Trovati 396 documenti.
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La testa e il cuore : l'amore in trenta storie / Simonetta Fiori
Guanda, 2020
Abstract: In queste pagine troviamo Liv Ullmann tra i sogni e gli incubi di Ingmar Bergman; Luis Sepúlveda e l'amore perduto poi ritrovato con Carmen Yáñez; Dario Fo e l'indissolubile legame con Franca Rame. E poi ancora Ludovica Ripa di Meana e Vittorio Sermonti, Renzo Arbore e Mariangela Melato, Raffaele La Capria e Ilaria Occhini, Beatrice Monti della Corte e Gregor von Rezzori, Julian Barnes e Pat Kavanagh... Attraverso le urla improvvise di Cesare Garboli, la cattiveria finta di Mario Monicelli, gli scoppi di gelosia di Alberto Moravia e di Goffredo Parise, le piccole pazzie di Piera Degli Esposti, il coraggio di Liliana Segre o gli abissi di fragilità di Giorgio Manganelli, attraverso il fuoco interiore tracciato da queste storie, passa la vita nelle sue innumerevoli sfaccettature. Passano gli egoismi, la cecità amorosa, l'abnegazione o la grazia, il dolore, le paure, i demoni, le ipocrisie, la grandezza e le viltà in cui ciascuno di noi può riconoscersi. E può riconoscere la materia ancora informe da cui scaturisce l'arte. Racconti privati, ricordi, emozioni di persone straordinarie che hanno arricchito la nostra vita. Perché quella tra testa e cuore è una storia che non finisce mai. E che fatalmente ci riguarda tutti.
Interlinea, 2021
Abstract: Nel centenario della nascita di Livio Garzanti, il volume ricorda l'editorre che ha segnato il secondo Novecento italiano. Lo fa grazie alla testimonianza della moglie Louise Michail e alle carte private da lei conservate. Negli scritti di un grande editore si riflettono celebri scrittori, da Pasolini alla Morante, da Montale a Calvino («com’era difficile per me avere un confronto con un tale uomo»), accanto a pagine di diario e a note di lettura, con una serie di interviste «disinibite, anche impertinenti, ricche di informazioni inattese, di ritrattini fulminanti, di giudizi drastici e acuti. Ne esce tra l’altro un Livio Garzanti che sa essere freddo e insieme passionale» (dalla nota di Gian Carlo Ferretti). Con un’intervista di Paolo Di Stefano a Louise Michail Garzanti.
Parla il numero uno di Cosa Nostra / Serge Ferrand-D'Ingraodo
Bonfirraro, 2016
Abstract: «Si entra nella mafia come soldato, per i soldi, e si tace per dieci, venti, trent’anni, il seguito dipende dalla qualità del lavoro effettuato». Silenzio, parla il Lupo. Il Capo dei Capi. Quello vero. E interviene a spiegare “La mafia”. Quella vera. Quella che tiene in ostaggio un’intera regione e si alza ancora in latitudine, così come la famosa linea della palma. La bassezza, la schifezza umana in nome di quel potere, sotterraneo e viscido come topo di fogna, ma ben arroccato a saldi e solidi principi in nome dell’onore. Ferrand, l’autore, è un giornalista francese che, mai pago dei suoi successi, approda in Sicilia, alla ricerca dello scoop del secolo. Lo trova, irritante e tracotante, e gli si rivela segretamente, celandosi però dietro una metafora ferina. Da quel momento inizia un dialogo, incalzante e insistente, che si trasforma quasi in alterco, sulle mostruosità di un’organizzazione potentissima, che ha necessità di ammettere che non esiste per poter operare, capace di annullare la sua stessa essenza per comandare. Nell’intervista al numero Uno di cosa nostra, l’autore ripercorre tutte le tappe più importanti che hanno segnato col sangue gli ultimi decenni della storia d’Italia: gli anni di piombo, l’uccisione del generale Dalla Chiesa, l’attentato a Falcone e Borsellino, la corruzione che è collusione dilagante, riconducendo tutto sempre a un’unica, terribile, inaccettabile logica. Ci sono, disseminati, alcuni indizi. Evidenziarli è compito del lettore e degli addetti ai lavori. Una narrazione secca, che alza via via il suo ritmo in maniera febbrile. Uno stile nuovo per la saggistica italiana, abituata troppo spesso a sillogismi comuni e benpensanti: rivelazioni forti, INEDITE, insostenibili, inaccettabili. Un libro sulla mafia, sul suo “capo”. Per conoscerla fino in fondo, per capire. Per prendere coscienza di una realtà senz’altra via d’uscita. Inquietante.
Rock is the answer : le risposte della musica alle questioni della vita / Massimo Cotto
Marsilio, 2021
Abstract: «In questi anni ho tenuto dentro le parole delle leggende che ho intervistato. Sono state per me la più bella delle canzoni. Sono come lame al sole, cambiano a seconda della luce. Servono e si adattano alle tue necessità, alla prospettiva. Non rispondono a una domanda precisa, semmai a un’esigenza precisa: stare bene, fiutare un minimo di benessere e stanarlo, trovare un senso alle cose, ricevere conforto nelle avversità, contro le delusioni, i dolori, le ansie, le ingiustizie». Con il suo stile inconfondibile, Massimo Cotto torna di un genere musicale. Per farlo, apre lo scrigno prezioso delle tante confidenze e dichiarazioni che ha raccolto per tutta la vita e, da abile narratore, costruisce un percorso a piccoli passi in cui i protagonisti della scena mondiale svelano una dimensione intima che si sono costruiti giorno dopo giorno, lavorando su se stessi. Tra voci sopra le righe e divertenti aneddoti, meditazioni profonde e consigli quotidiani, a ogni mese si associa una riflessione che nasce da un brano cult e che introduce una parola chiave per ciascun giorno, accompagnata da una canzone come viatico all’ascolto e da una o più risposte che gli artisti hanno voluto consegnargli durante incontri e colloqui. Demoni e ispirazioni, vizi e virtù rivivono in un curioso zibaldone di pensieri che diventa al tempo stesso un motore per le proprie ricerche personali e il prodotto di un nuovo sguardo sul mondo, mai banale. Perché «il bello delle risposte è che spesso generano altre domande», scrive l’autore lanciando una sfida: «Il rock può ancora essere collante, ma gli insegnamenti vanno applicati alle nostre vite e non al pianeta, alla nostra storia e non alla Storia».
Il Saggiatore, 2021
Abstract: Bob Dylan non si fa intervistare. Quella che dipinge il musicista come schivo, riservato, persino scontroso è in realtà una leggenda metropolitana. Certo, Bob Dylan non ha mai amato essere costretto a tenere rapporti continuativi con la stampa. Ma nel corso della sua lunga carriera ha tenuto molte conferenze, ha partecipato a programmi radiofonici e televisivi, chiacchierato con giornalisti e scrittori, rilasciato interviste mirate. Spesso ha risposto in modo evasivo o sibillino a domande banali e di poco conto, però quando gli si rivolgevano domande intelligenti offriva risposte rivelatrici sulla sua musica e sulla sua vita privata. Il libro raccoglie interviste e dichiarazioni, spesso inedite, che attraversano tutta la carriera di Bob Dylan, dagli esordi al conferimento del premio Nobel per la Letteratura. In queste pagine Dylan parla dei suoi inizi e dell’influenza di musicisti come Little Richard, Woody Guthrie e Doug Sahm; rievoca le collaborazioni con Mike Bloomfield, Tom Petty e George Harrison e descrive il modo in cui si è evoluta la sua tecnica compositiva, passata da una generazione istintiva a una costruzione più ragionata; racconta il desiderio di non rimanere intrappolato nelle aspettative altrui o nelle gabbie di un solo stile musicale e rivela un lato inaspettatamente intimo rispetto all’amore e alla felicità trovata nelle piccole gioie della vita quotidiana e della famiglia. L'opera raccoglie ricordi, confessioni sincere, battute taglienti, meditazioni sulla musica e sul significato dell’arte, ripercorrendo oltre cinquant’anni nella carriera di uno dei più importanti artisti e cantautori di quest’epoca; uno dei pochi musicisti che risultano affascinanti e magici sia quando suonano sia quando parlano. «In genere è già tutto là, nella mia testa, prima di iniziare. È così che compongo. È bello riuscire ad arrivare al punto in cui si accetta senza riserve tutto ciò che ci capita inconsciamente, che viene prodotto dal lavoro della nostra mente.»
Erickson, 2019
Abstract: Dieci storie di persone con sindrome di Down, scritte per raccontare le loro vite e scardinare pregiudizi. Le storie hanno una forza straordinaria. Una storia può far sognare, spaventare, una storia può accendere la luce in una stanza buia. Le storie hanno il potere di cambiare la realtà e la prospettiva. Giù per la salita raccoglie le storie di dieci persone con sindrome di Down, Marta, Francesco, Ilaria, Pierpaolo, Carolina, Nicolò, Federica, Niccolò, Cristina, Spartaco ed Elena parlano della loro esperienza a scuola, al lavoro e con gli amici, raccontano le loro passioni, le loro storie d’amore e la loro vita indipendente e ci danno un messaggio straordinario di autonomia, consapevolezza e fiducia verso il futuro. Le loro voci testimoniano chiaramente che un “dopo di noi” esiste e che è possibile costruirlo, rispondendo così alla domanda più dolorosa dei genitori di persone con disabilità. Vorremmo far conoscere a tutti chi sono le persone con sindrome di Down e quanto la loro vita possa essere più vicina alla nostra di quello che crediamo. I loro bisogni non sono speciali, sono bisogni umani, e così sono i loro sogni. Dieci storie di vita piena, talvolta in salita, ma possibile e, spesso, felice.
Ambiente, 2019
Abstract: Secondo Unioncamere, l’Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, le professioni oggi più richieste sono quelle nei settori della green economy, del digitale e dell’innovazione nel Made in Italy. Tessa Gelisio e Marco Gisotti, già autori della fortunatissima Guida ai Green Jobs, raccontano in maniera semplice e concreta cosa bisogna fare per trovare lavoro in uno di questi tre comparti. In particolare, partendo da un’analisi del contesto economico e degli scenari del mercato del lavoro – tra industria 4.0, diffusione dei Big Data, della robotica avanzata e dei concetti dell’economia circolare – 100 lavori sicuri e circolari individua le competenze e le soft skill più necessarie nel XXI secolo, e racconta le storie di 30 personaggi che sono riusciti ad avere successo nel loro settore. Il volume è completato da una sezione che raccoglie 100 schede dedicate ad altrettanti lavori, per ognuno dei quali vengono indicati i percorsi formativi più adatti e le competenze che più è necessario sviluppare, da una serie di schede di autovalutazione che permettono di capire punti di forza e di debolezza del proprio profilo professionale e da un’appendice che spiega agli insegnanti come usare il libro nei progetti di alternanza scuola-lavoro e per l’orientamento in classe.
Se nascerai donna / Oriana Fallaci
Rizzoli, 2019
Abstract: La carriera di Oriana Fallaci è costellata da incontri con le figure femminili del suo tempo, a partire dai primi articoli di cronaca commissionati dall'«Europeo». La giornalista incontrerà modelle, cantanti, attrici di Cinecittà e star di Hollywood, ma anche personaggi della moda come Coco Chanel o Mary Quant, diventate poi icone per generazioni a venire. Negli anni ruggenti della protesta femminista, intervisterà le protagoniste del movimento come Kate Millett, osservando da testimone attento i cambiamenti epocali che segneranno l'Italia, uno su tutti il referendum sul divorzio. Negli anni Settanta, il periodo in cui colleziona le sue interviste ai potenti della Terra, riuscirà a incontrare Golda Meir e Indira Gandhi, tracciando il ritratto non solo di due eccezionali personalità politiche, ma anche di due profili femminili unici. Oriana Fallaci osserva e descrive un Novecento che vede mutare notevolmente il ruolo e la condizione della donna, in particolare nel mondo occidentale. Lei stessa, d'altra parte, ha incarnato nella sua vita gli ideali di un femminismo concreto: nella libertà profonda di poter essere ciò che voleva ha creduto fino alla fine dei suoi giorni. Questo libro raccoglie una selezione di pagine dedicate dalla giornalista fiorentina all'universo femminile: interviste, inchieste, ritratti finora mai raccolti in volume. Pagine da cui traspare il suo giudizio tagliente e la sua particolare visione delle donne: creature che dovrebbero essere sempre e necessariamente libere.
Conversazioni atomiche / un film di Felice Farina
Luce Cinecittà, 2020
Abstract: Esperimento di un modello di divulgazione scientifica appassionato e personale: un road movie in una chiave brillante e donchisciottesca dove lo stesso autore Felice Farina e il suo riluttante scudiero/operatore di ripresa Nicholas si intrufolano nei laboratori di ricerca per "raccontare la quotidianità di chi ha scelto di dedicare la propria vita a fare domande". Dall'acceleratore di particelle di Frascati dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare al Laboratorio Nazionale del Gran Sasso, dall'Interferometro Virgo all'Osservatorio astronomico di Campo Imperatore, Farina con la sua telecamera si addentra e il tutto si intreccia: commedia, situazioni da buddy movie, dialoghi appassionati, divagazione storica e sconfinamenti che aprono al mistero del non ancora conosciuto, il regista romano compie un viaggio in lungo e in largo per l'Italia e, supportato da un contrappunto inedito di filmati scientifici dell'archivio Luce, ci fa riflettere su quella sfida, tipicamente umana, di andare oltre le colonne d'Ercole "per seguir virtute e canoscenza". Una dichiarazione d'amore alla ricerca italiana che cerca di trasferire alcuni concetti fondanti della fisica di oggi anche a chi è convinto di non capirne un accidente o, peggio, di non averne alcun bisogno.
Ares, 2016
Abstract: Questo libro dà voce a una serie di testimoni, famosi e no, accomunati dall'aver vissuto a Medjugorje un'esperienza che ha segnato in modo indelebile la loro esistenza. Da tutto il mondo, e da anni, un fiume di persone accorre in Erzegovina perché sente che lì "il Cielo si è fatto più vicino alla terra". E da lì riparte, ogni volta, rinnovato nel profondo. Emozioni passeggere? Suggestione collettiva? No. Lo documentano il vaticanista Saverio Gaeta, che in Postfazione ci aggiorna sulle analisi scientifiche effettuate sui veggenti; e, più specificatamente, Luca Pesenti, sociologo dell'Università Cattolica di Milano, che, a partire da un questionario distribuito ai fedeli in viaggio per l'Erzegovina, delinea un identikit del pellegrino, il primo in assoluto del genere. Conclusioni: a Medjugorje si raduna un popolo variegato, ben diverso dagli stereotipi in circolazione. Non meno sorprendenti sono i testimoni che prendono la parola nel volume, senza cadere in sensazionalismi: tra loro un ingegnere-imprenditore, un prete molto legato al cardinale Martini, un dentista affermato, diventato sacerdote dopo un incontro singolare proprio a Medjugorje, un bancario trasformatosi in "pellegrino di carità", un'insegnante che dedica le ferie a guidare i pellegrini per volontariato... Il fascino di Medjugorje ha conquistato anche volti noti, come il batterista Tullio De Piscopo e il medico Giorgio Calabrese, dietologo della Juventus.
Perdersi a Roma : guida insolita e sentimentale / Roberto Carvelli
Ediciclo, 2021
Abstract: Una non-guida scritta come un racconto personale che invita a perdersi nella Città Eterna ritrovando dentro se stessi il senso di un viaggio che trasforma. Con interviste e contributi di: Cristina Ali Farah, Antonella Anedda, Attilio Bertolucci, Luca Canali, Vincenzo Cerami, Roberto Cotroneo, Claudio Damiani, Erri De Luca, Mario Desiati, Lia Levi, Marco Lodoli, Valerio Magrelli, Sandra Petrignani, Sandro Onofri, Antonio Pascale, Tommaso Pincio, Christian Raimo, Carola Susani, Sandro Veronesi.
In buona fede : la religione nel XXI secolo / Gerhard Müller ; con Franca Giansoldati
Solferino, 2023
Abstract: «In questo momento vedo la Chiesa su un crinale e mi viene in mente quando, durante l'assedio a Costantinopoli, i teologi si concentravano su disquisizioni sul colore degli occhi della Madonna.» Il cardinale Gerhard Müller, già Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede con Benedetto XVI, ed esponente di spicco dell'ala più ortodossa della Chiesa, per la prima volta racconta dall'interno alcuni degli episodi salienti degli ultimi due pontificati. Una lunga intervista senza censure, a cura della vaticanista Franca Giansoldati, in cui il teologo tedesco spiega la confusione dottrinaria che rischia di soffiare sul fuoco di nuove eresie e affronta i temi più scottanti del papato di Francesco: dalla politica estera del Vaticano alla gestione degli scandali di pedofilia, dalle questioni di genere, aborto e fine vita alla rinuncia di Ratzinger, dalla guerra in Europa al rischio di uno scisma e alla previsione sul prossimo conclave. Cosa c'è stato all'origine dell'allontanamento dell'autore dall'ex Sant'Uffizio? È vero che la nomina dei nuovi cardinali risponde a un tentativo di accentramento di potere da parte del Papa? Quali sono i limiti dell'enciclica Praedicate Evangelium? Esiste una lobby gay in Vaticano? Perché sul controverso caso Becciu non è mai intervenuto il collegio cardinalizio? Perché il latino è ancora importante? Esiste una tendenza a riformare la Chiesa in senso protestante? E cosa sta succedendo alla Chiesa in Germania? E in America? Le risposte schiette e rivelatrici a queste e molte altre domande danno vita a un libro di riflessione e intervento attuale sulla religione nel XXI secolo ma anche all'inedito racconto personale di un protagonista della vita della Chiesa.
2. ed.
Minimum fax, 2018
Abstract: La brillante originalità dello stile e soprattutto la capacità di raccontare in maniera commovente e acuta le contraddizioni del nostro tempo hanno fatto di David Foster Wallace uno scrittore ammirato dai critici e amatissimo dai lettori. Benché la sua morte abbia tragicamente posto fine alla sua produzione letteraria, questa raccolta di interviste e conversazioni che ne ripercorre l'intera carriera ci permette di ascoltarne ancora una volta la voce. Dialogando con critici letterari, giovani editor o altri scrittori, Wallace racconta e analizza spassionatamente le proprie opere, espone le sue idee sulla scrittura e la letteratura, si lascia andare a commenti sulla società e la cultura americana e occidentale in genere; ne esce il ritratto di un intellettuale curioso e appassionato, lucidamente polemico ma anche animato da un autentico amore per il suo lavoro e da una straordinaria generosità verso il lettore.
Mondadori, 2020
Abstract: «Quello non lo insegno.» Così rispondeva Giuseppe Pontiggia a chi gli chiedeva come diventare scrittore. Non basta infatti avere l'attitudine, la volontà, l'ambizione. Come per il nuoto, si possono però ottenere buoni risultati impadronendosi della tecnica, osservando i modelli, allenandosi duramente. Per scrivere «bene» (con stile) bisogna prima liberarsi da una serie di pregiudizi: che scrittori si nasca, che il talento e l'ispirazione contino più di un severo apprendistato, che un testo letterario (e in generale un testo efficace) nasca già perfetto anziché perfettibile. Di questo era convinto Pontiggia quando, nel 1985, inaugurava la prima scuola di scrittura in Italia. Una scuola in cui si imparava innanzitutto a leggere. Leggere in senso forte, cominciando dai classici, in un «corpo a corpo» con il testo pensato per affinare la capacità di giudizio e scoprire insieme le potenzialità e i limiti delle proprie risorse espressive. Ma soprattutto per lasciarsi emozionare dalle parole, per esplorarne le stratificazioni, per imparare a usarle in modo responsabile. Scrivere, per Pontiggia, non è trascrivere le proprie esperienze, sensazioni o memorie, ma andare incontro all'inatteso che sorprende, al nuovo che disorienta: pronti a tornare indietro, e a riscrivere se necessario, per dire nel modo migliore quanto si va scoprendo attraverso il linguaggio. Perché la scrittura è un viaggio che non si lascia pianificare, ma anche il risultato di un lavoro paziente, fatto di un rapporto concreto con il testo, in tutto simile a quello dell'artigiano all'opera nel suo laboratorio. Un laboratorio che Pontiggia ha allestito per anni durante i suoi incontri settimanali al Teatro Verdi di Milano, dialogando con un pubblico eterogeneo (studenti, professionisti, aspiranti scrittori). Le sue lezioni, pubblicate a metà degli anni Novanta su due riviste («Wimbledon» e «Sette»), sono ora raccolte in un unico volume. Trentatré conversazioni in cui l'autore, in forma di intervista, affronta i molteplici aspetti della scrittura «espressiva», a cui si aggiungono altre quattro lezioni, «per addetti ai lavori ma non solo», in cui la riflessione sulla scrittura diventa essa stessa un alto esempio di scrittura saggistica, ricca di aforismi e battute fulminanti; dove il confronto con i classici, ancora una volta, ci introduce nella biblioteca e nell'officina dello scrittore, pronti a carpirne i segreti.
Il gesto sacro : una conversazione con Mario Botta / Beatrice Basile, Sergio Massironi
Electa, 2020
Abstract: Una inedita e straordinaria conversazione che ci conduce ai fondamenti del progettare del grande architetto ticinese, famoso per il rifacimento del Teatro alla Scala di Milano, del MART di Rovereto, del MoMa di San Francisco. Botta rivela come solo nella maturità e attraverso la progettazione di spazi sacri abbia definitivamente guadagnato i principi base della sua disciplina: il perimetro, il muro, la soglia, la gravità, la luce, la trasparenza, il rapporto tra finito e infinito. Sono temi imprescindibili nella costruzione di spazi vivibili, a misura d'uomo: punti di resistenza e di nuovo inizio, a fronte di molte derive nell'evoluzione delle città.
La tirannia dell'algoritmo / Miguel Benasayag ; conversazioni con Régis Meyran
Vita e pensiero, 2020
Abstract: Miguel Benasayag, il filosofo e psicanalista di origine argentina che ci ha insegnato a difenderci dalle ‘passioni tristi’ alimentate dalla nostra società, in questo libro-intervista con Régis Meyran ci mette in guardia dal rischio che siano gli algoritmi dei Big Data a guidare le nostre democrazie. Nella vita di tutti i giorni siamo ormai messi continuamente a confronto con le ‘macchine’, in una interazione non più cancellabile con le nuove tecnologie: dall’uso del Gps per i nostri viaggi all’immersione ludica nella realtà virtuale, dalle relazioni personali mediate dai social network al controllo costante delle nostre azioni e dei nostri comportamenti su internet. E il punto non è tanto rifiutare questa ‘ibridazione’ ormai avvenuta, ma sapere come esistere in quanto umani in un tale mondo, fare in modo che, sia pure nell’integrazione utile con l’intelligenza artificiale, non vengano meno le particolarità del vivente, il suo essere imprevedibile e libero, irriducibile a una somma di informazioni, ai parametri della pura efficienza e della performance. Se questo vale sul piano individuale, è altrettanto importante prendere coscienza dell’impatto che il mondo digitale e algoritmico esercita sulle società. Stimolato da domande che tutti noi vorremmo porgli, Benasayag fa qui emergere chiaramente come anche le decisioni rilevanti a livello sociale, politico ed economico sono oggi legate alla logica lineare delle macchine, affidate ai calcoli e alla raccolta abnorme dei dati, alla gestione pseudo-razionale di un rapporto causa-effetto che non tiene conto della complessità dei ‘corpi’ individuali e sociali e che insidia mortalmente le nostre democrazie. Fino all’ultimo interrogativo: in questo contesto inedito e oscuro, è possibile un agire che assuma la sfida di proteggere il vivente, la cultura, la buona politica? Più che una ricetta infallibile, Benasayag propone un percorso, un itinerario di riappropriazione creativa del rapporto con l’artificiale, un insieme di ‘soluzioni singolari’ di piccole dimensioni e grandissimo impatto umano, qui e ora, capaci di costruire esperienze e pratiche di ibridazione con la tecnica che rispettino il vivente e la sua libertà.
Intransigenze / Vladimir Nabokov
Adelphi, 2021
Abstract: Nabokov aborriva le interviste. Eppure, quando diventò una celebrità, dovette subirne alcune. Ma il lavoro di quei malcapitati giornalisti si trasformava in puro pretesto per una strepitosa reinvenzione con cui egli si proponeva innanzitutto di cancellare «ogni traccia di spontaneità, ogni parvenza di effettiva conversazione». Il risultato fu una sorta di concrezione madreporica, dove con gli anni finirono per depositarsi, nella loro forma più scintillante e micidiale, non tanto le idee quanto le intransigenze di Nabokov, come dire le reazioni della sua fisiologia di scrittore ai grandi temi – e spesso alle grandi scemenze – che vagavano per l’aria.
Whatever it takes : Mario Draghi in parole sue / a cura di Jana Randow e Alessandro Speciale
Rizzoli, 2021
Abstract: Questo libro, curato da Jana Randow e Alessandro Speciale, cerca di riannodare i fili del pensiero dell'attuale premier, andando a raccogliere interviste, dichiarazioni ufficiali, discorsi pronunciati davanti a platee diverse nel corso dei lunghi anni alla Banca d'Italia, alla BCE e adesso a Palazzo Chigi. Emerge così un ritratto nuovo e quanto mai necessario dell'uomo e dell'economista, del tecnico e, dal febbraio 2021, dell'uomo di governo. È il 26 luglio 2012, Mario Draghi, Governatore della BCE, si trova ad affrontare la più grave – e a detta di molti irreversibile – crisi della moneta unica europea. Con quelle parole, che possiamo tradurre in italiano con «tutto ciò che è necessario», o più semplicemente «costi quel che costi», inizia la lenta risalita verso la stabilità e la crescita economica di cui l'area euro ha goduto fino alla pandemia del 2020. Ricordiamo tutti quella dichiarazione, eppure, per un uomo da decenni al centro della vita pubblica italiana ed europea, le idee di Draghi sono sorprendentemente poco note ai più. Questo libro, curato da Jana Randow e Alessandro Speciale, già autori del bestseller Mario Draghi. L'artefice. La vera storia dell'uomo che ha salvato l'euro, cerca di riannodare i fili del pensiero dell'attuale premier, andando a raccogliere interviste, dichiarazioni ufficiali, discorsi pronunciati davanti a platee diverse (investitori, studenti, docenti, capi di Stato) nel corso dei lunghi anni alla Banca d'Italia, alla BCE e adesso a Palazzo Chigi. Emerge così un ritratto nuovo e quanto mai necessario dell'uomo e dell'economista, del tecnico e, dal febbraio 2021, dell'uomo di governo («Perché non ha mai voluto fare il politico?» gli chiese nel 2012 un giornalista tedesco. «Perché si fa ciò che ci piace» rispose Draghi ridendo). Una figura di civil servant per cui fondamentale è stata la cura, negli anni, nel tenere unite comunicazione e azione, la capacità di lasciare il segno con i fatti più che con le parole. La selezione che Randow e Speciale presentano cerca proprio di far luce sui princìpi e le priorità che guidano l'azione di Draghi, e sull'evoluzione del suo modo di affrontare alcuni problemi e delineare le loro possibili soluzioni. Proprio in questo momento in cui a lui è affidata la ripresa del nostro Paese, la progettazione della stagione post-Covid, il piano sul futuro dell'Italia. Perché, come ha detto lui stesso nei giorni del suo insediamento, «si tratterà di ricostruire e di ricostruire meglio».
Piemme, 2021
Abstract: Faccio Musica è un testamento di rara potenza di uno dei più importanti artisti di questi ultimi decenni. Mi chiamo Ezio, nella vita faccio la musica. E sono un uomo fortunato. E questa e l'unica cosa che vorrei dover dire per parlare di me. Il Maestro Ezio Bosso è ormai un'icona dei nostri tempi. È il volto di un uomo intriso di passioni e forza d'animo; è il movimento, a tratti lieve e a tratti tempestoso, di una bacchetta che guida l'orchestra e che disegna mondi inesplorati. Il 14 maggio del 2020 Ezio Bosso si spegne nella sua casa di Bologna, a soli 48 anni. In vita non aveva mai voluto pubblicare la sua autobiografia. Ora, a un anno dalla sua morte, questa raccolta di testi inediti, che ha come modello di riferimento lo Zibaldone leopardiano - cioè un insieme di scritti sparsi di varia occasione - contiene i suoi pensieri più intimi, l'infanzia torinese e il percorso artistico nelle tante città d'Europa e del mondo; la dedizione incondizionata alla musica come espressione culturale fra le più alte, ma anche fra le più accessibili e potenzialmente democratiche grazie alla sua forte componente emozionale; il rispetto della musica e dei suoi protagonisti - pubblico incluso - come parte irrinunciabile della società civile. E poi gli ultimi tempi difficili della malattia e della pandemia nelle sue riflessioni "matte e disperatissime". Da queste pagine si evince chiaramente il pensiero di un grande compositore e direttore d'orchestra, di un grande divulgatore e intellettuale, un appassionato polemista di una società che fatica a riconoscere l'importanza di un'arte tanto sottovalutata.
Laterza, 2021
Abstract: L’ultima intervista a uno dei più grandi intellettuali del Novecento. Rendere non familiare ciò che ci è familiare e il suo contrario sembra essere uno dei fili rossi che attraversano l’intera opera di Zygmunt Bauman. Un compito difficile che può porsi solo colui che ha davanti agli occhi tutto l’uomo, che è capace di guardare al di là della propria specializzazione e leggere di filosofia e psicologia, di antropologia e storia, di arte e letteratura. Come scrive Peter Haffner nella sua prefazione, Bauman non è uomo dei dettagli, delle analisi e inchieste statistiche, delle cifre, dei nudi dati e dei sondaggi. Egli dipinge con pennellate larghe su una grande tela, offre una visione delle cose, lancia delle tesi che vogliono provocare discussione. Se aveva ragione Isaiah Berlin a distinguere due categorie di pensatori e scrittori rifacendosi a un antico detto del poeta greco Archiloco – «La volpe sa molte cose, ma il riccio sa una grande cosa» –, Zygmunt Bauman è insieme riccio e volpe.