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Salani Editore, 14/11/2013
Abstract: È una svolta risolutiva, radicale, quella impressa da papa Francesco nei primi sette mesi del suo pontificato. Da quel 13 marzo 2013, in cui il mondo intero ha accolto prima con sorpresa poi con gioia l'annuncio della sua elezione, le azioni e le parole del papa, definito 'spettacolarmente umile', sono state all'insegna di un profondo rinnovamento, di un contatto immediato con la comunità dei fedeli e dei laici che guardano alla Chiesa per poterne condividere percorsi, scelte e indicazioni. I discorsi semplici e diretti, il coraggio, la positività, la capacità di coinvolgere anche i più restii agli argomenti di fede, l'accettare il confronto e lo scambio sono fra i tratti distintivi di papa Francesco. Queste qualità nascono dalla vasta esperienza maturata nei luoghi del suo apostolato e dalla profonda ricerca spirituale che l'ha accompagnata; un'esperienza che viene raccontata con lucidità e passione nella lunga intervista di cui si compone questo libro, raccolta dai giornalisti Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin, arricchita di immagini tra le più significative del passato e del presente, e con due capitoli che raccontano i mesi successivi all'elezione. Dall'arrivo della sua famiglia a Buenos Aires nel 1929 (i Bergoglio sono di origine italiana) fino alla consapevolezza della vocazione; dall'età del seminario fino agli anni drammatici della dittatura in Argentina, al lavoro tenace e appassionato che Giovanni Paolo II riconobbe e consacrò con la nomina a cardinale. Da queste pagine emerge una personalità unica, profondamente attenta ai più deboli, una voce che si leva sulla stanchezza della politica ed è in grado di unire laici e cattolici nella messa in pratica di ciò che è vero e giusto.
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Garzanti, 14/11/2013
Abstract: Un cellulare che squilla nella notte, una voce irriconoscibile e poche taglienti parole: una minaccia di morte. Cesare Almansi, avvocato di successo, ha da poco deciso di entrare in politica quando sono iniziate ad arrivare queste misteriose telefonate. C'è solo una persona a cui può rivolgersi: il suo vecchio amico del liceo, il detective Bacci Pagano. Sono passati anni da quel lontano '68 e dai cortei a cui i due partecipavano per le vie di Genova, trascinati dall'idea di cambiare il mondo puntando su valori diversi, di giustizia e uguaglianza. Valori in cui Cesare crede ancora e che intende tradurre in realtà candidandosi a senatore. Ma qualcuno vuole fermarlo, anche se l'avvocato non ha idea di chi possa essere. Nessuna pista per Bacci Pagano, che inizia a indagare nell'intricato sistema di interessi che ruotano intorno alla campagna elettorale. Eppure su quel fronte tutto pare risolversi in un buco nell'acqua. L'investigatore dei carruggi avrebbe bisogno del suo intuito infallibile, ma per la prima volta nella sua carriera, è distratto da qualcosa, o meglio da qualcuno: Lou, la responsabile dell'ufficio stampa di Almansi, capelli biondi e occhi azzurri come due squarci feroci di cielo. Bacci Pagano rimane invischiato in una relazione fatta di attrazione e incomprensioni, di passione e di fughe improvvise. Quando l'indagine rivela un oscuro intreccio fra passato, presente e futuro, il detective deve fare i conti con le proprie convinzioni, la propria storia e il senso stesso della propria esistenza. E con un remoto omicidio che lo induce a non fidarsi più di nessuno. Nemmeno del suo amico. Nemmeno di Lou. Perché anche la donna gli nasconde qualcosa. Non c'è più alcuna certezza e il gioco si è fatto davvero molto pericoloso. Bruno Morchio presenta un insolito Bacci Pagano innamorato, che non ha perso però il suo inconfondibile fiuto. Il fiuto che l'ha reso uno dei detective più amati dal pubblico italiano. Sullo sfondo della sua amata Genova, Lo spaventapasseri ruota intorno a un'indagine che scruta il passato per guardare negli occhi il presente. Un caso che mette in gioco e stravolge sentimenti veri come l'amicizia e l'amore, e che segna Bacci Pagano per sempre.
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Garzanti, 14/11/2013
Abstract: Subito dopo la Rivoluzione francese, le idee dell'Illuminismo si diffondono in Europa. A portarle in Spagna non sono però i libri dei filosofi ma l'esercito di Napoleone, che occupa il paese tra il 1808 e il 1813, imponendo un regime repressivo e spietato. L'evidente contraddizione fra gli ideali di fraternità e armonia del pensiero dei lumi e la brutalità e il caos della guerra di conquista turba e confonde le migliori coscienze del continente: tra di loro Francisco Goya, uno dei più grandi artisti di tutti i tempi. In risposta ai tragici avvenimenti di cui è testimone e alla malattia che lo colpisce privandolo dell'udito, Goya abbandona i soggetti convenzionali che gli sono valsi il successo alla Corte di Spagna e intraprende un viaggio nell'ombra raffigurando in opere sempre più inquietanti ed estreme, spesso rigorosamente private, i mostri e gli incubi che abitano le menti e i cuori degli uomini e che possono condurre alla violenza, alla tortura, alla follia. Sono gli anni dei Capricci, immagini che sembrano piombare lo spettatore nelle pagine di Franz Kafka; dei Disastri della guerra; delle celebri pitture della Casa del Sordo, testimonianza dell'estrema vecchiaia e solitudine. Nel suo nuovo libro Tzvetan Todorov, osservatore lucido e inquieto del disordine del nostro tempo, legge il percorso di questo genio indiscusso mettendone in evidenza la formidabile attualità. Goya non ha mai abiurato la sua fede negli ideali illuministici della Verità e della Ragione. Ma ha avuto la capacità di vederne i limiti, ed è stato il primo artista che ha saputo mostrare e analizzare la natura della violenza umana, cogliendone le dinamiche profonde e tuttora attuali: come ha scritto Fred Licht, "le notizie più significative degli ultimi anni sono state illustrate da Goya più di un secolo e mezzo fa". Con queste pagine appassionate Todorov rende omaggio a uno straordinario percorso artistico e umano: e restituisce con maestria la storia dell'arte a quella delle idee e del pensiero.
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Guanda, 14/11/2013
Abstract: Fin dall'inizio, il romanzo è la confessione esplicita, quasi ostentata, di una passione stregante: le donne per Charles Bukowski sono un'attrazione costante, un bisogno che non conosce pause e che non si arresta neppure di fronte alle situazioni più disagevoli, o riprovevoli, o disgustose. In Donne il grande scrittore americano racconta con strepitosa immediatezza le sue – vere o immaginarie – avventure d'amore. Storie tumultuose, incontri sguaiati e grotteschi, memorabili o miserabili prodezze, dialoghi enormemente e quasi commoventemente sboccati, sullo sfondo di un'esistenza randagia, segnata da maratone alcoliche, gravata dalla continua e assillante ricerca di denaro, vissuta sempre e rigorosamente on the road.
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Guanda, 14/11/2013
Abstract: Avventuroso e osceno, divertito e disperato, sboccato e insieme lirico, Factotum, il romanzo che ha rivelato Charles Bukowski al pubblico italiano , è innanzitutto un romanzo on the road, che ha fatto di uno scrittore tedesco di nascita l'acclamato continuatore di un illustre filone tipicamente americano: la letteratura di vagabondaggio, la narrativa che corre dalla strada di Jack London alla strada di Jack Kerouac, con molte e significative soste tra l'una e l'altra. Henry Chinaski, alter ego dell'autore, è l'assoluto protagonista del romanzo: un factotum, appunto, che attraversa l'America vivendo alla giornata, affidandosi all'improvvisazione e al caso, pronto a cogliere la prima occasione a portata di mano ma fedele a un destino che si trasforma quasi in uno stile di vita: i lavori cambiano ma sono sempre manuali; i rapporti con l'altro sesso sono intensi ma sfrontati, spesso brutali; la sbornia è un rito quotidiano; la miseria è la vera compagna di sempre. L'esistenza di ogni giorno, in Bukowski, è sgradevole, aspra; e lo è ossessivamente, in modo ripetitivo. E il realismo con cui egli la rappresenta è coerentemente un realismo "sporco": lo è anzitutto, a livello linguistico, là dove si gioca l'originalità di uno scrittore. Questo è il segno che un narratore d'eccezione ha voluto imprimere nella figura eterna e universale del picaro.
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Guanda, 14/11/2013
Abstract: Tra le periferie di una Los Angeles prostrata dalla Grande Depressione degli anni Trenta, Henry Chinaski vive il suo romanzo di formazione, le inquietudini di adolescente ribelle alle prese con l'incapacità di venire a patti con il mondo che lo circonda e con il suo stesso bruciante desiderio di libertà. Isolato tanto in famiglia quanto tra i suoi coetanei, picchiato dal padre e deriso da quelli che vorrebbe come amici, incapace di avvicinarsi all'universo femminile, Chinaski compie con rabbia la sua crescita intellettuale e sentimentale: in pochi anni brucia le illusioni di ricchezza e benessere del padre così come il perbenismo della madre, rifiuta una per una le proprie amicizie, affronta beffardamente la frustrazione dei suoi primi desideri d'amore. Ma allo stesso tempo scopre la biblioteca pubblica e la compagnia impareggiabile dei libri, il conforto dell'alcol, l'inutilità della scuola e le possibilità di riscatto riservategli dalla scrittura. Panino al prosciutto è quindi soprattutto la storia di un affrancamento dalla casa del padre e dal mondo di tutti i padri, un viaggio adolescenziale verso la libertà che l'autore ci narra con il suo stile unico, acre, sarcastico, ma anche sottilmente e teneramente disperato.
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Guanda, 14/11/2013
Abstract: "Non potevo fare a meno di pensare, Dio mio, questi postini, non fanno altro che infilare le loro lettere nelle cassette e scopare. Questo è il lavoro che fa per me, oh, sì, sì, sì." Il paradiso sognato da Henri Chianski, appena assunto nell'amministrazione postale americana, viene brutalmente corretto dalla dura realtà dei sobborghi di Los Angeles, dove si muove un'umanità degradata, carica di rabbia. Tuttavia Chinaski non si lascia travolgere dalla squallida routine né schiacciare dai regolamenti, anzi, intensifica il ritmo sincopato della sua vita allo sbando con colossali bevute. E così scorrono le istantanee, sfocate e mosse, di donne, dalla calda e accogliente Betty all'insaziabile texana Joyce, sposata quasi per caso, a Fay, contestatrice hippy che darà a Henry una figlia per poi sparire con lei in una remota comunità. E mentre sullo sfondo si accendono i bagliori di un'imprecisata rivolta nei sobborghi neri della città, Henry passa attraverso la trafila di ammonizioni e procedimenti disciplinari per ubriachezza molesta fino all'inevitabile licenziamento, coronato da una sbornia liberatoria. "La mattina dopo era mattina e io ero ancora vivo. Forse scriverò un romanzo, pensai. E lo scrissi."Con Post Office Charles Bukowski ci ha dato uno dei suoi libri migliori, un vero e proprio inno all'istinto insopprimibile di libertà, in perenne bilico tra il disinganno più cinico e l'amore per la vita.
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Bollati Boringhieri, 14/11/2013
Abstract: Il miglior attestato di quanto sia vitale la psicologia del profondo junghiana è la sua generatività, nel pensiero come nella pratica terapeutica. Dall'apertura di credito nei confronti dell'inconscio, dalla rinuncia alle pretese egemoniche dell'Io sulla psiche e dal ridimensionamento del valore di verità delle dottrine scaturisce l'incessante drammaturgia in cui, ogni volta, si declina la radicale fenomenicità dell'analisi. La popolano – con la concretezza di esseri viventi – sogni, figure archetipiche, immagini, simboli. Nell'impervio paesaggio della loro feconda discordia e della loro segreta solidarietà s'inoltra Augusto Romano, esplorando via via la terra di mezzo tra teoria ed esperienza clinica. E solidale con l'oggetto è anche lo stile, che sa esporsi all'inquietudine senza rinunciare a una finezza inconsueta nella letteratura analitica. Non a caso Romano si confronta, da sottile analogista, con le retoriche che reggono il teatro intrapsichico e la scena della cura, a partire dall'"acuta follia" dell'ossimoro, e assimila suggestivamente il lavoro del terapeuta al fare poetico: espressioni entrambi di somma artigianalità, essi rompono l'ordine rassicurante del discorso e additano la possibilità di sensi ulteriori. Ed è l'esigenza di senso, sempre suscettibile di scacco, che trapela dal rovello del "prigioniero" nella poesia di Montale che dà il titolo al libro: "ancora ignoro se sarò al festino / farcitore o farcito".
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Bollati Boringhieri, 14/11/2013
Abstract: Che cosa è il realismo? Che cosa intende dire chi si dichiara "realista" e a chi esattamente si contrappone? Siamo o dobbiamo essere davvero, in filosofia, nell'arte, in politica, più "realisti" di un tempo? In un rapido e originale percorso nei dibattiti recenti sul tema, dal postmodernismo a oggi, Franca D'Agostini risponde con risolutezza e chiarezza a queste domande, smontando un certo numero di luoghi comuni, tanto diffusi quanto infondati. La prima parte del libro è un breve pamphlet destinato a difendere il realismo dalla confusione e dalla banalità a cui lo condannano molti suoi presunti estimatori. La seconda parte ricostruisce i dibattiti più interessanti, presenta alcuni realismi "realmente nuovi" di cui si parla poco o nulla in Italia, e delinea una prospettiva originale. Associando alla perizia discussiva una profonda conoscenza del pensiero contemporaneo, D'Agostini ci ricorda che l'antirealismo non è mai esistito in filosofia: i fatti sono sempre stati, hegelianamente, "il vivente pane della ragione".
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Le nuove paure. Che cosa temiamo oggi?
Bollati Boringhieri, 14/11/2013
Abstract: Da vero illuminista, Marc Augé possiede il talento di rivelarci a noi stessi. Questa volta spingendoci a scrutare nello specchio scuro di ciò che collettivamente temiamo di più. Ma è davvero così terribile quello che riusciamo a distinguere? Certo, abbiamo l'impressione di vivere immersi nella paura, perché inquietudine e angoscia hanno la sinistra capacità di addensarsi e incupire il nostro orizzonte. Insomma, la paura fa sistema, crea contagio, induce visioni apocalittiche, disegna l'habitat dell'incubo, dall'allarme alimentare o pandemico all'emergenza climatica al rischio terroristico: l'insieme rilegato dalla crisi planetaria. Augé però non cade ostaggio di questa cupezza indifferenziata. Preferisce perlustrarla, inventariarne gli aspetti, interrogarsi sul loro senso. Così scomposte da una lente antropologica, le paure attuali si rivelano spesso artificiose, fomentate da media ansiogeni, o si riaffacciano, sublimate, là dove non ci aspetteremmo di trovarle, oppure lasciano affiorare sgomenti antichi. Ma discernere le minacce vere – innanzi tutto la rottura del legame sociale – è la prima mossa per allentare la presa che la paura ha su di noi.
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La vita indocile: Servabo-La signora Kirchgessner-Il nespolo-I luoghi del delitto
Bollati Boringhieri, 14/11/2013
Abstract: "Io non ho mai letto niente di più profondo nella sua essenzialità di quello che ha scritto Luigi, in questi libri e nelle centinaia, anzi migliaia, dei suoi articoli."Dalla Postfazione di Riccardo BarenghiQuattro prose autobiografiche di rara perfezione. "Dall'alto degli anni", Luigi Pintor si volta indietro per tentare un bilancio – sapendo che i conti non torneranno – e per "restituire alle cose una durata che di per sé non hanno". Ma il passato non si lascia governare dalla memoria, si concede solo in lampi di ricordo o in narrazioni che, sotto l'apparenza della finzione, dicono il vero – il dolore pulsante di un'intera esistenza. Le quattro prose autobiografiche, uscite tra il 1991 e il 2003 e qui ripubblicate a cento anni dalla nascita, non assomigliano a nulla che circoli oggi: custodiscono la loro unicità in una lingua nuda, che non concede ripari né attenuanti, pur velando con estremo pudore nomi, luoghi e date. L'unica forma di irriverenza, secca come un riso amaro, è rivolta all'io narrante – che parli in prima persona o mantenga la distanza di una maschera. La "fantasia illimitata" del male si è accanita sulla sua vita: gli affetti fulminati, la storia attraversata da combattente, e un'aspirazione giovanile – "diventare un idiota", nel senso greco del termine, cioè restare in disparte con innocenza – sistematicamente negata. Con un timbro inconfondibile, Pintor affida il racconto a una scrittura ritrosa, scarnificata, che diffida delle parole e delle loro lusinghe, e che sa spingersi sempre oltre i confini dell'innocenza e della speranza. Decine di migliaia di lettori hanno riconosciuto e amato questa conoscenza del dolore, grati a Pintor per non aver ceduto al silenzio cui pure aspirava.
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Primo, non curare chi è normale
Bollati Boringhieri, 14/11/2013
Abstract: Considerato dagli psichiatri di tutto il mondo il testo imprescindibile di riferimento, il DSM (Diagnostic and Statistical Manual), pubblicato dalla American Psychiatric Association e tradotto in decine di lingue, è la fonte primaria che definisce il limite tra ciò che è normale e ciò che è patologico in relazione alla psiche. Passato attraverso quattro edizioni, il manuale è giunto ora alla quinta stesura, il DSM-5, ma questa volta la pubblicazione ha scatenato feroci e allarmanti polemiche. A capo dei critici più agguerriti si trova Allen Frances, l'autore di questo libro, scienziato autorevole e psichiatra tra i più apprezzati, che sa bene di cosa parla, dal momento che proprio lui aveva diretto la redazione del precedente DSM-IV. Secondo la sua analisi, precisa e convincente, la nuova edizione del manuale diagnostico rischia di fare più male che bene. L'impostazione del volume allarga infatti a tal punto lo spettro delle patologie psichiche da lasciare ben poco spazio alla "normalità", che quasi scompare. Siamo tutti malati: un regalo alle industrie degli psicofarmaci e una resa di fronte alla crescente medicalizzazione della società, divenuta sempre meno capace di gestire serenamente fenomeni comuni, che sono sempre esistiti, come il lutto, l'invecchiamento o la naturale vivacità dei giovani. Si moltiplicano invece le diagnosi di patologie per ogni comportamento, perdendo in questo modo la visione pluralista dell'universo psichico e forse condannando in futuro milioni di persone a cure non necessarie. "Non medicalizziamo le differenze umane – ammonisce Allen Frances – celebriamole".
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Vallardi, 14/11/2013
Abstract: La crisi dei debiti sovrani, la BCE, i BRICS, la sequenza del genoma umano, l'antimateria, le nanotecnologie, ma anche la nanoletteratura, le nuove icone della cultura mondiale, l'arte contemporanea, la cucina molecolare... in quest'opera tutte le idee e le informazioni fondamentali del mondo di oggi sono spiegate in modo semplice e ben organizzato. Gli impareggiabili Reynaert e Brocvielle hanno condensato l'odierno scibile in una guida agile e affidabile, capace di creare un "ponte tra le generazioni": un bagaglio di conoscenze comuni e accessibili a tutti, nonni e nipoti.
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Garzanti Classici, 14/11/2013
Abstract: Perfettamente costruito, quasi una tragedia classica, La lettera scarlatta ruota intorno alla piazza della gogna, nella Boston puritana del XVIII secolo. Su quel palco è costretta a salire Hester Prynne, la bella adultera condannata a portare sempre, ricamata sul petto, una grande "A" rossa che l'addita al pubblico disprezzo. Hawthorne tratta in questo romanzo la psicologia del peccato, indagando con sottile sensibilità l'effetto che la colpa produce sulle diverse nature umane, e invita a rifuggire ogni ipocrisia e ad affrontare quel male cui sembra di non potersi sottrarre se non, appunto, superandolo in una specie di tragica catarsi.
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Fazi Editore, 14/11/2013
Abstract: Oggi sappiamo quello che nessuna generazione prima di noi ha mai conosciuto: alla luce delle scoperte scientifiche e tecnologiche, la storia dell'universo si dispiega davanti ai nostri occhi con chiarezza e completezza. Possiamo ricostruire come si sono formate le galassie e le stelle, i pianeti, i primi organismi, fino alla comparsa della vita umana sulla Terra. In questo libro ispirato, il filosofo evoluzionista Brian Thomas Swimme e la storica delle religioni Mary Evelyn Tucker combinano le recentissime conoscenze scientifiche con il sapere tradizionale della cultura occidentale, cinese, indiana e delle popolazioni indigene, raccontando i 14 miliardi di storia dell'universo da una prospettiva inedita, riuscendo a farci sentire parte di un unico, immenso organismo vivente lanciato in un epico viaggio di continuo sviluppo. Nella loro narrazione, l'evoluzione cosmica appare come un processo basato su creatività, connessione e interdipendenza, con la consapevolezza e la responsabilità umana di fronte alle sfide ecologiche e sociali che si stagliano all'orizzonte, diffondendo una nota di speranza per il nostro futuro.
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Fazi Editore, 13/11/2013
Abstract: Chi è Plotino? Il fratello stupido di Platone, come viene chiamato da sua sorella Brenda? Oppure un adolescente geniale sebbene perso nella solitudine e nella meditazione? La sua è una famiglia come tante, spezzata dal gesto di Giuliana, che abbandona il marito chitarrista per fuggire con un ragazzo indiano inseguendo una straziante felicità. Le vicende di Brenda e Plotino si sviluppano a ritmo incalzante, dando vita a un romanzo che racconta cosa significhi crescere e diventare "grandi", scoprire la vita, imparare ad amarla per quanto dà e non solo per quanto si vorrebbe avere.
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Feltrinelli Editore, 14/11/2013
Abstract: Mishima mette in scena il mercato dei sentimenti. Può la passione essere una merce tanto preziosa da annebbiare anche la più lucida delle menti? E quando ci innamoriamo, come facciamo a capire di non essere soltanto caduti nell'ingannevole trappola dei sensi? Non resta che frequentare quella "scuola della carne" che è la vita.
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Garzanti, 14/11/2013
Abstract: Maddy e Maggie hanno la stessa età, ma non potrebbero essere più diverse. Maddy, la coraggiosa protagonista delle Parole segrete, ha un animo ribelle; Maggie, invece, ama le regole e la disciplina. La sua passione sono i libri antichi. È solo immersa tra quelle pagine che riesce a non sentirsi sola. Eppure c'è qualcosa di misterioso che unisce le ragazze nel profondo. Un marchio sulla loro pelle: una runa. Un simbolo considerato da tutti una maledizione, un flagello. Perché nel mondo dove vivono Maddy e Maggie, la magia è proibita. E sognare è considerato il più terribile dei peccati. Ma c'è qualcuno che non ha paura di quel segno antico. Adam, due occhi impenetrabili dietro cui si nasconde un oscuro passato. Per Maddy è il nemico, rappresenta tutto quello contro cui lottare. Maggie, al contrario, non riesce a resistere alla forza sconosciuta che la attira verso di lui: il ragazzo è l'unico a conoscere il segreto scritto nella runa. Un segreto legato a una minacciosa profezia che rischia di distruggere il mondo. Maggie è la sola in grado di opporvisi. Ma per farlo deve essere pronta ad accettare il suo destino. Un destino che la lega in modo indissolubile a Maddy. Proprio quando le due ragazze si trovano vicine come non mai, gli eventi della profezia le costringono ad agire l'una contro l'altra. Entrambe dovranno mettere alla prova tutto il loro coraggio per salvarsi. Dopo il successo delle Parole segrete, Joanne Harris torna alle ambientazioni e alle atmosfere magiche e misteriose che l'hanno fatta amare da oltre cinque milioni di lettori. Le parole di luce racconta una storia di odio e amore, di luce e tenebre. La storia di una realtà oscura e affascinante, popolata da misteri e antichi miti, in cui due ragazze, legate da un destino imperscrutabile, lottano per salvare il loro mondo.
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Rizzoli, 15/11/2013
Abstract: Parlare di cucina regionale italiana è come entrare in un labirinto: prendi una strada pensando di avere chiara la tua meta e invece in un attimo di ritrovi trasportato lontanissimo, non solo nello spazio, ma anche nel tempo, nella cultura, nelle tradizioni."Una guida eccezionale vi accompagnerà in questo viaggio speciale nella storia e nella tradizione della migliore cucina italiana: con Carlo Cracco attraverserete il Belpaese da Nord a Sud. Incontrerete saggi trifolai piemontesi e famosissimi pasticceri siciliani, ascolterete i racconti di lontane vacanze pugliesi e dell'uccisione di un polpo sugli scogli campani, assaggerete un'incredibile melanzana rossa nel Parco Nazionale del Pollino e fantastiche sarde in saor in un bacaro veneziano, infine imparerete a cucinare anche gli alimenti a prima vista più "difficili": cuore, coda e frattaglie ma anche ortiche, corbezzoli e topinambur.E soprattutto, vi cimenterete nella preparazioni più genuine della cucina regionale, rivisitate dal tocco creativo di Carlo che, in questo manuale, coniuga così tradizione e modernità, sapori antichi e sperimentazione culinaria. Il punto di partenza sono le ricette classiche, l'approdo sono i piatti arricchiti dal tocco di classe di uno chef pluripremiato. 60 ricette, 32 approfondimenti e un ricco corredo fotografico per conoscere al meglio la cucina tricolore, imparare i trucchi per rinnovarla e provare la soddisfazione di servire in tavola piatti della tradizione che hanno acquisito nuovo fascino grazie alla firma di una guida d'eccezione.
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Laterza, 05/11/2013
Abstract: "È tutto finito; non c'è più niente da fare": le parole di Antonino Caponnetto dopo l'assassinio di Paolo Borsellino e della sua scorta rappresentano la disperazione di un'intera nazione. Vent'anni dopo le stragi di Capaci e via D'Amelio, la mafia però non ha vinto. Nonostante che molti misteri siano ancora irrisolti e molti retroscena siano oscuri. Nonostante gli attacchi ripetuti alla magistratura, le polemiche violente, i rapporti ambigui tra politica e criminalità, i silenzi della società civile, la disillusione. In queste pagine troviamo le inchieste e i processi più clamorosi, gli imputati eccellenti e le pedine, le storie dei pentiti, il racconto di come il nostro paese sia stato invaso di capitali che hanno radici mafiose. Una mafia che in questi anni ha cambiato pelle, ha ucciso sempre meno e riciclato sempre di più. Che si è mossa senza rumore.