Trovati 855588 documenti.
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Garzanti, 29/11/2012
Abstract: La storia di Vianne Rocher e di sua figlia Anouk inizia a Lansquenet, quieto villaggio al centro della Francia, dove la vita scorre placida. Si tratta di una comunità chiusa, guidata dal giovane curato Francis Reynaud. Vianne rileva una vecchia pasticceria, ribattezzata La Céleste Praline, che ben presto diviene – agli occhi del curato – un elemento di disordine. Anche perché Vianne non frequenta la chiesa, ma aiuta a modo suo chi si trova in difficoltà. Ben presto il villaggio diventa più disordinato, ribelle e soprattutto felice. E lo scontro tra Benpensanti e Golosi diventa inevitabile. Con Le scarpe rosse, ritroviamo Vianne quattro anni dopo. Ha abbandonato Lansquenet con Anouk, lasciando dietro di sé l'eco dello scandalo. Ora ha una seconda figlia, Rosette, e ha trovato rifugio a Montmartre, a Parigi. Ha aperto una nuova cioccolateria, ha abbandonato i tarocchi, gli incantesimi, la magia, il suo stesso nome, e ha conosciuto Zozie de L'Alba, la seducente signora con le scarpe rosse. Zozie conquista presto la fiducia di Vianne e soprattutto di Anouk, ma non è quello che sembra, e la sua ambiguità cela un piano malvagio… Nel Giardino delle pesche e delle rose, Vianne è di nuovo sul punto di seguire il vento. Quando riceve una lettera inaspettata e misteriosa, capisce che deve tornare a Lansquenet. Qui, a rivaleggiare con il campanile, si leva ora un minareto. La convivenza con la comunità musulmana è molto tesa e il curato Francis Reynaud capisce presto che solo Vianne può aiutarlo a ritrovare la pace del villaggio. Vianne sa come arrivare al cuore delle persone. E, poi, forse, insieme a lei ci saranno gli amici di una volta; o forse no, perché c'è un segreto che l'attende.
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Neri Pozza, 29/11/2012
Abstract: Adam Gordon, giovane poeta americano, vincitore di un prestigioso premio letterario, si trasferisce in Spagna grazie a una borsa di studio della durata di un anno. Ideologico e postideologico insieme, impegnato e spettatore del corso del mondo, attraente e terribilmente molesto quando vuole, Adam è un perfetto esempio dell'homo literatus del XXI secolo.Apparentemente non presenta scopi di sorta, e tuttavia ostenta un'intelligenza equilibrata, incline al paradosso e agli artifici dialettici, fondata su una "profonda esperienza dell'assenza di profondità". Passa il tempo a leggere il Don Chisciotte e soprattutto i Selected Poems di John Ashbery e, come un moderno flâneur, se ne va in giro per bar a bere mojito e al Prado a contemplare sotto l'effetto di caffeina e hashish la Deposizione dalla croce di Roger van der Weyden.Partecipa di buon grado a qualunque festa venga invitato, dove, se gli capita di essere fuori posto per una qualche inesplicabile ragione, prende puntualmente un'espressione di vago scetticismo venato di familiarità, di noia arginata da un distaccato interesse antropologico; si innamora di ben due ragazze spagnole, Teresa e Isabel, e fa di tutto per scansare il presidente della fondazione che ha finanziato il suo soggiorno spagnolo. Si pone, infine, un milione di domande che sembrano formulate apposta per non ricevere risposte certe; anzi, via via i dubbi crescono. Su se stesso, innanzitutto. La poesia è una forma d'arte necessaria o semplicemente uno schermo per le proiezioni del lettore? E in ogni caso che diritto ha lui di definirsi poeta? È davvero fornito di talento o è piuttosto l'ennesimo impostore che si tiene ipocritamente a galla nel dorato mondo dell'arte e della letteratura? Un mondo che mostra tutta la sua vanità dinanzi all'irrompere tragico della realtà? Siamo nel 2004, e la capitale spagnola è sconvolta da una serie di attentati alla stazione Atocha.Davanti alla violenza cieca e insensata di quegli eventi, incomprensibili per chi ha una "profonda esperienza dell'assenza di profondità", si svela per il poeta la sua vera essenza nel mondo contemporaneo: essere un uomo di passaggio, una flebile, irrilevante voce del coro insensato dell'umanità.
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Neri Pozza, 29/11/2012
Abstract: Una nonna precipita nell'oblio della vecchiaia cancellando dalla memoria dapprima la figlia e poi la nipote, e chiudendosi nel castello inattaccabile di chi si approssima alla fine. Niente sembrerebbe destarla alla vita, né il cibo né le premure dei familiari. Un giorno, però, la nipote le porta una granita gelata, un piccolo gustoso monte Fuji identico a quello assaporato qualche anno prima a un chiosco non lontano da casa, e allora la nonna ritrova un guizzo di gioia e vitalità.Una donna gravemente ammalata decide di dedicare i suoi ultimi giorni a insegnare alla sua bambina come preparare un buon misoshiru, la zuppa di miso, la pasta di soia fermentata servita in una ciotola di brodo denso. Ha promesso al marito di preparargli ogni giorno l'adorato piatto e non vuole che, dopo il suo congedo dal mondo, un'altra donna, estranea alla famiglia, assolva quel compito.Una coppia alla vigilia della separazione si reca nella penisola di Noto per un'ultima cena. Il tipico aroma speziato dei funghi matsutake, il sashimi di cernia macerata con alga konbu e un bel po' di sake fanno dileguare per un istante rimpianti e tristezza dell'addio.Due gay progettano un doppio suicidio a Parigi e trovano la modalità giusta per porre fine alla loro esistenza davanti a ostriche crude con composta di pesche e mousse di pesce affumicato, scampi alla brace con spuma al profumo d'arancia, zuppa di granchio fredda con sorbetto di pomodorini ciliegia e altre prelibatezze…I personaggi del nuovo libro di Ito Ogawa celebrano quasi tutti degli addii – il congedo dal mondo, dagli affetti più intensi, da un lungo rapporto d'amore, dai luoghi più cari – in compagnia di un cibo. Per un breve fugace momento, il cibo – una cena nel ristorante preferito, la zuppa di miso, i funghi matsutake, una granita gelata – lenisce la crudeltà dell'addio e restituisce il piacere della vita e le gioie del palato.Ito Ogawa scivola con grazia, poesia e umorismo tra le vite dei suoi personaggi e mostra come nella civiltà giapponese il culto della buona cucina attraversi ogni fase dell'esistenza, come un rito imprescindibile. L'accurata preparazione di un piatto, l'arte di deliziare il palato con una grande ricetta sono qualcosa di più di un sofisticato modo di provvedere al nutrimento: sono gesti che incidono talmente nelle emozioni e nel sentimento, da rendere persino gli addii indimenticabili.
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Neri Pozza, 29/11/2012
Abstract: Magnifico seguito dell'Arte di ascoltare i battiti del cuore, il nuovo romanzo di Jan-Philipp Sendker costituisce una splendida conferma del suo incomparabile talento nel descrivere la forza dei legami familiari e nell'illuminare le segrete affinità del cuore.In un freddo mattino autunnale senza nuvole, la settimana prima del Ringraziamento, davanti a Julia Win si spalanca un abisso oscuro. Ode una voce, chiara e inequivocabile, dentro di lei. La voce roca, profonda e severa di una donna che non allude, non pretende di essere interpretata, ma pone domande dirette -Perché sei sola? - come se sapesse che, dietro la sua brillante maschera di avvocato di successo di Simon & Koons, uno dei più prestigiosi studi legali newyorchesi, si cela l'infelicità di una donna disillusa dall'amore e dalla vita.Le mani sulle orecchie, come a scacciare un ronzio fastidioso, Julia tenta di tutto perché la quiete torni nella sua testa. Si fa visitare dal dottor Erikson per scongiurare una qualche forma di schizofrenia, si accosta alla meditazione in compagnia di Amy, l'amica del cuore buddhista, ma invano. La voce non sparisce; continua, anzi, imperterrita a porre domande imbarazzanti: Perché nascondi ancora una volta la verità?Nello stesso freddo giorno autunnale, Julia riceve una lettera di U Ba, il fratellastro che vive a Kalaw, in Birmania, e che dieci anni prima, in una malandata e meravigliosa casa da tè, gli ha svelato lincredibile storia di Tin Win, il loro padre che, da giovane, aveva scoperto che ogni cuore risuona in modo diverso e che si innamorò di Mi Mi perché non aveva mai sentito prima un suono più bello del battito del suo cuore.Con la sua magnifica calligrafia, U Ba la informa che la stagione delle piogge è finita a Kalaw e che non ci vorrà molto perché la prima rugiada si posi sull'erba del suo giardino. Poi le racconta "un fatto davvero strano". All'incrocio grande di Kalaw, sotto l'albero di banyan, a un tratto una donna si è staccata dalla sorella per seguire un giovane sconosciuto, continuando a chiamare un nome che nessuno nel villaggio aveva mai sentito prima. Quando il giovane si è voltato stupito del clamore alle sue spalle e i loro sguardi si sono incontrati, la donna si è irrigidita ed è crollata a terra. Morta, come l'avesse colpita un fulmine, in un giorno terso e senza nubi.Meditando sulle parole del fratello, Julia comprende che è lì, a Kalaw, dove ha trascorso i giorni più esaltanti della sua vita, infervorata dalla storia d'amore più bella che abbia mai ascoltato, che è racchiuso ancora una volta il suo destino.
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AIDS: lo scandalo del vaccino italiano
Feltrinelli Editore, 29/11/2014
Abstract: "Da qualunque punto di vista la si guardi, l'intera questione mi sembra banale dal momento che non credevo allora, come non credo ora, che esista un grammo di logica (né di dati) che indichi nella Tat un possibile efficace vaccino."Robert Gallo (dalla Prefazione)"Vaccino anti-Aids: l'Italia è prima", "Aids, funziona il vaccino italiano", "Il mio vaccino batterà l'Aids". Il 24 ottobre 1998 i principali quotidiani italiani riprendono con enfasi l'annuncio fatto il giorno prima dalla ricercatrice dell'Istituto superiore di sanità Barbara Ensoli durante il Simposio internazionale su Aids e cancro. Da allora decine di milioni di euro sono stati stanziati dallo Stato italiano per sostenere il progetto di un vaccino contro l'Aids – basato sulle proprietà della proteina Tat – illudendo milioni di persone che la cosiddetta "peste di fine millennio" stesse per essere definitivamente sconfitta. Dopo quindici anni nessun vaccino italiano contro l'Aids è apparso all'orizzonte, mentre la sperimentazione prosegue anche in Sudafrica, nonostante le numerose critiche provenienti dal mondo scientifico internazionale. Da questa rigorosa inchiesta condotta tra medici, scienziati e politici emerge una realtà segnata da paure, interessi economici, protezioni politiche, intrecci familiari e affari internazionali.
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Evitare i rischi legali dei social media
Apogeo, 28/11/2012
Abstract: Le aziende hanno scoperto la potenza della Rete e dei social media per promuovere prodotti e servizi, costruire e rinforzare l'immagine di Marca, instaurare relazioni e fidelizzare i clienti. Tuttavia, se non si presta attenzione alle regolamentazioni, i social media possono rivelarsi affilate armi a doppio taglio ed esporre le aziende a (costosi) danni legali. I fronti su cui l'attenzione deve essere alta sono tanti: dai problemi relativi alla privacy, agli user generated content; dalla moderazione dei commenti, all'utilizzabilità da parte del datore di lavoro dei dati condivisi nei social media; dalle regole del diritto dell'informazione per il giornalismo digitale, all'uso di utenti e blogger come testimonial di prodotti o servizi, fino all'organizzazione di concorsi a premi. Questa guida tratteggia il quadro della complicata situazione legislativa, ma soprattutto focalizza l'attenzione sulle strategie, le soluzioni, le precauzioni da attuare per proteggere il business, utilizzando la consapevolezza delle norme come vero e proprio vantaggio competitivo.
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L'ultimo cranio del marchese di Sade
Fazi Editore, 28/11/2012
Abstract: Primavera 1814, rinchiuso nel manicomio di Charenton, il marchese di Sade sta lentamente morendo. Malgrado l'età veneranda e la malattia che lo assilla, l'uomo non ha tuttavia rinunciato a nessuna delle pratiche scellerate e provocatorie che hanno alimentato la sua vita, al punto da terrorizzare il personale che si occupa di lui. Ogni giorno, dalla sua stanza, arrivano sospiri e lamenti e Madaleine Leclerc, una ragazza di appena sedici anni, va puntualmente a fargli visita. È con lei che l'anziano marchese s'intrattiene in perversi esperimenti sessuali senza cedere alla fatica degli anni e ai tormenti della malattia. Partendo dall'ultimo anno di reclusione e seguendo il tortuoso destino del cranio del marchese di Sade, reliquia idolatrata e temuta nei secoli a venire, come tutte le reliquie degli uomini la cui esistenza è diventata mito, Jacques Chessex dà vita al ritratto vivido e provocatorio di un uomo le cui gesta rimangono a oggi emblematiche di un'esistenza blasfema e d'inesauribile fascino. L'ultimo cranio del marchese di Sade è un romanzo crepuscolare e testamentario che grazie alla potenza di una scrittura fisica eleva il suo protagonista a una rappresentazione piena e arriva a noi come l'estremo atto di una delle voci più significative della letteratura francese contemporanea.Pubblicato a due mesi dalla scomparsa del suo autore, quest'ultimo romanzo di Chessex è stato censurato in Svizzera e accusato di pornografia.
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Fazi Editore, 30/11/2012
Abstract: In Italia ogni quarantotto ore si consuma un omicidio in famiglia. Madri, padri, figli assassini. È il sintomo di un disagio profondo, che non riguarda più soggetti emarginati, ma uomini e donne che gli psichiatri non esitano a definire "normali". E la maggior parte di questi delitti non differisce, per ferocia o per macabri rituali, dai massacri e dalle stragi cui ci hanno abituato i professionisti del crimine.Casi celebri che hanno attraversato la cronaca italiana e sono rimasti irrimediabilmente impressi nella nostra memoria: presunti bravi ragazzi che trucidano genitori e fratelli (Pietro Maso, Erika e Omar), padri che ammazzano i figli (Tullio Brigida), famiglie che scompaiono (i Carretta, i coniugi Donegani), omicidi commessi da amici o dai vicini di casa (la vicenda del piccolo Tommy, la strage di Erba).Storie di "ordinaria violenza", che Rita Di Giovacchino affronta da abile cronista, attenta a scavare nei motivi che generano tragedie troppo diffuse al giorno d'oggi per poter essere relegate all'analisi specialistica.Chi sono davvero questi assassini? E perché un omicidio avvenuto all'interno di una famiglia, quindi un crimine di natura privata, diventa improvvisamente di rilevanza nazionale? A tali interrogativi si propone di rispondere l'autrice, in particolare ripercorrendo in controluce – in una sorta di libro nel libro – l'inchiesta sul caso più eclatante degli ultimi anni: Cogne. Per smantellare le verità ufficiali e demolire i mostri costruiti in laboratorio. Per dimostrare che ogni delitto è diverso, unico.
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Fazi Editore, 08/11/2012
Abstract: Questa avrebbe dovuto essere una storia d'amore come tante, come tante nata per caso e finita senza troppi pensieri. E invece è stata una storia di morte, di terrore. Ashley Freeman è un'attraente studentessa di Storia dell'Arte, benvoluta da tutti. Dopo la scuola lavora in un museo e, nonostante qualche dubbio su cosa fare dopo il college, la sua vita scorre tranquilla verso un futuro di soddisfazioni. È con alcuni amici quando una sera, in un pub, conosce un ragazzoche le offre da bere. Michael O'Connell è alto e robusto, affascinante nei suoi modi disinvolti; lavora come meccanico ma la sua passione è l'informatica. Michael ha qualcosa di magnetico, dietro una scorza d'impenetrabilità, e Ashley commette un grave errore quando cede, quella sera, alla sua corte. Perché lui da quel momento sarà posseduto da un'ossessione sfrenata: stare con lei, per sempre, a ogni costo.A nulla servono i tentativi della ragazza di sfuggire a quel rapporto ogni giorno più opprimente. Come un rabbioso e tentacolare predatore, Michael è intenzionato a mettere sotto assedio la vita del suo oggetto del desiderio, trascinando nella sua vischiosa ragnatela tutti quelli che cercano di proteggerla. Non solo Ashley, dunque, ma anche la sua famiglia cadrà in una spirale di minacce e menzogne messa in moto grazie alle anonime armi di Internet. Come reagire a tale subdola violenza? Fino a dove l'amore può inseguire per le sue strade il male, per affermare il bene? John Katzenbach, maestro internazionale del thriller, tesse le fila di una storia dalla tensione psicologica sempre crescente, dove ogni via d'uscita sembra sbarrata e in cui i personaggi – umanissimi nelle loro debolezze – dovranno muoversi cautamente ma con disperata decisione, come in una mortale partita a scacchi con un avversario indecifrabile e senza scrupoli, che sembra poter accedere a ogni anfratto delle vite altrui.
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La vera vita di Kapuscinski: reporter o narratore?
Fazi Editore, 26/11/2012
Abstract: Artur Domosławski, eletto reporter dell'anno 2010 in Polonia, ricostruisce la figura di Kapuściński, di cui è stato allievo e amico intimo, esaltando l'indubbio valore della sua opera e illuminando contemporaneamente alcune pagine oscure della sua avventurosa esistenza. Grazie a centinaia di interviste e a un accurato lavoro documentario, Domosławski ha scoperto dei risvolti insospettabili sul noto reporter: la movimentata vita sentimentale, i complessi rapporti che intrattenne con i servizi segreti polacchi e la sua adesione al comunismo fino al 1981 o ancora i limiti del suo metodo investigativo e la commistione tra verità storica e finzione presente nei suoi libri. La ricostruzione di Domosławski mantiene immutato il fascino e lo spessore di Kapuściński, ponendo però una serie di domande essenziali: fino a che punto un giornalista può modificare lo svolgimento dei fatti per scrivere un reportage? Kapuściński è stato, dunque, un grande reporter o un grande romanziere? Quali compromessi ha dovuto accettare per poter scrivere?
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Marcello Piacentini architetto 1881-1960. Atti del Convegno (Roma, 16-17 dicembre 2010)
Gangemi Editore, 01/12/2012
Abstract: Il volume raccoglie gli interventi al convegno su Marcello Piacentini a cinquant'anni dalla morte. 1881-1960 tenuto a Roma nel dicembre 2010. Si sono attesi i cinquanta anni dalla morte di Marcello Piacentini per organizzare questo convegno. Un tempo lungo che è servito sia a riflettere sulle vicende del fascismo in tutte le sue espressioni – la politica, l'economia, la cultura, le arti, anche lo sport – sia a studiarne i protagonisti. Su Piacentini il giudizio è rimasto sostanzialmente negativo e la ricerca storica, a parte il pregevole libro di Mario Lupano pubblicato nel 1991, si è limitata ad approfondire singoli episodi architettonici o temi particolari. Non si è ancora entrati a fondo nel complesso intreccio che connota, nel corso di oltre cinquanta anni, la sua azione di architetto, urbanista, docente universitario, direttore di riviste, coordinatore di grandi interventi pubblici, scrittore, critico, maestro di giovani architetti. Nel corso del convegno si è indagata la sua dimensione politica e la sua formazione culturale; le sua architetture sono state ricomprese negli aspetti formali e nei risvolti professionali; si è approfondita l'analisi del suo rapporto con gli artisti. Il volume offre più punti di vista e apre a nuove ipotesi di lavoro e prospettive di ricerca. Non è l'opera completa su Piacentini, ma la presentazione del più discusso architetto italiano del Novecento senza rimanere ancorati, per non dire invischiati, a un giudizio politico come unico strumento per valutare la sua opera.
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Gangemi Editore, 11/15/2012
Abstract: Il libro descrive le composite matrici culturali che concorrono nel progetto a definire non solo un'architettura, ma un intero sistema produttivo a scala territoriale, che nel caso di Velate appare esemplare già agli occhi dei contemporanei quale modello di paesaggio in cui l'efficienza nell'uso delle risorse si traduce in una specifica qualità estetica. Questo intreccio, ricostruito ricorrendo a un contesto più esteso ed eterogeneo di fonti archivistiche, sottrae all'angustia della dimensione locale l'episodio di villa Belgiojoso e in parallelo contribuisce a restituire agli artefici di questa sperimentazione – il committente e il suo architetto – un profilo aggiornato alla conoscenza del dibattito e delle sperimentazioni che vivificano la cultura europea tra Settecento e Ottocento. Marica Forni docente al Politecnico di Milano è Dottore di Ricerca in Conservazione dei Beni Architettonici (1993) e specialista in Restauro dei Monumenti (1999). Svolge attività di ricerca sui temi della storia dell'abitare in età moderna – con attenzione alla gestione e ai modi d'uso delle dimore nobiliari – su tramiti, modi di diffusione e aggiornamento della cultura architettonica, sulla didattica dell'architettura, e, più recentemente sull'architettura del grand-hotel e i rapporti tra architetti e ateliers specializzati nella produzione di arredi tra XIX e XX secolo. Su questi ed altri argomenti ha pubblicato monografie e saggi in volumi e diversi periodici.
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Adelphi, 05/12/2012
Abstract: "Il linguaggio è più simile a un fiocco di neve che al collo di una giraffa. Le sue proprietà specifiche nascono dalle leggi di natura, non sono qualcosa che si sviluppa come accumulo di fatti storici casuali": muovendo dalla lettura di frammenti di pensatori occidentali (come questo di Noam Chomsky), Andrea Moro ha allestito un "album di foto" dedicato al linguaggio, nel tentativo di comprendere quali siano le sue "proprietà specifiche" – e per quale ragione esso "sta solo in noi, come i teoremi e le sinfonie".
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Adelphi, 05/12/2012
Abstract: Così Sciascia volle presentare questo bellissimo libro di racconti, scritti fra il 1959 e il 1972: "... mi pare di aver messo assieme una specie di sommario della mia attività fino ad ora e da cui vien fuori (e non posso nascondere che ne sono in un certo modo soddisfatto, dentro la mia più generale e continua insoddisfazione) che in questi anni ho continuato per la mia strada, senza guardare né a destra né a sinistra (e cioè guardando a destra e a sinistra), senza incertezze, senza dubbi, senza crisi (e cioè con molte incertezze, con molti dubbi, con profonde crisi); e che tra il primo e l'ultimo di questi racconti si stabilisce come una circolarità: una circolarità che non è quella del cane che si morde la coda". Resta da dire che il tempo trascorso non ha per nulla intaccato, e anzi esalta, la felicità e l'efficacia delle storie qui riunite come in un breve compendio delle molte voci narrative di Sciascia: scoprirle (o riscoprirle) oggi significa anche lasciarsi sorprendere dalla loro sconcertante, amara lucidità.
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Adelphi, 05/12/2012
Abstract: Dal 26 marzo 1938 si perdono le tracce, fra la partenza e l'arrivo in un viaggio per mare da Palermo a Napoli, del trentunenne fisico siciliano Ettore Majorana, che Fermi non esiterà a definire un genio, della statura di Galileo e di Newton. Suicidio, come gli inquirenti dell'epoca vogliono credere e lasciar credere, o volontaria fuga dal mondo e dai terribili destini che una tale mente può aver letto nel futuro – e nel futuro vicino – della scienza? Su questo interrogativo Sciascia costruisce uno dei suoi libri più belli, di un'intensità di analisi e quasi di immedesimazione nelle motivazioni non dette, nella logica e nell'etica segreta del personaggio, che sfiora l'incandescenza della verità.
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Bompiani, 05/12/2012
Abstract: Surreale è tutto ciò che non potrebbe mai succedere. Ma se poi succedesse lo stesso?A questa domanda Elio ha sempre cercato di rispondere, con le sue canzoni e ogni altro mezzo, costruendo castelli di ipotesi in aria che acquistavano realtà via via che sollevavano pinnacoli immaginari: oggi nessuno più dubita dell'esistenza di un vitello dai piedi di balsa. Trenta secoli di buon senso ci hanno fatto credere che una fiaba con animali, da Esopo in poi, sia solo un modo cifrato di parlare della realtà: la cosiddetta allegoria.Ma c'è ben altro nel dare la parola alle bestie. Una minaccia per l'ordine delle cose, e una speranza di riscatto per tutti gli universi paralleli. Se poi la fiaba finisce nel mirino alieno di uno scrittore (e scrittore Elio lo è sempre stato, almeno da quando lo è diventato) per il quale il surreale non ha niente di irreale, allora le storie si tendono al verosimile, le bestie non spacciano più pillole di velato buon senso, ma si limitano a vivere la loro vita quietamente assurda infischiandosene di noi lettori stupiti ed esilarati, e la lettura si trasforma in una specie di iniziazione.La zoologia del pianeta Elio non contiene solo giraffe, pettirossi e grillitalpa, ma opera innesti nei regni cosiddetti naturali, e genera alberi antropomorfi, nobiluomini di cristallo e di cotone, autoarticolati ambiziosi, ammaestratori di cozze, coccodrilli idrosolubili e via surrealizzando. Si ride molto, ma anche per difendersi, giacché sotto sotto serpeggia la stessa inquietudine che circola nei capolavori di Lewis Carroll: che il surreale sia soltanto il reale di qualcun altro.Davide Tortorella
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Anita. La donna che insegnò a Garibaldi ad andare a cavallo
Gallucci, 29/06/2011
Abstract: Analfabeta, figlia di un povero vaccaro nel Brasile dell'Ottocento, Anita Garibaldi fu donna indipendente e vulnerabile, madre, sposa e soldato temerario.Per la prima volta uno studioso con il gusto della narrazione racconta la sua storia vera, moderna e anticonvenzionale, in una biografia documentatissima e avvincente come un romanzo."È merito di Anthony Valerio aver restituito ad Anita la sua personalità e la sua vita, unita ma non confusa con la biografia e il mito di Garibaldi"EMILIO GENTILE
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Un amico spaventoso. Ediz. illustrata
Gallucci, 15/11/2011
Abstract: Se fai il solletico a qualcuno, lo fai ridere. Se gli dài un pizzicotto, gli fai male. E se gli parli? Anche le parole lasciano il segno, possono far morire dalle risate o dalla paura. Soprattutto se hai un amico molto sensibile. Maneggiare… anzi: parlare con cura!
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Le filastrocche della Melevisione
Gallucci, 31/12/2011
Abstract: Le filastrocche sono figurine del mondo, che ci aiutano a sognarlo e capirlo. Le centocinquanta raccolte in questo libro sono scelte fra le innumerevoli scritte negli anni da Bruno Tognolini per il programma tv "La Melevisione". Raccontano e cantano la luna e il lupo, i lavori e i sensi, il futuro e il latte, i cugini e la musica… insomma le cose di ogni giorno. Ed eccole qua, finalmente in un libro: un cesto di mele poesie per nutrire la vita.
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Piccolo cerchio e gran quadrato. Ediz. illustrata
Gallucci, 15/03/2012
Abstract: Un cerchio e un quadrato giocano insieme. Dall'unione di forme e colori nascono disegni inaspettati e meravigliosi. Prova anche tu!