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Decreto Dignità
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AA.VV.

Decreto Dignità

IlSole24Ore, 15/04/2021

Abstract: Le misure lavoristiche di contrasto al precariato, con la nuova disciplina del contratto a termine e della somministrazione di lavoro, il nuovo bonus assunzioni e i nuovi indennizzi per il licenziamento ingiustificato e quelle di contrasto alla delocalizzazione delle imprese e/o dei beni delle stesse.Le misure di semplificazione fiscale, dal redditometro allo split payment, dalla fatturazione elettronica alla compensazione delle cartelle esattoriali, fino alle associazioni sportive.La Guida operativa del Sole 24 Ore analizza tutte le novità del decreto Dignità dopo la sua conversione in legge e riepiloga compiutamente le discipline in vigore di tutti gli istituti lavoristici e fiscali riformati.

Al rombo del cannon
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Castelli, Franco - Jona, Emilio - Lovatto, Alberto

Al rombo del cannon

Neri Pozza, 11/10/2018

Abstract: La prima guerra mondiale, conclusasi un secolo fa, fu un bagno di sangue senza precedenti, che all'Italia costò seicentomila morti e oltre un milione di feriti. Eppure, nonostante l'orrenda carneficina, la Grande Guerra fu anche una straordinaria fucina di canti popolari. Durante il conflitto si cantò molto, come non era mai avvenuto in passato e come non avverrà più nel futuro, ma mentre i canzonieri ufficiali risuonarono di inni patriottici colmi di retorica, la guerra realmente cantata dalle classi popolari ci raccontò il dolore della partenza, l'orrore della trincea, la morte negli assalti alla baionetta, lo strazio delle famiglie, il lutto infinito di un'intera popolazione che vedeva decimata la sua gioventù. Anche se del canto nella Grande Guerra si è scritto con abbondanza, è mancato a tutt'oggi uno studio di ampio respiro storico, antropologico, sociologico e folklorico che ne tentasse una lettura e una sistematizzazione a tutto campo. Al rombo del cannon compendia gli esiti di un'ampia ricerca effettuata, nel corso di molti anni, dagli autori del libro e dai maggiori ricercatori italiani di cultura orale tra i soldati reduci da quel conflitto e tra le persone che ne hanno conservato memoria. Corredato da illustrazioni d'epoca e accompagnato da due cd con 161 registrazioni originali, il libro restituisce le ansie, gli affetti, le sofferenze, le invettive, in una parola le passioni di chi partecipò a quell'immane conflitto, che fu un'immersione terribile e cruenta nella modernità e nei suoi nuovi terrificanti strumenti di morte: cannoni a lunga gittata, aeroplani, carri armati, gas asfissianti. Con sei milioni di soldati mobilitati, fu anche una guerra che ruppe i limitati confini linguistici e culturali, fece incontrare e dialogare popolazioni lontanissime l'una dalle altre e realizzò una prima reale unificazione nazionale dando vita a un italiano popolare comune. Al rombo del cannon indaga tutti questi versanti della "guerra cantata" analizzandone le forme musicali e letterarie. Per il suo ampio respiro e l'accuratezza dell'indagine, è un'opera che rappresenterà a lungo un riferimento essenziale per chiunque voglia accostarsi al canto popolare della Grande Guerra.

Tieni ferma la tua corona
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Haenel, Yannick - Bogliolo, Giovanni

Tieni ferma la tua corona

Neri Pozza, 18/10/2018

Abstract: Jean Deichel è probabilmente un pazzo. Chi, infatti, non giudicherebbe tale uno scrittore che se ne va in giro con un malloppo di ben settecento pagine dedicato ad Herman Melville? Un'imponente sceneggiatura intitolata The Great Melville sulla "folla dei pensieri" dell'autore di Moby Dick? Herman Melville, si sa, aveva vissuto una vita che definire una catastrofe è dir poco. Dopo un effimero successo iniziale fu totalmente dimenticato come scrittore e trascorse gli ultimi diciannove anni della sua esistenza in un ufficio della dogana di New York, in totale solitudine. Con la sua sceneggiatura, Jean Deichel vorrebbe far capire una cosa sola: la verità insita nella solitudine di un grande scrittore. Perciò ogniqualvolta gli capita la fortuna di imbattersi in un produttore, ripete che The Great Melville è un'opera che mostra come, appartandosi dal mondo, il grande autore si rapporti con la verità, si consacri ad essa, anche quando la verità gli sfugge e gli sembra oscura, se non addirittura assurda. Un'opera, insomma, che svela come ogni autentico scrittore porti in sé, con umorismo o desolazione, "un certo destino dell'essere". Il risultato è, naturalmente, la puntuale derisione dei produttori, e la loro conseguente fuga dal progetto. A Jean Deichel non resta dunque che un'esistenza solitaria simile a quella del suo amato autore, un'esistenza fatta di ricerca alle tre del mattino di un rimasuglio di vodka o di un Big Mac buttato giú in piena notte. Un giorno, però, l'intuizione, sorta dalla lettura di una frase di Melville sulla verità come "un daino bianco spaurito" costretto a fuggire nei boschi. Chi nel mondo del cinema ha inizialmente trionfato per poi subire un tremendo fiasco e diventare letteralmente un paria? Chi, esattamente come Melville, ha conosciuto una facile gloria ed è precipitato poi nel fallimento piú nero quando si è messo a scrivere a partire dalla verità? Chi se non Michael Cimino, l'autore di The Deer Hunter (Il cacciatore di daini, noto in italiano come Il cacciatore) e di Heaven's Gate (I cancelli del cielo), il capolavoro che ha segnato la sua disfatta? Si dice che sia in miseria, malato; che da piú di trent'anni nessuno abbia piú visto i suoi occhi, nascosti sempre dietro occhiali neri. Ma per Jean Deichel bisogna assolutamente che Cimino legga la sua sceneggiatura. Bisogna andare a New York a incontrarlo poiché, è evidente, tra Melville e Cimino c'è un rapporto cruciale, decisivo quasi. Celebrato dalla critica, vincitore e finalista di prestigiosi premi letterari, Tieni ferma la tua corona è uno dei piú riusciti e originali romanzi della narrativa contemporanea sull'arte come ricerca dell'illimitato, dell'assoluto che "la destina a essere essa stessa un mondo, e dunque a modificare la storia del mondo".

Storia dello Stato italiano
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Tedoldi, Leonida

Storia dello Stato italiano

Laterza, 20/09/2018

Abstract: Lo Stato italiano celebra nel 2018 un doppio anniversario: i 170 anni dalla proclamazione dello Statuto albertino e i 70 anni dall'entrata in vigore della Costituzione repubblicana. È giunto il tempo di fare un bilancio, di analizzare quanto e come lo Stato abbia inciso nella storia italiana. Questo libro ha l'ambizione di tracciare, per la prima volta, una storia della costruzione dello Stato nelle sue strutture fondamentali: da quelle monarchico-liberali a quelle autoritario-fasciste; da quelle repubblicano-democratiche a quelle dello Stato decentrato. Nel contempo vengono delineati il consolidamento e la mutazione degli organi, degli enti e degli apparati politici, sociali e 'imprenditoriali'. Al termine della lettura, ci saranno più chiare le ragioni che hanno reso lo Stato italiano così resistente alle riforme e incline allo sviluppo per giustapposizione delle proprie funzioni.

Nel nome del Signore
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Chester Jordan, William - Ferrara degli Uberti, Giovanni

Nel nome del Signore

Laterza, 20/09/2018

Abstract: Parentesi luminosa fra il caos dell'anno Mille e un quattordicesimo secolo infestato dalla peste, dalle carestie e dalle guerre, gli anni che troveremo in queste pagine furono ricchi di possibilità e di speranza, di crescita e di conquiste. Dalle controversie Chiesa-Stato ai conflitti religiosi e ai movimenti riformatori, dalla crescita demografica alle straordinarie conquiste intellettuali come la nascita della letteratura in volgare, il fiorire delle grandi università inglesi, francesi e italiane e i capolavori dell'architettura gotica. William Chester Jordan ripercorre il cammino lungo il quale, con creatività e a passo sicuro, si sviluppò quello che può ben essere definito il primo vero Rinascimento europeo.

Karate icon
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Valenti, Antonio

Karate icon

Ultra, 10/09/2018

Abstract: A Palermo, 42 anni fa, è nato uno degli atleti più straordinari di sempre. 6 titoli mondiali, 22 titoli europei di cui 13 consecutivi, 20 titoli italiani: nella storia del karate nessuno ha vinto più di Luca Valdesi. Massimo esponente mondiale del kata (ovvero del combattimento contro un avversario immaginario, forse la forma più alta e pura dell'arte marziale), Valdesi, grazie a un talento unico e a una dedizione totale alla disciplina sportiva, nel corso della sua più che ventennale carriera agonistica ha fatto convergere su di sé l'attenzione ammirata del mondo prima ancora di quella dei suoi connazionali. Il suo sito registra ormai mezzo milione di accessi ogni anno, e i suoi video su Youtube totalizzano milioni di visualizzazioni. Dai primi passi sulle orme del padre Andrea, il suo primo maestro, ai trionfi nazionali e internazionali, il racconto in prima persona raccolto da Antonio Valenti, collega e amico di Luca, ci accompagna attraverso gli episodi che hanno segnato una vita eccezionale, ma anche incredibilmente semplice. Un percorso netto e lineare, e ancora in pieno svolgimento, che ha portato alla costruzione di un'icona del karate ai confini del mito e insieme alla crescita di una persona autentica, la cui limpida umanità si rivela in ogni tratto.

Il patto sporco e il silenzio
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Di Matteo, Nino - Lodato, Saverio

Il patto sporco e il silenzio

Chiarelettere, 18/09/2018

Abstract: "Di Matteo e Lodato hanno scritto il libro con stile leggero e con contenuti forti, ragionati e convincenti, con passione e sobrietà."Antimafiaduemila.com - Armando Sorrentino""Il patto sporco". Un libro tutto da leggere."Antimafiaduemila.com - Giorgio Bongiovanni""Il patto sporco" non è solo un libro. È un monito perché mostra all'Italia e agli italiani la faccia sporca dello Stato che nessuno ha voglia di raccontare."Antimafiaduemila.com - Francesco Vitale"Con la figura di Nino Di Matteo, riapprodo finalmente al più sincero significato della parola onore. Onore non può mai essere violenza, bestialità, prevaricazione, ma virtù e l'uomo d'onore non può che combattere con coraggio e a viso aperto per amor di verità, giustizia e bellezza."Antimafiaduemila.com - Carlotta Natoli"Leggendo quelle pagine, magistralmente messe insieme da Saverio Lodato, si comprende perché Nino Di Matteo sia "perseguitato" non solo dalla mafia, ma anche da pezzi deviati di quello stato (con la s minuscola) che hanno svenduto la propria libertà sull'altare di interessi personali."TV2000 - Paolo Borrometi"Indispensabile. E illuminante. Sono indubbiamente gli aggettivi più appropriati per descrivere "Il patto sporco"."Antimafiaduemila.com - Lorenzo Baldo"Ai cittadini è mancato un pezzo di verità. È mancata la conoscenza.Il libro di Lodato e Di Matteo colma questo vuoto di informazione."Antimafiaduemila.com - Siliva Resta""Il patto sporco" chiarisce i legami criminali tra politica e Cosa Nostra, allo scopo di assicurare a ognuno dei partecipanti una fetta di potere, una fetta di territorio italiano, una fetta di voti."MicroMega - Rossella GuadagniniORA SAPPIAMO, CONTRO L'OPINIONE DI MOLTI "NEGAZIONISTI", CHE LA TRATTATIVA NON SOLO CI FU MA NON EVITÒ ALTRO SANGUE. LO PROVOCÒ.Nino Di MatteoDopo l'ultima sentenza del processo sulla Trattativa Stato-mafia è calato il silenzio su una delle vicende più drammatiche e clamo­rose della storia repubblicana. E non pochi sono stati quelli che hanno violentemente attaccato i magistrati che avevano istruito il procedimento, tra i quali Nino Di Matteo, autore di questo libro, ora riproposto in una nuova edizione aggiornata, che intende illu­minare la verità giudiziaria ma anche quella storica di un fatto ormai acclarato, come è scritto distintamente nelle motivazioni della sentenza d'appello. Il patto sporco e il silenzio rappresenta la let­tura più completa di una vicenda che molti vorrebbero fosse rimossa dalla cronaca e dal­la storia del nostro paese. Ma non sarà così. Gli attentati a Lima, Falcone, Borsellino, le bombe a Milano, Firenze, Roma, lo Stato in ginocchio, i suoi uomini migliori sacrifica­ti. Eppure in quello stesso momento, men­tre scorreva il sangue delle stragi, c'era chi, in nome dello Stato, dialogava e interagiva con il nemico. "Fu proprio dopo la senten­za d'appello che, insieme a Nino Di Matteo, avvertimmo la necessità di un'altra edizione di questo libro" scrive Saverio Lodato nella nuova introduzione. "Per tante ragioni. Gli imputati, prima condannati, erano stati assol­ti. Non si poteva far finta di niente. I lettori avevano il diritto di conoscere il prosieguo della storia." Anche perché, nel frattempo, si è aggiunto il ricorso in Cassazione della pro­cura generale di Palermo.

La famiglia del Vurdalak
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Tolstoj, Aleksej Konstantinovic - Zanetello, Anna

La famiglia del Vurdalak

Elliot, 10/09/2018

Abstract: Al termine del Congresso di Vienna, alcuni esponenti del fior fiore dell'Europa si ritrovano nel castello di una ricca principessa nel quale, tra passeggiate e banchetti, si divertono narrandosi storie. Una sera uno dei presenti, un diplomatico dongiovanni, rivela la sua avventura ≪cosi strana, cosi orribile e cosi vera≫. Parte da qui, sullo sfondo di sperduti villaggi balcanici, la storia dei vurdalak, temibili vampiri dalle inquietanti caratteristiche, indistinguibili dagli esseri umani, che si nutrono preferibilmente del sangue di familiari e amici intimi. Interessante esempio di divertissement gotico calato nelle peculiarita del folklore slavo, in cui realta e dimensione magica si legano dando vita a un potente realismo mistico, La famiglia del Vurdalak ispiro un episodio del film di Mario Bava del 1963 I tre volti della paura, al cui titolo inglese – Black Sabbath – si rifece la celebre band inglese, e la cui trama influenzo in seguito registi come Tarantino e Polanski.

Il mio nome e il suo
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Navin, Rhiannon

Il mio nome e il suo

Ponte alle Grazie, 04/10/2018

Abstract: Rinchiuso in un armadio con i compagni di classe e l'insegnante, il bambino di prima elementare Zach Taylor sente i colpi di fucile che risuonano nelle aule. Un uomo armato è entrato nella scuola e ha portato via diciannove vite, creando una voragine nel tessuto di una comunità compatta. Al termine della sparatoria Zach esce indenne dal suo nascondiglio, ma lo aspetta una brutta sorpresa: suo fratello Andy non è stato fortunato come lui. Da quel momento nella sua famiglia tutto inizia ad andare per il verso sbagliato: la madre rivolge tutta la sua rabbia verso il padre dell'assassino, perseguitandolo legalmente; il padre preferisce vivere un altro dolore per non provare il suo; Zach deve fare i conti con i sensi di colpa che il sollievo iniziale per la scomparsa di un fratello 'difficile' come Andy ha generato in lui. Il dolore è troppo grande e la famiglia si spezza. Solo l'ottimismo e la testardaggine di Zach, narratore di grande fascino, pieno di empatia e di coraggio, riescono ad aiutare gli adulti a riscoprire l'amore e la speranza necessari a superare le ore più buie e a intraprendere il doloroso ma necessario percorso verso il perdono e la guarigione.

Il cambiamento strategico
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Nardone, Giorgio - Milanese, Roberta

Il cambiamento strategico

Ponte alle Grazie, 27/09/2018

Abstract: Niente è nell'intelletto che non sia passato prima nei sensi, diceva Tommaso D'Aquino. Eppure in ambito psicologico e terapeutico continua a dominare l'idea che le vie privilegiate per aiutare le persone a cambiare passino attraverso apprendimenti che devono avvenire innanzitutto a livello cognitivo e razionale, relegando l'ambito delle percezioni e delle emozioni in un ruolo secondario. In realtà, in natura, i cambiamenti più repentini, sia negativi che positivi, non avvengono sulla scia di uno sforzo cognitivo, ma come effetto di quella che Franz Alexander ha definito "esperienza emozionale correttiva". È proprio in virtù di queste esperienze emozionali concrete che la persona, spesso intrappolata da tempo all'interno di un problema, sperimenta per la prima volta la capacità di cambiare, si tratti di risolvere una patologia invalidante, migliorare la propria performance o introdurre cambiamenti nella propria vita relazionale e lavorativa. Questo libro, frutto di anni di ricerca clinica, fa il punto sulle principali nuove tecniche e scoperte e mostra come il terapeuta esperto possa guidare il paziente verso l'emozione correttiva, l'unica chiave per aprire il cancello che porta sulla nuova via, la via del cambiamento.

Frankenstein 1818
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Shelley, Mary - Fabrizi, Alessandro - Fusini, Nadia

Frankenstein 1818

Neri Pozza, 18/10/2018

Abstract: È la notte del 16 giugno del 1816 a Villa Diodati, sul lago Lemano a Ginevra, quando Mary Shelley concepisce il racconto che segnerà una svolta radicale nella tradizione del romanzo gotico o del terrore. Le circostanze in cui tutto ciò accade sono a dir poco eccezionali. Il 10 aprile dell'anno prima in Indonesia il vulcano Tambora si è reso protagonista di una delle più catastrofiche eruzioni che l'umanità ricordi. Le stagioni sono sconvolte ovunque nel mondo. In Svizzera il freddo è glaciale, la pioggia incessante. L'allegra brigata rifugiatasi in Villa Diodati si annoia, e l'ospite, Byron, in una sera più tempestosa di altre, cerca di rallegrarla con un'idea brillante: perché non inventare storie di fantasmi? Racconti da brivido? Sono in quattro, Byron, Percy Shelley, Mary e il medico John Polidori. A portare a termine l'impresa sono, però, soltanto Polidori, che scriverà Il Vampiro, e Mary che scriverà Frankenstein, o il moderno Prometeo. È noto come le conversazioni "filosofiche" condotte in quei giorni sugli esperimenti di Darwin, e sulla teoria di Galvani sull'elettricità intrinseca al corpo animale, abbiano avuto, per Mary, un peso non indifferente nell'invenzione e nell'elaborazione del racconto. Frankenstein, tuttavia, si svela subito come un'opera originalissima sull'antico sogno della creazione della vita da parte dell'uomo, una storia in cui l'orrore non è soltanto legato al fatale sviluppo tecnologico della civiltà, ma è profondamente morale e religioso. Dopo vari tentativi di pubblicazione, l'1 gennaio 1818 l'opera appare in sole 500 copie presso una piccola casa editrice, la Lackington. Le vendite sono quasi nulle e il romanzo, con la sua vicenda di uno scienziato pazzo che crea la vita e il racconto di una relazione tra cugini, anziché destare apprezzamento, suscita uno scandalo tale che, nel 1831, Mary Shelley decide di dare alle stampe un'edizione emendata, con dei tratti particolarmente neri e distopici. Versione che è stata negli anni a venire quella di riferimento per i lettori di tutto il mondo. Con il presente volume viene riproposta l'edizione integrale e non censurata del 1818, in cui i lettori possono imbattersi nell'opera di una ragazza giovanissima che, con l'irruenza e l'assoluto candore della giovinezza, dà inizio a qualcosa di assolutamente nuovo, una favola fantascientifica che diventerà nel Novecento un genere letterario di grande rispetto e che, come scrive Nadia Fusini nell'introduzione, suscita tuttora l'orrore della "scoperta che "la cosa di tenebra" è dentro di noi".

La ragazza cancellata
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Van Es, Bart - Banfi, Elisa

La ragazza cancellata

Guanda, 04/10/2018

Abstract: "Eccezionale. La storia commovente di un'infanzia traumatica, raccontata con magistrale bravura intrecciando passato e presente"Penelope Lively"Senza le famiglie, non ci sarebbero storie." Ed è proprio dal passato della famiglia di Bart van Es che emerge una storia mai raccontata prima: la vicenda di Lien, una bambina ebrea che i nonni dell'autore accolsero in casa loro durante l'occupazione nazista, crescendola come se fosse una figlia, ma con la quale misteriosamente interruppero ogni contatto molto tempo dopo la fine della guerra. Che cosa ne era stato di Lien, e quale era stato il motivo di quello strappo? Che cosa impediva di pronunciare perfino il nome di Lien, bambina cancellata dalla memoria? Inizia così la ricerca dell'autore, un viaggio nei ricordi personali e del suo paese d'origine, l'Olanda, che lo porterà a esplorare il periodo più buio del secolo scorso e le contraddizioni nascoste in seno alla sua stessa famiglia. Scoprirà che Lien è viva e abita ad Amsterdam, e dal loro incontro nascerà un'amicizia speciale e profonda. Nel raccontare la sua storia Van Es non tace sulle sofferenze che Lien ha patito durante la clandestinità, affidata a adulti non sempre limpidi nei loro propositi, né sul lungo percorso che, come molti altri sopravvissuti alla Shoah, ha dovuto affrontare anni dopo la fine della guerra per trovare un senso a tutto il dolore vissuto. 

Le foglie morte
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Prévert, Jacques

Le foglie morte

Guanda, 04/10/2018

Abstract: Per i moltissimi affezionati di Jacques Prévert, ecco una scelta di sue poesie tra le più famose e consacrate. Una raccolta che mette in luce "la sorprendente naturalezza del vero talento poetico di Prévert" scrive Maurizio Cucchi nella sua introduzione a questo volume, "la sua capacità rarissima di invenzione a ruota libera, l'apparente gratuità dei suoi giochi, dei suoi lunghi, interminabili cataloghi, il surrealismo 'popolare' di tanti suoi versi. Appunto una questione di talento naturale, di tocco, di classe innegabili e, con il passare del tempo e l'acquisizione di un grande mestiere, una questione inconfondibile di stile. Uno stile e una personalità che lo portano a muoversi sempre con noncurante disinvoltura tra l'arrogante e il tenero, tra l'aristocratico e il plebeo, nell'insieme di composizioni che costituiscono sempre un accortissimo artificio, un paradosso perfettamente riuscito, un meccanismo affascinante."

Gli internazionalisti
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Hathaway, Oona A. - Shapiro, Scott J. - Verzotto, Filippo

Gli internazionalisti

Neri Pozza, 25/10/2018

Abstract: Il 27 agosto 1928, nel sontuoso Salon de l'Horloge del ministero degli Esteri francese, alla presenza di rappresentanti di Stato provenienti da tutto il mondo, ha luogo l'evento che, nelle dichiarazioni dei suoi promotori, è destinato a segnare "una data nuova nella storia dell'umanità": la Signature du pacte générale de renonciation à la guerre. Maestro di cerimonie è Aristide Briand, ministro degli Esteri francese, vincitore nel 1926 del premio Nobel per la pace per essere stato il mediatore degli accordi di Locarno, un insieme di intese volte a impedire alle maggiori potenze europee di farsi guerra l'un l'altra. Assieme al suo omologo americano, Frank Kellogg, il segretario di Stato degli Stati Uniti d'America, nei due anni precedenti, Briand si è lungamente adoperato per diffondere lo "spirito di Locarno" nel mondo intero. La firma del trattato, che segna la fine della "guerra egoista e volontaria", è annunciata dal ministro degli Esteri francese con toni solenni e trionfalistici. Il patto viene presentato come "un attacco al male nella sua stessa radice" poiché toglie alla guerra "la sua legittimità". Undici anni dopo, tuttavia, quasi tutti gli Stati accorsi a Parigi per rinunciare alla guerra si ritrovano in guerra, nel conflitto più letale che la storia conosca. Dal 1945 in poi il documento, noto come patto Briand-Kellog, diventa perciò oggetto di aperta derisione: viene definito "puerile, semplicemente puerile" da strateghi della guerra fredda come George Kennan, "singolarmente vacuo" da storici come Ian Kershaw, "una roba ridicola" da diplomatici come Kenneth Adelman. Un trattato dunque destinato a figurare nel fatuo libro dei sogni dell'umanità? La tesi contenuta in questa pagine è che l'accordo di Parigi sia tutt'altro che un'illusione perduta. Proibendo agli Stati di ricorrere alla guerra per risolvere i contenziosi, i rappresentanti di Stato riunitisi nella capitale francese nel 1928 non soltanto sancirono la fine dell'ordinamento giuridico adottato nel xvii secolo dagli Stati europei, ma diedero il via a una cascata di eventi che avrebbe portato alla nascita del moderno ordine globale. A quella nuova mappa del mondo caratterizzata dalla rivoluzione dei diritti umani, dall'uso delle sanzioni economiche quale strumento di applicazione della legge e dall'incremento esponenziale delle organizzazioni internazionali che regolano oggi un gran numero di aspetti della nostra vita quotidiana. Attraverso una minuziosa analisi delle relazioni internazionali dal xvii secolo in poi, e del pensiero di grandi giuristi come Grozio e Carl Schmitt, Gli internazionalisti è un libro indispensabile per comprendere il nostro presente e, ad un tempo, un'opera che mostra come la forza delle idee sia capace di plasmare il mondo.

Nel peggiore dei modi
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Villani, Flavio

Nel peggiore dei modi

Neri Pozza, 25/10/2018

Abstract: "Sparatoria con morto". La chiamata della volante arriva alle otto e mezza del mattino negli uffici della Terza Sezione della Questura di Milano, meglio nota come Squadra Omicidi. Ancora in piedi accanto all'attaccapanni, senza aver ottemperato al solito rito del caffè mattutino, il commissario Cavallo si rimette il loden e si dirige con l'ispettore Montano sul luogo del delitto. Quando arrivano, l'area della sparatoria non è stata ancora transennata. Il cadavere giace in una chiazza di sangue e terra, e il cappotto di cachemire della vittima ne è intriso. A mezzo metro dal corpo, una scarpa ancora allacciata, persa probabilmente nella caduta. Poco distante, una Mercedes parcheggiata di sbieco sul marciapiede. L'ispettore Montano si china sul cadavere e infila una mano nella giacca. Ne estrae un portafogli di coccodrillo, poi una patente che dice Giacomo Riva, nato a Milano, residente in via Compagnoni. È il 1990, e il commissario Cavallo sa che quelli sono gli anni dell'espansione delle grandi organizzazioni criminali a Milano: esecuzioni mafiose con tutti i crismi, e con delinquenti più o meno noti come vittime, si sono già succedute in discreto numero in città. Tutto fa supporre che l'assassinio dell'uomo che risponde al nome di Giacomo Riva sia maturato nell'ambito della criminalità organizzata, con un killer freddo e spietato piombato a Milano dal profondo della Sicilia o da qualche metropoli del Nord Europa. Una storia semplice, in cui l'unico testimone sembra essere il figlio della vittima che, rannicchiato sul sedile posteriore della Mercedes, ha assistito, impietrito dall'orrore, all'omicidio del padre. Ma il commissario Cavallo l'adagio lo conosce bene: mai fidarsi delle apparenze, seguire sempre l'istinto. L'istinto del vero poliziotto. Giacomo Riva ha infatti la tipica fedina penale immacolata di chi può coltivare senza ritegno amicizie pericolose con esponenti del crimine. Il suo tenore di vita era inoltre troppo alto per essere il titolare di una modesta agenzia immobiliare. Tuttavia, vantava anche amicizie altolocate con politici di lungo corso, e il suo passato presenta una zona d'ombra su cui ogni buon poliziotto dovrebbe indagare: durante gli Anni di piombo era scomparso… e i suoi amici con lui. Dopo lo sfolgorante esordio de Il nome del padre, Flavio Villani torna con il secondo capitolo di una serie che si inserisce a pieno titolo nella grande tradizione italiana del romanzo poliziesco e consegna al lettore una nuova, indimenticabile figura di commissario.

Il canto di Penelope
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Atwood, Margaret

Il canto di Penelope

Ponte alle Grazie, 08/11/2018

Abstract: "Fantastico. Volutamente irriverente. "The New York TimesFedele e saggia, Penelope ha atteso per vent'anni il ritorno del marito che, dopo aver vinto la guerra di Troia, ha vagato per il Mar Mediterraneo sconfiggendo mostri e amoreggiando con ninfe, principesse e dee, facendo sfoggio di grande astuzia, coraggio, possanza e notevole fascino, guadagnandosi così una fama imperitura di eroe. E intanto che cosa faceva Penelope, chiusa in silenzio nella sua reggia? Sappiamo che piangeva e pregava per il ritorno del marito, che cercava di tenere a bada l'impulsività del figlio adolescente, che si barcamenava per respingere le proposte dei Proci e conservare così il regno. Ma cosa le passava veramente per la testa? Dopo essere morta e finita nell'Ade, Penelope non teme più la vendetta degli dei e desidera raccontare la verità, anche per mettere a tacere certe voci spiacevoli che ha sentito sul suo conto. La sua versione della storia è ricca di colpi di scena, dipana dubbi antichi e suggerisce nuovi interrogativi, mettendo in luce la sua natura tormentata, in contrasto con la sua abituale immagine di equilibrio e pacatezza. L'autrice di culto Margaret Atwood, con la sua scrittura poetica, ironica e anticonvenzionale, dà voce a un personaggio femminile di grande fascino, protagonista di uno dei racconti più amati della Storia occidentale.

La maledizione di Melmoth
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Perry, Sarah - Pugliese, Luciana

La maledizione di Melmoth

Neri Pozza, 08/11/2018

Abstract: È inverno a Praga, e la notte sta calando sulla città dalle mille guglie. Helen Franklin cammina con lo sguardo fisso sul selciato consumato dal tempo, mentre la neve le cade sulle spalle. Quarantadue anni, al polso l'orologio d'acciaio di sua madre, nella borsa una mela verde e la traduzione dal tedesco cui sta lavorando, Helen ha lasciato l'Inghilterra vent'anni prima. È a Praga, ma non perché abbia ceduto agli incantesimi della splendida città sulla Moldava, ma per una macchia scura, un fantasma mai sopito del suo lontano passato. All'improvviso, fra il trambusto dei coreani diretti verso i battelli, ode qualcuno gridare il suo nome. Solleva lo sguardo e, benché sia seminascosto dalla folla, riconosce subito Karel Pražan, una delle uniche due persone che frequenta in città. È in maniche di camicia, ha gli occhi infossati degli insonni, le labbra cianotiche per il freddo. Scosso da brividi, stringe al petto una cartellina di cuoio nero chiusa con tre giri di spago. In un caffè lontano dalla strada gremita di turisti, a un tavolo appartato, protetto da tende di velluto e vetrine appannate, Karel le porge l'involucro che fino a quel momento stringeva a sé con attaccamento misto a disgusto: un manoscritto in tedesco che ha ricevuto dalle mani di un uomo anziano conosciuto in Biblioteca e ora deceduto. Ha l'aria di un antico palinsesto proveniente dagli archivi di un museo, ma è datato 2016 e parla di Melmoth la Testimone, l'Errante, colei al cui cospetto si manifesta il male del mondo, colei che è pronta ad apparire dove regnano desolazione e morte. Helen ritiene che la storia di Melmoth non sia altro che una sciocca leggenda, ma quando Karel svanisce nel nulla, capisce che il male ha molti volti e che, per lei, il tuono non sarà più soltanto un tuono, e un'ombra non sarà più soltanto una macchia scura sulla parete… Dopo il grande successo de Il serpente dell'Essex, Sarah Perry ritorna con un romanzo audace e sorprendente, che "suggella il suo ruolo di precorritrice della rinascita gotica della letteratura" (Melissa Harrison).

Il cuore delle ragazze arde più forte
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Rao, Shobha - Oddera, Federica

Il cuore delle ragazze arde più forte

Neri Pozza, 15/11/2018

Abstract: Una volta al mese, la giovane Poornima sale al tempio sull'Indravalli Konda a pregare per la madre, spentasi dopo una lunga malattia. Sedici anni, la pelle scura come il cielo della notte e cinque fratelli più piccoli di cui prendersi cura, Poornima trascorre le giornate a filare seduta al charkha e a immaginare per sé un destino migliore di quello che ha approntato per lei suo padre. Uomo brusco e autoritario che appartiene alla casta dei tessitori, il padre la vorrebbe infatti maritata il prima possibile, poiché dopo la morte della moglie ha bisogno di nuove braccia che lo aiutino nella tessitura di sari. Un giorno, entrando in casa, Poornima scorge una ragazza seduta al telaio di sua madre: indossa un modestissimo sari di cotone e sull'avambraccio destro ha una grossa voglia rotonda. Eppure, quella giovane sconosciuta brilla di una luce speciale. Savitha, questo il nome della ragazza, ha tre sorelle minori che passano la giornata a perlustrare i mucchi d'immondizia per raggranellare qualche rupia, la madre fa le pulizie nelle case altrui e il padre, dopo anni di alcolismo, ha smesso di bere quando la sua artrite reumatoide si è aggravata al punto da impedirgli di reggere in mano un bicchiere. Eppure, nonostante questo, Savitha non perde mai il sorriso. Tra le due ragazze si instaura una profonda amicizia, un legame fortissimo che accende in entrambe la scintilla della ribellione al mondo che le vorrebbe miti e sottomesse. Fino a quando, una notte, Poormina viene svegliata da un gemito sommesso che arriva dal capanno della tessitura… Da questo momento, l'esistenza che le due ragazze hanno sempre condotto verrà spazzata via, e soltanto l'amicizia che le lega l'una all'altra saprà condurle, in un pericoloso viaggio attraverso un'India sconosciuta e spietata, verso le difficili prove che la vita porrà loro davanti. Sorprendente esordio letterario di una nuova, potente voce dell'India contemporanea, Il cuore delle ragazze arde più forte "esplora i legami dell'amicizia e il modo in cui l'ambizione femminile sia in grado di scontrarsi con le restrizioni dettate dalla povertà e dalle società patriarcali" (The Huffington Post), donando al lettore due eroine il cui sentimento della vita è così forte da non poter essere spento dalla crudeltà del mondo.

Io ho paura
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Perrella, Silvio

Io ho paura

Neri Pozza, 31/10/2018

Abstract: Un mese, l'estate, un luogo marino e boscoso che si chiama Qui: ecco gli elementi primi con i quali è composto questo racconto. E a movimentare il tutto un sentimento insieme arcaico e modernissimo come la paura. Il protagonista è un nuotatore. Ogni giorno congiunge a forza di bracciate due punti di una baia. Va a stile libero; e torna a dorso. Mentre il corpo è in movimento, i pensieri della paura si fanno largo. E accanto alle paure naturali, quelle di sempre, quelle che ci hanno fatti ciò che siamo, appaiono nel suo narrare le paure industriali, quelle fabbricate ad arte, che non hanno un oggetto preciso e si mettono tra noi e gli altri come un'erba infestante, separandoci e facendoci soli e dispersi: sudditi della dittatura della paura. A Qui le paure naturali vanno a piede libero. E proprio per questo è possibile scorgere, almeno per un mese, un modo diverso e relazionale di confrontarsi con il loro esistere. Nuotando, leggendo, ascoltando gli altri, raccogliendo racconti e poesie, facendosi accompagnare dalle favole, dal mare e dal vento, Silvio Perrella intarsia un libro in cui a ogni parola corrisponde un sentimento, come era già avvenuto in Giúnapoli. E scrive la sua opera piú sottile e sensuale, dove il racconto, la meditazione e l'azione si fondono in un solo gesto.

ASP.NET Core 2. Guida completa per lo sviluppatore
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Bochicchio, Daniele - Civera, Cristian - Gentili, Moreno - Mostarda, Stefano - Tumiati, Matteo

ASP.NET Core 2. Guida completa per lo sviluppatore

Hoepli, 11/09/2018

Abstract: Scritta per guidare gli sviluppatori alla scoperta di ASP.NET Core 2, il nuovo framework per il web cross platform e open source rilasciato da Microsoft, questa guida completa include tutte le ultime novità introdotte da ASP.NET Core e dalle tecnologie a corredo di applicazioni web, come Angular o l'accesso ai database. Dalle basi di ASP.NET Core 2 ai concetti legati ad ASP.NET Core MVC, all'accesso ai dati, passando per identity e arrivando fino a JavaScript, Angular e tecnologie client-side, questo libro - con uno stile pratico e ricco di esempi - accompagna il lettore alla scoperta di tutte le caratteristiche che rendono ASP.NET Core uno dei toolkit più interessanti per sviluppare applicazioni web.