Trovati 855582 documenti.
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La gioia del vagare senza meta
Ediciclo, 28/06/2019
Abstract: La collana "Piccola filosofia di viaggio" invita Roberto Carvelli, scrittore e flâneur, a spiegarci l'utilità filosofica e terapeutica del girovagare, a piedi, in città o nei parchi, senza una meta, lasciando andare il cuore e lo sguardo. L'autore ci insegnerà a riconoscere e a cantare la seduzione delle strade. E ad abbandonarci a esse.
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Ediciclo, 09/02/2017
Abstract: Tre amici un po' in là con gli anni si mettono in cammino per festeggiare un compleanno importante e per cercare un diversivo alla routine, come in Tre uomini a zonzo di Jerome. Lo spirito li fa più giovani dell'anagrafe, il viaggio sotto casa (la Via degli Dei da Bologna a Firenze, dove li aspetta il pub di sempre) scopre distanze da spedizione in un altro continente. E la lentezza ha la meglio proprio nella terra che più di tutte – con l'Alta Velocità e l'autostrada – siamo abituati ad attraversare rapidamente e a lasciarci alle spalle.Il trio un po' cammina un po' si trascina, guatato da lupi e cinghiali, morso ai fianchi dalla nebbia e dalla salita, lungo sentieri che cuciono il tempo della vita, ricomponendo il passato e il presente.Tre uomini a piedi racconta, con lampi di nostalgia e uno humour frizzante, ciò che si sono lasciati alle spalle e ciò che ritrovano lungo il cammino. Magari davanti a un piatto di lasagne emiliane o di tortelli del Mugello.
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Nuova Dimensione, 24/01/2017
Abstract: "Prendevano un centinaio di noi e ci serravano nella palestra del campo. Le SS salivano sugli spalti in pietra e cominciavano a gettare dall'alto delle gallette, di quelle che davano da mangiare ai loro cani, una ogni cinque minuti. Nella palestra si scatenava la bolgia: una battaglia disperata e feroce tra noi per afferrarle e mangiare. La folla sbandava, schiacciava, calpestava, picchiava. Bisognava stare lontani da quel cibo; speravo con tutte le mie forze che il lancio non arrivasse vicino a me".Il mondo rurale, l'adesione al comunismo, il dramma della deportazione e infine la tragedia del Vajont. Una vita sempre in bilico, una grande forza di volontà per resistere. La storia cruda e appassionante di Geremia, un uomo aggrappato alle sue idee che riesce a combattere con i fantasmi della storia.
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Yo no soy gringo. Taccuini sudamericani di coincidenze, truffe e piccoli miracoli
Ediciclo, 20/07/2017
Abstract: Dimenticate l'America Latina da cartolina, con le sue immancabili rovine maya e il mare caraibico. Un giovane e sbarbato Emilio Rigatti ci presenta il Sudamerica dei suoi primi viaggi, un caleidoscopio di colori, di odori, di emozioni forti.Questi taccuini sudamericani raccontano coincidenze "magiche", l'amore a tinte forti, l'amicizia che porta a darsi, la morte come ingrediente imprescindibile della cronaca colombiana, le truffe, gli eccessi del caso. Il libro comincia con un battesimo "latino", di fuoco: la discesa del Rio delle Amazzoni, tra spasmi intestinali e tramonti esagerati. Continua con incontri decisivi, che segneranno per sempre la vita dello scrittore: con Rosa, la futura moglie colombiana da cui avrà il figlio Amadeo; con la prima bicicletta, cavallo d'acciaio che lo accompagnerà nei suoi viaggi andini.Più di un reportage, più di un'autobiografia. Un viaggio nei ricordi e nella scrittura per raccontare il Sudamerica di un "gringo" mancato.
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Ediciclo, 06/07/2017
Abstract: "Percorrere lunghe distanze a piedi regala energia, dà equilibrio e ti insegna a stare al mondo.Ce lo racconta una giornalista che ha trovato la cura al male di vivere un passo dopo l'altro."Donna Moderna"Alessandra impara a badare a se stessa, a essere sulla strada, a essere la strada."Il Sole 24 Ore"Un libro intenso e determinato, come le scelte di vita di chi l'ha scritto."Starbene
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Ediciclo, 05/09/2019
Abstract: Alessandra Beltrame ci porta nel suo mondo intimo fatto di sentieri, incontri e ricerca di senso della vita, in cui il cammino, quale atto ineludibile del nostro stare sulla terra, diventa invito, messaggio, denuncia, atto di tenerezza e inno alla consapevolezza. La protagonista fa della sua esperienza materia che si appiccica alle suole, si sporca dell'odore e della polvere del mondo: il cammino è atto politico, è scelta di libertà contro i luoghi comuni, le cattive abitudini, la disumanità. Perché nasciamo bipedi, non stanziali. Perché chi migra non può essere fermato. Possiamo erigere muri, barriere, ma saranno sempre ostacoli parziali alla volontà, all'esigenza, all'urgenza dell'uomo di spostarsi. Perché siamo come il vento, come il tempo che procede inesorabile. Perciò dobbiamo andare. Al ritmo del nostro cuore e del nostro respiro. Perché noi siamo fatti per camminare.Lasciate andare il vostro passo e provate a vedere l'effetto che fa.
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Decalogo semiserio di un ciclista anomalo
Ediciclo, 01/07/2019
Abstract: "C'è il mondo che ti pare uno schifo, una congiura contro di te? Prendi la bici e pedala. La tua compagna ti ha appena detto che non ti capisce? Nessuno ha risposto alla mail con cui proponevi un'idea che ti sembrava geniale? Monta in sella e pedala. Vai in bici. Vai in bici se vuoi dire qualcosa e non sai come e quando dirla."Dieci stravaganti regole per usare la bicicletta come piccola terapia per il fisico e per la mente. Con un avvertimento: se pedali per verificare se la media di oggi sia migliore di ieri, lascia perdere. Questo libro non fa per te. Qui si disserta delle acrobazie che un ciclista fa per evitare buche e automobili, dei tortuosi percorsi interiori con cui dribblare la fatica, soppesare le angosce, volare su cime che da terra non si oserebbe nemmeno immaginare. Perché solo in sella e senza record da battere, si attraversa il mondo con leggerezza e libertà.
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L'insostenibile leggerezza della bicicletta
Ediciclo, 20/12/2013
Abstract: C'è chi sogna una bici galleggiante, una casa a pedali, una bicicletta leggera che voli nell'aria; c'è chi monta in sella e non torna più, come Heinz Stücke, ormai una leggenda vivente per tutti i cicloviaggiatori; c'è chi partorisce pedalando, e fermandosi dove sente il richiamo della natura; c'è chi fa della bici la sua salvezza, adattandola alla propria invalidità; c'è chi viaggia con tutta la famiglia, per un'esperienza totale e una scuola di vita; c'è chi guarda il mondo attraverso i raggi, fotografandolo o raccontandolo pedalando; c'è chi mena i pedali per lavorare, nel traffico caotico del Cairo, di Città del Messico, o spingendo a fatica nell'aria rarefatta del Tibet... Il mondo della bicicletta è fatto di esploratori, sognatori, lavoratori, non soltanto di sportivi e "fissati" preoccupati solo di lucidare il mezzo, di migliorare le proprie prestazioni. Claude Marthaler, ciclonauta svizzero che ha al suo attivo un giro del mondo e tanti viaggi ed esperienze a pedali, ci racconta i personaggi che ha incontrato durante il suo errare a due ruote, alle prese con l'insostenibile leggerezza della bicicletta.
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Ediciclo, 27/11/2015
Abstract: Montiamo in sella con Margherita Hack per ripercorrere con un'ironia garbata tutta toscana la sua vita al ritmo di dolci o sfrenate pedalate. La celebre astrofisica ci racconta come è passata dal triciclo alla bici da corsa. In mezzo ci sono le salite fiorentine, l'università; il secondo conflitto mondiale e il rifiuto di aderire al fascismo: l'amore per Aldo che, prima di diventare suo marito, fu grande amico d'infanzia e di giochi al Bobolino; la passione per il ciclismo e l'atletica: la carriera; l'affetto per gli animali; i viaggi all'estero; Trieste e le gite a due ruote a respirare libera nella natura, o le piacevoli nuotate a Barcola… Negli ultimi capitoli, quasi una pedalata civile, ci descrive il suo impegno culturale e politico, l'attenzione all'ambiente e le sue considerazioni sul dibattito dell'energia nucleare. Infine ci racconta la sua "quarta giovinezza" lontana dalla bicicletta, ormai "appesa al chiodo", ma ancora ricca di sogni e di ideali.
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Biciterapia. In viaggio alla ricerca dell'equilibrio
Ediciclo, 12/07/2017
Abstract: Hai il diabete? Pedala. Hai ciccia? Pedala. Hai ansia? Pedala. Hai voglia di vedere il mondo? Pedala.Bene, ho tutte queste cose e dunque, pedalo... Ho 58 anni, sono malaticcia e sovrappeso, ma bella viva e vivace. Ho il diabete di tipo 2 e mi sento in colpa per averlo. Non ho pensato al mio corpo per tutta una vita. Lavoro in psichiatria e ogni giorno mi accorgo che dovrei avere più coraggio e mi sento in colpa per quel che non ho fatto. Lavoro con i temi che riguardano "gli ultimi" e spesso, il mio sentirmi piccola, mi ha paralizzato. Mi sento in colpa per le ripetute e alle volte vigliacche omissioni che pratico.Parto per un viaggio in solitaria da Gemona del Friuli a Lampedusa. 2000 km in e-bike: sarà un viaggio sorprendente. Per la mia età, la condizione fisica, il confronto con centinaia di persone che hanno incontrato il disturbo mentale e infine per l'arrivo a Lampedusa, isola di straordinaria bellezza, accoglienza, pietas.Lungo la strada cercherò di perdonarmi, cucendo e unendo i margini delle mie reti e delle mie ferite.Sarà una biciterapia.
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Nero editions, 27/11/2019
Abstract: Enjoy! Eccolo, l'imperativo che tiene assieme i nostri consumi e il nostro stesso rapporto con i prodotti culturali, si tratti di videogiochi, serie tv, musica pop o persino arditi trattati di teoria critica. In questo testo a metà tra psicanalisi e filosofia, Alfie Bown si interroga su quale sia il senso e il valore del "godimento" nel contesto del tardocapitalismo neoliberale: cosa distingue il modo in cui "godiamo" di giochi da smartphone come Candy Crush Saga dalla maniera in cui affrontiamo la lettura di Žižek o Deleuze? E come indirizzare a fini di autentica emancipazione il piacere che sperimentiamo dalla visione di Game of Thrones o dall'ascolto di "Gangnam Style"? Una lettura dotta, originale e a tratti spiazzante per meglio capire come parlare delle cose che ci piacciono, e cosa ci piace delle cose di cui parliamo.Alfie Bown, co-curatore della Hong Kong Review of Books, è autore di The Playstation Dreamworld (Polity 2018) ed Event of Laughter: Psychoanalysis, Literature and Comedy (Bloomsbury 2018). Scrive per il Guardian e la Paris Review ed è editor del sito Everyday Analysis.Giocare ai videogiochi per smartphone ci emancipa o ci rende schiavi? E perdere tempo appresso all'ultima mania virale? Guardare Miley Cyrus che twerka fino a scalare le vette dello stardom? Godersela o non godersela: questo è il problema.3:AM MAGAZINEIn tempi in cui il piacere diventa sempre più una questione politica cruciale, il libro di Alfie Bown è tanto piacevole quanto necessario.THE QUIETUSForse non c'è via d'uscita dal godimento che traiamo dal nostro consumismo idiota; ma almeno possiamo leggere Capitalismo e Candy Crush e smascherare la nostra economia del godimento.CRITICAL-THEORY.COM
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Manni, 26/11/2019
Abstract: Certi legami possono salvare la vita, certi legami possono rovinarla. E questo, Pietro Sicuro, proprietario del Caffè Letterario di Lecce, il più improbabile dei detective per caso, lo sa bene.Invischiato in una pericolosa storia di vendetta che coinvolge e minaccia la sua famiglia, Pietro si muove per le strade del Salento tra spietati assassini e severi ispettori, problemi di cuore e di lavoro, attrici affascinanti e vicine impiccione, piatti di linguine alle vongole e birrette ghiacciate in riva al mare.La sua innata capacità di fare e dire la cosa sbagliata al momento sbagliato ci regala un'altra avventura densa di mistero, suspense e sorrisi.
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Fandango Libri, 31/10/2019
Abstract: Nella Sicilia della fine degli anni '80, i genitori di Enrico Belfiore hanno un'unica passione – la politica, il Partito, il comunismo – e seguendo principi ben chiari hanno educato i figli: mai una gita al mare, mai una vacanza, mai fraternizzare con le famiglie che votano Dc, niente vestiti di marca, mai cedere al consumismo, presenza obbligatoria alle manifestazioni e alle marce per la pace. Michele, il padre, è il vicesegretario regionale del Pci; Luisa, la madre, sta cercando da anni di laurearsi in Psicologia; Chiara, la sorella maggiore, andrà presto via di casa per studiare all'università e sobilla il fratello alla rivolta, anche perché – dice sadica – i genitori presto si separeranno. Sì perché Enrico, diversamente dal suo amico Renato che pensa solo a essere un bravo comunista, vuole essere un ragazzino normale, avere le scarpe che hanno tutti, giocare a calcio, mettersi con la compagna di classe di cui si è innamorato e che cerca disperatamente di conquistare anche se è figlia di costruttori, vuole scrollarsi di dosso quella fama noiosa di piccolo sovietico. E durante il suo primo anno di scuola media lavorerà strenuamente alla propria "liberazione", tra litigi con Renato, comizi e riunioni in sezione, bugie ai genitori e nuove amicizie (tutte da evitare in teoria). Solo che un pizzico di fortuna servirebbe per non essere scoperti… Da una provincia marginale, con un passo comico disarmante Luca Scivoletto racconta la fine del più grande partito comunista d'Europa, la caduta del Muro di Berlino e la Svolta di Occhetto, il crollo del Pci nelle parole di un ragazzino quasi adolescente in lotta per la propria indipendenza. L'esordio letterario nostalgico e scanzonato di uno dei più talentuosi sceneggiatori italiani della nuova generazione.
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SUR, 16/01/2020
Abstract: Né raccolta di racconti né romanzo, né opera di miscellanea né saggio. Un libro senza un inizio, senza una fine, senza una trama e senza regole popolato da gatti che sono telefoni, pesciolini d'oro che scorrono nelle vene, idre a cui mozzare le teste, consigli per cacciare crepuscoli e veleno per topi usato per combattere i refusi. Un certo Lucas è una collezione di racconti e micronarrazioni, uno sguardo sulla vita quotidiana di Lucas – eccentrico alter ego di Julio Cortázar – e al tempo stesso uno spunto da cui partire per raccontare esperienze al limite dell'assurdo, o le idee dell'autore argentino sull'arte, la musica e la letteratura, per riflettere sui momenti di malinconia e insofferenza, o semplicemente ricordare l'odore di sigarette e talco profumato di una donna. Che descriva un ristorante su rotaie, un ricovero in ospedale o la fine di una storia d'amore, la prosa di Cortázar è sempre ammaliante, giocosa e ironica: un vero e proprio antidoto contro la magniloquenza e la solennità.
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SUR, 15/01/2020
Abstract: In un paesino di provincia arriva una persona sconosciuta. Gli abitanti la trovano addormentata sulla panca di una chiesa, dove si è fermata a cercare riparo durante la notte. Ha un'età giovane ma indefinita, la pelle di un colore diverso dalla loro, e a prima vista è impossibile stabilire di che sesso sia. Capisce la loro lingua, ma si rifiuta di parlare e raccontare la sua storia. La comunità, unita da una forte fede religiosa, si dichiara pronta ad accoglierla: ma sarà in grado di farlo davvero? Nei sei giorni successivi (quelli che precedono il "Festival del Perdono", una tradizionale cerimonia di catarsi collettiva), gli abitanti del paese tenteranno in tutti i modi di fare i conti con questa figura inerme ed enigmatica che li lascia continuamente in scacco, e finiranno per essere loro a mettere a nudo i propri sentimenti più profondi, le proprie paure, le proprie ipocrisie.Uno dei migliori talenti della nuova scena letteraria americana scrive un romanzo fantasioso e provocatorio che ci mette di fronte a domande profonde: siamo capaci di accogliere l'altro senza farlo rientrare nelle nostre categorie di interpretazione del mondo? È possibile relazionarci fra esseri umani prescindendo dalle caratteristiche corporee? È più facile aprirci con chi non ci mette di fronte un'identità precostituita?
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Manni, 31/01/2020
Abstract: Ci son voluti quasi cinquant'anni perché Loris Campetti si decidesse a raccontare questa storia, la sua storia. E ha scelto di farlo come fosse un romanzo, perché in qualche modo lo è.Nel 1972 ha 24 anni, è appena laureato, viene indagato per associazione sovversiva dopo che, vicino casa sua, a Macerata, hanno ritrovato un arsenale di armi attribuito al terrorismo rosso. Per una cartina geografica che Loris usa per andare a funghi, considerata prova inconfutabile del suo coinvolgimento, c'è il rischio di rimanere vittima di una macchinazione: sono gli anni di Pinelli, di Piazza Fontana, di Junio Valerio Borghese – e in effetti quell'arsenale si rivelerà costruito dai fascisti su mandato del Sid.Così Loris decide di diventare latitante.Per cinque anni, fino all'assoluzione perché "il fatto non sussiste", Loris convive con l'angoscia, la rabbia, l'impotenza. Dapprima nascondendosi, documenti falsi e un lavoro di collaudatore di Fiat Centoventiquattro, poi tornando allo scoperto, riprendendo la militanza politica, iniziando a collaborare con "il manifesto".È una storia così piena di coincidenze e strane beffe del destino da sembrare un romanzo. E Campetti la racconta inserendola nel quadro di quello che va succedendo in Italia in quei caldi anni Settanta.
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SUR, 04/03/2020
Abstract: Sud degli Stati Uniti, metà del secolo scorso. Nell'isolata valle di Ukulore vive una comunità di fanatici religiosi, la cui cieca devozione sembra attirare soltanto le ire e i castighi di un Dio crudele. Ai margini della loro cittadina, tra i fumi delle paludi e le sterminate piantagioni di canna da zucchero, si nasconde Euchrid Eucrow: un ragazzino muto, nato da una vedova alcolizzata e un allucinato cacciatore di ratti e serpenti. Sarà proprio Euchrid, il reietto, il diverso, che dalla sua baracca muoverà una guerra solitaria contro la setta degli ukuliti, misteriosamente ispirato da un angelo e dall'apparizione di Beth, la bambina santa.Con la sua prosa visionaria e biblica, le sue atmosfere grottesche, le sue tinte lunari e ostinatamente dark, E l'asina vide l'angelo è il romanzo che ha rivelato al mondo il talento letterario di Nick Cave; pubblicato originariamente nel 1989, e divenuto negli anni uno dei più ricercati e sotterranei libri di culto della generazione X, viene oggi riproposto nel testo integrale della prima edizione, in una nuovissima traduzione italiana.
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Manni, 06/04/2020
Abstract: Quando incontra il magistrato minorile Malavoglia Romy ha 16 anni, una famiglia disastrata alle spalle e fa già parte di una banda di delinquenti.Uno di fronte all'altra si tengono testa, tra arresti e fughe, cedimenti e delusioni, ma anche guardandosi da lontano in cerca di un'alleanza.Con piccoli passi su un ponte traballante, Malavoglia riesce a entrare nel passato di Romy, a dare via via forma e nome alle ombre, a iniziare un dialogo con la ragazza, che è anche con se stesso.Il pm a un passo dalla pensione e l'adolescente che sembra aver già troppo vissuto e patito affrontano quell'anno strano che è la vita, in tutti suoi tempi: un passato opprimente, un presente precario, un futuro in cui, comunque, si può sperare.
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L'acrobata d'avanguardia. Hugo Ball tra dada e mistica
Quodlibet, 02/03/2020
Abstract: Hugo Ball (1886-1927) è una figura complessa all'interno del primo Novecento di lingua tedesca: studioso di Nietzsche, uomo di teatro, creatore dell'universo dadaista, feroce avversario del militarismo tedesco, sognatore cattolico, studioso delle vite dei santi; amico di Kandinskij e di Schmitt, di Hesse e di Ernst Bloch, ha attraversato i primi trent'anni del Novecento lasciando dietro di sé un'impronta duratura ma enigmatica, che la critica si è sempre impegnata a decodificare e in qualche modo a normalizzare.Questo libro, interrogando i testi e la vita di Ball secondo un impianto teologico-politico, intende porre gli uni e l'altra lungo l'asse alto/basso, immanenza/trascendenza che li attraversa, situando così la parabola intellettuale di Ball in un contesto che fa della "dissidenza" spirituale il suo asse centrale. L'itinerario intellettuale di Ball si snoda secondo un percorso che solo l'elaborazione di un'altra teologia politica, mistica e trascendentale, umana e troppo umana al contempo, è in grado di descrivere.
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SUR, 11/03/2020
Abstract: Oreo è il classico biscotto americano a due colori: nero fuori, bianco dentro. Ma è anche il soprannome di Christine, l'eroina di questo romanzo, nata dall'improbabile (e presto naufragato) matrimonio tra una madre nera e un padre ebreo. È per ritrovare le tracce di quest'ultimo, sparito senza spiegazioni anni prima, che l'adolescente Christine lascia Philadelphia alla volta di New York. Seguendo una labile scia di indizi, affronterà prova dopo prova una metropoli popolata da personaggi grotteschi – nani e truffatori, ruffiani e fattucchiere – tenendo a bada ogni pericolo con le uniche armi che ha: il cervello affilato e la lingua svelta (senza disdegnare un tocco di arti marziali).Originalissima rivisitazione del mito di Teseo in chiave pop e fumettistica, Oreo è un libro che, come i migliori romanzi postmoderni, interroga e sfida a ogni pagina l'intelligenza del lettore. Con il suo spirito femminista e ribelle, la sua garbata satira del meticciato culturale e l'inesauribile vena linguistica, che mescola con disinvoltura lo yiddish e il vernacolo dei neri, i giochi di parole e i puri e semplici neologismi, questa perla ritrovata degli anni Settanta conserva intatta la comicità sofisticata e la fantasia straripante di un'opera letteraria fuori da qualsiasi schema.