Trovati 96 documenti.
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Welfare, capacità e conoscenza : le basi informative dell'azione pubblica / Carlotta Mozzana
Carocci, 2019
Abstract: Negli ultimi anni c'è stato un incremento delle pratiche e delle norme basate su standard e numeri. Tra i vari ambiti, quello delle politiche di welfare ha visto una vera e propria esplosione di strumenti basati su questi tipi di conoscenza, ormai considerati essenziali per produrre interventi "ragionevoli" a livello locale, nazionale e sovranazionale. Ma dati e informazioni non sono neutri: agiscono direttamente (e non) su quello che misurano o rilevano e sono parte attiva nel processo di formazione e costruzione di questa stessa realtà, poiché influenzano le modalità con cui agiamo su di essa e al suo interno. Il volume dà conto di questa trasformazione e delle sue conseguenze, sistematizzando per la prima volta un approccio con cui indagare le basi informative dell'azione pubblica e ponendo una specifica attenzione ai processi con cui queste vengono definite, alle forme che assumono e agli strumenti che le incorporano. In questo modo è possibile portare alla luce come in realtà esse siano fondate su scelte, conflitti, negoziazioni, compromessi, e mettere a tema il legame che si instaura tra dimensione cognitiva e dimensione normativa nelle politiche pubbliche.
Il welfare : tra vecchie e nuove disuguaglianze / Chiara Saraceno
2. ed. aggiornata
Il Mulino, 2021
Abstract: Un lusso che non possiamo più permetterci, per alcuni. Un pilastro a tutela dei diritti e dell'accesso ai beni comuni, per altri. I welfare state sono esperienze squisitamente nazionali, esposti alle sfide della crisi e della globalizzazione, ma anche delle trasformazioni demografiche e culturali. Questo libro ci spiega come sono nati e come si sono sviluppati, dando forma a modelli diversi di cittadinanza. L'accesso ad un reddito minimo, all'assistenza sanitaria e alla pensione, la protezione dalla disoccupazione, l'organizzazione del sistema scolastico e dei servizi per l'infanzia, le politiche di conciliazione famiglia-lavoro definiscono infatti sistemi di diritti e di risorse fortemente differenziati anche all'interno del contesto europeo.
Mutualismo : ritorno al futuro per la sinistra / Salvatore Cannavò
Roma : Alegre, [2018]
Futuro anteriore
Abstract: La crisi storica della sinistra e di ciò che è stato il movimento operaio chiede uno sforzo eccezionale di fantasia e sperimentazione per ricominciare. Ma per guardare al futuro occorre tornare la dove tutto è cominciato. Nel corso del Novecento le caratteristiche basilari del movimento operaio delle origini, imperniate su mutualismo e solidarietà di classe, sono state relegate al ruolo di ancella. La socialdemocrazia ha fondato la propria politica sul consenso elettorale come viatico per conquistare lo Stato e migliorare le condizioni di vita dei lavoratori. I partiti comunisti sono stati sopraffatti dal crollo del socialismo reale. Partito e sindacato hanno rappresentato le forme principali della politica e, facendosi Stato o dipendendo dallo Stato, hanno progressivamente prodotto organizzazioni centralizzate, fondate sulla delega e soggiogate dalle burocrazie. Oggi questi strumenti appaiono spuntati perché la forza materiale che dovrebbe sospingerli è dispersa o atomizzata, quello che era il partito di massa è divenuto partito-istituzione, e gli stessi sindacati tradizionali vivono una crisi lacerante e un'assenza di contatto con le giovani generazioni divenute precarie a tempo indeterminato. Perdendo i propri ancoraggi sociali la sinistra ha finito per gestire un compromesso sociale al ribasso, ergendosi a puntello del sistema economico liberista. Occorre allora riappropriarsi delle pratiche all'origine del movimento operaio, ricucendo il filo delle individualità sociali per riscoprire l'efficacia della cooperazione e il valore fondativo della solidarietà. Il libro ripercorre la storia e i dibattiti delle esperienze di autogestione e mutualismo dalla fine dell'Ottocento ad oggi, mostrando l'impasto su cui poggiare i mattoni di una nuova credibilità politica. Si tratta di un mutualismo politico e conflittuale perché non accetta la dimensione di lenitivo delle diseguaglianze e non si integra in un processo di smantellamento dello stato sociale. Anzi. Affermando la propria capacità di autogoverno, indica un'idea alternativa di democrazia e di società.
Le fondazioni di comunità : strumenti e strategie per un nuovo welfare / Bernardino Casadei
Carocci, 2015
Abstract: La necessità di ricostruire un welfare ormai in evidente debito d'ossigeno non nasce solo da esigenze di equità e di umanità, ma è anche un'importante opportunità per promuovere lo sviluppo economico sia direttamente, per il numero di posti di lavoro che potrà generare, sia indirettamente, per l'impatto che avrà nella promozione del capitale sociale e nel rendere più competitive le imprese. In ultima analisi, solo la creazione di una società solidale e sussidiaria potrà garantire il futuro della nostra civiltà. In questo processo il dono ha un'importanza fondamentale, non solo per le risorse che è in grado di mobilitare, ma per il ruolo di lubrificante e di catalizzatore che può svolgere generando fiducia e relazioni. Le fondazioni di comunità sono una delle più efficaci infrastrutture sociali attualmente esistenti per conseguire un simile obiettivo.
Gli scrocconi : per ogni italiano che lavora, dieci vivono sulle sue spalle / Francesco Vecchi
Piemme, 2021
Abstract: In Italia vivere sulle spalle degli altri è piuttosto semplice. Sono moltissimi quelli che scelgono di non lavorare, oppure di farlo ma senza dichiararlo. Sono quelli che non fanno mai la loro parte, che alzano le mani quando c'è da saldare i conti. Sanità, scuole, pensioni: per loro è tutto gratis. Bonus, aiuti e sgravi fiscali: un tesoretto da arraffare. È giunto il momento di chiamarli con il loro nome, Gli scrocconi. In questo libro tagliente e documentatissimo, Francesco Vecchi dimostra che gli scrocconi si moltiplicano mentre il nostro paese, con i suoi 60 milioni di abitanti, si regge ormai su un manipolo di italiani operosi che "tirano la carretta" per tutti: 5 milioni di individui che si spaccano la schiena e che dallo stato ricevono molto meno di quanto versino in tasse (di solito, almeno la metà dei redditi). Tra sgobboni e scrocconi c'è naturalmente un'ampia via di mezzo, fatta di onesti lavoratori, disoccupati veri e famiglie in reale difficoltà. Ma in un paese che non sa distinguere tra chi è davvero povero e chi no, anche le misure di giustizia sociale rischiano di alimentare nuova iniquità: iniquità nel premiare il merito, iniquità nel distribuire i carichi, iniquità nel chiedere sacrifici. Ora che la pandemia di Covid-19 rischia di spezzare la schiena produttiva del paese, l'esigenza di un fisco finalmente equo e sensato è più pressante di qualsiasi altra. Redistribuire gli oneri dell'attività economica è urgente tanto quanto la lotta alla povertà, che spesso è solo la maschera del lavoro nero e dell'elusione fiscale. Certo, per i politici è più facile promettere redditi, assegni, bonus e altri aiutini. Ma non potremo mai più aiutare nessuno se gli italiani che lavorano e pagano le tasse si avviano all'estinzione.
Storia dello Stato sociale in italia / Chiara Giorgi, Ilaria Pavan
Il Mulino, 2021
Abstract: Principale strumento di tutela dei diritti di cittadinanza in risposta a rischi e bisogni individuali e collettivi, lo Stato sociale è da anni al centro di un dibattito che tende a ignorarne la storia. È appunto la storia che intende raccontare questo volume che per la prima volta riunisce in una narrazione complessiva l'evoluzione nel corso del Novecento dello Stato sociale visto nei suoi tre pilastri: la previdenza, la sanità e l'assistenza. Con un approccio che combina i processi politici e istituzionali, come anche sociali, economici e culturali, le autrici rintracciano le radici del welfare italiano nell'età liberale, ne seguono la parabola attraverso il ventennio fascista e l'età repubblicana, e ne enucleano gli elementi fondanti, offrendo un importante contributo di conoscenza su un aspetto costitutivo della società italiana contemporanea.
Privatocrazia : perchè privatizzare è un rischio per lo Stato democratico / Chiara Cordelli
Mondadori, 2022
Abstract: I confini tra il pubblico e il privato sono sempre più indefiniti. Il ruolo dello Stato moderno, nato per separare pubblico e privato, è cambiato profondamente negli ultimi anni e ha subito radicali trasformazioni nel modo di governare e amministrare la cosa pubblica. Viviamo sempre di più nell'era dello Stato privatizzato, o, per meglio dire, in una privatocrazia , dove lo Stato dirige, ma è il privato che spesso gestisce. Se prima governare significava spendere e amministrare direttamente, ora non di rado equivale a coordinare e incentivare una serie di attori privati sfruttandone le capacità organizzative e l'autonomia decisionale. Una privatizzazione incalzante che è ormai un fenomeno di scala globale: per decenni i governi di tutto il mondo hanno promesso una maggiore efficienza rivolgendosi a società private per fornire beni pubblici, quali la sanità, l'istruzione e i trasporti. Tragicamente, la pandemia di Covid-19 ha mostrato la falsità di tale promessa, mettendo in luce l'inefficienza e l'ingiustizia di molti sistemi privatizzati. In Italia, ad esempio, sono emersi i limiti della privatizzazione della sanità; prima ancora, dell'istruzione. Ma la minaccia più profonda che la privatizzazione pone al nostro ordine democratico, mettendo in discussione la sua stessa legittimità, resta invisibile e assente dal dibattito pubblico. Affrontando il tema del rapporto tra pubblico e privato da un punto di vista politico, e non in termini di mera efficienza economica, Chiara Cordelli propone una riflessione sulla trasformazione dello Stato contemporaneo. Una diagnosi lucida, che dimostra come la tendenza a privatizzare metta a rischio la legittimità dello Stato democratico stesso, compromettendo la ragione fondamentale per la quale esso esiste. Un'analisi che permette di comprendere la natura del conflitto profondo tra privatizzazione e legittimità democratica e di immaginare un nuovo modo di concepire e gestire collettivamente la cosa pubblica.
Il Mulino, 2022
Abstract: Negli stati contemporanei la tutela contro i rischi sociali quali la malattia, la povertà, la vecchiaia o la disoccupazione è garantita da programmi pubblici di welfare sociale e da schemi di welfare occupazionale. Lo stesso obiettivo di protezione sociale può però essere perseguito anche con misure di welfare «fiscale»: un insieme di interventi che mirano a favorire la diffusione delle forme di welfare occupazionali (previdenza e sanità integrative) o a prevedere condizioni di fiscalità agevolata per alcune categorie sociali (ad esempio, per le famiglie con bambini). Il libro - il primo in Italia a occuparsi di questo rilevante comparto del welfare - risponde ad alcune cruciali domande: quanto è ampio il welfare fiscale in termini di risorse investite? Com'è andato sviluppandosi e quali sono stati gli sviluppi recenti? Qual è l'impatto distributivo (e redistributivo) di queste misure? Infine, qual è la dinamica politica (la politics) che plasma tale settore in un paese in cui, come sosteneva Ezio Vanoni, «una esenzione non si rifiuta a nessuno»?
Milano : Egea, 2022
Abstract: In una società che moltiplica le connessioni ma indebolisce i legami, è necessario individuare nuove forme d'integrazione capaci di generare valore e significati, in modalità aperte al contributo di attori diversi. Dopo aver indagato nei loro libri precedenti i modelli organizzativi delle imprese ibride e la funzione coesiva della dimensione di luogo, gli Autori introducono ora un nuovo - radicale - livello di analisi e di azione: il mutualismo. Rigenerato dalla crisi in atto, questo meccanismo può rappresentare la chiave per ricombinare le tradizionali forme di creazione del valore: redistribuzione pubblica, scambi di mercato e relazioni di reciprocità. Sull'onda di un nuovo attivismo e di profonde trasformazioni sociali, il neomutualismo non agisce oggi per costruire nicchie al riparo dai fallimenti dello Stato e del mercato ma per generare impatto sociale, partendo dalle principali trasformazioni socio-tecnologiche e aprendo alla politica e all'economia la possibilità di rifondarsi intorno alla comunità. Per rispondere a questa sfida l'innovazione da sola non basta: occorre abilitare processi e investimenti che incentivino co-progettazione e co-produzione, dando vita a un'economia consortile in grado di favorire la nascita di nuove startup ibride, portatrici di un mindset digitale, orientato alla trasformazione e rigenerazione sociale.
La società del Quinto Stato / Maurizio Ferrera
Laterza, 2019
Abstract: Diritti approssimativi, salari bassi, scarsa protezione sociale: è il mondo del precariato e del lavoro sottopagato. È la società del Quinto Stato. Ai primi del Novecento il Quarto Stato viene descritto come classe a sé, autoconsapevole e compatta, portatrice di interessi universali di emancipazione: operai, contadini e braccianti chiedevano che venisse loro riconosciuto un potere politico (tramite diritti) che fosse in linea con la loro rilevanza economica e sociale. Gli oppressi oggi esistono ancora, anche se sono meno visibili di un secolo fa e sicuramente molto meno organizzati. È il ‘Quinto Stato’, composto di lavoratori sottopagati e/o precari. Il Quinto Stato è un insieme fluido e variegato, e rispetto alla sua controparte novecentesca presenta alcune decisive differenze: il proletariato condivideva il lavoro di fabbrica, viveva negli stessi quartieri, frequentava le sezioni locali dei sindacati e dei partiti, ed era dunque più facile da organizzare e mobilitare; il precariato di oggi è eterogeneo, disperso, molto connesso, ma solo attraverso i canali ‘freddi’ di internet e dei social media. Quali strategie potranno essere adottate per proteggere dai rischi e dai bisogni questa estesissima classe? Alcune interessanti idee a riguardo circolano già da qualche anno. Da un lato, vi è la riflessione su come fornire sicurezze e protezioni calibrate sulle nuove modalità di lavoro. È la strategia dell’investimento sociale, magari sorretto da un reddito di base universale e incondizionato. Dall’altro lato, si riflette su come approfittare della globalizzazione, della flessibilizzazione e delle nuove tecnologie per progettare un nuovo modello di società. La sfida sociale del Novecento è stata quella di assicurare lavoro e reddito. Quella del nostro secolo potrebbe essere la redistribuzione equa del surplus generato dall’integrazione economica e dalle nuove tecnologie, se questi processi saranno ben gestiti.
Politiche di welfare e investimenti sociali / a cura di Andrea Ciarini
Milano : Il mulino, 2020
Percorsi. Sociologia
Abstract: Quali effetti ha avuto la crisi sulle politiche sociali e come bisogna riorientare la spesa e gli investimenti per sostenere il welfare e la crescita economica? Frutto di una riflessione a più voci, il volume analizza le molteplici trasformazioni che hanno messo sotto pressione i sistemi di welfare nazionali, tra vincoli di bilancio crescenti e nuove domande di protezione sociale. I contributi raccolti affrontano da diverse angolature queste tematiche, mettendo al centro dell'analisi due questioni fondamentali. La prima riguarda la promozione dell'azione strategica dello Stato nella mobilitazione di investimenti pubblici e privati in favore di una rinnovata agenda di investimento sociale (capitale umano, politiche attive del lavoro, cura e conciliazione, contrasto della povertà, infrastrutture sociali). La seconda punta a rendere compatibile questa agenda di riforme, con la valorizzazione delle attività fuori mercato (cura familiare, impegno civico e volontario, formazione) come diritto universale del cittadino legato a una diversa combinazione tra tempi di vita e tempi di lavoro.
Milano : Angeli, c1987
Varie ; 347
Roma : Donzelli, c2025
Occhielli
Il Mulino, 2023
Abstract: Il rapporto sulla lotta alla povertà «Se questo è welfare» del 2018 prefigurava la crisi di fiducia che stiamo vivendo. Le preoccupazioni non riguardavano il grande dubbio «Se questo è welfare» ma, prima ancora, la carenza di idee su come affrontare una crisi di senso e di prospettiva. Esprimeva la speranza di un cambio di paradigma, dalla cittadinanza incompiuta dei diritti a quella dell’incontro tra diritti e doveri. Non è una novità, lo ha chiesto la Costituzione in modo lungimirante. I padri costituenti, infatti, immaginavano i rischi di una società composta da individui che non diventano persone e non rivendicano il diritto di avere doveri. È un passaggio tuttora ostacolato da una cultura politica che considera la povertà un effetto inevitabile dello sviluppo, mentre il nostro destino sociale e ambientale è in gravi difficoltà. Il rapporto 2023 ci ricorda che insieme con i bisogni dimenticati ci sono i doveri dimenticati, cioè una miscela pericolosa che sta implodendo senza che i governi e le comunità locali siano in grado di evitarla. Per questo è urgente ripartire dalla Costituzione. Il problema non è cambiarla ma realizzarla. Il legame tra diritti e doveri si è allentato e si sta rivelando un problema per la democrazia. Democrazia significa ascolto, confronto, composizione delle capacità e delle umanità, dove ogni persona possa contribuire al bene proprio e di tutti. Non è delega, ma quotidiana interpretazione del diritto di avere doveri, con reciprocità lungimiranti e accoglienti nei confronti delle nuove generazioni, cioè presente e futuro insieme.
Milano : Meltemi, 2024
Motus ; 46. Studi sulla società
Abstract: In questo volume sono raccolti i principali interventi di Paul Farmer, antropologo di fama mondiale, recentemente scomparso dopo una vita spesa a tentare di “aggiustare il mondo”, battendosi per la sanità pubblica e per la giustizia medica. Farmer si rivolge in particolar modo ai giovani e alle giovani che stanno per intraprendere gli studi universitari, in medicina come anche in altre discipline, ma il testo è dedicato a tutti coloro che desiderano un mondo in cui l’umanità – e non gli interessi di parte – sia l’unico principio fondante dei tempi a venire. Il libro ritrae il mondo attuale dei drammatici disastri ecologici e sanitari, delle disuguaglianze e delle ingiustizie economiche, sociali e politiche, che spesso sembrano inaffrontabili e irrisolvibili. Attraverso i suoi discorsi, ricchi di aneddoti e di riflessioni immediate e profonde, Farmer restituisce al lettore la visione di un futuro possibile, condiviso, dove non tutto è ancora perduto, perché insieme possiamo fare realmente qualcosa per “aggiustare” il nostro mondo.
Abolire il lavoro povero : per la buona e piena occupazione / Alessandro Somma
Laterza, 2024
Abstract: L’Italia è l’ottavo Paese più ricco del mondo, ma anche il Paese dove un lavoratore su quattro è povero e uno su tre vulnerabile, ovvero condannato alla povertà in caso di evento inaspettato (come una malattia o la nascita di un figlio). Dopo anni in cui la politica si è mostrata succube nei confronti dell’economia, ha mortificato i lavoratori e colpevolizzato i poveri, si è tornati a discutere di come riconciliare democrazia e mercato. Lo si è fatto varando il reddito di cittadinanza, per molti aspetti difettoso ma l’unica forma di incisiva redistribuzione della ricchezza adottata negli ultimi decenni. Lo si è fatto con la proposta di introdurre minimi salariali stabiliti per legge. Queste misure, smantellate o avversate dall’attuale maggioranza, sono peraltro minimali rispetto a quelle contemplate dal patto di cittadinanza previsto dalla Costituzione: quello per cui il lavoro è un diritto ma anche un dovere, che ha però come contropartita un salario dignitoso, un welfare esteso e la partecipazione dei lavoratori alla definizione dell’indirizzo politico generale. Il lavoro povero è, perciò, una contraddizione in termini: cambiare è possibile ma soprattutto necessario.
Roma : Lavoro, copyr. 1998
Abstract: Lo Stato è malato e la sua malattia è imputabile a sprechi e inefficienze, alla difficoltà di sostenere i costi di un'economia globalizzata. Ma la malattia più grave che forse oggi affligge il welfare è la sua perdita di legittimità, derivante dalla delegittimazione del suo nucleo utopico. L'impersonale burocratismo del welfare dissipa la solidarietà e corrode la convivenza collettiva. Tuttavia, si può fare a meno di uno strumento efficace per ridurre le ineguaglianze, per neutralizzare i conflitti, per controllare l'economia farla convivere con la democrazia? A questa domanda l'autore cerca di dare una risposta in queste pagine.
La legge di natura / Kari Hotakainen ; traduzione e postfazione di Nicola Rainò
Iperborea, 2015
Napoli : Simone, 2015
Abstract: Il Rapporto sullo Stato Sociale costituisce un appuntamento stabile dedicato alle problematiche strutturali e congiunturali del welfare state nel contesto economico-sociale complessivo. Sostenuto dal Dipartimento di Economia e Diritto e dal Master di Economia Pubblica di Sapienza, Università di Roma, il Rapporto offre un contributo di informazione sistematica con un ricco corredo statistico, valutazioni approfondite e proposte concrete su temi centrali per lo sviluppo economico, sociale e civile. Il testo di quest'anno analizza come tema generale i caratteri della grande recessione nella quale si trova specificamente l'Unione Europea a sette anni dall'esplosione della crisi globale; approfondisce le sue prospettive, le responsabilità delle politiche comunitarie messe in atto per superarla e la particolarità dei problemi che si presentano in Italia. Il Rapporto esamina le modalità seguite nella costruzione dell'Unione Europea e nella rivisitazione del suo Modello Sociale; evidenzia le contraddizioni tra i suoi potenziali punti di forza e gli effetti negativi delle politiche seguite, tra gli obiettivi ambiziosi e i risultati costituiti da minori tassi di crescita, maggiore disoccupazione, aumenti della povertà e della disuguaglianza. Vengono quindi studiate le problematiche dello stato sociale in Italia, anche in rapporto agli effetti esercitati dai vincoli comunitari e dalle politiche nazionali.
Feltrinelli, 2017
Abstract: “Questo libro non è un tentativo di prevedere il futuro. È un tentativo di aprire le porte del futuro.” E per aprire le porte del futuro, scrive Rutger Bregman, bisogna tornare alle utopie. Di fronte al rafforzarsi dei nazionalismi, al divario sempre più ampio tra ricchi e poveri e allo stress che il carico di lavoro porta ogni giorno nelle nostre vite, siamo costretti a riconoscere che le nostre aspettative sullo sviluppo liberale della società occidentale si sono drammaticamente consumate, lasciandoci di fronte alla dura verità: senza utopie, tutto quello che resta è un presente privo di orizzonti, il presente immobile e sterile della tecnocrazia. Ma quali sono le utopie di cui abbiamo bisogno per rilanciare la politica e trovare la strategia per una convivenza sostenibile? Secondo Bregman, è arrivato il tempo di ridurre consumi e ore di lavoro, di aprire i confini degli stati e combattere sul serio la povertà, di concedere a tutti un reddito di base, sottraendolo alle vuote retoriche populiste che si stanno impadronendo del dibattito mediatico in tutto il mondo democratico. Un pensiero utopico, che in Olanda ha dato vita a un movimento per il reddito universale di base, catturando l’attenzione dei media internazionali. D’altra parte, non si tratta di un’idea nuova né stravagante: “Porre i fini sopra i mezzi e preferire il buono all’utile”, scriveva John Maynard Keynes nel 1930. Un saggio coraggioso, il punto di vista di un giovane studioso dal pensiero rivoluzionario, che dimostra quanto le utopie possano essere concrete. Reddito di base. Settimana lavorativa di quindici ore. Confini aperti. Sogni impossibili? Una guida realista per la costruzione di un mondo utopico.