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Guanda, 15/11/2012
Abstract: "L'irlandese Catherine Dunne, autrice del fortunato La metà di niente, sa, come nessun altro, raccontare la vita intima, casalinga, quotidiana di una donna e di una famiglia."Isabella Bossi Fedrigotti"Nei racconti della Dunne, collegati dal filo della sofferenza femminile, c'è un realismo minuto, quotidiano. Nelle trame c'è tutta una razza di donne dure, coriacee, abituate al dolore, alla lotta, ai sentimenti radicali."Mirella Serri"Una grande maestra nell'analisi dei sentimenti. Senza sentimentalismi." Giulia Borgese"I suoi personaggi sono le nostre amiche, le nostre sorelle, le nostre madri ricalcate in un'esperienza di reciprocità quotidiana che sorprende per intelligenza e sensibilità, oltre che per il raffinato lavoro artigianale con la scrittura."Il GiornaleCome sempre accade in simili casi, proprio quando meno se lo aspetta Elizabeth riceve una telefonata da James, il fratello: la mamma è in fin vita. Che fare? Buttare la prima cosa che capita in valigia e precipitarsi a Dublino al suo capezzale? Non è una decisione facile. Beth ha lasciato la famiglia e l'Irlanda da ragazza per vivere una vita più autonoma, e la madre, che non può parlare, le scrive lettere nel tentativo di riallacciare un rapporto interrotto anni prima e da sempre molto burrascoso, a partire dal nome, su cui le due donne non sono mai riuscite a mettersi d'accordo: Elizabeth per l'una, Beth per l'altra. Elizabeth legge i messaggi della madre a poco a poco, superando gli antichi dissidi, riscoprendo un intenso legame affettivo nei confronti della donna e ritrovando al tempo stesso un commosso dialogo con il fratello. Alla fine decide di partire e, quando la madre morirà, fratello e sorella decideranno di conservare la vecchia casa di famiglia come simbolo di una memoria ancora viva e di sentimenti profondamente radicati."Catherine Dunne ha il dono geniale di trasformare vite normali in un racconto irresistibile." The Irish Post"La Dunne scrive di persone comuni, ma nei suoi romanzi la loro vita è straordinaria." Sunday Tribune"Nessuno sa parlare delle donne come lei. Nessuno sa parlare alle donne come lei." Elle"La Dunne è una narratrice talmente dotata da essere in grado di ricreare in modo credibile un mondo che avvince il lettore." Evening Herald
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Guanda, 15/11/2012
Abstract: "Roddy Doyle è un genio."J.K. Rowling"Roddy Doyle ha ridefinito da solo, almeno su questa sponda dell'Atlantico, cosa debba intendersi per narrativa letteraria."Nick Hornby"Roddy Doyle è un indagatore delle profondità più nascoste del cuore: dell'amore, della sofferenza e della sconfitta."Joseph O'ConnorC'è una famiglia come tante in Irlanda, una famiglia con due bambini che si chiamano Albert e Sam. Due bambini che, a differenza del padre, possiedono il prezioso libretto rosso. E una madre costretta dalle circostanze a spiegargli cos'è il passaporto grazie al quale non potranno mai essere espulsi dall'Irlanda."Roddy Doyle lascia ogni volta i suoi lettori senza fiato."The Sunday Times"Uno dei maggiori scrittori irlandesi viventi."la Repubblica"Roddy Doyle è una specie di eroe nazionale. È colui che ha fatto conoscere al mondo la realtà dell'Irlanda d'oggi."Irish Independent
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Uno spettro si aggira per la Spagna
Guanda, 15/11/2012
Abstract: "Un grande narratore capace di cogliere i dettagli più profondi nel magistrale artigianato del raccontare."La Stampa"Sepúlveda ha il senso della narrazione concisa ed efficace, il gusto delle immagini finemente cesellate, un grande dono dell'evocazione che gli permette di rendere semplici, stilizzandoli, gli esseri e gli avvenimenti più complicati."Le MondeLa letteratura può aiutarci a comprendere la crisi economica che ha investito con la sua furia devastatrice anche la Spagna, trascinando alla deriva due governi, quello del Partido Popular e quello socialista di Zapatero? In un paese dominato da una classe politica che si è caratterizzata per una spiccata propensione alla pigrizia intellettuale e per l'atteggiamento picaresco, manca secondo Luis Sepúlveda "una narrazione della società" che consenta di capire che cosa sta succedendo, e perché. Come cittadino e come scrittore, Sepúlveda sente il bisogno di comprendere e raccontare questo presente da incubo, partendo da una mattina d'inverno del 1988, e da un gatto che doveva, sempre e comunque, acchiappare i topi.
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Guanda, 15/11/2012
Abstract: Le storie vere sono sempre le migliori, si sa. Come quella raccontata in una taverna sui colli toscani, davanti a un pasto innaffiato di buon vino, da un vecchio avventore. È la storia di un mistero legato alla sua gioventù, un mistero di cui nessuno in paese voleva parlare. Eppure, nel bosco delle streghe, un vagabondo ossessionato da un ritratto di donna terrorizzava i ragazzini. Finché il vagabondo morì. E poi, risorse, e tornò a vivere da signore in una sontuosa dimora. E poi morì. E risorse...
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Guanda, 15/11/2012
Abstract: Rancore e risentimento sembrano aver avvelenato le ultime stagioni politiche del nostro paese, dalla Lega che ha costruito la propria fortuna politica su questo sentimento negativo sino ad arrivare ai conflitti e agli scontri che attraversano i vari schieramenti e partiti, nessuno escluso. Ma il rancore non riguarda solo la sfera pubblica, è anche un tarlo che attanaglia la vita di molte persone. Ricostruendone la genealogia, attraverso riferimenti a filosofi, scrittori, psicologi, Marco Belpoliti ci racconta da dove ha origine e da cosa nasce il risentimento, come si sviluppa e s'intreccia con l'invidia e la gelosia, e perché è diventato il "mood dominante della nostra epoca".
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Guanda, 15/11/2012
Abstract: "Un romanzo sulla fragilità e la forza dei sentimenti: un'indagine sulla capacità di reagire ai colpi della vita. "la Repubblica"Catherine Dunne ha un gran talento nel trasformare vite ordinarie in avvincente narrativa. "Irish Post"La sensibile scrittrice irlandese esplora le profonde verità del matrimonio moderno."Daily Telegraph"Catherine Dunne scrive di persone comuni, ma le loro vite, nei suoi romanzi, sono straordinarie."Sunday Tribune"L'irlandese Catherine Dunne, autrice del fortunato La metà di niente, sa, come nessun altro, raccontare la vita intima, casalinga, quotidiana di una donna e di una famiglia."Isabella Bossi Fedrigotti"Nei racconti della Dunne, collegati dal filo della sofferenza femminile, c'è un realismo minuto, quotidiano. Nelle trame c'è tutta una razza di donne dure, coriacee, abituate al dolore, alla lotta, ai sentimenti radicali."Mirella Serri"Una grande maestra nell'analisi dei sentimenti. Senza sentimentalismi." Giulia Borgese"I suoi personaggi sono le nostre amiche, le nostre sorelle, le nostre madri ricalcate in un'esperienza di reciprocità quotidiana che sorprende per intelligenza e sensibilità, oltre che per il raffinato lavoro artigianale con la scrittura."Il GiornaleIl passato di Rose, indimenticabile protagonista di La metà di niente, bussa alla porta di casa in una sera d'aprile. Suo marito Ben, otto anni dopo aver detto addio a lei e ai loro tre figli, si rifa vivo con una serie di pretese. Ma Rose, che ha lottato duramente per risollevarsi dall'abbandono e da una difficile situazione economica, è diventata un'imprenditrice di successo grazie alla sua agenzia di catering e una preziosa guida per i figli in un'età critica. Ha saputo ritrovare se stessa con un'eccezionale determinazione superando il dolore, la paura di non riuscire e le mille difficoltà di una madre rimasta sola. Finché la ricomparsa del marito le fa riscoprire una fragilità di donna che credeva di aver superato e la costringe ad assumersi all'improvviso il difficile e per lei inconsueto ruolo di mediatrice fra padre e figli. L'amore o quasi è un intenso romanzo al femminile, la storia di una donna che si è ricostruita un equilibrio e che, vedendolo improvvisamente rimesso in discussione, giorno dopo giorno trova le risorse per farcela, con tenacia, con il conforto degli affetti autentici e con un tocco di autoironia; per scoprirsi, sulla soglia dei cinquant'anni, ancora capace di vivere le emozioni di una ragazzina."Catherine Dunne ha il dono geniale di trasformare vite normali in un racconto irresistibile." The Irish Post"La Dunne scrive di persone comuni, ma nei suoi romanzi la loro vita è straordinaria." Sunday Tribune"Nessuno sa parlare delle donne come lei. Nessuno sa parlare alle donne come lei." Elle"La Dunne è una narratrice talmente dotata da essere in grado di ricreare in modo credibile un mondo che avvince il lettore." Evening Herald
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Guanda, 15/11/2012
Abstract: "Un libro illuminante e importante." Roddy Doyle su Un mondo ignorato"L'irlandese Catherine Dunne, autrice del fortunato La metà di niente, sa, come nessun altro, raccontare la vita intima, casalinga, quotidiana di una donna e di una famiglia."Isabella Bossi Fedrigotti"Nei racconti della Dunne, collegati dal filo della sofferenza femminile, c'è un realismo minuto, quotidiano. Nelle trame c'è tutta una razza di donne dure, coriacee, abituate al dolore, alla lotta, ai sentimenti radicali."Mirella Serri"Una grande maestra nell'analisi dei sentimenti. Senza sentimentalismi." Giulia BorgeseNegli anni Cinquanta, mezzo milione di irlandesi lasciarono il proprio paese per costruirsi una vita in Gran Bretagna, costretti dalla miseria e dalla mancanza di lavoro in patria, perché "non c'era altro da fare che imbarcarsi". Le navi erano quelle del trasporto bestiame, il viaggio lungo e avventuroso, la destinazione spesso ignota. Arrivavano con poche sterline in tasca, giovani senza un mestiere che magari non si erano mai allontanati prima dalla campagna e dovevano trovare subito un lavoro. Molti di loro si dirigevano alla stazione con un'etichetta applicata al cappotto, come fossero pacchi postali, sulla quale era scritto il nome del cantiere che li avrebbe ingaggiati. Le donne, più numerose degli uomini e in maggioranza single – un'anomalia nella storia dell'emigrazione europea – per lo più andavano a servizio nelle famiglie, oppure lavoravano come cameriere o infermiere. Bisognava crescere in fretta. Catherine Dunne presenta dieci testimonianze di uomini e donne "doppiamente invisibili", esuli ignorati dal proprio paese e dalla comunità di adozione. Un mosaico di storie che ci raccontano un passato non poi così lontano nel tempo dal benessere dell'Irlanda di oggi."I suoi personaggi sono le nostre amiche, le nostre sorelle, le nostre madri ricalcate in un'esperienza di reciprocità quotidiana che sorprende per intelligenza e sensibilità, oltre che per il raffinato lavoro artigianale con la scrittura."Il Giornale"Catherine Dunne ha il dono geniale di trasformare vite normali in un racconto irresistibile." The Irish Post"La Dunne scrive di persone comuni, ma nei suoi romanzi la loro vita è straordinaria." Sunday Tribune"Nessuno sa parlare delle donne come lei. Nessuno sa parlare alle donne come lei." Elle"La Dunne è una narratrice talmente dotata da essere in grado di ricreare in modo credibile un mondo che avvince il lettore." Evening Herald
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Guanda, 15/11/2012
Abstract: "L'irlandese Catherine Dunne, autrice del fortunato La metà di niente, sa, come nessun altro, raccontare la vita intima, casalinga, quotidiana di una donna e di una famiglia."Isabella Bossi Fedrigotti"Nei racconti della Dunne, collegati dal filo della sofferenza femminile, c'è un realismo minuto, quotidiano. Nelle trame c'è tutta una razza di donne dure, coriacee, abituate al dolore, alla lotta, ai sentimenti radicali."Mirella Serri"Una grande maestra nell'analisi dei sentimenti. Senza sentimentalismi." Giulia Borgese"I suoi personaggi sono le nostre amiche, le nostre sorelle, le nostre madri ricalcate in un'esperienza di reciprocità quotidiana che sorprende per intelligenza e sensibilità, oltre che per il raffinato lavoro artigianale con la scrittura."Il GiornaleFin dai suoi esordi letterari Catherine Dunne si è distinta per la sensibilità nell'indagare il mondo interiore dei suoi personaggi e l'originalità dello sguardo sulla condizione femminile. Con Una vita diversa, l'autrice sceglie di rivolgere questo sguardo verso il passato: lo scenario è l'Irlanda di fine Ottocento, percorsa dalle violente tensioni che annunciano la lotta per l'indipendenza dal Regno Unito. E Belfast, punto nevralgico dell'isola allora come oggi è, insieme a Dublino, il luogo in cui la tensione politica è più forte. Ma in quello scorcio di secolo, sullo sfondo delle vicende nazionali, si desta anche nelle donne la consapevolezza di nuove possibilità, l'insoddisfazione per destini che si consumano interamente entro l'ambito famigliare. Sarà questa inquietudine a segnare i destini delle cinque ragazze protagoniste del romanzo: da un lato Hannah, May e Eleanor, tre sorelle di una famiglia agiata, soggetta a un improvviso rovescio di fortuna ma impegnata a mantenere il decoro nel rispetto delle convenzioni borghesi; dall'altro Mary e Cecilia, avviate fin da bambine al duro lavoro delle filande nella Belfast operaia e costrette a badare a se stesse. Attraverso una sapiente esplorazione dei loro punti di vista di bambine, adolescenti e donne, l'autrice segue le sue eroine lungo trent'anni cruciali della loro vita e della storia irlandese. In comune hanno tutte l'intima aspirazione a un'esistenza più ricca e piena, l'insopprimibile desiderio di una vita diversa."Catherine Dunne ha il dono geniale di trasformare vite normali in un racconto irresistibile." The Irish Post"La Dunne scrive di persone comuni, ma nei suoi romanzi la loro vita è straordinaria." Sunday Tribune"Nessuno sa parlare delle donne come lei. Nessuno sa parlare alle donne come lei." Elle"La Dunne è una narratrice talmente dotata da essere in grado di ricreare in modo credibile un mondo che avvince il lettore." Evening Herald
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Guanda, 15/11/2012
Abstract: Nell'aprile del 2009 un uomo politico di settantadue anni, l'uomo più ricco del Paese, nonché Presidente del consiglio in carica, si presenta in un ristorante della periferia di Napoli per partecipare ai festeggiamenti dei diciotto anni di una ragazza. La notizia, corredata di foto, sarà riportata su tutti i giornali. Dovrebbe essere "scandalo", e invece nessuno, o quasi, parla di vergogna. Perché? Che si tratti di un sentimento in via di scomparsa? Ma cos'è esattamente la vergogna, che tipo d'affetto costituisce? Perché differisce dalla colpa e dal pudore? Il libro di Marco Belpoliti parte da questo fatto di cronaca per poi allargarsi e diventare subito un'indagine a tutto campo sulla vergogna stessa nell'attuale società, segnata dalla cultura del narcisismo e dal dominio delle immagini. Scritto come un racconto, questo saggio ci conduce nel carcere iracheno di Abu Ghraib, a Tokyo, nelle camerette degli hikikomori, a Città del Capo in compagnia di J.M. Coetzee, a New York con Andy Warhol, e nella Londra multietnica di Salman Rushdie; ritorna a Nagasaki, ritratta da un fotografo giapponese subito dopo l'esplosione atomica e visitata da Günther Anders, e poi va nella Las Vegas del porno di David Foster Wallace. Due scrittori attraversano le pagine con le loro riflessioni: Primo Levi e Franz Kafka. Senza vergogna è insieme un viaggio nel tempo e una lettera antropologica del contemporaneo, inclusa la più sguaiata attualità, per cercare di spiegare il destino e la funzione di un sentimento che, mentre ci prostra, ci fa essere profondamente umani.
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Vallardi, 15/11/2012
Abstract: "Nel calcio non ci sono superuomini, ci sono solo uomini che vincono più spesso di altri." José Mourinho. José Mourinho è unanimemente considerato il più grande allenatore di calcio vivente. Oltre a prestigiosi riconoscimenti individuali a livello internazionale (miglior allenatore del mondo, Pallone d'oro degli allenatori, Panchina d'oro), ha vinto innumerevoli trofei nazionali e internazionali in un breve arco di tempo e con squadre di diversi paesi (Portogallo, Inghilterra, Italia e Spagna). Scritto da due esperti di leadership e gestione d'impresa, Coaching Mourinho ripercorre la carriera dello "Special One" dai suoi esordi come interprete nello Sporting Lisbona ai trionfi che gli hanno dato fama mondiale: un ritratto del mitico portoghese che è anche un'indagine sui segreti del suo successo. Aggiornato agli ultimi eventi della stagione 2011-2012, il libro non è indirizzato solo agli amanti del calcio curiosi di conoscere la filosofia del grande allenatore e il modo in cui prepara le partite; sa anche rivolgersi a chiunque voglia capire meglio come si dirige con successo un gruppo di persone o un'impresa.
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Salani Editore, 15/11/2012
Abstract: "Tolleranza, ragione e umanità permeano ogni pagina."The Guardian"Una delizia per tutte le età. Le pagine brillano della saggezza e dell'umorismo del suo coltissimo autore, leggendole ci si sente guidati da Gombrich in un viaggio nel tempo."The Observer"Un libro memorabile, scritto in uno stile affabile e colloquiale, capace di spiegare senza sforzo né condiscendenza argomenti complessi."New York Times"Splendido, irresistibile: una bellissima sorpresa. "Philip Pullman"Un manifesto di libertà e integrità… Una lettura incredibile. Molte generazioni di futuri storici gli attribuiranno la loro eterna passione per la storia e per la verità."The TimesUn classico della divulgazione, un libro che coniuga completezza e semplicità, nel quale lo storico dell'arte Ernst Gombrich è stato in grado di riassumere la favola vera del progresso dell'umanità in poco più di trecento pagine: un'impresa che richiede coraggio e una non trascurabile conoscenza della materia. L'abilità di Gombrich è rivolgersi al lettore, più o meno giovane, dandogli del tu e mettendosi nei panni del "fratello maggiore". Con un linguaggio semplice e avvincente, l'autore descrive tutti i grandi passaggi epocali e presenta ai lettori i personaggi più rappresentativi di ogni epoca, regalando loro storie che si leggono tutte d'un fiato e insegnando la storia dell'umanità come se fosse un grande romanzo.
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Straniero. L'invasore, l'esule, l'altro
EncycloMedia Publishers, 15/11/2012
Abstract: Straniero è una parola molto presente nella vita civile. Eppure, per piacere o per forza, le persone si sono sempre spostate da un campo all'altro del pianeta, incontrandosi e mescolandosi, e isolare contorni puri - nazionali, geografici, etnici - si è rivelata sempre una sospetta quanto vana attività. Vale la pena dunque interrogarsi sulla storia di una aggettivo così ambizioso.
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Fazi Editore, 26/07/2012
Abstract: Un piccolo libro di culto; una tenera e divertentissima storia di formazione."Tempo fa mi è capitato tra le mani questo libro. Con cosa avessi a che fare l'ho capito dopo un po', man mano che ogni pagina mi strappava il sorriso, e alla fine, quando mi sono scoperto commosso nonostante i dialoghi irresistibili e le risate. Il protagonista della storia è un buffo ragazzo, tenero e insopportabile insieme. Uno convinto di picchiare duro, ma che finisce steso in due secondi nel cortile della scuola; che straparla e non piange mai, nascondendo sogni e fragilità dietro un'irriducibile arroganza, pur continuando a buscarle ogni giorno dalla vita e perfino da Chiara, la ragazza bella e inaccessibile di cui s'innamora. Uno così o lo ami o lo odi, e io l'ho amato, questo sedicenne protagonista di un romanzo in cui ho ritrovato tutta la gloriosa tradizione dei perdenti di talento, dal giovane Holden ai personaggi di John Fante, col loro immancabile campionario di lividi: ecco dunque che c'è un padre – "il Capo" – quasi alcolista; e c'è la "foca monaca", ubbidiente e grigiastra sorella timorata di Dio. Quanto alla madre, è scappata col tizio della stazione di servizio. La periferia torinese di fine anni Ottanta e il Muro di Berlino che crolla, insieme a un gioco di rimandi pop e cinematografici e a una scrittura esilarante quanto aggressiva nel suo realismo, fanno da sfondo a questo splendido esordio: la prova che la narrativa italiana si muove, in direzioni nuove, inaspettate e potenti".Giuseppe Genna
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Feltrinelli Editore, 19/11/2014
Abstract: "Un libro che può cambiare il modo in cui le persone pensano all'adolescenza.""The Guardian"I giovani non sono sempre esistiti. Al contrario: sono stati inventati.In America e in Europa, a cavallo tra Ottocento e Novecento, un nuovo attore sociale e un nuovo stile di vita si sono fatti strada in modo prepotente fino a rivoluzionare il costume e la società.Jon Savage racconta questa rivoluzione in un libro di storia avvincente come un romanzo. Che parte dai sogni di ribellione della generazione romantica e attraversa due secoli di fermenti e tormenti, entusiasmi e angosce: Peter Pan e il mito dell'eterna giovinezza, la fondazione dei boy scout, lo choc della Prima guerra mondiale, lo sviluppo di una psicologia dell'adolescenza, la militarizzazione della gioventù nella Germania hitleriana e nell'Italia fascista, la diffusione di nuovi stili musicali dal ragtime allo swing al rock'n'roll, la nascita della pubblicità e di un mercato pronto a sfruttare economicamente i nuovi gusti e la nuova cultura di massa. Fino alla consacrazione definitiva, quando nel giugno 1945 – poche settimane prima dello scoppio della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki – il "New York Times" annuncia trionfante che "i teenager sono un'invenzione americana". Da quel momento in poi il mondo non sarà più lo stesso. Il futuro sarà dei teenager.
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Feltrinelli Editore, 19/11/2012
Abstract: Agata sudava e le bruciavano gli occhi, come se vi fossero entrati i granelli di sabbia di un vento di scirocco che scendeva dalle lanterne sul soffitto e l'avvolgeva immobilizzandola. In quel momento e per la prima volta Agata percepì, come se fosse corporea, l'altera solitudine della clausura. Messina, 15 agosto 1839. In casa del maresciallo don Peppino Padellani di Opiri fervono i preparativi per la festa dell'Assunzione della Vergine. Agata – tredicenne figlia del maresciallo – è innamorata del ricco Giacomo Lepre, ma, benché ricambiata, è costretta a rinunciare al suo amore: la nobiltà della famiglia non basta a compensare il dissesto economico. Alla morte del maresciallo, la madre la porta con sé a Napoli e la forza a entrare in convento. Nel monastero benedettino di San Giorgio Stilita si intrecciano amori, odi, rancori, gelosie, passioni illecite e vendette. Eppure Agata, dopo lo scoramento iniziale, si appassiona allo studio e alla coltivazione delle erbe medicinali, impara a fare il pane e i dolci, e, confortata dalla rigida scansione della giornata monastica, legge i libri che il giovane capitano James Garson (incontrato sul piroscafo che l'ha condotta a Napoli) le manda con regolarità. Agata ha accettato la vita del chiostro, ma il desiderio di vivere nel mondo non l'ha abbandonata ed è incuriosita dalle sorti dei movimenti che aspirano all'Unità d'Italia. La contraddizione si fa sempre più netta, anche se i sentimenti verso Giacomo cominciano a sbiadire e cresce l'attrazione nei confronti di James, presenza costante – benché sottotraccia – nella sua vita. Quanto più si inasprisce il conflitto interiore, tanto più il futuro si colma di orizzonte e di speranza. Sorella mediterranea delle eroine di Jane Austen, che infatti legge appassionatamente, l'Agata di Simonetta Agnello Hornby porta in sé una forza spirituale nuova, modernissima. Una forza, una determinazione – di giovane donna fedele a se stessa e ai propri sentimenti – da leggere a partire dal nostro tempo per arrivare al suo.
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Feltrinelli Editore, 19/11/2012
Abstract: "'Vorrei passar con te la notte buia' diceva il suo sussurro mentre fuori urlava Tramontana nelle gole""Questa non è una semplice ristampa. La storia che leggete è tutta nuova. Per cento e cento notti l'ho rivista, vivendo una magnifica follia che mi ha portato a scavare più dentro gli abissi senza fondo della lingua. Tanto ho levato, moltissimo ho aggiunto, e pochi, vi assicuro, sono i versi che son rimasti intatti, in conclusione, rispetto all'edizione originale. Ed è il destino dei racconti orali, da leggere, si intende, ad alta voce: mutare con il tempo, conservando solamente la trama degli inizi. Il libro che qui avete tra le mani, come il fiume che passa sotto i ponti, è 'condannato' a mutare, restando fedele al suo percorso originale."
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Feltrinelli Editore, 24/10/2012
Abstract: "La forza di un'attrazione che non conosce età, un legame forte e assoluto"Primi anni sessanta a Makarska, piccola cittadina di mare in Croazia. Luka, cinque anni, vede arrivare la nuova compagna di scuola. I capelli neri, lunghi e ondulati. Una borsa a righe bianche e blu. Il sorriso aperto. Non riesce a staccarle gli occhi di dosso. Intanto Dora varca speranzosa la soglia della classe e si guarda attorno. Un bimbo grande la osserva: è il suo principe, ne è sicura. Da quel momento Dora e Luka diventano inseparabili. Non esistono altri bambini, amici, passatempi. Solo una distesa infinita di giorni trascorsi insieme sul loro scoglio a osservare le nuvole, a parlare e sognare. Finché, un settembre, la famiglia di Dora si trasferisce in Francia e l'idillio si spezza. Sedici anni dopo, il destino regala a Dora e Luka un'altra chance: inaspettatamente si incontrano a Parigi. Sono cresciuti, ma nulla è cambiato e il loro amore ora diventa adulto, carnale, assoluto. Eppure qualcosa spinge Luka a fuggire…Dalla Croazia alla Francia, dal porto di Makarska ai teatri di Parigi, con una scrittura ipnotica e potente Nataša Dragnic´ racconta la storia d'amore fuori dal tempo di due anime indissolubilmente legate. Una passione fatta di baci che sanno di acqua salata. Di respiri, luci, colori. Di addii e ricongiungimenti. Una storia unica eppure universale, semplice e travolgente come le parole con cui è narrata.
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Feltrinelli Editore, 19/11/2012
Abstract: Un libro indispensabile per capire cosa succede nella mente e nel cuore di un uomo quando sta per diventare padre. Perché i figli si fanno e si aspettano in due. Restituendo il vissuto, anche emotivo, del diventare padri, il libro illumina dall'interno le dinamiche individuali e di coppia che si attivano con la gravidanza e la genitorialità, fa riflettere su ciò che questa straordinaria esperienza comporta, suggerisce modi di interazione positiva, esplorando l'arco di tempo che va dal concepimento al primo anno di vita del figlio. Il racconto in prima persona si alterna a schede informative e di approfondimento su temi specifici della gravidanza e del puerperio, solide fondamenta scientifiche di un autentico viaggio di scoperta. Dedicato alle future madri che vorrebbero avere le idee più chiare su cosa passa per la testa dei futuri padri, e ai futuri padri che desiderano una chiave di lettura al maschile dell'attesa e della nascita di un figlio.
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Fazi Editore, 19/11/2012
Abstract: Cos'hanno da confabulare fitti fitti sette ragazzini di dodici anni, in un angolo della piazzetta del paese? Semplice, stanno organizzando la rapina del secolo che cambierà per sempre le loro vite. "Di rapinatori della nostra età non s'è mai sentito", osserva Ranacci, il bastian contrario del gruppo. "È la sorpresa che sta dalla nostra, mica altro!", ribatte Billo, il capo. Per il resto, basta mettere il sonnifero nel caffè della guardia ed è fatta. In una primavera di fine anni Ottanta che sa già di estate, il brancaleonesco progetto "criminale" del gruppo è però solo un assaggio, il primo lampo della tempesta annunciata da un sussurro che corre sulla bocca di tutti, da una voce che si diffonde, da un pensiero che trova sbocco in una frase di paura: "È tornato il Messicano!". Nessuno sa perché fosse sparito nel nulla, anni prima, quando era il re della città e ogni traffico più o meno illecito passava per le sue mani. La fantasia dei sette ragazzini e dell'intero paese si accende e trema alla ricomparsa di questa figura leggendaria, l'Uomo Nero della cui esistenza i più giovani già iniziavano a dubitare, quasi fosse nient'altro che un sogno collettivo, un'evanescente presenza partorita dal folclore locale. Sul filo dei desideri e delle paure inconsce dell'infanzia, Christian Frascella torna con un romanzo che diverte e commuove, trasformando in favola la piccola quotidianità e in mitologia le storie da bar di una provincia immaginaria, ancora per poco ingenua, mentre alle porte già bussa un'adolescenza nuova e misteriosa alla quale tutti, i bambini e il paese intero, dovranno cedere qualcosa.
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La vita e le avventure di Robinson Crusoe
Adelphi, 22/02/2012
Abstract: Vi sono alcuni libri, nei secoli, che escono dalla letteratura per diventare mitologia: il personaggio, il disegno della vicenda, assurgono in questi casi a un valore universale, e le generazioni che si succedono nel tempo vi riconoscono, volta a volta, i significati che il loro angolo visuale riesce meglio a cogliere e ad assimilare. Così è di Robinson e della sua isola, come delle peripezie di Ulisse, o di Don Chisciotte o di Gulliver. Sono libri che pensiamo di conoscere perché fanno parte di una tradizione in cui viviamo sin dalla prima infanzia, ma che in realtà non si conoscono mai poiché la loro vitalità è inesauribile. Leggiamo il "Robinson Crusoe" quando siamo bambini, in riduzioni più o meno felici, che ne conservano soltanto la nuda trama avventurosa; eppure questo basta a imprimere in noi, con un segno indelebile, l'immagine di quel naufragio, di quell'isola deserta, di quelle traversie. Riletto più avanti negli anni, nel suo testo integrale, ci apparirà come un libro nuovo: per esempio, come una parabola dell'uomo moderno, appetitivo, deciso a dominare il mondo fuori di lui, e che trova la propria salvezza nella creazione degli oggetti, che "ridà dignità e bellezza alle azioni comuni, alle cose comuni". I dati fondamentali della vicenda ci sono ormai noti e la nostra attenzione sarà libera di concentrarsi sui dettagli, su quei fatti minuti di cui si serve l'arte di Defoe (e si può anche dire che egli è stato il primo grande "reporter" moderno) per rendere plausibile un racconto così "straordinario". "Ribadendo che in primo piano non c'è altro che una ciotola di terracotta," come dice Virginia Woolf "egli ci persuade a vedere isole remote, e le solitudini dell'anima umana".