Trovati 429 documenti.
Trovati 429 documenti.
Il sistema industriale della Lombardia / di Silvia Biffignandi
Bologna : Il mulino, copyr. 1987
Fabbriche, operai, ingegneri : studi di storia del lavoro in Italia tra '800 e '900 / Roberto Romano
1. ed
Milano : Angeli, 2000
2Studi e ricerche storiche Storia ; 258
Storie di mobili, designer e aziende / Tiziano Casartelli
[Cantù ; Cucciago] : Canturium, 2022
Milano : ETAS Kompass, 1973
La ricerca sociologica ; 6
Le "industrie" bresciane nel Settecento / Luca Mocarelli
Milano : CUESP, 1995
Milano : presso la Società degli editori degli Annali universali delle scienze e dell'industria, 1844
Esperienze di design in Cantù / a cura di Giuseppe Furlanis, Aurelio Porro, Alfio Terraneo
[S.l. : s.n.], 1986 (Grandate : Centrostampa Banco lariano)
La psicologia sociale dell'industria / J. A. C. Brown ; traduzione di Liliana Bonini
Milano : Il saggiatore, 1971
I gabbiani. Nuova serie ; 87
Trieste : Asterios, 2021
Le belle lettere extra ; 2
Abstract: Una storia di lotta per l'emancipazione operaia particolarmente importante ma, in Italia, quasi del tutto sconosciuta, quella dei canuts di Lione. I lavoratori della seta francesi erano concentrati, intorno agli inizi del XIX secolo, soprattutto a Lione, dove avevano sviluppato non solo tecniche e sapere autonomo, ma avevano raggiunto raffinatezza e splendore nei loro manufatti, tanto da rappresentare il meglio della produzione europea. Solidali, uniti, emancipati tanto da avere una propria morale e propri codici etici, i canuts di Lione hanno prodotto scioperi e manifestazioni collettive talmente avanzate da mettere in difficoltà non solo il padronato locale, ma gendarmi ed esercito reale. Tra il 1831 ed il 1834, due tentativi insurrezionali hanno causato scontri che hanno forgiato carattere autonomo di classe e caratteristiche uniche nel panorama sociale europeo del secolo. Marx (ma non solo) ne lodò le lotte e soprattutto la produzione d'un giornale operaio, pubblicato (prima volta in Europa) per alcuni anni, L'écho de la fabrique. I lavoratori della seta lionesi (operai ed artigiani) hanno, tra l'altro, per primi tenuto a battesimo i vessilli delle lotte del proletariato, la bandiera rossa e la bandiera nera. Il testo è impreziosito anche dalla presentazione da parte del professor Ludovic Frobert, massimo esperto della tematica canusiana e docente all'università lionese.
Bologna : Cappelli, 1987
Biblioteca dell'Archivio storico lombardo ; 1
La modernità malintesa : una controstoria dell'industria italiana / Giuseppe Lupo
Marsilio, 2023
Abstract: «Secolo breve», «epoca di speranze e tragedie», «età della fine delle ideologie». Sono tante le definizioni del Novecento nel terzo millennio, in quella geografia enigmatica e indecifrabile che è il postmoderno. Demonizzato o santificato, incolpato o assolto, ha impresso una svolta epocale a economia e politica, ha inciso nel tessuto culturale e sociale del nostro paese, infrangendo equilibri secolari, mandando in frantumi la linea di continuità tra passato e futuro. Fino al salto decisivo: il tramonto della civiltà contadina e l’avvento dell’industrializzazione. Attraverso snodi e fenomeni della storia italiana Giuseppe Lupo, appassionato studioso della stagione del boom economico, ripercorre il «paradigma interpretativo del moderno», dando voce alle sue figure più rappresentative, da Vittorini a Testori, da Fortini a Mastronardi, da Calvino a Pasolini. Facendo luce sul controverso rapporto fra umanesimo e scienza nella narrativa di fabbrica e nei periodici aziendali del secondo dopoguerra – da Donnarumma all’assalto di Ottiero Ottieri a Memoriale di Paolo Volponi, dalla rivista «Pirelli» a «Civiltà delle Macchine» –, approda al «realismo liquido» odierno, dominato dalla fine di quel proletariato che un tempo pareva marciare compatto e oggi sembra invece fragile e desueto. Se persone comuni ed élite intellettuali hanno reagito spesso con disagio e diffidenza a oscillazioni e problematiche che il vento del progresso ha portato con sé, forse è arrivato il momento di invertire la rotta. Di far riemergere dal sottosuolo in cui è rimasta nascosta una controlettura della modernità, originale, alternativa, progettuale, che aspiri a modificare il mondo, a «recidere il cordone ombelicale con il secolo terribile e maestoso di cui ci sentiamo ancora figli».
Carocci, 2022
Abstract: Quali sono i rischi e i possibili vantaggi connessi all'affermarsi dell'Industria 4.0, ovvero del sistema produttivo basato su un utilizzo massiccio delle nuove tecnologie? Come si sta comportando l'economia italiana in tale contesto? Come evitare di esserne travolti cogliendone gli aspetti positivi? Se non gestiti attraverso le necessarie politiche educative, industriali e di redistribuzione, i cambiamenti tecnologici radicali possono avere ripercussioni asimmetriche dal punto di vista sociale e territoriale, causando fenomeni di marginalizzazione. Né si possono trascurare la scomparsa della cosiddetta classe media e le conseguenze sociali, e politiche, che questa fase di transizione sta provocando. Il volume offre una lettura "strutturalista" di tali dinamiche evidenziando come politiche inappropriate abbiano portato un processo potenzialmente foriero di effetti positivi a causare una crescente polarizzazione sociale e territoriale che adesso si spera di risolvere con il PNRR.
Milano : Libera Università di lingue e comunicazione IULM, 2018
Il canto della fabbrica / a cura della Fondazione Pirelli
Mondadori, 2018
Abstract: Il volume è una riflessione attraverso la voce di intellettuali, musicisti e industriali su come sia possibile raccontare la fabbrica di oggi a partire proprio dalla musica. Il titolo del libro si rifà al brano "Il canto della fabbrica", commissionato dalla Fondazione Pirelli al compositore Francesco Fiore per il violino del maestro Salvatore Accardo, ed eseguito in prima assoluta proprio all'interno del Polo Industriale Pirelli di Settimo Torinese durante il Festival Mito Settembre Musica 2017. Ieri, i "quattro colpi di sirena" della Seconda sinfonia di Dmitrij Sostakovic per la fabbrica di primi Novecento: acciaio, rumore, fumo, fatica pesante della produzione in serie. Oggi, il violino di Salvatore Accardo e gli archi dell'Orchestra da Camera Italiana che interpreta i ritmi della manifattura digitale degli anni Duemila, con computer e robot. Tutta un'altra «civiltà delle macchine» e delle persone che vi lavorano. Cambia, nel corso del tempo, la fabbrica, nei rapidi mutamenti hi-tech del predominio dell'"economia della conoscenza". Cambia, radicalmente, anche la musica per raccontarla. In questo libro c'è l'analisi di questi mutamenti e delle loro rappresentazioni contemporanee. La musica, appunto. Ma anche le immagini e la letteratura, le relazioni industriali, le dinamiche produttive, la cultura d'impresa. La fabbrica del Novecento ha rappresentato una forma della razionalità dominante nel secolo appena concluso, applicata alle logiche della produzione e del consumo di massa, con tutto il carico di conflitti e di mediazioni messe in atto per attenuarli. Ma quella razionalità ha avuto una sua cadenza storica, e da tempo cambia e trasforma gran parte delle regole e delle ricadute produttive in conseguenza delle profonde innovazioni scientifiche e tecnologiche. La fabbrica digitale ne è dunque metamorfosi, innovando radicalmente produzioni e prodotti, materiali, mestieri e professioni, linguaggi, radicamenti sui territori e adattamenti ai mercati globali, con masse di consumatori sempre più ampie ma anche con nicchie sempre più definite.
Rizzoli, 2019
Abstract: La quarta rivoluzione industriale è già qui. L'innovazione tecnologica e la velocità sempre maggiore con cui si verifica il cambiamento comportano una trasformazione radicale del nostro mondo conosciuto. Robotica avanzata, Intelligenza artificiale, big data, blockchain sono solo alcuni dei fattori che, combinati e integrati tra loro, stanno incidendo sulla sfera del lavoro, sulla società nel suo complesso, sulla vita quotidiana di ognuno di noi. Come reagire? Non certo, sostiene Marco Bentivogli, col catastrofismo dei tecnofobi, di chi predica che «le macchine» semplicemente cancelleranno occupazione e che l'innovazione debba essere fermata. Serve, al contrario, un cambio di paradigma, di prospettiva e di senso; è necessario «anticipare, pensare e progettare la trasformazione», fare in modo che il nuovo che nasce compensi e superi ciò che muore. È possibile, e dove si sono prese le giuste misure si è riusciti a portare crescita economica, benessere, e a far aumentare l'occupazione, migliorare la qualità del lavoro e la sostenibilità ambientale dei modelli produttivi. L'industria 4.0, di cui questo libro offre una guida pratica, è un'occasione che un Paese come l'Italia non può e non deve lasciarsi sfuggire. Occorre ripartire, e subito, da un approccio competente e positivo all'innovazione tecnologica, da un rilancio dell'istruzione scolastica e della formazione in ambiente di lavoro; da nuovi corpi intermedi, come il sindacato «smart», che sappiano guidare e orientare il mutamento in corso. Le forze politiche, in particolare quelle che si dichiarano progressiste, hanno il dovere di abbandonare il velleitarismo di chi vuole «fermare il progresso con le mani», di guarire dalla miopia e dall'afonia con cui partecipano al discorso pubblico, di parlare di futuro delle persone e non di paure. È l'unica strada percorribile per interrompere il degrado civile del Paese e sconfiggere le ricette populiste.
Storia dell'industria in Sicilia / Orazio Cancila
Roma ; Bari : Laterza, 1995
Storia e società
Como città della seta / [con uno scritto di Rizzieri Marchini]
Roma : Poste italiane filatelia, 2003