Trovati 57 documenti.
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Uomini color cielo / Anaïs Llobet ; traduzione di Maruzza Loria
Playground, 2020
Abstract: Nei primi giorni dell’estate del 2017, un liceo dell’Aia è il bersaglio di un attentato terroristico. Due bombe, collocate sotto i tavoli della mensa del liceo, provocano la morte di ventidue studenti e di due professori. I sospetti si concentrano subito su uno studente ceceno, Kirem (ombroso, asociale, profondamente religioso) e sul fratello Omar (aperto, integrato, occidentale nello stile di vita e segretamente omosessuale), entrambi nei Paesi Bassi con lo status di rifugiati, insieme a Taissa, la madre, e al cugino Makhmud, violento, collerico e fondamentalista islamico. Nell’attentato è coinvolta, suo malgrado, anche la loro professoressa di russo, Alissa, cecena come loro, da sempre attenta a nascondere la propria identità, così come la propria fede religiosa musulmana, perché desiderosa di integrarsi nella società olandese, rimuovendo il doloroso passato legato alla guerra in Cecenia e all’odio di cui è stata vittima in Russia. Ora, però, gli antichi incubi si ripresentano, anche perché accusata di non essersi accorta della radicalizzazione dei suoi studenti. In realtà, colpevoli, dinamica e moventi dell’attentato restano a lungo misteriosi, in un susseguirsi di colpi di scena, omissioni e testimonianze. Come se fosse un vero e proprio racconto poliziesco, i pezzi della storia si incastrano gradualmente, seguendo l’alternarsi delle voci dei suoi protagonisti, da Omar ad Alissa, da Kirem ad Alex, capaci di raccontare una vicenda tragica nella quale emerge la sofferenza per l’esilio, l’angoscia costante dei rifugiati e anche la maledizione di essere omosessuale in Cecenia.
L'ultima volontà / Roberto Perrone
BUR, 2020
La tua bellezza / Sahar Mustafah ; traduzione di Francesca Conte
Marcos y Marcos, 2020
Abstract: Un uomo armato entra in un liceo femminile islamico e stermina ragazze innocenti. È americano, è bianco; il fucile automatico l’ha comprato online. Afaf è la preside del liceo, una palestinese a Chicago, sradicata dalla sua terra. Dallo stanzino dove si era ritirata a pregare, sente gli spari e si prepara all’impensabile. Nel tempo vorticoso dell’attesa, risente le note struggenti dell’oud che il padre suonava la sera, i profumi prelibati della cucina di sua madre; rivive lo strappo di una sorella scappata di casa, l’amore per il fratellino Majid. Mentre Afaf lottava per affermare la propria identità islamica in un ambiente ostile, l’assassino americano, in una casa senza ricordi e senza radici, succhiava il rancore cieco che lo bombardava da ogni schermo. Maturava la sua condanna senza appello. Afaf sente i passi dell’assassino, sempre più vicini, e non fugge, lo aspetta. Vuole guardarlo in faccia. Vuole capire perché.
Rizzoli, 2021 (stampa 2020)
Abstract: Nell'agosto 2009 Wendy Lower portava avanti le proprie ricerche presso l'archivio dello United States Holocaust Memorial Museum, a Washington dc: voleva trovare le prove per incriminare il più alto ufficiale delle ss ancora in vita. Non avrebbe mai immaginato di ritrovarsi per le mani ciò che le mostrarono due giornalisti di Praga: una fotografia, scattata a Miropol, in Ucraina, il 13 ottobre 1941, in cui si assiste all'esecuzione di una famiglia di origini ebraiche da parte di due militari tedeschi spalleggiati da alcuni collaborazionisti locali.Il genocidio compiuto dai nazisti e dai loro alleati è uno degli orrori meglio documentati della storia, eppure sono poche le immagini che mostrano gli aguzzini in azione. Quella che la Lower aveva davanti era una testimonianza tanto unica quanto straziante; un istante di barbarie cristallizzato sulla pellicola, a rammentare in modo vivido e atroce una realtà particolare del-l'Olocausto: le fucilazioni di massa perpetrate tra il 1940 e il 1941 nell'Europa dell'Est, prima che iniziassero le deportazioni nei campi di sterminio. Per ricostruire quella vicenda sepolta tra le tragiche pieghe della Shoah – la donna appena colpita, ancora china a tenere la mano del figlio, la testa avvolta dalla nuvola di fumo che si alza dai fucili; i volti degli astanti, tra il compiaciuto e l'indifferente; a terra i vestiti di un uomo, che con tutta probabilità era finito nella fossa comune prima di lei... – Wendy Lower decise di imbarcarsi in una ricerca che si sarebbe rivelata decennale, e l'avrebbe portata dagli Stati Uniti all'Ucraina, dalla Slovacchia alla Germania, fino in Israele. Oggi, grazie a questo immane lavoro di indagine, è pronta a restituire alla storia il nome di vittime, carnefici e testimoni, fotografo compreso. Partendo da una semplice fotografia, una studiosa di raro talento è riuscita a gettare uno sguardo nuovo e inquietante sul momento più tragico della storia novecentesca.
Le menti del doppio Stato / Mario José Cereghino, Giovanni Fasanella ; prefazione di Giuseppe Vacca
Chiarelettere, 2020
Abstract: "Una terra di nessuno tra l'Est e l'Ovest": così l'intelligence angloamericana dipinge senza mezzi termini l'Italia del dopoguerra. Un paese sconvolto da pulsioni separatiste, stragi, piani golpisti, delitti eccellenti, tentativi insurrezionali di ogni colore ideologico e politico. La "strategia della tensione" nasce come modello eversivo nel quadriennio 1944-1948 ed è teorizzata e allestita da Servizi segreti stranieri e organizzazioni transnazionali occulte, attraverso la creazione di reti per la guerra clandestina nelle quali furono arruolati grandi gruppi industriali, mafia, massoneria e squadroni della morte capaci di assoldare manovalanza di ogni genere. Basata su anni di ricerche negli archivi britannici, americani, italiani, compresi quelli del vecchio Pci, "Le menti del doppio Stato" è un'inchiesta giornalistica che evidenzia le attività nell'ombra delle varie agenzie di spionaggio (ufficiali e non) operanti in Italia già prima della fine della Seconda guerra mondiale: dal mancato attentato al governo Bonomi a quelli falliti contro De Gasperi e Togliatti, dalle "operazioni sporche" di vari Servizi clandestini, che hanno destabilizzato il nostro paese facendolo precipitare sull'orlo della guerra civile negli anni da piazza Fontana all'assassinio di Aldo Moro, fino al terrorismo mafioso dei primi anni Novanta. Ecco perché, come suggeriscono gli autori nella loro Nota iniziale, la magistratura non ha mai potuto aggredire il livello più alto delle complicità, dei mandanti e delle regie occulte, che pure si intravedevano dietro le verità accertate.
Sperling & Kupfer, 2016
Abstract: Come ha potuto il ragazzo che ho cresciuto con amore trasformarsi in un assassino? È la domanda angosciante che Sue Klebold si è posta per anni. Il 20 aprile 1999 suo figlio Dylan e l'amico Eric Harris erano entrati a scuola (Columbine High School) armati di bombe e pistole e avevano sparato ai compagni nel bar, in biblioteca, nei corridoi. Poi si erano suicidati, lasciando a terra tredici morti e ventiquattro feriti. Dopo lo sgomento, lo strazio, la vergogna e il rimorso, Sue ha iniziato un lungo percorso per tentare di venire a patti con una realtà inaccettabile. Ha letto e riletto i suoi diari e quelli di Dylan, scavato tra gli episodi e le conversazioni del passato, sezionato la sua vita famigliare con la precisione di un medico legale, cercando di comprendere che cosa le fosse sfuggito, quali errori avesse commesso. La conclusione del suo lavoro, descritto con onestà spietata, è una verità difficile da accettare: conoscere fino in fondo i propri figli è impossibile, e l'amore non basta a proteggerli dalia sofferenza psicologica. Bisogna essere consapevoli delia vulnerabilità degli adolescenti, anche di quelli che sembrano felici. La speranza che ciò che ha scoperto con fatica e dolorosamente possa essere utile ad altri genitori l'ha aiutata a compiere un ultimo passo difficile, quello di pubblicare la sua storia.
Fino alla fine del fiato / Marco Magnone
Mondadori, 2021
Abstract: È la vigilia del solstizio d'estate e all'Isola ci si prepara per la festa della sera. Come ogni anno, i ragazzi tra i 13 e i 18 anni si ritrovano per fare falò, intonare canzoni, cuocere salsicce alla brace sullo sfondo delle montagne. Ma anche per immaginare come cambiare il mondo e accarezzare il sogno di riuscirci davvero. Ma, quella sera, altri preparativi sono in corso. Un uomo sale in montagna con il suo furgone e la tenda, e si accampa non lontano dall'Isola. Con l'unica compagnia di una carabina. Questa è la storia di Seba e Filo, da sempre amici per la pelle. Di Seba e Marti, che in questa estate scoprono per la prima volta l'amore. È la storia di Gabri, Checco, Samu, Silvia, Rasha, ragazzi e ragazze pieni di sogni e con la voglia di scoprire se stessi. Ed è anche la storia dell'uomo con la carabina, che non ha più sogni ma solo un obbiettivo cui mirare.
Qualcuno visse più a lungo : la favolosa protezione dell'ultimo padrino / Enrico Deaglio
Feltrinelli, 2022
Abstract: Milano, primi anni settanta. A nord-est, vicino al Parco Lambro, sorge Milano 2. Palermo, 1982. Un costruttore edile sconosciuto muore ucciso in un agguato. È uno dei primi di una sanguinosa guerra civile. Dopo di lui muoiono altre diecimila persone. L'uomo aveva investito i suoi soldi nelle banche di Michele Sindona. I suoi figli sono i fratelli Graviano. Il loro capo è Giuseppe, soprannome Madre Natura. A vent'anni prende il comando. Deve gestire un patrimonio enorme, difendere la famiglia nella guerra, guidare il suo esercito. Ce la farà? Può un ragazzo giovane, da solo, tenere testa alla tempesta finanziaria che sta scuotendo l'Italia? Dalla sua parte ha il governo "militare" del più grande quartiere di Palermo, il Brancaccio in cui Cosa Nostra domina incontrastata. Si allea con i corleonesi e con i servizi. Capaci e via D'Amelio, 1992. Giuseppe Graviano schiaccia personalmente il telecomando di via d'Amelio. Curiosamente, nessuno l'aveva mai sospettato, anche perché vive ormai a Milano. E nessuno aveva sospettato che ci fosse lui dietro alla catena di bombe che nel 1993 hanno portato l'Italia sull'orlo della crisi finanziaria e di un possibile colpo di stato. 1994. Berlusconi scende in campo. Nessuno si accorge dell'arresto di Filippo e di Giuseppe Graviano in un ristorante alla moda di Milano. Tutto, come per magia, finisce. In Italia nessuno più verrà ammazzato. La storia è finita. O forse no. A Palermo un membro della banda Graviano - tale Spatuzza - viene arrestato nel '96 e racconta tutto, smentendo tutta la ricostruzione ufficiale delle stragi. Ma la sua cantata rimane nascosta per dieci anni. I Graviano hanno fatto tutto: Capaci, via D'Amelio, Firenze, Milano, Roma, Maurizio Costanzo, i due carabinieri di Reggio Calabria. E perché? Dal 41 bis, dove sono ormai da trent'anni, i Graviano organizzano i loro affari come se niente fosse. Sono ancora giovani. La stirpe deve continuare. Ma una domanda li tormenta: chi ci ha traditi? Gli stessi che ci hanno ordinato le bombe? Già, chi li ha traditi?
Rizzoli, 2022
Abstract: Sono gli anni del sangue. Tra il 1992 e il 1993 Cosa nostra ingaggia una guerra contro lo Stato. 23 maggio 1992, Capaci, l'attentatuni a Giovanni Falcone. Cinquantasette giorni dopo, via D'Amelio: muore Paolo Borsellino, muoiono cinque uomini della scorta. Un anno dopo, ancora a maggio, il fallito attentato a Maurizio Costanzo, pochi giorni dopo a Firenze, la strage di via dei Georgofili, e poi ancora la bomba di via Palestro, a Milano. Questa la fredda cronaca. Dietro la secca cronologia degli eventi, ci sono le strategie della mafia di quegli anni e una «foto di famiglia» che Lirio Abbate, con documenti inediti, storie segrete, e una narrazione travolgente, ci aiuta a ricomporre: è l'immagine ravvicinata degli Stragisti, gli uomini e le donne che, sotto l'impulso del Capo dei Capi, Totò Riina, hanno insanguinato la Sicilia e il Paese intero. I due fratelli Graviano, Giuseppe e Filippo, sono al centro di questa cornice, affiancati da vicino dal loro «gemello diverso», Matteo Messina Denaro. I primi due verranno arrestati nel 1994, e il loro fermo coinciderà con la fine della strategia stragista. Il secondo, ancora latitante, è l'ultimo depositario dei segreti di quella stagione. Oggi, a trent'anni da quegli eventi rimasti scolpiti nella memoria collettiva, Stragisti ci conduce nelle strade di Palermo, di Firenze, di Milano, di Roma, della Costa adriatica e della Toscana in cui i boss si muovevano quasi indisturbati; ci svela i meccanismi di potere all'interno della famiglia Graviano, getta luce sui misteri di una latitanza dorata e sul ruolo della sorella, Nunzia, fino a cercare risposta a un quesito assurdo: come è potuto succedere che due boss al 41bis abbiano avuto entrambi un figlio durante la detenzione? Ed è proprio sul carcere ostativo che Lirio Abbate ha ingaggiato battaglia: per la riforma in corso, proprio i fratelli Graviano, ergastolani, potrebbero presto tornare in libertà. A trent'anni dalle stragi per le quali furono condannati.
Il cane di Falcone / Dario Levantino ; prefazione di Maria Falcone
Fazi, 2022
Abstract: Un cane abbandonato viene raccolto e accudito da un uomo. Quell’uomo è Giovanni Falcone, magistrato impegnato a contrastare la mafia nella Palermo insanguinata degli anni Ottanta. Uccio, più volte scampato alla morte, ha maturato un senso di giustizia che lo spinge a impegnarsi contro la malavita. Persegue perciò un obiettivo bizzarro: imparare a ululare come i lupi per far scappare gli innocenti prima degli attentati che ormai accadono con frequenza e che lui ha imparato a riconoscere. Ma una notte, mentre si esercita ad affinare il suo latrato, scende dal palazzo accanto Giovanni Falcone, che, a differenza di tutti gli altri, lo accarezza, e che, malgrado non possa portarlo in casa, lo accoglie amorevolmente nell’atrio del tribunale di Palermo, dove opera con il suo pool antimafia. Da quel momento, mentre si susseguono i tristi delitti di mafia – sempre raccontati attraverso lo sguardo innocente del cane – tra i due si instaura un’intensa amicizia, che verrà stroncata solo dal brutale omicidio del magistrato. Vecchio e ormai privo di forze, il cane prende dimora nell’atrio del tribunale di Palermo per vegliare la statua dal giudice presa di mira dai teppisti, mettendo in atto così la lezione più importante appresa da Falcone: il coraggio.
Einaudi, 2021
Abstract: Nel 1965, il governo degli Stati Uniti sostenne in modo decisivo l’esercito indonesiano nell’assassinio di circa un milione di civili innocenti. Fu uno dei punti di svolta piú importanti e ignorati del XX secolo: spazzando via il terzo piú grande partito comunista dopo quello cinese e sovietico, gli americani diedero il via a identici programmi terroristici in paesi lontani, come il Brasile e il Cile. Questi tragici avvenimenti sono rimasti a lungo nell’ombra, proprio perché gli interventi segreti della Cia ebbero grande successo. In questa sbalorditiva e coraggiosa ricostruzione degli eventi, Vincent Bevins – sulla base dei suoi incisivi reportage scritti per il «Washington Post» e attingendo a documenti recentemente desecretati, ricerche d’archivio e testimonianze dei sopravvissuti raccolte in dodici paesi – rivela un’eredità scioccante che abbraccia il mondo intero. Per decenni, si è creduto che parti del mondo in via di sviluppo siano passate pacificamente al sistema capitalista guidato dagli Stati Uniti. Il Metodo Giacarta dimostra che il brutale sterminio di milioni di persone inermi fu una parte fondamentale del trionfo finale di Washington nella Guerra fredda.
Storia di una figlia / Piernicola Silvis
[Milano] : SEM : Feltrinelli, 2022
Universale economica Feltrinelli
Abstract: Nella bottega dell'antiquario, cianfrusaglie e pezzi di valore erano gettati alla rinfusa su vecchie cassapanche e divani dalla tappezzeria consunta. Decine di lampadari di ogni tipo ed epoca pendevano dal soffitto, insieme a bandiere colorate di reggimenti ormai disciolti. L'odore pungente dell'an-titarlo si mescolava a quello della lana polverosa dei tappeti persiani, impilati sotto le finestre dai vetri opachi. Dipinti, arazzi, specchi e stampe sbiadite dal tempo ricoprivano le pareti. Difficile orientarsi in quella confusione. Il vecchio Uber Montanari, proprietario del negozio, sembrava invece riuscirci benissimo. Aveva settantasei anni - ma diceva, serissimo, di andare per i duecento - ed era il più noto collezionista ed esperto d'arte ferrarese. Tanta vita sulle spalle, eppure si alzò con una certa agilità dalla sedia, dietro la scrivania Luigi Filippo in mogano e rovere. Era tutto nervi. «È da stamattina che scartabellate fra i miei registri, capitano. Cosa sperate di trovare?» L'ufficiale chiuse il faldone della contabilità e lo porse al suo collaboratore. «Le faccio una confidenza, signor Montanari. Non sono sadico, né stacanovista: spero proprio di non trovare un bel niente, così ci risparmiamo tante rotture di scatole e passiamo una santa Pasqua tranquilli, lei, io e il qui presente brigadiere Rizzelli. Per oggi abbiamo finito.
Segreti e lacune : le stragi tra servizi segreti, magistratura e governo / Benedetta Tobagi
Einaudi, 2023
Abstract: Segreti e lacune, valendosi di documentazione d’intelligence declassificata in larga parte inedita, indaga i conflitti tra magistratura, servizi segreti e potere esecutivo nel corso dei processi per le grandi stragi terroristiche (1969-80), nel periodo compreso tra la riforma dei servizi segreti del 1977 e la metà degli anni Novanta, quando cioè l’Italia riemerge dal terremoto politico della fine della Guerra fredda. A partire da qui affronta temi più ampi, quali l’annoso problema di come esercitare un controllo democratico effettivo sull’attività dei servizi e insieme le possibilità e i limiti della ricostruzione storica di vicende dell’Italia repubblicana in cui la dimensione politica si intreccia a quella criminale: ovvero come affrontare con metodo rigoroso anche gli aspetti indicibili e la dimensione occulta della politica.
Traditori : come fango e depistaggio hanno segnato la storia italiana / Paolo Borrometi
Solferino, 2023
Abstract: Perché tante stragi e delitti in Italia rimangono impuniti? La ricerca della verità è un percorso a ostacoli e in troppi casi, prima ancora di cercare i colpevoli, si è messa in dubbio la credibilità di chi accusava. È accaduto a Giovanni Falcone quando si disse che la bomba dell’Addaura l’aveva piazzata lui stesso e a Paolo Borsellino la cui agenda rossa, misteriosamente scomparsa, sarebbe stata un «parasole». Don Diana? «Era un camorrista.» Peppino Impastato? «Un terrorista.» La lista dei nomi infangati per distrarre l’attenzione dai delitti è lunga. E la strategia ha un preciso nome in gergo, «mascariamento». Per comprenderne i drammatici effetti, Paolo Borrometi ci accompagna in un viaggio nella storia d’Italia in cui denuncia i traditori, i criminali che mirano a creare confusione nel Paese per raggiungere i propri interessi illegittimi. A discapito della verità. Un reportage giornalistico tra anomalie, depistaggi e buchi neri che parte dallo sbarco degli americani in Sicilia nel 1943 per arrivare ai giorni nostri, passando per le bombe degli anni Settanta e la strategia della tensione: da Portella della Ginestra a via Fani, dall’Italicus al Rapido 904, da Bologna a Capaci e Via d’Amelio, fino all’arresto del latitante Matteo Messina Denaro. Una storia, alternativa e potente, del lato oscuro del Paese.
Solferino, 2023
Abstract: Intorno alle stragi del 1993, nonostante i trent'anni trascorsi e le numerose sentenze giunte all'ultimo grado di giudizio, permangono ancora molti misteri e opacità. Tanto che sono tuttora in corso inchieste sui «concorrenti esterni» per la collocazione delle bombe esplose a Firenze, Milano e Roma che causarono dieci morti e centosei feriti. A ricostruire le inchieste nei particolari ed evidenziarne il rilievo è ora questo libro che segue il filo rosso che porta agli assassini di Falcone e Borsellino ma anche a quello di don Pino Puglisi. Nella cornice storica e investigativa si stagliano gli indiscussi strateghi mafiosi di quei fatti drammatici. Innanzitutto Matteo Messina Denaro, a lungo latitante, simbolo di una mafia in evoluzione che di lì a poco si trasformerà in una «Cosa nuova», fatta di legami con i «salotti buoni» dell'imprenditoria, di infiltrazioni nel mondo dell'alta finanza, di proiezioni e interessi internazionali. Oltre a lui emergono figure come i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano, i boss di Brancaccio. Il primo regista di complesse operazioni finanziarie. Il secondo vero e proprio «gemello diverso» del trapanese Messina Denaro. Tutti e tre irriducibili uomini di fiducia del boss Totò Riina. E depositari di indicibili segreti. Ferruccio Pinotti restituisce il vivido affresco di una torbida vicenda criminale, soffermandosi sui rapporti che Cosa nostra intrattiene con entità esterne al suo perimetro e riportando i racconti e le testimonianze inedite di chi ha provato a fermare quei mafiosi, di chi ne è rimasto vittima, di chi si impegna tuttora a rintracciare i colpevoli.
Il mistero della stanza blu / Riku Onda
Mondadori, 2022
Abstract: È una notte calda e afosa degli anni Sessanta, quando nella città giapponese di K viene compiuto un misterioso ed efferato omicidio: durante una festa di compleanno a casa del dottor Aosawa, un eminente medico proprietario di un'importante clinica, diciassette persone muoiono avvelenate. L'unica sopravvissuta della famiglia è la figlia Hisako, mentre sul tavolo della cucina viene ritrovata una lettera con un verso criptico, probabilmente lasciata dall'assassino. Hisako, che ha perso la vista dopo un incidente, è tra i pochi testimoni della strage ma non ricorda quasi nulla: nel suo interrogatorio confuso parla soltanto di una stanza blu, piccola e semibuia, e di fiori bianchi. Pochi mesi dopo, il fattorino che ha consegnato le bevande alla festa viene trovato morto, apparentemente suicida, con un biglietto in cui si dichiara colpevole dell'omicidio. Le indagini si chiudono frettolosamente, ma in molti sono convinti che altre persone siano in realtà coinvolte nel delitto. Attraverso le voci di chi è stato testimone dell'omicidio, Il mistero della stanza blu ricompone come un mosaico l'intera vicenda, ricostruendo magistralmente le pieghe e le ombre di quella giornata terribile. Un giallo raffinato, una critica profonda alle contraddizioni e alle ipocrisie della società giapponese, una riflessione lucida e spietata sulla natura del male e gli abissi insondabili della memoria.
Feltrinelli, 2023
Abstract: Chi ha portato la bomba esplosa in piazza Fontana? E quella in piazza della Loggia a Brescia? Quanti neofascisti erano presenti a Bologna il giorno della strage alla stazione? Quale rete di mandanti e complici ha voluto e favorito le stragi? Non a tutte queste domande è stata data risposta. C’è ancora una parte buia della storia, dicono le sentenze. Ma c’è chi, in queste tenebre, continua a cercare. Gli autori ricostruiscono i giorni e i minuti che hanno preceduto le stragi – le “stragi politiche” – e gli identikit e i nomi, alcuni mai fatti prima, di chi le ha eseguite. E l’ambiente, la trama da cui sono scaturite, che conduce dentro le casematte stragiste e cospirative, negli apparati di Stato italiani e atlantici. Nel fondo nero dell’attacco alla Repubblica, sferrato per lunghi e sanguinosi anni contro la “tigre” del cambiamento, così temuta dai reazionari di ogni tipo, contro l’innovazione sociale e politica e lo sviluppo della democrazia sotto il segno della Costituzione. Due fili incandescenti si snodano. Il filo rosso sangue delle stragi, da piazza Fontana a Bologna, e il filo nero dei colpi di Stato minacciati o tentati ma comunque incombenti. Si compone così una “verità d’insieme”, che arriva ai mandanti e ai responsabili politici della strategia eversiva, figure di assoluto rilievo istituzionale e politico – davvero i “gelidi mostri” di Nietzsche – oltre a funzionari e agenti di apparati chiave dello Stato e alla rete terroristica neofascista. Indagare, scavare nelle stragi e nelle trame, cercare la verità anche oltre le risultanze processuali significa dar conto di cosa sia davvero avvenuto in Italia in quei decenni cruciali la cui ombra si allunga fino a oggi.
Ballata per le nostre anime : romanzo / Mauro Garofalo
Mondadori, 2020
Abstract: Questa è la storia di Simone Pianetti, uomo tranquillo, padre di otto figli, onesto lavoratore, che un giorno imbracciò il fucile e uccise cinque uomini e due donne. Di lui raccontano che nessun camoscio potesse sfuggire al suo grilletto, e che i suoi occhi grigi fossero scintille capaci d'ogni sortilegio. Raccontano che fosse un visionario, uno spirito dei tempi di là da venire; ma anche che fosse cocciuto, che per un niente si incendiasse. Spinti dall'invidia, raccontano che la sua famiglia avesse stretto un patto con il diavolo per garantirsi il successo negli affari; spinti dal romanticismo, che emigrò in America, e che a Pittsburgh lasciò una ragazza dai capelli rossi e con lei la possibilità di un altro futuro. Di Simone Pianetti raccontano molte cose, ma una è certa: la mattina del 13 luglio 1914, dopo aver dato un bacio alla figlia più piccola, prese il fucile da caccia e ammazzò a sangue freddo sette persone, tra cui il medico, il giudice e il parroco del paese, responsabili di una congiura che aveva portato al fallimento della sua locanda e di un mulino che aveva preso in gestione. Dopo gli omicidi, venne il tempo della leggenda: in trecento, tra soldati e carabinieri, cercarono Pianetti tra i monti; nessuno sa quanti lo aiutarono a nascondersi. Per la legge italiana, Simone Pianetti è ancora oggi un ricercato; nell'immaginario collettivo, è diventato una sorta di storia del terrore per i potenti. "Ci vorrebbe il Pianetti" dicono nel Bergamasco quando c'è un torto che non si ha la forza di riparare. Mescolando cronaca, dicerie e invenzione, la voce anarchica di Mauro Garofalo compone una biografia romanzata classica e sperimentale insieme, dove i capitoli sul Pianetti, raccontati con in mente il Pratolini delle Cronache di poveri amanti, si alternano a una Spoon River personalissima, in cui la pagina disgregandosi lascia la parola ai morti ammazzati con i loro interrogativi e rimpianti, al bosco diventato rifugio, alla città, a tutti i fantasmi che forse avrebbero potuto regalare a Simone Pianetti una vita diversa.
Einaudi, 2024
Abstract: Pistole giocattolo e film di cowboy: per molti bambini cresciuti negli anni Sessanta, americani e non, erano questi gli ingredienti di un’infanzia passata a imitare gli assalti agli accampamenti Indiani e le sparatorie tra valorosi sceriffi e malvagi pistoleri. Non meno diffusa era la consuetudine di imparare a usare un fucile per andare a caccia. Talentuoso tiratore fin dalla tenera età, Paul Auster ha conosciuto anche l’altra faccia delle armi – non strumenti di gioco o di pratica sportiva, bensì di distruzione – quando ne ha scoperto i segni indelebili all’interno della famiglia paterna: sua nonna aveva ucciso il marito, suo nonno, con due colpi di pistola. Questo episodio di inspiegabile violenza fornisce lo spunto per un’acuta riflessione critica su un’America dove la presenza di armi è ormai dilagante. A partire dallo sterminio della popolazione indigena in epoca coloniale, attraverso la condizione di schiavitù spietatamente imposta a milioni di africani, fino all’onnipresente notizia di sparatorie di massa tra i titoli del giorno, Auster prova a spiegare a se stesso e al lettore i motivi dell’uso e dell’abuso di armi da fuoco, e anche la fascinazione che esercitano ancora nell’immaginario collettivo americano. In un registro contabile di profitti e perdite, se la prima colonna riporta il crescente numero di armi in circolazione negli Stati Uniti, la seconda mostra in negativo la catastrofica cifra dei morti d’arma da fuoco dal 1968 a oggi. Numeri che rappresentano uomini, donne, adolescenti, bambini, persino neonati. E come un coro greco, muto testimone della scena del crimine, le fotografie di Spencer Ostrander ritraggono i luoghi delle stragi in tutta la loro quieta e squallida normalità. Luoghi quotidiani, comuni, talvolta brutti e banali, ma non per questo meritevoli dell’orrore a cui hanno assistito. Luoghi riproposti in scatti in bianco e nero, senza mai alcuna presenza umana, perché di umano non è rimasto più nulla.