Trovati 79 documenti.
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La frontiera : viaggio intorno alla Russia / Erika Fatland
Marsilio, 2019
Abstract: Cosa significa essere il vicino della più grande nazione del mondo? Da sempre attratta dalla cultura e dall'anima russe, Erika Fatland ha dedicato anni a cercare di capire quella terra smisuratamente vasta. Dopo aver sognato di camminare su una grande carta geografica, muovendosi lungo il sinuoso confine russo, decide di tentare un nuovo approccio: è possibile capire un paese e un popolo osservandoli dall'esterno? Comincia così la pianificazione di un itinerario favoloso che, dalla Corea del Nord alla Norvegia, abbraccia l'intera superficie di uno dei giganti della politica mondiale. Partendo da Pyongyang e spostandosi verso ovest a bordo dei mezzi più disparati - aerei a turboelica, treni, cavalli, traghetti, autobus e persino renne e kayak -, l'autrice percorre l'interminabile linea di confine tra la Russia e i paesi vicini. Dall'Oriente all'Asia centrale, e poi attraverso il mar Caspio fino al Caucaso. E ancora, al di là del mar Nero, l'Ucraina divisa dalla guerra, e poi l'Est dell'Europa e i Paesi baltici, fino a Grense Jakobselv, nell'estremo Nord. Da qui, l'esplorazione riprende lungo il gelido Passaggio a nord-est: dalla Cukotka, dove l'Asia finisce, fino a Murmansk. Per 259 giorni, Erika Fatland ha raccolto testimonianze e immagini, componendo un ritratto affascinante e vivido di paesaggi, culture, società e stati le cui differenze sbiadiscono di fronte all'unico elemento che li accomuna: l'essere confinanti della Russia. E le storie, ora pittoresche, ora tragiche, spesso incredibili, che le persone incontrate durante il cammino tra due continenti raccontano, trovano tutte una spiegazione in questa fondamentale condizione geopolitica, fornendo milioni di risposte. Una per ogni individuo che vive lungo la frontiera più lunga del mondo.
I cani del Pasvik / Olivier Truc ; traduzione dal francese di Silvia Manzio
Marsilio, 2023
Abstract: Sulla costa del mare di Barents, lungo la linea che separa la Norvegia dalla Russia, due mondi si osservano e si spiano a vicenda. In mezzo c'è il Pasvik: attraverso confini che gli uomini hanno continuamente spostato, il fiume percorre distese infinite di tundra e taiga che un tempo appartenevano solo al popolo sami. Dalla Lapponia norvegese dove è cresciuto, anche il pastore Piera Kyrö sogna di poter portare un giorno le renne nei pascoli di famiglia al di là del fiume, proprio come facevano i suoi avi quando la frontiera ancora non esisteva. Un giorno però succede davvero: inspiegabilmente, il suo branco si spinge in territorio russo, rendendo necessario l'intervento della polizia delle renne per scongiurare le conseguenze nefaste di un incidente diplomatico. E il sogno di Piera rischia di diventare una maledizione. È stata colpa dei cani? O c'è qualcuno a cui conviene alimentare la tensione? All'improvviso, le renne di Piera sembrano destare l'interesse di troppe persone, da un lato e dall'altro del valico. Trafficanti e investitori privi di scrupoli, politici con e senza ideali, forse anche un uomo misteriosamente scomparso da tempo: sono in molti a voler cambiare le regole di un accordo che ad alcuni offre e ad altri toglie risorse. L'indagine dell'ispettore Klemet Nango riaprirà vecchie ferite che per anni hanno lacerato regioni logorate da una lunga serie di guerre, dove linee di confine arbitrarie hanno separato le popolazioni indigene, privandole della loro terra.
Bollati Boringhieri, 2023
Abstract: Il primo confine di cui abbiamo testimonianza risale al XXI secolo a.C. e divideva le terre di Lagash e Umma, in Mesopotamia. Molti uomini morirono su quella linea, che consideravano eterna e di cruciale importanza per le loro identità. Poco dopo, Sargon, sovrano di Akkad, cancellò ogni cosa, conquistando l'una e l'altra sponda, e quel confine svanì d'un tratto, come molti altri nel corso della storia. Sappiamo che c'era solo perché un'antica stele divelta ce lo racconta nelle sue iscrizioni, altrimenti ne avremmo perso per sempre memoria. Questo libro è fatto di storie narrate con una forza speciale. Sono storie che si svolgono in tempi e luoghi tra loro lontani, ma hanno tutte per oggetto una linea invisibile tracciata sul terreno. James Crawford ci porta nelle terre frantumate dell'estremo nord d'Europa, nelle trincee della Grande Guerra, nel Peloponneso del generale spartano Otriade; ci porta di fronte a molti, troppi muri invalicabili, dal vallo dei romani in Scozia al muro che si erge tra Stati Uniti e Messico, dal filo spinato attorno a Melilla, al serpente di cemento armato che scorre in Palestina, fino ai mitici cancelli orientali di Gog e Magog. Ci sono confini scomparsi che ancora fanno sentire la loro presenza e c'è uno strano confine che si muove in continuazione, in alta montagna, tra Italia e Austria, sul quale 5000 anni fa venne assassinato un uomo che non sapeva di attraversare alcuna linea. C'è poi un deserto che avanza, noncurante dei confini, proprio come fanno i virus, e soprattutto ci sono persone che si muovono, vite, speranze che si infrangono sempre di più contro queste assurde barriere che abbiamo imposto al mondo e ci ostiniamo a conservare.
LuoghInteriori, 2019
Abstract: Il saggio di Giorgio Giannini ha lo scopo di ricordare non soltanto la tragica vicenda delle foibe del 1943 e del 1945 nella Venezia Giulia e l’esodo di massa soprattutto dall’Istria e dalla Dalmazia nel dopoguerra, di cui parla la Legge 30 marzo 2004 n. 92 che ha istituito il Giorno del ricordo, che ricorre il 10 febbraio, ma anche i tragici fatti accaduti in quelle Regioni, dopo l’annessione successiva alla Grande Guerra. Ciò significa riportare alla memoria l’ ‘italianizzazione forzata’ della popolazione di lingua slovena e croata, con il tentativo di distruggerne cultura e tradizioni, messa in atto dal regime fascista. Due decenni drammatici per la popolazione locale di lingua non italiana, che possono spiegare almeno in parte, senza però giustificare, quanto è accaduto. In Appendice al volume è inserito un approfondimento sulla ‘italianizzazione’ della popolazione tirolese in Alto Adige, simile a quella subita dalla popolazione slovena e croata della Venezia Giulia, che pochi conoscono. Nell’ampia documentazione, che arricchisce il saggio, è riportato il lungo iter legislativo per l’approvazione della Legge 30 marzo 2004 n. 92, durato oltre nove anni, insieme a una proposta di legge per la sua integrazione, prevedendo di ricordare nel Giorno del ricordo la politica di ‘italianizzazione’ della popolazione slovena e croata (e anche tirolese), attuata durante il regime fascista. è anche consultabile la Relazione della Commissione storico-culturale italo-slovena pubblicata dal governo sloveno nel 2001.
I muri che ci separano : da Berlino al Messico: quando le democrazie hanno paura / Giorgio Ferrari
Cinisello Balsamo : San Paolo, 2019
Abstract: Era la sera del 9 novembre 1989 quando fu abbattuto il muro di Berlino. In quella stessa sera, durante la conferenza stampa, Günter Schabowski, il ministro della Propaganda, venne colto impreparato dalla domanda sulla concessione di permessi di viaggio ai tedeschi dell'Est. Rispose ab sofort, cioè "da subito-, con effetto immediato, e con due sole parole annunciò così la caduta del muro. I berlinesi lo presero alla lettera e si riversarono nei pressi del muro. Le guardie, lasciate senza ordine, non fecero altro che aprire i varchi. Le immagini dell'abbattimento del muro fecero il giro del mondo e in poco tempo l'euforia, lo spirito di riunificazione e libertà si diffuse in tutta Europa. Sono passati trent'anni e altri muri sono comparsi nel mondo. In occasione di questo anniversario, Giorgio Ferrari ripercorre le tappe del muro più tristemente famoso della storia attraverso i personaggi e gli eventi che ne hanno determinato prima l'edificazione e poi l'abbattimento: dalla Guerra Fredda alla crisi economica della Ddr allo storico discorso di John Kennedy, a Gorba?ëv, alla decisiva opera di Giovanni Paolo II. La prigionia psicologica, morale e fisica di Berlino è durata ventotto anni, nel mondo però non si è cessato di costruire barriere, confini e cortine di ferro che ancora separano e umiliano individui, popoli e culture. Dalla "Barrera" fra il Messico e gli Stati Uniti alle mura che avvolgono Gaza e cingono la Cisgiordania, ai confini interni della stessa Europa, dove risorgono muraglie e distese di filo spinato laddove dovrebbe esserci lo spazio libero della circolazione delle persone e delle cose, un viaggio fra le democrazie (liberali e autoritarie) accomunate dalla grande paura dei migranti.
Penka, la mucca clandestina / Emanuela Da Ros ; illustrazioni di Francesco Camporeale
Feltrinelli, 2020
Abstract: Può una passeggiata su un prato trasformarsi in un’avventura a spasso per l’Europa? Chiedetelo a Penka! La storia vera di una mucca e dei bambini che vollero riportarla a casa. Cosa ci fa una mucca in tribunale? Ora ve lo racconto: una mattina, la mucca bulgara Penka, brucando tra i fiori freschi del prato davanti alla fattoria, si allontana più del solito e al tramonto non rientra nella sua stalla. Quella sera a Bosilegrad, oltre il vicino confine della Serbia, il fattore Branko e il piccolo Nikolaj contano… una mucca in più! Per fortuna il telefono senza fili delle valli fa il suo lavoro e presto i due allevatori si mettono in contatto. Problema risolto: Penka potrà tornare a casa e riabbracciare la sua padroncina! E invece non va così, perché anche se il confine è una linea invisibile, una legge degli uomini le impedisce di rientrare nel suo Paese dopo essere uscita dall’Europa. Ma non è tutto, Penka rischia addirittura di finire trasformata in bistecche, a meno che… qualcuno non entri subito in azione!
[S.l. : s.n.], 1965 (Varese : La varesina grafica)
Fa parte di: Escursioni
Dove finisce l'Italia : viaggio sulla linea sottile dei nostri confini / Niccolò Zancan
Feltrinelli, 2020
Abstract: Il Passo Paradiso, al confine nord-ovest dell'Italia, oggi si chiama Passo della Morte. Un nome che svela un modo di stare al mondo. Non lontano da Trieste, dove il vicesindaco butta via le coperte ai senzatetto, in una piccola città della Carinzia incontriamo Dragana, prostituta con regolare permesso di soggiorno in un bordello per soli italiani. Nella terra dei pomodorini, che da Ragusa arriva al mare, vive l'ultimo contadino comunista. Abitare queste linee di frontiera significa avere lo sguardo rivolto al tramonto: da qui si vede meglio la vecchiaia dell'Occidente. Si fa esperienza di un legame viscerale con certi valori che, una volta, l'Occidente l'hanno definito, ma anche della dolorosa consapevolezza di non poterli più onorare. Così Niccolò Zancan mette in discussione l'idea che abbiamo dei confini e del loro significato: molto più che linee di separazione tra un territorio e l'altro, le frontiere sono orizzonti di attese, perimetri simbolici di valori e di desideri, così potenti da muovere le persone e sradicarle.
Scrivimi dal confine / Luca Saltini
Piemme, 2023
Abstract: «A volte, stando seduto sulla mia poltrona, guardo la porta chiusa dell'entrata di casa e mi pare di sentire dei passi di donna, un tocco leggero di nocche sul legno, ma la porta rimane chiusa. Mi sono chiesto spesso chi sarebbe comparso se si fosse aperta. Ora lo so. » Aimée non ha mai affrontato un viaggio così lungo da sola, e ora, seduta sul treno che la sta conducendo dall'Italia alla Repubblica Democratica Tedesca, nel gelido inverno del 1960, non fa che pensare all'altro lungo viaggio che aveva intrapreso all'età di cinque anni per lasciare Parigi, e la guerra, e raggiungere l'Italia, la terra di suo padre, in cui trovare un po' di pace, anche se poi il destino le aveva riservato tutt'altro. Pure quella volta avevano viaggiato di notte e l'incertezza del futuro, la precarietà del presente le avevano stretto la gola fino quasi a soffocarla. Ma nel lontano viaggio del 1915 c'era sua madre a fugare con una carezza i suoi dubbi, a scacciare le paure, c'erano le filastrocche giocose di suo padre a tenerle compagnia: 'Piove, non piove, faremo cose nuove'. Le pare di sentirlo ancora oggi, dopo quasi cinquant'anni. Ora invece è completamente sola. Nessuno sa la vera ragione del suo viaggio, nessuno sa che sta mentendo per raggiungere una parte di mondo preclusa agli occidentali. E che quella menzogna potrebbe costarle la galera, o peggio. Per non cedere alla paura, ripercorre tutto il cammino che l'ha condotta a quel preciso momento, su quel treno, con i documenti falsi nella borsa: un garbuglio inestricabile di gioie e dolori che l'hanno portata lì, nell'attesa di compiere fino in fondo il proprio destino. Luca Saltini costruisce un affresco storico che ha il passo del romanzo classico e la voce della contemporaneità, legando a doppio filo la vita di una donna, e il suo desiderio di riscatto, alle tragedie e agli slanci del Secolo Breve. Un romanzo vivo, che mostra come i confini da superare siano sempre quelli dentro noi stessi.
Bollati Boringhieri, 2019
Abstract: I giornali la chiamano «la rotta alpina», anche se ne parlano solo in occasione di qualche fatto straordinario: il ritrovamento di un cadavere, la dichiarazione di un politico, lo sconfinamento accidentale di una pattuglia francese. Sono i dodici chilometri che separano Claviere, l'ultimo paese italiano prima del confine, dalla cittadina francese di Briançon, attraverso il passo del Monginevro. Da quei dodici chilometri passa un'intera umanità che cerca la salvezza come i polmoni cercano l'aria. È un'umanità che non si può fermare, che non conosce ostacoli, infinitamente più forte e motivata di noi. Il loro percorso è iniziato mesi prima, a molte migliaia di chilometri di distanza. Dal ventre dell'Africa, masse di uomini e donne in fuga da guerra e fame, senza nulla da perdere, hanno affrontato la savana, hanno attraversato il Sahara, sono stati rinchiusi e torturati nei campi di internamento libici, sono saliti su barconi a malapena in grado di stare a galla e sono poi stati trattenuti in centri di raccolta italiani. Poi, alla spicciolata, sono arrivati fin quassù, a Claviere, in fuga anche da un'Italia che non li vuole e in cerca di un nuovo inizio, proprio come fecero, su quegli stessi dodici chilometri, i nostri emigrati del dopoguerra. In questo libro, Maurizio Pagliassotti ci racconta senza pudore quei sentieri alpini dopo averli setacciati per anni, per il suo mestiere di cronista e per spirito di cittadinanza. Attorno a quel percorso si mettono in mostra la condizione umana, le piccolezze, le miserie, le violenze, e insieme i grandi gesti d'amore e di giustizia. Ciò che resta, su quella striscia di confine e nei lettori di questo libro così lancinante perché vero, sono le ipocrisie dei mille discorsi d'occasione, le contraddizioni delle politiche sulla migrazione e l'evidenza, spietata, di uno snodo storico epocale.
Minimum fax, 2019
Abstract: Pronipote di immigrati, messicano di origine ma americano di nazionalità, Francisco Cantú si potrebbe considerare un esempio di perfetta integrazione. Laureato in diritto internazionale, borsista Fulbright, traduttore, sembrava avviato a una brillante carriera come giornalista e studioso. Finché un giorno, sfidando le paure e le perplessità della sua famiglia, ha deciso di iscriversi all’Accademia di polizia per diventare una guardia di frontiera, convinto che, per capire fino in fondo il fenomeno dei flussi migratori e le storie di ordinaria e straordinaria umanità che lo sottendono, non bastassero i libri, i manuali o le statistiche, ma fosse necessario vedere le cose in prima persona. Sono proprio gli incontri con i nuovi «dannati della terra» che Cantú racconta in Solo un fiume a separarci: i suoi «dispacci dalla frontiera», pubblicati per la prima volta nel febbraio 2018, mentre l’amministrazione Trump rilanciava con insistenza il progetto di un muro tra Stati Uniti e Messico, hanno suscitato clamore e un dibattito appassionato
Il confine / Nicky Singer ; traduzione di Chiara Baffa
DeA Planeta, 2019
Abstract: Mhairi Anne Bain possiede solo due cose: una pistola senza munizioni e un documento di identità. In un mondo febbricitante e disseminato di posti di blocco, deve dimostrare di essere degna di esistere davanti a ogni soldato, a ogni ostacolo che incontra sul suo cammino. E se vuole provare a sopravvivere, affidarsi all’istinto è l’unica strada. Tirare dritto, non dare confidenza a nessuno. Ecco cosa le hanno insegnato i chilometri attraversati finora. Ma in cima a una collina ricoperta di alberi divelti, Mhairi incontra un ragazzino. È magro, ha la pelle incrostata di polvere e gli occhi come due buche. Non parla. In principio Mhairi non ha esitazioni: sarebbe stupido sprecare tempo e risorse per chi non ha alcuna speranza di farcela. Eppure, superata la prima notte, si ritrova a rischiare tutto pur di portarlo con sé. Insieme, i due intraprendono il viaggio verso la salvezza. La strada è lunga e piena di pericoli, la meta tutt’altro che scontata: un posto che forse si chiama casa. Avventuroso, terribile ed emozionante, Il confine è un romanzo per i tempi che verranno. Forte come un pugno allo stomaco. Poetico, lucido e improrogabile.
Tempo di muri : un mondo diviso : da Berlino a Trump / Veronica Arpaia
Luni, 2019
Abstract: Negli ultimi quindici anni, numerosi governi, occidentali e non, hanno scelto di erigere muri (presidiati) ai propri confini. Lungi dall'essere un fenomeno concluso, come si era illusoriamente creduto all'indomani del 1989, queste barriere striano la terra per un numero di chilometri che eguaglia oramai la metà della sua circonferenza. Ma come sono nati i muri, quali le leggi - se vi sono - che ne hanno consentito la costruzione? Per comprendere la genesi dei muri da un originale punto di vista, si è fatto ricorso agli atti del Congresso degli Stati Uniti - e non solo - a partire dal 1973, gettando nuova luce su antiche e recenti vicende: progetti di legge ed emendamenti che contribuiscono all'arricchimento della ricostruzione filologica. Un materiale così ampio ed eterogeneo funge anche da spia degli impegni finanziari che legano Washington al resto del mondo, dimostrando così l'interesse economico e politico nei confronti di aree geografiche storicamente divise. Gli Stati Uniti, confermando il loro credo nel "manifest destiny", mantengono uno sguardo aperto, anche se non sempre lucido, in varie zone del pianeta. I quattro casi, oltre a quello del muro al confine con il Messico, sono emblematici: Cipro, dove nuovi giacimenti di gas nella parte meridionale dell'isola attirano grandi investimenti israeliani; Belfast, il cui labile confine rischia di tornare agli antichi conflitti a causa della Brexit e quello della West Bank, che ha creato una violenta disputa giuridica tra Washington e la Corte Internazionale di Giustizia. Conflitti apparentemente sopiti, ma tuttora vivissimi e lontani da stabili soluzioni politiche. L'emblema della guerra fredda non poteva mancare, Berlino è - e resta - un caso paradigmatico di vecchie, ma al tempo stesso recenti divisioni tutte da riscoprire.
Roma : Viella, 2019
I libri di Viella ; 342
Abstract: Nelle prime decadi del secolo XX, quando s'infranse la geografia storica delle Annales e la nuova scienza della geopolitica stimolò l'interesse per i confini territoriali, si rinforzò l'associazione tra frontiere e mura: tema letterario per esprimere l'isolamento dell'uomo contemporaneo. Prima del tempo delle certezze geometriche, quando la misura era una sfida e il potere si fondava nelle verità trascendenti, il semplice fatto di pensare il confine era, infatti, un'affermazione di forza capace di riunire le più diverse risorse e interessi. Ciò perché il fare politica d'antico regime era uno stare sempre all'erta che richiedeva di moltiplicare le sentinelle di pietra e di carta. Un richiamo prezioso cui guarda questo volume per riflettere sulla storia del confine come asse e trappola di una modernità tanto discussa come le sue stesse frontiere.
Rosenberg & Sellier, 2018
Abstract: Che cosa unisce il Sahara all'Ucraina, Haiti e il Congo, il Pakistan e il Myanmar? La storia di comunità divise da linee tracciate sulla carta, confini che cambiano provocando deportazioni di intere popolazioni, monarchi che non vogliono abbandonare il loro scranno, frontiere illegali che creano ghetti, lasciti coloniali che provocano guerre... In questo volume - scritto a più mani e curato da Emanuele Giordana senza intenti di esaustività ma rappresentativo delle differenti tipologie di frontiere contese - si racconta la geopolitica dei confini analizzando alcuni casi emblematici, per concludere con un inquadramento storico e letterario sul concetto di confine, un'analisi sociologica sulla sua mediatizzazione come nel caso delle tragedie del Mediterraneo e uno sguardo a una situazione di portata globale più emblematica tra quelle attuali che si va consumando attorno al 38º parallelo.
Mondadori libri, 2018
Abstract: Nella sua ricognizione delle linee di forza che stanno ridefinendo gli assetti geopolitici e geoeconomici globali, Federico Rampini mostra e insegna a leggere la nuova cartografia del mondo, per «guardare dietro le apparenze» della realtà di oggi e per rendere i viaggiatori del Terzo millennio più consapevoli di quelle che saranno domani le possibili mete.
Add, 2018
Abstract: Esistono 323 frontiere terrestri su circa 250.000 km. Aggiungendo le frontiere marittime, delimitate o meno, si arriva a un totale di circa 750 frontiere tra Stati. Alcune si attraversano facilmente, altre sono invalicabili, alcune sono visibili, altre invisibili (aeree, astronomiche). Ma esistono anche frontiere immaginarie o arbitrarie: politiche, economiche, culturali (lingua, religione, civiltà) che quasi mai coincidono con le frontiere internazionali. Quali sono le frontiere esterne dell'Europa: quelle dello spazio Schengen, quelle dell'Unione Europea o quelle dell'Europa in quanto idea o concetto? Le tre non si sovrappongono. Si possono tracciare linee di separazione tra grandi aree culturali? Dove comincia l'Asia? Qual è la frontiera più militarizzata? Qual è il muro di difesa più lungo? E il reticolato più alto? Come si determinano le frontiere aeree? Ci sono ancora "zone bianche", le terrae nullius che non appartengono a nessuno? Il cambiamento climatico può modificare certe frontiere esistenti? Le frontiere favoriscono la pace o sono foriere di guerre? Questo Atlante dedicato alle frontiere ci aiuta a capire le sfide che si nascondono dietro queste linee che dividono o uniscono i popoli. Con più di 40 cartine e infografiche originali, gli autori raccontano il mondo attraverso il prisma delle frontiere.
Giunti, 2025
Abstract: Nessuno sa perché ci sia un confine in mezzo al villaggio. Da quando Frida riesce a ricordare, i disgraziati del nord e del sud si rendono a vicenda la vita un incubo. Ora la mucca Angela, di Südelend sta partorendo il suo vitello proprio al confine - e il padre del vitello è Bronco di Nordelend! Entrambe le parti rivendicano la proprietà del povero vitello, e c'è addirittura chi cerca di rapirlo. L'amica di Frida, Nikki, è stufa di questa guerra e, quando un giorno scompare con il vitello, gli avari del nord e del sud si ritrovano costretti a collaborare...
Il muro della Palestina / James Crawford
Bollati Boringhieri, 2025
Abstract: In Israele e in Palestina i confini sono nodi densi e complicati, che risalgono così indietro nel tempo da non poter essere sciolti. In arabo esiste un'espressione, sumud, che significa «fermezza», «risolutezza»: allude a un senso di legame profondo con la terra, al tener duro nonostante tutto, alla capacità di sopportazione. Una lunga striscia serpeggiante di muri in cemento, filo spinato e posti di guardia attraversa tutta la Cisgiordania: è una frattura psichica, ancora prima che materiale, nelle vite di chi la abita.
L'inganno dei confini : come la geografia governa l'uomo / Simone Guida, Nova lectio
Gribaudo, 2025
Abstract: I confini sono reali o solo un’illusione? Da sempre l’umanità li traccia per separare popoli, culture e campi d’influenza del potere; anche se il primo uomo nello spazio, Jurij Gagarin, ha smentito secoli di storia con un semplice sguardo: «Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini». La realtà dei fatti è che queste linee immaginarie hanno modellato il corso degli eventi e condizionato le vite di milioni di persone. L’inganno dei confini esplora il paradosso di un mondo diviso da barriere spesso arbitrarie: dall’Africa, sezionata con il righello alla Conferenza di Berlino, ai Balcani, dove il crollo della Jugoslavia ha stravolto le mappe, riscritte a colpi di guerre sanguinose. E perché il Gambia è una sottile striscia incastrata nel Senegal? Per quale motivo Cipro è divisa in quattro tra Grecia, Turchia, ONU e Regno Unito? E come può un confine attraversare una casa, come accade a Baarle-Hertog, tra Belgio e Paesi Bassi?