Trovati 855783 documenti.
Trovati 855783 documenti.
Risorsa locale
UTET, 06/06/2023
Abstract: Una classe ideale di autrici e autori, per un gioco serissimo sul filo della memoria. La prima prova, lo scritto d'italiano, segna l'inizio di un rito di passaggio all'età adulta, qualcosa che accomuna nel ricordo decine e decine di milioni di studenti sin da quando la riforma Gentile introdusse l'esame di maturità, nel 1923. Tutti ricordiamo le aule magne e i corridoi con le file di banchi distanziati. Ricordiamo il brusio, il rimbombo dei passi dei professori, e dentro di noi le ansie, le paure e l'emozione. Molto è cambiato, da quando la prima prova era un tema semplice, con tracce concise e un po' spicce, fino alle sue formulazioni più tecniche e recenti, dove ogni consegna è lunga mezza pagina, tra fonti e citazioni allegate, suggerimenti di analisi del testo, materiali vari da rielaborare. Il tema si è trasformato negli anni, adeguandosi all'ispessirsi del gergo tecnico-burocratico della scuola, fatto di competenze e obiettivi formativi. Eppure, restano identiche le ansie, le paure e l'emozione che provano ogni volta gli studenti. Abbiamo deciso di fare un gioco con la memoria, coinvolgendo un'ideale classe di autrici e autori molto eterogenea: Barbara Alberti, Maria Grazia Calandrone, Giulia Cavaliere, Gaja Cenciarelli, Chatgpt, Chicoria, Alessandro Gori, Djarah Kan, Diego Marcon, medusa (Matteo De Giuli e Nicolò Porcelluzzi), Antonio Moresco, Sandra Petrignani, Bianca Pitzorno, Roberta Scomparsa, Tlon (Maura Gancitano e Andrea Colamedici). Le regole sono semplici: a ogni partecipante abbiamo consegnato le tracce dell'esame di maturità del proprio anno, chiedendo di sceglierne una e svolgerla in piena libertà. Li abbiamo rassicurati che il fuori tema è consentito ma, come a scuola, a proprio rischio e pericolo. Qualcuno di loro ricordava benissimo il titolo del tema svolto a suo tempo, qualcuno ne aveva un vago ricordo, qualcuno di fronte alle tracce si è ricordato tutto, qualcun altro continuava a non ricordare niente. C'è anche chi l'esame di maturità non l'ha mai fatto e si è trovato così di fronte a quel tema mai scritto. Ma tutti, in qualche modo, hanno accettato di giocare con noi.
Risorsa locale
DE AGOSTINI, 30/05/2023
Abstract: Dalla mamma viaggiatrice più amata del web i consigli per esplorare il mondo insieme ai nostri bambini "Per me non c'è niente di più bello che andare alla scoperta di altri modi di vivere, di trovarsi a contatto con la natura selvaggia o di passeggiare nelle capitali mondiali. Anzi, qualcosa di più bello c'è: farlo con i propri figli." Lisa è titolare di un'agenzia di viaggio, ma è innanzitutto una viaggiatrice in prima persona, un'avida esploratrice di posti lontani. Quando rimane incinta della prima figlia, però, tutti le dicono che la sua passione diventerà solo un ricordo. Ma lei risponde portandosi Stella - e poi anche la piccola Sole - su e giù per il mondo. Perché i viaggi, con loro due, sono ancora più belli di prima! E ora, attraverso il racconto delle avventure che ha vissuto con il marito e le loro due bambine, Lisa ci rivela i suoi segreti di mamma viaggiatrice ormai esperta, con tanti spunti e consigli pratici, in un libro divertente e appassionante com'è la sua vita da quando in casa, e in viaggio, da due sono diventati quattro. Che la direzione sia Londra, l'Islanda, Disneyland o un safari in Kenya, partire tutti insieme è sempre possibile, basta essere preparati. E tu dove sogni di andare?
Risorsa locale
UTET, 23/05/2023
Abstract: Sei scrittori tra i più importanti della narrativa italiana contemporanea alle prese con l'altro da noi: gli animali Il punto di incontro tra natura selvaggia e consapevolezza umana è stato sempre indagato da artisti, scienziati, filosofi. In questa antologia, attraverso storie molto diverse per tema e svolgimento, si tenta di inseguire, se non una definizione, almeno una descrizione di quel punto di incontro. Un airone cenerino che visita una coppia segnata dalla tragedia, un cane che sfreccia sull'autostrada a bordo di un furgone dove non avrebbe dovuto trovarsi, un gorilla che è diventato umano, troppo umano, i gatti che entrano nelle case e creano delle famiglie, la strada complicata ma in fondo semplicissima che ti porta a incontrare l'animale con cui condividerai la vita da quel momento in poi. Sei storie in cui ritrovare la familiarità degli animali domestici (che restano, però, inconoscibili fino in fondo), l'alterità ineluttabile degli animali selvatici (che incrocia le nostre vite in modi potenti e ricchi di significato), i complessi giochi di rispecchiamento e di simbolismo che ogni essere umano non può trattenersi dall'iniziare quando è in compagnia di questi nostri compagni di avventura sul pianeta Terra. Perché loro hanno le loro storie e noi le nostre, ma districarle, in realtà, è impossibile.
Risorsa locale
Ascesa e trionfo dei mammiferi
UTET, 23/05/2023
Abstract: Il nuovo capolavoro dell'autore di Ascesa e caduta dei dinosauri. È una scena che abbiamo immaginato tutti: l'asteroide che solca il cielo con la sua coda di fiamme e si schianta al largo dell'odierno Messico, sollevando tsunami e una nube nera e densissima, lassù a oscurare il sole. Quando la polvere finalmente si posa, i dinosauri si sono estinti e i primi mammiferi possono sgattaiolare fuori dalle loro tane: la fine di un mondo, l'inizio di un altro. Ma non è andata proprio così: in realtà all'epoca del meteorite i mammiferi esistevano già, e da tantissimo tempo. Steve Brusatte, dopo aver ricostruito Ascesa e caduta dei dinosauri, ci racconta da principio questa nuova epopea: più di 200 milioni di anni fa, quasi in contemporanea ai primi dinosauri, anche i mammiferi fecero la loro comparsa, sviluppando poi nell'arco di molte ere geologiche i loro tratti distintivi - olfatto e udito raffinati, folte pellicce a ricoprire il corpo, cervello grosso e intelligenza acuta, crescita rapida e metabolismo a sangue caldo, arcata di denti peculiare (canini, incisivi, premolari, molari) e soprattutto ghiandole mammarie attraverso cui allattare i cuccioli. Sembrerebbero i mammiferi di oggi, peccato che fossero spesso assai diversi: non solo mammut lanuginosi e tigri dai denti a sciabola, ma pseudoelefanti grandi come barboncini, strani incroci tra cavallo e gorilla, similrinoceronti dal collo lunghissimo, protobalene che camminavano lente sulla terraferma, insomma tutto un brulicare di esseri meravigliosi, giganteschi oppure piccolissimi, altrettanto vari e favolosi quanto sono ai nostri occhi, oggi, i dinosauri. Ecco perché Brusatte, dopo anni passati a studiare i grandi sauropsidi estinti, ha ripreso a scorrazzare per il mondo in cerca di nuovi fossili, utili a restituire grandezza e popolarità a questi altrettanto incredibili mammiferi estinti. Ma non si tratta solo di questo: è grazie al fatto che i mammiferi si adattarono meglio alle nuove condizioni climatiche e geologiche che, proprio alla fine della storia meravigliosa raccontata in questo libro, alcuni di loro, molto simili alle scimmie antropomorfe di oggi, presero una strada evoluzionistica del tutto diversa dagli altri, che li portò ancora più lontano. Così, Ascesa e trionfo dei mammiferi è anche il lungo e appassionante prologo di una storia che, in fin dei conti, è la nostra. "Quando uscì al cinema, Jurassic Park ha fatto sognare di diventare paleontologi migliaia di bambini: Brusatte era uno di questi. Dopo il suo nuovo libro, non stupitevi se i bambini di oggi vorranno scoprire fossili di mammut e topolini, snobbando i megalosauri." - The Times "Ascesa e trionfo dei mammiferi ha il passo del thriller: segue ogni svolta e ogni colpo di scena evolutivo con cui i mammiferi, noi inclusi, sono sopravvissuti attraverso catastrofi e apocalissi di ogni genere." - The Guardian "Oggi, noi mammiferi dominiamo il mondo; pensiamo di essere l'apice del creato. Non è sempre stato così, e Brusatte ce lo racconta benissimo. Un degno, degnissimo seguito di Ascesa e caduta dei dinosauri." - Venki Ramakrishnan, biologo e premio Nobel 2009
Risorsa locale
UTET, 16/05/2023
Abstract: Sulla strage di via D'Amelio si è consumato il più grande depistaggio della storia d'Italia, il culmine di quei misteri che hanno inquinato la vita della nostra Repubblica. Ma se il depistaggio fosse una necessità del potere e la storia nient'altro che una successione di fake news? Quando, il 19 luglio del 1992, un'autobomba distrusse via D'Amelio a Palermo uccidendo il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta, il depistaggio che mirava a nascondere colpevoli e mandanti era già iniziato. E sarebbe continuato per più di vent'anni. Enrico Deaglio, uno dei pochi giornalisti italiani ad aver raccontato questa vicenda terribile e incredibile nei suoi più minuti dettagli, parte da questo "depistaggio perfetto" per tracciare una breve storia e fenomenologia dell'insabbiamento, dell'accusa posticcia, del complotto per nascondere la verità: tutte cose su cui l'Italia repubblicana non ha l'esclusiva, ma di certo molta esperienza. Dall'affare Dreyfus al delitto Kennedy, dai romanzi di Sciascia ai film di Hollywood, dalla Sicilia mafiosa indietro fino alla millenaria storia del biblico capro espiatorio, Deaglio ci conduce in una galleria impressionante di casi e ricorrenze, all'inseguimento di una verità che viene a galla - se viene a galla - troppo tardi per cambiare le cose, buona al massimo per scriverci libri di storia, lasciandoci il dubbio che sia la natura stessa delle cose, del potere e della società, a garantire l'esistenza e la costante fortuna del depistaggio.
Risorsa locale
UTET, 02/05/2023
Abstract: L'acuminato manuale di un autorevole professore, indispensabile per chi voglia gettarsi nel turbine periglioso del lavoro intellettuale. Scrittori, giornalisti, professori universitari, opinionisti tv, registi, artisti, attivisti, influencer... La lista di chi oggi si fregia del titolo di "intellettuale" è pressoché infinita, ed è sempre più difficile confezionare un identikit univoco. D'altra parte, che cosa sia un intellettuale, quali siano i suoi ambiti di lavoro e di intervento, quali i suoi compiti e le sue possibilità di azione: è un dibattito che va avanti forse da sempre, e che si adatta faticosamente ma pervicacemente ai tempi e ai mutamenti delle società. Gianfranco Pasquino, professore di lungo e apprezzato corso, editorialista, predicatore/conferenziere, ha agito da intellettuale per tutta la vita, dividendosi equamente "tra scienza e politica". Consapevole della difficoltà di una definizione netta, decide in questo breve manuale sovversivo di rovesciare il tavolo: se è complicato filosofeggiare sull'essenza, vale la pena allora irrobustire la pratica. Non chiedersi che cosa sia un intellettuale, ma capire come fare al meglio il lavoro intellettuale, che "riguarda tutti coloro che si occupano di idee, le studiano, le formulano, le criticano, le contrappongono, le rivisitano, talvolta tentano di farle tradurre in pratica". Come in ogni manuale che si rispetti, Pasquino parte dalle fondamenta, dedicando un capitolo per ogni fase del lavoro intellettuale, spiegando nei dettagli come si legge, come si fa ricerca, come si scrive, come si insegna, come si predica bene e come si razzola (qualche volta) meglio.
Risorsa locale
Manifesting - La nuova legge dell'attrazione
EDIZIONI PIEMME, 10/10/2023
Abstract: La tua esistenza è una parte vitale dell'universo. Per questo il segreto per imparare a manifestare, cioè a rendere concreti i tuoi desideri, è ritrovare il giusto allineamento con le forze che ti circondano. In questo libro, ricco di esercizi semplici e molto intuitivi, troverai pratiche moderne radicate in antiche filosofie per trasformare la tua vita. Che tu desideri cambiare lavoro, trovare l'amore, la pace o la felicità, Manifesting sarà il segreto del tuo successo.
Risorsa locale
EINAUDI, 17/10/2023
Abstract: Tra Medioevo ed Età moderna dominava l'idea che l'utero della donna potesse celare "meraviglie" che solo all'ultimo momento venivano rivelate. Testimonianze di una mentalità e di un sapere condiviso entro il quale il pensiero scientifico e la tradizione popolare tendevano a fondersi. Venire alla luce è sempre stata una soglia difficile da definire, sfuggente, dolorosa e caricata di pudore e mistero arduo da rivelare. Questo libro si propone di raccontare il modo in cui era descritta e rappresentata la "scena del parto" in Occidente, nel periodo compreso tra l'Alto Medioevo e l'Età moderna fino al XVII secolo - prima cioè della medicalizzazione settecentesca della pratica ostetrica e della nascita delle cliniche. Alessandra Foscati considera un ampio ventaglio di fonti di diverso genere (mediche, giuridiche, religiose, letterarie) che le servono per raccontare le azioni compiute sulla partoriente, oggetto di attenzioni da parte di altre donne, tra cui l'ostetrica, le parenti, le vicine di casa (il parto è un momento corale di grande solidarietà femminile), ma anche di uomini (il marito, il prete e, da un certo momento in poi, il chirurgo). Con sguardo ampio e diacronico, il libro mette in evidenza gli aspetti e gli elementi di lunga continuità, cosí come i cambiamenti piú significativi dell'Età moderna.Per ricostruire una storia del parto tra Medioevo ed Età moderna, dobbiamo affidarci a vari tipi di fonti di cui le piú significative sono quelle mediche. Il paradosso è che queste, a parte alcune eccezioni, vennero scritte da uomini i quali, in molti casi, nemmeno ebbero modo di entrare nella stanza del parto. In gran parte della trattatistica medica, medievale e rinascimentale, non mancano poi elementi legati all'immaginario che fanno capo a una consolidata tradizione: luoghi comuni che si trasmettono da un testo all'altro, come i racconti delle nascite di esseri bestiali talvolta dal sapore mitologico, quali le arpie. Dominava l'idea che l'utero della donna potesse celare "meraviglie" che solo all'ultimo momento venivano rivelate. Sono testimonianze di una mentalità radicata per un lungo periodo e di un sapere condiviso entro il quale il pensiero scientifico e la tradizione popolare tendevano a fondersi. Cosí come nel caso delle formule e degli oggetti-amuleto, piuttosto stranianti per noi oggi, che erano impiegati per aiutare la donna a partorire piú velocemente. Testimonianze che non possono essere ignorate nel difficile compito di scrivere una storia del parto, la quale, per le ragioni sopra ricordate, mantiene comunque un valore ipotetico. Per questo Alessandra Foscati, nel mettere in evidenza gli aspetti piú rilevanti di questa storia, cerca di far "parlare" il piú possibile le fonti testuali, le uniche che ci informano su di essa, anche quando narrano di credenze sorprendenti e "meravigliose".
Risorsa locale
EINAUDI, 17/10/2023
Abstract: L'aviatore Herberts Cukurs è considerato un eroe nazionale lettone. Eppure durante la Seconda guerra mondiale militava nel Commando Arājs, una brigata della morte al servizio dei tedeschi. Mentre nella Lettonia di oggi si indaga su Cukurs per decidere se processarlo, Linda Kinstler scopre che suo nonno Boris, di cui si sono perse le tracce nel 1949, era legato allo stesso famigerato Commando. Ma quale ruolo aveva? Era un collaboratore dei tedeschi o una spia dei russi, o entrambe le cose? Kinstler prova a dipanare i fili della storia familiare e collettiva interrogandosi sulle ondate di revisionismo, sui meccanismi della giustizia, sulla conservazione e manipolazione della memoria, nonché sugli strumenti che abbiamo a disposizione per sconfiggere l'oblio."Un'affascinante storia di "giustizia differita, rinviata, elusa, incompiuta", in grado di farci riflettere"."The Guardian" Tra le storie amare del Novecento europeo, quella della Lettonia è un concentrato di dolori e rimozione. Un lungo dominio sovietico, tre anni di occupazione nazista, la comunità ebraica quasi interamente distrutta. Poi, nei decenni successivi, un silenzio sordo, un oblio riservato tanto alle vittime quanto ai carnefici. Tra questi ci sono i membri del famigerato Commando Arājs, ritenuto responsabile di aver rastrellato gli abitanti del ghetto di Riga e averli condotti alla morte nella foresta di Rumbula. Alcuni, come il "Lindbergh lettone", l'eroe aviatore Herberts Cukurs, fuggirono in Sudamerica. Altri sparirono nel nulla, come il nonno di Linda Kinstler. Anni Dieci del nuovo secolo: la notizia che il procuratore generale della Lettonia ha aperto un'indagine su Cukurs spinge l'autrice a scandagliare le vicende del suo Paese di origine e della sua famiglia. Kinstler ripercorre cosí la storia di Cukurs, ormai morto da tempo - il Mossad l'ha assassinato nel 1965 - ma oggetto di un'intensa campagna di riabilitazione, e si mette sulle tracce di suo nonno Boris, di cui non si sa piú nulla dalla fine degli anni Quaranta. Nel farlo si avventura nel complesso rapporto che la nuova Lettonia europea ha col proprio passato, e cerca di esplorare il modo in cui "la memoria dell'Olocausto si protende nel presente e lo condiziona". Dalla storia familiare si passa inevitabilmente a quella collettiva, ricostruita attraverso le testimonianze dei sopravvissuti e dei loro figli, la cronaca dei processi celebrati in Germania, in Unione Sovietica e in Israele, gli articoli dei giornali brasiliani e le lettere scambiate dai rifugiati ebrei in tutto il mondo. Guidata dalle riflessioni dello studioso Yosef Yerushalmi, che si chiede se il contrario dell'oblio non sia la memoria bensí la giustizia, l'autrice illumina gli aspetti legali e i dilemmi familiari, le eredità private e collettive, prendendo nota "dei fallimenti, delle vittorie e dei silenzi della legge", e cercando di capire che cosa significhi conservare la memoria in questa nuova epoca incerta."Evitando conclusioni semplicistiche o definitive, Kinstler fornisce un modello di ricerca storica approfondita unita a una narrazione emozionante e coinvolgente". "New York Journal of Books"
Risorsa locale
EINAUDI, 17/10/2023
Abstract: Tra i ghiacci che ricoprono ormai da tempo le Highlands scozzesi, una giovane meteorologa si imbatte nel cadavere di uno sconosciuto. Il mondo sarà anche cambiato ma gli uomini no, e le ragioni per uccidere restano sempre le stesse. Il corpo di Charles Younger, un giornalista scomodo, viene recuperato in un ghiacciaio. Younger non era un escursionista e il suo ritrovamento in montagna ha una sola spiegazione: seguiva una storia. Questa almeno è l'opinione di Cameron Brodie, il detective arrivato da Glasgow per seguire il caso. Ormai a fine carriera, Brodie ha sulle spalle una diagnosi implacabile e varie ragioni, anche personali, per trovarsi sulle Highlands. E mentre l'ennesima tormenta taglia fuori dal mondo i villaggi scozzesi, Brodie ha la conferma di come il male possa annidarsi ovunque, piú vicino di quanto potesse mai immaginare."Ti afferra dalla prima pagina, tra i migliori romanzi che May abbia scritto".Sunday Express"L'uomo è direttamente sopra di lei, incastonato nel ghiaccio. È a faccia in giú, con le braccia lungo i fianchi, occhi e bocca aperti, e la fissa come se fosse ancora vivo. Ma non c'è aria nei suoi polmoni, né vita nei suoi occhi. E l'urlo di Addie echeggia in tutto il Coire an dà Loch".
Risorsa locale
Mondadori, 24/10/2023
Abstract: NESSUNO ENTRA. NESSUNO ESCE.Questa è la scritta che può leggere chiunque si avvicini all'Area di Comando del Campo di Raccolta dove sono rinchiuse Ani e Bianca. Qualcuno, sotto queste due laconiche frasi, ne ha incisa una terza: Noi siamo nessuno. Perché le Raccoglitrici di sale, che qui si fanno prosciugare il corpo e l'anima per ottenere l'oro bianco, l'unica risorsa energetica rimasta in un pianeta ormai depredato ed esausto, sono proprio questo, nessuno, per chi governa il Campo e il Paese. Semplici mattoni, tutti uguali, che una volta rotti possono essere sostituiti senza battere ciglio. Mattoni di un'utopia cieca e feroce, nel nome della quale si sprecano vite, si esercita quotidianamente la violenza e si esaltano egoismo e apparenza.Ma questo Ani e Bi lo hanno capito fin dal loro arrivo, molti anni prima. Entrambe, ancora adolescenti, sono state portate lì con la forza, come tante altre prima di loro, perché considerate elementi pericolosi per la società. Ormai cresciute e diventate l'una il punto fermo dell'altra, sono determinate a fuggire da quel luogo abominevole, che le donne le prende, le mastica e le sputa. Dentro di loro, ragazze diversissime, una che sorride poco e ragiona forse troppo, l'altra esuberante e sfacciata, ma di certo non stupida, si alimenta silenzioso un fuoco che attende solo di divampare e travolgere tutto il marcio che le circonda.Quando accadrà, il mondo che troveranno fuori sarà molto diverso da come si aspettano, deludente e sorprendente allo stesso tempo. Ma in quel mondo dovranno sforzarsi di costruire il loro posto, ricucire le ferite del passato, lottare per la libertà delle compagne ancora recluse insieme a chi, fuori dal Campo, ancora resiste, e abbracciare finalmente ciò che sono davvero.
Risorsa locale
Storie giapponesi di paura. Yokai, yurei, obake e altre creature spaventose
BUR, 24/10/2023
Abstract: Il mondo del folklore giapponese è ricco di creature spaventose: apparizioni inquietanti, spiriti, demoni, creature metà animali e metà donne, mutaforma che mettono in comunicazione il mondo dei vivi con quello dei morti. Uno degli aspetti più inebrianti di questo universo è ben spiegato nella prefazione a questo libro da Paolo Linetti, esperto di arte giapponese: "I mostri giapponesi non possono essere definiti 'soprannaturali', essi non vengono da un'altra dimensione, occupano lo stesso spazio reale degli umani". Una caratteristica che il giornalista e professore di origine greco-irlandese Lafcadio Hearn riesce a trasmetterci pienamente: anche oggi le sue selezioni di racconti dal folklore nipponico sono considerate un vero e proprio ponte tra Occidente e Oriente. Questo volume ne raccoglie trentatré di genere spaventoso, con una nuova traduzione di Andrea Cassini, fresca e fedele allo spirito del mito antico giapponese, accompagnate dalle illustrazioni di Elisa Menini, talentuosa fumettista italiana che si ispira alla stilistica ukiyo e manga più tradizionale. Il risultato è un viaggio ipnotico tra vicende inquietanti e seducenti: dal destino straziante della oshidori, l'anatra mandarina, al suonatore di biwa contattato dalle anime dei morti, dalla trappola del Rokuro- Kubi alla maledizione del rospo-donna, e alla leggenda del Mangiatore di sogni. Un viaggio tra parola e immagine unico nel suo genere, un'immersione fantastica nel folklore del Giappone.
Risorsa locale
RIZZOLI, 31/10/2023
Abstract: Con le parole si può giocare, ma non si scherza. Sono roba seria. Infatti, uno dei primi segni di un potere totalitario e liberticida è proprio il controllo del linguaggio. L'imposizione della censura di alcuni termini non è pratica che riguarda il passato, anzi, è più attuale che mai. Più andiamo avanti e più regrediamo in questo ambito. Più diventiamo moralistici, smarrendo tuttavia morale ed etica, più ci concentriamo sull'uso di determinati vocaboli, facendone una malattia. Così si è data vita alla battaglia più stupida, vana, insulsa e folle della nostra storia: quella al dizionario. Oggi non si può più dire "negro" al negro né si può più dire "zingaro", "rom" o "nomade". Non si può dire che uno è "cieco", semmai è un "non vedente". Non si può dire "sordo", al massimo "audioleso". Non si può dire "spazzino", ma solo "operatore ecologico". Non si può dire "bidella", ma solamente "operatrice scolastica". Non si può dare del terrone al terrone mentre è corretto dare del polentone a un polentone. E guai a dire "frocio" o "finocchio", a meno che tu stesso non sia omosessuale, in tal caso diventa lecito. Per non parlare della repulsione diffusa nei confronti dei sostantivi maschili. Se aggiungi 'astina alla vocale "o", se declini tutto al femminile, allora sei una bella persona, altrimenti vieni etichettato quale maschilista tossico e pure farabutto. Il politicamente corretto applicato al linguaggio secondo Feltri è il male del secolo, ed è giunto il momento di dire basta, di tornare a parlare come mangiamo.
Risorsa locale
DE AGOSTINI, 09/05/2023
Abstract: Peggio di vivere a Mortenia, per Zeno, c'è solo vivere a Mortenia. Le cose però stanno per cambiare. Andrà alle superiori in una vera città: Ollivud. Si tratta solo di resistere un ultimo anno senza farsi bocciare ad Alkatraz, nome in codice dell'istituto che frequenta fin dall'asilo. Il traguardo non è semplice, alzare le materie sotto per lui è sempre stato un problema... ma questa volta deve farcela, a costo di studiare. Anche perché in fondo, cosa mai potrebbe andare storto quando può contare su grandi amici come Harif, Panci e Bea? Il gioco di squadra rende la squadra vincente. Almeno fino a quando arriva un piccolo imprevisto che potrebbe scombinare il suo piano infallibile: Alma. Una ragazza determinata e brillante che non potrebbe essere più diversa da Zeno, soprattutto per un piccolo dettaglio: lui ama lei, lei ama i libri. Così, per conquistarla, lo studente più pigro e maldestro di Mortenia dovrà mettere in gioco se stesso, fino addirittura ad arrivare a... leggere un romanzo.
Risorsa locale
EINAUDI, 17/10/2023
Abstract: Se c'è un confine intorno al quale la storia della letteratura universale sposta di continuo le bandierine - a seconda dell'epoca, dei protagonisti e del contesto sociale -, quel confine riguarda il terreno su cui sorge la giovinezza. L'età in cui tutto sta per cambiare possiede un potente correlativo oggettivo: le camerette degli adolescenti. Ogni addobbo, ogni poster o manifesto messo in bella mostra, riverbera di unicità e insieme di normalità. Ed è lí che lo sguardo di Olga Campofreda si avventura, alla ricerca di un impossibile elisir dell'eterno presente. Perché che siano vere o virtuali, quelle quattro pareti dicono di noi molto piú di quanto siamo disposti ad ammettere.
Risorsa locale
EINAUDI, 17/10/2023
Abstract: Chi sono, oggi, le streghe? Quali abiti indossano, come si truccano, che parole pronunciano per ammaliare il prossimo? A un certo punto degli anni Novanta, nella scena musicale mondiale, precipita come un meteorite una ragazzina di nome Britney Spears. Dietro un aspetto capace di coniugare la sensualità e l'innocenza - ci racconta Giulia Paganelli in questa implacabile indagine sui corpi - c'è non solo un'accurata operazione di marketing, ma un tentativo di riscrivere l'alfabeto dell'immaginario collettivo. Perché il pregiudizio, quando affonda le sue radici nel terreno dell'abitudine, è il male piú inestirpabile di cui si possa fare esperienza.
Risorsa locale
EINAUDI, 17/10/2023
Abstract: A metà tra memoir divertito e nostalgico e affilata antropologia urbana, psicogeografia e critica culturale, Al centro dei desideri è un dispaccio dal continente piú sconosciuto: il presente. I centri commerciali forse sono un po' passati di moda: se questo è successo è perché oggi siamo immersi in ogni istante in un altro centro commerciale: il web. Il consumo è l'esperienza principale in cui realtà e finzione, dimensione pubblica e privata, tempo libero e capitalismo si confondono continuamente l'uno con l'altro, trasformando i cittadini in eterni utenti motivati dalla merce. Priscilla De Pace va allora alle radici di questa esperienza con una vera e propria flânerie nei centri commerciali del suo quartiere che, in diverse epoche della sua vita, si sono succeduti come strati geologici. Li esplora fino all'ultimo, il web e i social appunto, dove a essere inventate, consumate e hackerate sono le nostre identità.
Risorsa locale
EINAUDI, 17/10/2023
Abstract: Ovunque e in nessun luogo, indefinibili eppure pervasivi, i meme sono il fenomeno culturale e politico piú interessante e influente degli ultimi anni. E anche se tutti ne abbiamo visto, condiviso, forse addirittura creato uno, difficilmente possiamo dire di avere piena consapevolezza della dimensione del fenomeno o delle infinite pieghe (layer!) in cui si articola la loro ironia, tra desiderio di rivolta e "cattivo infinito" consolante e ineffettuale. Anche perché, come risulta chiaro leggendo Daniele Zinni, uno dei piú celebrati e elusivi memer italiani, è dell'identità e delle sue fratture che i meme ci parlano.
Risorsa locale
Mondadori, 14/11/2023
Abstract: Una guardia, un tempo ladra leggendaria, che vuole dare prova di sé.Un giovane, erede di una dinastia di fuorilegge, che si ritrova improvvisamente al comando.Una danza pericolosa che potrebbe costare loro la vita e il cuore.
Risorsa locale
EINAUDI, 17/10/2023
Abstract: Cosa significa essere una femminista hip hop? Cosa vuol dire amare il rap senza perdonargli nulla, riconoscendo le sue enormi contraddizioni e scavandoci dentro? Per spiegarlo onestamente, senza retorica, è necessario esporsi in prima persona, sezionare la propria passione, dare voce alla confusione che affolla la testa e le viscere. Bisogna raccontare cosa vuol dire crescere a testa bassa, sotto il peso insostenibile delle mille piccole oppressioni di una società razzista e classista, cosa vuol dire lottare contro se stessa, contro le proprie origini e la propria natura, cosa vuol dire aggrapparsi alle parole e alla musica di chi vive la tua stessa condizione e la testa trova la forza di alzarla. Bisogna metterci rabbia e cuore. Wissal Houbabi in queste pagine fa tutto questo, e ci consegna il ritratto complesso, sfrontato e incendiario della sua storia d'amore piú lunga: quella con la musica rap.