Trovati 59401 documenti.
Trovati 59401 documenti.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 29/05/2025
Abstract: Questa è la storia di Amore e Psiche, che hanno sfidato gli dei per amarsi.La giovane Psiche è dotata di una bellezza talmente straordinaria da attirare l'invidia di Venere. Così la dea incarica il figlio Amore di far innamorare la fanciulla dell'ultimo degli uomini, il più vile e miserabile. Ma quando Amore vede Psiche ne rimane incantato e si punge con la freccia destinata alla ragazza, innamorandosi perdutamente di lei. Ogni notte i due si amano, ma a una condizione: che Psiche rinunci a vederlo in viso. Psiche, però, non sa resistere alla curiosità, subendo così la punizione per la propria disobbedienza…
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 29/05/2025
Abstract: "E adesso, signori," disse d'Artagnan, "tutti per uno, uno per tutti, è il nostro motto, giusto?"Francia, 1625. Il giovane d'Artagnan vuole entrare a far parte dei moschettieri del re, ma quando incontra sulla sua strada Athos, Porthos e Aramis, i migliori in circolazione, li provoca e viene sfidato a duello da ciascuno di loro. Il duello, però, è proibito e quando le guardie del cardinale Richelieu li colgono sul fatto e minacciano di arrestarli, d'Artagnan decide da che parte stare: con i tre moschettieri!
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 03/06/2025
Abstract: I giovani Angelica e Cleante si amano e vogliono sposarsi, ma Argante, l'autoritario padre di lei, ha deciso diversamente: Angelica sposerà un medico che lo curerà da tutte le sue malattie. Argante infatti è in ottima salute, ma si crede afflitto da mille disturbi e vive circondato da medicine e rimedi di speziali. E ha anche già individuato il genero perfetto: Tommaso Diarroicus, figlio di Monsieur Diarroicus, uno dei medici cui si rivolge abitualmente. E se la figlia rifiutasse, è pronto a diseredarla in favore di Belinda, l'ossequiosa e intrigante seconda moglie. Beraldo, il fratello di Argante, e Tinetta, la cameriera impertinente e dal cuore gentile, faranno di tutto per aiutare i due giovani a coronare il loro sogno e indurre Argante a ritrovare la sanità mentale. Come si può portare questo falso paziente dalla parte del vero amore? Tinetta e Beraldo ci stanno lavorando, ma il compito è difficile e Argante è testardo. Con la brillantezza di un testamento, questa ultima commedia di Molière, vivace e profonda al tempo stesso, dipinge il teatro come spettacolo, come trionfo del piacere, come vittoria della vita sulla morte.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 29/05/2025
Abstract: C'è una sola regola fra gli immigrati in partenza: "Non si inizia mai un viaggio insieme a un congiunto". Troppo rischioso per due fratelli, per un fratello e una sorella, impensabile per un marito e una moglie. Per questo i congiunti si separano prima della partenza, dandosi appuntamento solo all'arrivo, raccontandosi delle bugie a cui fingono di credere, pur sapendo che probabilmente non si rivedranno mai più.In Italia solo il 16% degli immigrati è salvato dalle navi delle Ong. Fra loro ci sono donne all'ottavo stupro in due anni di viaggio, alcune si carezzano con violenza una pancia cresciuta senza volontà, ma ci sono anche figli piccolissimi che sono per le madri l'unico bagaglio che valga la pena portare con sé e salvare, in mezzo al mare.Oltre ai migranti che affrontano viaggi spietati e pericolosi, esistono anche le seconde e terze generazioni. Ragazze e ragazzi arrivati in Italia piccolissimi, senza conoscere i Paesi in cui sono nati se non nel racconto delle famiglie, o semplicemente nati sul nostro suolo. Ragazzi e ragazze senza cittadinanza, senza passato, troppo neri per essere considerati italiani, o troppo italiani per essere considerati nigeriani, etiopi o afghani.Ragazze e ragazzi che vanno a scuola con i nostri figli, con loro fanno sport, musica, teatro: con loro giocano e sognano, qualche volta partecipano ai compleanni. A scuola imparano la storia italiana, la letteratura, l'educazione civica, ma non hanno gli stessi diritti dei loro compagni italiani.L'immigrazione ha tanti volti e sono tutte persone.Scardinando i luoghi comuni, così come fa sempre nel suo lavoro di giornalista, e senza mai perdere tenerezza o lucidità, Saverio Tommasi racconta alcune di queste storie vere, drammatiche ma anche piene di vita e di speranza, insieme al fotogiornalista Francesco Malavolta, che accompagna queste narrazioni con le sue fotografie intense, frutto di molti anni di lavoro in viaggio per il mondo.Non si accoglie per religione, credo, pietà o fede. Non si accoglie neanche per convenienza o ragionamento. In fondo non si accoglie neanche perché ne hanno diritto, o pensiamo ce l'abbiano.Si accoglie perché sono esseri umani, e noi siamo esattamente quella stessa cosa che sono loro.Perché in qualche modo stiamo affogando anche noi, insieme a loro, ogni volta in mezzo al mare.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 29/05/2025
Abstract: Il mondo animale è pieno di riti, ma gli esseri umani sono la specie rituale per eccellenza. Il rito è uno dei fili più antichi e certamente più enigmatici della storia della cultura umana. Presenta un paradosso: le persone attribuiscono la massima importanza ai loro rituali, ma pochi sanno spiegare perché sono così importanti. Cerimonie apparentemente inutili pervadono ogni società documentata, dalle strette di mano alle maledizioni, dalle feste di addio alle parate. Prima che imparassimo a coltivare, ci riunivamo in giganteschi templi di pietra per celebrare elaborati riti e cerimonie. Eppure, sebbene i riti esistano in ogni cultura e possano persistere quasi immutati per secoli, la loro logica è rimasta un mistero, fino a oggi. Dimitris Xygalatas è un antropologo e ha girato il mondo per raccontare le ragioni evolutive del rito. Il rito, infatti, è pratica comune a tutti gli uomini e a tutte le società. Con questo libro ci lasciamo andare a un viaggio lontanissimo nel tempo e nello spazio. Incontriamo scene spettacolari e rivelazioni sulle nostre origini: nel Neolitico la nascita della civiltà, con il passaggio da nomadi a stanziali, non accadde grazie all'agricoltura, ma con le prime forme di aggregazione sociale. I riti, appunto. Dal punto di vista dell'evoluzione, e contrariamente a quello che ci hanno insegnato a scuola, la sostituzione di caccia e raccolta con l'agricoltura ci rese fisicamente più deboli. Fu la coesione sociale innescata dalla ritualità a garantire prima la sopravvivenza e poi lo straordinario sviluppo di Homo Sapiens. Xygalatas attraversa il regno oscuro del comportamento umano e costruisce per noi una nuova potente prospettiva sul nostro posto nel mondo. Nelle feste di compleanno e nelle incoronazioni, nelle preghiere silenziose, nelle passeggiate nel fuoco e nei terrificanti riti di passaggio, in tutta la sconcertante varietà della vita umana, il rituale rivela i meccanismi profondi e sottili che ci legano.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 29/05/2025
Abstract: Non ce ne accorgiamo, ma la nostra vita quotidiana è sempre più influenzata da potenti forze economiche di cui sappiamo troppo poco. Sono forze che hanno operato negli ultimi decenni più o meno rapidamente, ma che tutti noi dobbiamo cercare di capire se vogliamo contribuire, attraverso le nostre scelte personali e politiche, al loro governo. Quali sono queste forze? Come operano? Come le rappresentano i media? E cosa dobbiamo fare per evitare che causino danni a noi e alle generazioni future? Nel suo nuovo libro Carlo Cottarelli racconta sette grandi sogni, portati avanti da riformisti visionari, uomini e donne capaci di avere la volontà di cambiare il mondo. Idee geniali che, messe a confronto con la realtà, hanno preso la direzione sbagliata: qualcosa è andato storto. È ancora presto per concludere se, nel lungo periodo, i risultati saranno pari alle aspettative. Lo scopriremo solo vivendo. Eppure, il confine tra sogno visionario e utopia irrealizzabile è spesso sottile. Quali sono queste chimere? L'ascesa e la caduta del sogno libertario delle criptovalute, il sogno tecnocratico dell'indipendenza delle banche centrali per sconfiggere l'inflazione, la finanziarizzazione del mondo per aumentare la capacità di crescita dell'economia globale, l'abolizione della fatica nel lavoro attraverso tecnologia e bassa produttività, il sogno di un mondo senza barriere con la globalizzazione, l'illusione della crescita infinita incompatibile con l'ambiente, la flat tax e tutte le strategie per favorire il taglio delle tasse. Nelle vicende umane i percorsi possono diventare accidentati, le cose possono sfuggire di mano, e i risultati possono essere deludenti o implicare effetti collaterali indesiderati. I temi sono tutti connessi tra loro. E c'è molto da fare. Questa è una guida per affrontare il più rischioso dei viaggi.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 29/05/2025
Abstract: "L'arte parla una lingua più vicina alle emozioni e all'immaginazione di ogni essere umano." John Dewey, il più importante filosofo dell'educazione del Novecento, fondò le sue teorie rivoluzionarie sul concetto cardine di esperienza. È l'esperienza vissuta in prima persona a guidare la crescita, l'evoluzione e l'ampliamento delle capacità di ognuno di noi: è condizione indispensabile perché l'educazione si compia. E nel sistema filosofico di Dewey la forma di esperienza che possiede la più alta qualità è quella offerta dall'arte, nella quale i sensi e le emozioni raggiungono il massimo potenziale. L'arte diventa il campo d'esperienza privilegiato nel quale sviluppare al meglio il processo educativo e la formazione integrale dell'uomo. Il rapporto tra l'esperienza educativa e la creatività diviene fondamentale per chiunque voglia prendere sul serio la domanda: che cos'è una pratica pedagogica?L'attenzione al mondo dell'arte e alle sue potenzialità educative è un motivo che percorre l'intera opera di John Dewey, e viene messa a fuoco in questo volume in tutta la sua fondamentale importanza attraverso una scelta dei testi più significativi dell'autore, alcuni dei quali completamente inediti in Italia.
Risorsa locale
HarperCollins Italia, 15/06/2024
Abstract: Lena ha più o meno trent'anni, lavora come giornalista a Milano e si sente con le spalle al muro. Deve fare una scelta e non pensa di esserne capace. L'unica soluzione che vede è la fuga. Così telefona ad Anastasia, detta Ani, vedova di un collega più grande di lei che le aveva fatto da mentore e le era stato vicino in alcuni momenti difficili: "Posso venire da te, a Trapani?". "Certo che puoi."Lena arriva in Sicilia. Ad accoglierla un mondo fatto di calore, di odori, di sapori. E una sorpresa. Lei non sarà l'unica ospite di Ani, c'è anche Monsignor Patrick, un vescovo settantenne, anche lui arrivato senza un vero preavviso. Anche lui in fuga.Ma il primo giorno in cui sono tutti e tre insieme Ani ha un malore improvviso, devono portarla d'urgenza in ospedale, rischia la vita. Lena e Patrick restano soli, a studiarsi, conoscersi. Mentre sullo sfondo aleggia una grande domanda: da cosa stanno fuggendo?Roberto Perrone, prematuramente scomparso lo scorso gennaio, è stato un grande giornalista e un grande scrittore. Nei suoi libri ha saputo spaziare tra i generi, scrivendo alcuni dei più bei noir italiani degli ultimi anni e indimenticabili storie d'amore, con lo sguardo universale proprio dei grandi umanisti, che sanno abbracciare la vita in tutte le loro forme, dalla letteratura allo sport, dal cibo ai sentimenti, quotidiani ed eterni, che animano l'esistenza.La vita che non voglio è l'ultimo romanzo che ha completato. È il racconto di un'amicizia inattesa e grande, dell'incontro tra due dolori che specchiandosi sapranno tornare a sorridere. Un libro poetico e bellissimo, che appassiona e commuove.
Risorsa locale
Rough Guides, 16/01/2020
Abstract: Accogliente e vasta, Creta ha tutto ciò che potreste desiderare da un'isola greca: spiagge favolose, mare cristallino, una storia più antica perfino di quella della Grecia classica, i cimeli del suo passato straordinario, sparsi ovunque, e una cucina basata su una fiorente agricoltura. Nell'isola in cui nacque Zeus è, così, possibile cambiare panorama ogni giorno, esplorando le sue quattro regioni, Haniá, Réthymno, Iráklio e Lasíthi, alla ricerca di spiaggette, chiese e siti archeologici di straordinaria bellezza come Cnosso e Ayia Triádha.Se, invece, amate le escursioni in mezzo alla natura un percorso taglia l'isola da un capo all'altro toccando città, villaggi incontaminati e vette imbiancate anche in estate.
Risorsa locale
La Tartaruga, 02/12/2022
Abstract: "In questa famiglia patriarcale la morte del padre è sopravvenuta come una glaciazione verificatasi altrove, nei terreni ormai deserti dove i membri della famiglia continuano ieraticamente a compiere i gesti della scomparsa vita in comune." Un racconto breve, lancinante, attraversato da una vena al tempo stesso irriverente, ironica e drammatica. In La morte del padre Alice Ceresa esplora, con gli strumenti di dissezione della realtà e del linguaggio che le sono propri, cosa succede a un nucleo familiare qualunque nel momento in cui la figura attorno a cui esso tradizionalmente sembra riunirsi ed esistere scompare. Seguendo in modo sia corale che individuale le vicende di ciascun personaggio – la figlia maggiore, il figlio maschio, la vedova e la figlia minore (personaggio autobiografico) – l'autrice di questa apparentemente inevitabile disgregazione familiare ci mostra i limiti, le paure inespresse, la banale volgarità del dolore. Quello che importa a Ceresa è narrare il modo in cui ogni personaggio vive la morte del padre.E dimostrare come, in una grottesca impassibilità, ciascuno di essi rimane fissato e come intrappolato nel proprio ruolo a oltranza, anche dopo l'evento traumatico. Non diverso è, però, il destino riservato al defunto: neanche lui è una creatura sofferente e sopraffatta, dotata di spessore; è solo e soltanto un patriarca.Ritorna in libreria un libro che per la sua lucidità chirurgica e per la qualità della sua scrittura ha rappresentato per molti critici ed estimatori di Alice Ceresa il vero terzo capitolo (effettivamente mai scritto) della sua trilogia familiare, comprendente La figlia prodiga e Bambine. Un testo capace di provocare nel lettore una reazione, qualunque essa sia, per via della sua straordinaria potenza narrativa.
Risorsa locale
La Tartaruga, 21/10/2022
Abstract: Una regista molto amata, e una scrittrice ancora da scoprire: Chantal Akerman, la cineasta belga scomparsa qualche anno fa e nota al pubblico italiano soprattutto per il suo lavoro documentaristico sui margini sottili tra arte e vita, con Mia madre ride si lascia scoprire nelle vesti di figlia, artista e donna che ha sempre dedicato alla letteratura uno sguardo privilegiato. Questo è un libro fluido, un diario-memoir a episodi, scritto mentre l'autrice viaggiava tra New York e Bruxelles per assistere la madre anziana negli ultimi anni prima della scomparsa. In queste pagine si racconta la difficoltà di lavorare (= esistere) nei pressi di un amore così incondizionato come quello materno, ma anche episodi della vita della madre e della propria, il loro rapporto (poi ripreso nel documentario No Home Movie), l'amore per le donne (e in particolare per una più giovane), le sue frequenti depressioni e i blocchi creativi.Mia madre ride è un'autobiografia e allo stesso tempo una riflessione sul potere della parola e sull'amore. Un'opera lirica e toccante, a tratti struggente, che offre uno sguardo, non mediato dalla cinepresa, sul dolore e sulla resistenza che vi si oppone. Una meditazione su arte e vita che non mostra il lato trionfalistico dell'artista che ha usato la sua vita per il suo lavoro, ma piuttosto quello sofferto della volontà di creare una testimonianza e lasciare traccia. Un libro profondamente femminista senza la presunzione di volerlo essere apertamente, scritto con una delicatezza che non lascia scampo e una sintassi disinvolta e intima.
Risorsa locale
La Tartaruga, 01/06/2022
Abstract: Un paesaggio colombiano a metà tra la selva e l'oceano, dove si è condannati alla resistenza inquieta. Un matrimonio distante con un pescatore, destinato ad amplificare la solitudine di una donna dal corpo che sfascia le cose. In questo scenario "al di là dell'ultimo cerchio dell'inferno", la protagonista de La cagna decide di adottare una cagnolina chiamata Chirli: è il nome che avrebbe voluto dare alla figlia mai nata, un nome da "reginetta di bellezza". Da quel giorno Damaris inizia a creare un legame simbiotico con l'animale; Chirli viene colonizzata da un carico di amore a cui reagisce sparendo. Brutalmente addomesticata da un'esistenza con poche risorse, Damaris prova a fare da madre a un animale, ma la tentazione di trasformare l'altro nel mezzo della propria felicità si fa miseria.La cagna è il romanzo con cui Pilar Quintana si è imposta al mondo; il suo Il vecchio e il mare personale: anche qui la narrazione riflette il desiderio di creare un legame a tutti i costi con qualcosa fuori da sé. Ma fino a che punto si possono avere rapporti liberi e autonomi in mezzo a una natura violenta e povera? Quando si è privati di tutto, il male che si fa agli altri si chiama ancora violenza? Pilar Quintana ha scritto un romanzo magistrale, pulitissimo nella scrittura, in cui ribolle la muta rivolta di una donna.
Risorsa locale
La Tartaruga, 24/02/2022
Abstract: "Sono trascorsi molti anni dalla prima pubblicazione di questo fortunato libretto che è stato amato dalle donne oltre le aspettative. In questi anni sono accadute molte cose: le scrittrici intervistate sono tutte scomparse, alcune hanno visto crescere la loro fama, alcune sono state dimenticate. In ogni caso le parole raccolte in queste interviste hanno peso e significato, il passare del tempo non le ha smentite. Per quanto, infatti, possa oggi essere diventata di moda, la scrittura delle donne continua a non avere l'autorità e il prestigio che in molti casi merita e ha bisogno di essere conservata e ricordata.Per quel che mi riguarda più direttamente, sono contenta di leggere con immutato piacere frasi scritte tanti anni fa e mi auguro che le lettrici e i lettori ne provino altrettanto."Torna in libreria, in una nuova edizione riveduta e aggiornata, un volume prezioso, di raro acume e di grande attualità che raccoglie le interviste vere e immaginarie alle signore della scrittura italiana: da Elsa Morante a Lalla Romano, da Paola Masino ad Anna Maria Ortese, Fausta Cialente e tante altre. Un'opera di grande valore che testimonia non solo il grande debito che abbiamo nei confronti delle scrittrici migliori del Novecento italiano, ma ne custodisce anche la peculiare esperienza di vita, di etica e di pensiero, mostrandocele in una prospettiva unica e irripetibile.
Risorsa locale
La Tartaruga, 14/04/2022
Abstract: Apparso per la prima volta nel 1936 e poi ripubblicato nel 1953, questo romanzo fece conoscere Fausta Cialente al grande pubblico. Cleopatra è un quartiere di Alessandria d'Egitto: qui, in un cortile circondato di casupole corrose dal vento e dal salmastro, vive una variopinta dolorosa umanità, in pace sostanzialmente, nonostante la diversità religiosa ed etnica, ancorché straziata dalla difficoltà di vivere, tra le penurie, le invidie, le rivalità e le gelosie che si coagulano intorno alla figura di Marco; il bel Marco, un po' ribelle, un po' sognatore, un po' fannullone, figliol prodigo che torna, dopo anni, dalla madre. Sarà lui, con il suo comportamento innocente ed egoista, a far scattare la catarsi del dramma, sotto il sole tropicale, nel brulichio di colori, di profumi, di luci e di ombre lunghe.
Risorsa locale
La Tartaruga, 20/01/2022
Abstract: L'esplosione del movimento del "metoo" ha causato soprattutto una cosa: ha fatto nascere un discorso sugli abusi e sulla sessualità che non può più essere interrotto. Perché le domande restano. Che immagini e concetti plasmano le nostre idee di piacere e avversione? Come si può smascherare e impedire la violenza? Come si realizzano strutture e norme in cui devono rientrare uomini, donne e tutte le persone nel mezzo? Cosa viene taciuto? Come si fa a rendere possibili il piacere e la sessualità nelle loro innumerevoli sfumature – senza disambiguazione? In Sì significa sì, originariamente concepito come monologo teatrale per la Schaubühne di Berlino, interrogandosi sulle proprie esperienze, sulle abitudini sociali, su musica e letteratura Carolin Emcke mostra quanto sia complicato, ancora, il rapporto tra sessualità e verità.
Risorsa locale
La Tartaruga, 29/07/2021
Abstract: Kim Ji-young, che è stata una normalissima bambina e adolescente, ora ha trent'anni, da un paio di anni è sposata e ha lasciato malvolentieri il lavoro per prendersi cura della sua bambina a tempo pieno. Un giorno, però, Ji-Young inizia a fingere di essere un'altra persona. Prima impersona sua madre, poi una vecchia compagna di scuola: non è uno scherzo, si immedesima completamente in loro, imitandone la voce e il pensiero in modo così perfetto che sembra quasi posseduta da un demone.All'inizio il marito liquida in fretta questi incidenti, ma la situazione peggiora e presto diventa chiaro che Ji-Young soffre di una sorta di disturbo mentale. Così le organizza sedute di terapia con uno psichiatra, che inizia a registrare la sua storia, che è poi la storia di tutte le donne: una storia di pregiudizi, di limitazioni, di accuse e di colpe attribuite gratuitamente; una storia di soprusi e di silenzi, di trattamenti differenziati – a scuola, a casa, nel lavoro; una storia in cui una donna è costretta a scegliere tra la carriera e la famiglia, in cui è sottoposta a severo giudizio qualunque cosa faccia e in cui la sua sofferenza – fisica e mentale – non conta mai davvero quanto quella degli altri, neppure per chi le vuole bene.Un romanzo crudo, ambizioso e straordinario, che offre uno sguardo onesto e senza veli sulla condizione delle donne nella società coreana, e non solo, e che racconta la misoginia attraverso la metafora spiazzante e radicale di una donna che, pur di essere finalmente libera, è costretta a perdere se stessa e la propria voce.
Risorsa locale
La Tartaruga, 07/01/2022
Abstract: Le casalinghe americane si fanno gli smokeyeyes e si tingono le labbra, ascoltano Beyoncé a tutto volume mentre preparano la cena, affogano i loro dispiaceri nello Chanel No. 5 e ospitano circoli di lettura in cui lo Chardonnay batte Charles Dickens. Riarredano le loro case con regolarità e condividono con le vicine un linguaggio di cortesia che assomiglia a un vero e proprio codice segreto. Conoscono le regole del gioco: cambiare i collant ogni inverno, ascoltare audiobook erotici mentre si lava il pavimento del bagno, servire ai propri ospiti solo il cibo che si vuole davvero mangiare, e accettare di essere troppo vecchie per bere più di un cocktail a sera.Ma attenzione, il loro aspetto raffinato e borghese inganna: queste donne sarebbero capaci di qualsiasi cosa pur di salvare le apparenze e ottenere ciò che desiderano...Una raccolta di racconti sagace, irresistibile e assurdamente divertente. Helen Ellis ci trascina in un mondo in cui è possibile, per una volta, spiare dietro le tende delle case apparentemente perfette dei quartieri residenziali, dentro le vite insospettabili delle loro protagoniste.
Risorsa locale
La Tartaruga, 04/02/2021
Abstract: Nato in un paesino di montagna, in un mondo arabo volutamente imprecisato, il quarantenne protagonista di questo romanzo ha compiuto gli studi tradizionali degli uomini di religione, scienze del Corano e delle tradizioni profetiche, teologia, diritto, lingua e letteratura araba, per poi divenire impiegato nel ministero degli Affari Religiosi. Quando si trasferisce nella capitale per ricoprire il ruolo di imam, predicatore e insegnante di una importante e decisiva moschea, l'incontro con una giovane donna cambia radicalmente la sua vita. Tra loro due nasce ben pre- sto una grande amicizia, fondata sulla reciproca ammirazione per il grande poeta al-Mutanabb ̄ı e che a poco a poco assume i tratti dell'amore. Minacciato di morte, la confessione dell'imam, raccolta faticosamente durante la sua reclusione in seguito a una fatwa emanata contro di lui dai fondamentalisti islamici, diventa così non solo il pretesto per ripercorrere la storia di una vita, ma anche uno strumento di salvezza e liberazione: per conservare la purezza del primo incontro, e l'enorme patrimonio di intesa, agitazione, emozione e intimità che questo amore ha significato.Con una scrittura di rara bellezza, brulicante di riferimenti religiosi, politici e letterari, questo romanzo è un inno all'amore, una vivificazione dell'antico mito dell'umanizzazione dell'uomo per mano di una donna e un appello vibrante a un Islam liberato dalle scorie che lo deturpano.
Risorsa locale
La Tartaruga, 26/11/2020
Abstract: Forti della loro condizione di superiorità, orgogliosi dei loro risultati scolastici brillanti, della loro appartenenza a una famiglia borghese perbene e rispettabile, della loro bellezza fuori dal comune, Thadée e Zachée hanno creduto che la giovinezza durasse all'infinito. Ma un'estate è destinata a cambiare le cose per sempre. Mentre entrambi i fratelli si trovano a La Réunion per passare una vacanza di solo surf, la loro grande passione, un grave incidente rende invalido Thadée e improvvisamente quel futuro sicuro e radioso cui sembrava destinato si infrange. Di colpo, la debolezza evidente dell'uno getta nuova luce sull'integrità dell'altro e apre la strada a una catastrofe familiare in cui, attraverso punti di vista alternati, tutti partecipano del dolore e della perdita e l'invidia, il rancore e la vendetta prendono il sopravvento. Rebecca Lighieri firma un romanzo intenso e terribile, dove il punto di vista femminile si alterna a quello maschile in una caleidoscopica e moderna tragedia greca, i cui protagonisti non possono far altro che restare a guardare la propria rovina: tra menzogne e amori malsani, violenza e insano spirito di rivalsa, ipocrisie fallimentari e legami di sangue da violare.
Risorsa locale
La Tartaruga, 23/07/2020
Abstract: Quella raccontata in Asmara, addio è una vicenda corale, grandiosa, la storia di una famiglia italiana che vive da lontano, dall'Eritrea, il periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale. I fatti privati di Filippo e Lidia Conti, le scoperte e le avventure quasi magiche dei loro nipoti, la disillusione dei loro figli si intrecciano agli eventi della Grande Storia, quella che si consuma oltremare, mentre sullo sfondo serpeggia la violenza della guerra e la sotterranea vertigine della conquista coloniale. Tra le pieghe della loro vita, si gioca il destino di due continenti: se questa Africa è fatta di cieli immensi e di altipiani, terra di libertà e desiderio, l'Italia che qui affiora è una madrepatria fantastica e lontana, da raggiungere e temere, ma ovunque aleggia la sensazione che i ruoli stiano per capovolgersi e che i conquistatori si lascino finalmente conquistare. Questo libro, pubblicato per la prima volta nel 1988 e più volte ristampato fino a diventare un classico moderno, è un romanzo autobiografico potente, intessuto di memorie e atmosfere splendide, perdute. Non soltanto l'omaggio di una autrice alla terra in cui è nata e cresciuta, ma anche una testimonianza unica sulla fine del colonialismo europeo, sulla lontananza, la bellezza, il melting pot e la debolezza di ogni conquista.