Trovati 855686 documenti.
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L'ombra del giglio / Johanna Mo ; traduzione dallo svedese di Gabriella Diverio
Pozza, 2022
Abstract: Tutti a Öland conoscono il nome di Hanna Duncker per via di suo padre, condannato per incendio doloso e omicidio quindici anni prima. Una vicenda mai del tutto chiarita e un vero fardello per Hanna, specialmente ora che è tornata a lavorare per la polizia svedese sull’isola della sua infanzia. Da detective implacabile e testarda qual è, infatti, Hanna non riesce a lasciar andare i fantasmi del passato, neanche quando le indagini di routine non consentirebbero distrazioni. È un torrido agosto quello in cui lei e il collega Erik Lindgren si trovano a investigare sul caso di una persona scomparsa. Thomas Ahlström, agente immobiliare quarantenne, è svanito nel nulla insieme al figlio neonato Hugo. È la moglie a lanciare l’allarme: il pensiero, intollerabile, è che il piccolo Hugo sia stato ucciso da colui che piú avrebbe dovuto proteggerlo e che l’uomo, in seguito, si sia tolto la vita. L’unico punto di partenza possibile è indagare nel passato dell’agente immobiliare. È così che Hanna ed Erik incappano in Lykke, una ventiquattrenne nevrotica e disoccupata, apparentemente impegnata soltanto nella lotta alle erbacce che, in quell’estate anomala, hanno inghiottito gli splendidi fiori del giardino della sua villetta. A complicare le cose, le ricerche ufficiose di Hanna sul delitto paterno si fanno insostenibili quando dagli incartamenti della vecchia indagine sembra emergere lo spettro di un altro uomo che Hanna conosce fin troppo bene. Esacerbata dalle false piste, cosí come dalla violenza e dall’ambiguità delle relazioni umane, Hanna si dibatte fra sonore bugie e parziali verità. Esiste un confine netto tra colpa e innocenza? E quanti segreti può contenere una famiglia? Dopo l’esordio de La morte viene di notte, L’ombra del giglio è il secondo volume della serie con protagonista Hanna Duncker: un thriller intenso e tesissimo con cui Johanna Mo si conferma, con voce sicura, nuova regina del romanzo criminale svedese.
Pozza, 2022
Abstract: Uttar Pradesh, Nord dell’India, 2014. Sono simili quanto due chicchi di riso, Padma e Lalli, due cugine di sedici e quattordici anni. Stesso viso a forma di cuore, stessi capelli di seta nera: Padma Lalli, cosí vengono chiamate, con un nome solo perché stanno sempre insieme, inseparabili mentre lavorano fianco a fianco dall’alba al tramonto, badando alle capre, accendendo il fuoco con il letame, impastando il pane per la famiglia. Avete visto Padma Lalli? È il 27 maggio quando le due ragazze svaniscono dal loro villaggio di Katra, poche, misere casupole affastellate in poco piú di un chilometro quadrato e bastano poche ore di ricerche per scoprire l’orrenda verità: Padma e Lalli vengono trovate impiccate a un albero di mango, i loro corpi, smossi dalla brezza, tendono l’uno all’altro come a condividere un ultimo segreto. La voce si sparge e da Delhi, distante centinaia di chilometri, accorrono torme di giornalisti. È una «morte come tante», ma la notizia è che i parenti non vogliono che vengano rimossi i corpi, invocano le autorità: che vengano a vedere, che li aiutino a trovare i responsabili di quello scempio. Le immagini macabre fanno il giro del mondo. Chi siano state Padma e Lalli in vita e che cosa sia accaduto prima di quella tragica fine sembra avere meno importanza di ciò che la loro morte significa per quelli che rimangono. Come se la tragedia avesse colpito le due famiglie e il villaggio intero, piú ancora delle due vittime. Le indagini, che assumono subito rilevanza nazionale, mettono a nudo la piaga di un sistema sociale atavico dominato dalla violenza e da un distorto senso dell’onore. E ogni volta che sembra emergere il profilo di un colpevole, subito la verità torna a farsi sfuggente. In una narrazione dal ritmo incalzante, la scrittrice indiana Sonia Faleiro si addentra con coraggio in un caso di cronaca scioccante, che ha messo a nudo la corruzione della società castale e la condizione insostenibile delle donne del suo paese. E ci lascia con un inquietante interrogativo: qual è il costo umano della vergogna?
La nipote / Bernhard Schlink ; traduzione dal tedesco di Susanne Kolb
Neri Pozza, 2022
Abstract: Il romanzo è un’opera che si svolge interamente attorno all'eterno conflitto tra i sogni della ragione e del cuore e le crudeli disillusioni che il tempo e la Storia approntano inesorabilmente. Nel maggio del 1964 a Berlino Est, al convegno promosso dalla Freie Deutsche Jugend, l’organizzazione giovanile del partito al comando dell’allora DDR, Birgit e Kaspar si incontrano per la prima volta. Birgit è incaricata dalla FDJ di accogliere gli ospiti provenienti da ogni parte della Germania, Kaspar è un giovane studioso di storia dell’Ovest. Si incontrano e si innamorano, in luminose giornate di primavera in cui tutto sembra possibile. In Alexanderplatz, i giovani delle due Germanie ballano e suonano insieme, superando ogni barriera e confine. Nella Berlino odierna, quella primavera del 1964 è ormai parte delle illusioni perdute. I suoi sogni di fratellanza chimere, l’amore dissolto nel potere distruttivo delle bugie e dei segreti della vita. Dopo la morte della donna con cui ha vissuto una vita intera senza avere figli, Kaspar scopre nel suo computer che, prima di lui, Birgit aveva avuto una relazione con un funzionario del Partito dalla quale era nata una bambina, affidata poi a un’amica. Kaspar è distrutto dal dolore, ma animato anche da una nuova speranza: fare ciò che Birgit non ha mai avuto il coraggio di fare, trovare la figlia perduta. Nel Meclemburgo, in uno degli insediamenti dei Völkischen, l’estrema destra tedesca che ha rispolverato il Drangnach Osten, la spinta verso est dei nazisti, in una casa in cui su una parete campeggia il ritratto di Rudolf Heß, Kaspar si imbatte in Svenja, una donna che negli occhi, nei capelli, persino nella voce, ricorda Birgit. Accanto a lei una ragazzina dai capelli rossi, dinoccolata, sui quindici anni. La nipote? Romanzo in cui la storia tedesca, dal dopoguerra agli anni successivi alla unificazione, appare come l’impossibile impresa di ritrovare una patria comune, La nipote è una di quella opere in cui il naufragio della Storia accompagna il naufragio degli individui, perché la forza della speranza e della ragione affiori di nuovo.
Domani a quest'ora / Emma Straub ; traduzione dall'inglese di Alessandra Maestrini
Pozza, 2022
Abstract: Alice Stern ha quasi quarant'anni, vive da sempre nello stesso appartamento di Brooklyn e lavora nell'ufficio ammissioni della Belvedere, la sua scuola, adorata fin da quando era una bambina. La notte, il rumore della superstrada Brooklyn-Queens la culla fino a farla addormentare. Matt, l'uomo che frequenta da un po', vive invece in un altro appartamento, nell'Upper East Side, e ai due non dispiace affatto l'idea di non abitare insieme. Alice è una giovane donna di città, libera e moderna. Che nel giorno del suo compleanno Matt possa chiederle di sposarlo, prospettiva per niente improbabile che farebbe felice chiunque, le provoca una piccola stretta allo stomaco. Innanzi tutto per il matrimonio in sé, una istituzione che nel caso dei suoi genitori si è dimostrata fallimentare, ma anche perché le cose non vanno tutte per il verso giusto. Leonard Stern, suo padre, scrittore di un fortunatissimo romanzo di fantascienza, si trova da settimane in un letto d'ospedale, attaccato a piú macchine, sacche e tubicini di quanti se ne riescano a contare, in una stanza fredda e spoglia dove le luci non vengono mai spente. Quante conversazioni le restano con lui? Potranno dirsi ciò che, in un'intera vita, non si sono ancora detti? Oppure non c'è piú tempo? La mattina successiva al giorno del suo quarantesimo compleanno, Alice si sveglia con i postumi di una sbronza memorabile. Si sente strana, si guarda e il suo cuore si tramuta in un muscolo impazzito: è tornata nel suo corpo di sedicenne, la stanza sembra proprio quella di quando era bambina. Poi incontra lo sguardo di suo padre e non riesce a credere ai propri occhi. Leonard è bello, giovane, vitale; somiglia a una star del cinema e le si rivolge con una complicità che Alice non ricordava piú. Che, per qualche imperscrutabile ragione, l'universo le abbia concesso una seconda possibilità? Per cambiare il corso delle cose? E, forse, per salvare suo padre?
Mercanti di sangue / Laura Shepherd-Robinson ; traduzione dall'inglese di Chiara Ujka
Pozza, 2022
Abstract: Deptford, 1781. Gli alberi delle navi negriere ancorate nel porto a sud di Londra sbucano, spettrali, tra la fetida nebbia che sale dal Tamigi. Le voci dei pescatori si mescolano nel grigiore al fumo delle pipe, mentre il giudice Peregrine Child si avvicina allo spettacolo macabro che lo aspetta, appeso al gancio dei trofei di pesca piú ambiti. È il corpo di un uomo, con lunghi capelli corvini, che porta i segni di orribili torture e soprattutto un marchio, impresso a fuoco nella carne: quello degli schiavi. Anche se la sua pelle è bianca. In città, qualche giorno piú tardi, il capitano Harry Corsham, flagello dei ribelli americani, eroe di guerra con una promettente carriera parlamentare davanti a sé, riceve la visita della sorella di un caro amico, Thaddeus Archer. Nei giorni della loro giovinezza, Harry e Tad avevano abbracciato la causa per l'abolizione della schiavitú. Per Tad era diventata una vera e propria ragione di vita, tanto che si era spinto ad accusare pubblicamente le autorità di connivenza coi negrieri e a minacciare vendetta contro i mercanti di schiavi. O almeno questo è ciò che sostiene la sorella Amelia, nel riferire a Harry la tragica novità: Tad è scomparso, e Amelia teme per la sua sorte. Comincia cosí per Harry Corsham un pellegrinaggio per le strade di Deptford, borgo malfamato alle porte della città cresciuto grazie al commercio di schiavi. Tra banchi dei pegni, negozi di stracci e infimi bordelli, il capitano si rende presto conto che la sua indagine rischia di portare allo scoperto particolari atroci e disturbanti verità su quell'abominevole commercio di sangue. E che a trovarsi sulla linea di tiro saranno la sua carriera, la sua famiglia, la sua felicità e, probabilmente, anche la sua stessa vita.
Il canto di Mr Dickens / Samantha Silva ; traduzione dall'inglese di Daria Restani
Pozza, 2022
Abstract: Gloriosa Devonshire Terrace, casa splendida, con il suo ampio giardino, i vasti scaloni, le grandi promesse di felicità e i suoi costi, altrettanto importanti! Cosí pensa Charles Dickens nell'inverno del 1843 mentre, seduto alla sua scrivania, compone l'ultima puntata di Martin Chuzzlewit. Manca solo un mese a Natale, ma Mr Dickens non è molto in animo di preparare festeggiamenti. Al piano di sotto sua moglie Catherine è in travaglio: un nuovo bambino sta arrivando, pronto ad abitare la lussuosa dimora di famiglia, ma che ben presto, ahimè, sarà solo l'ennesima bocca da sfamare. Tutti vogliono qualcosa da lui: soldi, regali, un autografo, qualche riga di dedica o, nel caso della sua famiglia, una festa di Natale piú grande di quanto si sia mai vista. E Martin Chuzzlewit non sta vendendo bene come tutti speravano. Nemmeno un quindicesimo di Oliver Twist, precisano i suoi editori. Che, per di piú, lo ricattano: se non consegnerà al piú presto un nuovo libro d'occasione, e sarà meglio che sia un libro adatto alle feste di Natale, dovrà restituire l'anticipo già versato. Cosí, gli incubi di una povertà che Dickens ha già ben conosciuto ricominciano a tormentarlo. Ma quello che doveva essere solo un breve libriccino si rivela impresa ben piú ardua, specie perché Dickens sembra afflitto da un caso particolarmente ostinato di blocco dello scrittore. In cerca di idee, vaga per le strade mutevoli di Londra, finché una notte non conosce la misteriosa Eleanor Lovejoy. Avvolta in una mantella viola, Eleanor gli appare come un fantasma gentile o forse una musa, capace di ricondurre da lui l'ispirazione persa. Al suo fianco Charles intraprenderà un viaggio alla scoperta di sé stesso e il libro che ne scaturirà, Canto di Natale, cambierà la storia della letteratura per sempre.
Pozza, 2022
Abstract: L’Angelo delle Acque sulla fontana Bethesda in Central Park è una delle icone di New York e il monumento in assoluto più fotografato dai turisti e citato nei film. Questo libro rivela per la prima volta la sua storia affascinante e misteriosa che è inscindibile con quella dell’artista che l’ha creata 150 anni fa: Emma Stebbins, la prima donna a ricevere la commissione per un’opera d’arte pubblica a New York. Newyorkese doc, Emma ha però vissuto nella Roma dei Papi dal 1856 al 1870 ed è in Italia che si è ispirata per la statua dell’Angelo e l’ha realizzata. La sua vita è speciale, soprattutto per quei tempi: è “sposata” all’attrice Charlotte Cushman, antesignana della lotta per il riconoscimento dei diritti dei gay; e fa parte di quella «strana sorellanza di donne scultrici americane che si erano sistemate sui sette colli come uno stormo (o gregge) marmoreo», così le descrive lo scrittore Henry James. Timida e riservata, Emma ha lasciato pochissime tracce di sé. Per ricostruire la sua vita e quella dell’Angelo, Maria Teresa Cometto ha fatto un accurato lavoro di ricerca fra New York e Roma, riuscendo a parlare con due discendenti della scultrice. Il risultato è anche un ritratto delle due città e getta luce sul filo rosso che legava americani e italiani progressisti di quegli anni: il movimento contro la schiavitù negli Usa e il Risorgimento in Italia.
Una infanzia laconica / Santiago H. Amigorena ; traduzione dal francese di Margherita Botto
Neri Pozza, 2022
Abstract: La vita del protagonista di queste pagine è stata in apparenza semplice: non ha quasi mai parlato, ha solo scritto, e la scrittura è stata la spina dorsale della sua esistenza, l'unico modo per sottrarsi al silenzio. Come suo nonno, protagonista del Ghetto interiore, negli anni Venti si era lasciato alle spalle Chelm, la città polacca della sua infanzia dove tutti parlavano yiddish, per raggiungere l'Argentina, cosí Santiago Amigorena, a fine anni Sessanta, compie, con la sua famiglia, il viaggio in senso inverso: da un'America Latina dalla democrazia sempre piú fragile verso l'Europa, e piú precisamente la Francia. A dodicimila chilometri di distanza, arroccato nel "ghetto interiore" di un fragoroso silenzio, suo nonno si era trovato ad assistere allo strazio della sua famiglia per mano nazista. Santiago, da parte sua, cresce rinserrato in un'afasia totale e, anni dopo, è spettatore, muto, della cancellazione violenta di un'intera generazione di argentini. L'esilio, si sa, può offrire mille possibili anime identitarie, ma nessuna da poter fare propria, da poter abbracciare definitivamente. L'anima rimane straniera per ogni esule. Dove trovare dunque una patria se non nella lingua che, proprio perché non è "madre" può farsi strumento di grande libertà? Attraverso una scrittura scarnificata, nitida di chi ha voluto, o dovuto, abbandonare la lingua natia adottandone una nuova, al modo di Jan Potocki, Samuel Beckett, Agota Kristóf e molti altri prima di lui, Santiago Amigorena si affida in queste pagine al "mestiere macabro di chi dissotterra i ricordi", alla necessità della memoria ma anche dell'oblio - borgesianamente il solo perdono e la sola vendetta -, in un'autofiction che si fa vera e propria autobiografia dell'anima.
Neri Pozza, 2022
Abstract: Sono molti i romanzi che approfondiscono un personaggio letterario, raccontando una parte rimasta segreta che l'autore aveva deciso di tralasciare. Così Silvana La Spina torna a visitare Il Gattopardo, romanzo iconico e intoccabile della tradizione letteraria italiana, e va alla ricerca di Angelica: narrandone la vita, le passioni, i fallimenti. La figlia di don Calogero Sedara, amministratore dei feudi del principe di Salina, è una ragazzina come tante. Ma il padre, arrivista senza scrupoli, che fa affari loschi anche con i banditi locali pur di arricchirsi, la avvia a conoscere la buona società. Angelica diviene amica di Concetta, la primogenita del principe di Salina, va a studiare in un collegio raffinato di Firenze, incontra il giovane Tancredi, al momento garibaldino. Angelica è bella, Tancredi ha bisogno di soldi per fare carriera, così deciderà di sposarla, abbandonando la cugina Concetta con cui era vagamente fidanzato. A quel punto Angelica cambierà posizione nel mondo, divenendo principessa, una dama alla moda, bellissima, che legge, suona, si intende di arte. La sua vita si svolgerà a Palermo, a Roma, dove il marito fa di tutto per diventare deputato, anche con l'aiuto mafioso del suocero. Fino a Vienna, dove Angelica finirà per infilarsi nelle maglie della politica, aiutando l'imperatrice Sissi a risolvere un grave problema del figlio Rodolfo. Angelica è un romanzo moderno. Per Silvana La Spina, la Sicilia non è mai un pretesto, una maniera, una moda: è un cantiere aperto, un laboratorio di passioni scritte in una mappa letteraria originale e spiazzante.
L'ufficio degli affari occulti / Éric Fouassier ; traduzione dal francese di Maddalena Togliani
Neri Pozza, 2022
Abstract: Un bambino corre, a piedi nudi, nella notte. Corre senza meta nelle viuzze buie e strette della Parigi cenciosa che festeggia l'ascesa al trono di Luigi Filippo. Il suo cuore è un tamburo impazzito. La mente, occupata da un solo pensiero: sfuggire agli artigli del Vicario, che è lì da qualche parte, nell'oscurità, pronto a dargli la caccia tutta la notte. In un vicoletto, il bambino scorge un coccio di bottiglia tra le immondizie. Lo afferra per tagliare il tendone più vicino. Un taglio discreto, giusto per entrare. Una volta dentro, lo accolgono visi da incubo, emersi dal nulla, in un terrificante labirinto di specchi da cui è impossibile uscire... Dall'altra parte della città, in uno dei quartieri ricchi della capitale, nella residenza di Charles-Marie Dauvergne, deputato alla Camera di fresca nomina, si festeggia il fidanzamento di Lucien Dauvergne con la figlia di un industriale normanno. Lucien è un giovane frivolo, un dandy elegante e bohémien. Nel corso della serata, sale al piano superiore della casa e scompare letteralmente dalla festa. Temendo un capriccio del suo incorreggibile rampollo, Madame Dauvergne si avventura anche lei al primo piano, e vede il figlio inginocchiato dinanzi a un grande specchio di Venezia con la cornice dorata. Il giovane si alza, abbozza un saluto, poi avanza con passo risoluto verso la finestra e si getta serenamente nel vuoto. L'inchiesta su una tragica, illogica morte del figlio di un personaggio illustre suscita sempre non pochi timori nelle alte sfere del potere. Alla Süreté viene perciò convocato e istruito in tutta fretta Valentin Verne, giovane ispettore della Buon costume, il servizio di protezione della morale. A Valentin, che sotto la sua apparenza eterea cela una durezza, una determinazione tagliente quanto il filo di una lama, non resta che accettare il nuovo incarico, anche se comporta, per il momento, la rinuncia a venire in aiuto di Damien, un orfano indifeso caduto nelle grinfie del mostro che si fa chiamare il Vicario.
Pozza, 2022
Abstract: Il testo è la trascrizione dell'intervento di Michel Foucault a un convegno sulle alternative alla carcerazione tenutosi nella città canadese nel 1976. Si tratta di un intervento poco conosciuto, non incluso nei Detti e scritti del pensatore e storico francese. Un intervento, tuttavia, in cui il ricorso di Foucault a esempi a lui contemporanei sulle forme di controllo emergenti contribuisce non poco a comprendere la sua idea di un'estensione della società poliziesca nella nostra epoca. Gli istituti «alternativi» alla prigione - centri sociali e terapeutici, strutture di transizione e di reinserimento con programmi di esecuzione della pena personalizzati per ogni detenuto - liberano, nella considerazione di Foucault, il delinquente dalla «reclusione stretta, completa, esaustiva a cui era destinato nelle carceri ottocentesche». Ma insieme a lui è liberato anche qualcos'altro, «qualcosa di più grande di lui». Attraverso la risocializzazione ottenuta mediante il lavoro, la famiglia e l'autocolpevolizzazione, le vecchie funzioni carcerarie, infatti, si diffondono e si espandono in tutto il corpo sociale.
Mary / Anne Eekhout ; traduzione dal nederlandese di Laura Pignatti
Pozza, 2022
Abstract: Ginevra, maggio 1816. Una giovane donna si sveglia nel cuore della notte, assediata dagli incubi del suo passato e dalla gelosia per la sorellastra, Claire, che sembra cogliere qualsiasi occasione per insidiare suo marito Percy. Lei è Mary Shelley, née Wollstonecraft, e suo marito è Percy Shelley, poeta inglese celebrato e amatissimo, che Mary ha seguito per tutta Europa fino a giungere, insieme a Claire, in quel luogo di villeggiatura sulle sponde del lago di Ginevra. Sono in cinque in vacanza a Villa Diodati, compresi John Polidori e Lord Byron detto Albe, e il 1816 è l’«anno senza estate», quando l’eruzione di un vulcano in Indonesia ha oscurato il cielo in tutto il mondo e impedito al calore del sole di allietare le loro giornate. Così, la compagnia trascorre tutte le sere di pioggia di fronte al fuoco, a bere vino e laudano e a raccontarsi storie di fantasmi. Ma i fantasmi dei racconti non sono gli unici ad abitare quella grande casa. Mary ha solo diciannove anni ma alle spalle tutta una vita vissuta, di sentimenti e avventure. E, nonostante il piccolo William sia la sua gioia, non riesce a dimenticare la figlioletta morta che ogni notte, all’ora delle streghe, la sveglia con l’eco remota di un pianto disperato. Ma soprattutto Mary non riesce a dimenticare gli eventi di quattro anni prima, in Scozia, quando a Dundee ha conosciuto Isabella Baxter e l’affascinante ma sinistro Mr Booth. Isabella, riccioli scuri e pelle chiarissima, un’adorabile fossetta sul mento, è per Mary una creatura di irresistibile fascino; Mr Booth è untuoso, e dei pomeriggi passati in casa sua con Isabella spesso Mary non ha alcuna memoria. Quegli enigmatici eventi monteranno nell’immaginazione della futura scrittrice, fino a esplodere in un vortice in cui verità e finzione si mescolano senza soluzione di continuità. Ed è da quei ricordi misteriosi che, nelle lunghe sere ginevrine, Mary partorisce un incubo che abiterà le notti del mondo per i secoli a venire: il mostro di Frankenstein.
Ardore : Romain Gary e Jean Seberg, una storia d'amore / Anna Folli
Neri Pozza, 2022
Abstract: Il suo nome era Romain Gary, ma anche Roman Kacev, Shatan Bogat, Émile Ajar. Voleva vivere mille esistenze, ognuna con una delle sue tante personalità. Prima di diventare uno dei piú grandi scrittori del Novecento, è stato un bambino ebreo scappato dalla Lituania, un eroe della Seconda guerra mondiale e un diplomatico. È stato l'unico scrittore nella storia della letteratura a vincere due volte il Premio Goncourt grazie a una finzione che l'ha fatto entrare nel mito. Ha vissuto tutta la sua vita come fosse un romanzo. Jean Seberg era bellissima, fragile e piena di sogni. Veniva da una sperduta cittadina dello Iowa dove i giorni scorrevano tutti uguali e la vita era una lunga strada dritta e monotona. Ma lei sentiva di essere diversa, anche se ancora non sapeva come. Lo scoprí una sera quando, nel buio della sala, apparve un giovane Marlon Brando ne Il mio corpo ti appartiene. Da quel momento Jean seppe che solo recitare poteva renderla felice. E come in una fiaba, a diciassette anni un grande regista di Hollywood la scelse tra migliaia di ragazze e la rese una star. A ventidue, con À bout de souffle di Godard, diventò l'indimenticabile musa della Nouvelle Vague. Ma a Jean ancora non bastava. La sua anima era vicina agli ultimi della terra e le sue lotte per l'uguaglianza la resero una diva scomoda, perseguitata dall'FBI. Jean e Romain erano diversi in tutto e appartenevano a mondi lontani, eppure a entrambi è bastato uno sguardo per capire che volevano passare insieme il resto della loro esistenza. Per vivere fino in fondo la loro passione hanno messo in gioco tutto e per dieci anni sono stati la coppia piú invidiata e piú ammirata di Parigi. Poi la depressione, la paura, il declino. Si suicidano entrambi a distanza di un anno l'una dall'altro. Prima Jean, poi Romain. Non erano fatti per la felicità, anche se insieme hanno conosciuto momenti luminosi e perfetti e il loro amore, che ha segnato un'epoca, è andato oltre i tradimenti, le separazioni, la malattia, i disinganni. Ed è andato persino oltre la morte. Questo libro, a metà tra biografia e romanzo, montato come un film, è il racconto della loro storia. Una storia profonda e irresistibile.
Come il vento / Geraldine Brooks ; traduzione dall'inglese di Massimo Ortelio
Pozza, 2022
Abstract: Lexington, Kentucky, 1850. Il primo giaciglio che Jarret ricordi è in una scuderia. Sua madre dormiva nella villa in cui faceva da balia al figlio del padrone. Sul suo letto di paglia tra due castroni, Jarret impara cosí presto a comprendere i versi dei cavalli, il loro umore, le simpatie, i loro timori. La prima cosa che apprende è che i cavalli vivono nella paura, e che basta sapere questo per capire come trattarli. Quando sua madre si ammala e muore, Jarret ha soltanto tre anni, inerme come un puledro senza piú una giumenta a proteggerlo. Valente addestratore di cavalli, Harry, il padre, spende ogni risparmio per fare quello che ogni nero del Kentucky nella metà dell'Ottocento sogna di fare: riscattarsi dalla schiavitú. Non potendo, però, liberare il figlio, chiede al suo datore di lavoro, il dottor Warfield, ricco signore animato da irrefrenabile passione per i cavalli, fondatore, tra gli altri, dell'ippodromo di Lexington, di comprare Jarret. Un giorno, nelle scuderie di Warfield, viene alla luce un magnifico puledro baio con una stella bianca e una chiazza sul muso e tutti e quattro i piedi bianchi. Warfield lo cede a Harry in cambio del compenso di un anno. Affidato alle cure di Jarret, con il nome di Lexington il cavallo non tarda ad affermarsi come un campione. Sbaraglia gli avversari nelle corse nazionali di galoppo e viene celebrato come il primo, grande purosangue d'America. Indossando sempre, tuttavia, i colori di scuderie diverse, poiché nell'America schiavista per legge un uomo dalla pelle nera non può possedere un cavallo. Occorrerà aspettare piú di un secolo perché la storia e il ruolo dei black horsemen nella creazione di una delle piú note leggende americane vengano pienamente alla luce, grazie a una gallerista che si imbatte in un quadro che raffigura Lexington e all'accidentale ritrovamento ai giorni nostri del suo scheletro in una soffitta.
Una minima infelicità / Carmen Verde
Pozza, 2022
Abstract: Una minima infelicità è un romanzo vertiginoso. Una nave in bottiglia che non si può smettere di ammirare. Annetta racconta la sua vita vissuta all’ombra della madre, Sofia Vivier. Bella, inquieta, elegante, Sofia si vergogna del corpo della figlia perché è scandalosamente minuto. Una petite che non cresce, che resta alta come una bambina. Chiusa nel sacrario della sua casa, Annetta fugge la rozzezza del mondo di fuori, rispetto al quale si sente inadeguata. A sua insaputa, però, il declino lavora in segreto. È l’arrivo di Clara Bigi, una domestica crudele, capace di imporle regole rigide e insensate, a introdurre il primo elemento di discontinuità nella vita familiare. Il padre, Antonio Baldini, ricco commerciante di tessuti, cede a quella donna il controllo della sua vita domestica. Clara Bigi diventa cosí il guardiano di Annetta, arrivando a sorvegliarne anche le letture. La morte improvvisa del padre è per Annetta l’approdo brusco all’età adulta. Dimentica di sé, decide di rivolgere le sue cure soltanto alla madre, fino ad accudirne la bellezza sfiorita. Allenata dal suo stesso corpo alla rinuncia, coltiva con ostinazione il suo istinto alla diminuzione.
Pozza, 2022
Abstract: Venezia, novembre 1653. Nicolò Manucci sale a bordo di un veliero pronto a salpare e si nasconde tra i sacchi delle provviste. Il vascello lascia a poppa le luci notturne di Palazzo Ducale. Destinazione: l'ignoto. Nel Seicento, Venezia rimaneva, assieme a Lisbona, Amsterdam e Londra, una delle principali porte europee verso le sconfinate terre dell'Asia. Da lì partivano mercanti, ambasciatori, consoli, cartografi, navigatori e spie. Nicolò Manucci non era però nessuno di questi. Aveva quattordici anni, era di umili origini ed era appena scappato di casa. A bordo di quella nave il ragazzo venne reclutato da un aristocratico inglese con un braccio solo: Lord Bellomont. L'antesignano agente segreto di Sua Maestà britannica stava svolgendo una delicata missione diplomatica alla corte di Persia. Una volta approdati nel porto ottomano di Smirne, la destinazione dei due avventurieri sarebbe diventata Isfahan, la capitale dell'impero safavide. Isfahan all'epoca veniva soprannominata in persiano «nisf-i-jahan»: «la metà del mondo». Per arrivare nella «la metà del mondo» Manucci e Lord Bellomont avrebbero dovuto attraversare in carovana la Turchia, l'Armenia e gli sconfinati altopiani desertici dell'Iran. Tre secoli dopo, tra l'estate del 2015 e l'inverno del 2016, l'autore si è messo sulle tracce di Manucci insieme alla fotografa Angelica Kaufmann dopo aver ricostruito le sue avventure negli archivi di mezza Europa. Il viaggio procede da Venezia a Smirne allo stretto di Hormuz, oltre cinquemila chilometri via terra, un lungo e impervio tragitto attraverso le frontiere militarizzate delle più instabili regioni del pianeta. Il libro è allo stesso tempo un reportage e una ricerca storica, ma anche un viaggio di formazione, attraverso le geografie culturali più complesse e affascinanti della nostra contemporaneità: un viaggio oggi irripetibile.
Il principe di Bombay / Sujata Massey ; traduzione dall'inglese di Laura Prandino
Neri Pozza, 2022
Abstract: India, novembre 1921. Per le strade di Bombay infuria la protesta contro l’arrivo in città del principe Edoardo, l’erede al trono d’Inghilterra destinato a reggere anche le sorti del subcontinente indiano. Non appena la sfarzosa parata di accoglienza allestita dal governo locale termina, e il corteo con il principe si allontana, la protesta non violenta indetta da Mohandas Gandhi sfocia in scontri feroci. Perveen Mistry, prima donna avvocato di Bombay, professionista fiera e appassionata, assiste agli incidenti senza sorprendersi piú di tanto. Il popolo in India soffre da tempo il giogo inglese e l’arrivo di Edoardo, principe di Galles ma non certo di Bombay, è come un getto di benzina sulle braci di una rivolta inevitabile. Sotto le tribune del Woodburn, Perveen scorge, a un certo punto, un corpo senza vita. Una tragica fatalità, a prima vista, una ragazza forse scivolata dal balcone di un edificio. Quando però Perveen si avvicina e scopre che la giovane è Freny Cuttingmaster, studentessa diciottenne che, appena il giorno prima, le ha chiesto come gli alunni del Woodburn College potessero boicottare la parata senza subire gravi conseguenze legali, il suo cuore sobbalza, come se volesse uscirle dal petto. Perché non ha dedicato alla ragazza l’attenzione che meritava? Perché non la ha trattenuta piú a lungo? Nascondeva forse altri timori, per rivolgersi a lei? Nei giorni successivi, l’indagine su quella morte inaccettabile si rivela tutt’altro che semplice: a Bombay dilaga la rivolta e i ribelli attaccano chiunque sembri avere un legame con la Corona. In particolare chi, come Perveen, ha tutto l’aspetto di una donna sola e indifesa. Per giungere alla verità stavolta saranno necessari coraggio e determinazione inusitati.
Il brigante / Giuseppe Berto ; con uno scritto di Gabriele Pedullà
Neri Pozza, 2022
Abstract: Traendo ispirazione da un fatto di cronaca, Berto narra la vicenda di Michele Renda, giovane reduce di guerra che, tornato nel villaggio natio tra i monti della Calabria, ingiustamente accusato di omicidio, si dà alla macchia e diventa un brigante.
Pozza, 2022
Abstract: «Io ho la mia musica, ed è parecchia, ed è in base a essa che la gente dovrebbe giudicarmi». La mattina 28 gennaio del 1936 Dmitrij Šostakovič – che in quel momento si trova ad Archangelsk – sfoglia febbrilmente l’edizione della Pravda. A pagina tre c’è un editoriale non firmato dal titolo Caos invece di musica. Per la maggior parte dei lettori quel titolo non vuol dire nulla. Per lui invece è una pietra tombale sulla sua carriera di enfant prodige della musica sovietica. Due giorni prima era andata in scena a Mosca al teatro Bol’šoj una replica dell’opera che lo ha reso famoso in tutto il mondo. Si tratta di Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk, quattro atti ispirati all’omonima novella di Nikolaj Leskov. Allo spettacolo del Bol’šoj sono presenti Molotov, Mikojan e Ždanov, l’arbitro dell’ortodossia culturale comunista. Ma soprattutto è presente Stalin, incuriosito da quella musica che tutto il mondo onora. Inaspettatamente, al terzo atto Stalin abbandona il palco. Non era mai accaduto prima. È un naufragio, ma Šostakovič lo capirà due giorni più tardi. L’editoriale della Pravda è spietato e nessuno dubita che sia stato vergato dallo stesso Stalin, che la musica la ama e che preferisce Mozart e Beethoven alle astruserie della modernità: «Fin dalle prime battute il pubblico è assalito da un’ondata di sonorità volutamente confuse e discordanti, un formalismo che accarezza il gusto morboso del pubblico borghese con una musica inquieta e nevrastenica».
Ultima chiamata per Charlie Barnes / Joshua Ferris ; traduzione dall'inglese di Ada Arduini
Neri Pozza, 2022
Abstract: Charlie Barnes ha sessantotto anni, una relazione complicata con la verità, cinque matrimoni alle spalle, almeno tre figli ormai adulti, diverse idee per diventare ricco, una più fallimentare dell’altra, e moltissime telefonate da fare. Perché, in quell’autunno del 2008, preludio della Grande Recessione, Charlie Barnes ha anche una certezza: una diagnosi di cancro al pancreas, con il suo triste annuncio di morte in arrivo «come la posta prioritaria», cosí in fretta da non avere il tempo di chiedere scusa o di regolare i conti. Come ogni essere umano, tuttavia, Charlie Barnes è un enigma senza soluzione. La speranza di una diagnosi errata convive in lui con l’inconfessabile scarica adrenalinica del sapersi al centro di una tragedia innegabile. Guardare in faccia la propria mortalità, essere guardati dagli altri nella propria mortalità, può rivelarsi una posizione privilegiata, fornire una prospettiva lunga per esaminare la strada compiuta e, magari, riportare vicino le persone che si sono allontanate. C’è forse qualcosa di meglio del momento in cui tutte le illusioni cadono, per interrogarsi sul senso della vita? Così, con l’aiuto del figlio scrittore, nelle cui parole si riflette come in uno specchio deformante, Charlie si trova a ripensarsi completamente e a chiedersi: cosa rende un uomo ciò che è? E in che modo il racconto che costruiamo di noi stessi si allinea con l’esistenza che realmente conduciamo? Con questo libro, l'autore ritorna allo spirito del fortunato E poi siamo arrivati alla fine, riprendendone la prosa tesa e dinamica, la satira pungente e il cinismo scanzonato, in un romanzo che parla del dramma nascosto in ogni famiglia e fotografa, come nessun altro, lo stile di vita americano del XXI secolo, inchiodandolo senza scampo alle proprie, feroci, responsabilità.