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La poesia inglese
Libri Moderni

Ambrosini, Richard <1955->

La poesia inglese : proposte di lettura dall'età dei Tudor a oggi / Richard Ambrosini

Carocci, 2025

Abstract: L'inglese è una lingua bellissima; ridurla a mezzo di comunicazione globale significa impoverire l'esperienza di chi la studia, l'insegna o l'ha imparata e non ha ancora perduto la curiosità degli inizi. Se ignoriamo quali effetti di musicalità si possono ottenere dalla lingua parlata non coglieremo la varietà dei suoi suoni e la sinuosità dei suoi ritmi. E poi, davvero si pensa che l'immaginazione non giochi un ruolo cruciale nel fare di una lingua straniera uno strumento di espressione individuale? Solo leggendo poesia quella bellezza diventa parte del nostro bagaglio linguistico e culturale. Le ottantaquattro liriche qui incluse sono presentate nella loro interezza, in modo che i lettori abbiano sotto gli occhi la loro forma, che verrà descritta e commentata nelle guide alla lettura. Ogni commento è diverso dagli altri, perché diverse ogni volta sono le strategie inventate dal poeta per creare un componimento che è quello e quello soltanto. Completano l'apparato una traduzione in nota e l'ipotesi di ritmo suggerita marcando gli accenti forti e deboli dei primi versi. Quando ricreiamo le intelligenze e le emozioni espresse secoli fa in una lingua straniera le distanze culturali e temporali si annullano. E con la sua voce il lettore italiano fa rivivere le creazioni delle prime poetesse (compresa Giulietta Capuleti), dei Metafisici e dei Cavalier poets secenteschi e del puritano classicista John Milton, delle tante generazioni di Romantici, degli io lirici novecenteschi in cui più immediata è l'eco delle nostre vite.

Cristina Campo
Libri Moderni

Marroni, Aldo

Cristina Campo : l'ambasciatrice mondana di regni non mondani / Aldo Marroni

Milano ; Udine : Mimesis, 2025

Abstract: Scrittrice e pensatrice dalla personalità anomala, immune da ogni ambizione di successo, refrattaria allo scrivere purché si scriva, tormentata da una religiosità tendente all’eresia, autrice di un cospicuo numero di lettere ove non manca mai di manifestare un amaro senso di inappartenenza al mondo – non avere lettori era un point d’honneur di cui vantarsi – questa era Cristina Campo (1923-1977). Nelle poche opere pubblicate appare pervasa da una curiosità sempre alla scoperta dell’inaspettato e dell’impossibile, soprattutto nelle fiabe, considerate lo specchio dei nostri celati destini. Ammirava quei poeti “imperdonabili” ossessionati, come lei, dall’idea di perfezione e dalla ricerca del “sapore massimo di ogni parola”. Il libro qui proposto, attingendo soprattutto alla corrispondenza, ripercorre i momenti esistenziali e creativi che più la rappresentano: la malattia come linguaggio divino, la scrittura quale rito pari alla liturgia sacerdotale, il mito della perfezione come accesso alla “parola piena” spinta fino all’indicibile, il fatale incontro tra mistero della fiaba e segretezza del destino, la riscrittura della sua giovanile iniziazione alla vita sotto le insegne di una magica e fiabesca imprevedibilità.