Trovati 845623 documenti.
Trovati 845623 documenti.
Disegni e dipinti di antichi maestri dal 15. al 19. secolo / a cura di Silvana Bareggi
Milano : Stanza del Borgo, c1986
Fogli di antichi maestri : disegni dal 16. al 19. secolo / a cura di Silvana Bareggi
Milano : Stanza del Borgo, c1985
Fogli di antichi maestri : collezione di disegni dal 16. al 20. secolo / a cura di Silvana Bareggi
Milano : Stanza del Borgo, c1986
Fortuny e Wagner: il wagnerismo nelle arti visive in Italia / a cura di Paolo Bolpagni
Venezia ; Milano : Fondazione Musei Civici di Venezia ; Skira, c2012
Abstract: Questo libro e la mostra di cui è espressione sono frutto di un lungo lavoro di ricerca attorno a un tema che non era mai stato oggetto di studi mirati né di specifici eventi espositivi: l'influenza, a livello iconografico ed estetico, che Richard Wagner e il fenomeno del wagnerismo esercitarono sulle arti visive in Italia tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento. Personaggi e vicende dei drammi musicali di Wagner ricorrono ampiamente nei dipinti, nelle sculture, nei disegni, nelle stampe di quegli anni, in Italia come nel resto d'Europa. Un ruolo di protagonista assoluto, in questo ambito, spetta a Mariano Fortuny, autore di un Ciclo wagneriano che comprende decine di dipinti e incisioni, qui presentati integralmente. Le opere di Fortuny (spagnolo che scelse di diventare veneziano, inafferrabile e multiforme creatore) sono quindi messe a confronto con quelle di altri artisti italiani dell'epoca, che si ispirarono a Wagner o alle atmosfere simboliste e misteriose evocate dalla sua musica: Balestrieri, Viazzi, Prati, Palanti, Previati, de Maria, Martini, Wildt... E in un'ottica di studio complessivo sulla comunicazione visiva, non sono tralasciati nemmeno l'illustrazione, la cartellonistica, la caricatura e persino le cartoline e le figurine Liebig. A completamento dell'itinerario iconografico è presente anche una selezione di opere di importanti autori internazionali come Brossa, Kiefer, Tàpies e Bill Viola.
DeriveApprodi, 2014
Abstract: Dalla fine degli anni Sessanta, con l'onda lunga del '68 italiano, il manifesto è stato uno dei principali strumenti della comunicazione politica. Nel vivo di quelle mobilitazioni conobbe una vera e propria rinascita, sia nel linguaggio grafico che nei modelli d'informazione e agitazione. Questo libro svolge un'analisi dei codici comunicativi che i diversi partiti e movimenti italiani utilizzarono nei loro manifesti. La grafica politica si rinnovò anche sulla base degli stimoli e degli impulsi che provenivano da altri paesi, dai manifesti del Maggio parigino a quelli latinoamericani, dai disegni underground statunitensi ai grandi cartelloni della Cina maoista. Sperimentazioni grafiche che si intrecciarono a cliché più consueti, recuperati dall'iconografia del movimento operaio. Il confronto tra i manifesti italiani e quelli esteri e tra manifesti di differenti organizzazioni, più o meno distanti dai movimenti, mostra come il linguaggio della rivolta abbia influenzato l'immaginario politico nel suo complesso e le sue rappresentazioni iconiche, sconvolgendo anche la grafica dei partiti istituzionali. Nei primissimi anni Ottanta, con il declinare dei movimenti e il ritorno della politica nei luoghi istituzionali, il ruolo di questo medium declinò e la pervasività della televisione lo rese progressivamente marginale o, per lo meno, ne cambiò profondamente la funzione.
L' artista e il potere / Alessandro Dal Lago, Serena Giordano
Il Mulino, 2014
Abstract: Il leader politico che scrive poesie o romanzi. L'artista che crede di cambiare il corso del mondo con la sua opera. I potenti che commissionano il proprio mausoleo al celebre scultore, sfidando la malasorte e il ridicolo. Un team di architetti e scultori che progetta la rifondazione di una città terremotata come un museo en plein air... Sono solo alcuni degli episodi significativi con cui il libro racconta la storia del rapporto che lega arte e potere. Se il potere è attratto irresistibilmente dall'estetica, l'arte sembra esprimere a sua volta una vera e propria volontà di potenza. Una relazione che è caratterizzata, oggi più che mai, da una profonda ambiguità, da cui sembra impossibile prescinderei sullo sfondo il mercato, un autentico tritacarne che fagocita ogni cosa, anche le forme espressive più antagoniste, come nel caso della street art e di Banksy.
Dittatura e monarchia : l'Italia tra le due guerre / Domenico Fisichella
Carocci, 2014
Abstract: Nel disordine che colpisce l'Europa con la Grande Guerra, la crisi del sistema parlamentare apre in Italia la strada al fascismo. Sul piano internazionale esso si muove tra Francia e Gran Bretagna da una parte, Germania dall'altra. Le sfide si susseguono su diversi terreni: delitto Matteotti, Patti lateranensi, depressione del 1939, imprese coloniali, guerra civile spagnola, legislazione razziale, seconda guerra mondiale. All'iniziale non belligeranza segue l'allineamento alla Germania, fino al crollo del regime di Mussolini. È in questo ampio scenario che si colloca il problema delle relazioni tra dittatura e monarchia. Qual è il significato della diarchia? Come si configura il dualismo di Stato e partito? V'è stata la fascistizzazione dello Stato e della società civile? Quale ruolo ha svolto la Corona, e perché, nella fine del regime e nel capovolgimento dell'alleanza bellica? Perché e come il Re ha lasciato Roma? Quale lettura dare della Resistenza, e come si giunge alla Repubblica? Infine, quali sono oggi le condizioni della democrazia repubblicana?
Bologna : Il mulino, 2014
Studi e ricerche dell'Associazione Archivio storico Olivetti
Abstract: Riprendendo il titolo di un documentario prodotto nel 1949 dalla Olivetti, Caterina Fiorentino esplora la storia dell'azienda di Ivrea, raccontandone i prodotti, la ricerca, la capacità d'innovazione e la cultura. Attraverso la lettura dell'attività pubblicitaria e di promozione culturale, emerge quella storia fatta di lavoro, arte e produzione, che ha reso la Olivetti una delle imprese più importanti nello sviluppo economico italiano del Novecento. Il vasto repertorio visivo analizzato, realizzato da grafici, designer, pittori e scultori e i contenuti letterari consultati parlano di lavoro manuale, di tecnica e di cicli produttivi e mostrano come il codice visivo adottato si avvalga di segni ricorrenti figure femminili, mani, parti meccaniche, elementi naturali e alfabeti che hanno reso la comunicazione pubblicitaria efficace, innovativa e spesso indipendente dal prodotto. Il volume, frutto di una ricerca svolta presso l'archivio storico Olivetti, fa emergere con forza il fondamento etico e ragionato dell'interazione tra uomo, tecnologia e territorio e la convinzione della responsabilità dell'industria quale parte integrante, costitutiva e costruttiva, della società, senso profondo dell'opera e della volontà di Adriano Olivetti.
L' Italia raccontata : dall'Unità alla Grande guerra / [a cura di] Enrico Ghidetti
Le Lettere, 2014
Abstract: Questa antologia raccoglie una serie di testimonianze e rielaborazioni, per lo più narrative, di eventi cruciali nella storia dell'Italia unita, dall'impresa dei Mille alla marcia su Roma, come li videro - o soltanto li immaginarono o ricostruirono sulla scorta di personali ricordi e/o documenti d'epoca - autori più o meno noti, accomunati tuttavia dalla condizione di aver vissuto, da vicino o da lontano, quei momenti. Così, pur variando da un autore all'altro, col trascorrere degli anni e il succedersi delle generazioni e dei modi di far letteratura, l'impegno etico-politico, l'orientamento ideologico e il talento letterario, gli avvenimenti di cui questo libro è intessuto si possono considerare, se non sempre, riferiti in presa diretta, comunque sintomatici del colore del tempo. Quello che ha costituito e costituisce materia di studio, ricerca e riflessione storica è qui raccontato da diversi, talora opposti punti di vista, comunque impregnati del colore del tempo, con passione, sdegno o disincanto, in capitoli di cronaca o frammenti di memoria.
Roma ; ; Bari : Laterza, 2014
I Robinson. Letture
Abstract: Mafia Republic si basa su due semplici principi: il primo è che fra le tre grandi mafie italiane esistono molte più differenze di quanto potrebbe sembrare a prima vista. L'altro principio è che a dispetto di queste differenze le mafie hanno molto in comune, innanzi tutto il rapporto perverso con lo Stato italiano. Uno Stato in cui si sono infiltrate, con cui hanno collaborato, contro cui hanno combattuto. L'Italia non ha entità criminali statiche e solitarie, ma un ricco ecosistema malavitoso che continua ancora oggi a generare nuove forme di vita. Questo è il racconto di una storia lunga più di sessant'anni che si intreccia in molte, troppe, fasi con quella della Repubblica italiana.
Management del servizio sociale : modelli e strumenti / a cura di Angelina Di Prinzio
Carocci Faber, 2014
Abstract: Il testo, che si propone come manuale organico per la formazione al servizio sociale, affronta le questioni connesse ai cambiamenti della professione e dei contesti organizzativi in cui essa è chiamata a operare. Lo scenario in cui si colloca la professione oggi vede l'interlocuzione costante con nuovi soggetti erogatori dei servizi alla persona. Ciò obbliga i professionisti all'acquisizione di competenze di management coerenti con l'assetto valoriale e metodologico di riferimento.
Rizzoli, 2014
Abstract: A Venezia, già nel XIV secolo, la figura dell'Avogador aveva una funzione precisa: controllare che non venissero effettuate ruberie ai danni del bene pubblico. Poteva svolgere questo ruolo solamente chi non avesse alcun conflitto di interesse con ciò che doveva controllare. Le vicende giudiziarie che hanno coinvolto il MoSE, la grande opera ideata per risolvere il problema dell'acqua alta a Venezia, dimostrano invece il fitto intreccio che legava controllori e controllati, con conseguenze nefaste per la città, la regione e il bene comune. In questo libro Francesco Gavazzi e Giorgio Barbieri ricostruiscono la palude che per due decenni ha pervaso non solo il MoSE, ma anche l'Alta Velocità, l'Expo di Milano e altre grandi opere italiane. Dal libro emerge un sottile ma resistente filo rosso che collega la Tangentopoli degli anni Novanta al Sistema MoSE. Corruzione delle leggi prima ancora che violazione delle leggi. La vicenda del MoSE è l'emblema di un un sistema che ha corrotto il Paese a tutti i livelli, durante la prima e la seconda Repubblica, e che ora mette con le spalle al muro la politica: spetta a lei trovare l'antidoto affinché casi del genere non si ripetano più.
Villorba : Anordest, 2014
Abstract: La storia di Prima Linea, che si è sviluppata lungo l'indefinito crinale tra l'eterogeneo movimento extraparlamentare di sinistra e l'organizzazione clandestina, è un fenomeno ancora poco sviscerato del terrorismo rosso in Italia a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. Eppure questa formazione ha svolto un'attività durata sei anni, con una soglia di autentica pericolosità non superiore ai quattro anni, seconda soltanto alle Brigate Rosse, firmando almeno 258 episodi di terrorismo, 923 persone inquisite, 722 uomini e 201 donne, di cui due terzi di età compresa tra i 20 e i 30 anni, provocando una ventina di vittime. Le ragioni? Si può supporre che una di queste derivi dalla sua caratteristica bipolare, com'è stata definita dai suoi fondatori, cioè dalla compresenza al suo interno di un livello clandestino e di uno pubblico. In altri termini, è come se Prima linea fosse rimasta vittima dalla sua natura esasperatamente collettiva, che ne ha corroso l'immagine e reso flebile il messaggio eversivo nella ricostruzione storica. Ciò a differenza del presunto monolitismo delle Brigate rosse, che hanno avuto nell'organizzazione verticistica, occulta e fortemente gerarchizzata, il collante per affermare nell'immaginario collettivo l'idea di autentico partito armato. Un modello di per sé refrattario ai principi di Prima linea sia per la volontà esplicita di essere alternativi alle Br, sia per il suo intento di fondarsi in maniera estensiva su legami interpersonali e amicizie.
Seta : : dizionario delle mezzetinte 1628-1939 : da Avinato a Zizzolino / / Chiara Buss
Cinisello Balsamo : Silvana, 2013
Abstract: Il volume presenta un rarissimo campionario di sete italiane datato 1628, conservato presso l'Archivio di Stato di Milano, che contiene 113 esemplari di taffetas e raso nelle tonalità intermedie - le mezzetinte - inventate nei centri italiani della seta. Accanto a ogni campione vengono citati il nome del tessuto e quello del suo colore: per la prima volta termini tanto spesso letti nei documenti trovano finalmente riscontro.Ogni carta del campionario è riprodotta nel libro con la trascrizione completa delle note, mentre nei saggi sono descritte le diverse tecniche di tintura e di tessitura della seta e le materie coloranti impiegate. Il dizionario delle mezzetinte illustra la storia di ogni tonalità dal XV al XX secolo soffermandosi sul significato simbolico e i suoi mutamenti nel tempo, analizzando la sua fortuna nella moda e nell'arredo, indagando infine l'origine di ogni nuova denominazione, sempre legata a eventi politici, artistici o semplicemente di cronaca.Questa rassegna si conclude con le analisi di laboratorio effettuate nell'ambito del progetto La Produzione Serica in Lombardia, diretto da Chiara Buss dal 2007, indispensabili per il riconoscimento della colorazione nei diversi periodi storici.
Biedermeier : arte e cultura nella Mitteleuropa / [catalogo a cura di Radim Vondracek]
Milano : Skira, [2000]
Sulla panchina : percorsi dello sguardo nei giardini e nell'arte / Michael Jakob
Einaudi, 2014
Abstract: Quando ci sediamo su una panchina in cerca di un momento di riposo o per godere della vista di un paesaggio, quasi mai ci rendiamo conto di quanto questo oggetto, in apparenza banale e insignificante, funzioni come una vera e propria macchina visiva, intelligente e visionaria, in grado di farci comprendere la realtà che abitiamo. Obbedendo a una semplice quanto efficace strategia visiva, la panchina, mentre apparta dal flusso del mondo, crea situazioni e paesaggi particolari, insegna, suscita, cita. Orienta il nostro sguardo e modella il nostro stato d'animo. Michael Jakob ci guida in un viaggio sorprendente attraverso i giardini e le epoche, dalla Toscana rinascimentale alla Francia del Settecento, dalla Russia degli anni Venti ai paesaggi industriali della contemporaneità, provando a ricostruire le molteplici vite di un'entità desueta: dalle panchine reali, come le panche di via di Firenze o Pienza e quelle stravaganti di Bomarzo, a quelle letterarie (Rousseau, Stifter, Sartre), artistiche (Manet, Monet, Van Gogh, Liebermann) o cinematografiche (Vertov, Antonioni).
Bari : De Donato, 1975
Rapporti
Breve storia del design italiano / Matteo Vercelloni
Nuova ed.
Carocci, 2014
Abstract: II termine design appare da tempo complementare alla formula di made in Italy; entrambe le locuzioni offrono storicamente un surplus qualitativo aggiuntivo all'oggetto d'uso, alla moda, all'arredo, ai mezzi di trasporto, tale appunto da rendere famoso il livello del disegno italiano nel mondo. In questo volume Matteo Vercelloni ricostruisce la storia di questo successo italiano che ha visto e vede coinvolte creatività artistica, sapienza artigianale, sperimentazione e innovazione industriale, ripercorrendo la principali tappe che dalla fine dell'Ottocento hanno condotto alla grande stagione del Bel Design italiano dei Rossi, Castiglioni, Ponti ecc. fino agli approdi più recenti dei Laviani, Magistretti, Cìtterio.
La Scuola, 2012
Abstract: Desideroso di formare la razza dell'Italiano nuovo, il Duce volle instaurare un rapporto dì filiazione simbolica tra sé e i fanciulli, perche questi potessero essere considerati come i bambini di Mussolini, le creature nate dal suo ideale; per questo la cultura fascista fu soprattutto la cultura dei più giovani, di coloro che ne assimilarono meglio i miti e le rappresentazioni. La produzione letteraria e paraletteraria per l'infanzia conobbe uno sviluppo considerevole proprio durante il Ventennio: dalla Grande Guerra alla caduta del regime, questo saggio non solo analizza gli autori e i generi letterari, ma, attraverso i suoi ricchissimi inserti a colori, pone una particolare attenzione anche al versante iconografico e agli illustratori del periodo 1915-1943.Esaminata nei suoi molteplici aspetti, la produzione per l'infanzia appare come un osservatorio privilegiato per comprendere con quali modalità e ritmi il fascismo abbia propagato la propria ideologia tra i fanciulli, per plasmare le coscienze e l'immaginario di una nazione. Una conoscenza ricca d'insegnamenti, tanto per i cultori della letteratura infantile quanto per gli storici.