Trovati 10 documenti.
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Carocci, 2014
Abstract: Scritto nel XIV secolo da Arnaut Vidal de Castelnaudary, Las aventuras de monsenher Guillem de la Barra rientra in quelle poche composizioni narrative medievali, in lingua occitana, che riportano la firma dell'autore. Si tratta di un romanzo che narra storie di avventure e di cavalleria, nel quale predominano i temi della difesa della fede cristiana, dell'estrema lealtà al proprio signore, dell'amore e dell'onore. Dopo essere caduto in disgrazia per colpe non commesse, l'eroe è costretto ad abbandonare la sua terra e a rinunciare al suo status nascondendo la sua vera identità. Nel corso delle sue avventure Guillem è presentato dall'autore come un personaggio versatile: come un prode cavaliere impegnato in ardui scontri contro i pagani; come un padre sconsolato alla ricerca disperata dei propri figli; come uno schivo precettore; come un misero questuante ma sempre fermamente deciso a recuperare il proprio onore e il proprio feudo. Nella stesura del romanzo l'autore ha rimaneggiato il materiale culturale tradizionale fondendo le tematiche epico-agiografiche con quelle cavalleresche, la drammaticità con l'ironia e la comicità, dando vita ad una narrazione poliedrica e polifonica che riprende e rielabora vari motivi appartenenti sia al folclore che ai diversi generi letterari dell'epoca.
Troubadours [Audioregistrazione] : Clemencic Consort / René Clemencic ; Yves Rouquette, recitant
Arles : Harmonia Mundi, c2009
Fussi, 1950
Torino : Claudiana, copyr. 2003
Liriche = Vers / Lanfranco Cigala ; [a cura di Gianluigi Toja]
Firenze : Fussi, stampa 1952
Il melagrano ; 99-100
Lo sconforto = Lo desconort / Raimondo Lullo [i.e. Ramòn Lull] ; [a cura di Mario Ruffini]
Firenze : Fussi, stampa 1953
Il melagrano ; 111-113
Poesia dell'Età cortese / a cura di Aurelio Roncaglia
Milano : Nuova Accademia, c1961
I messaggi
L'aur'amara / Arnaut Daniel ; a cura di Mario Eusebi
Parma : Pratiche, copyr. 1995
Abstract: Di questo grande trovatore (vissuto nella seconda metà del XII secolo) che Dante colloca fra i lussuriosi del Purgatorio, mettendogli in bocca un ampio discorso in provenzale, ci è rimasto un breve ma compatto canzoniere che giustifica appieno la definizione dantesca di «miglior fabbro del parlar materno» e l’elogio petrarchesco del suo «dir strano e bello». Domina infatti in questi versi una strenua ricerca metrica e stilistica, che fissa in gelide astrazioni i paradossi e i rituali dell’amore cortese. L’itinerario iniziatico della fin’amor si risolve qui nella dura ed esaltante opera della creazione poetica, che diventa un imperativo assoluto: «Debbo fare più di ogni altro una canzone di tal fattura che non ci sia parola impropria né verso senza rima». E questa ricerca culmina nel virtuosismo arcano e incantatorio della sestina, dove il ritorno ossessivo delle stesse sei parole-rima esprime mirabilmente il circolo vizioso del desiderio erotico: un modello metrico che sarebbe poi stato imitato da molti grandi poeti, da Dante e Petrarca fino a Ungaretti.
Ed. bilingue, italiano e occitano
[Belvedere Marittimo] : Coccole e caccole, [2010?]
Abstract: Questo breve e divertente racconto popolare, una facezia, è stato scritto da Frédéric Mistral e pubblicato per la prima volta nel 1889 su Armana Provençau (Almanacco Provenzale). L'autore ha scritto questo racconto in provenzale ovvero in lingua d'oc o lingua occitana. L'occitano è la lingua che usavano i poeti, quelli che chiamiamo trovatori, all'inizio della letteratura europea nel secolo XI. Ma è anche la lingua che, con i suoi tanti dialetti, è parlata ancora oggi in tutto il sud della Francia, in molte valli alpine del Piemonte, in una valle dei Pirenei in Spagna e nella città di Guardia Piemontese in Calabria.