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Trovati 36 documenti.

Il Milione
Libri Moderni

Polo, Marco

Il Milione / Marco Polo ; scritto in italiano da Maria Bellonci ; prefazione di Alessandro Barbero ; postfazione di Valeria Della Valle

Milano : Mondadori, 2024

Oscar storia

Abstract: Nel 1271 il giovanissimo Marco Polo partì da Venezia per la Cina, dove divenne uomo di fiducia dell'imperatore del Catai. Per lui viaggiò attraverso l'Asia, terra piena di storie e leggende. Quando, vent'anni dopo, fece ritorno in Europa, venne catturato dai genovesi, e in carcere conobbe il poeta Rustichello da Pisa, cui dettò il resoconto dei suoi viaggi. Nacque così Il Milione , un'opera in cui il gusto per l'osservazione precisa, quasi scientifica, si fonde con il fascino del fiabesco. Questa duplice dimensione – scientifica e fiabesca – ha attirato sul Milione l'attenzione di Maria Bellonci, che ne ha fatto un oggetto privilegiato della propria ricerca e della propria scrittura. Dall'incontro tra queste due personalità, così lontane nel tempo ma accomunate dalla curiosità per il mondo e per l'umanità, è nata quest'opera: una riscrittura del Milione in una lingua «libera, ma fedelissima» alla voce del grande viaggiatore veneziano, la cui testimonianza – scrive Maria Bellonci – «rompe i limiti dello spazio e del tempo; ma ancor più, ci libera dai limiti che abbiamo dentro di noi e quasi rende reale l'utopia della fratellanza». In questa edizione, la ricostruzione testuale della scrittrice è accompagnata da saggi di storici e linguisti, da aggiornate schede di approfondimento e da note di commento che mettono a fuoco il contesto storico, geografico e culturale dei viaggi poliani, ed è impreziosita dalla riproduzione a colori delle miniature del Livre des Merveilles conservato alla Bibliothèque Nationale di Parigi.

Inventare i libri. L'avventura di Filippo e Lucantonio Giunti, pionieri dell'editoria moderna
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Barbero, Alessandro

Inventare i libri. L'avventura di Filippo e Lucantonio Giunti, pionieri dell'editoria moderna

Giunti, 12/01/2022

Abstract: Nel 1485, ser Bernardo Machiavelli annota nel suo libro di ricordi di aver comprato "da Filippo di Giunta, librario del popolo di Santa Lucia d'Ognisanti" due volumi, uno di diritto e uno di storia: su quest'ultimo, conservato presso la Biblioteca Nazionale di Firenze, possiamo tuttora leggere le annotazioni di suo figlio, Niccolò Machiavelli. Quattro anni dopo, a stipulare il contratto di affitto della nuova bottega del "librario" Filippo Giunti è il notaio Piero da Vinci, padre di Leonardo… Di Filippo Giunti e di suo fratello Lucantonio, fondatori a Firenze e a Venezia di due tra le prime e più innovative imprese editoriali della storia, avevamo finora notizie lacunose: Alessandro Barbero pone mano agli strumenti dello storico e ricostruisce il loro percorso, la dinastia cui danno vita, la rivoluzione di cui sono protagonisti. Nati in una modestissima famiglia di pannaiuoli, cresciuti in un mondo dove i "cartolai" erano iscritti all'Arte degli Speziali perché si occupavano di "carte di papiro, o pecorine, libri di carte bambagine o di capretto", Lucantonio e Filippo intuiscono le formidabili potenzialità della nuova arte della stampa e diventano tipografi, editori e vivacissimi commercianti di libri attivi tra la Serenissima, Firenze, la Francia e la Spagna. Lucantonio pubblica il primo libro – l'Imitazione di Cristo, tuttora presente nel catalogo Giunti – nel 1489: sei anni prima che Aldo Manuzio dia avvio alla sua attività. Inventare i libri è al tempo stesso la minuziosa narrazione della vicenda di due "ragazzi di periferia" divenuti imprenditori di successo e l'affresco di un'epoca straordinaria, in cui guerre e pestilenze decidono le sorti degli uomini, eppure i più grandi artisti del Rinascimento – come il Pollaiuolo, alla cui bottega Filippo Giunti apprende la tecnica della fusione dei caratteri mobili – danno vita alle loro opere immortali, e i libri stampati salvano dall'oblio i classici greci e latini e consentono alle nuove idee di porre le fondamenta del mondo che conosciamo.

A che ora si mangia?
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Barbero, Alessandro

A che ora si mangia?

Quodlibet, 05/07/2017

Abstract: "La realtà è che gli orari dei pasti sono una costruzione culturale e cambiano non solo da un paese all'altro, ma da una classe sociale all'altra e anche da un'epoca all'altra."Tra la fine del Settecento e i primi anni dell'Ottocento l'aristocrazia a Londra e a Parigi modificò gli orari dei pasti quotidiani. Il pranzo, considerato all'epoca il pasto principale del giorno, venne consumato sempre più tardi, fino alle cinque, alle sei, alle sette del pomeriggio, mentre veniva introdotta una robusta colazione, il déjeuner à la fourchette, a metà mattinata, e scompariva la cena serale. La nuova moda venne adottata nel corso dell'Ottocento dalle classi medie e si diffuse lentamente anche in paesi come la Germania, l'Italia, la Russia, gli Stati Uniti, ma nel frattempo l'aristocrazia inglese e francese spostava l'orario del pranzo sempre più tardi, fino alla sera; col risultato che il divario delle abitudini non si ridusse realmente fino all'egualitario secolo Ventesimo. I contemporanei notarono con interesse questo cambiamento e ne discussero i motivi; la spiegazione più probabile è che le classi dirigenti, in quelle che erano a tutti gli effetti le due massime potenze mondiali, trovarono un nuovo modo per sottolineare la distanza rispetto alla borghesia e il divario fra capitale e provincia, nonché fra paesi moderni e paesi culturalmente arretrati. Il fenomeno, finora mai studiato, è interessante per lo storico come per il linguista, giacché provocò dei mutamenti nella designazione dei pasti che sono ancora oggi oggetto di discussione fra i parlanti; ed è significativo anche per la critica letteraria, dal momento che certi dettagli delle abitudini sociali nel romanzo dell'Ottocento sono incomprensibili se non in questa luce.

I racconti di Sebastopoli
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Tolstoj, Lev - Pignataro, Leonardo Marcello - Barbero, Alessandro

I racconti di Sebastopoli

Voland, 18/12/2024

Abstract: Nel 1854 Tolstoj, appena ventiseienne, si trova sui bastioni come soldato d'artiglieria durante l'assedio di Sebastopoli. Davanti ai suoi occhi si rivela la realtà concreta della guerra: il panorama sfigurato dagli armamenti, la quotidianità degli abitanti che si trascina anche sotto i proiettili, morti e feriti ovunque. Muovendosi tra fango e colpi di mortaio, superando trincee e ospedali da campo, crolla la leggenda che ha già raggiunto la Russia intera e diventa chiaro che coloro che combattono sono in fin dei conti uomini ordinari, capaci di atti eroici ma anche di gesti codardi, di elevarsi verso più alti ideali ma anche di soccombere a sentimenti meschini. Una nuova traduzione per i giovanili "Racconti di Sebastopoli" di Lev Tolstoj, che consegnano al lettore un resoconto lucido e fedele delle diverse fasi dell'assedio, portando alla luce la verità passata sotto silenzio nei dispacci militari.

Gli occhi di Venezia
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Barbero, Alessandro

Gli occhi di Venezia

Mondadori, 22/02/2011

Abstract: Venezia, fine del Cinquecento: una città tentacolare e spietata in cui anche i muri hanno gli occhi, il doge usa il pugno di ferro e il Sant'Uffizio sospetta di tutti. Sono tempi duri, soprattutto per il popolo brulicante intorno agli sfarzosi palazzi nobiliari... La Serenissima osserva, ascolta e condanna. Anche ingiustamente. Ed è proprio per sfuggire a un'accusa infondata che Michele, giovane muratore, è costretto a imbarcarsi su una galera lasciando tutto e senza nemmeno il tempo per salutare la sua bella moglie Bianca, di appena diciassette anni. Bandito da Venezia, rematore su una nave che vaga per il Mediterraneo carica di zecchini e senza speranza di ritornare a breve, Michele vivrà straordinarie avventure tra le onde, sulle isole e nei porti del mare nostrum, fino ad approdare nelle terre del Sultano. Per sopravvivere, con il pensiero sempre rivolto a Bianca, da ragazzo ignaro e inesperto dovrà farsi uomo astuto, coraggioso e forte. Nel frattempo, Bianca rimane completamente sola in città. Il suo temperamento tenace e orgoglioso dovrà scontrarsi con prove se possibile più dure di quelle toccate a Michele, e incontri non meno terribili e importanti l'attendono nel dedalo di vicoli e calli, tra i profumi intensi delle botteghe di speziali... La terraferma e il mare, Occidente e Oriente, due vite e un unico grande amore, agli albori del mondo moderno: storico tra i più autorevoli, vincitore del premio Strega, Alessandro Barbero ha scritto un grande, trascinante romanzo d'avventura e d'amore.

Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo
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Barbero, Alessandro

Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo

Mondadori, 02/12/2014

Abstract: Inviato dal Congresso degli Stati Uniti per cercare di "capire qualcosa" nella convulsa realtà politica europea, nel 1806 sbarca ad Amsterdam un giovane gentiluomo americano. Mr. Pyle, questo il suo nome, punta veloce verso la Prussia, perché è alla corte di Federico Guglielmo che si decideranno le sorti del mondo diviso tra le ambizioni napoleoniche, i timori dell'Inghilterra e le minacce della Russia. Questo libro è il diario del suo viaggio e delle sue avventure di galante spia ante litteram, scritto sui tavoli delle osterie o nei palazzi dei principi, o anche per strada e persino sul campo di battaglia di Jena, tra i mille incontri con personalità del calibro di Goethe e Fichte e un'indimenticabile folla di personaggi, ragazze da bordello, contadini, soldati. Vincitore del premio Strega nel 1996, Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo è un libro pieno di echi storici e letterari, da Casanova a Sterne a Goldoni, che mantiene intatta la vivacità, l'arguzia e l'autenticità di un diario scritto con lo sguardo inedito di un indimenticabile personaggio.

Le ateniesi
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Barbero, Alessandro

Le ateniesi

Mondadori, 08/09/2015

Abstract: Atene, 411 a.C. Siamo in campagna, appena fuori dalle porte della città, dove, in due casette adiacenti, abitano due vecchi reduci di guerra, Trasillo e Polemone. Anni prima hanno combattuto insieme nella ingloriosa battaglia di Mantinea, che ha visto gli Ateniesi sbaragliati dagli Spartani, sono sopravvissuti e ora vivono lavorando la terra e senza mai decidersi a trovare un marito per le loro due figlie, Glicera e Charis, che però iniziano a mordere un po' il freno.Per i due vecchi l'unica cosa che conta è la politica. Atene ha inventato la democrazia ma deve difenderla, i ricchi complottano per instaurare la tirannide: anche il vicino Eubulo, grande proprietario che si ritira in una villa poco distante quando le fatiche della vita nella polis richiedono un po' di riposo, è guardato con sospetto. Ma Charis e Glicera pensano che i padri vivano fuori dal mondo: per loro il giovane Cimone, figlio di Eubulo, ricco, disinvolto e arrogante, è un oggetto di sogni segreti.È così che, quando tutti gli uomini si radunano in città per la prima rappresentazione di una commedia di Aristofane, le ragazze violano tutte le regole di una società patriarcale e accettano di entrare in casa di Cimone, lontane dagli occhi severi dei padri. Ma mentre in teatro l'ateniese Lisistrata e la spartana Lampitò decretano il primo, incredibile sciopero delle donne contro gli uomini per invocare la fine di tutte le guerre, la notte nella villa di Eubulo prende una piega drammatica.Con la sua straordinaria capacità di far rivivere per noi la storia tra le pagine, Alessandro Barbero compie un'operazione affascinante e spregiudicata: mette in scena nell'Atene classica un dramma sinistramente attuale e al tempo stesso porta sul palcoscenico una commedia antica facendoci divertire e appassionare come se fossimo i suoi primi spettatori. Le Ateniesi è un romanzo sorprendente, a tratti durissimo, che narra con potenza visionaria la lotta di classe, l'eterna deriva di sopraffazione degli uomini sulle donne, l'innocenza e la testardaggine di queste ultime, la necessità per gli uni e le altre di molto coraggio per cambiare il corso della storia.

Straniero. L'invasore, l'esule, l'altro
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Barbero, Alessandro - Bettini, Maurizio

Straniero. L'invasore, l'esule, l'altro

EncycloMedia Publishers, 15/11/2012

Abstract: Straniero è una parola molto presente nella vita civile. Eppure, per piacere o per forza, le persone si sono sempre spostate da un campo all'altro del pianeta, incontrandosi e mescolandosi, e isolare contorni puri - nazionali, geografici, etnici - si è rivelata sempre una sospetta quanto vana attività. Vale la pena dunque interrogarsi sulla storia di una aggettivo così ambizioso.

I giorni di Milano
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De Francesco, Antonino - Barbero, Alessandro - Galli della Loggia, Ernesto - Cardini, Franco - Galasso, Giuseppe - Luzzatto, Sergio - Cantarella, Eva - Marani, Pietro C. - Meriggi, Marco - Berta, Giuseppe

I giorni di Milano

Laterza, 16/04/2011

Abstract: Dai racconti sulla nascita di Milano al suo divenire una delle capitali dell'impero romano; dalla fine dell'indipendenza del ducato milanese - sotto il dominio prima spagnolo, poi austriaco e francese - alla vivacità della cultura milanese testimoniata da "Il Caffè", il più prestigioso periodico dell'Illuminismo italiano, e all'incoronazione di Napoleone Bonaparte nel Duomo; dalle Cinque Giornate del marzo 1848, anno di rivolte e di speranze, fino al 25 aprile 1945, la Liberazione, con Milano che insorge contro il nazifascismo, memore di sé e della sua storia.

29 maggio 1176. Barbarossa sconfitto a Legnano
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Barbero, Alessandro

29 maggio 1176. Barbarossa sconfitto a Legnano

Laterza, 18/05/2012

Abstract: Quando il giovane ed energico Federico Barbarossa viene incoronato re dItalia a Monza nel 1155, non immagina certo quello che il futuro gli riserva. Sa che per linerzia dei suoi predecessori le città della Lombardia, nome con il quale sintende lintera pianura padana, si sono abituate a governarsi da sole, a farsi la guerra per promuovere gli interessi commerciali dei loro mercanti, e persino a battere moneta; ma dora in poi le cose cambieranno.Lanno prima, a Roncaglia, gli specialisti di diritto romano convocati dal Barbarossa avevano confermato che a lui spettava il potere pubblico su tutto il regno, e tutti erano tenuti a ubbidirgli; dovunque in Europa, del resto, il senso dello stato e il dovere dellobbedienza al re stanno tornando in vigore, dopo essere stati a lungo in declino.Ma Milano è troppo popolosa e troppo ricca per accettare di rinunciare alla sua autonomia. Dopo ventanni di guerra quasi ininterrotta, punteggiata da reciproche atrocità, il Barbarossa viene sconfitto dai Milanesi a Legnano, e il suo tentativo di modernizzazione è archiviato per sempre: ancora a lungo, lItalia non è destinata ad essere una monarchia unitaria, ma un coacervo di sfere dinfluenza cittadine perennemente in contrasto fra loro.

Carlo Magno
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Barbero, Alessandro

Carlo Magno

Laterza, 16/04/2011

Abstract: Ecco una biografia estremamente piacevole da leggere, dallo straordinario piglio narrativo. Chiara Frugoni I tempi lontani in cui lEuropa era priva di strade e piena di paludi, finalmente sottratti alle nebbie delle nostre memorie scolastiche, in un saggio che si fa leggere come un romanzo. Laura Lilli, la Repubblica Nel giorno di Natale dellanno 800 Carlo Magno viene incoronato imperatore. Un poeta rimasto anonimo saluta in lui il padre dellEuropa. Oggi che i popoli del nostro continente sono avviati allintegrazione in unEuropa sovranazionale, la figura di Carlo Magno risulta di sorprendente attualità. Una biografia che unisce al rigore degli studi unappassionante scrittura letteraria. Tradotto in varie lingue, Carlo Magno. Un padre dellEuropa ha vinto nel 2002 il Premio Cherasco Storia.

I volti del potere
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Barbero, Alessandro - Gentile, Emilio - Frugoni, Chiara - Riccardi, Andrea - Giardina, Andrea - Perrot, Michelle - Sabbatucci, Giovanni - Canfora, Luciano - Vidotto, Vittorio - Banti, Alberto Mario - Graziosi, Andrea

I volti del potere

Laterza, 31/05/2012

Abstract: Le vicende politiche e umane dei grandi protagonisti della storia, le luci e le ombre del loro dominio, l'impronta di quei potenti che ancora oggi ci condiziona.Da Pericle a Papa Wojtyla, passando per Augusto, Napoleone, Hitler, Stalin, De Gasperi e altri, scaltri simulatori, trascinatori di folle, imperatori, dittatori feroci, abili uomini di Stato o più umilmente pastori di anime hanno segnato il destino dei popoli. Nelle lezioni tenute con grande successo all'Auditorium di Roma (delle quali questo volume raccoglie i testi) tra ottobre 2008 e maggio 2009, alcuni fra i maggiori storici italiani e l'autorevole studiosa francese Michelle Perrot raccontano le vicende politiche e umane dei grandi protagonisti della storia e svelano le luci e le ombre dei tanti modi di governare gli uomini, quanto sia stata e sia ancora forte l'impronta di quei potenti, quanto ancor oggi quel modello e quel potere ci condizioni.

Solimano il Magnifico
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Barbero, Alessandro

Solimano il Magnifico

Laterza, 23/05/2012

Abstract: Era il sultano, ma anche il califfo, protettore della Mecca; usava il titolo ancestrale di khan, che sapeva di steppa e orde nomadi, ma era anche l'erede di Roma e Bisanzio e ostentava il titolo di 'Cesare dei Cesari'. Era il Gran Turco, Solimano il Magnifico, e il suo regno rappresentava per gli europei, di volta in volta, uno specchio distorto, un incubo e una speranza, la fertile terra dei paradossi. Se in Occidente non era permessa la residenza a nessun musulmano ed era inconcepibile l'esistenza di una moschea, l'impero ottomano era invece abitato quasi per metà da cristiani, considerati, è vero, sudditi di seconda classe, ma autorizzati a praticare pubblicamente la loro religione. Solimano aveva potere di vita e di morte e tutti i suoi ministri erano giuridicamente degli schiavi; ma proprio quest'autocrazia creava la mobilità sociale, perché non esisteva nobiltà di nascita ma un sistema di selezione dei talenti che permetteva a figli di pastori di diventare pascià e visir, con grande scandalo degli osservatori europei. Si spiega così che tanti marinai, artigiani, fonditori di cannoni scegliessero di 'farsi turchi', cercando sotto la protezione del sultano un'ascesa sociale impensabile nell'Europa delle gerarchie nobiliari e del diritto di sangue.

9 agosto 378 il giorno dei barbari
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Barbero, Alessandro

9 agosto 378 il giorno dei barbari

Laterza, 23/07/2012

Abstract: I Balcani, lembo estremo dellimpero romano dOriente. I Goti, popolazione in fuga da una terra devastata dalla guerra. Il Danubio, confine fragile e mal presidiato. Un impero corrotto, una sconfitta disastrosa, un racconto appassionante."Questo libro racconta di una battaglia che ha cambiato la storia del mondo ma non è famosa come Waterloo o Stalingrado: anzi, molti non lhanno mai sentita nominare. Eppure secondo qualcuno segnò addirittura la fine dellAntichità e linizio del Medioevo, perché mise in moto la catena di eventi che più di un secolo dopo avrebbe portato alla caduta dellimpero romano dOccidente. Parleremo di Antichità e Medioevo, di Romani e barbari, di un mondo multietnico e di un impero in trasformazione e di molte altre cose ancora. Ma il cuore del nostro racconto sarà quel che accadde lì, ad Adrianopoli, nei Balcani, in un lungo pomeriggio destate."

Barbari. Immigrati, profughi, deportati nell'impero romano
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Barbero, Alessandro

Barbari. Immigrati, profughi, deportati nell'impero romano

Laterza, 23/07/2012

Abstract: Questo non è solo un bel libro di storia. Cè la zampata dello studioso di genio.Franco CardiniÈ noto che, come diceva Croce, si fa sempre storia del presente. In questo buon uso del passato Alessandro Barbero è un campione sempre pronto allo scatto. Barbari è un libro affascinante.Silvia Ronchey, Tuttolibri"Un mondo che si considera prospero e civile, segnato da disuguaglianze e squilibri al suo interno, ma forte di unamministrazione stabile e di uneconomia integrata; allesterno, popoli costretti a sopravvivere, minacciati dalla fame e dalla guerra, e che sempre più spesso chiedono di entrare; una frontiera militarizzata per filtrare profughi e immigrati; e autorità di governo che debbono decidere volta per volta il comportamento da tenere verso queste emergenze. Potrebbe sembrare una descrizione del nostro mondo, e invece è la situazione in cui si trovò per secoli limpero romano di fronte ai barbari."

Lepanto. La battaglia dei tre imperi
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Barbero, Alessandro

Lepanto. La battaglia dei tre imperi

Laterza, 08/11/2012

Abstract: "Non appena in Occidente si sparse la voce della prossima uscita della flotta turca, papa Pio V decise che quella era l'occasione buona per realizzare un progetto che sognava da tempo: l'unione delle potenze cristiane per affrontare gli infedeli in mare con forze schiaccianti, e mettere fine una volta per tutte alla minaccia che gravava sulla Cristianità. Quando divenne sempre più evidente che la tempesta era destinata a scaricarsi su Cipro, il vecchio inquisitore divenuto pontefice, persecutore accanito di ebrei ed eretici, volle affrettare i tempi."È la primavera del 1570. Un anno e mezzo dopo, il 7 ottobre 1571, l'Europa cristiana infligge ai turchi una sconfitta catastrofica. Ma la vera vittoria cattolica non si celebra sul campo di battaglia né si misura in terre conquistate. L'importanza di Lepanto è nel suo enorme impatto emotivo quando, in un profluvio di instant books, relazioni, memorie, orazioni, poesie e incisioni, la sua fama travolge ogni angolo d'Europa.Questo libro non è l'ennesima storia di quella giornata. È uno straordinario arazzo dell'anno e mezzo che la precedette. La sua trama è fatta degli umori, gli intrecci diplomatici, le canzoni cantate dagli eserciti, i pregiudizi che alimentavano entrambi i fronti, la tecnologia della guerra, di cosa pensavano i turchi dei cristiani e viceversa. Per tessere i suoi fili ci sono volute la prosa appassionante e la maestria rara di Alessandro Barbero.

I prigionieri dei Savoia. La vera storia della congiura di Fenestrelle
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Barbero, Alessandro

I prigionieri dei Savoia. La vera storia della congiura di Fenestrelle

Laterza, 03/04/2014

Abstract: "Questa è la storia di ciò che accadde a Fenestrelle, ma anche a Torino, a Napoli, a Milano, a Gaeta e in altri luoghi d'Italia, fra il 1860 e il 1861, quando l'esercito delle Due Sicilie venne sconfitto in una guerra non dichiarata, i suoi uomini fatti prigionieri o sbandati, e poi trasportati al Nord per essere arruolati contro la loro volontà nell'esercito italiano."Chi erano quegli uomini e quanti erano? Cosa accadde davvero agli ex-soldati borbonici caduti nelle mani delle autorità vittoriose negli anni che portarono all'unità d'Italia?Alessandro Barbero racconta la loro vera storia ma anche la storia di come quegli avvenimenti siano diventati nell'Italia del Duemila materia di un'invenzione storiografica e mediatica.

Terre d'acqua
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Barbero, Alessandro

Terre d'acqua

Laterza, 10/06/2014

Abstract: Storia e cronache di un angolo della pianura piemontese e dei molti personaggi dalle avventure spesso strabilianti che lì nacquero e vissero, ma che da lì partirono per giocare, in luoghi lontanissimi, parti mirabolanti sulla scena mondiale: Cesari di Bisanzio, re di Gerusalemme, patriarchi di Antiochia. Con la sua consueta finezza di storico e narratore, Alessandro Barbero ricostruisce la vicenda d'un minuscolo territorio dell'Occidente – poche centinaia di chilometri quadrati oggi in provincia di Vercelli – all'epoca delle crociate, e ripercorre i fili che ne collegano la storia locale a quella globale dell'area mediterranea.

Caporetto
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Barbero, Alessandro

Caporetto

Laterza, 19/10/2017

Abstract: Alle due del mattino del 24 ottobre 1917, i cannoni austro-tedeschi cominciarono a colpire le linee italiane. All'alba le Sturmtruppen, protette dalla nebbia, andarono all'assalto. In poche ore, le difese vennero travolte e la sconfitta si trasformò in tragedia nazionale. Oggi sappiamo che quel giorno i nostri soldati hanno combattuto, eccome, finché hanno potuto. Ma perché l'esercito italiano si è rivelato così fragile, fino al punto di crollare?Da cent'anni la disfatta di Caporetto suscita le stesse domande: fu colpa di Cadorna, di Capello, di Badoglio? I soldati italiani si batterono bene o fuggirono vigliaccamente? Ma il vero problema è un altro: perché dopo due anni e mezzo di guerra l'esercito italiano si rivelò all'improvviso così fragile? L'Italia era ancora in parte un paese arretrato e contadino e i limiti dell'esercito erano quelli della nazione. La distanza sociale tra i soldati e gli ufficiali era enorme: si preferiva affidare il comando dei reparti a ragazzi borghesi di diciannove anni, piuttosto che promuovere i sergenti – contadini o operai – che avevano imparato il mestiere sul campo. Era un esercito in cui nessuno voleva prendersi delle responsabilità, e in cui si aveva paura dell'iniziativa individuale, tanto che la notte del 24 ottobre 1917, con i telefoni interrotti dal bombardamento nemico, molti comandanti di artiglieria non osarono aprire il fuoco senza ordini. Un paese retto da una classe dirigente di parolai aveva prodotto generali capaci di emanare circolari in cui esortavano i soldati a battersi fino alla morte, credendo di aver risolto così tutti i problemi.In questo libro Alessandro Barbero ci offre una nuova ricostruzione della battaglia e il racconto appassionante di un fatto storico che ancora ci interroga sul nostro essere una nazione.

Le parole del papa. Da Gregorio VII a Francesco
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Barbero, Alessandro

Le parole del papa. Da Gregorio VII a Francesco

Laterza, 11/01/2018

Abstract: Il libro di Barbero è un efficace abregé della storia del papato e della Chiesa. Ma – come c'era da aspettarsi visto l'autore – l'intento è ben più ambizioso e solidamente impiantato nel terreno della problematica storica. Si tratta di capire qual è la scelta dei termini e degli argomenti dei papi, come variano la tastiera lessicale e il linguaggio con il variare non solo delle differenti personalità ma anche del trascorrere della storia.Un libro agile e disinvolto nello stile ma tempestivo e succoso nella sostanza.Franco CardiniDalle invettive di Gregorio VII contro Enrico IV ai messaggi forti lanciati dai pontefici contemporanei. Alessandro Barbero spiega perché la vera arma segreta della Chiesa è la parola.Filippo Di Giacomo, "Il Venerdì di Repubblica"Il linguaggio con cui il pastore della Chiesa di Roma si rivolge all'umanità nei momenti difficili è sempre stato espressione non solo della sua personalità individuale, ma del posto che la parola della Chiesa occupava nel mondo in quella data epoca; ed è un indizio estremamente rivelatore delle diverse modalità, e della diversa autorevolezza con cui di volta in volta i papi si sono proposti come leader mondiali.