Trovati 855160 documenti.
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Mondadori, 05/05/2015
Abstract: Anche dopo il suo ritiro a vita privata in un comodo "eremo" in Cornovaglia, Sir Charles Cartwright, un tempo il re delle scene, continua a venir considerato un personaggio illustre e i suoi ricevimenti, riservati a pochi intimi, sono avvenimenti mondani assai ricercati. Durante una di queste occasioni, alla presenza di una bella compagnia di amici, si verifica però uno strano episodio: uno degli ospiti, un timido e pio pastore protestante, muore improvvisamente. Polizia e medico legale si trovano subito d'accordo nell'indicare, come causa del decesso, un infarto, e anche Hercule Poirot, che era presente, inizialmente non sospetta nulla. Ma quando, poco tempo dopo, un altro degli ospiti di quella serata muore in circostanze molto simili, il celebre investigatore dovrà ricredersi e avviare un'indagine destinata a risultati clamorosi.
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Mondadori, 05/05/2015
Abstract: Un freddo inverno nella campagna inglese. A Monkswell Manor, l'albergo che gestiscono, Mollie e Giles Ralston rimangono bloccati da una bufera di neve insieme a cinque strani ospiti. Tra costoro si cela un maniaco omicida che ha già ucciso una persona a Londra. Ma sotto quale travestimento? Ciascuno dei presenti sembra avere qualcosa da nascondere, qualche segreto legato a un fatto di sangue avvenuto molti anni addietro. Prima che le comunicazioni venissero interrotte, però, la polizia locale è riuscita a inviare un agente, il sergente Trotter. Toccherà a lui individuare l'assassino, deciso a colpire di nuovo. Ma la risoluzione del caso non sarà semplice. Commedia brillante e ricca di suspense, dalla prima messa in scena a Londra, nel 1952, Trappola per topi non ha mai smesso di essere rappresentata. Un caso unico al mondo.
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Piemme, 12/05/2015
Abstract: 1046, Mantova. Tutto ebbe inizio con un sogno: un campo di battaglia, il fuoco, centinaia di morti. E poi una donna, i capelli rossi, l'armatura bianca, la spada in pugno, a ottenere la vittoria, riprendersi la sua terra. Questo sognò Beatrice di Canossa poco prima di dare alla luce la sua terza figlia, Matilde.Sapeva che la bambina avrebbe avuto un grande avvenire, ma mai avrebbe immaginato che potesse diventare un simbolo, la donna più temuta e rispettata del suo tempo, una combattente. Il suo destino, secondo la tradizione, era al fianco di un guerriero di nobili natali scelto dal padre. Solo una moglie, quindi, anche se blasonata, o una badessa di un importante convento.Ma le cose andarono diversamente. Dopo la morte prematura del padre, la cui posizione era considerata scomoda dall'imperatore Enrico III, e del fratello, avvelenato, Matilde si trovò costretta a governare, Grancontessa di tutte le terre italiche a nord dello Stato Pontificio, a combattere per difendere i suoi sudditi, al fianco del papa durante la Lotta per le investiture, a trattare per la pace tra Gregorio VII ed Enrico IV.Mai un giorno della sua vita venne speso per se stessa, ma la Storia la vede ancora oggi protagonista.
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Piemme, 06/05/2015
Abstract: "Ascoltai le parole del giudice senza abbassare lo sguardo, mentre all'esterno del tribunale un gruppetto di estremisti accoglieva la sentenza e festeggiava al grido di Allah Akbar!Non sapevo di essere un simbolo, né mi importava. Pensavo soltanto a mio marito, al piccolo Martin e alla vita che cresceva dentro di me. Pensavo che sarebbero bastate due parole per uscire dall'incubo e tornare a una vita normale. Ma che non le avrei dette. Né allora né mai. Avrei sopportato qualsiasi pena pur di difendere la mia dignità e tutelare la libertà di scegliere e credere nella propria religione. Qualsiasi essa fosse."Il suo caso ha tenuto milioni di persone con il fiato sospeso. Meriam Ibrahim Ishag, una giovane sudanese di religione cristiana, è stata arrestata da un tribunale di Karthoum dopo che un parente – un perfetto sconosciuto – l'aveva denunciata per apostasia. Incarcerata incinta con il figlio piccolo, in condizioni durissime, all'ottavo mese di gravidanza è stata condannata a cento frustate con l'accusa di adulterio per aver sposato un cristiano e alla morte per impiccagione per aver rifiutato di abiurare. In catene, Meriam ha dato alla luce sua figlia. Anche per quella bambina non ha abbassato lo sguardo. Anche per lei non ha smesso di lottare. E con lei ha lottato Antonella Napoli, la giornalista italiana che ha promosso la campagna per portare il caso all'attenzione del mondo. Ora racconta la sua storia. Una storia che non è solo la sua. Perché ci sono troppe bambine, ragazze, donne vittime della sharia, troppe Meriam, Malala, Hina, Sanaa, Asia, Sakineh. Oggi più che mai.
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Rizzoli, 06/05/2015
Abstract: Anche le brave ragazze nascondono un segreto. Blum ha trentadue anni, un marito poliziotto di nome Mark e due figlie piccole, la vita le sorride. Ha conosciuto Mark sul ponte della barca a vela dei genitori di lei, il giorno in cui sono morti annegati al largo della costa croata in un pomeriggio d'estate: lui l'ha soccorsa e se ne è innamorato subito. Il segreto di Blum è nascosto nelle ore di quel pomeriggio di otto anni prima, ed è importante per capire come reagirà adesso, quando d'improvviso le tolgono l'amore sotto gli occhi: proprio di fronte a casa, una Rover investe e uccide Mark. Ma non è un incidente, e non appena emergono gli indizi di un omicidio compiuto per mettere a tacere l'indagine che Mark stava seguendo, per Blum inizia una nuova vita. Al posto del lutto la vendetta, si riparte da qui. Il piano è stabilito: bisogna eliminare ogni persona coinvolta, andare a prenderla a casa, sul posto di lavoro, ovunque, e farla sparire senza lasciare traccia. Blum non ha paura: è proprietaria di una ditta di pompe funebri e con il corpo umano ha un rapporto molto pratico, trattare coi morti per lei è pane quotidiano. Così, inizia la sua corsa senza fermate: ci sono degli obiettivi da centrare, i colpevoli imperdonabili di un gioco perverso e pornografico che ha distrutto la vita di molte persone innocenti. Sono uomini rispettabili, apprezzati, che nascondono pagine oscure e verso i quali non può esserci pietà. Bernhard Aichner ha plasmato una protagonista femminile che ha l'audacia e la stoffa di un'amazzone fuori dal tempo, calata in un mondo abitato dalla malvagità. Una crudele vendicatrice, che forse ognuno di noi vorrebbe non dover condannare.
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BUR, 06/05/2015
Abstract: Dalla valle di Zoldo, tra le Dolomiti bellunesi, inizia il viaggio di Mattio Lovat, figlio dello "scarpér" del paese, un viaggio verso la follia in un'Italia a cavallo tra fine Settecento e inizio Ottocento, sullo sfondo di eventi epocali come il crollo della Serenissima e le invasioni napoleoniche. Mattio, considerato uno dei primi casi clinici della psichiatria moderna, fu in realtà una delle tante vittime della miseria che si ammalavano di pellagra. La sua straordinaria vicenda l'ha condotto fino al manicomio dell'isola di San Servolo, a Venezia, e prima della fine a incrociare la sua vita con quella di Marco: personaggio misterioso e ambiguo, ebreo errante e incarnazione del demonio, Marco diventa presto compagno e antagonista della mente ossessionata di Mattio. Una storia affascinante, che unisce fantasia e realtà, malvagità e candore.
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Rizzoli, 07/05/2015
Abstract: La penna curiosa e impertinente di Philippe Daverio ci conduce alla scoperta di Milano e del suo territorio. Una caccia al tesoro in città, in provincia e nella campagna lombarda per scoprire oltre un centinaio fra monumenti, luoghi e testimonianze d'arte, di storia e di cultura, noti e meno noti, che valgono una visita o una deviazione. Dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana a San Pietro in Gessate, da Bergamo Alta a Romano di Lombardia, dalla Basilica di Agliate a Castiglione Olona, dal Castello di Soncino alla Certosa di Pavia, un piccolo volume d'autore per visitare la città dell'Expo 2015 e i suoi dintorni.
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Rizzoli, 06/05/2015
Abstract: A volte basta uno sguardo, un gesto semplice, un sorriso appena accennato per sentire la voglia di raccontare tutto di sé a un'estranea. È quello che accade a Barbara De Rossi e a Beatrice, che ha una sciarpa grande a coprirsi il viso e la voce insolitamente flebile e roca. Settimana dopo settimana, sul Frecciarossa Roma-Torino i loro incontri si fanno sempre meno casuali, e Barbara parla per la prima volta delle gioie ma anche delle ombre che si celano dietro i sorrisi luminosi con i quali si mostra al mondo: l'infanzia a Rimini e l'esordio quasi casuale al cinema a soli sedici anni, con il padre che le accorda il permesso solo quando Marcello Mastroianni chiama personalmente a casa; il trasferimento a Roma segnato dalla precoce perdita dell'amatissima madre; un primo matrimonio andato male, un secondo intenso e travolgente, finito anch'esso, ma dal quale ha avuto in dono la figlia Martina. Fino ad arrivare a un amore sbagliato, quando un grande sogno si rivela solo un grande errore e la favola si trasforma in un incubo. Quell'amore sbagliato che spesso entra nella vita delle donne e le costringe a essere più coraggiose che mai. In Bibbi esci dall'acqua Barbara De Rossi apre il suo cuore ai ricordi trovando la delicatezza per parlare di sé e di tutte le donne che vogliono essere forti senza perdere la dolcezza, sicure senza nascondere le fragilità, e che vogliono continuare a credere in se stesse, a lottare, a sognare e a splendere.
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Rizzoli, 07/05/2015
Abstract: Himalaya, 31 luglio 1954: gli italiani Compagnoni e Lacedelli raggiungono la vetta del K2, seconda montagna più alta del mondo, e vengono celebrati in patria come eroi. Ma la versione ufficiale dell'impresa è avvelenata dalle polemiche: perché Walter Bonatti, appena ventiquattrenne, rischia la vita trascorrendo la notte prima della conquista della vetta all'aperto, a ottomila metri? Lo accusano di tentato tradimento, e addirittura di sabotaggio. Cosa è davvero accaduto su quella montagna impossibile? Irriducibile e orgoglioso, Bonatti per cinquant'anni ha smontato le bugie che lo riguardavano ricostruendo pezzo per pezzo quella che infine verrà riconosciuta come l'unica verità di un "giallo alpinistico" che ha emozionato il mondo. Questa edizione di un libro ormai imprescindibile è arricchita dalla prefazione di Rossana Podestà, per trent'anni compagna di Bonatti, e dalle riproduzioni dei documenti conservati nel loro archivio, annotati dallo stesso Bonatti. Una testimonianza necessaria di un uomo che ha fatto la storia dell'alpinismo.
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Rizzoli, 06/05/2015
Abstract: Quel bacio rubato ai tempi dell'università, Riccardo non se l'è mai dimenticato. Se si concentra, riesce a sentire ancora il profumo di Giulia, così dolce Ma il suo sogno d'amore aveva avuto un brusco risveglio, perché lei era morta, uccisa nei bagni della Sapienza: un omicidio che aveva scioccato tutti e di cui era stato subito riconosciuto colpevole l'insospettabile professor Morelli. Caso archiviato. Dieci anni, un cambio di facoltà e un fidanzamento mandato all'aria dopo, l'unica certezza per Riccardo è rimasta la fede nella Roma. Non è diventato un grande giornalista, scrive recensioni di libri su "TuttoGiallo" - un infimo settimanale di nera - e di una relazione seria nemmeno l'ombra, se si esclude quella con i coinquilini Sandro, fanatico di Proust, e Rachele, mistress per passione. Fino a quando la sua vita tranquilla, senza scossoni, viene sconvolta dall'urto con il passato, che torna prepotente a pronunciare quel nome: Giulia Rusconi. La notizia è che Morelli, l'assassino uscito da poco dal carcere, è stato ritrovato morto. Tanto basta per riaccendere in Riccardo quella fiamma che non si era mai spenta. E, complice il diario di Giulia ritrovato dopo anni, per trasformare uno svogliato cronista senza ambizioni in un investigatore privato goffo ma deciso a scoprire la verità. Perché, forse, chi ha davvero le mani sporche del sangue di Giulia non ha ancora pagato il prezzo della sua colpa
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Notizie che non lo erano. Perché certe storie sono troppo belle per essere vere
Rizzoli, 07/05/2015
Abstract: Se il nostro Paese fosse proprio come ce lo raccontano i giornali, l'Italia sarebbe un posto molto più strano di quanto già non si creda. Infatti, stando a quello che negli ultimi anni hanno affermato le più rinomate fonti di informazione, gli italiani dovrebbero essere un popolo composto da una marea di analfabeti (sei milioni), da un esercito di persone sotto ipnosi a fini terapeutici (otto milioni) e da una sorprendente percentuale di donne ossessionate dall'idea di portarsi a letto un arbitro. Non serve avere un gran fiuto per rendersi conto che si tratta invenzioni. E non era vero il "complotto per uccidere Obama", né che un padre volesse far bocciare il figlio, né che fosse stata trovata l'agenda di Paolo Borsellino, né la foto di Elizabeth Taylor nuda, né che Papa Francesco uscisse la notte di nascosto dal Vaticano. Eppure queste storie, insieme a tante altrettanto inventate, sono state spacciate per vere da testate che dovrebbero avere la nostra fiducia. Con l'arrivo di internet, i giornalisti di tutto il mondo si sono dovuti abituare al confronto con lettori che possono mettere in dubbio, contestare o addirittura smentire le loro affermazioni. Il mito del web come fucina di leggende metropolitane va ribaltato: oggi la rete testa la veridicità delle notizie, mentre i falsi giornalistici sono quasi sempre il risultato di errori o leggerezze compiuti dai media tradizionali, che hanno ormai rinunciato al ruolo di filtro e alla propria funzione di controllo. Dopo aver smontato per anni false notizie e vere bufale, Luca Sofri le ha raccolte in questo libro che, oltre a rivelarci i piccoli e grandi meccanismi del giornalismo, ci invita a riflettere sullo stato della nostra informazione e a costruirsi una bussola per distinguere il vero dal falso.
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Raccontare l'amore. Parabole di uomini e donne
Rizzoli, 07/05/2015
Abstract: Ci sono storie, nei Vangeli, che a distanza di duemila anni sanno ancora sorprenderci e provocarci, perché sono capaci di farci osservare la realtà da una prospettiva inattesa. Le parabole sono racconti di uomini e donne come noi - padri, figli, lavoratori - e hanno in Gesù il loro narratore d'eccezione. L'eredità che lasciano a chi le ascolta o a chi, come noi oggi, le legge, è rivoluzionaria e scardina i pregiudizi e la concezione tradizionale di giustizia, mantenendo intatto lo sguardo umanissimo di Gesù sul quotidiano: famiglie in crisi, poveri sempre più poveri e ricchi sempre più ricchi, lavoratori stanchi e modi diversi di amare e vivere la preghiera. Tra le parabole evangeliche, Enzo Bianchi ne ha scelte quattro tra le più note e, muovendosi con agilità tra passato e presente, ci consegna un'appassionata rilettura di quelle che restano ancora oggi pagine aperte dei Vangeli. In esse la parola si fa rivelazione del volto di Dio, guidandoci in profondità, fino al centro del suo cuore colmo di misericordia, che significa amare in grande. Per ricordarci che è attraverso la parola di Cristo che l'amore di Dio si trasferisce all'umanità, trasformandone per sempre l'esistenza.
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Rizzoli, 07/05/2015
Abstract: Questa storia comincia (male) e finisce (bene) sul Kangchendzonga, la terza vetta più alta della Terra, una delle più difficili da scalare. È una storia epica, non solo di alpinismo, ma soprattutto d'amore e di crescita interiore.Siamo nel 2009 e Nives Meroi è in corsa con altre due alpiniste per diventare la prima donna ad aver conquistato i quattordici ottomila del pianeta. Come ha sempre fatto, affronta il Kangch, la sua dodicesima cima, in cordata con il marito Romano, e senza "sconti": né portatori d'alta quota, né ossigeno. Allo stesso tempo, mentre i media spettacolarizzano l'impresa, Nives non è insensibile alla sirena della fama, che la sta trascinando in un gioco che non le appartiene...Ma, a poche centinaia di metri dalla vetta, Romano non si sente bene e si ferma. Che cosa sceglie di fare, allora, Nives? Proseguire da sola, conquistando un'altra cima utile per la vittoria, come molti le avrebbero suggerito? No, lei non esita: abbandona la gara perché non può lasciare Romano solo ad aspettare.Così si conclude il primo atto di questa vicenda.Ne seguono altri tre in cui entrano in scena la malattia, la complicità, la capacità di attendere, la voglia di reagire senza scoraggiarsi quando si prende una via sbagliata. Per giungere al lieto fine in cui il Kangch si lascia finalmente conquistare da Nives e Romano che, in un confronto leale e puro con la Natura, hanno compreso il senso profondo della vita. Ambientato per lo più nell'impressionante scenario himalayano, diario di emozionanti salite, Non ti farò aspettare è anche un libro che può ispirare ogni uomo e ogni donna.
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Rizzoli, 07/05/2015
Abstract: È in atto da alcuni anni una vera e propria corsa all'alimentazione "naturale", eppure le nostre idee sul tema non sono così chiare come vogliamo credere. Sempre più spaventati e confusi dai messaggi allarmistici dei media, ci siamo convinti che la "manipolazione" del cibo sia uno dei tanti mali della società odierna, dimenticando che l'intervento umano sulle specie vegetali è antico quanto l'invenzione dell'agricoltura stessa. Siete sicuri che il colore "naturale" delle carote sia l'arancione? O che il riso che comprate sia veramente biologico? E poi: esiste sul serio una patologia chiamata "sensibilità al glutine"? Per rintracciare la storia di ciò che mettiamo oggi nel piatto, e trovare le risposte ai tanti dubbi che ci assillano, gli autori ci guidano in un avvincente viaggio nel tempo - attraverso la storia dell'uomo e le storie dei cibi come li conosciamo - e nello spazio - per raccogliere sul campo le prove e le testimonianze di ricercatori e agricoltori. Con piglio appassionato da investigatori e solido rigore scientifico, e senza timore di andare controcorrente, spiegano il vero significato di alcune parole che sentiamo e leggiamo ogni giorno, aiutandoci a scegliere con più consapevolezza. Scopriremo, tra l'altro, che la prima mela OGM italiana è molto più "naturale" di quelle biologiche; che già mangiamo da oltre vent'anni pasta prodotta con grano modificato, addirittura dalle radiazioni nucleari, senza che si siano registrati inconvenienti; e che molti dei nostri timori nascono da preconcetti sbagliati cavalcati dal marketing e dalla politica. Per essere finalmente in grado di farci un'idea più chiara di ciò che mangiamo davvero.
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Fabbri Editori, 07/05/2015
Abstract: Michele e Rebecca sono più che amici. Sono quasi fratelli. Passano interi pomeriggi a parlare di tutto, a divertirsi con niente, a condividere sogni ed emozioni. Insieme hanno provato addirittura a volare. Una rincorsa sul prato, un salto nel vuoto e pochi istanti che hanno trasformato un sogno in realtà. Poi la caduta, e l'illusione del volo che si spezza e diventa un abbraccio, un bacio, un piccolo meraviglioso incidente. Ma una sera d'autunno tutto cambia e una tragedia stravolge il loro futuro. Da quel giorno maledetto Michele diventa un'altra persona, si rifugia in se stesso, costruendosi intorno una corazza con cui si protegge dalle emozioni e sfugge ai ricordi. Allontana Rebecca, la perde, si lascia andare alla deriva. Ma lei sa che sotto quella corazza c'è ancora il ragazzo che ha conosciuto e che desidera volare. Che sotto al dolore c'è una vita, tutta da inventare. Con te ho imparato a volare è una storia di amicizia, amore e riscatto. Un romanzo che scava nella realtà, senza rinunciare ai sogni.
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Che gusto c'è a fare l'arbitro
Rizzoli, 06/05/2015
Abstract: "E allora?" urlo. "Allora cosa?" risponde l'arbitro. "Dico, solo punizione? A momenti mi stacca una gamba!" Comincia così, con un cartellino rosso non dato, la carriera di Nicola Rizzoli, che quel giorno del 1987 a Bologna ha sedici anni e non è l'arbitro, ma un attaccante. Ed è proprio per scoprire tutti i segreti del regolamento e poter ribattere a tono che decide di iscriversi al corso per arbitri. È l'inizio di un percorso lungo quasi trent'anni che, dai campetti di provincia e dalle trasferte in solitudine in ogni angolo d'Italia, lo condurrà al palcoscenico degli Europei 2012, a Wembley per la finale di Champions League 2013, fino al leggendario Maracanã di Rio per la finale degli ultimi Mondiali Germania-Argentina. Per la prima volta Nicola Rizzoli racconta i suoi segreti tecnici, i momenti di goliardia vissuti con i compagni di avventura, gli ineludibili riti prepartita - la playlist da ascoltare nello spogliatoio, il Vicks Vaporub da respirare a fondo per rilassarsi, lo stemma Fifa da cucire personalmente sulla divisa con ago e filo come gli aveva insegnato a fare la nonna -, tanti retroscena e aneddoti che includono campioni del calibro di Messi, Ibrahimović, Cassano, Totti, Baggio, Maldini. Ma ricorda anche la bufera di Calciopoli, tutti i suoi sbagli, il rapporto prezioso con un maestro come Pierluigi Collina e le volte in cui è stato a un passo dal mollare tutto. Che gusto c'è a fare l'arbitro è un viaggio emozionante nella carriera del miglior arbitro del mondo, è una fonte di ispirazione preziosa per chi ha scelto o sceglierà di seguirne le orme, è una vera, convinta, divertente, serissima dichiarazione d'amore al gioco del calcio.
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BUR, 07/05/2015
Abstract: C'è una bambina sola che non vuole guardare in faccia la realtà, il fatto che i suoi genitori sono stati portati via dalle bombe, e cerca in chi è rimasto - il nonno e il cane - un'ancora a cui aggrapparsi in un momento troppo difficile. E c'è una mamma che da un mondo sospeso tra terra e cielo parla con la sua piccola, la sostiene, la spinge verso nuovi legami, che possano renderla forte e aiutarla ad andare avanti.
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Rizzoli, 28/01/2016
Abstract: Dalla A di Angelica alla Z di Zina, Camilleri racconta le donne che hanno incrociato la sua strada, di uomo, prima che diventasse lo scrittore più amato d'Italia. Donne misteriose, soavi e inebrianti come la Sicilia, donne scandalose, testarde, fragili. Un'autobiografia d'amore, una raccolta di storie indimenticabili piene di sensualità, alla ricerca del mistero racchiuso nei cuori e nelle menti delle donne.
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Rizzoli, 07/05/2015
Abstract: Un memoir a quattro mani che racconta di amicizie perdute, di amori rubati, di vecchi fumetti e di torte di ricotta. I due protagonisti - e autori - sono fratelli e si ritrovano nella casa di villeggiatura della loro infanzia, prima di consegnare le chiavi al nuovo proprietario. Riemergono oggetti, luoghi, odori, storie, sapori che vanno a comporre un ricettario, non solo metaforico, dell'infanzia, dell'adolescenza e di un'età adulta ancora capace di riservare sorprese.
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Storia degli ebrei italiani - volume terzo
Mondadori, 21/04/2015
Abstract: Nel terzo e conclusivo volume della sua Storia degli ebrei italiani, Riccardo Calimani ripercorre due secoli, il XIX e il XX, cruciali per il destino della comunità ebraica del nostro Paese, disegnando un complesso itinerario in cui si susseguono e si intrecciano la chiusura dei ghetti, la progressiva estensione dei diritti civili, un lento ma costante processo di integrazione e, quasi in parallelo, l'insorgere di un nuovo antisemitismo di stampo razzista, che culminerà nella tragedia delle cosiddette "leggi razziali" e della Shoah. All'inizio dell'Ottocento, in un'Italia ancora in bilico tra Rivoluzione e Restaurazione e ampiamente frammentata, si manifestano i primi, timidi segnali di emancipazione delle minoranze ebraiche. Poi, dopo l'unità, il posto degli ebrei nella società muta radicalmente, perché essi iniziano a partecipare con grande passione alla costruzione di un Paese cui sentono di appartenere a pieno titolo, dopo il tributo di sangue versato sui campi di battaglia del Risorgimento e della Grande Guerra. Nel contempo la Chiesa di Pio IX, che addebita l'oltraggio di Porta Pia a un complotto di forze anticattoliche, ridà fiato alla propaganda antigiudaica e rilancia contro gli ebrei le infamanti accuse di deicidio e di omicidio rituale, fornendo nuovi alibi e argomenti all'antisemitismo moderno. Ma la pagina nera - vergognosa e incancellabile - della storia degli ebrei italiani sono le cosiddette "leggi razziali" promulgate dal regime fascista nel 1938 sulla base di risibili teorie pseudoscientifiche, che sancirono di fatto la totale esclusione degli ebrei dal corpo della società e dalla vita civile. Accolte da principio con indifferenza, e senza che il papa pronunciasse un'esplicita parola di condanna, quando dopo l'8 settembre 1943 tali leggi significarono persecuzione, deportazione e morte nei campi di sterminio, molti italiani e una parte rilevante del clero si riscattarono creando, a rischio della propria vita, una vasta rete di solidarietà che aiutò e protesse i perseguitati. Della propria complicità nella Shoah, il nostro Paese avrebbe preso coscienza con decenni di colpevole ritardo - e grazie soprattutto allo straordinario contributo dato da tanti intellettuali ebrei, a cominciare da Primo Levi, alla riflessione sul valore della memoria - confermando una volta di più che la storia degli ebrei italiani è una storia esemplare di lotta per la sopravvivenza civile e culturale e per la difesa della dignità umana.