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Trovati 7 documenti.

L'ultima sfida. Gli ottomila d'inverno
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Brouze, Émilie - Rocfort-Giovanni, Bérénice - Ponti, Barbara

L'ultima sfida. Gli ottomila d'inverno

Corbaccio, 26/11/2020

Abstract: Himalaysmo invernale: l'ultima sfida dell'alpinismoAlpinismo invernale. È la ricerca del limite definitivo, nelle condizioni più estreme per il corpo e per lo spirito. Solo una manciata di alpinisti è abbastanza forte da salire a più di 8000 metri di altitudine con temperature che scendono a 50 gradi sotto zero e venti che soffiano a 150 chilometri l'ora. È la prova suprema, è l'ultima frontiera, l'ultima sfida.Il recupero spettacolare di Élisabeth Revol sul Nanga Parbat a 8125 metri nel gennaio 2018 daparte di Denis Urubko e Adam Bielecki, così come il tentativo di salvataggio di Daniele Nardi e Tom Ballard del 2019, hanno portato alla ribalta dei media una pratica ancora poco conosciuta: l'himalaysmo invernale. Ma chi sono gli alpinisti che si dedicano a questa disciplina oltre ogni limite? Quali sono le motivazioni che li spingono e qual è la storia di questo modo di fare alpinismo?Pochi osano avventurarsi in Himalaya durante la stagione più ostile. E moltissime, per contro, sono le tragedie avvenute. Grandissimi alpinisti, come Anatolij Boukreev, Jean-Christophe Lafaille, Tomasz Mackiewicz, non sono mai più tornati indietro. Eloquente è la testimonianza dell'italiano Simone Moro, una delle figure di punta dell'alpinismo invernale, così come affascinanti sono i dialoghi con la Revol e i suoi soccorritori, instancabili "Guerrieri del ghiaccio", come sono stati definiti gli alpinisti polacchi, specialisti dell'inverno.Attraverso una minuziosa ricerca e interviste ai protagonisti diretti (come, ad esempio, Krzysztof Wielicki e Leszek Cichy, che per primi hanno salito un ottomila in inverno, l'Everest, ma anche la stessa Revol, Moro, e altri ancora), le autrici hanno deciso di entrare in questo universo insensato, restituendo un libro che si rivolge a tutti coloro che sono affascinati da questi "conquistatori dell'inutile".

L'eloquenza delle sardine
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Bill, François - Ponti, Barbara

L'eloquenza delle sardine

Corbaccio, 13/05/2021

Abstract: Storie incredibili dal mondo sotto il mare"Una dichiarazione d'amore eloquente e poetica al mondo delle profondità marine." Le MondeE se sott'acqua riuscissimo a parlarci e a sentirci? Sembra un'idea bizzarra, eppure nel "mondo del silenzio" i pesci comunicano fra di loro e ne hanno di cose da dirsi…Giovane scienziato e divulgatore dallo straordinario talento, Bill François ci accompagna in un'immersione nel "grande blu" abitato da due milioni di specie animali di cui conosciamo a malapena il dieci percento, dove incontreremo balene musiciste, merluzzi che hanno scoperto l'America, ascolteremo la voce del tonno rosso, impareremo a muoverci ordinatamente come le sardine, assisteremo alla crescita del cavalluccio marino e sentiremo l'eloquio delle capesante. Letto alla luce fluorescente delle meduse dai colori invisibili all'occhio umano, questo libro è un tuffo nelle profondità della scienza e della storia, dove le leggende più fantasiose appaiono più credibili di una realtà così sorprendente da sembrare incredibile.Miti, aneddoti e scoperte scientifiche navigano in perfetta armonia in questo racconto, che è un'immersione onirica e scientifica al tempo stesso, dove si impara che l'intelligenza umana è solo una tra le forme di intelligenza presenti sul nostro pianeta.

Ho capito chi sei
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Chapaux-Morelli, Pascale - Ponti, Barbara

Ho capito chi sei

Corbaccio, 14/04/2022

Abstract: Come imparare ad analizzare le personeIn molte situazioni, di fronte a qualcuno ci chiediamo che cosa pensi veramente, quali siano le sue intenzioni nei nostri confronti, cosa possiamo aspettarci da lui o da lei, qual è il suo modo di ragionare, quali potenzialità potrebbe avere questo incontro… o quali conseguenze pericolose.Analizzare le persone è una capacità che si può apprendere e sviluppare. Per farlo è indispensabile disporre degli strumenti giusti: quando si è in grado di interpretare le parole e i gesti, di sviluppare e utilizzare l'intelligenza emotiva, quando si conoscono i meccanismi psicologici dei profili mentali tipici, allora si è pronti per evitare il peggio… e ottenere solo il meglio. In questo libro vengono presentati diversi casi emblematici, dalla persuasione commerciale praticata da alcuni venditori alla manipolazione nei rapporti di amicizia, dalla manipolazione del partner per costringerlo a spezzare i legami familiari a quella dei figli utilizzati come armi da guerra contro l'ex coniuge e, infine, la manipolazione perversa nella coppia con l'obiettivo nascosto di distruggere l'altro. Questo libro si propone, attraverso la descrizione e l'analisi di storie vere, di far luce sui meccanismi relazionali che operano nella manipolazione, in modo da capire la propria propensione a cadere nelle trappole dei manipolatori ed evitarle quando ci si trova in una situazione a rischio.

Il pilone invincibile
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Troussier, Virginie - Ponti, Barbara

Il pilone invincibile

Corbaccio, 30/09/2022

Abstract: Walter Bonatti, Pierre Mazeaud e la tragedia estate del FrêneyWalter Bonatti, Andrea Oggioni, Roberto Gallieni, Pierre Mazeaud, Pierre Kohlmann, Robert Guillaume, Antoine Vieille: nell'estate del 1961 i sette giovani alpinisti, fra i più forti della loro generazione, uniscono le forze per risolvere "l'ultimo problema delle Alpi" di quel periodo: il Pilone centrale del Frêney, sul versante italiano del Monte Bianco. Un uragano di proporzioni titaniche si scatena appena sotto la vetta. È il primo atto di un dramma che coinvolse, oltre agli alpinisti, le guide di Courmayeur, la stampa internazionale e la televisione, che resero questa tragedia un evento mediatico senza precedenti. Con l'aiuto di Pierre Mazeaud, oggi novantenne, Virginie Troussier ricostruisce i giorni drammatici che costrinsero a decisioni difficilissime e racconta l'amicizia che in questa circostanza legò Mazeaud a Walter Bonatti, l'indiscusso capo di questa cordata, grazie al quale riuscirono a salvarsi in tre. E mentre i media italiani crocifissero Bonatti per la morte di quattro compagni, accusandolo di aver preso le decisioni sbagliate, la Francia, grazie a Mazeaud, lo premiava con una medaglia al valore.In questo libro appassionato e dal ritmo serrato, vincitore del Prix Jules Rimet 2021 per lo sport e la letteratura, Virginie Troussier riesce, come scrive Libération, a "far rivivere la giovinezza di un gruppo di eroi meravigliosi e commoventi guidati dalla loro passione".

Amico gatto. Come e perché i gatti ci aiutano a stare bene
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Aïache, Véronique - Ponti, Barbara

Amico gatto. Come e perché i gatti ci aiutano a stare bene

Corbaccio, 08/11/2022

Abstract: Perché e in che modo i gatti ci aiutano a stare bene?"I miei gatti mi ospitano nella loro casa da oltre dieci anni e di questo sono loro grata." Spesso si scherza sul diverso rapporto che cani e gatti intrattengono con l'uomo: fedeli, sottomessi, amici i primi; utilitaristi, indipendenti, distaccati i secondi, al punto da farci sentire ospiti tollerati in casa nostra. Ma in questo libro, Véronique Aïache mette a fuoco la speciale relazione millenaria che esiste tra gatto e uomo arrivando a convincersi e a convincere pienamente i lettori che i veri beneficiari della reciproca compagnia siamo proprio noi, i bipedi. I gatti che entrano nelle nostre case non cercano di conquistarci ma sanno rendersi indispensabili e sanno adattare la loro indipendenza al nostro bisogno di compagnia oppure di solitudine, insegnandoci l'arte della libertà. Attraverso l'attenta osservazione del comportamento dei piccoli compagni di vita e la sterminata letteratura sui felini domestici, Véronique Aïache racconta quanta dolcezza sappiano mostrare i gatti, come si trovino a loro agio nel silenzio, come riescano a manifestare  con pacatezza i loro mille desideri, a per­cepire l'invisibile, andare all'avventura, partorire, adulare, correre rischi, provocare, osservare, proteggere, abbandonarsi... senza mai deviare dal loro cammino di ricerca della quiete.E ci insegna a osservarli a nostra volta, per imparare la loro arte di vivere, la terapia delle fusa, la capacità di rilassarsi e di godere del momento presente.Dalle origini selvatiche ai placidi gattoni acciambellati nella loro cesta in salotto, pas­sando per la storia, le leggende e la fisiologia felina, questo libro racconta l'incontro tra due mondi che erano destinati ad andare d'accordo. Un omaggio a un animale diverso da tutti gli altri: il piccolo gatto terapeuta che ci ha insegnato e ci ha dato tanto.

Gli alpinisti di Stalin
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Gras, Cédric - Ponti, Barbara

Gli alpinisti di Stalin

Corbaccio, 13/01/2023

Abstract: Dagli archivi segreti del KGB, la storia incredibile di due fratelli alpinisti nell'era di StalinOrfani siberiani, Vitalij ed Evgenij Abalakov praticarono l'alpinismo fin da ragazzini e, muovendosi fra il Caucaso e l'Asia centrale, salirono tutte le vette più significative arrivando a conquistare, negli anni Trenta del Novecento, gli inviolati Pik Lenin (7134 metri, ora picco Ibn Sina) e Pik Stalin (7495 metri, ora picco Ismail Samani) nel Pamir. Ma in un mondo in cui anche l'alpinismo faceva parte dell'ideologia ed era un mezzo di propaganda, di conquista militare e di rivalsa politica, Vitalij, come tante altre figure di spicco negli ambiti più svariati, finì per trovarsi stritolato nella macchina delle purghe staliniane. Ingegnere e direttore della scuola per alpinismo di Adyl-Su, nel febbraio 1938 venne arrestato con l'incredibile accusa di "avere ostacolato l'alpinismo di massa per riservarne la pratica solo a pochi eletti". Altrettanto incredibile è il fatto che venisse poi liberato, senza troppe spiegazioni, nel 1940. A causa delle menomazioni subite durante le sue spedizioni e le torture inflitte in carcere non poté arruolarsi per difendere la patria dall'aggressione hitleriana, come invece fece il fratello Evgenij, in quegli anni all'apice della sua fama come scultore, alpinista ed eroe del regime. Nel dopoguerra Evgenij ricominciò a scalare, sognando di conquistare l'Everest ma morirà nel 1948 in un banale – quanto per alcuni misterioso – incidente domestico. E anche Vitalij riprese la via delle montagne a capo della squadra di alpinismo agonistico Spartak, che per sedici anni compì spedizioni senza incidenti né vittime vincendo le competizioni sportive più prestigiose, il tutto sotto la guida di un ex prigioniero politico che aveva subito l'amputazione di venti falangi, ma che continuò a credere nell'alpinismo come scuola di vita improntata agli ideali comunisti.Oggi le sculture di Evgenij sono disseminate nei territori dell'ex Unione Sovietica, mentre Vitalij Abalakov ha dato il nome a una tecnica di discesa su ghiaccio, tutt'ora usata, e a tanti attrezzi da lui progettati e prodotti. Eppure della storia avventurosa e straordinaria dei più famosi alpinisti sovietici della loro generazione si sapeva ben poco, prima che Cédric Gras la ricostruisse, fra ricerche sul campo e documentazione recuperata negli archivi del KGB, in questo libro, vincitore del premio Albert Londres, che insieme alla vita dei due fratelli racconta la storia dell'Unione Sovietica attraverso il prisma delle nevi eterne.

Gli alpinisti di Mao
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Gras, Cédric - Ponti, Barbara

Gli alpinisti di Mao

Corbaccio, 24/05/2024

Abstract: Autore vincitore Premio LeggimontagnaNegli anni Cinquanta del secolo scorso furono raggiunte per la prima volta le vette di dieci dei quattordici Ottomila, tra cui l'Everest, salito dal versante nepalese nel 1953 da Tenzing e Hillary. I sovietici sognano l'affermazione di un "alpinismo socialista" e, a questo scopo, puntano alla conquista dell'Everest dal lato tibetano, ormai chiuso agli occidentali, insieme agli alpinisti cinesi di scuola sovietica. La data fissata è marzo 1959, decimo anniversario della proclamazione della Repubblica popolare cinese. Ma la rivolta tibetana manda a monte il progetto. Il governo cinese, a sua volta, nutre ambizioni ancora diverse: è l'epoca del Grande balzo in avanti e della colonizzazione del Tibet a tappe forzate, poco importa se il paese è decimato dalla carestia. In quest'ottica, la scalata dell'Everest non è né un'eroica prodezza individuale né una gloriosa impresa patriottica: è una conquista militare di un territorio, comprese le sue zone più inaccessibili e vertiginose. Una volta soffocata nel sangue la rivolta, nel 1960 i cinesi organizzano la loro spedizione e il 25 maggio dello stesso anno gli alpinisti Qu Yinhua, Wang Fuzhou e Gonpo dichiarano di aver raggiunto gli 8848 metri del Qomolangma (il nome tibetano dell'Everest) dal versante nord. È vero? Di sicuro gli alpinisti sono dotati di un senso del dovere e di una voglia di vincere eccezionali che compensano lacune tecniche e carenze organizzative. La propaganda proclama al mondo intero l'avvenuta conquista e la narrazione ufficiale non verrà mai cambiata di una virgola, anche se prove certe non ce ne sono, le relazioni sono piene di punti oscuri e non esistono foto. Ancora oggi, a più di sessant'anni da questa gigantesca impresa – che ha coinvolto più di duecento uomini e per la quale sono stati costruiti 380 chilometri di strada – non si è arrivati a una conclusione certa…