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Einaudi, 23/10/2012
Abstract: "Chi ti credi di essere?" Troppe volte Rose si è sentita rivolgere questa domanda nel paesino di West Hanratty in cui è cresciuta. Prima fra tutti dalla sua matrigna Flo, donna pratica e un po' volgare, meschina e generosa insieme, l'incarnazione di quella realtà provinciale da cui Rose vorrebbe e sa di non poter fuggire. Per quanto studi, per quanto si ribelli, per quanto scappi. Quarant'anni e dieci racconti in sequenza, fra lealtà e disprezzo per l'universo di Flo, perché Rose arrivi a capire chi davvero crede di essere, chi davvero è. Come dieci capitoli di un anomalo romanzo di formazione, i racconti di questa formidabile raccolta delineano con sapienza il personaggio di Rose, privilegiando il ruolo che il rapporto con la matrigna Flo ha avuto nel complesso definirsi della sua identità. La voce da cui riceviamo le storie è quella di un narratore provvisoriamente onnisciente il quale organizza in ordine cronologico episodi della vita di Rose lasciando che emerga dalla loro successione il conflitto tra desiderio di fuga e consapevolezza della necessità di restare. Rose è la bambina ribelle e pensosa del primo racconto, punita a cinghiate da un padre imperscrutabile e chiuso; Rose è l'avida lettrice che tiene a bada il pensiero del padre ammalato e l'insofferenza alle meschinità di casa a furia di Shakespeare e Dickens; è l'adolescente in viaggio dalla piccola West Hanratty a Toronto, vittima e complice di una sordida iniziazione sessuale ad opera di un impassibile ministro del culto. Ma Rose è anche la giovane innamorata del modo in cui sembra amarla Patrick Blatchford, dottorando in Storia presso la stessa università che le ha aperto le porte grazie a una borsa di studio; è la donna coinvolta in una relazione extraconiugale destinata a concludersi nell'amarezza; è la madre nervosa di una bambina piú saggia di lei, ed è infine la donna matura che torna là dove tutto era cominciato e ritrova, nel tono brusco e inclemente di Flo, ormai prossima al ricovero in casa di riposo, il filo ininterrotto di un'esistenza interiore, e il ricordo dell'unico amore mai raccontato. Non è un caso dunque che l'ultimo racconto, quello che dà il titolo alla raccolta, chiuda a cerchio il percorso e coaguli il senso delle esperienze narrate nella severa domanda retorica rivolta da una maestra arcigna a una Rose di nuovo bambina: "Chi ti credi di essere?" Se, come l'autrice afferma, "la memoria è il modo in cui non cessiamo di raccontare a noi stessi la nostra storia e di raccontare agli altri versioni in certa misura diverse della nostra storia", allora Alice Munro dispone del dono straordinario di attingere a un repertorio di materiale privato senza mai esaurirne la forza. Susanna Basso *** "Non saprei dire se Chi ti credi di essere? sia una raccolta di racconti o un nuovo genere di romanzo, ma qualunque cosa sia è meraviglioso". John Gardner
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I turbamenti del giovane Törless
Einaudi, 22/10/2013
Abstract: Un'atroce esperienza di crudeltà in un collegio militare alla periferia dell'impero asburgico vissuta passionalmente e rivissuta con gelo matematico. Crisi adolescenziale e aggressività di filosofie nuove, la vicenda di Törless, indubbiamente modellata su esperienze autobiografiche, rappresenta la grande prova inaugurale del futuro autore de L'uomo senza qualità. Costituisce una vera e propria rottura nella storia della prosa tedesca.
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Einaudi, 13/11/2012
Abstract: Si dice che raccontare la propria vita serva a comprenderla. Ci sono esperienze, però, su cui le parole non hanno presa: si può solo "soffrirle" una seconda volta sulla propria pelle. I criminali siberiani le loro vite se le portano addosso, incise dalla mano esperta del kol'sik: sacerdote e custode della tradizione, il tatuatore e l'unico a comprendere fino in fondo la lingua arcana dei simboli. Ma i tatuaggi, mentre raccontano delle storie, ne creano altre: generano incontri ed equivoci, stabiliscono legami, decidono, a volte, della vita e della morte. Ed è attraverso questo vortice di storie che Nicolai Lilin ci conduce dentro la tradizione dei "marchi" siberiani. Sei racconti diversissimi - comici o disperati, violenti, romantici, rocamboleschi - nei quali ritroviamo alcuni dei personaggi memorabili di Educazione siberiana - la banda di minorenni capitanata da Gagarin, il colossale Mel, nonno Boris e gli altri vecchi fuorilegge di Fiume Basso - e ne incontriamo di nuovi: Oliva, che spara come un sicario e si porta sempre appresso la foto di una donna; Styopka con il suo amore impossibile; Pelmen, che pagherà caro un tatuaggio sbagliato nel posto sbagliato; e ancora Kievskij, criminale di Seme nero; il vecchio hippy Batterista in perenne lotta con una direttrice dittatoriale; il terribile Treno e la virginale Cristina. A fare da filo rosso, c'è la voce inconfondibile di Nicolai "Kolima" e la storia della sua formazione da tatuatore. Dai primi tentativi in forma di gioco all'apprendistato nel laboratorio di nonno Lësa, fino all'esercizio di una vera e propria professione, il cammino di Kolima si rivela una messa a fuoco progressiva che dalla superficie - l'estetica affascinante dei simboli - si muove verso "il centro esatto del mistero". Per le immagini interne © Stefano Fusaro e Nicolai Lilin
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Einaudi, 12/11/2013
Abstract: Manlio lavora in fabbrica fin da ragazzo; Livia studia per diventare insegnante. Quando si incontrano e si innamorano, decidono di condividere tutto: leggono e studiano insieme, insieme discutono di politica, viaggiano, ridono, lottano. Anche la mattina del 28 maggio 1974, in piazza della Loggia, sono insieme. Per puro caso, però, quando la bomba scoppia, Manlio sopravvive. Livia no. Livia muore con i loro migliori amici, Clem e Alberto, anche loro insegnanti, anche loro giovani impegnati in politica. Perdono la vita altre cinque persone, "non vittime, ma caduti consapevoli" che quella mattina di pioggia si ritrovano in piazza per il loro impegno antifascista. Da quel giorno, per Manlio Milani inizia una seconda vita tra aule di tribunali, aspettando una giustizia che non è mai arrivata, collezionando frammenti di una verità sempre incompleta. Benedetta Tobagi (il cui padre è stato ucciso il 28 maggio 1980, esattamente sei anni dopo la strage di Brescia) decide di sedersi accanto a Manlio, per provare, udienza dopo udienza, a raccontare la sua storia e quella di chi, come lui, ha vissuto quell'intensa stagione di lotte politiche e di risate, di discussioni estenuanti e di scioperi, di serate fra amici, di bombe e sotterranei tentativi di golpe. Di paura e speranze. E quando trentasei anni dopo ascolta con Manlio l'ennesima sentenza di assoluzione: "Tutti assolti per non aver commesso il fatto", capisce cosa vuol dire provare rabbia e impotenza verso chi ha nascosto e manipolato la verità. Con sguardo lucido e partecipe, l'autrice compie un viaggio nei misteri recenti della storia italiana, rivisitando il capitolo rimosso della violenza neofascista, pronta, ancora una volta, a cercare di capire cosa furono quegli anni e a fare in modo che una strage non si riduca semplicemente a un luogo e una cifra: il numero dei morti. Una strage è l'incontro con il male. Necessario è dunque continuare a interrogarsi su come è possibile sopravvivere alla ferita dell'ingiustizia che si somma alla violenza, e al senso di colpa che tormenta, paradossalmente, i sopravvissuti ma non i carnefici. *** "Occupiamo come abusivi uno spazio pieno di assenza. L'orologio col vetro rotto si ferma, mentre altre lancette continuano a segnare il tempo. Tu vivi ancora - lui, lei, loro no. Dopo, nel fondo piú oscuro, infiniti sensi di colpa. Colpa di esistere".
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Einaudi, 26/11/2013
Abstract: C'è un rivoluzionario in bicicletta, che quando arriva al parlamento per buttare la bomba scopre di non essere il primo: gli tocca mettersi in coda, come alle poste. Ci sono poveri talmente poveri da dover vendere ai ricchi la loro fame e la loro sete, poi la rabbia, il pudore e la vergogna, e alla fine la loro stessa povertà. C'è Dio che si aggira per il supermercato travestito da Paperinik, raccontando vecchie barzellette sul Papa che piacciono soltanto a lui... Ma soprattutto, a fare da sfondo ai "racconti cerino" di Ascanio Celestini, capaci d'infiammare il filo delle pagine con una scrittura incendiaria, c'è un piccolo paese pieno di storture, simbolo dei mali e delle deformazioni del mondo che ci circonda. Un piccolo paese dove i corrotti inventano la democrazia alternandosi al governo con i mafiosi, e dove i bambini sono costretti a prendere lezioni di fila indiana. Per eliminare "il diverso prima che ci impesti". *** "Ogni racconto si scioglie in una risata liberatoria, tuttavia, dietro tale reazione distensiva, rimane comunque un residuo irrisolto, un bruscolo nell'occhio, un sassolino nella scarpa, il proverbiale pisello che, sotto i venti materassi della principessa, le impedisce di dormire sonni tranquilli. È appunto questo che sta a cuore a Celestini: seminare zizzania nelle favole. Un compito in cui pochi sanno tenergli testa". Valerio Magrelli
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Einaudi, 24/09/2013
Abstract: Nessun altro genere musicale e poetico ha saputo quanto il blues raccontare con tanta esattezza sentimenti e speranze di un popolo, mettendone a fuoco tradizioni, culture e processi adattativi, formandone la psicologia collettiva e interpretandone le ansie di cambiamento come lo spirito disincantato e musicante. E nessun altro genere musicale ha saputo permeare di sé tutta la musica del Novecento. Nella pur vasta produzione saggistica che negli ultimi vent'anni è stata dedicata al blues si avvertiva la mancanza di un'opera di riferimento, in grado di ricostruire in modo criticamente adeguato l'origine e i percorsi di questo grande genere musicale dalla sua nascita fino alla fine degli anni Trenta, le sue personalità artistiche e musicali piú affascinanti e misteriose. Questo volume nasce con l'ambizione di colmare tale vuoto, offrendo al lettore tutte le informazioni necessarie e gli orientamenti metodologici piú attuali, anche se controversi, e soprattutto di ricostruire, a partire da un approccio innovativo, gli aspetti fondamentali della materia come le sue pieghe piú nascoste. Con linguaggio piano e comprensibile, Vincenzo Martorella disincaglia la storia del blues dalle secche di una trattazione stereotipata, attingendo alle piú recenti acquisizioni degli studi di settore, e conducendo l'analisi all'incrocio di una fitta rete di saperi e conoscenze, nel tentativo di restituire una lettura del fenomeno blues ricca e circostanziata, depurata dalle distorsioni e dalle conseguenze di certi approcci superati quanto difficili da sradicare. Le diverse sezioni del libro ricostruiscono gli aspetti costitutivi della poetica e dell'estetica blues, dalla storia agli stili, dai processi formali ed espressivi a quelli stilistici. Particolare attenzione viene riservata all'origine e alla nascita della "musica del diavolo", allo sviluppo della sua tipica forma in dodici battute, alle conseguenze, sulla sua natura, della riproducibilità fonografica. Completa il volume una serie di ritratti critici dedicata ai piú leggendari protagonisti della musica blues.
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Einaudi, 22/10/2013
Abstract: Scritto durante il volontario esilio triestino, nel 1907, il racconto I morti occupa un posto di rilievo non solo nella raccolta Gente di Dublino, di cui costituisce l'epilogo, ma anche nell'intera opera di James Joyce (1882-1941). Durante una festa delle sorelle Morkan, officiata dal nipote, Gabriel Conroy, fra questi e la moglie Gretta si insinua la presenza inquietante e il ricordo di un morto, Michael Furey, un innamorato di Gretta nei tempi giovanili, certamente piú vivo e possente dell'incolore consorte.
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Einaudi, 26/02/2013
Abstract: Maria Salviati ha settantadue anni, un figlio, e un marito sparito nel nulla da piú di trent'anni. "La professoressa", cosí ancora la salutano i ragazzi che la incontrano per strada. Ma oggi Maria è una donna anziana, sola, e ossessionata dalla paura di dimenticare. E allora non le resta che ripetere la sua vita a voce alta con le parole che resistono, come "una piccola poesia imparata a memoria ", anche se ogni giorno se ne va una strofa, una rima. Finché una mattina qualcuno bussa inaspettatamente alla sua porta. Gabriele è un agente immobiliare, con un sorriso timido e un ciuffo ribelle sulla fronte. Spunta dal nulla, per comunicarle che la vecchia casa in campagna a un'ora scarsa da Roma ha trovato dei potenziali acquirenti. Senza pensarci troppo Maria prende la sua borsetta e lo segue. Ma le visite sono poche, e mai quelle giuste. Maria e Gabriele trascorrono intere giornate in attesa, su una panchina, e insieme ripercorrono la storia di quella vecchia casa in mattoni, perché "ogni casa è un labirinto e bisogna trovare la porta per uscire e rientrare". E cosí Maria, finalmente, può smettere di parlare da sola e recitare a qualcuno la piccola poesia della sua breve esistenza, dall'infanzia fino agli anni piú intensi di vita, quelli trascorsi con il marito Augusto, il giocoso e inconcludente mago Vapore, e l'amato figlio Pietro, sognatore e comunista. Maria avrebbe voluto proteggerli dalle loro piccole e grandi bugie, tenerli stretti dentro la lucidità del suo sguardo. Ma neanche l'amore può tanto. Dopo Sorella e Italia, Marco Lodoli ci regala un'altra figura femminile memorabile, e l'affresco commovente di una famiglia non convenzionale, vaporosa e dura, che nasconde un drammatico segreto.
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Einaudi, 23/10/2012
Abstract: Quanto amore serve a salvare un amore? Al centro di questo romanzo misterioso e potente, che scorre in una lingua tersa dove sembrano risuonare insieme gli echi delle vite dei mistici e la poesia di Emily Dickinson, c'è la figura di Ildegarda. Una donna che viene lasciata dal marito amatissimo ma devastato nello spirito. La sua solitudine è illuminata solo dall'amore per il figlio che adora. Quando l'ombra della morte sembra sfiorare il bambino, Ildegarda si interroga sul male del mondo, sulla paura di vivere, di perdere l'amore, di perdere il figlio. Lo strazio per l'abbandono e soprattutto l'angoscia per non saper proteggere il figlio portano Ildegarda a cercare nella sua fede irrequieta una strada di salvezza. Un patto con quel Dio che appare impotente di fronte al dolore dell'uomo. È la lotta che ciascuno di noi, credente o no, un giorno si trova a combattere. Un nuovo inatteso incontro, nell'incanto di un paesaggio di neve dalla bellezza struggente, porta Ildegarda a vivere una passione del corpo e dello spirito che ha in sé un'attesa di eternità. Di un'altra vita e giorni nuovi. Perché il sogno di ogni amore è che il miracolo non abbia fine. Forse è solo una promessa, ma una promessa è molto piú potente di un sogno.
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Einaudi, 28/05/2013
Abstract: In una città stravolta e allucinata, in cui ogni cosa si confonde e chiunque è sostituibile, i protagonisti di queste storie conducono ciascuno un'inchiesta misteriosa e dall'esito imprevedibile. Tutto può cominciare con una telefonata nel cuore della notte, come nel caso di Daniel Quinn (Città di vetro), autore di romanzi polizieschi che accetta la sfida che gli si presenta e si cala nei panni di un detective sconosciuto. Ma può anche capitare che chi debba pedinare si senta a sua volta pedinato (Fantasmi); o, ancora, che ci sia qualcuno che s'immedesima a tal punto nella vita di un amico da sposarne la vedova e adottarne il figlio... (La stanza chiusa). Tre detective-stories eccentriche e avvincenti in cui Paul Auster inventa una sua New York fantastica, un "nessun luogo" in cui ciascuno può ritrovarsi e perdersi all'infinito. Ed è proprio nell'invenzione di questa solitudine che i personaggi della Trilogia misurano il proprio io e scoprono il loro vero destino.
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Nuova storia della filosofia occidentale. Vol. III
Einaudi, 05/11/2013
Abstract: Come nei volumi precedenti, a una prima parte in cui l'Autore racconta in tre capitoli la vita dei maggiori pensatori e l'ambiente intellettuale in cui essi erano immersi, fa seguito una seconda sezione, composta di sette capitoli, nei quali la filosofia moderna viene analizzata nelle sue principali articolazioni disciplinari: conoscenza, natura dell'universo fisico, metafisica, mente e anima, natura e contenuto della morale, filosofia politica e infine teologia filosofica. Questo libro offre, oltre a una narrazione avvincente, un'indispensabile guida per chiunque abbia interesse a capire come è nata e come si è sviluppata la comprensione che l'uomo moderno ha saputo costruire di se stesso e del mondo.
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Einaudi, 22/10/2013
Abstract: In questo libro perversamente ingegnoso (che potrebbe o meno essere un libro di fiction), Philip Roth incontra un uomo che potrebbe o meno essere Philip Roth. Perché qualcuno con quel nome sta girando per Israele, promuovendo un bizzarro esodo alla rovescia degli ebrei. Roth è deciso a fermarlo, anche se questo significa impersonare il proprio impersonatore. Con una suspense straziante, speculazioni filosofiche sfrenate e un cast di personaggi che include agenti dei servizi segreti israeliani, esuli palestinesi, un criminale di guerra sotto accusa e la seducente fondatrice di un'organizzazione chiamata Antisemiti Anonimi, Operazione Shylock si mantiene sempre in bilico sul crinale tra realtà e finzione, serietà e comicità raffinata, storia e incubo.
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Einaudi, 24/09/2013
Abstract: "A circa 150 milioni di chilometri da una stella chiamata Sole, orbita un pianetino della superficie di 510 milioni di chilometri quadrati, coperto per il 71 per cento di acqua blu e per il 29 per cento di terra verdeggiante o desertica o ghiacciata. Su questa superficie si stende un sottile strato di atmosfera, un miscuglio gassoso chiamato aria, contenuto in prevalenza entro una decina di chilometri di altezza dal suolo, nel quale aleggiano nubi bianche ora disposte in giganteschi vortici impetuosi, ora in ribollenti bolle temporalesche o lunghi nastri fluttuanti. Si dice lascino cadere della pioggia, dai nostri calcoli sembra che in media se ne accumuli un metro all'anno, ma con grandi differenze tra diverse zone..." L'intento di questi Viaggi nel tempo che fa non è quello di costruire una guida pratica ai climi del mondo, bensí di aprire una finestra su questo elemento della geografia del turismo a cui va sempre tantissima attenzione di pubblico, purtuttavia non corrisposta da eguale precisione delle informazioni. Descrizioni generiche e banali del tipo "caldo tropicale per gran parte dell'anno", "stagione delle pioggie in estate", "basse temperature invernali" si ripetono all'infinito su dépliant e siti delle agenzie di viaggi, mentre mancano quasi sempre i numeri e i confronti con i dati misurati, che costituiscono la vera carta d'identità del clima di un luogo. I numeri e i dati, la precisione e l'autorevolezza, sono l'elemento cardine che caratterizza invece questo libro, strutturato in tre grandi sezioni: Tempi del mondo, Tempi d'Europa e Tempi d'Italia. Ma a tale autorevolezza Luca Mercalli riesce ad aggiungere le atmosfere narrative, talora colte con eccezionale chiarezza dai grandi della letteratura mondiale, ottenendo cosí un quadro suggestivo, che amplia e completa la funzione rigorosa dei numeri. Il risultato è cosí una piacevole, istruttiva e ironica esperienza narrativa.
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Einaudi, 28/05/2013
Abstract: Pubblicato nel 1949 con La casa in collina sotto il titolo comune Prima che il gallo canti, in questo romanzo Pavese racconta in terza persona l'esperienza autobiografica della condanna al soggiorno obbligato a Brancaleone Calabro per aver cercato di proteggere la donna amata, militante del Pci. La vita al confino, l'apprendistato di un intellettuale coinvolto, quasi suo malgrado, nella politica, la scoperta di un'altra Italia da parte di un settentrionale, vengono raccontati come metafora di una condizione esistenziale comune al destino umano. Stefano, il protagonista, incarna la solitudine dell'uomo che, messo di fronte all'impegno storico e civile, è costretto a guardare la vita "come dalla finestra del carcere" nella monotonia di un paesaggio di cielo e di mare, sempre uguale e indifferente.Con una nota di Laura Nay e Giuseppe Zaccaria; la cronologia della vita e delle opere.
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Einaudi, 30/10/2012
Abstract: Provocatorio, appassionato, inattuale. Un pamphlet sugli ultimi della Terra, i diseredati, i poveri, tutti coloro che sono fuori dal mercato e dai diritti, i non-inclusi. Hanno un solo bene da difendere: la dignità. Giustizia, libertà, diritti delle persone sono ideali cui Moni Ovadia ha dedicato tante delle sue battaglie. Ma la dignità li precede tutti, ne è il fondamento, senza il quale gli uomini, nella loro concreta vita di ogni giorno, sono in balia della sopraffazione, della schiavitú, del nichilismo. Il merito di questo breve libro è proprio quello di sbatterci davanti agli occhi il rischio che corre la dignità nel discorso comune quando viene banalizzata e data per ovvia. La dignità prescinde dalle nostre origini, dalla condizione sociale, dal censo, dall'etnia. È un attributo etico universale. Essa è un dono dell'assoluto. Stranieri, ribelli, reietti, fuorilegge, la "schiuma della terra", tutti partecipano di questo dono, che è prima di tutto "onore verso sé stessi". Passando dal commento dei testi sacri delle grandi religioni monoteistiche, alle storie di ogni giorno, ai conflitti etici, alle parole dei poeti, fino al bellissimo La dignità del carnefice, Ovadia ci consegna un breve prontuario contro l'abisso spalancato sotto di noi. Non solo nei grandi eventi della Storia, ma nel compiersi quotidiano della propria missione di esseri umani.
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Einaudi, 22/10/2013
Abstract: Memorie del sottosuolo (1864) è il libro che annuncia i capolavori della maturità (Delitto e castigo uscirà appena due anni dopo). Già inconfondibilmente dostoevskiana è la voce che procede allo scandaglio dell'animo umano senza risparmiarsi nulla e senza indietreggiare davanti alle verità piú amare. Con i suoi tratti ampiamenti autobiografici, il protagonista delle memorie è un uomo timido, senza risorse e protezioni, che la brutalità della vita sociale respinge nel sottosuolo, e a cui non resta che cercare uno sfogo provvisorio tormentando chi sta ancora piú in basso di lui: Liza, misera prostituta alle prime armi, incontrata in una sera di neve bagnata.
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Il desiderio di essere come tutti
Einaudi, 06/11/2013
Abstract: I funerali di Berlinguer e la scoperta del piacere di perdere, il rapimento Moro e il tradimento del padre, il coraggio intellettuale di Parise e il primo amore che muore il giorno di San Valentino, il discorso con cui Bertinotti cancellò il governo Prodi e la resa definitiva al gene della superficialità, la vita quotidiana durante i vent'anni di Berlusconi al potere, una frase di Craxi e un racconto di Carver... Se è vero che ci mettiamo una vita intera a diventare noi stessi, quando guardiamo all'indietro la strada è ben segnalata, una scia di intuizioni, attimi, folgorazioni e sbagli: il filo dei nostri giorni. Francesco Piccolo ha scritto un libro anomalo e portentoso, che è insieme il romanzo della sinistra italiana e un racconto di formazione individuale e collettiva: sarà impossibile non rispecchiarsi in queste pagine (per affinità o per opposizione), rileggendo parole e cose, rivelazioni e scacchi della nostra storia personale, e ricordando a ogni pagina che tutto ci riguarda. "Un'epoca - quella in cui si vive - non si respinge, si può soltanto accoglierla".
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Einaudi, 29/01/2013
Abstract: Si raccoglie qui tutto ciò che per Del Giudice fa mania. Intendendo per mania una parola doppia, una parola male-bene: nel mondo greco mania indica infatti non soltanto il demone che sconvolge la mente, ma anche una particolare forma di concentrazione, una forma estrema del conoscere e del coincidere con il proprio destino. È mania la mezzanotte, ventiquattresima ora del giorno, istante ultimo e anche primo, valico del giorno passato e incipit del nuovo, ora ventiquattro e ora zero; è mania il proprio lavoro, scrivere e narrare, in cui secondo Del Giudice sarebbe meglio possedere un doppio passo, essere ambidestri, con una mano tracciare delle mappe, costruire dei progetti e con l'altra operare perché questi progetti vengano invalidati dalla narrazione, perché ciò che vale nel racconto è proprio tutto quanto eccede e vanifica il progetto. Sono mania la luce, le macchine, le città, lo spazio, le fortezze reali e quelle immaginarie, le carte geografiche, il cinema e la fotografia. I protagonisti dei libri piú famosi di Daniele Del Giudice. Si ritrovano in queste pagine le riflessioni sul tempo e quelle sul volo ("Come quando l'aereo si stacca da terra, una sospensione nebulosa e via, la scrittura spinge su, dentro i carrelli"). Si parla, con estrema e acuta intelligenza, del leggere, degli autori e dei libri piú amati, del tradurre, delle storie e dei personaggi, del trovarsi davanti al foglio bianco e del "levare ad ogni frase la terra sotto i piedi". *** "Il volo della mente, il volo dello sguardo, il volo dell'aereo; ma il tempo, si può comperare? Riflessioni, lezioni, racconti, memorie del grande scrittore, sui rapporti fra linguaggio e realtà". Cesare Segre
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Einaudi, 20/09/2013
Abstract: Nell'agosto del 2003, la rivista "Gourmet" affida a David Foster Wallace un reportage sul Festival dell'aragosta del Maine. Considerata una delle migliori feste a tema gastronomico del mondo, si tratta di un evento enorme, con un'affluenza di centomila persone e un consumo di oltre undicimila chili di aragosta appena pescata. È un'esperienza che permette a Wallace di raccontare, nel suo modo esilarante e al tempo stesso limpidamente analitico, un insolito frammento di America; ma lo lascia anche turbato: di fronte alla Pentola per aragoste piú grande del mondo, che può cuocere - vivi - piú di cento crostacei alla volta, Wallace arriva a farci delle domande scomode, e a chiederci perché proprio non vogliamo farcele, quelle domande. Per esempio: è giusto bollire una creatura senziente solo per il piacere delle nostre papille gustative?
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Einaudi, 22/10/2013
Abstract: George Moran ciondola nel suo motel bianco e celeste di fronte al mare, ma il passato lo attira a sé ed eccolo di nuovo lí, a inseguire la ragazza guerrigliera che tanti anni fa gli sparava addosso, al tempo in cui Moran indossava l'uniforme dei marines. Ma i viaggi nella memoria non funzionano mai, e quando George torna a casa è ormai incastrato, tra generali in esilio, squadroni della morte, traffici di droga, truffe, vendette e omicidi. E un amore sbagliato, un amore cieco e letale. Una storia dal ritmo forsennato e dai dialoghi perfetti, che mette in scena personaggi umanissimi e irresistibili. Cat Chaser ha ispirato il film di Abel Ferrara Oltre ogni rischio, con Kelly McGillis, Peter Weller e Tomas Milian.