Trovati 775 documenti.
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Fashion in the twenties & thirties / compiled by Jane Dorner
London : Allan, 1973
[S.l.] : [s.n.], stampa [1984?] (Effebierre : Milano)
Milano : Angeli, c1976
Comunicazione e società ; 4
Costumul de curte în tarile române, sec. 14.-18. / Corina Nicolescu
Bucaresti : Muzeul de Arta al Republicii Socialiste România, Sectia de Arta Veche Româneasca, 1970
Istoria costumului de curte în tarile române, secolele 14.-18. / Corina Nicolescu
Bucaresti : Stiintifica, 1970
Style surfing : what to wear in the 3rd millennium / Ted Polhemus
London : Thames & Hudson, c1996
Firenze fashion atlas / Maria Luisa Frisa
Venezia : Marsilio, 2014
Lo stile italiano : storia, economia e cultura del made in Italy / Romano Benini
Donzelli, 2018
Abstract: A dieci anni dallo scoppio della crisi economica globale, un primo dato emerge a margine del dibattito sulla sua fine reale o presunta: l'Italian style non solo è uscito indenne dalla crisi, ma è stato il fattore trainante per lo sviluppo di diversi settori dell'economia italiana. Dall'arte all'alta moda, dal design alla cultura del cibo, dal paesaggio all'artigianato, il Made in Italy resta in costante crescita. Ma quali sono le ragioni di tanta resilienza? È impossibile rispondere a questa domanda senza tornare alle origini del concetto stesso di stile italiano. Esso è infatti il prodotto di una plurisecolare vicenda storica: dall'epoca romana all'età dei Comuni, dal Rinascimento al Barocco, dal boom del dopoguerra ai giorni nostri, lo stile italiano si è manifestato in un tenace sforzo di unire l'etica all'estetica. La ricerca della bellezza e della qualità, le vocazioni dei territori, la creatività e il design non sono che le forme esteriori di una specifica cultura, di una vicenda storica e del carattere stesso dell'Italia. In queste pagine Romano Benini ripercorre il farsi nel tempo dello stile italiano, e coglie in esso i tratti dell'identità e le ragioni dell'attrattiva del Belpaese nel mondo. Conoscere questa storia di lungo periodo permette al contempo di valutarne la portata economica. E infatti tuttora le opportunità di sviluppo per l'Italia passano dall'originalità di uno stile riconoscibile in quelle cose «belle e benfatte» che continuano a spingere la domanda del Made in Italy sui mercati globali. Tuttavia, il nesso tra etica ed estetica è oggi messo a dura prova da un processo di omologazione e da un decadimento del gusto che è il frutto di decenni di materialismo consumista. E dunque lo sforzo di continuare a coniugare il bene e il bello rappresenta anche una grande sfida politica: quella di contrapporre la società del gusto alla società dei consumi, la qualità alla quantità, la ricerca di prodotti e stili di vita «su misura» al consumo di massa.
All'amore non si sfugge / [testi di Stefania Lepera]
Mondadori, 2016
Abstract: Maggie e Bianca si amano e si odiano, sono compagne di stanza e litigano in continuazione, ma ogni volta che lavorano in coppia i loro disegni sono sempre i più belli e la loro musica è travolgente. E quando decidono di salvare il Milky Way che rischia di chiudere e di smascherare il misterioso ammiratore che si firma Mr Love... non ce n'è per nessuno!
Il mondo : scritti 1920-1965 / Irene Brin ; a cura di Flavia Piccinni
Atlantide, 2017
Abstract: Il Mondo per la prima volta raccoglie in un unico volume una scelta degli scritti firmati da Irene Brin. Da Coco Chanel a Greta Garbo, da James Joyce ai principi Mdivani, passando per luoghi culto come il Florida di Roma o le Giubbe Rosse di Firenze, e per attività perdute quali la Casa Line o la Cas Pas, Irene Brin si mostra non solo la brillante autrice de Il Galateo e del suo dizionario, assunto come classico da migliaia di lettrici e appassionate, ma anche un’autrice dalla prosa raffinata ed elegante.
Il sarto di Parigi / Marius Gabriel
Newton Compton, 2019
Abstract: È il 1944 quando Copper Reilly, fresca di matrimonio, arriva per la prima volta a Parigi, poco dopo la liberazione. La città è in fermento e i festeggiamenti rendono l’aria frizzante e piena di promesse, ma lei è imprigionata in un matrimonio che la rende infelice. Quando suo marito la tradisce per l’ennesima volta, Copper decide che è troppo e chiede la separazione. Da sola, in una grande città come Parigi, trova conforto in una bizzarra amicizia: un uomo tormentato, uno stilista di mezza età che nasconde il suo talento nei retrobottega di una casa di moda in decadenza. La sua riluttanza ad apparire si scontra però con la bellezza audace dei suoi disegni. Il suo nome è Christian Dior. Affascinata dalla sua bravura, Copper lo esorta a mettersi in proprio, aiutandolo a sconfiggere le proprie insicurezze. Con l’aiuto di alcune fotografie e una macchina da scrivere, si avventura nel mondo selvaggio e colorato del giornalismo di moda, decisa a raccontare al mondo il genio di Dior. Grazie a questa nuova, ambiziosa missione, Copper riuscirà a capire chi è e cosa vuole davvero?
Il Saggiatore, 2024
Abstract: Dai red carpet del Met Gala al fast fashion online, i nostri abiti raccontano storie di disuguaglianza, razzismo e crisi climatica. Il libro della moda anticapitalista riannoda i fili dell’industria tessile mettendo in luce le verità nascoste nelle trame dei nostri vestiti. In questo libro, Tansy E. Hoskins affronta i problemi non più rimandabili della moda: dai diritti dei lavoratori alla tutela dell’ambiente, dalla discriminazione all'appropriazione culturale, dai disturbi alimentari contro cui ha visto combattere i suoi amici al desiderio di possedere sempre l’ultimo capo della stagione, o la sua copia. Sempre più spesso, le aziende aggiungono cartellini di sostenibilità e di «scelte responsabili» ai loro capi, dirottando così sui consumatori l’onere di prendere decisioni giuste e fare acquisti migliori. Hoskins punta invece il dito contro il capitalismo. È la struttura sociale in cui viviamo che ci invoglia a consumare di più, manipolandoci per farci sentire brutti, poveri e inutili mentre i lavoratori del settore dell’abbigliamento hanno salari al limite della povertà e rischiano la vita in fabbriche fatiscenti, come nella tragedia del 2013 al Rana Plaza di Dacca, in cui sono morte più di mille persone. Il libro della moda anticapitalista supera l’idea della responsabilità del singolo, dimostrando che, se vogliamo sentirci a nostro agio nei nostri vestiti, dobbiamo rimodellare il sistema: la moda non è soltanto «un cambiamento nello stile degli abiti e dell’aspetto adottato da gruppi di persone», la moda è politica.
The style book : guida definitiva per gli amanti della moda / Hannah Kane
Milano : 24 Ore Cultura, 2024
Abstract: Con il nostro stile possiamo metterci in mostra, lanciare un messaggio, esprimere l’appartenenza a un gruppo o, più semplicemente, giocare con tinte e tessuti per adattarlo a un’occasione o al nostro umore. In definitiva, gli abiti che indossiamo creano significati e raccontano una storia. Nessuno stile nasce nel vuoto, ma tutti sono connessi e uniti da un filo che collega il passato e il presente. Il volume passa in rassegna moltissimi look diversi, rintraccia le loro radici nella storia e nella cultura e mostra come combinarli fra loro. Organizzato in sezioni, le singole voci riportano sinonimi e riferimenti agli stili collegati, oltre a spunti per abbinarli. Corredata da fotografie d’archivio, dalle passerelle alla strada, ciascuna voce fornisce anche un repertorio di colori, tessuti e dettagli fondamentali per ogni stile.
Contro la moda / Anouchka Grose ; traduzione di Lucia Coco
Arezzo ; Milano : Wudz, 2024
Wudz ; 10
Abstract: «All’età di quattordici anni ho deciso che la mia esistenza aveva urgentemente bisogno di farsi più eccitante, ma i miei risparmi non mi permettevano di fare shopping alla Chelsea Girl. Ho imparato a usare una macchina da cucire, a seguire modelli e a cercare pezzi di stoffa nell’armadio della lavanderia. Il mio guardaroba sperimentale, fatto con tende e lenzuola, mi ha permesso di diventare un modello per Antenna, il parrucchiere di Boy George, il che a sua volta mi ha dato modo di frequentare altre persone vestite in modo strano e persino di entrare, ogni tanto, in qualche discoteca. Grazie ai vestiti, la mia vita è finalmente iniziata». Maria Antonietta era solita indossare vistosi e ingombranti paniers. I Sex Pistols hanno lanciato la moda punk, con pantaloni bondage, maglie sfilacciate, borchie e catene. Leigh Bowery, fondatore di uno dei locali più estremi e dissoluti della storia del clubbing, amava mettersi addosso lampadine, vernici e tritoni. Ogni epoca ha avuto la sua moda. Anzi, ogni moda ha dato forma a un’epoca: da Luigi XIV a Balenciaga, dagli abiti sgargianti in carrozza a TikTok, dal francescanesimo a Zoolander, Il Diavolo veste Prada e Marie Kondo, l’industria dei vestiti è da sempre espressione di genio, estrazione sociale, identità, rivoluzione, personalità e cultura. Manifesta chi siamo, o più spesso chi vorremmo essere. Incendia rivolte o, in casi più nefasti, le reprime.
I racconti della moda / a cura di Maria Luisa Frisa
Einaudi, 2024
Abstract: Tra grandi nomi e riscoperte che non potremo più dimenticare, in questa raccolta scintillano voci, sguardi e immaginari diversissimi, cuciti in un disegno audace, eclettico e divertente, pieno di intelligenza. Un viaggio dai salotti sfarzosi di inizio Novecento fino alle passerelle e ai flash dei giorni nostri, dai fruscii dell'atelier ai corpi iconici di domani. La moda è un linguaggio universale, che ci parla di noi e del tempo in cui viviamo. Ogni giorno, ogni volta che usciamo di casa, stiamo decidendo come mostrarci al mondo: dobbiamo sapere che tutto ciò che indossiamo è una forma d’arte progettata per noi da chissà chi. Maria Luisa Frisa quest’arte la conosce benissimo, la teorizza e la narra da anni. E in questa raccolta si serve di alcuni grandi racconti per dar forma al suo moda-pensiero, usando la letteratura come strumento per parlare di corpi, e degli abiti con cui si mostrano, e delle società che attraversano. Immaginando la moda come un affaccio panoramico sul mondo. Troverete, tra gli altri, Joyce Carol Oates che racconta di ragazze, consenso e abuso nell’America profonda, Pier Vittorio Tondelli con una riflessione su musica, stile e cravatte, Bret Easton Ellis che mette in scena la ricca disperazione del jet set di Los Angeles. Mentre Stefano Pistolini parte dal mito fondativo di Woodstock per capire l’impatto delle ondate giovanili sulla società dei consumi, Flavia Piccinni ci mette in guardia sui pericoli delle sfilate per bambini e ci fa entrare in quell’universo parallelo che è la moda per l’infanzia. E poi scoprirete la parabola di un artista fuori dagli schemi come Leigh Bowery, mondi immaginari in cui gli abiti diventano grandi come interi palazzi e le donne ci si nascondono dentro; assisterete a spettacoli fetish con luci soffuse, lacci e forbici, e vi misurerete con testi rivelatori come quello di Jhumpa Lahiri sui tanti significati che assume l’uso della divisa nella scuola dell’obbligo. E ancora, una serie di recuperi d’eccezione: Irene Brin, Gianna Manzini e la moda maschile secondo Lucio Ridenti. Infine, un dono: un racconto disperso e ritrovato di Michela Murgia.
La voce del diavolo : l'arte contemporanea e la moda / Fabriano Fabbri
Einaudi, 2024
Abstract: Moda e arte vivono di intrecci senza fine, di trame a doppio filo, di storie nelle storie che incantano, che sorprendono, che illudono e divertono. Nelle sue frenetiche rapsodie creative, ogni stile indumentale ha stretto da sempre un accordo di alleanza con i movimenti artistici più noti al grande pubblico, dal Neoclassicismo alla Pop art. Eppure, in pochi conoscono le spinte sotterranee che animano moda, pittura e scultura, in pochi afferrano le ragioni profonde che spingono le une fra le braccia dell’altra. Quante volte abbiamo incontrato la parola «Minimalismo» curiosando fra rete e riviste? Quante volte abbiamo sentito parlare di Dalí e Schiaparelli o di Mondrian e Saint Laurent? E i colorati parei di Gauguin, quanto li abbiamo visti fra le pitture tropicali del simbolista francese e la sua impudica «casa del piacere»? E poi, ancora, chi non ha presente le danzatrici di Canova o la “Madame Récamier” di David in provocanti «vesti di velo», per rubare le parole al «Divin marchese» de Sade? Nel lungo arco della contemporaneità, l’arte del vestire ha sedotto il corpo per liberarlo da disagi e inibizioni, lo ha accarezzato per divorarne le energie, lo ha spinto oltre i suoi limiti per urlare al mondo «la voce del diavolo», come scriveva William Blake: lo ha protetto con cura per reciderlo dai lacci della morale e del perbenismo.
100 abiti che sconvolsero il mondo / Massimiliano Capella
24 ore cultura, 2024
Abstract: Il volume racconta oltre duemila anni di storia della moda attraverso abiti rivoluzionari, autentiche creazioni sartoriali che, per il loro valore culturale, sono strettamente connesse ai grandi fenomeni che hanno segnato le trasformazioni dello stile e il cambio generazionale tra un'epoca e l'altra. Dall'età antica a quella contemporanea, la moda è sempre stata l'espressione più popolare di una società in perenne mutazione, alla costante ricerca di un'identità di stile che ha unito le diverse forme d'arte. Attraverso un ampio saggio sulla storia della moda e le schede dei 100 abiti selezionati, il libro pone l'accento sul rapporto tra moda, arte e società, così da svelare in una forma trasversale quei modelli vestimentari che hanno realmente "sconvolto" il mondo, dal chitóne greco alla camora rinascimentale, fino al Meat Dress di Franc Fernandez per Lady Gaga e alla Tuxedo Gown di Christian Siriano.
Rakam : mensile di moda e lavori femminili
Rusconi, 1930-2010 poi: Guido Veneziani editore, 2010- poi: Edizioni Vero