Trovati 858704 documenti.
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Bompiani, 19/06/2019
Abstract: Un viaggio affascinante, descritto con le parole sempre chiare ed essenziali di Gabriella Cella la cui voce – forte di quasi cinquant'anni di pratica e di insegnamento di yoga – ci accompagna, passo dopo passo, nell'esecuzione di sequenze e mantra, con il supporto di un corposo e illuminante apparato di illustrazioni.Le dee, che incarnano i simboli e le caratteristiche fondamentali degli elementi primari della vita, conducono per mano il lettore lungo un percorso iniziatico volto a trasformare la "conoscenza" in "coscienza di se stessi". Dalla Terra, primo elemento solido, il viaggio prosegue nella fluidità dell'Acqua, per poi incontrare la prima trasformazione alchemica e divenire Fuoco per il tramite di luce e calore. Con la consapevolezza del respiro, il viaggiatore raggiunge poi il quarto elemento, l'Aria e infine l'Etere, elemento più sottile e impalpabile.
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Bompiani, 03/07/2019
Abstract: Un romanzo passato attraverso tre riscritture, una critica feroce della nuova realtà consumistica e della civiltà tecnologica.Considerato tra i romanzi più belli e singolari di Vittorini, Le donne di Messina racconta i profondi cambiamenti che conducono l'Italia al boom economico degli anni sessanta attraverso tre fili narrativi: il viaggio dello zio Agrippa, figura emblematica della nuova società in perenne movimento, che percorre il paese in treno alla ricerca della figlia accodatasi in Sicilia alle truppe alleate; la storia d'amore contrastata tra due giovani, Siracusa e Ventura, dal criminale passato fascista; l'avventura di un gruppo di sfollati, tra cui delle energiche donne provenienti da Messina, che vuole costruire sull'appennino tosco-emiliano un'utopica comunità di uguali dove non esiste proprietà privata e dove tutto è in condivisione.
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Il Sempione strizza l'occhio al Frejus
Bompiani, 03/07/2019
Abstract: In un susseguirsi di riflessioni, ricordi, litigi, discussioni, Vittorini compone un ritratto familiare a metà tra cronaca neorealista e metafora poetica, in un romanzo singolare, fiabesco ed enigmatico, dove all'archetipo di un mondo originario incarnato dal nonno-elefante fa da contrappunto la crudezza della modernità con i suoi egoismi."Nella nostra famiglia siamo una casa piena di gente, e l'unica persona, tra tutti, che lavori e guadagni qualcosa è mio fratello Euclide." Secondo dopoguerra, periferia di Milano, in una casa "col bosco di Lambrate di fronte alla cucina" un figlio racconta i propri familiari: una madre dura che serve in tavola quasi solo la cicoria selvatica che riesce a raccogliere, un marito volenteroso e remissivo, i numerosi fratelli affamati e soprattutto l'ingombrante e muta presenza del nonno, uomo vecchissimo dall'appetito formidabile e dal passato mitico. È lui infatti che ha contribuito a edificare il mondo di oggi lavorando come muratore alla costruzione di alcune tra le più importanti opere italiane: i trafori del Sempione e del Frejus, ma forse anche il Duomo, il Colosseo e le Piramidi.
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Bompiani, 19/06/2019
Abstract: "... guarda da un'ora all'altra / come cambiano i colori: di grigio in verde, di verde / in freschissimo azzurro." Questi versi di Vittorio Sereni (da Un posto di vacanza, in Stella variabile, 1981), racchiudono l'incanto di un luogo speciale: Bocca di Magra, che fu meta della villeggiatura estiva di un gruppo di scrittori, poeti, funzionari editoriali che hanno segnato il nostro secondo Novecento. È in larga parte qui che Silvia Sereni, figlia di Vittorio, sceglie di evocarli, consegnandoci ricordi brevi e intensi, tutti scritti "in levare" eppure pieni di affetto, che restituiscono luoghi e personaggi in una luce vivissima. Da Fruttero & Lucentini a del Buono, da Isella a Pontiggia, da Gillo Dorfles con la moglie Lalla a Raboni che abitava al settimo del condominio di via Paravia dove i Sereni occupavano il secondo, da Laura Grimaldi al trio di Pippo, Vito e Donatella, amici nonché collaboratori di Vittorini: attraverso queste pagine ci accorgiamo che erano donne e uomini in cerca di bellezza, in cammino verso un mondo migliore; e ne proviamo un'acuta nostalgia. Accompagnano il testo alcuni ritratti pieni di vitalità tracciati da Giovanna Sereni, sorella di Silvia.
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Il mondo è cominciato con un sì
Bompiani, 26/06/2019
Abstract: Erica Jong non ha mai smesso di scrivere poesia. Una forma che è stata la sua prima passione, anche da lettrice, e che ha dato benzina al resto del suo lavoro.In questa raccolta celebra la vita rendendo omaggio a un'amata autrice, Clarice Lispector: una donna profondamente innamorata della vita nonostante le tragedie e i momenti bui. Del resto è così che fa la vita: ci sfida ad andare avanti con entusiasmo e tenacia anche quando siamo circondati da minacce e rischi. Ed è proprio in questo mondo, in questo momento che ne abbiamo bisogno più che mai. Lo sguardo del poeta, che come ha scritto Blake vede il mondo in un granello di sabbia e l'eternità in un fiore selvaggio, è salvezza. E tanta dell'energia necessaria a salvarsi viene dalle donne: dal loro lavoro, dalla loro essenza, dalla loro creatività.
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Bompiani, 26/06/2019
Abstract: Un libro elegante e sovversivo, sulla libertà e il suo prezzo in termini di solitudine e isolamento.Raffinato e spietato affresco dell'alta società newyorchese di fine Ottocento, L'età dell'innocenza racconta una comunità chiusa, fondata su una solida ricchezza immobiliare, governata da un ottuso moralismo, le cui rigide convenzioni ostacolano qualsiasi desiderio di affermazione del singolo. I ricchi personaggi che si aggirano per le pagine del romanzo vivono tutti nello stesso quadrilatero di strade e non concepiscono l'esistenza di un mondo esterno e diverso dal loro, che tuttavia preme attorno alla gabbia dorata in cui sono rinchiusi e rischia di spazzare via il loro ordine. Specchio di questa società, oggetto dell'aspra critica dell'autrice, è la storia d'amore impossibile tra Newland Archer, brillante giovane avvocato, e la contessa Ellen Olenska, che non può divorziare dal marito e non è libera di amare.
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Bompiani, 03/07/2019
Abstract: Questo romanzo-confessione, pubblicato per la prima volta nel 1963 dopo quattordici anni di silenzio narrativo, è la cronaca di un confronto con i luoghi e i personaggi-spettri (le Furie, appunto) del proprio passato, e insieme un affondo nelle inquietudini, nelle illusioni e disillusioni, nelle passioni e nei tradimenti degli intellettuali italiani. Sullo sfondo di una Vicenza amata e rinnegata Guido Piovene ha costruito una spietata analisi dei fantasmi esistenziali e ideologici propri e dei coetanei, condannando un mondo in decadenza, fatto di vizi passati per virtù, ferocia parossistica mascherata nella più totale carità, fede che diventa feticismo, libido assurta a santità, vigliaccheria e vuota integrità.
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Bompiani, 26/06/2019
Abstract: Pubblicato per la prima volta in forma anonima nel 1914, accolto subito da vivaci polemiche e divenuto ben presto l'opera più famosa del grande scrittore francese, I sotterranei del Vaticano è una farsa abilmente travestita da romanzo d'avventura, una satira irriverente che prende di mira i vizi e le debolezze della borghesia cattolica e allo stesso tempo un disturbante ritratto dell'"atto gratuito". Un gruppo di cattolici della provincia francese si lascia convincere da una banda di truffatori, tra i quali spicca il giovane protagonista Lafcadio, forse il personaggio più riuscito ed emblematico dell'intera opera di Gide, ad accorrere a Roma per liberare Papa Leone XIII, che sarebbe stato rinchiuso nei sotterranei del Vaticano dalla Massoneria e lì languirebbe in prigionia, mentre un usurpatore avrebbe preso il suo posto.
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Il segreto della bambina sulla scogliera
Giunti, 08/05/2013
Abstract: Mentre la tempesta infuria sulle coste di Dunworley Bay, una minuscola figura è immobile sull'orlo di una scogliera a picco sul mare: è una bambina a piedi scalzi, con folti riccioli rossi e una lunga veste bianca. Ipnotizzata di fronte a quella strana apparizione, Grania Ryan, una scultrice di successo appena tornata da New York per riprendersi da un brutto trauma, scoprirà ben presto di non aver sognato. Sua madre Kathleen non ha alcun dubbio: la piccola è Aurora Lisle, che ha perso la mamma in circostanze drammatiche proprio in quel luogo. Grania è irresistibilmente attratta dall'incredibile vitalità di Aurora e non può fare a meno di affezionarsi a lei e a suo padre. Ma per quale motivo sua madre, di solito così generosa e altruista, non riesce a nascondere la propria ostilità nei confronti dei Lisle? La risposta potrebbe celarsi in un plico di lettere gelosamente custodite da Kathleen: un tragico segreto che risale all'epoca tra le due guerre ha segnato il destino delle famiglie Ryan e Lisle, stendendo ombre scure anche sul presente. Riuscirà l'amore che unisce Grania e Aurora a spezzare le catene del passato?Una storia magica, intensa, commovente. Un altro romanzo imperdibile.
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Bompiani, 13/02/2019
Abstract: In questo appassionato romanzo, antibiografia di un grande scrittore, Ferruccio Parazzoli è entrato in ogni particolare della vita di Dostoevskij, scoprendola e raccontandola nei risvolti più intimi, con l'amore e la spietatezza con cui un figlio guarda al proprio padre.Uscito dopo quattro anni dal penitenziario siberiano di Omsk, Fedor Michailovich è un uomo profondamente malato ma assetato di vita e di gloria letteraria. Nel suo animo, diviso tra l'orrore e l'attrazione del male, si agitano sentimenti opposti: l'amore, di cui va alla disperata ricerca, il rifiuto di concedersi, chiuso in un esasperato egocentrismo, e l'insanabile passione per il gioco d'azzardo. Chi lo racconta è Razumichin, personaggio di Delitto e Castigo, e amico di Raskòlnikov. Razumichin vive di espedienti, è un giovane ambizioso, cinico, roso dall'invidia e pazzo di ammirazione verso chi è ciò che lui vorrebbe essere: un grande scrittore, un uomo capace, come Dostoevskij, di perdersi e mettersi a rischio fino in fondo. Seguirà ovunque Fedor Michailovich. palesemente o di nascosto, fin dal suo ritorno a Pietroburgo, nel suo fanatico innamoramento per Marija e nelle drammatiche vicende del loro matrimonio, nei più abbietti bassifondi, nei viaggi attraverso l'Europa, nella disperata avventura con Polina Suslova, nelle miserie di accanito giocatore. Guidato da un amore-odio, che rasenta l'omosessualità, per il suo idolo, Razumichin diventa l'ossessionato e ossessivo biografo di un Dostoevskij sconosciuto agli ammiratori di ogni tempo.
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Bompiani, 23/01/2019
Abstract: Il lettore italiano che ha amato Lo straniero e La peste potrà con L'estate e altri saggi solari aggiungere ai primi due un nuovo classico ancora tutto da scoprire.Albert Camus è uno dei due protagonisti di quella che è stata definita "la più famosa polemica personale di tutto il dopoguerra", quella con Sartre. All'origine di quel feroce dissenso ci fu L'uomo in rivolta, il libro nel quale Camus articolava la possibilità di un pensiero meridiano che potesse contrapporsi al nichilismo dilagante nel mondo occidentale. Prima, durante e dopo quel suo lavoro, Camus andò pubblicando alcuni scritti che chiamò "saggi solari", raccogliendoli in Nozze e ne L'estate. Scritti che, come sostiene nell'introduzione Silvio Perrella, "lasciano nel non detto la teoria del pensiero, e si avventurano nel mondo dei sensi". È un Camus meno noto al grande pubblico, che qui viene offerto nella sua organicità, accostando a quelli già pubblicati in italiano altri scritti mai prima d'ora tradotti, l'ultimo dei quali è proprio il testo in cui lo scrittore difende L'uomo in rivolta dalle accuse mossegli dai suoi antagonisti.
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Bompiani, 28/08/2019
Abstract: Un piccolo classico dell'autore, che torna in versione riveduta e ampliata. Zeno Vivaldi ha un amico immaginario molto speciale, che lo accompagna per tutta l'infanzia: un mostro di nome Ulmer, che racconta al lettore la sua storia in prima persona. Un romanzo d'iniziazione contemporaneo dalle atmosfere fantastiche e ironiche e dal linguaggio ammaliante. Vampiri e fantasmi, i mostri della tradizione gotica, spuntano discretamente tra una riga e l'altra, accompagnati da nuove inquietanti apparizioni reali, come i poeti maledetti della musica punk, dando voce ai turbamenti della preadolescenza. La storia di uno di quei bambini troppo sensibili da cui spesso fuggiamo, narrata con estrema delicatezza, cogliendo proprio il momento in cui Zeno sta per diventare adulto: meravigliato di fronte al mondo reale, ai suoi misteri, agli imprevisti e alle situazioni incomprensibili che è naturalmente destinato a incontrare.
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Planimetria di una famiglia felice
Bompiani, 28/08/2019
Abstract: L'esordio nella narrativa di Lia Piano è sorprendente per la sicurezza con cui mescola memoria e invenzione, evitando ogni facile nostalgia attraverso la leggerezza. Lo humour che percorre queste pagine è come un gas sottile, che circonda anche le cose difficili e le solleva dal pavimento e dal cuore, per farle volare in una dimensione dove sorridere, e sorridere di sé, è salvifico e magicamente contagioso.Il babbo sa disegnare il mondo, sfida la forza di gravità e costruisce una barca a vela nel seminterrato. La mamma è bellissima, ha i tacchi alti e ancor più alte pile di libri intorno a sé. Maria, la bambinaia, parla in calabrese stretto, non sa leggere e ha un cuore più grande dell'enorme giardino che circonda la casa. I ragazzi sono tre: Marco, alle prese coi primi turbamenti della pubertà, Gioele, afflitto da un'incoercibile balbuzie e da una pericolosa passione per la chimica, e la Nana, che dal basso dei suoi sei anni osserva e racconta. E poi c'è lei: la villa abbarbicata sulla collina sopra Genova dove la famiglia è appena approdata per provare, forse, a diventare normale. Certo, bisognerebbe disperdere la folla di animali di ogni tipo che ritengono di aver diritto di cittadinanza tra quelle mura. Chiudere le porte per impedire che il vento circoli senza tregua per le stanze. Evitare di dormire tutti per terra in salotto solo per godere della luna piena attraverso le vetrate... O forse è proprio questa la planimetria di una famiglia felice? Aprire questo romanzo è come entrare nella grande casa dove è possibile un'infanzia incantata. Poi l'incanto finisce, tutti lo sappiamo: ma qualcuno ha il dono di rimanere in contatto profondo con quella prima luce.
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Luce delle muse. La sapienza greca e la magia della parola
Bompiani, 28/08/2019
Abstract: Oggi il linguaggio è ridotto a mero strumento per soddisfare bisogni o finalità pratiche: spesso ci serviamo delle parole in modo distratto e frettoloso, senza comprenderne il significato e l'origine. In questo flusso continuo si aprono però momenti di assoluto silenzio, istanti di grazia in cui s'incontra qualcosa d'inaspettato, meraviglia che svela le forze invisibili della realtà. È in questa esperienza che si può inserire una parola 'altra', quella delle Muse, che è luce che illumina e fa risplendere la natura del cosmo e l'esperienza della vita.La parola ispirata dei poeti e dei sapienti della Grecia è insieme ordine e bellezza, realizzazione e compimento della realtà, potenza del sacro e tensione alla verità, rito e magia, legame che avvince la terra al cielo così come stringe gli uomini in comunità. Dal canto soave delle Muse fino al cuore pulsante dell'Atene classica, dalla malìa della voce di Orfeo alle storie sapientemente raccontate da Odisseo, dal miele delle api al nettare dell'immortalità, dall'intreccio dei poteri di Apollo, Ermete e Dioniso alla ritualità che parola e canto scandiscono, dal viaggio sciamanico alla folgorazione della sapienza platonica si dipana un percorso avvincente che esplora un modo altro e diverso di vivere la parola e la conoscenza: un percorso che ci fa riflettere sulla nostra stessa relazione con il linguaggio e il mito, mostrando la necessità di re-incantare il mondo e l'anima per giungere a noi stessi.
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I dialoghi, la fortuna, la conversazione. Testo latino a fronte
Bompiani, 28/08/2019
Abstract: In questo volume si raccolgono, per la prima volta, i testi più rappresentativi della straordinaria produzione letteraria e scientifica di Giovanni Pontano, uno dei più grandi scrittori in latino del Quattrocento. Al di là della sua produzione poetica, infatti, i Dialoghi , La fortuna e La conversazione si offrono come matura testimonianza dei suoi ampi interessi: i cinque dialoghi (sospesi tra l'apologo morale, la conversazione faceta, la satira e la critica letteraria) polemizzano con il malcostume sociale e la pedanteria scolastica; il trattato della Fortuna (centrato sui complessi problemi della volontà e del destino) interpreta in maniera originale la crisi e gli slanci di fine secolo; mentre La conversazione (dedicata soprattutto all'analisi del linguaggio ludico) apre la fortunata stagione rinascimentale delle riflessioni sulla "civile conversazione", sull'uso della facezia, sull'arte del comunicare. Le introduzioni, i commenti e gli apparati bibliografici – a cura di Francesco Tateo, internazionalmente riconosciuto come uno dei più importanti studiosi di Pontano e dell'Umanesimo – si presentano come una guida indispensabile per cogliere la ricchezza del percorso intellettuale pontaniano. In appendice, a cura di Anna Gioia Cantore, figura l'intero corpus dell'epistolario privato che, pur distinto da quello ufficiale, si rivela necessario per cogliere, assieme alla produzione latina, rari ed efficaci esempi di scrittura in volgare.
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La mia fidanzata preferita era un bulldog francese
Bompiani, 28/08/2019
Abstract: Legna Rodríguez Iglesias è una voce nuova e potente che con il suo stile radicale racconta la vita quotidiana della Isla Grande come mai nessuno prima.Cosa devono fare un uomo o una donna, liberi cittadini, per abbandonare il proprio paese o per tornarci? Scrivere, rubare, mentire, tradire o uccidere, se necessario? Le storie intrecciate tra loro che compongono il libro esplorano le contraddizioni della nuova e della vecchia Cuba: una donna uccisa dal marito perché gli è stata infedele, una ragazza che forse ha contratto una malattia venerea, un cane che canta la vita della sua padrona. Creature sfaccettate che compongono la costellazione del libro, personaggi diversissimi che lottano per sfuggire ai limiti imposti loro dalla vita, ai segreti e alle bugie, alla violenza e alla paura di essere vittime.
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Giunti, 04/09/2019
Abstract: Le ferite dell'anima sono le più difficili da risanare. Lo sa bene Aurora Scalviati, profiler in un commissariato della provincia emiliana con un doloroso passato alle spalle. Per questo ha accettato di raccontare la sua storia alla conferenza del professor Menni, tra i massimi esperti di disturbi post-traumatici. Ed è proprio qui che Aurora incontra una misteriosa ragazza dai lunghi capelli neri che le rivolge una singolare domanda: "Credi che si possa davvero uscire dal buio?". Un quesito che di lì a poco si trasforma in un testamento, perché la giovane si toglie la vita gettandosi dalla torre del palazzo, sotto gli occhi terrorizzati dei presenti. Un caso archiviato rapidamente come suicidio, ma Aurora non ci vede chiaro ed è ossessionata dalle parole della sconosciuta: un'ultima disperata richiesta di aiuto? Avrebbe potuto fare qualcosa per salvarla? Non c'è tempo però per i sensi di colpa: il ritrovamento di un cadavere orrendamente sfigurato, su una secca in riva al Po, la costringe a rivedere le sue priorità. L'unico indizio è la fotografia di una bambina, che la vittima conservava come un sinistro trofeo. È l'inizio di una caccia serrata a un serial killer feroce, inafferrabile come lo spauracchio di una leggenda popolare raccontata in quelle valli per tenere buoni i più piccoli: il Grigione, che strappa il volto delle sue vittime dopo aver danzato con le loro paure. Aurora sa di non poter fare tutto da sola: ha bisogno di riunire la sua vecchia squadra, i Reietti. Ma quando Bruno e Silvia le voltano le spalle, l'unico interlocutore rimane l'enigmatico Curzi che, pur rinchiuso nell'isolamento di una struttura psichiatrica, sembra conoscere la verità. Un grosso rischio per Aurora, perché scendere a patti con il male può scoperchiare segreti che avrebbero dovuto restare sepolti per sempre…
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Bompiani, 11/09/2019
Abstract: Una fauna variegata popola questi trenta racconti, pubblicati nel 1959, che restituiscono con l'acume caratteristico della penna di Mario Soldati un ritratto indimenticabile e sfaccettato della vita di provincia e dei suoi singolari tipi psicologici. L'ambientazione tra il lago d'Orta e il lago Maggiore trasmette tutto l'amore dell'autore per questi paesaggi dai ritmi lenti dove si coltiva il gusto del buon vivere: per il cibo, il vino, la convivialità, la musica, le donne. Ma anche un profondo interesse per l'arte di viaggiare e i luoghi, che siano vagoni letto, autostrade padane o alpine, città o boschi, in una continua ricognizione di una o più identità possibili. Testi sospesi tra l'elzeviro, l'invenzione narrativa, la cronaca e il diario, che tratteggiano i personaggi più vari: operai, ragazze cittadine e di campagna, scrittori, calciatori, pittori, anziane inglesi, registi, modelle, ristoratori, direttori d'hotel, religiosi – tra cui un cardinale – e molti altri.
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Bompiani, 11/09/2019
Abstract: Claudia ha poco più di quarant'anni ma se ne sente addosso molti di più. È bella, ma non lo sa. La vita non è stata buona con lei. Spinta dalla figlia Giada e da un residuo senso del dovere, resta inchiodata al capezzale di Enrico, ancora suo marito ma solo sulla carta, con cui ha condiviso poco amore e tanta amarezza. Quell'uomo ormai non è altro che assenza per lei, "immobile come la trasparenza e distante come la luna scura". E così Claudia si piega allo strazio di dover ripercorrere le tappe di una vita di abbandoni, che chiedeva solo felicità e ha imboccato la strada della delusione. Certo, qualcosa di buono c'è stato, ma ormai la colonna sonora dei suoi giorni è il pulsare ipnotico dei macchinari a cui è attaccato colui che avrebbe dovuto amarla e onorarla.Lei sogna un'altra melodia, quella di un sassofono, che trasformi la stanza d'ospedale in un prato fiorito, in una fuga, un attimo, uno spiraglio di serenità. E forse, finalmente, il momento della rivalsa è arrivato. Fedele alla sua penna feroce e dolente, sempre attento alle narrazioni degli ultimi in cerca di riscatto, Pino Roveredo ci offre una storia impietosa sulla durezza dell'esistenza e sulla capacità di reinventarsi.
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Autoritratto entro uno specchio convesso
Bompiani, 11/09/2019
Abstract: Primo poeta americano a vedere da vivo la propria opera raccolta e pubblicata dalla Library of America, John Ashbery è stato il riconosciuto maestro della generazione che ha esordito intorno agli anni settanta. Nel 1975 con Autoritratto entro uno specchio convesso ha ottenuto i tre più prestigiosi premi poetici degli Stati Uniti, presentando al pubblico un canzoniere complesso ed entusiasmante, evocativo, spesso onirico, ricco di riferimenti enciclopedici e reinvenzioni continue. La raccolta più incisiva del più importante poeta americano degli ultimi cinquant'anni viene qui presentata nella traduzione di Damiano Abeni.