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Bompiani, 23/10/2019
Abstract: È il 1815 quando Edmond Dantès, giovane marinaio, sbarca a Marsiglia con la prospettiva di un futuro radioso: l'attendono la nomina a capitano del Pharaon e il fidanzamento con la bella Mercédès. Ma una denuncia anonima infrange i suoi sogni, condannandolo alla reclusione di quattordici anni in una prigione del castello d'If. La disperazione lascia con il tempo il posto a un'incontenibile sete di rivalsa. Evaso dal carcere e assunta l'identità del ricco e misterioso conte di Montecristo grazie alla scoperta di un tesoro nascosto, Edmond diventa un raffinato giustiziere. Riuscirà ad annientare i suoi calunniatori con le loro stesse armi, attuando una vendetta metodica e implacabile. Un personaggio maestoso per il romanzo più drammatico e umano di Alexandre Dumas.
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BUR, 26/09/2012
Abstract: Nel febbraio del 1815, a Marsiglia, il marinaio Edmond Dantès viene falsamente accusato di bonapartismo e arrestato nel giorno delle nozze, alle soglie di una brillante carriera navale. Durante la prigionia nel castello d'If, uno scoglio in mezzo al mare, affina un odio feroce per gli autori della sua rovina e, quando l'amicizia con un altro prigioniero gli procura l'evasione nonché un favoloso tesoro, ne farà lo strumento di una vendetta grandiosa e spietata. Le mille identità che il conte assume per preparare la trappola ai suoi nemici, i suoi viaggi, gli avvelenamenti, gli intrighi, le scomparse, i ritorni: questo grande fiume creato dalla penna infaticabile di Dumas sa far voltare pagina come pochi altri, con la stessa urgenza con cui i lettori di due secoli fa aspettavano l'uscita della puntata successiva.
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BUR, 10/07/2013
Abstract: Margherita di Valois detta Margot, figlia della potente e diabolica Caterina de' Medici e moglie di Enrico di Navarra, è al centro di una straordinaria vicenda personale che si intreccia da un lato con la lotta fratricida tra cattolici e ugonotti, dall'altro con lo scontro per la conquista del trono di Francia. Intrighi, alleanze, complotti, tradimenti e delitti si succedono nell'atmosfera raffinata e lussuriosa, colta e crudele, cinica e superstiziosa della corte nella Francia cinquecentesca. Questo appassionante romanzo, che mescola sapientemente rievocazione storica e invenzione, ha ispirato numerose trasposizioni cinematografiche, a dimostrazione del grande e continuato successo che ha accompagnato il libro nel tempo.
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BUR, 09/08/2013
Abstract: D'Artagnan ha fatto carriera: a vent'anni dal suo arrivo a Parigi è tenente dei moschettieri reali, al servizio del giovanissimo re Luigi XIV. I suoi compagni invece hanno abbandonato la carriera militare: Aramis è divenuto abate, Porthos proprietario di vasti appezzamenti, Athos precettore di un giovane che gli somiglia incredibilmente, di cui tuttavia non vuole ammettere di essere padre. Quando, in seguito alle politiche vessatorie della corona, scoppia la rivolta della "fronda", il cardinale Mazarino chiede a D'Artagnan di ricomporre l'invincibile quartetto: affrontando incredibili peripezie i quattro si riuniranno, e lotteranno non solo per la monarchia francese, ma anche per salvare re Carlo I d'Inghilterra dalla spietata sentenza di morte pronunciata dal generale Cromwell. Fra intrighi di palazzo, guardie e perfide regine, anche questa volta i moschettieri useranno tutta la loro destrezza per concludere l'avventura ricoperti di titoli e onore.
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Mondadori, 03/01/2012
Abstract: Un grande classico riccamente illustrato a colori. Difensore dei deboli contro gli usurpatori, abile spadaccino e soprattutto arciere infallibile: ecco Robin Hood, il signore della foresta di Sherwood!
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Einaudi, 22/04/2014
Abstract: Leggi un estratto *** Ha centosettant'anni, ma non perde un colpo. Pubblicato a puntate fra l'agosto 1844 e il gennaio 1846 sul "Journal des Débats", mentre Dumas lo stava ancora scrivendo (con l'aiuto di un ghost-writer, Auguste Maquet), senza sapere nemmeno lui come l'avrebbe concluso, e intanto metteva in cantiere altri due o tre romanzi, Il conte di Montecristo ha lasciato, e lascia tuttora, col fiato sospeso folle di lettori di ogni estrazione sociale e di ogni paese. Nessun romanzo, forse, ha avuto tante edizioni (settantasei solo in Italia, già dal 1846), tanti adattamenti cinematografici (il primo nel 1922) e televisivi; è diventato un musical, un fumetto con Paperino, è stato immortalato sulle figurine Liebig e condensato nelle strisce della Magnesia San Pellegrino; oggi ispira la serie americana Revenge. Tutti quindi possono dire di conoscerne almeno a grandi linee la trama e il protagonista, anche chi non lo ha mai letto. Ma non c'è trasposizione, necessariamente lacunosa, data la mole del romanzo, che valga il godimento di aprirlo e rimanere intrappolati senza scampo nel suo inesorabile ingranaggio narrativo, che funziona sempre anche se si sa già come andrà a finire la vicenda. I suoi stessi difetti, le ripetizioni, le digressioni, le zeppe, sono funzionali al piacere della lettura. Gramsci lo ha bollato come "il piú "oppiaceo" dei romanzi popolari: quale uomo del popolo non crede di aver subíto un'ingiustizia dai potenti e non fantastica sulla "punizione" da infliggere loro?" Nella sua scia, ma senza alcuna condanna ideologica, Umberto Eco lo ha fatto accedere, finalmente, al canone della tradizione letteraria, celebrando il suo protagonista come una delle piú riuscite incarnazioni del "superuomo di massa". Bello e tenebroso quanto basta, Montecristo non ricorre all'armamentario del romanzo gotico inglese, né è un autentico aristocratico come il suo predecessore piú immediato, il Rodolphe de Gerolstein dei Misteri di Parigi di Eugène Sue (1843), vendicatore di torti nei bassifondi di Parigi. Montecristo ammette con disinvoltura di essere un "conte improvvisato", ma con un patrimonio da far impallidire quello di Rothschild, un fascino magnetico e una cultura smisurata, grazie ai quali abbacina l'élite politica e finanziaria del regno borghese di Luigi Filippo. Dall'alto della sua onniscienza, tiene a bada depressione e malumori con pasticche di hashish, e intanto manipola la Borsa, usa l'amministrazione della giustizia come un suo personale braccio armato e pilota l'esistenza dei suoi nemici per punirli con sapiente contrappasso, imprigionandoli in una trama impeccabile di coincidenze che non sono mai tali, di accadimenti che non sono mai fortuiti. Proprio come farebbe un grande romanziere. *** "Ecco perché, con i tuoi personaggi vigorosi, allegri, brillanti, intrepidi, generosi, pronti a servire fino alla morte le cause piú nobili, i sentimenti piú elevati, appassioni sempre piú le masse da oltre mezzo secolo; ecco perché, nonostante tutte le scuole, tutte le estetiche, tutte le discussioni piú o meno sincere, tutte le parzialità e le calunnie fra cui si dibatte la letteratura attuale, sei diventato, resti e resterai lo scrittore piú appassionante, il romanziere piú popolare nel senso migliore del termine, non soltanto della Francia, ma del mondo intero". Da una lettera di Alexandre Dumas figlio al padre
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Einaudi, 16/12/2014
Abstract: "Beato colui che per la prima volta si accinge a inseguire le orme di d'Artagnan; beato colui che, avendo letto questo libro nell'adolescenza, come accade, in una edizione probabilmente ornata di traumatizzanti illustrazioni, non ne conserva che un confuso ricordo, fatto di generosi e un po' sciocchi duelli, di trame ingegnose, di agevoli uccisioni; attendono costoro alcune ore di indifesa, deliziata lettura... Una velocissima cavalcata, che si svolge con accelerazione sempre piú nervosa e rovinosa, ci rapisce, per le strade di Francia e di Inghilterra, sulle tracce di d'Artagnan e dei tre moschettieri; in preda ad un batticuore lievemente degradante, gustando tutta la codarda letizia di essere "fuori", noi seguiamo le ambagi di una storia seducente quanto sfrontatamente improbabile". Giorgio Manganelli
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Einaudi, 09/06/2015
Abstract: Nessun romanzo, forse, ha avuto tante edizioni, tanti adattamenti cinematografici e televisivi; è diventato un musical, un fumetto con Paperino, è stato immortalato sulle figurine Liebig, condensato nelle strisce della Magnesia San Pellegrino e oggi ispira la serie televisiva americana Revenge. Tutti quindi possono dire di conoscerne almeno a grandi linee la trama e il protagonista, anche chi non lo ha mai letto. Ma non c'è trasposizione che valga il godimento di aprirlo e rimanere intrappolati senza scampo nel suo inesorabile ingranaggio narrativo.
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Mondadori, 14/11/2023
Abstract: Due regine alla Francia, tre Papi alla cristianità, monumenti a Firenze, arte e cultura al mondo intero: questo il lascito dei Medici, principi ricchi e potenti, grandi mecenati. Da Cosimo il Vecchio all'inizio del Quattrocento, fino alla morte dell'ultimo discendente, Gian Gastone, nel 1737, è indelebile il segno che i Medici hanno lasciato nel loro tempo e nell'immaginario europeo. La loro è una storia costellata di lusso e bellezza, ma anche di rivolte, esili, assassini, tradimenti, giochi di potere e amori violenti; una storia che non poteva non affascinare un romanziere come Dumas. Questa sua documentatissima narrazione, ricca di ironia e di tinte gotiche, anticipa lo stile dei suoi romanzi maggiori, restituendo verità umana non meno che storica a una famiglia luminosa quanto sulfurea.
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Salani Editore, 13/10/2011
Abstract: Parigi, 1625: il giovane guascone d'Artagnan, molto abile con la spada, si unisce a tre moschettieri, un tempo famosi per le loro gesta ma al momento disoccupati, per sconfiggere un'affascinante spia che fa il doppio gioco e il suo malvagio datore di lavoro, il cardinale Richelieu, deciso a impossessarsi del trono di Francia e a scatenare la guerra in Europa. In una nuova traduzione, la versione integrale di uno dei libri più famosi della letteratura francese, un classico che ha fatto sognare generazioni di lettori di tutte le età, che ha ispirato film, musical e serie tv d'animazione. Dumas ne propose anche un seguito con i successivi Vent'anni dopo (1845) e Il visconte di Bragelonne (1850), ma questi non raggiunsero la sfera del mito, come I tre moschettieri e il loro autore. Nel 2002 il presidente Chirac, accogliendo le spoglie del grande scrittore nel Pantheon, lo definì 'uno dei figli più turbolenti della Francia, uno dei suoi maggiori talenti e dei suoi geni più creativi'.
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Garzanti Classici, 05/05/2011
Abstract: Ambientato nella Francia della Restaurazione e della monarchia di Luigi Filippo, Il conte di Montecristo è la storia di un'ingiustizia subita, riscattata da una vendetta portata alle sue estreme conseguenze. È anche una storia di onnipotenza: Edmond Dantès, vittima innocente dell'invidia dei suoi calunniatori, li distrugge sul loro stesso terreno, li annienta utilizzando gli stessi strumenti grazie ai quali sono diventati ricchi e potenti. Come un eroe senza tempo, riassume nella sua vendetta bene e male, si confronta con i limiti stessi della condizione umana, superandola: la vittoria è giusta ma amara, la vera liberazione è sempre oltre, altrove. Il Conte di Montecristo è il romanzo più completo di Dumas, una sorta di testo vivente in cui si intrecciano e coesistono il contesto storico, le vicende individuali, la realtà e l'immaginazione.
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Baldini&Castoldi, 11/06/2015
Abstract: Il romanzo fu pubblicato nel 1844. Edmondo Dantès, marinaio, prigioniero, misteriosamente ricco, mette a soqquadro l'alta società parigina. Imprigionato a Marsiglia nel 1815, il giorno delle nozze, con la falsa accusa di bonapartismo, rimane rinchiuso per 14 anni nel castello di If, vittima della rivalità in amore di Fernando e in affari di Danglars, odiato anche dal magistrato Villefort. Questi i tre nemici su cui, dopo l'evasione, cadrà la terribile vendetta di Dantès. Il romanzo associa, senza la preoccupazione di una trama logica e ragionata, le più incredibili avventure con l'aiuto anche di uno stile agile e incalzante.
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L'assassinio di Rue Saint-Roch
Baldini&Castoldi, 24/11/2015
Abstract: A cura di Ugo CundariLassassinio di rue Saint-Roch, che ricalca con poche differenze il celebre I delitti della rue Morgue di Edgar Allan Poe, è stato ritrovato per caso da Ugo Cundari nellarchivio di una biblioteca napoletana. Pare incredibile, ma dellesistenza dello scritto, presente in poche copie originali nel mondo, non si è mai discusso seriamente. Eppure questo piccolo gioiello pubblicato dal grande autore francese su "LIndipendente", il giornale partenopeo di cui fu direttore tra il 1860 e il 1864, potrebbe aprire un caso letterario, e certo suscita numerosi interrogativi: è stato davvero Edgar Allan Poe a scrivere il primo giallo della storia della letteratura? È stato Dumas a ispirarglielo? Prima di pubblicarlo in italiano, Dumas lo aveva già dato alle stampe in francese? Se sì, in che anno? Davvero, allora, il geniale scrittore americano ha soggiornato a Parigi come vuole una voce mai confermata? È una coincidenza che nel suo racconto il medico legale si chiami Paul Dumas e in quello di Dumas prenda il nome di Paul Dupin? Qual è la soluzione del mistero?"Benché moltaltre persone siano state interrogate, non si è potuto ottenere unaltra informazione che valga la pena riportare. Mai assassinio tanto misterioso e tanto imbrogliato fu commesso in Parigi."
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Feltrinelli Editore, 05/05/2018
Abstract: Qual è il segreto? Dove sta la magia? Nella forza del plot? Nella qualità possente dello scenario storico che è in grado di evocare? Nella suspense? Forse, più di tutto, nella gioia del raccontare. È la seduzione narrativa, infatti, a fare dei Tre moschettieri un capostipite del romanzo "senza aggettivi". Questo capolavoro dell'intrigo cattura a ogni pagina il lettore, lo spiazza, lo depista, lo inganna e lo rende complice, per poi coinvolgerlo in uno strabiliante "effetto meraviglia". A partire dal titolo: non solo "I tre moschettieri" sono quattro, ma – come ha osservato Umberto Eco – il romanzo è palesemente "la storia del quarto", di d'Artagnan, che è l'assoluto protagonista non solo di questo libro, ma anche degli altri due che seguiranno: "Vent'anni dopo" e "Il Visconte di Bragelonne". "Immaginatevi un Don Chisciotte a diciott'anni": è questo il primo impatto del lettore con d'Artagnan, e attorno a questo virtuoso della spada, a questo campione di lealtà, di fedeltà incondizionata alla causa del re, di dedizione assoluta alla regina, si dipanerà la storia dei tre romanzi, la storia di una vita. L'altra figura decisiva, antagonistica, è Milady, quintessenza dell'inganno, maschera erotica della perfidia e del tradimento, di cui porta il segno indelebile inciso nelle carni. C'era bisogno di una nuova edizione dei "Tre moschettieri" per riportare il romanzo all'altezza della sua scrittura: attraverso una nuova traduzione che unisce rigore e respiro narrativo; attraverso un'Introduzione del più grande studioso vivente di Dumas e attraverso un dettagliatissimo Dizionario dei personaggi.
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Feltrinelli Editore, 29/06/2019
Abstract: NUOVE TRADUZIONINove grandi capolavori in un unico eBook:– Alain-Fournier, "Il grande Meaulnes"– Honoré de Balzac, "Eugénie Grandet"– Alexandre Dumas, "I tre moschettieri"– Alexandre Dumas, "La signora delle camelie"– Victor Hugo, "Notre-Dame de Paris"– Guy de Maupassant, "Bel-Ami"– Antoine de Saint-Exupéry, "Il Piccolo Principe"– Stendhal, "Il rosso e il nero"– Émile Zola, "Germinale" Le buone letture non ti bastano mai, vuoi avere sempre sottomano i libri del tuo autore preferito e non ti spaventano le pagine di un Classico neanche a migliaia? Scopri il catalogo ZoomBox: cofanetti digitali dei tuoi libri preferiti a un prezzo vantaggioso. Solo digitali, solo convenienti, solo di qualità.
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Sellerio Editore, 27/11/2012
Abstract: È la storia di un gruppo efferato di potere, i Borgia appunto, sullo sfondo avventuroso, luminoso e ambiguo del Rinascimento italiano, ma scritta in presa diretta, con piglio giornalistico, da un giovane reporter che vuol far colpo col sensazionale, e attento alle tinte forti della cronaca nera.
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Sellerio Editore, 19/11/2012
Abstract: Dumas inserì nella raccolta dei Delitti celebri la storia della fanciulla bellissima e patricida immortalata da pittori e che affascinò scrittori numerosi. Beatrice Cenci ordì l'assassinio del padre, che la sottoponeva a violenze e dissolutezze, e fu condannata a morte e giustiziata, mentre la pietà popolare la piangeva. Dumas lo narra con il gusto accentuato per l'orrore, il nero e l'intrico che i lettori si aspettavano da lui, e che rende evidente il debito che ha il futuro genere giallo con i racconti veri e sciagurati del primo Ottocento.
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Sellerio Editore, 04/12/2012
Abstract: Sullo sfondo dell'Olanda repubblicana del secolo d'oro, tra personaggi realmente esistiti e personaggi d'invenzione, Dumas ci regala un romanzo d'avventure tra i più riusciti della sua sterminata produzione.
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Sellerio Editore, 04/12/2012
Abstract: Un caso che impressionò il Seicento. La "Bella Provenzale", ammirata da re e regine, assassinata in un teatro di sangue e in un tumulto di eventi, nella cronaca di un giornalista di nera come Dumas.
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Sellerio Editore, 11/12/2012
Abstract: La vita incredibilmente intensa di Maria Stuarda e il fascino enigmatico e controverso della sua personalità in una narrazione vivace, incalzante e piena di colpi di scena.