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Trovati 4 documenti.

L'altro Fortuny : l'eleganza nuova / a cura di Francesca Cagianelli, Dario Matteoni
Libri Moderni

L'altro Fortuny : l'eleganza nuova / a cura di Francesca Cagianelli, Dario Matteoni

[S.l.] : [s.n.], stampa 2011

La Belle epoque
Libri Moderni

La Belle epoque : arte in Italia 1880-1915 / a cura di Francesca Cagianelli, Dario Matteoni

Cinisello Balsamo (Milano) : Silvana, 2008)

Abstract: Guantate, ornate di piume e boa, l'ombrellino nel pugno, il cappellino alla moda, le aristocratiche e le dive fin de siede esibiscono una civetteria sognante e nervosa. Sono le coquettes celebrate da Jules Claretie nel 1876 in L'art et les artistes frangais contemporains, quelle stesse raffigurate da Giuseppe De Nittis, Giovanni Boldini, Vittorio Matteo Corcos. Definitivamente esonerate dal ruolo domestico, le protagoniste della Belle Epoque rivelano la loro personalità più eterea e seducente nel rinnovato incanto di una natura ora radiosa, ora malinconica, ma che sempre riflette il mistero delle stagioni della vita. Proseguono lungo gli itinerari ameni di una villeggiatura improntata al lusso e alla mondanità le tappe di una femminilità sempre più incline alla civetteria e sempre più prigioniera di stati mentali erratici e sognanti. Dalla tradizionale passeggiata in calesse verso gli ippodromi e i campi da tennis, il volto della femminilità dispiega ora espressioni di una emancipazione serrata, dove si afferma il ruolo della donna-amazzone. E se la dama Belle Epoque appare nel frattempo interprete di un'eleganza sempre più estenuata, affidata a ricercate nuances, essa è destinata a trasformarsi progressivamente in vera femme fatale: sfilano, proiettate su palcoscenici di una sempre più contraddittoria mondanità, dive e chanteuses di impareggiabile fascino.

Il divisionismo : la luce del moderno / a cura di Francesca Cagianelli, Dario Matteoni
Libri Moderni

Il divisionismo : la luce del moderno / a cura di Francesca Cagianelli, Dario Matteoni

Cinisello Balsamo : Silvana, [2012]

Abstract: Il volume è dedicato a una delle più emozionanti stagioni dell'arte italiana negli ultimi secoli, quella che va dall'ultimo decennio dell'Ottocento all'indomani della Prima guerra mondiale, nota col termine Divisionismo. Negli anni in cui in Francia Signac e Seraut punteggiano il Neo Impressionismo, anche in Italia diversi artisti si confrontano con l'uso diviso del colore, ma in maniera diversa e originale. Nel Divisionismo italiano i puntini e le barrette colorate dei francesi diventano filamenti frastagliati che spesso si sovrappongono: una tecnica audace che, meglio di altre, permette di rappresentare le tematiche del nuovo secolo, dal mutato rapporto con la realtà agreste all'evoluzione della città moderna, dalle scoperte scientifiche agli incombenti conflitti sociali. Una pittura di luce e di sentimento, magistralmente rappresentata dalle opere di Vittore Grubicy de Dragon e Plinio Novellini, di Gaetano Previati, Giovanni Segantini, Angelo Morbelli e Pellizza da Volpedo, per giungere alla straordinaria stagione divisionista di artisti come Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Gino Severini e Carlo Carrà: ultimi, emozionanti bagliori di una vicenda artistica che andrà a sfociare nel rivoluzionario futurismo.

Déco : arte in Italia, 1919-1939 / a cura di Francesca Cagianelli, Dario Matteoni
Libri Moderni

Déco : arte in Italia, 1919-1939 / a cura di Francesca Cagianelli, Dario Matteoni

Cinisello Balsamo : Silvana, stampa 2009

Abstract: Tra le diverse tendenze che sottesero all'alba degli anni venti quel complesso fenomeno di elaborazione di uno stile moderno, che trovò l'esito più eclatante nell'ambito delle Biennali di Monza, dominano inflessioni decorative e nuove sintesi. Momento caratterizzante della stagione déco resta quella tendenza orientaleggiante, e più genericamente esotica, che da Bisanzio a Murano, dall'Africa a Tahiti, converge verso dettati geometrici pervasi di cromatismi squillanti ed elementari. Sul tragitto da Venezia a Bisanzio ci si imbatte nel rarefatto e lussureggiante universo esotico di uno dei maggiori interpreti del gusto bizantineggiante in Italia, Vittorio Zecchin, le cui enigmatiche creature femminili riecheggiano analoghi motivi decorativi, intarsiati finemente sulle seriche superfici di arazzi e ricami. Intorno alla ricerca di una semplificazione geometrica si radunano gli sforzi futuristi, in alcuni casi con esiti non programmatici, ma semplicemente come riflessione sulle possibilità espressive scaturite dai nuovi ritmi dinamici, da Balla a Prampolini, da Fillia a Depero. La severità del déco conduce alle più calibrate e austere zone linguistiche di un Novecento sensibile alla tradizione classica dove Felice Casorati adombra soluzioni metafisiche, Mario sironi prospetta esiti monumentali e Massimo Campigli occhieggia a sintesi primordiali.