Trovati 6 documenti.
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Damiani, 2019
Abstract: Il silenzio può essere una via privilegiata di espressione? Un'alternativa all'eccesso verbale, ai discorsi vuoti, ripetitivi, aggressivi, urlati? Un antidoto alla frenesia della società contemporanea, dove siamo tutti iperconnessi e consumiamo centomila parole al giorno fra tablet, cellulari, social e siti? Una chiave per aprire nuovi orizzonti alla letteratura e alla poesia, alla natura e alla scienza, alla psicoanalisi e all'antropologia, al cinema e al teatro, alla musica e alla linguistica? Quando è una scelta consapevole, il silenzio ci conduce dal dire autoreferenziale al dialogo inteso come ascolto, come contrappunto fecondo di pieni e di vuoti. Perché il silenzio è il linguaggio dei sentimenti e delle passioni forti, è un potente strumento di relazione autentica, indispensabile alla comunicazione. Offre al ritmo quotidiano dell'esistenza il ristoro di una pausa, la dimensione del mistero, il privilegio di potersi fermare. Per andare più a fondo, più lontano. Esplorare il silenzio è un viaggio corale nel territorio ignoto dell'ineffabile, condotto da un gruppo pluridisciplinare di studiosi convinti che il silenzio abbia molto da raccontare.
Microbi : tutti i bambini nascono piccini / Manuela Trinci
Milano : Baldini Castoldi Dalai, copyr. 2003
Abstract: Se Gianni Rodari si è divertito a inventare le feste-di-non-compleanno perché non pensare, in un panorama editoriale sempre più invaso da ricettari sull'allevamento dei bambini, a un maneggevole librino-di-non-consigli nel quale poter parlare delle cose semplici, ma mai banali, che accadono alla gente normale? Da questi presupposti è nato Microbi: un tentativo di tessere insieme una molteplicità di soggetti, di voci, di sguardi, di congetture e digressioni sul pianeta bambino; una maniera di raccontare i processi della crescita rinunciando alle pigre certezze del pregiudizio, e soprattutto cercando di avvicinare gli adulti alla visione che i bambini hanno delle cose.
Feltrinelli, 2014
Abstract: Dal ciuccio su misura alle scarpe senza lacci, dal termometro a infrarossi ai baby monitor: una miriade di 'cose' oggi accompagna i bambini nei normali processi della crescita. Così gli autori, senza puntare l'indice contro i genitori, ma piuttosto mettendoli in guardia dai falsi alleati, affrontano il 'linguaggio delle cose', riflettendo sul mondo privo di ostacoli che gli adulti hanno creato per i loro figli, ormai indiscussi sovrani, e insieme vittime inconsapevoli, di tante e varie futilità. Passando in rassegna l'impareggiabile 'Catalogo dei genitori' di Claude Ponti, dai 'confortevoli' ai 'fifoni', dagli 'avviluppanti' ai 'cicciomou', l'appello e i suggerimenti dei due autori si rivolgono a chi crede nella necessità che l'immaginazione abbia ancora posto nell'educazione e che serva restituire al bambino un suo fondamentale diritto: la giusta fatica di crescere! Prefazione di Goffredo Fofi.
Il bambino che gioca / scritti di Walter Benjamin ... [et al.] ; a cura di Manuela Trinci
Torino : Bollati Boringhieri, 1993
Abstract: L'antologia mette a disposizione contributi che stanno a fondamento delle acquisizioni teoriche e applicative della psicanalisi relativamente al gioco. Si ha così l'occasione di rileggere pagine di Anna Freud, Sigmund Freud, Melanie Klein, Donald W. Winnicott e Walter Benjamin; di conoscere, con Dora Maria Kalff, il pensiero junghiano sull'argomento; di avvicinarsi ad autori come Sigmund Pfeifer e Hermine von Hug-Hellmuth; si chiariscono così i passaggi che dalla pedoanalisi, dalle analisi educative e profilattiche, avrebbero portato, con l'invenzione della tecnica del gioco, all'affermarsi della specificità della psicanalisi dei bambini.
Risorsa locale
Enrico Damiani Editore, 29/04/2019
Abstract: Il silenzio può essere una via privilegiata di espressione? Un'alternativa all'eccesso verbale, ai discorsi vuoti, ripetitivi, aggressivi, urlati? Un antidoto alla frenesia della società contemporanea, dove siamo tutti iperconnessi e consumiamo centomila parole al giorno fra tablet, cellulari, social e siti? Una chiave per aprire nuovi orizzonti alla letteratura e alla poesia, alla natura e alla scienza, alla psicoanalisi e all'antropologia, al cinema e al teatro, alla musica e alla linguistica?Quando è una scelta consapevole, il silenzio ci conduce dal dire autoreferenziale al dialogo inteso come ascolto, come contrappunto fecondo di pieni e di vuoti.Perchè il silenzio è il linguaggio dei sentimenti e delle passioni forti, è un potente strumento di relazione autentica, indispensabile alla comunicazione. Offre al ritmo quotidiano dell'esistenza il ristoro di una pausa, la dimensione del mistero, il privilegio di potersi fermare. Per andare più a fondo, più lontano.Esplorare il silenzio è un viaggio corale nel territorio ignoto dell'ineffabile, condotto da un gruppo pluridisciplinare di studiosi convinti che il silenzio abbia molto da raccontare.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 07/10/2016
Abstract: "Se a un figlio vengono sottratte le fatiche dell'impegno e dell'esperienza personale sul campo, contemporaneamente, insieme con gli ostacoli gli togliamo pure la speranza: quella di potercela fare."Dal ciuccio su misura alle scarpe senza lacci, dal termometro a infrarossi ai baby monitor: una miriade di "cose" oggi accompagna i bambini nei normali processi della crescita.Così gli autori, senza puntare l'indice contro i genitori, ma piuttosto mettendoli in guardia dai falsi alleati, affrontano il "linguaggio delle cose", riflettendo sul mondo privo di ostacoli che gli adulti hanno creato per i loro figli, ormai indiscussi sovrani, e insieme vittime inconsapevoli, di tante e varie futilità.Passando in rassegna l'impareggiabile Catalogo dei genitori di Claude Ponti – dai confortevoli ai fifoni, dagli avviluppanti ai cicciomou – l'appello e i suggerimenti dei due autori si rivolgono a chi crede nella necessità che l'immaginazione abbia ancora posto nell'educazione e che serva restituire al bambino un suo fondamentale diritto: la giusta fatica di crescere!Le pagine in cui Manuela Trinci con Paolo Sarti raccontano e si raccontano, riflettono e analizzano, si commuovono o si adirano, sono amorose nella difesa del diritto dei bambini al rispetto e aspre nell'accusa, sia quando ironica sia quando veemente, a chi dice di amarli mentre va accanitamente tarpando le potenzialità e i talenti di cui sono portatori, in particolare, i bambini.Goffredo Fofi