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UTET, 11/07/2017
Abstract: Nel 1899, ricordando i suoi soggiorni in Italia, Lev Tolstoj scriveva alla moglie: "Firenze, è vero, anche a me piace per la modestia e la gradevolezza. Al mio tempo - tuttavia - d'improvviso si cominciò a sciupare: era diventata capitale". Molti dei viaggiatori stranieri che in quegli anni intraprendevano il Grand Tour lungo le strade italiane rimanevano interdetti davanti ai cantieri che affollavano il centro storico. Osservando gli sventramenti degli stretti vicoli fiorentini, Ruskin rimpiangeva la Firenze immobile di alcuni anni prima, quando era ancora possibile attraversare le stesse strade percorse da Dante. La trasformazione aveva preso il via con l'Unità d'Italia, quando i politici sabaudi avevano deciso di spostare temporaneamente la capitale da Torino a Firenze, nella speranza di stabilirla un giorno a Roma, ancora da conquistare. Il ruolo di capitale, seppure provvisoria, aveva reso necessari cambiamenti strutturali che minacciavano l'antica pianta della città: le mura medievali furono abbattute e al loro posto nacquero ariosi boulevard e interi quartieri sorsero a ridosso della città vecchia. Le trasformazioni di Firenze tuttavia non sono paragonabili a quelle che coinvolsero Roma. Dal 1871 le vie dell'Urbe sono invase di calcinacci e ponteggi, mucchi di pozzolana rossa e muraglie di detriti, lastre di travertino e polvere. I borghi del centro demoliti o ridisegnati, gli enormi spazi verdi delle ville patrizie all'interno delle mura - caratteristica peculiare della geografia urbana di Roma - venduti e edificati. Quella che era la provinciale e immobile città dei papi cominciò a crescere a dismisura, senza controllo. Utilizzando con raffinatezza e acume le testimonianze e i diari dei viaggiatori del tempo, Attilio Brilli insegue la capitale nel suo viaggio da Torino a Roma, attraverso Firenze, e ci restituisce la cronaca avvincente di un momento decisivo della storia italiana: la nascita di una società moderna, espressione di una nuova classe sociale, che avrebbe cambiato nel profondo la fisionomia delle grandi città italiane. "Attilio Brilli è uno dei più profondi conoscitori della letteratura di viaggio europea dell'età moderna." - Tomaso Montanari, la Repubblica
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UTET, 13/09/2022
Abstract: Tutti sanno che nel 1817 Stendhal, giunto al cospetto dei marmi di Santa Croce a Firenze, si sentì mancare. Ma le cronache sono piene di viaggiatori che in tutte le epoche, giunti per mare, a cavallo, in carrozza, treno o automobile, restano avvinti dalle meraviglie conturbanti dell'Italia. È una sensazione indefinibile, un misto di eccitazione, smarrimento, gioia e timore, qualcosa di simile insomma all'azione portentosa di un filtro d'amore. Non si tratta soltanto di "bellezza", un termine tanto generico e ammansito da non fare quasi più effetto. Tutt'altro. Il fascino dell'Italia è vertiginoso, sbalestrante, assoluto. Charles Dickens, giunto alla sala dei Giganti di palazzo Te a Mantova, disse irritato che gli affreschi "facevano venire l'apoplessia", il contrario del "senso di armonia che dovrebbe comunicare un'opera d'arte". Charles de Brosses, dal canto suo, trovava la santa Teresa di Bernini troppo eccitante per una chiesa: "Se questo è amore divino, lo conosco anch'io perché se ne vedono tante copie in natura". E Lord Byron rimase stregato dalla cascata delle Marmore "orribilmente bella". Ma cos'è questa malia? Cos'è questo fascino violento che da secoli piega le ginocchia di viaggiatrici e viaggiatori, costringendoli a una sensuale devozione? Attilio Brilli scava tra i resoconti noti e meno noti, restituendo al mito del viaggio in Italia le sue radici più complete, che risalgono a ben prima della moda del Grand Tour. Con i suoi giardini ordinati oppure selvaggi, le ville magnifiche e le rovine romantiche, i borghi scavati nella roccia e il dedalo opulento di Roma, i dolci declivi collinari e le aguzze montagne, La grande incantatrice ha sempre saputo soggiogare le menti più brillanti del mondo. Eppure, da sempre, tutta questa bellezza noi italiani sappiamo come sperperarla, se già Montaigne, arrivato a Urbino nel 1581, non poté coronare il sogno di una visita alla biblioteca di Federico da Montefeltro perché purtroppo, come gli spiegarono gli imbarazzati cortigiani, le chiavi erano andate smarrite. È forse il nostro destino, essere gli svagati custodi di un tesoro inestimabile. Possiamo solo sperare che nonostante la nostra noncuranza l'Italia continui a essere, come sosteneva Vernon Lee, quella "favolosa soffitta colma di carabattole misteriose e di ammiccanti fantasmi nella quale soddisfare gli istinti elementari della finzione e del romanzesco".
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Aboca, 30/11/2021
Abstract: In questo saggio, Attilio Brilli offre un modo nuovo di confrontarsi con l'opera di Piero della Francesca attraverso le parole di narratori, saggisti, poeti, artisti, scienziati, filosofi appartenenti a nazionalità e a tradizioni culturali diverse – come Aldous Huxley, Albert Camus, John Dos Passos, Iris Murdoch, Giorgio Bassani, Giuseppe Ungaretti, Piero Calamandrei, Mario Luzi, Fernando Botero, Yves Bonnefoy, John Berger e molti altri.Le loro riflessioni mettono in luce aspetti dei capolavori dell'artista che hanno poco a che fare con la storia dell'arte. In questo volume, infatti, Piero non è più un oggetto di analisi, bensì un soggetto capace di interagire con il mondo contemporaneo. Mentre non avrebbe alcun senso parlare di viaggio o pellegrinaggio con riferimento a Raffaello, Michelangelo, o Caravaggio, l'unico modo per conoscere Piero è sempre stato quello di andare a cercarlo nella sua terra. Piero rappresenta proprio il caso di un artista le cui opere sono comprese nell'ambito di un percorso breve e circoscritto che ha come baricentro Sansepolcro ecome terminali Arezzo a ovest, Urbino e Rimini a est. Muoversi lungo questo asse – definito a livello internazionale "The Piero della Francesca Trail" – significa ricalcare i passi del pittore che soleva viaggiare presso le cortidei Montefeltro e dei Malatesta.Un itinerario che ci remunera con il ciclo della Leggenda della vera Croce di Arezzo, con la Madonna del parto di Monterchi, con la Resurrezione, la Madonna della Misericordia e il frammento del San Giuliano di Sansepolcro, con le tavole della Flagellazione e della Madonna di Senigallia di Urbino e con l'affresco malatestiano di Rimini come Aldous Huxley, Albert Camus, John Dos Passos, Iris Murdoch, Giorgio Bassani, Giuseppe Ungaretti, Piero Calamandrei, Mario Luzi, Fernando Botero, YvesBonnefoy, John Berger e molti altri. Le loro riflessioni mettono in luce aspetti dei capolavori dell'artista che hanno poco a che fare con la storia dell'arte. In questo volume, infatti, Piero non è più un oggetto di analisi, bensì un soggetto capace di interagire con il mondo contemporaneo. Mentre non avrebbe alcun senso parlare di viaggio o pellegrinaggio con riferimento a Raffaello, Michelangelo, o Caravaggio, l'unico modo per conoscere Piero è sempre stato quello di andare a cercarlo nella sua terra.Piero rappresenta proprio il caso di un artista le cui opere sono comprese nell'ambito di un percorso breve e circoscritto che ha come baricentro Sansepolcro e come terminali Arezzo a ovest, Urbino e Rimini a est. Muoversi lungo questo asse – definito a livello internazionale "The Piero della Francesca Trail" – significa ricalcare i passi del pittore che soleva viaggiare presso le corti dei Montefeltro e dei Malatesta.Un itinerario che ci remunera con il ciclo della Leggenda della vera Croce di Arezzo, con la Madonna del parto di Monterchi, con la Resurrezione, la Madonna della Misericordia e il frammento del San Giuliano di Sansepolcro, con le tavole della Flagellazione e della Madonna di Senigallia di Urbino e con l'affresco malatestiano di Rimini.
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Mondadori, 01/04/2014
Abstract: Personaggi dublinesi che, nella loro inerzia e nella loro ipocrisia, riflettono caratteri universali. Racconti naturalistici che mettono a fuoco i momenti fondamentali dell'esistenza: la fanciullezza, l'adolescenza, la maturità.
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UTET, 07/03/2014
Abstract: L'uomo è un essere errante, naturalmente predisposto a conoscere il mondo. E a raccontarlo. Per questo, l'incontro con l'altro, il confronto con il diverso, sono spesso snodi cruciali per una società. Per questo, in ogni epoca la letteratura - da Omero a Marco Polo a Ryszard Kapuscinski - misurandosi su questi temi ha raggiunto alcuni dei suoi punti più alti. Ma come si articola il delicato rapporto tra chi visita e chi è visitato? Quanto in profondità si spinge il legame tra un viaggiatore e la sua meta? A che velocità e su quali canali si sposta la moltitudine di oggetti culturali al tempo della globalizzazione? Qual è il ruolo della parola, nel contatto con lo straniero? Il viaggio - metaforico e reale, interiore ed esteriore - è il terreno comune su cui si confrontano in queste pagine studiosi come gli antropologi Marco Aime e Adriano Favole, lo storico della letteratura Attilio Brilli, un brillante interprete degli effetti della globalizzazione come Arjun Appadurai, la raffinata commentatrice dell'esperienza religiosa Gabriella Caramore, ma anche un'autorevole firma del giornalismo enogastronomico come Allan Bay e un narratore coraggioso e viaggiatore ostinato come Paolo Rumiz. Attraversando i confini delle singole discipline e inoltrandosi in quelle regioni affascinanti dove la sociologia e l'antropologia incrociano la gastronomia, la linguistica e la religione, gli autori di questi saggi ci accompagnano a ritroso nella storia, sulle tracce dei luoghi della vita di Gesù, o in parti remote del mondo, tra le tribù dei nativi dell'Oceania, fino ai fasti medievali della mitica Timbuctu. In un mondo in continua e costante accelerazione, queste sette "variazioni sul viaggio" ci rendono più consapevoli di come la frequentazione dell'oltre e l'esperienza dell'altro siano occasioni privilegiate di formazione interiore, episodi decisivi durante i quali si definisce la nostra stessa identità. Interventi nel libro: MARCO AIME Lontano da dove? Diverso da chi? Il viaggio e l'immaginario ARJUN APPADURAI Così vicini, eppure così lontani ALLAN BAY Il viaggio del cibo ATTILIO BRILLI I mille volti del viaggio e le lusinghe dell'Oriente GABRIELLA CARAMORE Tra deserto e mondo. I luoghi di Gesù di Nazaret ADRIANO FAVOLE Lo specchio rovesciato. Viaggiatori e antropologi nello sguardo dei "nativi" PAOLO RUMIZ Una grammatica del viaggiatore leggero in pensieri narrabondi
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Mondadori, 28/08/2018
Abstract: L'ascolto di una vecchia canzone durante un ricevimento per le festività natalizie, spinge una donna a tornare con la memoria ad un avvenimento lontano, ad un ragazzo che l'aveva amata e poi era morto. E contro questo ricordo, che continua a turbare la donna, il marito non può che provare una inutile gelosia. Un racconto delicato e intenso, uno dei testi più celebri dell'autore di Ulisse.
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Sellerio Editore, 21/01/2013
Abstract: Un celebre e fondamentale studio sulle origini della leggenda del Santo Graal, fatta risalire alla conservazione e metamorfosi nel Cristianesimo di antichi rituali di fertilità tramandati nelle forme nuove di poemi: "Il Graal ci offre una versione romanzesca di quella figura strana e misteriosa che si aggira nell'oscuro passato dei nostri progenitori Arii. È solo nell'accettare l'ipotesi di una antica e intima connessione tra il Cristianesimo e i misteri pagani, che noi troveremo la chiave di interpretazione del mistero del Graal".
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Sellerio Editore, 15/01/2018
Abstract: Vernon Lee scrisse le narrazioni fantastiche e le storie di fantasmi di Per Maurizio: cinque storie improbabili nel 1927: ne faceva parte l'Avventura di Winthrop, in realtà scritto nel 1881, una storia di fantasmi italiani con protagonista un pittore americano ingenuo e pieno di meraviglia.
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La Mecca rivelata. Avventure di esploratori europei nelle citta sacre dell'Islam
Sellerio Editore, 26/02/2015
Abstract: Il viaggio alla Mecca attraverso gli occhi di viaggiatori europei che hanno compiuto in incognito il pellegrinaggio, dal XVI secolo in poi. Narrazioni avventurose e descrizioni di straordinario valore documentario, 11 testimonianze mai raccolte e tradotte, in grado di fornire un quadro vario ed esaustivo del mondo arabo più segreto, in cui si fondono gusto della scoperta, curiosità etnografica, indagine politica.
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Elliot, 30/03/2017
Abstract: È stato proprio questo racconto di John Polidori a rendere celebre letterariamente il personaggio del vampiro, strappandolo al mondo del folklore e della leggenda. Aubrey è un giovane gentiluomo inglese che incontra Lord Ruthven, un uomo dalle origini misteriose, appena entrato nella buona società londinese. Aubrey ne rimane affascinato e decide di accompagnarlo a Roma, ma i due si perdono di vista quando Ruthven seduce una giovane italiana e scompare. Si ritrovano in Grecia, dove Aubrey sta corteggiando Ianthe, la figlia di un oste greco, la quale una sera gli racconta la leggenda di un vampiro, una creatura mostruosa che si nutre di sangue umano. Da quel momento iniziano ad accadere fatti inquietanti intorno a Aubrey, e tutto sembra essere collegato al suo amico Ruthven, il quale porta la sofferenza nella vita delle persone che incontra.
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Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde. Testo inglese a fronte
Mondadori, 07/10/2010
Abstract: "Il signor Utterson, il legale, era una persona dall'aspetto ruvido, illuminato da un sorriso; gelido, reticente, impacciato nel conversare, riluttante al sentimento, esile, allampanato, malmesso, tetro: nonostante tutto sapeva comunicare un che di amabile."