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La mia bottiglia per l'oceano
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Bussi, Michel - Bracci Testasecca, Alberto

La mia bottiglia per l'oceano

Edizioni e/o, 09/11/2022

Abstract: La storia, avvincente, si dipana in un'isola della Polinesia tra tatuaggi, simboli misteriosi, statue minacciose, perle nere e fughe nella giungla fino a una conclusione del tutto inaspettata. Come nei gialli della miglior tradizione, l'assassino si scopre alle ultime pagine."Mi piace che tra l'inizio della storia e l'ultima pagina la soluzione dell'enigma sembri impossibile". Michel BussiUn interno a cielo aperto orchestrato dalla mano di un maestro.L'isola di Hiva Oa, uno dei paradisi equatoriali della Polinesia francese, non è un atollo, ma un luogo di alte montagne e profonde vallate, traboccante di vegetazione, culla di un'antica cultura quasi interamente spazzata via dalla colonizzazione bianca a partire da metà Ottocento. Oggi è famosa soprattutto perché ci hanno vissuto Gauguin e, settant'anni dopo, Jacques Brel, le cui tombe sono meta di pellegrinaggio.Nella pensione Au Soleil Redouté, sotto la guida del celebre romanziere Pierre-Yves François detto PYF, si svolge un laboratorio di scrittura al quale partecipano cinque aspiranti scrittrici: Clémence, trentenne sportiva, sognatrice, espansiva; Eloïse, anche lei trentenne, bella, malinconica, chiusa; Farèyne, quarantenne, comandante di commissariato a Parigi con il pallino della scrittura, accompagnata dal marito Yann, capitano di gendarmeria; Marie-Ambre, anche lei quarantenne, ricca sfondata con tendenza all'alcolismo, accompagnata dalla figlia sedicenne Maïma; infine Martine, settantenne, blogger di successo con più di quarantamila follower.Nella spettacolare cornice polinesiana il consesso letterario sembra procedere con armonia e alacrità, sennonché a un certo punto lo scrittore sparisce, si volatilizza, e nella pensione si affaccia la morte sotto forma di un misterioso omicidio su cui ognuno indaga a modo suo, ma giungendo tutti a un'identica conclusione: l'assassino non può che essere uno di loro!

Due vite, due donne
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Onyemelukwe-Onuobia, Cheluchi - Banfi, Elisa

Due vite, due donne

Edizioni e/o, 03/11/2022

Abstract: Nigeria, 2011. Due donne si trovano prigioniere di una banda di sequestratori per una settimana e, durante la drammatica attesa, si raccontano la storia della loro vita, scoprendo una convergenza inverosimile quanto sconvolgente.Pulsante di vitalità e umanità, l'esordio di Cheluchi Onyemelukwe-Onuobia è ambientato in quattro decenni di vibrante storia nigeriana e celebra la resilienza delle donne mentre trasformano quello che continua a rimanere un mondo di uomini.Romanzo finalista al Nigeria Prize for Literature e allo Scotiabank Giller Prize.Nwabulu nasce in un villaggio poverissimo e, rimasta orfana, a dieci anni viene mandata dalla matrigna a servizio di una famiglia prima a Lagos, dove il padrone la violenta, e poi a Enugu, dove invece va a scuola ed è trattata bene, seppure senza affetto. Ormai adolescente e sul punto di passare alla scuola superiore per prepararsi a un futuro indipendente, conosce il figlio dei vicini, Urenna, e se ne innamora. Rimasta incinta e abbandonata, è quindi costretta a tornare nel suo villaggio dove la matrigna riprende a sfruttarla e umiliarla. Per sfuggire alle persecuzioni che la società nigeriana tradizionale le riserva, in quanto madre non sposata, dovrà scappare e ricostruirsi da zero una nuova vita.Julie è figlia di un insegnante ed eccelle nello studio. Diventa a sua volta insegnante e vive sola, indipendente, fino a oltre i trent'anni. Ha una relazione con un costruttore edile molto ricco che vuole a tutti i costi un figlio maschio. Ma la gravidanza non arriva... Molti anni dopo, i destini delle due donne troveranno un sorprendente intreccio durante l'inatteso incontro nelle mani dei loro sequestratori.

Un secolo, due movimenti. Comunismo e femminismo, tracce di una vita
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Rossanda, Rossana - Boccia, Maria Luisa

Un secolo, due movimenti. Comunismo e femminismo, tracce di una vita

Futura, 01/05/2022

Abstract: "C'è una contiguità, un'analogia fra comunismo e femminismo?". A partire da questa domanda, la fondatrice del manifesto affronta teorie e percorsi storici dei due movimenti che hanno segnato in profondità il Novecento, la sua vita e quella dei tanti con cui si è confrontata e ha dialogato. Tracciando un bilancio di una generazione politica che si rivolge a quelle più giovani riflettendo su temi complessi con il linguaggio diretto del racconto giornalistico.Il testo, inedito, nasce da una corrispondenza con il filosofo comunista Étienne Balibar e la sociologa femminista Françoise Duroux, è introdotto da Maria Luisa Boccia ed è corredato da due interventi della stessa Rossanda, pubblicati sulla rivista femminista Reti.

Corsa. La medicina perfetta
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Vecchioni, Daniele

Corsa. La medicina perfetta

Edizioni Gribaudo, 27/09/2022

Abstract: Cosa penseresti se uno dei maggiori professionisti del settore ti dicesse che molto di quello che sai sulla corsa è sbagliato? La maggior parte di noi conosce la corsa come sport, e c'è chi pensa che sia solo una gara di velocità o resistenza, chi dice che fa male, chi crede di non poter correre a causa di esperienze passate, chi non si ritiene all'altezza. Daniele Vecchioni, fondatore di Correre Naturale, punto di riferimento in Italia per migliaia di runner e appassionati, ci racconta la corsa, intesa come pratica sana e naturale dell'essere umano, rivelando al lettore i tantissimi benefici, non solo sportivi, che questo modo di correre può offrire. Ecco perché questo è un libro pensato per chi ama la corsa, ma anche (se non soprattutto) per chi crede di odiarla o per chi vorrebbe iniziare e necessita di una guida sicura. Grazie ai consigli e al metodo di questo libro migliorerai senz'altro le tue performance sportive, ma ti renderai conto, giorno dopo giorno, di diventare una persona diversa, con un nuovo approccio verso la forma fisica, la salute e il benessere psicofisico, la gestione dello stress e del sonno, la produttività. Il tutto, semplicemente, grazie alla corsa "giusta" per te.

Ricerca sociale e azione sindacale: fra reciprocità e confronto
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Masiero, Nicoletta - Masiero, Nicoletta - Ferrari, Christian - Landini, Maurizio

Ricerca sociale e azione sindacale: fra reciprocità e confronto

Futura, 01/05/2022

Abstract: Una rassegna monografica su un tema inattuale come la ricerca sociale di emanazione sindacale, in occasione dei 40 anni di Ires Veneto. Il volume interroga il modus operandi dei lavori di ricerca compiuti dall'Istituto fin dagli anni Ottanta per ri-leggerne, oggi, gli obiettivi teorici perseguiti e le scelte politiche adottate, in relazione alle modalità di analisi applicate e ai modelli operativi attivati, per affinare il posizionamento scientifico e gli strumenti metodologici con cui guardare criticamente al presente e agli scenari possibili. Un disegno pensato per rispondere a esigenze di approfondimento non solo sulla caratura epistemologica, relativamente cioè a metodi, validità e limiti della conoscenza generata in ambito sindacale, ma anche sulla dimensione politica della ricerca, sulle implicazioni fra conoscenza e azione sociale. Quella qui presentata è una lettura plurale da parte di protagonisti e non, che accosta sguardi e saperi diversi per individuare nuovi significati del percorso compiuto e di quello da compiere. Fra i numerosi autori che hanno accettato di partecipare a questa lettura polifonica, si possono incontrare studiosi appartenenti a comunità scientifiche distinte, fautori di approcci divergenti, rappresentanti di posizioni non necessariamente vicine e di generazioni differenti, portatori di valutazioni e aspettative difficilmente omologabili.

L'impresa grigia. Le infiltrazioni mafiose nell'economia legale. Un'indagine sociologico-giuridica
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Pellegrini, Stefania

L'impresa grigia. Le infiltrazioni mafiose nell'economia legale. Un'indagine sociologico-giuridica

Futura, 01/07/2022

Abstract: Il processo di investimento delle mafie nell'imprenditoria del Nord Italia viene ancora considerato un fenomeno del tutto residuale, dal carattere "meramente" economico, avulso da ogni significato criminale. Ne consegue una sottovalutazione della profonda essenza di violenza che, invece, caratterizza sia l'origine dei capitali investiti, sia le modalità di interazione sistematicamente applicate nelle relazioni economiche.Molte attività imprenditoriali hanno accolto capitali di dubbia provenienza con l'esclusivo interesse di salvare o incrementare le attività economiche, in una sostanziale e diffusa alterazione dei principi sui quali si basa lo sviluppo economico. In questi casi, le imprese sono state utilizzate per veicolare capitali, mediante operazioni poste in essere da tecnici ed esperti, sedotti con lauti compensi o promesse di future collaborazioni.Il testo propone un approccio interdisciplinare, nel tentativo di far dialogare gli studi sociologici, per loro natura descrittivi, con le risposte della scienza giuridica, per definizione prescrittiva. Benché le due discipline si siano poste i medesimi interrogativi, sovente le risposte sono risultate differenti e talvolta inconciliabili. La prospettiva sociologico-giuridica ha permesso, in questo caso, di ricondurre le osservazioni tanto in una teoria generale del diritto, quanto in una teoria generale della società.

Autobiografie dell'inconscio
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Demetrio, Duccio - Terminio, Nicolò

Autobiografie dell'inconscio

Mimesis Edizioni, 23/09/2022

Abstract: Duccio Demetrio propone ormai da molti anni un percorso formativo rivolto a chiunque intenda conoscersi e scoprire nuovi lati di sé attraverso l'autobiografia. Raccontarsi è una costante dell'esistenza, un impulso che scaturisce dalla nostra necessità di interpretare simbolicamente non soltanto ciò che ci circonda, ma anche quello che nasce dentro di noi. È proprio questa interiorità che il presente volume vuole prendere in considerazione.In psicoanalisi il nome di questa interiorità è l'inconscio, che, come mostra anche Demetrio, corrisponde a un mistero che ci abita e da cui siamo scritti. È nella disponibilità a lasciarsi scrivere dall'inconscio che psicoanalisi e autobiografia ritrovano il loro destino comune: condurre il viaggio della vita in mare aperto.Demetrio, filosofo dell'educazione e fondatore della LUA (Libera Università dell'Autobiografia di Anghiari), entra in rapporto con l'orizzonte della psicoanalisi di Jonas (Centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi) e nel confronto con Nicolò Terminio, psicoanalista che si è spesso occupato di metodo e creatività, ci mostra come l'autobiografismo possa diventare una pratica di soggettivazione per scoprire la singolarità del desiderio inconscio e liberarci dalla sensazione di smarrimento tipica del nostro tempo.

Ardore
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Folli, Anna

Ardore

Neri Pozza, 25/10/2022

Abstract: Il suo nome era Romain Gary, ma anche Roman Kacev, Shatan Bogat, Émile Ajar. Voleva vivere mille esistenze, ognuna con una delle sue tante personalità. Prima di diventare uno dei piú grandi scrittori del Novecento, è stato un bambino ebreo scappato dalla Lituania, un eroe della Seconda guerra mondiale e un diplomatico. È stato l'unico scrittore nella storia della letteratura a vincere due volte il Premio Goncourt grazie a una finzione che l'ha fatto entrare nel mito. Ha vissuto tutta la sua vita come fosse un romanzo. Jean Seberg era bellissima, fragile e piena di sogni. Veniva da una sperduta cittadina dello Iowa dove i giorni scorrevano tutti uguali e la vita era una lunga strada dritta e monotona. Ma lei sentiva di essere diversa, anche se ancora non sapeva come. Lo scoprí una sera quando, nel buio della sala, apparve un giovane Marlon Brando ne Il mio corpo ti appartiene. Da quel momento Jean seppe che solo recitare poteva renderla felice. E come in una fiaba, a diciassette anni un grande regista di Hollywood la scelse tra migliaia di ragazze e la rese una star. A ventidue, con À bout de souffle di Godard, diventò l'indimenticabile musa della Nouvelle Vague. Ma a Jean ancora non bastava. La sua anima era vicina agli ultimi della terra e le sue lotte per l'uguaglianza la resero una diva scomoda, perseguitata dall'Fbi. Jean e Romain erano diversi in tutto e appartenevano a mondi lontani, eppure a entrambi è bastato uno sguardo per capire che volevano passare insieme il resto della loro esistenza. Per vivere fino in fondo la loro passione hanno messo in gioco tutto e per dieci anni sono stati la coppia piú invidiata e piú ammirata di Parigi. Poi la depressione, la paura, il declino. Si suicidano entrambi a distanza di un anno l'una dall'altro. Prima Jean, poi Romain. Non erano fatti per la felicità, anche se insieme hanno conosciuto momenti luminosi e perfetti e il loro amore, che ha segnato un'epoca, è andato oltre i tradimenti, le separazioni, la malattia, i disinganni. Ed è andato persino oltre la morte. Questo libro, a metà tra biografia e romanzo, montato come un film, è il racconto della loro storia. Una storia profonda e irresistibile. Jean è di una bellezza che a Romain pare quasi intollerabile: "Una meraviglia di bocca carnosa, il cui disegno svelava una sorta di strana vulnerabilità: era una bocca indifesa, come quella dei bambini. Il naso un po' all'insú e i capelli dai riflessi biondi, davano al viso un alone di tenerezza e di dolcezza". Tutto, in Jean, ha il sapore della gioventú.

Frank Zappa. Il padrino del rock
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Albonico, Sergio Michelangelo - Milioni, Stefano

Frank Zappa. Il padrino del rock

Arcana, 22/09/2022

Abstract: Ottobre 1987, Los Angeles, California. Un giovane fotografo italiano viene ingaggiato per documentare le prove e le prime date di "Broadway The Hard Way", il nuovo tour di Frank Zappa, uno dei personaggi più eccentrici, inventivi e controversi della storia del rock. Per l'occasione Zappa mette su una band di dodici elementi, scelti fra i migliori in circolazione negli Stati Uniti, e concepisce lo spettacolo prevedendo quattro differenti programmi da presentare nelle diverse serate: ogni musicista dovrà imparare alla perfezione circa 300 brani del suo repertorio. Un'impresa titanica, anche per quella che molti non esitarono a definire la migliore band mai avuta dal compositore e musicista italoamericano. I primi concerti confermarono la pertinenza della definizione, ma ben presto quello che sarebbe stato l'ultimo tour di Zappa prima della sua scomparsa nel 1993, si trasformò inaspettatamente in una storia dal sapore quasi shakespeariano, fra incomprensioni e scontri di personalità. Il Padrino del Rock racconta il dietro le quinte di quel tour, offrendo un ritratto molto inconsueto di Zappa, del suo modo di lavorare e di essere, della sua lotta per la libertà di espressione e contro le regole imposte dalle major. Sullo sfondo, quasi in controluce, Los Angeles e la Hollywood di quegli anni, con i sogni e le ambizioni, ma anche le cadute, le contraddizioni e le innumerevoli fragilità e altri incontri di ordinaria follia o straordinaria normalità, anch'essi reali, con altri grandi artisti quali Jaco Pastorius, Joe Zawinul, Miles Davis, Russ Meyer, Mark Mothersbaugh.

La casa sul Nilo
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Pardo, Denise

La casa sul Nilo

Neri Pozza, 18/10/2022

Abstract: "In questo straordinario e commovente libro di memorie di una ricca famiglia ebrea che fu costretta a lasciare l'Egitto in condizioni che non avrebbero potuto essere più minacciose, Denise Pardo svela la storia della sua famiglia che non vide o si rifiutò di vedere che il loro amato mondo stava velocemente svanendo sotto i loro piedi.Questo è il Lessico Familiare di Natalia Ginzburg, ma in una vena differente e più audace".André AcimanÈ un tempo lungo quello che Denise Pardo racconta in questo romanzo. Un tempo affascinante, cosmopolita, tollerante, ricco di stimoli. Un tempo di amicizie e di comprensione. Al centro de La casa sul Nilo, una famiglia di ebrei sefarditi arrivati al Cairo assieme alle vicissitudini dell'Europa dei primi trent'anni del Novecento. La narratrice racconta la sua infanzia in una sorta di Eldorado magico: i caffè del Cairo, le feste, gli stimoli, la civiltà della conversazione, i salotti. L'Egitto di quel tempo è un crocevia di storie e di suggestioni: un paese mondano e sorprendente dove le diverse religioni sono rispettate e si parlano tutte le lingue. E il Cairo di quel tempo, di quei primi anni Cinquanta, è narrato con una precisione e una nitidezza esemplari perché questo romanzo è soprattutto la storia dell'autrice. La sua famiglia composta dalla nonna, dal padre, dalla madre e da altre due sorelle non avrebbe mai immaginato di dover fuggire da quel mondo. Finché non sale al potere Nasser, cambiando in pochi anni le regole del gioco, e della convivenza civile. E tutto, dapprima impercettibilmente, e poi con sempre maggiore evidenza, diventa fosco e insidioso. Gli stranieri non sono ben visti, l'intolleranza religiosa si fa dogma. E gli stranieri, che stranieri non sarebbero, si sentono sempre più in pericolo. Fino a una partenza precipitosa per Roma e l'Italia, nel 1961. Un abbandono doloroso, straniante, figlio di un mondo cambiato senza una ragione. La casa sul Nilo è un romanzo bellissimo e raro, appassionante. È la storia di un tempo perduto, e di un tempo ritrovato a fatica. Ci mostra mondi dove tutto era scambio e curiosità, rispetto e attenzione. Ci dice, senza alcuna nostalgia, ma con l'intensità dei sentimenti e delle passioni, che non dobbiamo dimenticare che c'è stato un tempo diverso e piú giusto. Dove ogni dettaglio era una ricchezza e ogni giorno una scoperta.Ci avevano vestite come per un appuntamento importante. "Dov'è la festa?" aveva chiesto Raymonde, la sorella grande. Nessuno aveva risposto.

Mašen'ka
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Nabokov, Vladimir

Mašen'ka

Adelphi, 27/09/2022

Abstract: "La nota propensione dei principianti a violare la propria vita privata inserendo sé stessi, o un sostituto, nel loro primo romanzo è dettata, più che dall'attrattiva di un tema già pronto, dal sollievo di sbarazzarsi di sé prima di passare a cose migliori" scrive Nabokov introducendo la traduzione inglese di "Mašen'ka" con l'abituale, "scintillante alterigia" (la formula è di Citati). Ma di che cosa, in realtà, deve "sbarazzarsi" l'autore attraverso Ganin, l'émigré russo che nei primi anni Venti trascina la sua "insulsa indolenza" per le strade di Berlino? Il Nabokov appena ventiseienne che dedica il libro alla giovane moglie ha ormai capito che occorre lasciarsi alle spalle "i flirt di anni passati". Così, negli ultimi quattro giorni in cui condividerà i pasti con i tragicomici personaggi che popolano la sordida "pension" della vedova Dorn (un vecchio poeta, due ballerini classici "leziosi e incipriati", una polposa ragazza), mentre aspetta in un'ansia crescente l'arrivo di Mašen'ka, la donna che è stata il suo primo amore e che oggi è la moglie di un altro, Ganin rivivrà, con intensità lancinante, la stagione trascorsa con lei, da adolescente, nella diletta casa di campagna, sullo sfondo della natura fiabesca della Russia, la terra natìa per sempre perduta. Intuendo, in qualche modo, che quei quattro giorni, in cui non c'è alcuna "discrepanza fra il corso della vita passata e quello della vita presente", rimarranno forse "i più belli della sua vita".

La fornace
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Bernhard, Thomas

La fornace

Adelphi, 27/09/2022

Abstract: Le voci non sono concordi, in paese: c'è chi dice con "due colpi alla nuca", chi parla di "due colpi alla tempia", chi asserisce "tre colpi". Sta di fatto che la notte tra il 24 e il 25 dicembre Konrad, "persona senza dubbio eccentrica ma al tempo stesso insignificante", ha ammazzato la moglie con una carabina Mannlicher. Sì, quella moglie invalida, "immobilizzata per metà della sua vita in una sedia a rotelle francese costruita apposta per lei". È stata trovata con il cervello spappolato – che "ricordava il formaggio Emmental" precisa il giudice distrettuale – nella loro casa. Sempre che si possa chiamare casa la fornace della calce in disuso dove i due abitavano, e che "già dall'esterno dà l'impressione di un carcere": completamente isolata, camere vuote, pareti nude, porte sprangate, solide inferriate alle finestre, per "proteggersi contro il mondo esterno al quale erano finalmente riusciti a sottrarsi". Un "luogo di tenebra" dove tutto è "grottesco", ma ideale, anzi indispensabile per Konrad, perché l'assenza quasi assoluta di rumori acuisce straordinariamente le facoltà dell'orecchio, condizione vantaggiosa per il saggio epocale che da decenni sta cercando invano di scrivere, e che si intitolerà "L'udito". Un luogo che diventerà teatro del progressivo inabissamento dei due in un microcosmo maniacale e allucinatorio.

Sir Thomas More. Con Anthony Munday, Henry Chettle, Thomas Heywood, Thomas Dekker. Testo originale a fronte
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Shakespeare, William - Plescia, Iolanda - Fusini, Nadia - Plescia, Iolanda - Fusini, Nadia

Sir Thomas More. Con Anthony Munday, Henry Chettle, Thomas Heywood, Thomas Dekker. Testo originale a fronte

Feltrinelli Editore, 25/09/2022

Abstract: "Vi piacerebbe forse trovare una nazione di temperamento così barbaro che vi negasse rifugio sulla terra?"E se al nome di "Shakespeare" rispondesse, più che l'identità certa di un genio indiscusso, un tessuto di relazioni e di lavoro comune? Il Sir Thomas More è forse l'esempio più lampante di tutto ciò; scritta a più mani da noti drammaturghi del tempo come Anthony Munday, Henry Chettle, Thomas Dekker e Thomas Heywood, quest'opera conserva l'importante impronta di Shakespeare, il quale intervenne nella revisione del testo con una scena molto significativa, che risuona ancora oggi come un monito a riconoscere la libertà di coscienza e il diritto all'asilo degli immigrati "economici", o di altra natura. L'accoglienza dell'estraneo/straniero/alieno, e dunque dell'altro punto di vista, e il rispetto delle differenti dinamiche della coscienza individuale non possono che essere la cifra di quell'uomo libero che è stato Thomas More, condannato a morte da Enrico VIII sulla pubblica piazza per essersi rifiutato al giuramento richiesto dal re, che tanto lo aveva amato. Per tali controverse vicende, i cui strascichi erano ancora ben vivi all'epoca in cui il testo fu scritto, More era un personaggio ingombrante, sì che dedicare proprio a lui un'opera teatrale era un passo rischioso e molto azzardato – la materia tanto incandescente da suscitare la censura. Ora un testo complesso e per certi versi misterioso, il cui fascino è, se possibile, reso ancora più forte dagli enigmi e dalle incertezze che lo circondano, ritorna, presentato in una nuova traduzione attenta a cogliere e portare in superficie le diverse voci che lo compongono.

Flashback
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Comencini, Cristina

Flashback

Feltrinelli Editore, 27/09/2022

Abstract: Quattro momenti di assenza, quattro flashback che producono una sensazione straordinaria: "io non esistevo e non avevo il mio nome e la mia storia". La narratrice, nella quale il lettore non fatica a riconoscere l'autrice stessa, in un periodo della sua vita particolarmente difficile, inizia a soffrire di brevi perdite di coscienza, che la immergono in storie più vaste di lei, e nondimeno intime. Vite che si sforza di tenersi strette anche quando ritorna in sé: perché le quattro donne del passato che l'hanno visitata intrattengono una sotterranea corrispondenza con il suo presente. Come accade con Eloisa, splendida cocotte desiderata da nobili e intellettuali, la cui esistenza viene sovvertita dalla partecipazione alla Comune parigina del 1871: l'incontro con Eloisa, il desiderio di seguirne la storia, finisce per segnare la fine del matrimonio della narratrice. Perché, suggerisce Comencini, la scrittura è un atto che modifica, che travolge. "La letteratura è un'esistenza nascosta e pericolosa." Le offre invece una misura della sua solitudine la visione di Sofia, una ragazza che vuole diventare attrice ma sulla sua strada incontra due ragazzi straordinari, Sergio – nel cui personaggio riconosciamo Ejzenstejn – e Gregori, ed ecco che i suoi progetti vengono deviati dall'amore, e dalla Rivoluzione d'ottobre. La terza ragazza che appare alla narratrice è Elda, una giovane operaia friulana ai tempi della Seconda guerra mondiale, nello spietato inverno fra il 1944 e il '45. Mentre l'ultima è una diciassettenne della Swinging London con cui ripercorriamo la rivoluzione sessuale dei primi anni sessanta nelle sue libertà e nei suoi malintesi. Donne comuni, per questo straordinarie, e diversissime fra loro, ma con lo sguardo laterale sulla complessità degli eventi che sono chiamate a vivere. Eroine che incarnano una metà della Storia a lungo nascosta, negletta, ritenuta meno degna, che qui invece Cristina Comencini, narrandola con mirabile vividezza e potenza scenica, chiama a esistere perché appartenga a tutti.

Cosa c'entra la felicità?
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Balzano, Marco

Cosa c'entra la felicità?

Feltrinelli Editore, 26/09/2024

Abstract: Felicità è una parola di cristallo, la più soggettiva del vocabolario. Cambia a seconda dei nostri valori, delle nostre condizioni di salute, delle nostre idee, della nostra fede, della nostra età, del nostro rapporto col tempo e con la morte. Muta svariate volte nel corso della vita poiché a cambiare siamo prima di tutto noi col nostro orizzonte di desiderio. Definirla, quindi, non è impresa da poco, ma può rivelarsi un'avventura avvincente. Il suo significato, infatti, apre mille strade e mille orizzonti. Per me è uno stato di estasi, per te un momento di inconsapevolezza. Il luogo dove si trasforma di più è proprio nella lingua, coi suoi labirinti etimologici perché le parole contengono immagini originarie, miniere di storie e di misteri, che nei sotterranei della nostra mente agiscono e danno forma ai pensieri e alle emozioni di ogni giorno. Marco Balzano varca la soglia della felicità con le chiavi della lingua, o meglio di quattro. Sono quelle in cui la civiltà occidentale affonda le sue radici: il greco e il latino della tradizione classica, l'ebraico di quella giudaico-cristiana e infine l'inglese, lingua universale del nostro tempo. In ognuno di questi idiomi la parola felicità dischiude immagini e significati molto differenti che illuminano con luci diverse valori etici e morali, questioni politiche, atteggiamenti psicologici e, più genericamente, maniere di guardare alla vita e alla morte, al futuro e alla memoria, agli altri e a noi stessi. L'etimologia restituisce alle parole la loro complessità e, così facendo, ci mette in condizione di prenderci cura della lingua: per praticarla liberamente, evitarle il deterioramento a cui la sottopongono, ad esempio, i social, la pubblicità o la propaganda, e proiettarla nel tempo. Capire da dove vengono e come sono arrivate a noi le parole ci mostra quanto influiscano sulla nostra vita e come ci plasmino. Al punto da poterci indicare nuovi modi di essere felici.

Il ragazzo che addestrava i draghi
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Shepherd, Andy - Ogilvie, Sara

Il ragazzo che addestrava i draghi

Edizioni Gribaudo, 04/10/2022

Abstract: Benvenuti a tutti voi, cacciatori di draghi disperati! Immagino che abbiate scelto questo libro per due ragioni: 1. Avete sentito che alleviamo draghi e volete far parte di questa avventura infuocata. 2. Avete già il vostro albero di frutti del drago che vi ha sfornato un bel draghetto, ma non avete idea di come gestirlo. Scommetto che sembra tutto così magico, vero? Allevare un drago… E lo è, non fraintendetemi. Ma quando si attiva lo sbuffo sputafuoco, è come portarsi a spasso un vulcano capriccioso… Perciò procuratevi dei guanti da forno, siate pronti a nascondere i buchi nei pantaloni, e leggete attentamente. Perché sto per raccontarvi cosa significa sul serio vivere con i draghi. Età di lettura: da 8 anni.

Il ragazzo che coltivava i draghi
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Shepherd, Andy - Ogilvie, Sara

Il ragazzo che coltivava i draghi

Edizioni Gribaudo, 04/10/2022

Abstract: Immagina se potessi far crescere draghi… nel tuo giardino! Noi coltiviamo draghi. E vi assicuro che causano molti più guai dei cetrioli. Ecco le cose che i cetrioli non fanno: La cacca nella colazione di papà. Cavalcare il tuo gatto come un toro da rodeo. Dare fuoco allo spazzolino mentre ce l'hai in bocca. Ma i cetrioli non hanno nemmeno scaglie splendenti che brillano controluce, né occhi luminosi che ti guardano dritto in fondo al cuore. Né si accoccolano sulle tue spalle facendoti il solletico all'orecchio con il loro alito tiepido. Insomma, chi non vorrebbe crescere un drago tutto per sé? Età di lettura: da 8 anni.

Il male che gli uomini fanno
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Dazieri, Sandrone

Il male che gli uomini fanno

HarperCollins Italia, 11/10/2023

Abstract: Dopo Uccidi il padre e le Indagini del Gorilla, Sandrone Dazieri torna con un thriller dal respiro interazionale.Trent'anni fa Itala Caruso, poliziotta soprannominata la Regina e a capo di un giro di corruzione, viene incaricata di trovare le prove per mandare in carcere l'uomo accusato di essere il Persico, l'assassino che ha rapito e strangolato tre ragazze adolescenti. Itala non può rifiutare, ma sa che sta facendo la scelta sbagliata.Oggi, un uomo dai lunghi capelli bianchi rapisce sul cancello di casa la sedicenne Amala Cavalcante e la imprigiona nel sotterraneo di un vecchio edificio. Amala capisce che non uscirà viva da lì, a meno che non trovi il modo di fuggire.Francesca Cavalcante è la zia di Amala ed è un avvocato. Trent'anni prima ha difeso senza successo l'uomo accusato di essere il Persico. Lei sa che il suo cliente era innocente, e che il vero assassino è ancora in giro. E che forse è stato lui a rapire sua nipote.Gershom Peretz, detto Gerry, dichiara di essere un turista israeliano, ma è arrivato subito dopo il rapimento di Amala e sembra disposto a tutto pur di ritrovarla. Anche a uccidere.A otto anni di distanza da Uccidi il Padre, Dazieri torna con un thriller straordinario. Il ritmo che lascia il lettore senza fiato, il perfetto meccanismo narrativo, la capacità di entrare nella mente degli esseri umani, che siano vittime o mostri, e di creare personaggi indimenticabili come Gerry o Itala, fa capire perché i libri di Dazieri sono tradotti in più di trenta paesi e lui è l'autore italiano di thriller più letto e amato nel mondo.Hanno scritto di lui e dei suoi libri in Italia e nel mondo"Assolutamente elettrizzante." Jeffery Deaver "Folgorante." Publishers Weekly "Dazieri costruisce un thriller impeccabile dal ritmo serrato e composto da un intreccio superbo." Andrea Frateff-Gianni, Il Foglio"Un grande thriller al termine del quale vi sembrerà di avere trascorso una stagione all'inferno."  Antonio D'Orrico, 7 Corriere della Sera 

Paolo e Francesca. Romanzo di un amore
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Strukul, Matteo

Paolo e Francesca. Romanzo di un amore

Nord-Sud Edizioni, 18/10/2022

Abstract: Due giovani alla scoperta dell'amore. Un destino travolto dalla storia. Una passione divenuta leggenda. Fra le torri e i castelli dell'Italia medievale si consuma una delle più grandi storie d'amore di tutti i tempi, quella fra Paolo Malatesta e Francesca da Rimini. Francesca ama i libri e le avventure di maghi e cavalieri, sogna un Lancillotto che le faccia battere il cuore. Nel suo destino, però, c'è un matrimonio combinato con il rozzo Giovanni Malatesta, guerriero spietato e conquistatore sanguinario. La sua sorte sembra già scritta, almeno fino a che Francesca non incontra Paolo, il fratello di Giovanni venuto a sposarla per procura. Nell'attimo in cui si scambiano il primo sguardo, i due cognati sono già perduti, condannati a bruciare di un sentimento impossibile da vivere a pieno eppure troppo doloroso da reprimere. La loro passione, resa immortale da Dante Alighieri nel canto V dell'Inferno, rivive fra le pagine di questo romanzo insieme allo splendore dell'Italia del tempo, con le sue corti e i tornei, gli intrighi e gli inseguimenti. Paolo e Francesca è il grande affresco di un amore tormentato in cui mito e storia si intrecciano; una ricostruzione avvincente e al tempo stesso rigorosa di un'epoca che non smette mai di affascinarci.

Cara Elsa. Storia di un'amicizia
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Fofi, Goffredo

Cara Elsa. Storia di un'amicizia

Liguori Editore, 25/09/2022

Abstract: Storia dell'amicizia tra la scrittrice Elsa Morante e il critico Goffredo Fofi, testimoniata dalle numerose lettere che si scambiarono tra il 1968 e il 1985. Lettere che raccontano non solo l'intensa e inquieta amicizia tra Elsa e Goffredo ma anche il clima culturale di quegli anni. Sullo sfondo l'isola di Arturo, cui entrambi sono molto legati. "Arturo e Procida, sono diventati allora un binomio quasi inconfondibile, e Procida è diventata forse in eterno "l'isola di Arturo". Elsa Morante chiese all'amico più vicino di tutti, Carlo Cecchi, di essere cremata, dopo la morte, e che le ceneri venissero disperse in mare, nel mare di Procida" (dall'introduzione di G. Fofi).