, aggirate con disinvoltura. Un'indagine che risale alle radici etiche e giuridiche del saccheggio del Bel Paese, per reagire e fare "mente locale" contro speculazioni, colpevole apatia e conflitti tra poteri. Una necessaria manifestazione di civiltà, per non sentirci fuori luogo nello spazio in cui viviamo. E per evitare che il cemento soffochi anche il nostro futuro.
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Einaudi, 16/04/2013
Abstract: Stampato per la prima volta nel 1955 in migliaia di copie e tradotto in moltissime lingue, I miei sette figli è un documento fondamentale dell'epopea partigiana italiana. Mai nella storia di un popolo, neppure nelle sue leggende, si era avuto il sacrificio di sette fratelli caduti nello stesso istante e per la stessa causa. La vicenda di Alcide Cervi e dei suoi sette figli è quella di una famiglia contadina che guarda avanti, piú avanti degli altri, e comprende come per rendere piú produttiva la terra sia necessario appropriarsi di tecniche piú moderne. Ma è anche la vicenda di una famiglia partigiana che, grazie a una conquistata coscienza culturale e politica, intraprende una tenace lotta contro le ingiustizie sociali e il regime fascista fino alla scelta estrema di imbracciare le armi. Intensa, ma purtroppo troppo breve, la Resistenza dei Cervi si conclude il 28 dicembre 1943, quando i sette fratelli vengono trascinati di fronte al plotone di esecuzione. Sopravvissuto allo sterminio dei figli, il vecchio Alcide torna a coltivare di nuovo la terra con le donne e i nipoti superstiti, e ci lascia, con la saggezza che viene dal dolore e da una grande fede nella vita, un'indimenticabile testimonianza dell'inesauribile forza dei valori della Resistenza. Questa edizione contiene una introduzione di Luciano Casali che, oltre a contestualizzare la storia della famiglia Cervi, racconta soprattutto le vicende legate alla nascita del libro e agli interventi apportati alla seconda edizione del 1971.
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Einaudi, 02/04/2013
Abstract: Viviamo oggi la grande transizione dal secolo delle Masse, il XX, al secolo Personal, il XXI, dove domina l'Individuo: siamo noi, padri e madri e figli e figlie, l'umanità decisiva perché online il Buio non prevalga sulla Luce. A patto di alimentare nei nuovi media digitali valori classici, tolleranza, ragione, equanimità, curiosità, allegria, critica, autocritica, libertà, dialogo e confronto. Molte delle innovazioni tecnologiche sono nate con uno scopo diverso da quello per cui le ricordiamo: il torchio a stampa riproduceva Bibbie in latino; il telegrafo lanciava sos; la radio era solo un "telegrafo senza fili"; Arpanet, l'antenata di internet, era una difesa in caso di attacco militare. È stato con il "mutamento dei contenuti" che è avvenuta la rivoluzione. Quando gli stampatori pubblicano testi in volgare e i primi giornali, quando il telegrafo trasmette le corrispondenze degli inviati del "Times", quando Hitler e Roosevelt utilizzano la radio per fare propaganda. Oggi siamo a questo stesso passaggio dell'era cibernetica. Anche se abbiamo creato gli strumenti del domani, vi travasiamo ancora i vecchi contenuti: l'editoria che cerca una soluzione alla crisi negli e-book, la scuola che si mette online, la fabbrica che diventa digitale. "Il XXI secolo è l'epoca degli individui, - dice Riotta, - leader politici, tecnici specializzati e artigiani del web che creeranno i contenuti di una rivoluzione attesa da tempo e la cui battaglia per l'egemonia è appena iniziata".
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Einaudi, 12/03/2013
Abstract: I ricordi della ritirata di Russia scritti in un lager tedesco dall'alpino Rigoni Stern nell'inverno del 1944, pubblicati da Einaudi nel 1953 sotto il titolo Il sergente nella neve e da allora long-seller per il candore e la forza con cui viene rappresentata la lotta dell'uomo per conservare la propria umanità. Un sogno di pace rivisitato nel 1973, quasi trent'anni dopo, in Ritorno sul Don, un viaggio non solo nello spazio, ma anche nel tempo, senza rancori e senza voglia di rivalse, come atto d'amore e di riappacificazione con gli uomini e con la storia.Cronologia della vita e delle opere a cura di Giuseppe Mendicino.
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Einaudi, 19/11/2013
Abstract: Teoria estetica, che qui si presenta in una nuova traduzione attenta a restituirne le peculiarità stilistico-espressive, è l'ultima opera a cui ha lavorato Adorno. Rimasto allo stato di grande frammento per l'improvvisa morte dell'autore (1969), questo testo rappresenta l'estremo punto di approdo della riflessione adorniana, che si volge alla realtà dell'arte rimeditando esperienze che hanno segnato il Novecento (da Valéry a Beckett, da Schönberg a Celan, da Klee a Brecht), per tentare però di cogliere le dinamiche costitutive dell'opera d'arte in generale e documenta un pensiero all'atto del suo stesso istituirsi nel confronto con ciò che maggiormente sfugge alla discorsività razionale, appunto la dimensione concreta dell'arte. L'estetico viene inteso da Adorno come il luogo di massima negatività per la ragione, ma non nel senso di qualcosa da esiliare nell'irrazionale, bensí nel senso di ciò che, in quanto costitutivamente altro, muove dall'interno e sollecita il pensiero dialettico nell'epoca della piena affermatività. La presa di distanza da facili schemi ideologici che riducono la creazione artistica a veicolo di messaggi, la demistificazione dell'edonismo che impera nella concezione dell'esperienza estetica propria del senso comune borghese, la sottile analisi delle implicazioni sottese ai rapporti dialettici tra arte, natura e mito, e non da ultimo la lucida enucleazione delle difficoltà in cui è invischiata la stessa tradizione della filosofia moderna dell'arte, fanno di Teoria estetica di Adorno uno dei massimi testi del Novecento filosofico ed estetico, in grado di dialogare con l'orizzonte culturale dell'odierna contemporaneità.
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Einaudi, 16/04/2013
Abstract: "A cavallo dei trent'anni vissi un periodo in cui tutto quello che toccavo si trasformava in un fallimento". Paul Auster indaga negli anni del suo iniziale insuccesso e racconta la sua lotta quotidiana per "sbarcare il lunario". Diventare scrittori, dice Paul Auster, significa essere scelti, e non aver piú scelta. Da quel momento il tempo si divide tra ciò che si fa per "sbarcare il lunario" e lo spazio prezioso che, di sera o nei fine settimana, si riesce a dedicare alla scrittura. Ricostruendo il suo difficile ambiguo rapporto con il denaro dall'adolescenza alla maturità, Auster affida a queste pagine una parziale autobiografia. Seguiamo dunque il piccolo Paul che, come ogni bravo bambino americano, si offre per spalare la neve dal vialetto dei vicini, e attraverso molte avventure, degne (inaspettatamente) di un vero cultore della "scuola della strada", naviga su una petroliera, fa il centralinista nella sede parigina del "New York Times" o il ghost writer per una ricca americana in Messico. Tutte professioni senza un domani, che però lo arricchiscono di storie e personaggi.
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Einaudi, 24/09/2013
Abstract: La raccolta che rivelò il Pavese scrittore concentra e mette a fuoco un intero universo esistenziale, quello che sarà successivamente declinato nei romanzi e nei racconti. La Torino dei viali, dei corsi, delle sponde del Po, metafora di una "solitudine che è la fine dell'adolescenza", popolata da creature sradicate e notturne; una campagna che non è solo e necessariamente Langa, ma tende a trasfigurarsi in dimensione mitica e primordiale; un io che rimane distinguibile, nella propria appartata estraneità e nell'anelito amoroso e fantastico, pur se mimetizzato nel racconto di vicende altrui. "Il progetto di Pavese è quello della poesia narrativa, di un moderno verso epico adatto ad eroi nuovi, abbassati, vinti, sognanti e dannati", scrive Vittorio Coletti nell'introduzione a questa riedizione di Lavorare stanca. L'organizzazione dei testi è la stessa proposta da Mariarosa Masoero, che qui aggiorna la sua Nota al testo, nel volume completo delle Poesie pavesiane uscito negli "Einaudi Tascabili".
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Einaudi, 09/04/2013
Abstract: Lasciato dalla moglie, sull'orlo del carcere per essersi appropriato di denaro dell'azienda in cui lavora, frustrato nelle proprie aspirazioni di geniale inventore, Erdosain entra in contatto con una strana setta dalle oscure e inquietanti mire politiche. In un cocktail ideologico che mette insieme disinvoltamente comunismo e fascismo, populismo e schiavismo, la setta vuole dominare il mondo e per autofinanziarsi cerca di organizzare il più grande bordello del Sudamerica. Dal canto suo, Erdosain, sempre più alla deriva esistenziale, viene coinvolto in un rapimento a scopo di estorsione. Con questo romanzo, considerato il suo capolavoro, il maestro di Onetti e di Sàbato riscrive Dostoevskij in chiave sudamericana, con la follia, l'ironia e la visionarietà di un grandissimo scrittore. *** A proposito dei personaggi dei Sette pazzi si è parlato di "dandysmo lumpen" (David Viñas). La definizione si attaglia perfettamente all'Astrologo, frutto emblematico di quella Buenos Aires che Arlt vede: luogo della giustapposizione e dell'incoerenza, in cui l'unica ribellione che vale è alla fine quella assoluta e, in quanto tale, individuale, solitaria, esistenziale, disperata. Lo sa bene l'Astrologo, e lo dice pure il "romanzo dal doppio titolo" quando, con ironia definitiva, chiude I sette pazzi con Erdosain che dice sorridendo all'Astrologo: "Lo sa che lei assomiglia a Lenin?", e apre I lanciafiamme con l'Astrologo che mormora fra sé in risposta: "Sì... ma Lenin sapeva dove stava andando". Mentre lui naturalmente non ne ha alcuna idea, come forse non ce l'ha nemmeno Dio. Nella Buenos Aires di Arlt è impossibile sapere dove si sta andando. È già fin troppo puntare sulla sovversione chiamando a raccolta tutte le speranze, tutti i sogni, "questo bisogno di meraviglie impossibili da soddisfare" che rendono freddamente rabbioso Erdosain. Dalla prefazione di Ernesto Franco
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Einaudi, 12/03/2013
Abstract: Anna Blume era partita alla ricerca del fratello giornalista, scomparso senza lasciare traccia durante un reportage, ed è approdata nel Paese delle ultime cose: ormai per lei e per tutti non c'è piú possibilità di salvezza, di fuga. La definitiva catastrofe si è compiuta ma nonostante tutto Anna resiste e si aggrappa a tutte le sue forze per sopravvivere salvando in qualche luogo della sua coscienza una traccia di irrinunciabile umanità, una testimonianza di amicizia, persino d'amore. E con essa la voglia di raccontare e conservare la memoria di quanto accaduto affinché anche gli altri sappiano. Con evidenti richiami alla letteratura fantastica, al noir, ma anche appellandosi alla nostra storia recente, Nel paese delle ultime cose è un tour de force crudo e affascinante che rivela via via la sua intenzione provocatoria: scrivere il romanzo del ventesimo secolo, le tappe di un viaggio infernale con i suoi moderni dannati.
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Einaudi, 16/07/2013
Abstract: "Non è mai buon segno, la rimozione. Come l'oblio o la perdita della memoria. Sono tutti sintomi, imparentati ma diversi, di debolezza o di malessere. Negli individui come nei popoli o nelle comunità. Si associano sempre alla perdita di una parte grande o piccola della propria identità. Questo libro nasce per impedire che una piccola ma significativa perdita di identità si completi: quella della società italiana di fronte alla sua storia, alla storia di cultura accumulata per combattere un nemico che ne ha messo a dura prova la democrazia colpendola ripetutamente al cuore. Un nemico che si chiama mafia. [...] L'obiettivo di questa antologia è restituire un'ossatura di memoria alla cultura civile nazionale e offrirla in particolare alle generazioni piú giovani, affinché acquistino coscienza del cammino compiuto". Dall'introduzione di Nando dalla Chiesa
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Einaudi, 26/11/2013
Abstract: "In principio tutto era vivo. Anche i piú piccoli oggetti erano dotati di un cuore pulsante, e perfino le nuvole avevano un nome". Ricorda quel tempo all'inizio del tempo: quando tutto risplendeva nella luce della prima volta. Quando eri bambino. Il momento aurorale in cui vennero tracciati i confini tra il "mondo fuori", quello delle cose, degli altri esseri umani, delle esperienze - la luna, i cartoni animati, il baseball, la mamma - e quello interiore, della coscienza, dei pensieri, delle delusioni, della felicità. E adesso che sei entrato "nell'inverno della vita" ripensa a quei confini, disegnali in una mappa che possa aiutare il lettore, quello anziano come il piú giovane, a orientarsi. Notizie dall'interno è proprio questo: il racconto dell'infanzia di Paul Auster, la storia di questo piccolo "apprendista d'uomo" nell'America degli anni Cinquanta e di come quelle esperienze, quegli incontri, hanno plasmato il mondo interiore del futuro autore della Trilogia di New York. Ma se la formazione della coscienza è la posta in gioco di ogni vita - perché è lí che vivono il dolore, l'amore, la felicità - per lo scrittore l'indagine di quel territorio è ciò che dà senso al proprio lavoro. Per questo Auster non si limita all'infanzia ma nelle quattro parti che compongono Notizie dall'interno affronta altri momenti decisivi in cui la vita (nei suoi modi a volte sfuggenti, altre volte traumaticamente sfacciati) ci plasma. Nel caso di Paul Auster può essere il ritrovamento di un carteggio intimo e sofferto con la prima moglie, rivivere i difficili anni di apprendistato a Parigi o anche la visione di un banale film di fantascienza. Ma tutto, lettere, trame di film, racconti fulminanti, compongono un'unica storia che, nel momento in cui ci permette di affacciarci sul mondo privato di un artista, ha la potenza di un reportage dal mondo interiore di ognuno di noi. *** "La voce di Paul Auster è ipnotica come quella del vecchio marinaio di Coleridge. Iniziate uno qualunque dei suoi libri e a pagina due non potrete già piú smettere". "The New York Review of Books"
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Einaudi, 12/03/2013
Abstract: Che fine ha fatto Hector Mann? Era una stella di Hollywood, all'epoca del cinema muto, ma poi è scomparso nel nulla. Molti anni dopo David Zimmer ripercorre le tracce della sua incredibile storia. Ma qualcuno non vuole che la verità venga a galla. Hector Mann ha concepito la vita come un'opera d'arte, e Zimmer scopre a proprie spese che l'arte può dare e togliere la vita. Qui Paul Auster tocca il cuore dell'esperienza artistica, la sua fragilità e la sua forza; perché e per chi esiste l'opera d'arte.
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Einaudi, 23/07/2013
Abstract: La strada che va in città, È stato cosí, Valentino, Sagittario, Le voci della sera e i racconti: Un'assenza, Casa al mare, Mio marito, La madre, Estate.
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Einaudi, 28/05/2013
Abstract: Murakami Haruki in uniform edition Super ET, con le copertine di Noma Bar. *** Un uomo abbandonato dalla moglie parte per l'isola di Hokkaido, dove deve consegnare un pacco alla sorella di un collega. In una località di mare una ragazza stringe amicizia con un pittore che ha la passione di accendere falò in spiaggia. Un giovane vaga per la città pedinando un uomo a cui manca il lobo dell'orecchio, convinto sia il padre che non ha mai conosciuto. Una donna dopo un difficile divorzio si concede una vacanza a Bangkok e una vecchia le prevede un sogno. Un Ranocchio si introduce a sorpresa nella casa di un impiegato di banca per salvare la città di Tokyo. Tre amici, due giovani studenti e una ragazza. Tutti innamorati. Ma di chi, veramente? Sullo sfondo di questi sei splendidi racconti ritroviamo ogni volta lo sconvolgente terremoto di Kobe del 1995, un grande trauma collettivo, conservato nella memoria.
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Einaudi, 22/10/2013
Abstract: Il carcere e La casa in collina: i due romanzi brevi che sancirono la maturità artistica di Cesare Pavese. Scritti a distanza di dieci anni l'uno dall'altro (il primo è del '38-'39, il secondo del '47-'48), sono diversi per intensità della narrazione, ma analoghi per comunanza d'esperienza umana. Nel Carcere Pavese segue la vita di un confinato politico, Stefano, in un paesucolo del Mezzogiorno. Nella Casa in collina le vicende personali di Corrado si intrecciano inesorabilmente ai drammatici eventi storici di Torino bombardata, la resistenza operaia, i partigiani, i fascisti. Mai come in queste pagine la tormentata riflessione intellettuale di Pavese si unisce a una lucida analisi dei personaggi e dei luoghi, in un confronto serrato tra la solitudine, il ripiegamento interiore, e l'urgenza del mondo, dei fatti che accadono intorno: il tentativo, tutto pavesiano, di una conciliazione profonda e sofferta tra il mito e la storia.
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Einaudi, 24/09/2013
Abstract: Dopo alcuni anni di silenzio, Patrizia Valduga riparte da dove eravamo rimasti, e cioè dalle poesie pubblicate nella Postfazione agli Ultimi versi di Raboni. Questa dolente preghiera iniziale dà alla nuova raccolta il senso della continuità e di un dialogo ininterrotto che si dirama però, nelle due sezioni successive, in direzioni diverse e complementari. Da un lato una sorprendente autoanalisi tra biografia, psicologia e letteratura, dall'altro lo scontro con alcuni aspetti della società contemporanea attraverso una sapiente rigenerazione dell'invettiva come genere poetico. Dall'interiorità più segreta all'esterno e al collettivo con ritorno all'interiorità e alla preghiera, a chiudere in un ciclo tutto il libro. Apparentemente è la raccolta più varia e diversificata di Patrizia Valduga, in realtà è forse la più compatta, legata a un unico fortissimo nodo ispirativo.