Trovati 1192 documenti.
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Memoria della memoria / Marija Stepanova ; traduzione di Emanuela Bonacorsi
Bompiani, 2020
Abstract: La morte di una zia, un viaggio nel paese d'origine al limitare della steppa russa, miriadi di oggetti, fotografie e cartoline che si trasformano in grimaldelli per aprire lo scrigno della memoria famigliare e personale: storie d'amore, diari di viaggio, riflessioni sulla fotografia e sul dolore si fondono in una voce unica e ammaliante che ripercorre vicende umanissime ai margini della grande Storia. Al centro di tutto c'è una famiglia di medici, architetti, bibliotecari, commercialisti e ingegneri che hanno cercato di condurre un'esistenza tranquilla, per nulla spettacolare, e che pur vittime di violenze e persecuzioni sono riusciti a sopravvivere agli orrori del XX secolo. Com'è stato possibile? Per rispondere a questa domanda Marija Stepanova ha attinto a una biblioteca perduta e ritrovata di ricordi e li ha messi in dialogo con Barthes, Sebald, Sontag, Blok, Proust, con un linguaggio lirico e lieve che segna un passo avanti nell'evoluzione della forma narrativa contemporanea.
Peredonov, il demone meschino / Fëdor Sologub ; traduzione di Silvia Carli
Fazi, 2019
Abstract: Ottuso, volgare e superstizioso, Peredonov è un insegnante di provincia reazionario della Russia zarista, che disprezza i ginnasiali diligenti e puliti, che ama provocare con discorsi sconvenienti, diffida degli amici, teme l’autorità e si dimostra fermo sostenitore delle punizioni corporali al limite del sadismo. Ciononostante, ricchezza e successo si profilano al suo orizzonte: da Pietroburgo, la principessa Volcanskaja sembra pronta a garantirgli un avanzamento di carriera, l’agognato posto da ispettore, a patto che lui sposi Varvara, la donna con la quale già convive. E così, tutta la vita di Peredonov si focalizza su quella nomina. Mentre lui si destreggia tra audaci pretendenti e nemici che agiscono nell’ombra, combattendo con un feroce demone che lo tormenta, le sue paure lentamente si trasformano in paranoia e poi in un’ossessione che lo trascina in un abisso visionario e grottesco, che sfocia nell’orrore di una follia distruttiva. La selvaggia lascivia e l’agghiacciante crudeltà del protagonista si intrecciano con la candida amicizia tra Saša e Ljudmila, esempi di bellezza incontaminata, che lottano per la sopravvivenza nell’ambiente meschino della società di provincia.
Firenze ; Milano : Bompiani, 2018
Tascabili Bompiani ; 592 - I grandi tascabili Bompiani
Abstract: "Per me non è tanto importante che tu scriva quello che ti ho raccontato, ma che andando via ti volti a guardare la mia casetta, e non una ma due volte". Così si è rivolta a Svetlana Aleksievic, congedandosi da lei, una contadina bielorussa. La speranza di avere affidato il racconto della propria vita a qualcuno capace di vero ascolto non poteva essere meglio riposta. Far raccontare a donne e uomini, protagonisti, vittime e carnefici, il dramma corale delle "piccole persone" coinvolte dalla Grande Utopia comunista è il cuore del lavoro letterario dell'autrice e questo libro, sullo sfondo della grande tragedia collettiva legata al crollo dell'Unione Sovietica e della tormentosa e problematica nascita di una nuova Russia, costituisce il coronamento ideale di un lavoro di trent'anni. Qui sono decine i protagonisti-narratori che raccontano cos'è stata l'epocale svolta tuttora in atto: contadini, operai, studenti, intellettuali, nonché misconosciuti eroi sovietici i quali non sanno rassegnarsi al tramonto degli ideali e a un'esistenza che esclude i deboli e gli ultimi. È uno spaccato della tramontata civiltà sovietica, quasi un'enciclopedia dei sogni dell'uomo rosso, fecondata dal dono che ha l'autrice di saper penetrare l'anima di coloro che hanno vissuto quell'epoca anche esaltante e stentano oggi ad adattarsi a un "tempo di seconda mano".
Mondadori libri, 2015
Abstract: I tre figli di Fedor Karamazov, un vecchio malvagio e dissoluto, sono molto diversi tra loro. Dmitrij, detto Mitja, odia il padre perché vuole conquistare col suo denaro Grusenka, una bella mantenuta da lui amata. Ivan è un filosofo dell'ateismo e un raffinato intellettuale. Alesa, il più giovane, è novizio in un convento e si trova costretto a tornare a casa per il precipitare degli eventi. Infine un quarto figlio illegittimo è Smerdiakov, epilettico e tenuto in casa come un servo. Il vecchio viene ucciso ...
Il maestro dei tappeti / sceneggiatura Olivier Bleys ; disegni e colori Alexis Nesme
Tunué, 2019
Abstract: Una fantastica storia ambientata nella Russia del XIX secolo: Fedor, maestro tappezziere, sa trasformare un rettangolo di tessuto in un veicolo volante; il potere che ha deve essere trasmesso, ma chi è interessato ai tappeti al giorno d'oggi? Durante un viaggio Fedor si imbatte in Danil, un giovane bracconiere inseguito dai soldati. Per salvarlo, Fedor srotola un tappeto e i due volano via lasciando i soldati boiardi storditi. Sarà Danil a ereditare gli straordinari poteri del maestro di tappeti? Un graphic novel in grado di riproporci l'incanto delle fiabe russe e delle «Mille e una notte» in un racconto ricco di magia.
La sinagoga degli zingari / Ben Pastor ; traduzione di Luigi Sanvito
Sellerio, 2021
Abstract: Agosto 1942-marzo 1943. Martin von Bora, uomo tormentato e diviso, ufficiale tedesco dominato da un senso dell'onore che lo imprigiona, è sul fronte di Stalingrado. Riceve l'ordine dal comandante supremo, generale Paulus, di indagare, in quanto agente esperto del controspionaggio, sulla scomparsa nella steppa (incidente, assassinio?) dei coniugi romeni Nicolae Tincu e Bianca Costin, venuti in visita privata al quartier generale delle forze tedesche. L'ordine è strano sotto tutti i punti di vista, in un momento come quello; e i so-spetti si infittiscono presto, quando scopre che i due romeni sono tutt'altro che ospiti banali, ma importanti scienziati che hanno collaborato con Enrico Fermi ed Ettore Majorana. L'indagine si trascina per mesi, nel caos infernale dell'assedio. Bora trova l'aiuto, e forse la vicinanza umana, di un maggiore italiano, Amerigo Galvani, con il quale intravede nel delitto una complicata catena che lega e confonde guerra, interessi privati, spionaggio di alleati e di nemici. Ma tutto affoga in un teatro di ferocia che a Martin appare ogni giorno che passa più catastrofico e rivelatore. E lascia in lui, molto più che una delusione, un senso di nulla. Le tante avventure del detective dell'Abwehr Martin von Bora, un aristocratico spirito d'artista chiuso dentro la divisa della Wehrmacht, un uomo giusto costretto da un perverso giuramento di fedeltà, corrono dalla Guerra di Spagna alla fine della Resistenza, e spaziano dall'Aragona all'Unione Sovietica. Romanzo dopo romanzo, vanno narrando, in chiave poliziesca, con un'esattezza che conosce gli umori dei comandanti così come le smorfie dei cecchini, la Seconda guerra mondiale, vissuta da un altro, estremamente solitario, punto di vista. Gialli con all'interno un lacerante quesito storico-morale.
Pozza, 2021
Abstract: Ripercorrendo il paesaggio letterario russo, Sara Wheeler svela l’anima di una nazione ben diversa da quella descritta oggi dai giornali: un grande paese in cui le glorie letterarie del passato continuano a essere fonte d’ispirazione per la vita concreta, le lotte e la cultura dei suoi abitanti. Puškin era un uomo licenzioso, lascivo, impetuoso, che ben di rado si lasciava sfuggire l’occasione di una rissa. Non ebbe mai un lavoro vero e proprio e, per lo più, visse con i soldi di suo padre. Dostoevskij usciva di casa con temperature rigidissime e sedeva poi per ore in una sala riscaldata per correggere le bozze. Spesso lavorava quindici ore al giorno e aveva sei attacchi epilettici alla settimana. Gogol’ aveva le gambe corte e un’andatura goffa, portava i capelli lisci che gli penzolavano ai lati del collo e il naso era tanto lungo e aguzzo che era in grado di toccarlo con il labbro inferiore: forse è per questo che le sue prime storie raccontano tanto bene gli odori. Tolstoj era l’uomo più famoso di tutta la Russia, dopo lo zar, e indubbiamente uno dei più egoisti. Morì in una stazione, un decesso appropriato, dato che nelle sue narrazioni associò spesso la ferrovia alla morte: Anna Karenina perisce sotto un treno, e lungo tutto il romanzo eponimo la ferrovia rappresenta l’orrenda minaccia della modernità, l’adulterio, l’incubo. Attraverso otto fusi orari, viaggiando sulla Transiberiana in inverno e navigando sul Mar Nero in estate, Sara Wheeler raggiunge i luoghi più disparati e remoti della Russia per raccontare gli scrittori dell’Età d’Oro, i mostri sacri della letteratura russa del XIX secolo, coloro che ancora oggi continuano a dominare la letteratura mondiale.
La frontiera : viaggio intorno alla Russia / Erika Fatland
Marsilio, 2019
Abstract: Cosa significa essere il vicino della più grande nazione del mondo? Da sempre attratta dalla cultura e dall'anima russe, Erika Fatland ha dedicato anni a cercare di capire quella terra smisuratamente vasta. Dopo aver sognato di camminare su una grande carta geografica, muovendosi lungo il sinuoso confine russo, decide di tentare un nuovo approccio: è possibile capire un paese e un popolo osservandoli dall'esterno? Comincia così la pianificazione di un itinerario favoloso che, dalla Corea del Nord alla Norvegia, abbraccia l'intera superficie di uno dei giganti della politica mondiale. Partendo da Pyongyang e spostandosi verso ovest a bordo dei mezzi più disparati - aerei a turboelica, treni, cavalli, traghetti, autobus e persino renne e kayak -, l'autrice percorre l'interminabile linea di confine tra la Russia e i paesi vicini. Dall'Oriente all'Asia centrale, e poi attraverso il mar Caspio fino al Caucaso. E ancora, al di là del mar Nero, l'Ucraina divisa dalla guerra, e poi l'Est dell'Europa e i Paesi baltici, fino a Grense Jakobselv, nell'estremo Nord. Da qui, l'esplorazione riprende lungo il gelido Passaggio a nord-est: dalla Cukotka, dove l'Asia finisce, fino a Murmansk. Per 259 giorni, Erika Fatland ha raccolto testimonianze e immagini, componendo un ritratto affascinante e vivido di paesaggi, culture, società e stati le cui differenze sbiadiscono di fronte all'unico elemento che li accomuna: l'essere confinanti della Russia. E le storie, ora pittoresche, ora tragiche, spesso incredibili, che le persone incontrate durante il cammino tra due continenti raccontano, trovano tutte una spiegazione in questa fondamentale condizione geopolitica, fornendo milioni di risposte. Una per ogni individuo che vive lungo la frontiera più lunga del mondo.
Russofobia : mille anni di diffidenza / Guy Mettan ; introduzione di Franco Cardini
Teti, 2016
Abstract: "La Russia è un rebus avvolto in un mistero che sta dentro un enigma", affermava Churchill nel 1939. Ma l'Occidente ha mai provato davvero a risolvere questo rompicapo? È l'oggetto osservato a essere imperscrutabile, o sono forse gli occhi dell'osservatore a essere offuscati? Partendo da Carlo Magno, fino ad arrivare alla recente crisi ucraina, Guy Mettan ricostruisce le linee di forza religiose, geopolitiche e ideologiche di cui si nutre la russofobia europea e americana. Attraverso una discussione critica delle fonti mette in luce le debolezze e le mistificazioni del pregiudizio che ancora oggi porta l'Occidente a odiare l'orso russo e a temere il suo presunto imperialismo. "Oggi - sostiene Mettan - il mistero russo non esiste più, poiché le informazioni sono disponibili, per tutti coloro che vogliano decifrarle".
Viaggio sentimentale : memorie 1917-1922 / Viktor Sklovskij ; nota introduttiva di Serena Vitale
Adelphi, 2019
Abstract: «La mia storia d’amore con la rivoluzione è profondamente infelice...» scrive a Gor’kij dalla Finlandia, dov’era fuggito per evitare l’arresto, Viktor Šklovskij. È il 15 aprile 1922. A Mosca si preparava il processo ai «socialrivoluzionari di destra», e Šklovskij aveva militato nelle cellule clandestine del Partito socialrivoluzionario. «Negli allevamenti di cavalli ci sono stalloni che chiamano “ruffiani” ... Il ruffiano monta sulla giumenta, lei prima si rifiuta e scalcia, poi inizia a concedersi. A quel punto il ruffiano viene trascinato via e fanno entrare il vero riproduttore ... Noi socialisti abbiamo “scaldato” la Russia per i bolscevichi...». E mentre attende di poter partire per Berlino, comincia a scrivere nuove – le più ardue, dolorose – memorie del recente passato. Nasce così Viaggio sentimentale, titolo che è un palese e sorridente omaggio a Sterne, lo scrittore da lui «resuscitato in Russia». La prima guerra mondiale, la rivoluzione d’Ottobre e la lotta fratricida che ne seguì – tutto è raccontato da un testimone che, per nostra fortuna, non ha pretesa alcuna di imparzialità. È semmai la scrittura, l’inconfondibile e celebrata paratassi šklovskiana (frasi essenziali, brevi, dai legami sintattici e logici ridotti al minimo), a illuminare di verità il racconto – erratico, digressivo e aberrante come i fatti che cambiarono la storia del XX secolo. Grande bricoleur, teorico della letteratura e «narratore professionista» che riesce, parlando, raccontando, a confondere anche la polizia politica che gli dà la caccia, Šklovskij ha scritto con Viaggio sentimentale il suo libro più bello, dove alla sapienza nell’organizzare un materiale ancora caldo, grondante stupore, pietà e sdegno, si unisce l’abilità nel fondere due piani – dei fatti e della memoria, della visione e della coscienza morale – sempre intermittenti. E, ancor più, un libro indispensabile per chi voglia assistere dal vivo, quasi in presa diretta, alla «fine dello spettacolo “Russia”».
L'ultimo inverno di Rasputin / Dmitrij Miropol'skij ; traduzione di Carmelo Cascone
Fazi, 2019
Abstract: Nel gelido inverno russo del 1916, l'inconcludente ricerca di un uomo scomparso ha una macabra svolta quando le acque ghiacciate di un fiume ne restituiscono il cadavere deturpato. La polizia non ha dubbi: si tratta di Grigorij Rasputin. La condanna a morte del contadino, colpevole di una deleteria influenza politica e morale sullo zar e la moglie, era già stata idealmente decretata nelle piazze e nei salotti di Pietroburgo, ma la mano del boia che ha eseguito la sentenza è ignota. Inizia così, con il ritrovamento del corpo assassinato di Rasputin, un avvincente viaggio nel passato di questo enigmatico personaggio, che come un filo lega le persone, i luoghi e gli eventi che hanno cambiato per sempre le sorti della storia europea a partire dallo scoppio del primo conflitto mondiale. A essere in fermento non è solo il mondo militare, anche quello della cultura viene travolto dalla corrente futurista, in cui emerge l'estro poetico di un giovane Majakovskij, che con lo scorrere della narrazione mostra un'inarrestabile quanto compromettente passione per le donne. E mentre in ogni angolo d'Europa spie insospettabili e nobili esaltati congiurano nell'ombra, una delle dinastie più affascinanti e sfortunate, quella dei Romanov, mostra il proprio lato più intimo e umano, prima di cadere vittima dello spietato massacro che metterà fine al regno degli zar. In quest'opera in bilico tra ricostruzione storica e spy story, Miropol'skij dipana in maniera magistrale l'intricato viluppo dei complotti orditi e subiti da personaggi intenti a tramare fra luride bettole ed eleganti palazzi e, attraverso uno stile chiaro e coinvolgente, ci trascina in una delle cospirazioni più controverse e inquietanti di tutti i tempi, quella che decretò l'uccisione del "diavolo santo", Grigorij Rasputin.
Siena : Barbera editore, 2008 (stampa 2009)
Abstract: In questo suo ultimo romanzo, uscito in anteprima mondiale in Italia poco prima della sua scomparsa, Jurij Druznikov mette in scena una storia a metà tra romanzo storico-satirico e invenzione fantapolitica. All'indomani della seconda guerra mondiale Stalin blandisce un potentissimo sceicco per farselo alleato contro l'Occidente (contro il quale sta preparando un gigantesco piano d'invasione da realizzarsi in soli quattro giorni), donandogli un'inestimabile decorazione militare e un intero harem di splendide ragazze che in realtà sono spie. Ma proprio quella più fidata scapperà con il tesoro, mandando per sempre a monte i piani del leader sovietico. Sessant'anni dopo, sulle tracce della Stella del Generalissimo e della ladra vi sono ancora agenti segreti, mafiosi, politici, giovani ereditiere e affascinanti avventurieri. E l'autore, divenuto personaggio del suo stesso romanzo, ci finirà dentro fino al collo... Un incredibile carosello di personaggi, un intreccio imprevedibile, ingegnoso, a tratti surreale, a cavallo tra l'epoca sovietica e quella contemporanea, tra l'URSS di Stalin e gli Stati Uniti odierni, raccontato con una vena umoristica degna dei maggiori capolavori della letteratura russa.
La Rivoluzione russa : un impero in crisi : (1890-1928) / Stephen A. Smith
Carocci, 2019
Abstract: La Rivoluzione del 1917 rappresentò un mutamento politico, economico, sociale e culturale, ma allo stesso tempo conservò anche forti elementi di continuità conia struttura profonda della storia russa. Stephen A. Smith - esperto in materia a livello internazionale - presenta un racconto dell'evoluzione della Russia, dai primi segni di crisi del regime zarista, travolto dalla modernizzazione industriale della fine del XIX secolo, alla "rivoluzione dall'alto" scatenata da Stalin nel 1928.
Bologna : Il mulino, 1984
Collezione di testi e di studi. Linguistica e critica letteraria
L'idea russa : da Dostoevskij a Putin / Bengt Jangfeldt ; traduzione di Lidia Salvati
Pozza, 2022
Abstract: «La guerra della Russia con l'Ucraina è ritenuta non solo incomprensibile ma anche irrazionale, al punto che la salute mentale di Vladimir Putin è stata messa in dubbio. Il suo desiderio di controllare e magari sottomettere l'Ucraina, tuttavia, non è che la conseguenza logica di un'ideologia formulata inizialmente dagli slavofili e da Dostoevskij, e poi sviluppata da Danilevskij, Leont'ev, gli eurasisti, Dugin e altri: l'"idea russa" nella sua sanguinosa concretezza.» Un'idea percorre la storia della Russia e attraversa i secoli per giungere fino a noi, da Dostoevskij fino a Putin: l'idea dell'eccezionalità della Russia, di un Impero che non è né Occidente né Oriente e che, perciò, può congiungere i due mondi in nome di una sua peculiare forza morale e spirituale. «È ora che io passi alla storia» ha dichiarato Putin a un giornalista russo nel lontano settembre 2013. Non vi sono dubbi che l'obiettivo di Putin sia ricostituire l'Impero russo. Su quali basi, su quali idee, però, si fonda questo disegno, oltre che, naturalmente, sulla forza delle armi? La risposta sta, secondo Bengt Jangfeldt, uno dei maggiori studiosi internazionali di letteratura russa, nelle idee sull'identità nazionale russa formulate da filosofi e scrittori sin dalla metà del xix secolo. In Fëdor Dostoevskij, il grande autore di indimenticabili capolavori della letteratura, che scrive: «C'è una sola verità, e solo un popolo può avere un vero Dio. L'unico popolo portatore di Dio è il russo». In Nikolaj Danilevskij, l'autore di Russia ed Europa, che afferma: «La Russia può conquistare un posto nella storia degno di sé e dei popoli slavi solo ponendosi a guida di un sistema indipendente di Stati e agendo da contrappeso all'Europa in tutte le sue manifestazioni». In Nikolaj Trubeckoj, l'inventore del movimento politico-filosofico chiamato eurasismo per il quale il «mondo russo» è uno spazio che comprende Russia, Ucraina, Bielorussia e Kazakistan. E naturalmente in Aleksandr Dugin e il suo sogno della Grande Russia eurasiatica. Attraverso un agile excursus storico, Bengt Jangfeldt mostra come, formulata circa due secoli fa, all'epoca di Nicola I, dopo il crollo dell'Unione Sovietica, e in particolare nell'era di Putin, l'idea che la Russia sia una civiltà a sé abbia conosciuto «una straordinaria rinascita al punto che, sotto il nome di patriottismo, sia arrivata a sostituire il comunismo come ideologia di Stato». L'«idea russa», la chiamava Dostoevskij. A quest'idea sono dedicate le pagine che seguono, indispensabili per capire realmente che cosa è in gioco nella «terra di frontiera» chiamata Ucraina.
Umiliati e offesi / Fëdor Mihajlovič Dostojevskij ; [traduzione di Eva Amendola Kühn]
[Milano] : Edizione Club, 1981
I classici
Abstract: Fra le strade di Pietroburgo, nelle fredde prospettive della capitale, si incrociano le vicende di esseri umani in lenta rovina. La famiglia Ichmenev, amministratrice dei terreni del principe Valkovskij, viene allontanata dalla casa familiare a causa dell'amore sorto fra la giovane Natasha e il figlio del principe, l'ingenuo Alesa, ed è costretta a trasferirsi nella capitale; qui si muove anche Nelly, orfana poco più che bambina, che ha assistito impotente alla malattia della madre e all'indifferenza del nonno. Ivan Petrovic, studente e scrittore, ritratto di un Dostoevskij ventenne, è testimone protagonista: innamorato di Natasha sin da bambino, la aiuta nella fuga d'amore con Alesa, e decide di adottare Nelly per sottrarla agli abusi e alla mendicità. In Umiliati e offesi, uno dei primi romanzi di Dostoevskij, emergono da una nebulosità ancora diffusa i personaggi e le situazioni che saranno propri del grande scrittore: i tormenti e l'amore, i personaggi candidi, l'indagine e la comprensione dell'animo umano.
Donzelli, 2022
Abstract: 9288 km 146 ore e 22 minuti di viaggio 146 stazioni. La Transiberiana non è solo la ferrovia più lunga del mondo che si snoda dall'Europa al Pacifico, come un filo su cui megalopoli e paesini di tutta la Russia scorrono come perle. La Trans-Sib, come la chiamano affettuosamente i russi, racchiude storie e leggende che hanno ispirato la grande letteratura e rappresenta il viaggio per eccellenza, ricco di misteri e di avventure. Ecco perché le due autrici del pluripremiato C'era una casa a Mosca, hanno deciso di dedicare il loro nuovo albo illustrato al favoloso treno «Mosca-Vladivostok», invitandoci tutti a bordo. Per giungere dalla capitale fino alla costa che guarda al Giappone ci vuole una settimana intera, durante la quale il treno ci accompagna alla scoperta di un territorio sconfinato: dai grandi fiumi come il Volga, il Kama, lo Yenisei e l'Amur alla catena degli Urali, dal lago Baikal alle distese alberate della taiga. Ma a fianco alle bellezze di questi pezzi di mondo, il libro custodisce tra le sue pagine sorprese ancora più avvincenti: una miriade di storie vere e di curiosità intorno alla vita che brulica tanto nelle grandi città che nella quiete dei paesini più sperduti toccati dalla Trans-Sib. A raccontarle sono infatti 76 bambini e ragazzi in carne e ossa che vivono in 36 località sparse lungo la rotta, e che le due autrici hanno invitato a partecipare alla realizzazione del libro. Nell'arco di tre anni - tanto ci è voluto per dar vita a questo prezioso tesoro di carta! - i piccoli collaboratori hanno aiutato Anna e Alexandra a raccogliere centinaia di lettere, fotografie, oggetti e souvenir tipici dei loro luoghi di provenienza. È dunque a questo popolo di giovani co-autori che dobbiamo le mille curiosità sulle usanze e sul clima di tanti posti a noi sconosciuti, sulle attrazioni da non perdere, sui cibi da assaggiare e sui modi di dire locali. E sono sempre loro a svelarci trucchi e consigli per riuscire a trascorrere 7 giorni di seguito a bordo dello stesso treno! Lungo un tragitto che tocca 146 stazioni, vedremo così scorrere sotto i nostri occhi dapprima il paesaggio europeo della Russia e degli Urali, poi tutta quanta la Siberia e infine l'Oriente. In qualche stazione, le nostre piccole guide ci accompagneranno a esplorare i dintorni, mentre altre le vedremo passare velocemente dietro i finestrini. Rapiti dai racconti dei nostri piccoli compagni di viaggio, possiamo percorrere quasi 10.000 kilometri in sole 76 pagine. Perciò svelti, tutti a bordo!
Roma : GEDI, 2022
Limes ; 9/2022
Abstract: «L'Ucraina sta invadendo la Russia su mandato dell'«Occidente collettivo». Potessimo radiografare la mente di Putin, vi leggeremmo questa paradossale carta del fronte bellico. Sineddoche geopolitica che dipinge russe quattro regioni ucraine di cui nessuna totalmente controllata da Mosca. E che il giorno dopo l'annessione già perdevano altri pezzi. Rappresentazione d'un fallimento che potrebbe sfociare nella liquidazione del presidente e forse dello Stato di cui si concepiva amministratore a vita. O nella guerra atomica che Putin scatenerebbe per impedirlo. Spettro che il Cremlino evoca nella speranza che la Casa Bianca accetti di negoziare un compromesso altrimenti improbabile. [...]» (dall'editoriale "Valzer per nessuno").
Russki mir: guerra o pace? / Mikhail Shishkin ; traduzione di Veronica Giurich Pica
21lettere, 2022
Abstract: Pensavate che il popolo russo fosse riconoscente a Gorbaciov? Nemmeno per sogno, e sapete perché? Perché non è stato un vero Zar. Uno con la Z maiuscola. Per un approfondimento di alcune moderne dinamiche della Russia, un insolito punto di vista ci viene offerto da questi saggi del russo Mikhail Shishkin, che ha vissuto in prima persona un periodo storico ricco di stravolgimenti. Nato nel 1961 e cresciuto nel centro si Mosca, figlio di un'insegnante di letteratura e di un ingegnere civile, l'autore dissidente oggi vive in Svizzera. Vincitore del Premio Strega Europeo 2022 con "Punto di fuga".
Eagle Pictures : BIM, [2022]
Abstract: Laura, una giovane donna finlandese studentessa di archeologia, decide di fuggire da un'enigmatica storia d'amore avuta a Mosca e sale su un treno diretto al porto artico di Murmansk. Si ritrova così costretta a condividere il lungo viaggio con Ljoha, un minatore russo, all'interno di un minuscolo vagone letto. Questa convivenza e alcuni incontri inaspettati faranno avvicinare gradualmente i due occupanti del Compartimento n. 6, due persone dalla natura completamente opposta.