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Garzanti Classici, 24/03/2023
Abstract: Attraversano la Storia al galoppo per sventare gli intrighi dei potenti e far trionfare il bene sul male, armati soprattutto dei propri talenti: d'Artagnan, l'intelligenza brillante e il carisma di un giovane di provincia che riesce a mettersi in luce con le sue doti; Athos, la nobiltà d'animo e la posa riflessiva; Porthos, il vitalismo e la forza fisica; Aramis, l'inclinazione spirituale. In comune hanno il coraggio, il senso profondo di un'amicizia leale e senza riserve ("Tutti per uno, uno per tutti" è il loro motto), la dedizione alla loro causa di moschettieri al servizio di Luigi XIII e di Anna d'Austria contro i maneggi del cardinale Richelieu e le macchinazioni della diabolica Milady. Pubblicato nel 1844, il capolavoro di Dumas alterna il tragico al comico, l'epopea alla riflessione filosofica in pagine indimenticabili ricche di continui colpi di scena. Nell'universo del grande narratore-drammaturgo, maestro di dialoghi e di tempi serrati, tutto si tiene e tutto, la grande Storia e le storie dei quattro protagonisti, si svolge in scena, con personaggi sempre risolti nell'azione, senza inutili concessioni alla psicologia. Nella lotta tra "buoni" e "cattivi" il vero nemico è la noia, la posta in gioco è la complicità del lettore.
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Feltrinelli Editore, 29/05/2025
Abstract: "E adesso, signori," disse d'Artagnan, "tutti per uno, uno per tutti, è il nostro motto, giusto?"Francia, 1625. Il giovane d'Artagnan vuole entrare a far parte dei moschettieri del re, ma quando incontra sulla sua strada Athos, Porthos e Aramis, i migliori in circolazione, li provoca e viene sfidato a duello da ciascuno di loro. Il duello, però, è proibito e quando le guardie del cardinale Richelieu li colgono sul fatto e minacciano di arrestarli, d'Artagnan decide da che parte stare: con i tre moschettieri!
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Mondadori, 14/11/2023
Abstract: Due regine alla Francia, tre Papi alla cristianità, monumenti a Firenze, arte e cultura al mondo intero: questo il lascito dei Medici, principi ricchi e potenti, grandi mecenati. Da Cosimo il Vecchio all'inizio del Quattrocento, fino alla morte dell'ultimo discendente, Gian Gastone, nel 1737, è indelebile il segno che i Medici hanno lasciato nel loro tempo e nell'immaginario europeo. La loro è una storia costellata di lusso e bellezza, ma anche di rivolte, esili, assassini, tradimenti, giochi di potere e amori violenti; una storia che non poteva non affascinare un romanziere come Dumas. Questa sua documentatissima narrazione, ricca di ironia e di tinte gotiche, anticipa lo stile dei suoi romanzi maggiori, restituendo verità umana non meno che storica a una famiglia luminosa quanto sulfurea.
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Donzelli Editore, 14/01/2025
Abstract: Pubblicato tra il 1848 e il 1850, il Visconte di Bragelonne porta a conclusione il ciclo iniziato con I tre moschettieri nel 1844 e proseguito con Vent'anni dopo nel 1845. Le vicende narrate nel Visconte di Bragelonne hanno inizio nel maggio del 1660, quando la Francia è all'alba di una nuova epoca, che si inaugura con il regno di Luigi XIV, il futuro Re Sole. Sono trascorsi trentacinque anni da quell'aprile del 1625 in cui d'Artagnan, uno spiantato cadetto di Guascogna, arrivava a Parigi in sella al suo ronzino per unirsi alla compagnia dei moschettieri del re, facendo conoscenza con quelli che sarebbero stati i suoi inseparabili compagni d'avventure: Athos, Porthos e Aramis. Trentacinque anni costellati di duelli, congiure, cambi di sovrani e di fedeltà, e che hanno visto sfilare tra le pagine dumasiane i protagonisti della storia di Francia e d'Inghilterra: Luigi XIII, il cardinale Richelieu, Anna d'Austria, il duca di Buckingham, Carlo I, Oliver Cromwell, il duca di Beaufort, fino a Giulio Mazzarino. Dopo tante imprese i nostri quattro eroi, ormai avanti con gli anni, sembrano aver trovato, ognuno a suo modo, la propria serenità. La quiete e il riposo, però, non fanno parte del destino dei moschettieri, che torneranno a solcare le strade d'Europa. Nella complessa trama del Visconte di Bragelonne possono essere rintracciati tre nuclei narrativi, che motivano la scelta di suddividere in altrettante parti l'ultimo, e più lungo, romanzo della saga: il primo, La lezione di d'Artagnan, vede il guascone alle prese con il nuovo sovrano e con gli sconvolgimenti che stanno segnando l'Europa, nei quali giocherà un ruolo essenziale, seppur agendo dietro le quinte; il secondo nucleo – La favorita del re – narra le vicende di Louise de La Vallière, che da damigella di Madame, e innamorata di Raoul, diventerà l'amante di Luigi XIV; il terzo – La maschera di ferro – racconta del complotto ordito da Aramis per portare sul trono di Francia il misterioso fratello gemello del re. Se il primo volume raccontava la restaurazione della monarchia in Inghilterra, con la presa del potere di Carlo II, e l'ascesa al trono di Luigi XIV, con questo secondo volume il lettore entra nella corte del giovane re di Francia, deciso a trasformare in profondità i meccanismi del potere, di cui gradualmente diventa l'unico detentore. Intorno a lui si muove un mondo di cortigiani, cavalieri e damigelle, ma anche di ambiziosi funzionari e astuti strateghi che tramano per il potere. Al fianco del sovrano, però, c'è il suo più leale e coraggioso servitore: quel d'Artagnan che, pur guardando con divertito stupore alle abitudini della nuova corte, sorveglia tutto ciò che accade intorno al re. Ancora una volta, l'amicizia tra i moschettieri sarà messa a dura prova dalle contingenze storiche e politiche, che li vedranno schierati su fronti opposti. Intrighi di corte, feste grandiose, epici duelli e sfide per il potere fanno da sfondo alla vicenda del visconte di Bragelonne, il figlio di Athos, il quale vedrà la sua promessa sposa contesa dal più temibile dei rivali. La ragazza, infatti, con il suo candore e con il suo amore disinteressato conquisterà l'orgoglioso sovrano, diventandone la contrastata, ma adorata, favorita. Questa nuova traduzione del Visconte di Bragelonne, condotta da Lila Grieco sul testo critico di Claude Schopp, restituisce al lettore il testo dumasiano in tutto il suo brio narrativo e rigore storico, grazie anche a un puntuale apparato di note e a un dettagliato Dizionario dei personaggi e delle persone.
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Donzelli Editore, 19/02/2026
Abstract: "Dio abbisognava di me, e perciò sono rimasto vivo; le sciagure più terribili, i patimenti più crudeli, l'abbandono di tutti coloro che mi amavano, la persecuzione di quelli che non mi conoscevano: questa è stata la prima parte della mia vita. Poi d'un tratto l'aria, la libertà, un patrimonio sconfinato... A quel punto mi sono lanciato nella via che mi era aperta, ho valicato lo spazio, ho raggiunto la meta: guai a quanti ho incontrato sul mio cammino!".Edmond Dantès, giovane marsigliese, secondo ufficiale a bordo del mercantile Pharaon, a causa della morte del capitano prende il comando della nave. Rientrato a Marsiglia, dopo una fugace tappa all'isola d'Elba, riceve dal suo armatore la nomina a capitano e si accinge a sposare la bella e fedelissima Mercédès. Ma un complotto che lega Danglars (il contabile del Pharaon), Fernand (il cugino di Mercédès, che è follemente invaghito di lei) e Caderousse (un sarto venale e insipiente) è destinato a distruggere la felicità di Edmond. Denunciato come bonapartista al sostituto procuratore del re, Dantès viene ingiustamente accusato di tramare contro la monarchia, e rinchiuso in gran segreto, e senza alcun processo, nel castello-fortezza dell'isola d'If, dove è condannato a marcire a vita. Ma l'amicizia con l'abate Faria, misterioso e provvidenziale compagno di carcere, lo porterà, dopo quattordici anni, a riguadagnare un'insperata libertà, accompagnata da una favolosa ricchezza. Da quel momento, Edmond avrà davanti a sé un solo scopo: la vendetta. Da capolavoro del romanzo popolare a capolavoro del romanzo: la storia della fortuna del Conte di Montecristo si potrebbe condensare nella lenta caduta di un aggettivo. Fin dal suo primo apparire, in quella Francia degli anni quaranta dell'Ottocento che era il più fervido e convulso laboratorio delle rivoluzioni europee, la storia dell'eroe borghese Edmond Dantès, eponimo della sfortuna e dell'ingiustizia, che si trasforma in spietato giustiziere, fu accolta dalle migliaia di avidi lettori di feuilleton come la più iperbolica incarnazione dello spirito del tempo. Un successo fulmineo, sancito dall'immediato passaggio all'edizione in volume e da un incredibile numero di ristampe e traduzioni. Ma fin da subito, quell'aggettivo, "popolare", suonò, in tutta una parte della critica colta, come una netta discriminazione, se non come una condanna. Il lettore potrà seguire, nelle pagine della Prefazione di Claude Schopp, la ricostruzione della vicenda critica del romanzo. Schopp, che ha dedicato tutta una vita di studi a Dumas, disvela con precisione e con maestria le ambizioni di una scrittura sapientemente costruita per portare all'estremo la tensione e la complicità del lettore. Situa, in una parola, il Montecristo nel posto che merita: all'apice della più felice stagione del romanzo europeo. Tanto più paradossale appare la vera e propria sottovalutazione critica che ha accompagnato fino a oggi la ricezione italiana del capolavoro di Dumas. Ne è testimonianza la stessa vicenda editoriale. Sembra davvero incredibile che le numerose edizioni italiane correnti del Conte di Montecristo siano tutte, in buona sostanza, riproposizioni, spesso inconfessate, di quelle traduzioni ottocentesche che introdussero in Italia il romanzo sotto la chiave fortunata ma riduttiva della letteratura d'appendice. Condotta sul testo francese meticolosamente stabilito da Claude Schopp, affidata alla nuova traduzione di Gaia Panfili, questa nostra edizione comprende, oltre alla Prefazione di Schopp, un apparato di note al testo, nonché un Dizionario dei personaggi e delle persone storiche e un Indice dei luoghi che faranno la felicità di ogni patito di Dumas.
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Bompiani, 10/10/2018
Abstract: Con questa epopea di cappa e spada pubblicata nel 1844, Dumas ricama sulla storia un colorato mondo di combattimenti, intrighi e romanticismo.D'Artagnan, giovane guascone, parte per Parigi per unirsi ai moschettieri, la legione di spadaccini fortemente voluta dal re di Francia Luigi XIII e invisa al perfido cardinal Richelieu. Si trova per caso a combattere al fianco di Athos, Porthos e Aramis, dimostrando tutto il valore e il cuore, necessari per servire la corona e difenderla dai nemici fuori e dentro la corte. D'Artagnan e il trio di moschettieri saranno costretti a ricorrere a tutto il loro ingegno e alle loro abilità con la spada per preservare l'onore della regina Anna e contrastare gli schemi malvagi del cardinale.
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Bompiani, 23/10/2019
Abstract: È il 1815 quando Edmond Dantès, giovane marinaio, sbarca a Marsiglia con la prospettiva di un futuro radioso: l'attendono la nomina a capitano del Pharaon e il fidanzamento con la bella Mercédès. Ma una denuncia anonima infrange i suoi sogni, condannandolo alla reclusione di quattordici anni in una prigione del castello d'If. La disperazione lascia con il tempo il posto a un'incontenibile sete di rivalsa. Evaso dal carcere e assunta l'identità del ricco e misterioso conte di Montecristo grazie alla scoperta di un tesoro nascosto, Edmond diventa un raffinato giustiziere. Riuscirà ad annientare i suoi calunniatori con le loro stesse armi, attuando una vendetta metodica e implacabile. Un personaggio maestoso per il romanzo più drammatico e umano di Alexandre Dumas.
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Mondadori, 03/01/2012
Abstract: Un grande classico riccamente illustrato a colori. Difensore dei deboli contro gli usurpatori, abile spadaccino e soprattutto arciere infallibile: ecco Robin Hood, il signore della foresta di Sherwood!
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Einaudi, 22/04/2014
Abstract: Leggi un estratto *** Ha centosettant'anni, ma non perde un colpo. Pubblicato a puntate fra l'agosto 1844 e il gennaio 1846 sul "Journal des Débats", mentre Dumas lo stava ancora scrivendo (con l'aiuto di un ghost-writer, Auguste Maquet), senza sapere nemmeno lui come l'avrebbe concluso, e intanto metteva in cantiere altri due o tre romanzi, Il conte di Montecristo ha lasciato, e lascia tuttora, col fiato sospeso folle di lettori di ogni estrazione sociale e di ogni paese. Nessun romanzo, forse, ha avuto tante edizioni (settantasei solo in Italia, già dal 1846), tanti adattamenti cinematografici (il primo nel 1922) e televisivi; è diventato un musical, un fumetto con Paperino, è stato immortalato sulle figurine Liebig e condensato nelle strisce della Magnesia San Pellegrino; oggi ispira la serie americana Revenge. Tutti quindi possono dire di conoscerne almeno a grandi linee la trama e il protagonista, anche chi non lo ha mai letto. Ma non c'è trasposizione, necessariamente lacunosa, data la mole del romanzo, che valga il godimento di aprirlo e rimanere intrappolati senza scampo nel suo inesorabile ingranaggio narrativo, che funziona sempre anche se si sa già come andrà a finire la vicenda. I suoi stessi difetti, le ripetizioni, le digressioni, le zeppe, sono funzionali al piacere della lettura. Gramsci lo ha bollato come "il piú "oppiaceo" dei romanzi popolari: quale uomo del popolo non crede di aver subíto un'ingiustizia dai potenti e non fantastica sulla "punizione" da infliggere loro?" Nella sua scia, ma senza alcuna condanna ideologica, Umberto Eco lo ha fatto accedere, finalmente, al canone della tradizione letteraria, celebrando il suo protagonista come una delle piú riuscite incarnazioni del "superuomo di massa". Bello e tenebroso quanto basta, Montecristo non ricorre all'armamentario del romanzo gotico inglese, né è un autentico aristocratico come il suo predecessore piú immediato, il Rodolphe de Gerolstein dei Misteri di Parigi di Eugène Sue (1843), vendicatore di torti nei bassifondi di Parigi. Montecristo ammette con disinvoltura di essere un "conte improvvisato", ma con un patrimonio da far impallidire quello di Rothschild, un fascino magnetico e una cultura smisurata, grazie ai quali abbacina l'élite politica e finanziaria del regno borghese di Luigi Filippo. Dall'alto della sua onniscienza, tiene a bada depressione e malumori con pasticche di hashish, e intanto manipola la Borsa, usa l'amministrazione della giustizia come un suo personale braccio armato e pilota l'esistenza dei suoi nemici per punirli con sapiente contrappasso, imprigionandoli in una trama impeccabile di coincidenze che non sono mai tali, di accadimenti che non sono mai fortuiti. Proprio come farebbe un grande romanziere. *** "Ecco perché, con i tuoi personaggi vigorosi, allegri, brillanti, intrepidi, generosi, pronti a servire fino alla morte le cause piú nobili, i sentimenti piú elevati, appassioni sempre piú le masse da oltre mezzo secolo; ecco perché, nonostante tutte le scuole, tutte le estetiche, tutte le discussioni piú o meno sincere, tutte le parzialità e le calunnie fra cui si dibatte la letteratura attuale, sei diventato, resti e resterai lo scrittore piú appassionante, il romanziere piú popolare nel senso migliore del termine, non soltanto della Francia, ma del mondo intero". Da una lettera di Alexandre Dumas figlio al padre
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Einaudi, 16/12/2014
Abstract: "Beato colui che per la prima volta si accinge a inseguire le orme di d'Artagnan; beato colui che, avendo letto questo libro nell'adolescenza, come accade, in una edizione probabilmente ornata di traumatizzanti illustrazioni, non ne conserva che un confuso ricordo, fatto di generosi e un po' sciocchi duelli, di trame ingegnose, di agevoli uccisioni; attendono costoro alcune ore di indifesa, deliziata lettura... Una velocissima cavalcata, che si svolge con accelerazione sempre piú nervosa e rovinosa, ci rapisce, per le strade di Francia e di Inghilterra, sulle tracce di d'Artagnan e dei tre moschettieri; in preda ad un batticuore lievemente degradante, gustando tutta la codarda letizia di essere "fuori", noi seguiamo le ambagi di una storia seducente quanto sfrontatamente improbabile". Giorgio Manganelli
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Salani Editore, 13/10/2011
Abstract: Parigi, 1625: il giovane guascone d'Artagnan, molto abile con la spada, si unisce a tre moschettieri, un tempo famosi per le loro gesta ma al momento disoccupati, per sconfiggere un'affascinante spia che fa il doppio gioco e il suo malvagio datore di lavoro, il cardinale Richelieu, deciso a impossessarsi del trono di Francia e a scatenare la guerra in Europa. In una nuova traduzione, la versione integrale di uno dei libri più famosi della letteratura francese, un classico che ha fatto sognare generazioni di lettori di tutte le età, che ha ispirato film, musical e serie tv d'animazione. Dumas ne propose anche un seguito con i successivi Vent'anni dopo (1845) e Il visconte di Bragelonne (1850), ma questi non raggiunsero la sfera del mito, come I tre moschettieri e il loro autore. Nel 2002 il presidente Chirac, accogliendo le spoglie del grande scrittore nel Pantheon, lo definì 'uno dei figli più turbolenti della Francia, uno dei suoi maggiori talenti e dei suoi geni più creativi'.
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Garzanti Classici, 05/05/2011
Abstract: Ambientato nella Francia della Restaurazione e della monarchia di Luigi Filippo, Il conte di Montecristo è la storia di un'ingiustizia subita, riscattata da una vendetta portata alle sue estreme conseguenze. È anche una storia di onnipotenza: Edmond Dantès, vittima innocente dell'invidia dei suoi calunniatori, li distrugge sul loro stesso terreno, li annienta utilizzando gli stessi strumenti grazie ai quali sono diventati ricchi e potenti. Come un eroe senza tempo, riassume nella sua vendetta bene e male, si confronta con i limiti stessi della condizione umana, superandola: la vittoria è giusta ma amara, la vera liberazione è sempre oltre, altrove. Il Conte di Montecristo è il romanzo più completo di Dumas, una sorta di testo vivente in cui si intrecciano e coesistono il contesto storico, le vicende individuali, la realtà e l'immaginazione.
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Feltrinelli Editore, 05/05/2018
Abstract: Qual è il segreto? Dove sta la magia? Nella forza del plot? Nella qualità possente dello scenario storico che è in grado di evocare? Nella suspense? Forse, più di tutto, nella gioia del raccontare. È la seduzione narrativa, infatti, a fare dei Tre moschettieri un capostipite del romanzo "senza aggettivi". Questo capolavoro dell'intrigo cattura a ogni pagina il lettore, lo spiazza, lo depista, lo inganna e lo rende complice, per poi coinvolgerlo in uno strabiliante "effetto meraviglia". A partire dal titolo: non solo "I tre moschettieri" sono quattro, ma – come ha osservato Umberto Eco – il romanzo è palesemente "la storia del quarto", di d'Artagnan, che è l'assoluto protagonista non solo di questo libro, ma anche degli altri due che seguiranno: "Vent'anni dopo" e "Il Visconte di Bragelonne". "Immaginatevi un Don Chisciotte a diciott'anni": è questo il primo impatto del lettore con d'Artagnan, e attorno a questo virtuoso della spada, a questo campione di lealtà, di fedeltà incondizionata alla causa del re, di dedizione assoluta alla regina, si dipanerà la storia dei tre romanzi, la storia di una vita. L'altra figura decisiva, antagonistica, è Milady, quintessenza dell'inganno, maschera erotica della perfidia e del tradimento, di cui porta il segno indelebile inciso nelle carni. C'era bisogno di una nuova edizione dei "Tre moschettieri" per riportare il romanzo all'altezza della sua scrittura: attraverso una nuova traduzione che unisce rigore e respiro narrativo; attraverso un'Introduzione del più grande studioso vivente di Dumas e attraverso un dettagliatissimo Dizionario dei personaggi.
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Feltrinelli Editore, 29/06/2019
Abstract: NUOVE TRADUZIONINove grandi capolavori in un unico eBook:– Alain-Fournier, "Il grande Meaulnes"– Honoré de Balzac, "Eugénie Grandet"– Alexandre Dumas, "I tre moschettieri"– Alexandre Dumas, "La signora delle camelie"– Victor Hugo, "Notre-Dame de Paris"– Guy de Maupassant, "Bel-Ami"– Antoine de Saint-Exupéry, "Il Piccolo Principe"– Stendhal, "Il rosso e il nero"– Émile Zola, "Germinale" Le buone letture non ti bastano mai, vuoi avere sempre sottomano i libri del tuo autore preferito e non ti spaventano le pagine di un Classico neanche a migliaia? Scopri il catalogo ZoomBox: cofanetti digitali dei tuoi libri preferiti a un prezzo vantaggioso. Solo digitali, solo convenienti, solo di qualità.
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Sellerio Editore, 27/11/2012
Abstract: È la storia di un gruppo efferato di potere, i Borgia appunto, sullo sfondo avventuroso, luminoso e ambiguo del Rinascimento italiano, ma scritta in presa diretta, con piglio giornalistico, da un giovane reporter che vuol far colpo col sensazionale, e attento alle tinte forti della cronaca nera.
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Sellerio Editore, 19/11/2012
Abstract: Dumas inserì nella raccolta dei Delitti celebri la storia della fanciulla bellissima e patricida immortalata da pittori e che affascinò scrittori numerosi. Beatrice Cenci ordì l'assassinio del padre, che la sottoponeva a violenze e dissolutezze, e fu condannata a morte e giustiziata, mentre la pietà popolare la piangeva. Dumas lo narra con il gusto accentuato per l'orrore, il nero e l'intrico che i lettori si aspettavano da lui, e che rende evidente il debito che ha il futuro genere giallo con i racconti veri e sciagurati del primo Ottocento.
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Sellerio Editore, 04/12/2012
Abstract: Sullo sfondo dell'Olanda repubblicana del secolo d'oro, tra personaggi realmente esistiti e personaggi d'invenzione, Dumas ci regala un romanzo d'avventure tra i più riusciti della sua sterminata produzione.
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Sellerio Editore, 04/12/2012
Abstract: Un caso che impressionò il Seicento. La "Bella Provenzale", ammirata da re e regine, assassinata in un teatro di sangue e in un tumulto di eventi, nella cronaca di un giornalista di nera come Dumas.
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Sellerio Editore, 11/12/2012
Abstract: La vita incredibilmente intensa di Maria Stuarda e il fascino enigmatico e controverso della sua personalità in una narrazione vivace, incalzante e piena di colpi di scena.
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Sellerio Editore, 05/12/2012
Abstract: Per la serie dei 'Delitti celebri' il padre del Conte di Montecristo racconta l'ultima avventura del Re di Napoli, dipingendolo come un inquieto monarca repubblicano, quasi un eroe romantico.