Trovati 132 documenti.
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Come fiori nella sabbia / Eliana Canova ; illustrazioni di Sara Ugolotti
Il Battello a vapore, 2022
Abstract: Tripoli, 1938. Alì e Stella sono inseparabili. Trascorrono le giornate tra giochi e cavalcate a scoprire la magia e l'incanto del deserto, il mare di sabbia dove si sente solo la voce del vento. Ma lui è libico, lei è figlia di coloni italiani, e l'arrivo della guerra li costringe a separarsi. Il destino e il legame che hanno stretto, però, faranno sì che i loro cuori non si separino mai del tutto
Perché ci siamo salvati / Claudio Bondì, Stefano Piperno ; postfazione di Alessandro Piperno
Marsilio, 2020
Abstract: «Perché lo facciamo? Per rispettare la necessità della Storia, che non ha bisogno soltanto di accadimenti straordinari ma vive della vita segreta delle persone, del riflesso che i grandi fatti hanno su quanti ne sono stati vittime ed eroi insieme». Forti di questa convinzione, Claudio e Stefano, cugini romani, rievocano ciò che hanno conosciuto solo attraverso il racconto di nonni e genitori: quanto avvenne in Italia dai primi decreti antiebraici del 1938 alla Liberazione. Per ritrovare le proprie origini, scelgono di avviare una fitta corrispondenza in cui rivivono quegli anni tra memoria collettiva e ricordi familiari, note personali e preziosi documenti, in particolare il diario tenuto in quei terribili mesi da Maurizio Bondì, padre di Claudio, le cui parole interrogano, decifrano, citano. Sorprendentemente, ciò che ne ricavano non è affatto il plumbeo resoconto di un precipitare nell'abisso né uno sconfortato chiosare su un tragico destino, ma l'esatto opposto: una vitalità che le pagine stentano a contenere, una quotidianità gioiosa fatta di oggetti, stoffe, arredi, ricettari, di relazioni, scorci e paesaggi che appartengono a un'Italia ormai scomparsa. Tra ricostruzione storica e riflessione sul significato della memoria, gli autori restituiscono intatti la tenacia e l'entusiasmo di quei ragazzi che trasformarono la debolezza in forza e non permisero che fossero l'angoscia o il risentimento a dettare l'agenda emotiva dei loro anni a venire.
Viella, 2020
Abstract: La ricostruzione storica della persecuzione antiebraica nell'Italia fascista ha dovuto fare i conti sin dagli albori con una diffusa attitudine a minimizzare l'antisemitismo che, con gradazioni diverse, ha accompagnato il Ventennio. Nello specifico, la storiografia ha dovuto affrontare una tendenza a sottovalutare pregiudizi e orientamenti antiebraici nella società e nella cultura italiana; a oscurare il complesso percorso dell'antisemitismo fascista; a leggere l'alleanza con la Germania di Hitler come se quest'ultima non fosse costitutivamente votata alla persecuzione degli ebrei; a ridimensionare la collaborazione della Repubblica di Salò alla Shoah nazista. Ciò ha comportato l'insorgere di inciampi alla comprensione e deragliamenti nella ricostruzione. Il loro superamento ha costituito per gli storici un cimento suppletivo, tuttora in corso. Il libro ha per oggetto otto di questi inciampi e deragliamenti.
La bellezza rubata / Laurie Lico Albanese ; traduzione di Maria Baiocchi
Einaudi, 2020
Abstract: Dalla seducente Vienna di inizio Novecento, scossa dalla rivoluzione di Freud e dai fermenti artistici della Secessione, alle devastazioni della Seconda guerra mondiale, La bellezza rubata è un'entusiasmante epopea d'amore, guerra e arte. Laurie Lico Albanese ha dato voce a due donne straordinarie, riportando alla luce la storia nascosta dietro il piú famoso quadro di Klimt. « La bellezza rubata è una vera opera d'arte, di quelle che inquietano e insieme riscaldano il cuore». Nella scintillante atmosfera della Vienna di inizio Novecento, Adele Bloch-Bauer, discendente di una facoltosa famiglia ebrea, fa il suo debutto nell'alta società. Tra frenetici giri di valzer e accese discussioni sul valore dell' avant-garde, la ragazza si lascia trascinare in un vortice di sensualità che la fa cadere tra le braccia del pittore Gustav Klimt. Adele diventa la sua giovane musa, modella per ritratti dall'erotismo sfacciato che sfidano le rigide convenzioni di un gusto accademico ormai sull'orlo della decadenza. Tempi di euforia ma anche di incertezza per un'Europa nella quale le teorie antisemite cominciano a prendere piede, sfociando, in meno di quarant'anni, in uno dei periodi piú bui della storia. Maria, nipote prediletta dell'ormai defunta Adele, assiste inerme all'invasione dell'Austria da parte dei nazisti; uno per uno, tutti i membri della sua famiglia vengono arrestati o uccisi, mentre i pochi superstiti sono costretti a fuggire all'estero. Il destino pone Maria davanti a un'ardua scelta: cominciare una nuova vita in America, mettendo a tacere per sempre il dolore dei ricordi, oppure combattere con i fantasmi del passato per mantenere viva la memoria dei suoi cari?
L'ultimo viaggio : dalle leggi razziste alla Shoah : la storiografia, le memorie / Camillo Brezzi
Il Mulino, 2020
Abstract: La deportazione degli ebrei nei campi di sterminio rappresenta l’atto più drammatico della Seconda guerra mondiale. Un atto che fu messo in pratica dai nazisti con il solerte aiuto degli italiani, che si trattasse di militari della Repubblica Sociale o di comuni delatori. Il volume ripercorre le storie di alcuni deportati, concentrandosi sulle fasi iniziali della «soluzione finale»: l’arresto, poi il viaggio e l’arrivo sulla Judenrampe, la banchina di Auschwitz-Birkenau dove avveniva la prima selezione. È questa la prima tappa di una discesa all’inferno in cui i prigionieri cominciano a perdere lo status di esseri umani. Nei vagoni (usati solitamente per il trasporto di animali) viaggiano stretti, pressati uno all’altro, utilizzando un bidone per i bisogni corporali; i giorni e le notti si susseguono e si rischia di perdere la nozione del tempo; la fame e la sete si fanno sempre più crudeli, così come le urla dei comandi, pronunciati in una lingua incomprensibile ai più. Intrecciando le testimonianze di Liliana Segre, Primo Levi, le sorelle Tatiana e Andra Bucci, Shlomo Venezia, Pietro Terracina e Sami Modiano con quelle di altri sopravvissuti, il libro spalanca la porta su un orrore che non saremo mai in grado di comprendere fino in fondo, di cui è però necessario tramandare la memoria e mantenere salda la coscienza collettiva. Le impressioni, le sensazioni, le percezioni, che i salvati hanno restituito nelle loro memorie sono una preziosa fonte per ricostruire quell’indicibile tragedia, una ricchezza per gli studiosi, una grande pagina di letteratura civile.
Le conseguenze economiche della leggi razziali / Ilaria Pavan
Il Mulino, 2022
Abstract: Un silenzio vischioso, legato ad atteggiamenti di omertà e collusione, cominciò velocemente ad avvolgere la vicenda dei beni sottratti agli ebrei La persecuzione degli ebrei in Italia è seconda per durata nell'Europa occidentale solo a quella tedesca: anche questo spiega la gravità delle sue conseguenze. Lo Stato fascista applicò con zelo leggi razziali che prevedevano l'esproprio di case, imprese e terreni, la perdita dell'impiego, l'esclusione dalle professioni; poi nei due anni della guerra civile, nazisti e fascisti della Repubblica sociale italiana arrivarono alla confisca e al saccheggio. Ma questa è solo una metà della storia affrontata in queste pagine da Ilaria Pavan; l'altra metà è quella non meno grave di uno Stato repubblicano che ignora o non favorisce il legittimo tentativo degli ebrei sopravvissuti di tornare in possesso di quanto era stato loro sottratto. Una vicenda non ancora del tutto conclusa a quasi ottant'anni dalla fine della guerra.
Oscuramento / Boris Pahor ; traduzione di Martina Clerici
La Nave di Teseo, 2022
Abstract: Radko Suban e un giovane triestino di origine slovena che, nell’autunno del 1938 sentendosi inadeguato, sbagliato e incompreso abbandona il seminario e una strada già decisa per partire in cerca di se stesso. Si trova pero impigliato nelle pieghe della Storia: da un lato insegue in modo quasi ossessivo il reinserimento a pieno titolo nella società laica, dall’altro cerca di ricostruire il suo universo di giovane uomo attraverso un’educazione sentimentale tardiva resa più difficile dalla situazione politica del periodo e dall’incombere della guerra. E in questo contesto che incontra Mija, ma proprio quando la loro amicizia si sta trasformando in qualcosa di più Radko e chiamato al servizio di leva e viene inviato in Libia. Mentre lui e lontano Mija sposa Darko Lic?en, militante comunista come lei, ma al ritorno di Radko, dopo l’8 settembre, Darko e in galera e Trieste e occupata dai nazisti. E qui che lui e Mija si ritrovano pienamente, in un incontro necessario, quasi un appuntamento sancito dal destino. Ma la guerra non si ferma e travolge tutto quello che incontra, anche Radko, Mija e Darko.
In barba a H. / Oliviero Stock
Bompiani, 2022
Abstract: Quando e in base a quali informazioni vennero prese le decisioni che si rivelarono giuste? Qual è stata la soluzione creativa? Come ha potuto funzionare? Forse dalle esperienze passate possiamo imparare qualcosa anche per il futuro. E conservare anche nelle circostanze più difficili – che non possiamo mai escludere – quel minimo di speranza di farla in barba ai nostri nemici esistenziali. È il 1938, Adolf Hitler entra a Vienna su una Mercedes scoperta, accolto dalla folla esultante. Dalla loro casa affacciata sul Ring, Gerty – la madre dell'autore – e i suoi genitori assistono alla scena, consapevoli che di lì a poco saranno costretti ad abbandonare tutto per salvarsi. Nella prima fase delle persecuzioni naziste c'è ancora qualche margine d'azione, e così Ferdinand e Isabella, Adolf e Anna, Gerty e Guido, Harry e Georg – le tre generazioni della famiglia ebraica protagonista di queste pagine – si muovono con coraggio e creatività, assistiti da un fattore determinante: la fortuna. La stessa fortuna che sarà necessaria anche più avanti per sopravvivere nell'Italia sotto il nazifascismo. È intrecciando le loro storie fuori dall'ordinario, ricostruite attraverso i diari di Ferdinand e Gerty, e l'indagine storica sul contesto e sui fatti nei loro dettagli più minuti, che In barba a H. testimonia la forza della vita sull'orlo dell'indicibile abisso.
Non dire il tuo nome = Don’t say your name / Eleonora Bellini, Maria Mariano
Il Ciliegio, 2021
Abstract: Giuseppe gioca sul balcone e ai giardini pubblici, finché non arrivano le leggi razziali. Allora deve partire, anzi, fuggire, insieme alla mamma, al papà e alla sorella Micol, ricordandosi di non fare mai una cosa: dire il suo nome. Solo quando finirà la guerra, Giuseppe potrà tornare a dire chi è. Una storia semplice e istruttiva su una tristissima pagina della nostra storia, narrata attraverso gli occhi del bambino protagonista. Integra il testo una serie di domande e risposte per spiegare i principali aspetti storici ed etici della vicenda.
Fino a quando la mia stella brillerà / Liliana Segre ; con Daniela Palumbo
Ed. scolastica
Milano : Fabbri, 2021
Abstract: La sera in cui a Liliana viene detto che non potrà più andare a scuola, lei non sa nemmeno di essere ebrea. In poco tempo i giochi, le corse coi cavalli e i regali di suo papà diventano un ricordo e Liliana si ritrova prima emarginata, poi senza una casa, infine in fuga e arrestata. A tredici anni viene deportata ad Auschwitz. Parte il 30 gennaio 1944 dal binario 21 della stazione Centrale di Milano e sarà l'unica bambina di quel treno a tornare indietro. Ogni sera nel campo cercava in cielo la sua stella. Poi, ripeteva dentro di sé: finché io sarò viva, tu continuerai a brillare. Questa è la sua storia, per la prima volta raccontata in un libro dedicato ai ragazzi. Introduzione di Ferruccio de Bortoli. Età di lettura: da 11 anni.
Il Mulino, 2024
Abstract: Con le leggi razziste del 1938 tutto cambiò per gli ebrei italiani e la «vita di prima», con la sua quotidianità, le sue speranze e le sue aspettative divenne un lontano ricordo. La privazione di beni e diritti fu solo il primo passo di un lungo viaggio verso l'abisso: da quel momento, e soprattutto nel biennio cruciale 1943-45 si avvicendarono esperienze drammatiche quali la fuga all'estero, la ricerca di un rifugio sicuro in territorio italiano, gli arresti, le deportazioni, l'uccisione di amici e familiari. Ma il progetto nazifascista di distruzione degli ebrei non è riuscito a cancellare storie, persone, famiglie e ambienti di riferimento. In questo volume gli autori, attraverso lo spoglio di oltre seimila pagine di documentazione, ricostruiscono le vicende di decine di ebrei italiani le cui memorie sono conservate presso l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano. Le vicende personali e familiari incrociano i cambiamenti della grande storia, prima, durante e subito dopo la persecuzione e la guerra: diari, memorie, scritture e ricordi diventano così voci preziose, perdute e ritrovate, come un ponte sospeso tra il presente e le pagine più buie del Novecento.
Il Mulino
Abstract: Quest’opera in due volumi, risultato di una ricerca scientifica pluriennale condotta da un gruppo di studiose e di studiosi del tema, presenta per la prima volta il quadro nazionale dell’applicazione della legislazione razzista e antisemita del 1938 nell’università italiana. L’«arianizzazione» degli atenei si realizza a partire dalla fine degli anni Trenta nel contesto del già esistente processo di fascistizzazione dell’università italiana e si sviluppa poi negli anni successivi del regime e della guerra mondiale producendo conseguenze immediate, di medio e lungo termine sull’intera istituzione. Questa trasformazione delle università italiane in istituzioni razziste e antisemite viene qui indagata, per quanto lo consentano le fonti disponibili, in tutte le sue diverse fasi e aspetti (censimento, espulsioni, sostituzioni, provvedimenti contro gli studenti, materie razziste e politica della razza, reintegro parziale e incompleto ed epurazione dei razzisti nel dopoguerra).
Cattive memorie / Fulvia Degl'Innocenti
Cinisello Balsamo : San Paolo, 2025
Abstract: Andrea ha sedici anni e con la sua classe si sta preparando per un viaggio ad Auschwitz in occasione della Giornata della Memoria. A scuola l'insegnante invita i ragazzi a una ricerca sulla storia della loro città durante la seconda guerra mondiale. Andrea si trova così a intervistare un'anziana parente in qualità di testimone. Ma durante il colloquio, la donna lascia cadere una frase ambigua sul passato del bisnonno Sergio, morto ormai da qualche anno, al quale Andrea era molto legato. Il bisnonno non è stato un partigiano, come lui aveva ingenuamente pensato, anzi! La sua stessa ricchezza sembra avere avuto un'origine oscura. Incalzata dalle domande di Andrea, l'anziana signora diventa evasiva e si rifiuta di dire altro. Ma un tarlo si è ormai insinuato nella mente di Andrea. Con l'aiuto di Barbara, un'amica conosciuta in biblioteca, comincia a indagare per proprio conto no a compiere una drammatica scoperta che rischia di mandare in pezzi la sua vita. Una parola gli martellava nelle tempie: colpevole, colpevole, colpevole…
Chiamami Giulietta / Vichi De Marchi
Feltrinelli, 2024
Abstract: Provincia di Belluno, fine degli anni trenta. Maria è una ragazzina intelligente e vivace, che ama studiare. Tutti i giorni va a scuola con la sua amica Cristina, e lungo il tragitto si divertono a inventare storie e poesie. Maria, tuttavia, proviene da una famiglia povera e il suo destino è già segnato: anche se vorrebbe continuare a studiare, dovrà andare a lavorare come domestica nelle abitazioni dei ricchi, per aiutare i genitori e i fratelli. A dodici anni inizia il suo apprendistato, di casa in casa, per imparare a stare “sotto padrone”: bisogna ubbidire, chinare la testa, essere umili. Maria deve anche allontanarsi da casa e dagli amici, da quel paese di cui conosce ogni pietra e quasi ogni abitante. Comincia così a spostarsi sempre più lontano, prima a Padova, poi a Roma e infine a Milano, sullo sfondo della Seconda guerra mondiale che avanza. Una tappa dopo l’altra, Maria inizierà a maturare, a diventare indipendente e a conquistare la propria libertà.
UTET, 2024
Abstract: 1938, Sassonia-Anhalt: Elvira Hempel ha solo sette anni quando viene diagnosticata come «mentalmente inferiore» solo perché suo padre, alcolizzato e senza lavoro fisso, era stato bollato come «asociale». Gli Hempel sono tedeschi, ma questo non basta, anzi: in base alla legge sulla salute ereditaria bisogna estirpare tutte le tare che minacciano la purezza razziale del popolo tedesco. È proprio il medico che la visita a chiedere il suo ricovero urgente presso il manicomio di Uchtspringe, in un reparto speciale per bambini dove ritrova la sorellina Lisa, che ha solo due anni. Ma quello che sembra un ospedale è, in realtà, un inferno. Medici e infermieri concedono una morte «misericordiosa» a quelle che considerano vite indegne di essere vissute: bambine e bambini che saranno tra le prime vittime della ferocia dell’eugenetica nazista. Il programma di “eutanasia” per le persone con disabilità fisiche o ritenute affette da malattie mentali – in cui, dal 1939 al 1945, si stima siano stati uccisi complessivamente più di trecentomila tra donne, uomini e bambini – è ancora oggi il meno conosciuto e ricordato tra i crimini nazisti. Quella di Elvira è quindi una testimonianza di enorme valore storico, tra le pochissime scritte da un testimone oculare e la prima a essere tradotta in lingua italiana. A raccontare è la sua voce limpida e immediata, capace di evocare un’infanzia difficile in una famiglia povera e marginalizzata, per poi piombare all’interno della macchina di sterminio nazista. Eppure, misteriosamente, quando viene trasferita a Brandenburg an der Havel, portata all’ingresso della camera a gas, Elvira è l’unica a essere risparmiata. La sorellina Lisa, invece, muore, ed è a lei che Elvira ha dedicato questo libro e la sua battaglia. Crescendo, dopo la guerra, Elvira intravede in questo miracolo il segno di una missione: combatterà per avere finalmente giustizia, chiedendo che lei e quelli come lei vengano riconosciuti vittime dell’Olocausto vere e proprie. La sua lotta, continuata fino alla morte, non può dirsi ancora del tutto conclusa.
Un ebreo in camicia nera / Paolo Salom
Solferino, 2023 (stampa 2022)
Abstract: «Non siamo più ebrei, siamo italiani e nessuno ci potrà fare del male.» È il 1938 quando Galeazzo Salom decide di convertire la famiglia al cattolicesimo. La moglie, erede di una stirpe di pii rabbini romeni, si oppone. Ma lui è convinto di poter mettere tutti al sicuro di fronte alla marea montante delle persecuzioni. L’illusione durerà poco: l’Italia fascista mette al bando gli ebrei e la famiglia è costretta a nascondersi con la complicità di un parroco. È qui che ha inizio la storia di Marcello, uno dei tre figli di Galeazzo che, ribelle, a sedici anni, nel pieno dell’occupazione del Paese, decide di fuggire dal rifugio in cui sono riparati. La sua è un’autentica odissea che lo vede lasciare il Veneto alla volta di Milano e poi viaggiare verso il confine con la Svizzera dove spera di espatriare. Prima di arrivare alla meta, però, è catturato dai fascisti e si salva grazie all’istinto di sopravvivenza: finirà per vestire la camicia nera nelle brigate della Repubblica sociale italiana senza però mai rivelare la sua vera identità. E arrivando con le truppe fasciste fino al fronte della linea gotica. Un viaggio rocambolesco che si conclude con la liberazione del Paese da parte degli Alleati insieme a cui giungono le prime notizie sullo sterminio degli ebrei messo in atto dai tedeschi durante la guerra.
L'Italia fascista e la persecuzione degli ebrei / Marie-Anne Matard-Bonucci
Il Mulino, 2015
Abstract: Il 14 luglio 1938 veniva pubblicato su un quotidiano di Roma un manifesto firmato da alcuni scienziati; in esso si proclamava la necessità di un razzismo italiano e si definivano gli ebrei come non appartenenti alla razza italiana. Quel manifesto segna l'avvio ufficiale di una campagna antisemita che il regime fascista aveva in realtà cominciato a orchestrare da mesi e che di lì a poco troverà il suo sbocco nelle leggi razziali che sancirono la discriminazione e la persecuzione degli ebrei. Con grande chiarezza e vigore espositivo, questo libro racconta come e perché il fascismo arrivò all'antisemitismo di stato, come fu orchestrata la propaganda e come fu realizzata la persecuzione dal 1938 fino al tragico epilogo della deportazione a opera dei tedeschi. A differenza di altri storici, che hanno messo in luce piuttosto le lunghe radici dell'antisemitismo fascista, l'autrice sostiene la forte rottura costituita dalla politica antisemita e ne individua l'origine nella necessità del regime di tenere il paese in stato di mobilitazione permanente.
Il mistero della buccia d'arancia / Lia Tagliacozzo ; illustrazioni di Angelo Ruta
Einaudi ragazzi, 2017
Abstract: Anna ha i capelli che sembrano un polpo arrabbiato, un fratello rompiscatole - come tutti i fratelli -, due cugine, un cuginetto, due nonni, quattro zìi e una maestra che la fa impazzire. Ma, soprattutto, ha un mistero tutto da scoprire: perché alla nonna Miriam non piacciono le buccette d'arancia caramellate che prepara magicamente il nonno? Per scoprirlo Anna, una bambina ebrea di oggi, si trasforma in una vera detective: dovrà indagare, sottrarre prove e compiere un viaggio nella storia di una famiglia ebrea durante la seconda guerra mondiale. Anna si confronta così con la vicenda drammatica della propria nonna che, bambina anche lei, è stata costretta a fuggire in Svizzera per sottrarsi alla Shoah. "Il mistero delia buccia d'arancia" - rigoroso nella ricostruzione storica e scritto con un linguaggio adatto ai ragazzi dell'ultimo ciclo della scuola elementare e dei primi anni della scuola media - vuole raccontare il passato senza traumatizzare, ma è anche, e soprattutto, una storia di affetto, di vita e di memoria civile.
Mimesis, 2016
Abstract: Molti luoghi di Milano raccontano la storia della persecuzione antiebraica in Italia, che ha avuto origine e si è sviluppata diversi anni prima che il nostro paese venisse invaso dalle armate tedesche. Alcuni di questi luoghi furono teatro di una vera e propria resistenza contro la violenza discriminatoria delle leggi del 1938, definite dal governo fascista di Mussolini leggi "per la difesa della razza", che violavano la dignità di uomini, donne e bambini, privandoli dei diritti più elementari. Nella scuola ebraica, nella mensa dei bambini, nell'ambulatorio medico, dietro a dei portoni, dove oggi non c'è nemmeno una targa per ricordare, si sono vissuti atti di coraggio ed eroismo, meno eclatanti di altri, ma di straordinaria umanità. E quando, dopo l'8 settembre del 1943, ebbe inizio anche in Italia lo sterminio nazista e il ministro degli interni della Repubblica Sociale Italiana emanò l'ordine di arresto per tutti gli ebrei residenti nel nostro paese, il carcere di San Vittore e i sotterranei della Stazione Centrale di Milano furono tra i luoghi dove si manifestò con maggiore intensità la tragedia della Shoah italiana. In quei sotterranei è stato creato il Memoriale della Shoah di Milano
Block 262830 / Guillaume Zeller ; traduzione di Maria Moresco
Piemme, 2016
Abstract: Tra il 1938 e il 1945, 2.720 religiosi e seminaristi furono deportati nel campo di Dachau, raggruppati in blocchi speciali. 1.034 di loro non fecero ritorno. Dachau è il più grande cimitero di preti cattolici del mondo. Il 28 marzo 1942, la settimana santa, un prigioniero del campo di Dachau viene trovato in possesso di una somma di denaro. La punizione per tutto il Blocco 28 è terribile. Per sette giorni i prigionieri sono costretti a marciare e fare esercizi ininterrottamente per dodici ore, dal mattino alla sera. Otto non ce la faranno. Quegli uomini sono tutti preti, e le SS hanno deciso il loro calvario. 26, 28, 30 sono i Blocchi del campo di Dachau dove erano raggruppati i preti prigionieri dei nazisti. Nemici del Reich, con il triangolo rosso dei detenuti politici. Lì il Vaticano ha ottenuto che fossero raggruppati i 2.720 religiosi deportati tra il 1938 e il 1945. Più di mille non hanno fatto ritorno. Esposti alla sorte comune degli altri deportati, hanno condiviso fame, freddo, malattie, torture, esperimenti medici, umiliazioni di ogni genere. Ma spesso le SS riservavano loro "trattamenti" particolari, obbligandoli a bestemmiare, ad assistere a scene di blasfemia, esposti più di altri alla nudità e alla degradazione, come sfilare con una corona di filo spinato in testa sotto gli sputi e le ingiurie di prigionieri ebrei costretti a vessarli. Erano polacchi, francesi, tedeschi, italiani. Questa è la loro storia, fatta di eroismo, solidarietà, vigliaccheria e dubbio. Di preti che hanno perso la fede, e di molti altri che grazie alla loro fede hanno portato un raggio di luce nelle tenebre. Una storia per capire cosa accade alla speranza quando tutto intorno induce ad abbandonarla.