Trovati 855983 documenti.
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Neri Pozza, 13/05/2016
Abstract: In un avvallamento tra due montagne della Val d'Aosta, al tempo della Grande Guerra, sorge il borgo di Saint Rhémy: un piccolo gruppo di case affastellate le une sulle altre, in mezzo alle quali spunta uno sparuto campanile.Al calare della sera, da una di quelle case, con il volto opportunamente protetto dall'oscurità, qualche "anima pia" esce a volte per avventurarsi nel bosco e andare a bussare alla porta di un capanno dove vive Fiamma, una ragazza dai capelli così rossi che sembrano guizzare come lingue di fuoco in un camino.Come faceva sua madre quand'era ancora in vita, Fiamma prepara decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva digestione, insonnia, infezioni… Infusi d'erbe che, in bocca alla gente del borgo diventano "pozioni " approntate da una "strega" che ha venduto l'anima al diavolo. Così, mentre al calare delle ombre gli abitanti di Saint Rhémy compaiono furtivi alla sua porta, alla luce del sole si segnano al passaggio della ragazza ed evitano persino di guardarla negli occhi.Il piccolo e inospitale capanno e il bosco sono perciò l'unica realtà che Fiamma conosce, l'unico luogo in cui si sente al sicuro. La solitudine, però, a volte le pesa addosso come un macigno, soprattutto da quando Raphaël Rosset se n'è andato.Era inaspettatamente comparso un giorno al suo cospetto, Raphaël, quando era ancora un bambino sparuto, con una folta matassa di capelli biondi come il grano e una spruzzata di lentiggini sul naso a patata. Le aveva parlato normalmente, come si fa tra ragazzi ed era diventato col tempo il suo migliore e unico amico. Poi, a ventuno anni, in un giorno di sole era partito per la guerra con il sorriso stampato sul volto e la penna di corvo ben lucida sul cappello, e non era più tornato. Ora, ogni sera alla stessa ora, Fiamma si spinge al limitare del bosco, fino alla fattoria dei Rosset. Prima di scomparire inghiottita dal buio della notte, se ne sta a guardare a lungo la casa dove, in preda ai sensi di colpa per non essere andato lui in guerra, si aggira sconsolato Yann, il fratello zoppo di Raphaël… il fratello che la odia.Ritornando su un tema caro alla letteratura di ogni tempo – l'amore che dissolve il rapporto tra una comunità e il suo capro espiatorio – Francesca Diotallevi costruisce un romanzo che sorprende per la maturità della scrittura e la solidità della trama, un'opera che annuncia un nuovo talento della narrativa italiana.Romanzo vincitore della Sezione Giovani del"Premio Neri Pozza - Fondazione Pini - Circolo dei Lettori"."Questa giovane autrice ha un prodigioso senso del racconto".Sandra Petrignani"Una scrittura tersa, misurata, di grande mestiere. Un'opera di sicuro talento".Romana Petri"L'ambientazione così remota, così radicale; la scrittura asciutta ed essenziale, la capacità di creare un'aspettativa, invogliando il lettore ad andare avanti… sono le qualità salienti di questo sorprendente romanzo".Francesco Durante
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Esodo. Storia del nuovo millennio
Neri Pozza, 13/05/2016
Abstract: Questo libro è la cronaca dei viaggi fatti in compagnia dei migranti nei principali luoghi da cui partono, e in cui sostano o si riversano. In questo senso, è il racconto in presa diretta dell'Esodo che sta già mutando il mondo e la storia a venire. Una Grande Migrazione che ha inizio là dove parti intere del pianeta si svuotano di uomini, di rumori, di vita: negli squarci sterminati di Africa e di Medio Oriente, dove la sabbia già ricopre le strade e ne cancella il ricordo; nei paesi dove tutti quelli che possono mettersi in cammino partono e non restano che i vecchi. Termina nel nostro mondo, dove file di uomini sbarcano da navi che sono già relitti o cercano di sfondare muri improvvisati, camminano, scalano montagne, hanno mappe che sono messaggi di parenti o amici che già vivono in quella che ai loro occhi è la meta agognata: l'Europa, il Paradiso mille volte immaginato. In realtà, il Paradiso è soltanto l'albergo fatiscente di civiltà sfiancate e inerti, destinate, come sempre accade nella Storia, a essere prese d'assalto da turbini di uomini capaci di lasciarsi dietro il passato, l'identità, l'anima. Da Melilla, l'enclave spagnola che si stende ai piedi del Gourougou, in Marocco – dodici, sonnolenti chilometri quadrati cinti da un Muro in cui l'Europa è, visivamente, morta – fino alla giungla di Sangatte, a Calais, dove la disperata fauna dei migranti macchia, agli occhi delle solerti autorità francesi, le rive della Manica con la sua corte dei miracoli, tutto l'Occidente, dai governanti ai sudditi, sembra ingenuamente credere di poter continuare a respirare l'aria di prima, di poter vivere sulla medesima terra di prima, mentre "il mondo è rotolato in modo invisibile, silenzioso, inavvertito, in tempi nuovi, come se fossero mutati l'atmosfera del pianeta, il suo ossigeno, il ritmo di combustione e tutte le molle degli orologi". Dall'Africa e dal Medio Oriente, sconvolti dalla guerra, dalla povertà e dal totalitarismo islamista, fino alle sponde e ai confini dell'Europa, Domenico Quirico narra la storia del nuovo millennio, la storia di un popolo nuovo in cammino. "Abitanti di un mondo in declino, trepidiamo soltanto per la nostra ricchezza, proprio come i popoli vecchi, le civiltà al tramonto. E non ci accorgiamo che nelle nostre tiepide città, in cui coltiviamo la nostra artificiale solitudine, vi sono già alveari ronzanti, di rumore e di colore, di preghiera e furore. Il mondo di domani".Domenico Quirico
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Feltrinelli Editore, 09/06/2016
Abstract: Iris – 45 anni, sposata, con due figli – pensa di aver lasciato i due grandi traumi della sua vita dietro di sé. L'abbandono del primo amore, Eitan, che l'ha portata giovanissima a desiderare la morte, e poi, anni dopo, l'attentato, il terrorista che si è fatto esplodere sull'autobus e che l'ha portata al confine tra la vita e la morte. A distanza di dieci anni dall'attentato Iris non si aspetta il riaffiorare del dolore fisico, dei ricordi terribili, né si aspetta di rincontrare per caso Eitan sulla sua strada. Se a questo si aggiungono il sospetto che il marito Micki abbia un'amante e la preoccupazione di una madre per la figlia, che le sembra vittima di un uomo molto più grande di lei, la vita di Iris sembra andare di nuovo in frantumi e la situazione diventa deflagrante e ingestibile.Solo una grande scrittrice come Zeruya Shalev, con la sua bellissima scrittura sensuale e il suo stile fluente, riesce a dar voce alla magnifica complessità della vita e delle relazioni, a tirare con pazienza tutti fili della storia fino a comporre una trama impeccabile e a portarci in uno stupefacente viaggio catartico attraverso il dolore e il suo contrario.
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Riflessioni sulla morte di Mishima
Feltrinelli Editore, 09/06/2018
Abstract: Una morte sconvolgente, ossessivamente annunciata, preparata con implacabile meticolosità e infine celebrata dinanzi al mondo come un rituale spettacolare e tragico. L'uscita di scena di Mishima ha rappresentato al tempo stesso l'apoteosi del personaggio, condannato da un demone inquieto a una vita perennemente sopra le righe, e la parola conclusiva dello scrittore, la sigla di un'opera in cui gioventù, bellezza e morte appaiono intrecciate in un destino ineluttabile. Di questo invocato martirio, in cui un'etica eroica da antico samurai convive singolarmente con un estetismo quasi dandy, ancora oggi non è facile formulare una lettura. Per Miller la figura di Mishima rappresenta il risveglio del Giappone "alla bellezza e alla efficacia del loro modo tradizionale di vita". Anche ispirata dalla sua quinta moglie, la pianista Hoki Tokuda, l'attenzione di Miller verso la cultura giapponese è un "must" che è sempre stato presente nella sua riflessione. Di Mishima, Miller ammirava il coraggio, lo stoicismo, la genialità e il suo vano sogno di restaurare la virtù e la spiritualità proprie della tradizione giapponese.
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Neri Pozza, 16/05/2016
Abstract: Nel 1941 Lea Quaretti, giovane scrittrice di belle speranze, si trasferisce a Venezia dove, nel 1945, incontra Neri Pozza. Da quell'incontro nasce un sodalizio intellettuale e sentimentale che culminerà nel matrimonio e terminerà soltanto con la scomparsa della scrittrice nel 1981. Figura fondamentale nella nascita delle edizioni Neri Pozza nel 1946, Lea Quaretti compilò fino al 1976 quasi quotidianamente il suo diario, riversandovi ogni accadimento della propria vita: la sua storia d'amore con l'editore, la collaborazione nell'attività della casa editrice, le relazioni amicali, le letture, le conversazioni con letterati e artisti, gli incontri casuali. Pagine intense, che vengono ora alla luce e testimoniano della straordinaria avventura sentimentale e intellettuale vissuta da Lea e Neri Pozza, e della cerchia di amici che si raccolse attorno alla loro casa editrice: Palazzeschi, Alvaro, Montale, Bassani, Buzzati, Zanzotto, Cecchi, Falqui, Pasolini, Morandi, Licini, Tancredi, Denti di Pirajno, Levi della Vida, Diano, Bettini. Educata alla vita di società, elegante, colta, Lea Quaretti suscitava passioni e inaspettate confidenze. Nelle pagine del suo diario, il lettore può scoprire un Montale "pauroso fino a fare rabbia"; un Cecchi angustiato dal timore di "non trovare la parola vera per rappresentare la voce che aspetto di sentire"; un Buzzati "che può amare solo chi non lo ama"; un Parise convinto che ogni avventura sentimentale "consumi la carica vitale" che uno scrittore può "mettere nel lavoro". In appendice al libro figura un Congedo di Neri Pozza, in cui l'editore riprende il colloquio con Lea che la morte aveva reso silente ma non interrotto.
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Neri Pozza, 20/05/2016
Abstract: Ciascuno di noi ha in cuor suo un'idea di Venezia, proprio perché di questa straordinaria città non esiste e non può esistere una definizione esaustiva. Venezia è sgusciante e imprendibile, come un animale misterioso. L'idea di Cesare de Seta è che essa sia come Moby Dick, la balena bianca con cui Ahab mette in gioco il suo destino: un'inafferrabile città-destino, immersa nel Mediterraneo con i suoi tentacoli-isole. Un accostamento azzardato tra la magnifica città dei rii e dei campielli e il capolavoro di Melville? Provate allora a leggere – magari di notte, com'è accaduto all'autore di queste pagine – Moby Dick e a soffermarvi, nel capitolo intitolato Sulle raffigurazioni mostruose delle balene, sulle singolari righe in cui Melville descrive la balena dei legatori, "avvinta come un tralcio di vite al ceppo di un'àncora calante", e cita Aldo Manuzio. Il logo di Manuzio, quel Leviatano che campeggia su ogni suo libro, vi apparirà allora come una raffigurazione simbolica di Venezia. Animato da quest'idea, de Seta si è mosso alla ricerca degli infiniti tesori che giacciono nel corpo di questo misterioso Leviatano: le opere che hanno segnato la storia dell'arte e sulle quali incombe una tale bibliografia da far tremare i solai di una biblioteca. La tempesta di Giorgione, ad esempio, il dipinto il cui soggetto è uno dei grandi nodi irrisolti della storiografia artistica. Viaggiando nel corpo della balena-Venezia, come uno di quei naviganti abili a raccontare mirabolanti storie ed avventure, de Seta ci ricorda la "mossa del cavallo" di uno studioso che ha sparigliato le carte sostenendo che il quadro raffigura in realtà i bombardamenti cui fu sottoposta Padova da parte delle artiglierie imperiali nel 1509. Durante il viaggio, compaiono le gigantesche figure dell'arte che sono Venezia, anche quando non la dipingono: Tiziano che, come Michelangelo, era nella leggenda già da vivo, e il cui colore è all'origine del mito della pittura veneziana in Europa; Tintoretto che con il suo "schioppettio cromatico" prese assai rapidamente il posto di Tiziano; i vedutisti Canaletto, Guardi e Bellotto, che resero sublime l'uso della camera oscura, e appaiono qui come protagonisti di una singolare pièce teatrale, in dialogo con i loro e i nostri contemporanei che di loro si sono occupati. Una navigazione affascinante nel corpo di una città unica, con una sorpresa finale – il ritrovamento alla British Library di Londra di un meraviglioso libro sulla marineria veneziana – che sembra fatta apposta per rendere omaggio al creatore di Moby Dick.
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Neri Pozza, 16/05/2016
Abstract: Un gelido gennaio del 1936 a Parigi. Seduta a un tavolino del "Deux Magots", una donna si toglie i guanti, estrae dalla borsetta un coltello e comincia a pugnalare in gran velocità gli spazi tra le dita della mano aperta a ventaglio. A volte sbaglia il colpo e sanguina. Seduti lì accanto, Pablo Picasso e il poeta Paul Éluard osservano il gioco. Il pittore si alza, si avvicina alla donna e le chiede in dono i guanti: vuole collocarli nella vetrinetta dove conserva i ricordi più preziosi. La donna glieli concede levando su di lui due occhi dal colore indefinibile. Non si tratta di una donna qualunque. È la fotografa surrealista Dora Maar. Scocca da questo incontro uno degli amori più tormentati del Novecento. Quando conosce Picasso, Dora è reduce da un legame devastante con Georges Bataille. Al fianco dello scrittore ha oltrepassato la linea che divide l'erotismo dalla crudeltà. Ma anche con Picasso l'amore è violento. Picasso ama Dora, ma ama soprattutto se stesso. La divide con altre donne, per esempio con Marie-Thérèse, che gli ha dato una figlia quando lui è ancora sposato con Olga; la costringe a fare da spettatrice ai propri tradimenti; la umilia obbligandola ad abbandonare la fotografia. Fra i surrealisti Dora è considerata la rivale di Man Ray, ma per Picasso esiste un solo genio: lui. Sono anni in cui infuria la tempesta. La Spagna è dilaniata dalla guerra civile, l'Europa sta per subire l'assalto di Hitler e Picasso diventa la coscienza critica di quel tempo feroce. Dipinge Guernica e Dora lo fotografa mentre crea il capolavoro. E quando Parigi è occupata dai nazisti, Dora divide con Picasso la fame, il freddo e la paura dell'arresto. Schiava di Picasso è il romanzo di un amore e di un'epoca. Usa il documento per staccarsene e per narrare di un momento irripetibile della storia: della Parigi degli anni Trenta e Quaranta, in cui Paul Éluard, Jacques Prévert, Brassaï, Man Ray, Jean Cocteau furono i comprimari e i testimoni di una schiavitù amorosa che con le sue crudeltà portò alla follia Henriette Theodora Markovitch, l'artista che, portando sul viso "la grazia di una madonna che non sorride", divenne famosa col nome di Dora Maar.
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Risparmiare energia for dummies
Hoepli, 16/05/2016
Abstract: Volete essere certi che il vostro consumo energetico sia sostenibile? Volete risparmiare sulla bolletta energetica? Capite l'importanza di inquinare meno e consumare meglio? È il momento di mettere in pratica, in casa e al lavoro, questi concetti così importanti per il futuro di tutti noi. In questo libro trovate tanti consigli indispensabili per consumare meno energia in tutti i momenti della giornata, nelle stanze di casa vostra, in ufficio e nei vostri spostamenti verso i luoghi di lavoro. Un volume pieno di consigli pratici, una guida per comportarsi in modo intelligente, per risparmiare nella vita di tutti i giorni e ridurre il proprio impatto ambientale.
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Beat, 16/05/2016
Abstract: Tutto ha inizio da una sedia a rotelle, immersa nel buio sul marciapiede deserto di un vicolo di Barcellona. Francisco Balmes detto Paquito, rappresentante di bigiotteria sposato e con figli, ha la sfortuna di passare da quelle parti e di incrociare lo sguardo dell'uomo che è sopra quella sedia: un invalido ancora ben messo, con belle braccia muscolose, collo taurino e un'aria di solitudine, quasi di tristezza antica. Come una suora della carità, Paquito si ritrova ad aiutare l'uomo ad attraversare la strada. Spinge la sedia sull'asfalto lucido fino all'altro marciapiede e poi fino a un vicolo, un budello pieno di pile di cartoni, finestre con le sbarre e coppie che amoreggiano. Tutto precipita in pochi istanti: nel punto più buio del vicolo l'invalido si alza in piedi. Niente più sedia a rotelle, niente più gambe che cedono. Solo le braccia muscolose, il collo taurino, lo sguardo cattivo. Piazzandogli la lama di un coltello alla gola, l'uomo gli intima di dargli tutto. "La Barcellona oscura e criminale in cui si aggira Mendez, commissario sull'orlo della pensione che conosce come le sue tasche i barrios popolari".Il manifesto"La scrittura singolare, pastosa, irriverente di Francisco González Ledesma mostra un'invidiabile presa sul presente".Giancarlo De Cataldo, Corriere della Sera"Con Manuel Vàzquez Montalbàn, Ledesma è stato il protagonista della rinascita della "novela negra" nella Barcellona della Transizione e della democrazia".la Repubblica
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Beat, 16/05/2016
Abstract: "L'India sta per essere spaccata in due. Si può spaccare un paese? E che succede se la spaccatura passa proprio per casa mia?" È il 1947 a Lahore e Lenny, la piccola voce narrante di questo libro, ha appena compiuto otto anni. Nella bella casa dei suoi genitori, Lenny si interroga sulle nubi che offuscano la sua infanzia. Perché Gelataio, Sher Singh, Massaggiatore e Macellaio, i corteggiatori di Ayah, la sua giovane e prosperosa tata, non scherzano più docilmente e si accapigliano con cattiveria e foga su Gandhi, Nehru, Tara Singh e altri misteriosi nomi? Perché tutti sembrano diventati altri? Perché "oggi ognuno è se stesso e il giorno dopo indù, musulmano, sikh o cristiano"? Secondo la magia propria della grande narrativa, in queste pagine la terribile spartizione dell'India del 1947, che generò il più spaventoso esodo di popolazioni che la storia ricordi, appare sotto sembianze tragicomiche: una commedia domestica annuncia l'orrore, e la catastrofe – la divisione che non spartisce soltanto la terra, ma i cuori – si cela dietro uno spettacolare e divertente assortimento di piccoli orgogli e pregiudizi. "Bapsi Sidhwa ha una capacità unica di catturare e incantare, di intrecciare il grande al piccolo, la Storia alle tante storie".la Repubblica"Un libro memorabile".New York Times Book Review"Ricchissimo, nello stesso tempo realistico e magicamente evocativo".Kirkus Reviews
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Beat, 16/05/2016
Abstract: Che cosè il Veneto? Uno spazio geografico? Una lingua destinata forse a vivere, forse a morire? O soltanto un ricordo, un miraggio di qualcosa che non cè più? A cinque anni dalluscita di Sillabario veneto. Viaggio sentimentale tra le parole venete, Paolo Malaguti torna a confrontarsi con queste domande, e lo fa partendo da una trentina di nuove parole del suo Veneto, quello che gli è arrivato, nonostante le censure di genitori e nonni per un codice del quale talvolta ci si vergognava, come lultimo rivolo di un fiume progressivamente prosciugatosi negli ultimi 40 anni. Bunigolo, Bronsa, Fruare, Imbacucà, Incoconare, Magón, Pampalugo, Pirón, Pitaro, Pocio, Sbrego, Sproto, Strucón, Suca baruca sono solo alcuni dei termini da cui lautore parte per un viaggio dallesito imprevedibile, sospeso tra etimologia, storia, memoria collettiva ed esilaranti episodi familiari. Trenta storie che compongono un racconto nostalgico ma scanzonato sul Veneto (e sui veneti) di ieri e di oggi."Un sillabario dei profumi antichi in cui la ricostruzione etimologica lascia il passo alle emozioni".Il Gazzettino"La mappa di un piccolo mondo che ha perso la memoria Sillabario giocoso del Veneto orfano".Corriere del Veneto
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Beat, 16/05/2016
Abstract: A Lauscha, un piccolo villaggio tedesco immerso nei boschi della Turingia, gli abitanti si guadagnano da vivere da secoli allo stesso modo: soffiando il vetro. Una notte di settembre alla fine dell'Ottocento, però, il soffiatore Joost Steinmann muore inaspettatamente, lasciando le tre figlie – Marie, Ruth e Johanna – in ristrettezze economiche. Mentre Ruth pensa solo al bel giovane del villaggio che le fa gli occhi dolci e Johanna spera di trovare un impiego qualunque, Marie – la più piccola delle tre – ha un piano: diventare una soffiatrice di vetro, proprio come suo padre. Peccato, però, che a Lauscha la tradizione parli chiaro: solo gli uomini possono soffiare il vetro. Le donne devono occuparsi della decorazione e del confezionamento. Il buon senso vorrebbe che Marie lasciasse perdere. Invece la ragazza inizia a lavorare di nascosto, finché in paese non si diffonde la voce dell'arrivo di un nuovo misterioso soffiatore, e tutti accorrono per sapere chi si celi dietro quelle splendide e originalissime creazioni. Opera di una delle scrittrici di romanzi storici più affermate in Germania, La soffiatrice di vetro racconta la vicenda – ben scritta e impreziosita da un grande lavoro di documentazione – di tre sorelle costrette a lottare in un mondo chiuso alle novità e condizionato dai pregiudizi. Una storia irresistibile che mostra come a volte i sogni si realizzano restando fedeli a se stessi e al proprio cuore. "Petra Durst-Benning è una delle first lady del romanzo storico in Germania".Denglers-buchkritik.de
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Salani Editore, 26/05/2016
Abstract: Alzino la mano quanti tra voi credono all'astrologia, e quanti la prendono veramente sul serio. Non importa: di sicuro tutti voi credete all'amore. Quello sognato, quello tormentato, quello pacifico e basato sulla routine quotidiana, quello perso, quello focoso, e ancora quello 'da una notte e via'. Questo libro fa per voi, che siate alla ricerca costante di un Amore con la A maiuscola, oppure che stiate solo cercando di portare avanti in maniera tranquilla la vostra vita di coppia. Perché, che ci crediate o meno, questa guida amorosa vi aiuterà a rintracciare i 'tipi umani' che si ripetono sempre uguali dietro a ogni singolo individuo, e vi insegnerà a porvi delle domande. Alla fin fine, infatti, l'elemento determinante siete voi: che cosa state cercando? Che carattere mostrate nelle vostre storie d'amore? E soprattutto, avete la tempra adatta per sopportare le manie di protagonismo di un Gemelli, la focosità di un Ariete o, ancora, l'ipersensibilità di un Cancro, e via di seguito? Una volta che avrete ben chiaro in testa tutto quanto, troverete quindi in questo libro la risposta alla fatidica domanda: "Cosa devo fare se mi sono innamorata/o di un...?". Con un po' di realismo, molta ironia, e un pizzico di ottimismo che non guasta mai.
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Garzanti classici, 26/05/2016
Abstract: DAL CAPOLAVORO DI LEWIS CARROLLIL NUOVO GRANDE FILMCON JOHNNY DEPP E ANNE HATHAWAYIL RITORNO DI ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIESeguito di Alice nel Paese delle Meraviglie, Attraverso lo specchio (1871) ne riprende i personaggi e le ambientazioni fantastiche, pur in una chiave meno trasognata e più malinconica. Nel mondo a rovescio che Alice trova al di là dello specchio di camera sua, sei mesi dopo il suo primo viaggio nel paese delle meraviglie, è valida una sola regola: credere all'impossibile. Le carte da gioco si tramutano qui nei pezzi di una scacchiera; la sequela di imprevisti e trabocchetti in una sfrenata corsa tra filastrocche, poesie, giochi. E mentre Alice si muove sulla scacchiera, di casella in casella, impara a difendersi, a dire la sua, a entrare nel gioco dell'eccentrico e dell'incredibile, a capire e a simpatizzare con gli esseri stravaganti che incontra, allucinati ma ricchi di umanità.Lewis Carroll (Daresbury 1832 - Guildford 1898) scrittore e matematico inglese, celebre per il romanzo fiabesco Alice nel paese delle meraviglie (1865), cui diede un seguito in Alice attraverso lo specchio (1871), capolavori della letteratura per l'infanzia apprezzati da lettori di tutte le epoche ed età.
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Il ramo d'oro. Studio della magia e la religione
Bollati Boringhieri, 19/05/2016
Abstract: Per invito della Sibilla, prima di accingersi al viaggio nel regno dei morti, Enea colse il ramo d'oro. Secondo gli antichi, a questa leggenda era collegata la strana usanza per cui solo chi fosse riuscito a strappare un ramo dall'albero che cresceva nel recinto del santuario di Diana a Nemi, uccidendo il sacerdote che vigilava su quei luoghi, poteva succedergli come "re del bosco". Colpito da quello che sembrava essere un barbaro costume sopravvissuto fino ai tempi imperiali, Frazer si lanciò in una ricerca sui motivi universali che potevano averlo ispirato, confrontando miti e riti di ogni tempo e luogo. L'edizione che qui si ripropone fu stabilita dallo stesso Frazer, il quale seppe mantenere la straordinaria ricchezza dell'edizione maggiore, rendendone più accessibile l'impianto ed esaltandone i pregi letterari.
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VALLARDI, 22/09/2016
Abstract: UN BESTSELLER INTERNAZIONALE"Un libro che ti cambia la vita" Huffington PostDA UN'AUTOREVOLE RICERCATRICE IN SCIENZE SOCIALI, UN LIBRO RIVOLUZIONARIO SUL VALORE DEL FALLIMENTO. LA FRAGILITÀ NON È SINONIMO DI DEBOLEZZA. ANZI, È DALLA VULNERABILITÀ CHE SCATURISCONO L'INNOVAZIONE E IL CAMBIAMENTO. "Non c'è minaccia più grande per i critici, i cinici e i seminatori di paure di coloro fra noi che sono disposti a cadere perché hanno imparato a rialzarsi. Con le ginocchia escoriate e i cuori infranti, scegliamo di riconoscere i nostri vissuti difficili, invece di nasconderci e fingere. Siamo noi gli autori delle nostre vite. Siamo noi a deciderne i coraggiosi risultati. Traiamo amore dalla disperazione, compassione dalla vergogna, benevolenza dalla delusione, coraggio dal fallimento, forza dalla fragilità. Scoprirci è il nostro potere. La narrazione è la strada verso casa. La verità è la nostra canzone. Noi siamo i coraggiosi e affranti. Noi ci rialziamo più forti di prima."Basandosi sui risultati di una ricerca su larga scala durata dodici anni, Brené Brown ha raccolto e analizzato le testimonianze di importanti manager, artisti, docenti e famiglie comuni che hanno saputo superare un fallimento o una grave delusione, riuscendo a trovare l'equilibrio nel mezzo di una battaglia durissima. Sulla base di questi risultati, Brené Brown ha elaborato un metodo per acquisire consapevolezza, guidandoci attraverso tre fasi ineludibili del processo di crescita personale: Riconoscere, Riflettere, Rivoluzionare. Perché il primo passo verso il successo è riconoscerci per come siamo, con tutti i nostri dubbi, le debolezze e i fallimenti passati. Solo diventando i protagonisti della nostra vita, gli eroi della nostra storia, potremo scrivere come andrà a finire.SOLO SE TI METTI IN GIOCO VERAMENTE E NON HAI PAURA DI SBAGLIARE, TROVERAI LA FORZA DI RICOMINCIARE. PIÙ FORTE DI PRIMA."Essere licenziato da Apple è stata la cosa migliore che mi potesse succedere. La pesantezza del successo fu rimpiazzata dalla leggerezza di tornare debuttante, senza più certezze" Steve Jobs"Per Brené Brown la vulnerabilità è la chiave di tutto ciò che ha valore sul posto di lavoro: coraggio, creatività e relazione con gli altri" Corriere della Sera"Con il suo approccio innovativo la Brown ha migliorato l'esistenza a milioni di persone" Kirkus
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Adelphi, 19/05/2016
Abstract: Ci fu un'epoca in cui, se si incontravano altri esseri, non si sapeva con certezza se erano animali o dèi o signori di una specie o demoni o antenati. O semplicemente uomini. Un giorno, che durò molte migliaia di anni, Homo fece qualcosa che nessun altro ancora aveva tentato. Cominciò a imitare quegli stessi animali che lo perseguitavano: i predatori. E diventò cacciatore. Fu un processo lungo, sconvolgente e rapinoso, che lasciò tracce e cicatrici nei riti e nei miti, oltre che nei comportamenti, mescolandosi con qualcosa che nella Grecia antica fu chiamato "il divino", "tò theîon", diverso ma presupposto dal sacro e dal santo e precedente perfino agli dèi. Numerose culture, distanti nello spazio e nel tempo, associarono alcune di queste vicende, drammatiche ed erotiche, a una certa zona del cielo, fra Sirio e Orione: il luogo del Cacciatore Celeste. Le sue storie sono intrecciate in questo libro e si diramano in molteplici direzioni, dal Paleolitico alla macchina di Turing, passando attraverso la Grecia antica e l'Egitto ed esplorando le connessioni latenti all'interno di uno stesso, non circoscrivibile territorio: la mente.
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Bompiani, 19/05/2016
Abstract: Un viaggio in diciotto stazioni a bordo del treno della mente di un'artista leggendaria: M Train parte dal Café 'Ino, il minuscolo caffè del Greenwich Village dove ogni mattina Patti Smith ordina una tazza di caffè nero, pane integrale tostato e un piattino di olio d'oliva. Seduta al suo solito tavolo d'angolo, medita sul mondo com'è e come è stato, e ne scrive sul suo taccuino. Attraverso una prosa che scivola tra sogno e realtà, tra passato e presente, arriviamo in Messico, a Casa Azul, residenza e tomba di Frida Kahlo, a Berlino, alla conferenza di una misteriosa società di esploratori dell'Artide, a Rockaway Beach, dove Patti Smith comprò una casa abbandonata in riva al mare poco prima che l'uragano Sandy si abbattesse su New York, fino alle tombe di Genet, Plath, Rimbaud e Mishima. A scandire il cammino, le fotografie scattate da Patti Smith con l'inseparabile Polaroid. Alle tappe di questo viaggio insieme reale e onirico si intrecciano le riflessioni sul mestiere dell'artista e sulla creazione artistica, ma anche i ricordi degli anni trascorsi in Michigan e della perdita irrimediabile del marito, il musicista Fred Sonic Smith. Ne deriva una collezione di storie vere, viaggi, passioni – il caffè e i telefilm polizieschi –, memorie, meditazioni sulla letteratura e sulle ossessioni letterarie più profonde: un libro potente e toccante, che ci porta dritto al cuore di una tra gli artisti più straordinariamente poliedrici dei nostri giorni.
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Bompiani, 19/05/2016
Abstract: Sicilia, 1949. Il giovane commerciante di bovini Peppino Maiorana affronta una meravigliosa impresa: fornire diecimila muli alla Grecia come risarcimento dei danni di guerra. Dovrà trovare le bestie in tutta l'isola, farle arrivare a Messina, sottoporle all'esame di una commissione e imbarcarle per il Pireo, centocinquanta alla volta, anticipando le spese con denaro che non possiede. Prodigiosamente l'avventura impossibile prende il via. Davanti al mare si anima una città provvisoria di contadini, mercanti, sensali, spie e prostitute, una folla di personaggi disperati, comici, soli, che cercano con molta immaginazione e senza troppi scrupoli di reinventarsi un'esistenza sulle macerie della guerra finita da poco. Maiorana si ritrova a fronteggiare due ostacoli enormi, la sua famiglia e la mafia, ma prosegue ostinato, zigzagando tra dubbi e minacce, convinto che il tempo delle antiche soggezioni sia finito per sempre e che quella sia l'occasione della sua vita. Troverà un singolare alleato in Giulio Saitta, commissario di polizia segnato da un lutto che alimenta il suo desiderio di vendetta. Le indagini solitarie di Saitta si allargano alla strisciante sovversione neofascista e s'intrecciano con le vicende degli omicidi impuniti di cinquanta sindacalisti capi contadini, della guerriglia di Salvatore Giuliano, delle stragi – prima fra tutte quella di Portella della Ginestra – che rischiano di trasformare la Sicilia in un lago di sangue. Maiorana, il paladino di una tragicomica epopea popolare, e Saitta, l'eroe borghese che si scontra con la Storia, sono i due primi attori di una narrazione fluviale scandita da brevi romanzi nel romanzo, digressioni solo apparenti che s'incrociano con la trama principale e la illuminano: perché "non basta conoscere e ricordare i fatti se non ne decidiamo il senso".
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Estrosità rigorose di un consulente editoriale
Adelphi, 19/05/2016
Abstract: Nel 1967 Manganelli dirige la serie italiana di una collana Einaudi. A preoccuparlo è la veste grafica, che con il suo opaco grigio rende i volumetti simili ad "antichi, nobili epitaffi": "E si veda il bell'egualitarismo del procedimento, che pareggia miopi, presbiti, ipermetropi, daltonici ed astigmatici in una comune, edificante inettitudine a leggervi alcunché" commenta. Basterà questo passaggio di una comunicazione 'di servizio' per far capire che tipo di consulente editoriale sia stato Manganelli: eccentrico e brillante, sempre pronto a sfoderare uno humour di volta in volta giocoso, paradossale, corrosivo. Ma non ci si inganni: Manganelli è stato un editor (e traduttore) tutt'altro che sedizioso: disciplinatissimo, piuttosto, duttile e minuzioso. Un editor capace di progettare collane e costruire libri, suggerire titoli, periziare traduzioni con estroso rigore: "... qualche volta la traduttrice tende a dar più colore di quanto non competa a questa gelida carne..." scrive di una Ivy Compton-Burnett che gli era stata sottoposta. Ma capace soprattutto di stendere pareri di lettura e risvolti dove astratto furore dello stile, schietta idiosincrasia e verve beffarda celano una micidiale precisione di giudizio: "La sua pagina sa di virtuosa varichina, i suoi periodi vanno in giro con le calze ciondoloni..." (qui la vittima è Doris Lessing). Una precisione, tuttavia, che nel rifiuto sempre si premura di spogliarsi di ogni drasticità: "Il mio parere è negativo, ma senza ira".