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Dead City
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Stevens, Shane

Dead City

Fazi Editore, 09/10/2013

Abstract: Jersey City, luogo di storica immigrazione italiana, così vicina alle luci di Manhattan eppure smisuratamente lontana dal suo splendore, è anche il paradiso della Mafia. All'inizio degli anni Settanta del ventesimo secolo la maggior parte delle attività illecite e non della città è gestita da due grossi gruppi, uno capeggiato da Joe Zucco e l'altro da Alexis Machine. Sono organizzazioni capillarmente ramificate, basate su una ferrea gerarchia e regole di comportamento che costituiscono l'altra faccia della medaglia di una vita sacrificata per l'ambizione ai soldi facili.Bravi ragazzi, picciotti, soci: spietati e privi di scrupoli, gli uomini di Joe Zucco sono cinquantenni strabordanti convinti di essere i re del mondo, col respiro corto e la passione per il bordello, e ventenni senza famiglia che mettono alla prova il proprio sangue freddo credendo di poterci riuscire davvero, ad arrivare fino all'apice della scala. Hanno nomi come Charly Flowers, Harry Strega, Frank Farrano e Hymie Cole. Ognuno ha una storia diversa, quasi tutti un destino comune; qualcuno ha persino un cuore, ma va a finire che nessuno può fidarsi mai davvero di nessuno. Shane Stevens ha forgiato un romanzo sulla criminalità organizzata italo-americana degno dei migliori film del genere. Ricche di rara vividezza scorrono sotto gli occhi del lettore le immagini di infime stanze d'albergo, night-club dove tutto è lecito, avventure sessuali delle più disparate, ristoranti di lusso e circoli di golf, luoghi in cui assistiamo ai dialoghi più brillanti e incendiari. Qui i buoni non ci sono, ma si racconta comunque di esseri umani che hanno tutte le fragilità e le emozioni di ogni altro essere umano, che ci piaccia o no. Ed è forse proprio questo ad aver colpito Stephen King tanto da fargli dire che Dead City è "uno dei migliori romanzi mai scritti sul lato oscuro del sogno americano".

Non spegnere la luce
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Tura, Stefano

Non spegnere la luce

Fazi Editore, 09/10/2013

Abstract: Stefano Tura ritorna con un thriller mozzafiato dal ritmo e dalla tensione ancora più forti rispetto al suo fortunato romanzo d'esordio. Il cadavere di una giovane donna, incatenata e seviziata in una torre della campagna toscana tra Arezzo e Cortona, viene casualmente scoperto dall'ispettore Alvaro Gerace, che trascorreva le vacanze da quelle parti.Uno dei protagonisti de Il killer delle ballerine, il precedente romanzo dell'autore, si ritrova così, suo malgrado, a indagare sul delitto, insieme a Meri D'Angelo, tenace e affascinante ispettrice della squadra mobile di Arezzo.Ma nel frattempo, a Bologna, il corpo mutilato e sfigurato di una donna viene rinvenuto in un cassonetto della spazzatura. Esiste un collegamento tra i due efferati delitti? Un nuovo serial killer è tornato a colpire? Il ritrovamento di un terzo cadavere di donna non lascerà più dubbi.Nelle pieghe segrete di una Bologna umida e pericolosa, Gerace non potrà fare altro che mettersi in gioco e accettare la sfida: ma sarà una lotta contro il tempo e contro un killer disumano che sembra impossibile fermare. Fino allo scioglimento di una verità inimmaginabile.

La trasparenza della rete. Meet the media guru
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Lessing, Lawrence

La trasparenza della rete. Meet the media guru

Egea, 10/10/2013

Abstract: Internet si sta rivelando uno strumento straordinario di riforma della democrazia e della politica. La Rete, in quanto spazio di elezione per una rinnovata e potentissima forma di fiducia, pu porsi quale via di rinnovamento della societ e di partecipazione attiva e consapevole dei cittadini, a patto che rimanga libera. Se il binomio politica-denaro ha minato la libert e lŐindipendenza della politica, screditando le istituzioni, favorendo la corruzione e creando nei cittadini un meccanismo di sfiducia nei confronti di un sistema governato dalle lobby economiche e da rappresentanti impegnati pi a garantirsi il sostegno di quelle lobby che a tutelare i reali bisogni delle persone; se la sfiducia crea immobilismo e disimpegno, ebbene la Rete, con la sua capacit di mobilitazione collettiva dal basso, rappresenta nell'attuale momento di crisi unŐopportunit straordinaria per ripristinare la fiducia nelle istituzioni e quindi lŐindipendenza della politica. Si tratta di re-instaurare un processo di partecipazione che superi la politica in cui il cittadino sviluppa solo una passiva abilit all'ascolto, per stimolare azioni attive e creative capaci di rendere i singoli promotori di decisioni e scelte condivise.

Smart city, smart citizen. Meet the media guru
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Ratti, Carlo

Smart city, smart citizen. Meet the media guru

Egea, 10/10/2013

Abstract: Smart cities: atomi e bit si integrano e creano nuove possibilit. Infrastrutture complesse a larga scala diventano fonti infinite di dati: consumo energetico, rifiuti, mobilit, assistenza sanitaria, istruzione. Tecnologie, reti di sensori, banche dati aperte e accessi informativi diffusi. Le citt diventano consapevoli e intelligenti. Ma anche le citt devono avere unŐanima; per questo palazzi e servizi smart hanno bisogno di smart citizens, Çcittadini attiviČ. Una citt intelligente non fatta di persone che si limitano a rispondere a input, ma di cittadini che rivestono un ruolo fondamentale: quello di protagonisti del processo di raccolta e condivisione dei dati. I cittadini connessi sono il motore del cambiamento urbano nelle citt del futuro. Ratti ci porta nel cuore segreto del suo laboratorio di Boston dove il futuro diventa presente e poi in giro per le citt pi smart del mondo, in un viaggio entusiasmante che, sotto la sua guida, si trasforma in autentico viaggio di conoscenza.

Social innovation. Meet the media guru
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Mulgan, Geoff

Social innovation. Meet the media guru

Egea, 10/10/2013

Abstract: ÇPer cambiare il mondo bisogna prima cambiare se stessiČ, ÇIl miglior modo per creare innovazione ascoltareČ: sono due tra le tante stimolanti provocazioni attorno alle quali fa perno il discorso di Mulgan sulla social innovation. Ma di che cosa si tratta? Se vero che il paradosso della crisi che apre delle occasioni, ecco allora la possibilit (la necessit, forse?) di ripartire da s stessi Đ e da s stessi in relazione con gli altri Đ per dar vita a progetti capaci di risolvere i bisogni della contemporaneit, attraverso la collaborazione e la partecipazione sociale. In questo consiste la social innovation. Simile obiettivo pu ora far leva in modo significativo sulle opportunit offerte dalle nuove tecnologie digitali e dal social networking, capaci di abilitare passi importanti anche fuori dalle istituzioni formalizzate.

Diamoci del noi. I legami che danno futuro al lavoro
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Zapelli, Gian Maria

Diamoci del noi. I legami che danno futuro al lavoro

Egea, 10/10/2013

Abstract: A chi non capita di sentirsi chiedere sul lavoro maggior coinvolgimento, pi energia, partecipazione, responsabilit? Tutto ci in un mondo organizzativo in cui gli spazi di ascolto, coesione e dialogo sono erosi dallŐemergenza, dalla frenesia, da una sorta di anestesia emotiva. La quotidianit offre sempre meno occasioni alla pratica del dubbio e alla riflessione e Đ paradosso Đ il crescere dellŐincertezza non produce un pensiero capace di porsi interrogativi ma un agire reattivo e spontaneo, ancorato al funzionamento inconsapevole delle strutture neurologiche di adattamento alla realt. Quale spazio resta allora per una speranza diversa dal si salvi chi pu e connessa invece alla realizzazione di una cittadinanza di s nel lavoro e nel mondo? E, da parte delle organizzazioni, come rifondare lŐalleanza tra persona e lavoro, individuo e societ? La costruzione di un futuro migliore passa per la capacit di darsi un noi fatto di progetti, basato sulla bellezza, la forza di volont e una leadership pi vicina. Un futuro che deve riabilitare le risorse cognitive della coscienza e della consapevolezza, iniziando dalla rinuncia coraggiosa alla rassicurante protezione della routine.

Information technology in azienda. Modelli di management
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Pasini, Paolo

Information technology in azienda. Modelli di management

Egea, 11/10/2013

Abstract: LŐInformation Technology vive in azienda il paradosso di rappresentare un bene di largo consumo e al tempo stesso una leva di trasformazione e innovazione. Contestualmente, la funzione Sistemi Informativi vede cambiare il proprio modo di operare. Deve confrontarsi con nuove forme organizzative e di relazione con clienti interni e fornitori; con nuovi mix di responsabilit condivise con le altre direzioni; con sistemi di pianificazione e controllo delle risorse IT e di misurazione dei risultati e delle prestazioni (non solo tecnico-economiche) che in grado di produrre. Alla ricerca di nuove modalit di coerenza con le esigenze mutevoli dellŐazienda, con i suoi principi e valori di governo, con le strategie esplicitate e implementate, i SI devono immaginare nuove modalit di allineamento non sequenziale ma reciproco con lŐazienda stessa, attraverso strumenti e metodi capaci di creare valore. A ogni aspetto dei SI dedicato un capitolo: governo, piano strategico, gestione delle relazioni, organizzazione della funzione, project management, gestione dei rischi, contratti e sistema privacy, gestione dei valori economico-patrimoniali, gestione dei risultati e delle prestazioni.

L'uomo in vetrina
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Dahl, Kjell Ola - Paterniti, Giovanna

L'uomo in vetrina

Marsilio, 14/10/2013

Abstract: Il secondo caso di Gunnarstranda e FrølichUn venerdì di gennaio cominciato con i riti consueti che da molti anni ormai accompagnano il suo risveglio, Reidar Folke Jespersen decide di mettere ordine nella sua vita. In quel gelido giorno d'inverno, il vecchio antiquario di Oslo deve incontrare molte persone, trattare d'affari e affrontare delicate questioni di famiglia. Ha anche in programma un misterioso rendez-vous con un'affascinante giovane donna vestita di rosso, che invita a bere sherry a lume di candela.Quel venerdì, 13 gennaio, è il suo ultimo giorno di vita. Il mattino successivo, il corpo di Jespersen è esposto nella vetrina del suo negozio, denudato.Sulla scena del delitto, gli unici indizi per il commissario capo Gunnarstranda e il suo assistente Frølich, oltre al furto di qualche insignificante reperto di guerra, sono una combinazione numerica scritta con l'inchiostro sul petto della vittima e tre croci disegnate sulla fronte.È difficile interpretare il significato di questi simboli, ma in un'atmosfera di sospetto che non risparmia nessuno, più i due poliziotti scavano nella vita del vecchio antiquario, più chiara si delinea una traccia che porta agli anni della guerra e dell'occupazione nazista del paese.

La signora delle camelie
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Dumas, Alexandre (figlio)

La signora delle camelie

Feltrinelli Editore, 14/10/2015

Abstract: "È da una galoppata in senso stretto che ha origine la fortuna della Signora delle camelie e, successivamente, della Traviata di Giuseppe Verdi. Un giorno di settembre del 1844, infatti, di ritorno da una passeggiata a cavallo Alexandre Dumas figlio si recò al teatro parigino dei Variétés, frequentato soprattutto da 'un'aristocrazia della galanteria' composta perlopiù da giovani mantenute e dai loro ricchi protettori. In quel variegato ambiente, quella sera, Dumas figlio incontrò la donna che avrebbe segnato la sua vita e la sua fortuna di romanziere. 'Era alta e sottile, scura di capelli, il viso rosa e bianco. Aveva la faccia minuta, occhi allungati di smalto, come una giapponese, ma vividi e fieri, le labbra d'un rosso ciliegia, i più bei denti del mondo.' Si faceva chiamare Marie Duplessis, ed era conosciuta anche per la voracità con la quale dilapidava i patrimoni degli amanti, alcuni dei quali famosi, come ad esempio Franz Liszt" (dalla Postfazione di Cinzia Bigliosi). Alexandre si innamorò dal primo istante di quella giovane, che avrebbe ispirato la protagonista della Signora delle camelie: una grande storia d'amore senza tempo, un libro che sarebbe diventato in breve tempo un classico della letteratura romantica.

Chi ha sbagliato più forte
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Damilano, Marco

Chi ha sbagliato più forte

Laterza, 01/10/2013

Abstract: "Chi vincerà? Ci vuole un cambiamento di costume, culturale. Vincerà chi capisce che il gioco è cambiato e che bisogna farne uno completamente nuovo. Ci volevano un altro tipo di persone, un altro modo di fare politica. Un'altra solidità, un altro rigore. Un'altra integrità." Nanni MorettiDal sogno della Canzone popolare di Ivano Fossati, l'inno dell'Ulivo, ai centouno che a volto coperto hanno eliminato Romano Prodi dalla corsa per il Quirinale. Dalla democrazia dei cittadini alla palude delle larghe intese. È il risultato di una guerra civile a sinistra durata vent'anni. Una catena di ambizioni personali, rivalità tra capi, logiche di conservazione degli apparati che ha spezzato la speranza di un partito nuovo e ha condotto a sconfitte disastrose. Una debolezza culturale, istituzionale, perfino etica, che si è conclusa con una catastrofe. Questa è la prima storia del centrosinistra della Seconda Repubblica, in presa diretta. Un diario personale e politico. Con le voci di quattro protagonisti, Romano Prodi, Massimo D'Alema, Walter Veltroni, Arturo Parisi, e di un testimone d'eccezione, Nanni Moretti. Le vittorie, le cadute, i duelli. I leader e i personaggi minori, le loro debolezze e i voltafaccia, le rivelazioni di un traditore. Ma anche il racconto del popolo dell'Ulivo, che si muove come un fiume carsico e irrompe a sorpresa. I movimenti, i girotondi, le file ai gazebo delle primarie che spesso capovolgono i risultati già scritti: un'incredibile riserva di passione e di militanza nei tempi delle appartenenze liquide e dell'anti-politica crescente. Il ritratto di una, due generazioni che non ci stanno a farsi tradire da chi ha sbagliato più forte.

Ogni viaggio è un romanzo. Libri, partenze, arrivi. 19 incontri con scrittori
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Di Paolo, Paolo - Citati, Piero

Ogni viaggio è un romanzo. Libri, partenze, arrivi. 19 incontri con scrittori

Laterza, 17/10/2013

Abstract: "Che cosa straordinaria possono essere i libri. Ti fanno vedere posti in cui agli uomini succedono cose meravigliose. Allora la testa ti parte per un altro verso, gli occhi scoprono prospettive fino a quel momento inedite. E cominci a farti parecchie domande." Andrea Camilleri"In tempi di turismo globale, intorno a ogni viaggio si addensano un progetto e una mistica, un desiderio e il timore che venga deluso. Ma c'è un modo di viaggiare che non può che soddisfare l'immaginazione. Consiste nell'avere come compagno d'avventure un libro, il diario di una partenza e di un arrivo che qualcuno ha sperimentato prima di noi. Nasce intorno a questa idea Ogni viaggio è un romanzo che Paolo Di Paolo ha costruito insieme a 19 scrittori italiani svelando impressioni, aneddoti, ricordi su un luogo del cuore." Lara Crinò, "Il Venerdì di Repubblica"

Un paese senza eroi
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Jossa, Stefano

Un paese senza eroi

Laterza, 17/10/2013

Abstract: Gli eroi dei romanzi sono spesso diventati eroi nazionali, col compito di rappresentare la comunità tutta all'insegna di un leggendario passato unificante, com'è accaduto a Robin Hood o a d'Artagnan. In Italia, invece, i personaggi letterari si sono sottratti a ogni tentativo di uso iconico e mitizzazione popolare.Eppure tutta la letteratura italiana tra Otto e Novecento è attraversata dalla riflessione sull'eroe e l'eroismo in una prospettiva nazionale. Le candidature non sono certo mancate: da Jacopo Ortis ed Ettore Fieramosca fino al partigiano Johnny e al commissario Montalbano, passando per Pinocchio, Gian Burrasca e Metello. Persino Mattia Pascal e Zeno Cosini. Nessuno di loro, però, è approdato allo statuto di eroe patriottico: perché? Perché l'Italia ha una debole storia nazionale o perché i protagonisti letterari del nostro paese hanno saputo resistere a ogni tentazione simbolica? Più realistici e moderni di quello che si pensa di solito, i personaggi italiani si riveleranno dotati di anticorpi che li hanno preservati da ogni forma di sacralizzazione.

Felici i felici
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Reza, Yasmina

Felici i felici

Adelphi, 16/10/2013

Abstract: "Felici gli amati e gli amanti e coloro che possono fare a meno dell'amore. Felici i felici": questa "beatitudine" di Borges, da cui Yasmina Reza ha tratto il titolo del suo romanzo, ci dà subito una chiave per penetrare nel fitto intreccio delle vite che lo popolano. Se infatti uno dei personaggi, una donna, afferma: "Le coppie mi disgustano, mi disgusta la loro ipocrisia, la loro presunzione, la loro vieta connivenza", un altro dichiara al suo analista: "Quando sono a casa ho sempre paura che arrivi qualcuno e veda quanto sono solo". Perché la felicità – nell'amore o nell'assenza di amore, all'interno di una coppia o fuori di ogni legame – è un'attitudine: e si direbbe che, di tutti coloro che a turno consegnano al lettore confessioni a volte patetiche, a volte brucianti, a volte crudelmente comiche, quasi nessuno la possieda. I ventuno monologhi che qui si susseguono, in un sottile gioco di echi, di risonanze, di contrappunti – tra amori inaciditi e rancori mai sopiti, illusioni spezzate e fughe nel delirio –, formano un ordito i cui fili (tenui o pesanti come catene) collegano tra loro molteplici destini, tutti segnati dall'impervia difficoltà dell'incontro con l'altro. Con una scrittura di chirurgica precisione, in dialoghi che schioccano come frustate, e dove sempre lampeggia il genio della donna di teatro, in un avvicendarsi di scene nel corso delle quali, infrangendo la superficie smaltata delle buone maniere, esplode la violenza, e in una costante oscillazione fra il registro drammatico e quello grottesco, Yasmina Reza conduce la "ronde" dei suoi personaggi – mogli inquiete e mariti traditi, amanti insoddisfatte e fedifraghi cinici, giovani fuori di testa e vecchi abitati dalla morte – senza mai allontanarsi dalla ferrea lucidità e dal realismo intransigente di chi cerca di dire la nudità di ciò che è.

L'incantatore
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Nabokov, Vladimir

L'incantatore

Adelphi, 16/10/2013

Abstract: Storia di una passione che si tinge di follia, "L'Incantatore" può essere considerato, come Nabokov stesso ha scritto, il "primo, piccolo palpito" di "Lolita". Qui lo sfondo su cui si muovono i tre personaggi – un quarantenne vizioso, un'innocente ragazzina di dodici anni e la sua patetica madre malata – è la Francia di fine anni Trenta, da Parigi alla Costa Azzurra, meta finale dell'affannoso viaggio del protagonista con la sua piccola vittima. Protagonista che appare, attraverso il prisma dell'ironia nabokoviana, sotto luci contrastanti: da un lato essere perverso che osa l'impossibile per soddisfare i suoi fantasmi, dall'altro uomo che nei rari momenti di lucidità vuole fuggire da se stesso e, terrorizzato, cerca di riscattarsi. Nabokov tratta questo groviglio con stupefacente maestria stilistica, alternando i registri più discordanti: all'asciutta cronaca dei fatti accosta incursioni in zone allucinatorie, alla dissezione psicologica si mescolano distorsioni visive e percettive che trasmettono al lettore i turbamenti e le oscillazioni psichiche del protagonista. Ma a scandire il ritmo del romanzo sono soprattutto l'incalzare della suspense e il beffardo gioco degli imprevisti disseminati dal destino sul percorso tortuoso di chi, intento a ordire la sua trama, corre verso la rovina.

Confessioni di una sociopatica
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Thomas, M. E.

Confessioni di una sociopatica

Marsilio, 16/10/2013

Abstract: M.E. Thomas è seducente, carismatica, manipolatrice, ambiziosa, è una donna di successo. Ha un ottimo lavoro, una famiglia, amici che ama e che la amano. Le manca solo una cosa: la coscienza. Lei è una sociopatica, non sa che cosa sia il rimorso e ne è consapevole. Nessuno, al di fuori della sua famiglia, conosce il suo segreto: per la prima volta racconta la sua storia. Scrive con una onestà impressionante sulla sua vita, dalla confusione che provava da piccola nel cercare di farsi andare bene al bisogno di prevalere sugli altri che prova invece da adulta, dai suoi espedienti per raggiungere il successo al lavoro e in amore ai disastri che le hanno permesso di conoscersi meglio, fino alle motivazioni che le consentono di controllare il suo comportamento, almeno la maggior parte delle volte. Si stima che il 4% della popolazione sia affetto da questo inquietante disturbo della personalità, una persona su 25. Come si comporta un sociopatico? Come si nasconde? Con una voce chiara, misurata e spaventosamente sincera, una donna sociopatica ci porta in profondità nella sua mente, nella sua vita, nei suoi segreti.

Intellettuali del piffero
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Mastrantonio, Luca

Intellettuali del piffero

Marsilio, 16/10/2013

Abstract: Per chi suonano il piffero gli intellettuali del piffero? Per se stessi, per avere un posto nella società dell'avanspettacolo politico, offrendo i loro servigi al mercato mediatico, dato che partiti e altre vecchie istituzioni non garantiscono più il ruolo e l'ingaggio di prima. Nell'ultimo ventennio hanno spesso commesso la truffa di travestire da militanza il proprio tornaconto personale: c'è chi ha goduto di posizioni di rendita grazie a opposti finti estremismi, facendo affari col nemico, e chi ha speculato, mettendo "in pegno" non la sua autorevolezza ma l'impegno stesso. Risultato? È ormai cronico quel bipolarismo che da sistema elettorale è diventato disturbo psichico: la sinistra è affetta dalla sindrome dei migliori, la destra ascolta gli istinti peggiori; il centro oscilla secondo convenienza, non coscienza. Così i cattolici fanno i libertini e il moralismo è l'arma delle femministe.E ancora: se le vecchie trombette castrano i figli blaterando di rivoluzione, i giovani senza futuro fanno i tromboni. Per questo il parricidio intellettuale è un diritto naturale, una legittima difesa da praticare azzerando i pregiudizi pregressi e mettendo al servizio di tutti i torti e le ragioni di tutti. Come? Leggendo da adulti (traendone la morale) le favole che raccontano al pubblico gli intellettuali del piffero: furbi storytellers, cattivi maestri e arlecchini del pensiero.Il libro, che fa nomi e cognomi, racconta chi sono i pifferai di Hamelin, i maiali di Orwell, i grilli parlanti; quando lo sono diventati e dove si collocano, dal fronte fantomarxista a quello vaffanculotto; il cosa riguarda i disturbi cognitivi derivati dal ventennio bipolare, quali il patriottismo merdaiolo, la demenza storiografica, la satiriasi giornalistica, la cleptomania, la cassandropausa; legati al perché, al come (auto-fiction, dietrologie, appelli) e con che mezzi, e con l'aiuto di chi, agiscono (gruppi editoriali, movimenti e partiti, magistratura). Infine, si racconta anche quanto prendono: c'è un tariffario di massima, in euro, delle principali prestazioni intellettuali. Cosa fare? Riconoscerli, per non farsi fregare.

Le parole mancate
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Colizzi, Alessandro

Le parole mancate

Marsilio, 16/10/2013

Abstract: È una sera afosa di mezza estate. Andrea è ancora in città per ultimare il suo lavoro prima di raggiungere la moglie e i figli al mare per le vacanze. Qualcuno bussa alla porta del suo appartamento, e quando Andrea apre si trova di fronte un vecchio dimesso che dice di essere suo padre. Senza neppure riflettere sul fatto che suo padre è morto trent'anni prima, gli butta le braccia al collo travolto da un'onda di commozione. "Ho saputo che tua madre è morta, per questo ho deciso di tornare", gli dice il vecchio, ed è l'unica frase che pronuncia prima di addormentarsi sul divano, lasciando Andrea ad arrovellarsi sul senso del suo ritorno. Le parole mancate, è il viaggio di una notte a ritroso nel tempo, negli orrori e nelle dolcezze di una vita familiare lontana e difficile, in cui il protagonista, cercando di riannodare i fili del passato, arriva quasi a perdersi. La figura del padre, regista famoso, scrittore, uomo acclamato e dannato, incombe su di lui come un groviglio irrisolto di domande, rivendicazioni, fughe dolorose e abbandoni. E la presenza di una madre altrettanto altera, ma folle, che così a fondo ha segnato con la sua natura violenta l'esistenza di tutti, dilatano questa notte costellata di colpi di scena, silenzi, tentativi di risposta e prese di coscienza a cui Andrea non può sottrarsi.

Wool
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Howey, Hugh

Wool

Fabbri Editori, 16/10/2013

Abstract: HA CONQUISTATO L'AMERICA. HA STREGATO IL RESTO DEL MONDO. SE PENSATE DI AVER GIÀ LETTO TUTTO, NON AVETE ANCORA LETTO WOOL.Cosa faresti se il mondo fuori fosse letale e l'aria che respiri potesse uccidere? Se vivessi in un luogo dove ogni nascita richiede una morte e le tue scelte possono salvare vite o distruggerle? Questo è il mondo di Wool. In un futuro apocalittico, in un paesaggio devastato e tossico, una comunità sopravvive rinchiusa in un gigantesco silo sotterraneo. Lì, uomini e donnevivono prigionieri in una società piena di regole che dovrebbero servire a proteggerli. Il rispetto delle leggi è affidato allo sceriffo Holston, un uomo lucido e malinconico che vive nel ricordo della moglie scomparsa. Dopo anni di servizio integerrimo, un giorno, a sorpresa, rompe inaspettatamente il più grande di tutti tabù e chiede di uscire, di andare fuori, incontro alla morte. La sua fatidica decisione scatena una serie di terribili eventi. A sostituirlo è nominato un candidato improbabile, un tecnico specializzato del reparto macchine: Juliette. Ora che il silo è affidato a lei, imparerà presto a sue spese quanto il suo mondo è malato. Juliette è abituata ad aggiustare le cose e vuole vederci chiaro: com'è nato il silo? E chi ha interesse a mantenervi l'ordine, tanto da arrivare a uccidere? Forse il silo è in procinto di affrontare ciò che la storia ha lasciato solo intendere e che i suoi abitanti non hanno mai avuto il coraggio di sussurrare. Rivolta.

La crisi non è finita
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Roubini, Nouriel - Mihm, Stephen

La crisi non è finita

Feltrinelli Editore, 31/08/2013

Abstract: "Ciò che abbiamo appena vissuto è solo un assaggio di ciò che verrà. Le crisi faranno parte del nostro futuro"Nel settembre del 2006, dal podio del Fondo monetario internazionale, un professore di economia della New York University ammonì sull'imminente, terribile crack dell'economia mondiale, innescato dalla crisi dei mutui immobiliari americani. All'e­poca nessuno diede peso alle sue fosche analisi, ma oggi, dopo che tutte le sue previsioni si sono puntualmente avverate, Nouriel Roubini è riconosciuto come uno degli economisti più autorevoli del mondo. In questo libro Roubini svela finalmente in che modo sia riuscito a prevedere prima di altri la crisi in arrivo, evidenzia gli errori da evitare nella fase attuale e indica i passi da compiere per uscirne in modo stabile. Centrale nella sua visione è la convinzione che i disastri economici non siano "cigni neri", eventi unici e imprevedibili, privi di cause specifiche. Al contrario, i cataclismi finanziari sono antichi quanto il capitalismo stesso e si possono prevedere e riconoscere mettendo a confronto i dati ricavabili dalle diverse realtà geografiche ed epoche storiche. Solo traendo i giusti insegnamenti dalle tante esperienze di crisi, ammonisce Roubini, possiamo fronteggiare l'endemica instabilità dei sistemi finanziari, imparare a prevederne i punti di rottura, circoscrivere i pericoli di contagio globale, e soprattutto riuscire a immaginare un futuro più stabile per l'economia mondiale.

Ditelo a Sofia
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Szabò, Magda

Ditelo a Sofia

Salani Editore, 17/10/2013

Abstract: Budapest, estate 1957. Sofia ha undici anni e non riesce a capire il difficile mondo dei grandi intorno a lei. Timida e impacciata, studentessa mediocre e delusione continua per sua madre, Sofia aveva un buon rapporto solo con il padre, giovane medico stroncato da un infarto. "Ditelo a Sofia" sono le sue ultime parole, che diventano per la ragazzina un'ossessione. "Ditelo a Sofia": ma cosa? Il desiderio spasmodico di conoscere l'ultimo messaggio del padre la spinge sulle tracce dell'unico testimone che era in ambulatorio in quel momento, il terribile signor Pongráz, l'anziano usciere della sua scuola. L'uomo nasconde, dietro la rabbia, un doloroso segreto, Sofia vede gli errori degli adulti, ma non giudica e cerca qualcuno che le voglia bene per quello che è. Insieme, l'anziano scontroso e la bambina troppo sensibile, cercheranno risposta alla loro silenziosa domanda d'amore. Da una scrittrice che ha segnato la letteratura del Novecento, conosciuta dal grande pubblico per il suo capolavoro La Porta, un romanzo lieve e profondo, che parla una lingua senza tempo e dipinge i moti dell'animo nelle loro più sottili sfumature, rendendo straordinarie vite ordinarie.