Trovati 214 documenti.
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Treccani, 2020
Abstract: La situazione critica in cui si trova il pianeta è ormai chiara: i cambiamenti a cui stiamo assistendo a ogni livello (economico, sociale, ambientale) lasciano prefigurare un mondo diverso da come lo conosciamo. Facile quindi lasciarsi attrarre da immaginari distopici e catastrofisti. Ma deve per forza andare così? Dobbiamo davvero accontentarci di sopravvivere e lasciarci sopraffare da questo diluvio di cattive notizie? Servigne, Stevens e Chapelle dimostrano in questo libro che la consapevolezza del crollo della società termoindustriale non esclude la possibilità di proiettare lo sguardo oltre l'orizzonte cupo che ci attende, e indicano un cambiamento di rotta non solo credibile ma necessario.
Il giorno in cui tutto finisce / Mike Pearl ; traduzione di Andrea Libero Carbone
Il Saggiatore, 2019
Abstract: Che cosa accadrà il giorno in cui un magnate tecnologico diventerà il padrone del mondo? E quello in cui verrà inaugurato il primo vero Jurassic Park? Che cosa succederà quando Internet si bloccherà ovunque? E dopo che l’ultimo pesce sarà morto nei nostri oceani? E quando gli antibiotici avranno smesso di fare effetto? Oppure quando una bomba atomica esploderà sulle nostre teste o riceveremo un segnale emesso da una forma di vita aliena intelligente? In questo libro in cui tutto finisce l'autore esplora quello che accadrebbe in venti possibili scenari meravigliosi o catastrofici e ci consegna un reportage dal futuro, assegnando tassi di probabilità e offrendoci un quadro molto documentato, incredibilmente realistico e assolutamente irridente di come sarebbe il mondo se i nostri sogni più sfrenati o i nostri incubi peggiori diventassero realtà. Si tratta di evoluzioni plausibili di fenomeni sociali, tecnologici o naturali già in atto, l’ultimo dei quali, il più spaventoso, è proprio il giorno in cui tutto finisce: il giorno dell’estinzione completa della nostra specie, o della fine della vita sulla Terra, o quello in cui il nostro pianeta verrà divorato dal Sole, o in cui l’universo giungerà alla morte termica. Grazie a Il giorno in cui tutto finisce possiamo finalmente soddisfare la nostra curiosità sugli eventi futuri che temiamo di più e comprendiamo di meno, e magari cominciare ad averne meno paura, in una sorta di terapia esistenziale da ansia escatologica, stranamente confortante. Alcuni degli scenari descritti non sono evitabili, altri sì; alcune delle cose previste non accadranno, altre sì. Ma il futuro è una serie di giorni di cui oggi è il primo. Quindi diamoci una mossa, smettiamo di essere terrorizzati e cominciamo a cambiare le cose.
Einaudi, 2019
Abstract: Nel 1817, durante un soggiorno a Roma, Stendhal annotò: «Mai uno sforzo, mai un po' d'energia: niente che vada di fretta». Due secoli dopo è la volta di Andy Warhol: «Roma è un esempio di quello che succede quando i monumenti di una città durano troppo a lungo». Ma cosa potremo dirne nel prossimo futuro? Grazie a una ricerca condotta con il metodo Delphi da Domenico De Masi, disponiamo ora di uno scenario della Roma 2030 e delle sue tre anime: quella di metropoli, quella di capitale della Repubblica e quella di città-mondo. Allo studio hanno contribuito dodici grandi conoscitori del sistema urbano, esperti di altrettante discipline. Il destino di Roma, intrecciato con quello dell'Italia e del mondo, dipende dalla soluzione dei problemi amministrativi e, prima ancora, da una visione alta, coerente con il genius loci di questa città unica. Il premio Nobel Theodor Mommsen amava dire: «A Roma non si sta senza avere propositi cosmopoliti». E cosmopoliti vuol dire molto piú che globali.
Cambiamenti climatici : come stiamo perdendo la sfida più importante / Alessandro Farruggia
Diarkos, 2019
Abstract: Le temperature sono in aumento, l’andamento delle precipitazioni è mutato, ghiaccio e neve si stanno sciogliendo e il livello medio del mare si sta innalzando. Queste non sono previsioni. Sono fatti. La crisi climatica è causata dall'aumento delle concentrazioni di gas a effetto serra nell'atmosfera, dovuto in larga parte alle emissioni delle attività umane. Per contenere il cambiamento climatico entro limiti accettabili, è necessario limitare l'aumento della temperatura globale entro i due gradi rispetto all'epoca preindustriale, e possibilmente stare entro il grado e mezzo. Oggi il riscaldamento è già oltre un grado. Per stare entro il grado e mezzo, le emissioni globali di gas a effetto serra dovrebbero essere ridotte del 45% entro il 2030 ed essere azzerate entro il 2050. Gli impegni presi con l'accordo di Parigi sono volontari e insufficienti e, pur se attuati, porteranno a un riscaldamento di tre gradi. Questo significa che le trattative sul clima stanno sostanzialmente fallendo. Interessi potenti remano contro e i governi non hanno la necessaria volontà politica per agire come sarebbe necessario. Solo un movimento dal basso può cambiare le cose.
Giunti, 2022
Abstract: Nei prossimi anni vivremo sempre più in una realtà virtuale con spazi in cui incontrarsi, lavorare, divertirsi con persone che si trovano altrove. Grazie ai dispositivi indossabili, potremo immergerci in nuove dimensioni e viaggiare senza limiti nel tempo e nello spazio. Questa trasformazione cambierà? completamente il mondo che conosciamo: Internet sta per lasciare il posto al metaverso, una sua derivazione tridimensionale e immersiva. Ma cosa significa, in concreto? Come vivremo? Il nuovo mondo virtuale sarà una risorsa o una minaccia? Questo libro, scritto da un insider che ha intervistato alcuni grandi nomi del settore, ce lo racconta in modo appassionante: un vero sguardo sul futuro!
Contrasto, 2022
Abstract: “La natura è solo un enorme serbatoio di popoli e civiltà di cui non abbiamo colto la chiave di lettura. Dovremmo leggere la ricerca scientifica sugli altri esseri viventi come se fosse un vasto esercizio di etnografia del non umano.” Emanuele Coccia. Il volume di Despret, filosofa, psicologa e professoressa belga, la cui ricerca si orienta verso la filosofia della scienza, è orientato verso un vero e proprio approccio biografico dei viventi, che siano animali, alberi o fenomeni geografici e climatici che l’autrice vuole farci osservare e ascoltare. Esplorare i mondi selvaggi presenti intorno a noi. Intrecciando etologia e finzione, Vinciane Despret ci invita a immaginare un futuro alla fine del Terzo Millennio in cui l’uomo possa capire e tradurre il linguaggio inesplorato degli animali attraverso la “terolinguistica”, una nuova disciplina scientifica. L'autrice parte da un’idea dell’autrice di fantascienza Ursula Le Guin che, in un racconto del 1974, The Author of the Acacia Seeds. And Other Extracts from the Journal of the Association of Therolinguistics, immaginava la nascita di questa “linguistica del mondo selvaggio” con l’obiettivo di studiare la capacità di piante e animali di elaborare linguaggi e produzioni artistiche, per poi codificarli. Il senso di tali codici sfugge alla comprensione dell’uomo, sempre troppo concentrato sul proprio posto nel mondo per aprirsi all’altro, al diverso: e se invece i ragni ci invitassero a far tacere il frastuono delle macchine per cogliere le sinfonie della natura? O le costruzioni dei vombati ci offrissero una grande lezione di convivialità? E se i polpi, seguaci della metempsicosi, fossero disperati di non potersi reincarnare a causa della pesca intensiva e dell’inquinamento degli oceani? Impostando il ragionamento in tre sezioni, Despret prova a farci immergere nei linguaggi del mondo animale analizzando prima le vibrazioni poetiche dei ragni, poi le architetture fecali dei vombati per arrivare agli aforismi dei polpi, estendendo la facoltà di possedere una scrittura e una letteratura a tutti gli esseri viventi. L’invito dell’autrice è quello di aprirci alla sfera animale per trovare un nuovo modo di stare al mondo, più rispettoso della Terra e dei suoi ritmi.
Egea, 2022
Abstract: Un nuovo ordine mondiale si prospetta all'orizzonte. E la globalizzazione non sarà più la stessa. Negli ultimi anni, gli sforzi di molti Paesi si sono indirizzati verso la creazione di alternative all'economia globale integrata sviluppatasi a partire dalla Seconda guerra mondiale. Un processo che ha conosciuto un'ulteriore accelerazione in seguito alla guerra in Ucraina e alle conseguenti sanzioni economiche inflitte alla Russia da parte della comunità internazionale. L'esito più probabile della trasformazione in corso non sarà però la deglobalizzazione tanto temuta (o auspicata) da molti commentatori, quanto una riglobalizzazione selettiva: una riconfigurazione dell'economia mondiale per gruppi integrati di Paesi affini. Globalizzazione sì, ma solo tra amici fidati. Questo porterà i Paesi ad aggregarsi sotto due principali sfere di influenza - americana e cinese - in competizione per l'egemonia economica, politica e culturale. In questo saggio, Gianmarco Ottaviano offre molti spunti di riflessione sul futuro prossimo dell'economia globale, sulle conseguenze delle nuove logiche multilaterali sulla sicurezza planetaria e sul nuovo ordine mondiale che si va configurando.
Rizzoli, 2022
Abstract: Con le mappe che spiegano il mondo che verrà. L’invasione russa dell’Ucraina è il momento di frattura dell’ordine internazionale scaturito dalla fine della Guerra fredda. Il conflitto innescato da Vladimir Putin nel cuore dell’Europa accelera un mutamento che sconvolge il mondo in cui viviamo, fa emergere in maniera brutale come sul pianeta vi siano quattro grandi attori, le cui caratteristiche e capacità sono a tal punto superiori rispetto al resto della comunità internazionale da poter rispolverare, come propone Maurizio Molinari, la definizione di imperi, reali o potenziali. Russia, Unione europea, Stati Uniti e Cina popolare: una partita fra vecchie e nuove grandi potenze, ognuna con un’identità, una genesi storica, degli interessi e un orizzonte assai peculiare, ingaggiate in una sfida per la leadership globale che non ha più connotati solo economici e diplomatici, ma anche militari.Maurizio Molinari, da sempre attento osservatore della politica internazionale e profondo conoscitore delle dinamiche in atto, ci aiuta a capire quali esiti può avere questo confronto, spiegandoci, anche con lo strumento delle mappe, la portata dei mutamenti a cui stiamo assistendo e la minaccia che incombe sulla sicurezza di tutti noi, europei in primis. Con un focus sul ruolo dell’Italia sul nuovo scacchiere del Mediterraneo allargato che va delineandosi. Perché il conflitto in Ucraina non costituisce solo il ritorno della guerra nel Vecchio Continente, ma offre una rappresentazione drammatica della sfida tra democrazie e autocrazie, che solo una attenta analisi come quella offerta in queste pagine può permetterci di comprendere a pieno. Nella consapevolezza che quelli a venire saranno anni difficili e di tensione crescente, per far fronte a una minaccia che tutti, leader e opinioni pubbliche, hanno il dovere di comprendere per poter poi disinnescare.
Egea, 2022
Abstract: I conflitti nazionali e internazionali ci espongono, impreparati, a un trittico di crisi incombenti: le emergenze sanitarie globali, un cambiamento climatico devastante e la rivoluzione dell'intelligenza artificiale. Gli americani non riescono a mettersi d'accordo tra loro su nessuna questione politica rilevante, i leader statunitensi e cinesi si comportano come se fossero intrappolati in una nuova Guerra fredda e gli eserciti sono tornati a scontrarsi in Europa. Stiamo così sprecando l'opportunità di fronteggiare le sfide a cui presto nessuno potrà più sfuggire. Nei prossimi anni l'umanità dovrà combattere virus più letali e contagiosi del Covid. L'intensificarsi del cambiamento climatico metterà in fuga decine di milioni di rifugiati e ci costringerà a ripensare i nostri stili di vita. La sfida più pericolosa sarà però quella delle nuove tecnologie, che riplasmeranno l'ordine geopolitico destabilizzando la società più velocemente della nostra capacità di reazione. La buona notizia? Alcuni leader politici, decisori aziendali e cittadini lungimiranti stanno unendo le forze per affrontare queste crisi. La domanda è se riusciranno a lavorare abbastanza bene e velocemente per contenerne le ricadute e, soprattutto, se sapremo usare queste crisi per reinventare il nostro cammino verso un mondo migliore. Tracciando paralleli con strategie di ieri e di oggi, dal Piano Marshall al Green New Deal, Bremmer indica un piano d'azione per sopravvivere e prosperare anche nel XXI secolo.
L'Italia si è rotta / Giampaolo Pansa ; con uno scritto di Pietrangelo Buttafuoco
Rizzoli, 2020
Abstract: "Il nostro è un Paese perduto. Travolto dalla cattiva politica, da partiti e governi incompetenti e corrotti dalla brama di potere. Sempre più diviso tra ricchi e poveri. Guastato dalle ruberie di personaggi pubblici e privati e dall'inosservanza delle leggi da parte di molti. In questi ultimi anni mi sono sempre più spesso domandato: che cosa ci accadrà domani? I miei ultimi lavori guardavano al passato, questo si spinge nel futuro". Con queste parole dolenti Pansa avrebbe iniziato questo libro rimasto incompiuto e nel quale descrive con ferocia l'Italia sottosopra che intravvedeva. Un Paese dove i vecchi sono le prime vittime degli effetti nefasti della crisi politico-economica. Insieme agli italiani onesti e alle donne, vittime di mariti e compagni violenti. Il narratore è un giornalista settantenne che vive a Roma e racconta la deriva dell'Italia a cominciare dal 2020, anno bisestile e maledetto. Tra grandi bufere invernali, estati torride e una crisi economica senza uguali, l'Italia appare un territorio abbandonato a se stesso. Il finale è a sorpresa, perché anche nelle grandi crisi si nasconde sempre qualche fermento nuovo e inaspettato.
Bollati Boringhieri, 2020
Abstract: Oggi James Lovelock festeggia un secolo di vita e sembra tutt’altro che rassegnato a farsi da parte. In Novacene affronta infatti due dei temi più attuali, inquietanti e complessi della contemporaneità: il nostro rapporto con le macchine intelligenti e il destino della Terra. Secondo Lovelock, l’Antropocene – l’era geologica in cui la nostra specie si è dimostrata un fattore critico per l’intero pianeta – farà presto spazio all’età successiva, il «Novacene», quella della collaborazione tra l’uomo e le macchine. Nuovi esseri prenderanno forma dall’intelligenza artificiale che noi abbiamo progettato. Penseranno 10000 volte più velocemente dell’uomo e ci guarderanno forse con la stessa condiscendenza con cui noi guardiamo le piante. Eppure – e qui sta il guizzo del pensatore di genio – tutto questo non si trasformerà in un incubo alla Terminator o alla Matrix, perché questi esseri iperintelligenti sapranno (anche meglio di noi) di essere totalmente dipendenti dal buon stato di salute del pianeta. Come noi, anche le macchine avranno bisogno del sistema regolatore di Gaia per sopravvivere, e dal momento che Gaia dipende dalla vita organica, sarà loro interesse preservarla. C’è di più: il Novacene potrebbe essere addirittura l’inizio della conquista dell’intero cosmo da parte di un’intelligenza diffusa. L’alba di un nuovo universo.
Ora : la più grande sfida della storia dell'umanità / Aurélien Barrau ; traduzione di Mauro Capocci
Add, 2020
Abstract: Servono a qualcosa gli appelli? Forse no, ma quello dell'astrofisico francese Aurelién Barrau ha il dono di essere chiarissimo nella visione apocalittica del nostro futuro. Chi lo legge non lo dimenticherà facilmente: viviamo un cataclisma planetario. Riscaldamento climatico, diminuzione drastica degli spazi vitali, crollo della biodiversità, inquinamento di suolo, acqua e aria, rapida deforestazione. È troppo tardi per salvare il pianeta? No, ma il tempo a disposizione è poco, e le parole non basteranno, dobbiamo impegnarci a pungolare il potere politico per obbligarlo ad agire. «Di fronte alla più grande sfida dell'umanità, la politica deve agire con fermezza e tempestività. Ogni azione politica che non farà di questa lotta la sua priorità assoluta e inderogabile, non sarà credibile. Molte altre lotte sono importanti, ma questa è fondamentale.» Se perdiamo questa battaglia, nessun'altra potrà essere portata avanti. Il libro nasce dall'appello lanciato dall'autore su «Le Monde», firmato tra gli altri da: Pedro Almodovar, Juliette Binoche, Emmanuel Carrère, Bradley Cooper, Anish Kapoor, Isabella Rossellini, Carlo Rovelli, Patti Smith, Wim Wenders, Marion Cotillard, Philippe Descola, Ralph Fiennes, Ethan Hawke, Jude Law, Marjane Satrapi, John Turturro, Kristin Scott Tomas.
Homo deus : a brief history of tomorrow / Yuval Noah Harari
Vintage, 2017
Abstract: Nella seconda metà del XX secolo l'umanità è riuscita in un'impresa che per migliaia di anni è parsa impossibile: tenere sotto controllo carestie, pestilenze e guerre. Oggi è più probabile che l'uomo medio muoia per un'abbuffata da McDonald's piuttosto che per la siccità, il virus Ebola o un attacco di al-Qaida. Nel XXI secolo, in un mondo ormai libero dalle epidemie, economicamente prospero e in pace, coltiviamo con strumenti sempre più potenti l'ambizione antica di elevarci al rango di divinità, di trasformare ''Homo sapiens'' in ''Homo Deus''. E allora cosa accadrà quando robotica, intelligenza artificiale e ingegneria genetica saranno messe al servizio della ricerca dell'immortalità e della felicità eterna? Harari racconta sogni e incubi che daranno forma al XXI secolo in una sintesi audace e lucidissima di storia, filosofia, scienza e tecnologia, e ci mette in guardia: il genere umano rischia di rendere se stesso superfluo. Saremo in grado di proteggere questo fragile pianeta e l'umanità stessa dai nostri nuovi poteri divini?
Alegre, 2020
Abstract: Il grande delta del Po, coi suoi rami vivi e quelli morti. La bassa padana più bassa che c'è: una vasta conca tra Ferrara, Rovigo e la costa, terre strappate alle acque in secoli di bonifiche. Un paesaggio artificiale in equilibrio precario. Oggi il clima cambia e sconvolge quell'equilibrio. L'Adriatico si alza, spinge, vuole l'entroterra. In pochi decenni, quella zona d'Italia sarà sott'acqua. "Quando qui sarà tornato il mare" è l'esito di un esperimento di scrittura collettiva condotto da Wu Ming 1 nel basso ferrarese. Lo scopo era immaginare il mondo sommerso di fine secolo e ambientarvi storie create con vari metodi. Ne è nata l'epopea di un mondo ancora e sempre in bilico, tra fatalismi e ritorni all'utopia, miti antichi e sogni di futuro. Un mondo di isole creole, afropadane, dove si parlano pidgin e nuovi dialetti. Nel testo d'apertura Wu Ming 1 racconta storia, conflitti e peculiarità del basso ferrarese, riflette sul ruolo dello scrittore nel clima che cambia, racconta l'esperienza del laboratorio e annuncia il progetto Blues per le terre nuove, di cui questo libro è già parte. Sapere che un territorio sparirà fa vedere i fantasmi. Nella zona del delta, sono fantasmi di paludi prosciugate, di alvei abbandonati dai loro fiumi, di poderi un tempo floridi e oggi ridotti a polvere. Cos'è questa terra che sentiamo sotto i piedi? Questo paesaggio che davamo per scontato e che presto non ci sarà più? Di fronte al disastro climatico la letteratura può aiutarci a forzare l'immaginazione. E prepararci all'incontro coi fantasmi.
Treccani, 2019
Abstract: Oggi l'uomo si trova di fronte a un futuro quanto mai incerto e dalle tinte fosche. Tutti ci chiediamo: cosa succederà? Peter Frase risponde a questa domanda con un libro radicale, profondo e visionario, una lettura illuminante e allo stesso tempo un gesto politico in grado di tracciare un percorso. Automazione, scarsità di risorse, lavoro, disuguaglianze; in un tour vorticoso attraverso fantascienza, teoria sociale e nuove tecnologie, Frase propone quattro possibili modelli, alla ricerca della giusta misura tra promesse di benessere possibile e la paura della barbarie, sociale ed economica, in cui potremmo cadere.
Rizzoli, 2022
Abstract: Londra, 1854. Il colera devasta la città. Un medico, John Snow, ha l’idea di segnare su una mappa i punti in cui la malattia colpisce con maggiore durezza. Si accorge che l’epicentro è una pompa d’acqua. Chiusa quella, il colera si ritrae. Il nemico è sconfitto. È la prima dimostrazione della potenza dei dati in campo epidemiologico. Ma virus e batteri sono un avversario ostinato. Che torna ad attaccare sotto varie forme, in tempi e luoghi diversi. Ebola, Sars, Mers. Epidemie imparagonabili tra loro, eppure unite da un filo comune. Ogni volta che un patogeno arriva a manifestarsi, si lascia dietro delle informazioni. Dei numeri. Velocità di contagio, pattern di spostamenti, indice di trasmissibilità. La scienza delle previsioni non mente: se si hanno a disposizione i dati, si possono elaborare modelli di strabiliante accuratezza. Saper leggere i numeri vuol dire stringere nel pugno i piani del nemico. Proprio come John Snow teneva in pugno la cartina di Londra.Ed è così che all’inizio del 2020, mentre tutti ripetono “Niente panico”, il team di ricerca di Alessandro Vespignani è tra i primi a predire e suonare l’allarme della deflagrazione del Covid come grande pandemia del nuovo millennio. La scienza delle previsioni, quella del “tanto nessuno ci ha mai capito nulla”, ha in realtà dimostrato per l’ennesima volta la sua potenza nel corso dell’emergenza. Ha rivelato tutti gli errori che sono stati fatti, ma anche tutte le lezioni che sono state apprese. L’autore, uno dei massimi studiosi del settore a livello mondiale, ci ricorda chi è il vero nemico, dove si annida, cosa possiamo fare per fermarlo. Quali sono i suoi punti di forza e quali le sue debolezze. Ma soprattutto ci dice quali sono le nostre debolezze, quali sono stati i nostri errori. E come fare a non ripeterli la prossima volta. Perché la vera domanda che due anni e mezzo di pandemia ci hanno lasciato non è quando arriverà un nuovo virus a sconvolgere le nostre esistenze. Ma se saremo preparati ad affrontarlo.
Il Saggiatore, 2022
Abstract: "L'umanità di domani" è una carta geografica del futuro per orientarsi nel mondo che verrà attraverso la lente degli sviluppi demografici e dei flussi di popolazione che lo caratterizzeranno. Paul Morland ci mostra quanto la demografia sia la prospettiva migliore da cui osservare i mutamenti delle nostre società e delle nostre economie, e lo fa attraverso dieci numeri, dieci dati da cui partire per osservare il cambiamento. Se da un lato nei paesi dell'Africa occidentale la diminuzione della mortalità infantile, accompagnata dall'alto tasso di natalità, genererà la prossima esplosione demografica, nei paesi europei e dell'Asia orientale - casi emblematici sono Italia e Giappone - assisteremo sempre più a un progressivo invecchiamento. Lo sviluppo economico dei paesi ora considerati «poveri» e l'aumento del livello di istruzione e dell'emancipazione delle donne produrranno un pervasivo calo delle nascite, che potrebbe arrestare (se non invertire) la crescita esponenziale del numero di individui sulla Terra. È un bene? È un male? Questi mutamenti non sono solo cifre, grafici e diagrammi: influiscono direttamente sulla disponibilità delle risorse e sulla salute ambientale del pianeta, ma anche sulla cultura e sulla politica, sulla religione e sull'educazione, sulle leggi e sull'etica. Se impariamo a prevedere il mondo di domani possiamo orientare le nostre scelte personali in base alla forma che vogliamo che abbia; perché il destino dell'umanità del futuro dipende più che mai da ciò che facciamo oggi.
Bollati Boringhieri, 2023
Abstract: Ora possiamo permetterci il lusso di voltarci e guardare a quello che è successo. Ma soprattutto a quello che non è successo. Mentre le cose accadono è difficile rendersi conto della loro portata. Per la consapevolezza serve la giusta distanza. Quando abbiamo dovuto chiuderci in casa, costretti dell’emergenza sanitaria, per la prima volta miliardi di persone si sono trovate davanti allo specchio. L’umanità è stata messa in pausa e ha dovuto fare i conti con se stessa, scoprendo di non piacersi affatto. Alcuni sono arrivati sull’orlo del baratro, altri hanno invece cominciato a immaginare un’esistenza e una società completamente diverse. Hanno creduto che le cose potessero cambiare nei rapporti interpersonali, sul lavoro, nelle città, nell’intero paese. Immaginare l’inimmaginabile è la storia di quello che siamo davvero, anche online, e di quello che avremmo potuto diventare se solo avessimo preso sul serio la strana primavera di idee nata dalla clausura forzata. Benché ci si stia avvicinando a grandi passi verso una crisi climatica che cambierà molto, se non tutto, la vecchia «normalità» è tornata a visitarci con le sue impellenze quotidiane, mettendo a tacere quella vitalità e lucidità nascosta. Questo racconto di Jaime D’Alessandro prende spunto da una serie di lunghi articoli, ricchi di voci e di dati. Il libro che ne deriva non si limita a raccoglierli, ma li rielabora, li mette in un ordine preciso, ne fa una storia che narra di quando, per una volta, abbiamo legittimamente messo in discussione uno stato delle cose che da sempre viene spacciato per inevitabile.
Feltrinelli, 2023
Abstract: Ci stiamo dirigendo verso la peggiore catastrofe economica della nostra vita. I decenni postbellici all’insegna della crescita economica e di una prosperità sempre più diffusa rischiano di lasciare campo libero a una crisi economica diversa da tutto ciò che abbiamo visto dai tempi della Grande depressione. Questa crisi potrebbe essere aggravata dal cambiamento climatico, dal collasso demografico, dalle politiche nazionaliste che limitano l’immigrazione, dalla competizione globale tra la Cina e i suoi alleati “revisionisti” come Russia, Iran e Corea del Nord, e gli Stati Uniti assieme ai loro alleati, e infine da una rivoluzione tecnologica che eliminerà posti di lavoro in minor tempo di quanto sia mai successo. Nei prossimi vent’anni dobbiamo aspettarci una collisione titanica di forze economiche, finanziarie, tecnologiche, ambientali, geopolitiche, sanitarie e sociali. Ciascuna di esse è formidabile. Se dovessero convergere, le conseguenze sarebbero devastanti. La soluzione del problema imporrà un adattamento colossale di tutti gli abitanti della terra. Nel 2008 Nouriel Roubini era stato soprannominato Dr. Doom, il dottor Catastrofe, finché le sue previsioni sulla crisi immobiliare e sulla Grande recessione non si sono avverate, quando ormai era troppo tardi. Ora è tornato con una previsione molto più spaventosa: esistono dieci grandi problemi sovrapposti e interconnessi, che ci fanno pencolare sull’orlo del precipizio. Eppure quasi tutti ancora ci illudiamo che il futuro somiglierà al passato. Un errore colossale. Esistono alcune strategie per sopravvivere, ma dobbiamo agire ora: “Ho scritto questo libro perché sono convinto che dobbiamo aspettarci dieci grandi minacce, di portata tanto immensa e di tale urgenza che siamo costretti a guardare al futuro con la testa sgombra, e fare il possibile per impedire che ci distruggano.”
Il Saggiatore, 2019
Abstract: Nell’agosto 2014 lo scienziato Alessandro Vesspignani riceve una chiamata: un’epidemia senza precedenti sta distruggendo la Guinea, presto contagerà il resto del mondo. Il nome del virus è ormai noto a tutti: Ebola. Vespignani e il suo team si collegano a un supercomputer e, grazie ad algoritmi e simulazioni, riescono a prevedere la diffusione del virus con mesi di anticipo. Predire il futuro è la nostra ossessione sin dall’alba dei tempi. Gli aruspici hanno scrutato per secoli il domani nelle carcasse degli animali, e ancora oggi non riusciamo a fare a meno della divinazione: sapere a che ora sorge il sole o quando ci sarà la prossima eclissi lunare mitiga il nostro senso di spaesamento nell’universo. Cosa accadrebbe se fosse possibile prevedere con largo anticipo non solo fenomeni come quelli meteorologici, ma tutta la nostra vita? Togliamo il se. I nuovi indovini artificiali lo stanno già facendo. Alessandro Vespignani – uno dei più importanti scienziati della predizione al mondo – con la sua arte mantica non si affida ai segni della natura, bensì a quelli matematici della datificazione. E a fornirgli questi dati siamo proprio noi. Non ci credete? Guardatevi intorno: le nostre tracce sono ovunque. I pagamenti che eseguiamo con il bancomat dicono cosa possiamo permetterci e cosa ci piace, il gps sullo smartphone registra tutti i nostri spostamenti, l’algoritmo di Facebook impara i nostri gusti in fatto di cinema e musica, moda e cibo, fino a sapere che cosa abbiamo intenzione di votare alle prossime elezioni. Tutti questi dati che seminiamo sono il punto di partenza, il pozzo da cui attingere per simulare e anticipare il futuro. Una sfida che non si esaurisce nella predizione delle attività quotidiane, ma che mira a utilizzarle per profetizzare fenomeni molto più grandi: pandemie, guerre, crolli economici e politici, disastri naturali. L’algoritmo e l’oracolo non racconta come tutto ciò potrà accadere un giorno; racconta come, senza che ce ne accorgiamo, stia già accadendo.