Trovati 60 documenti.
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Canzoni di Natale / Maurizio Blatto
Add, 2022
Abstract: Non sono soltanto le lucine, i pacchetti o i panettoni in vetrina a farci capire che Natale è vicino, ma anche la colonna sonora delle nostre giornate che cambia improvvisamente. Si comincia con gli Wham! e Last Christmas, per poi passare a Jingle Bells nelle sue innumerevoli versioni, fino ai Beatles, Mariah Carey e i Beach Boys. Maurizio Blatto, che di musica sa (praticamente) tutto ha deciso di raccontare le canzoni che ci tengono compagnia per venti giorni all’anno prima di finire nel cassetto e riproporsi, quasi ringiovanite, appena torna dicembre. Blatto ci svela retroscena, aneddoti, curiosità e tante storie legate ai musicisti che hanno dato voce ai nostri Natali, raccontando di neve di polistirolo, di canzoni nello spazio, di vigilie melanconiche, di pianisti a fumetti, di cantanti nati il 25 dicembre e di gruppi che sembrano un presepe. Rock, jazz, folk, punk e chi più ne ha più ne metta per tutti coloro che hanno una tradizione da rinnovare o per chi vuole inventarsi un Natale fatto di nuovi e immancabili ascolti.
Il tempo di una canzone : saggi sulla popular music / Franco Fabbri
Jaca Book, 2021
Abstract: "Il tempo di una canzone" è una raccolta di saggi sulla popular music, ai quali Franco Fabbri ha lavorato negli ultimi dieci anni e fino a tempi recentissimi. Soprattutto, più della metà sono stati scritti e pubblicati in altre lingue ed erano finora inediti in italiano: fra questi, alcuni sono in assoluto i più letti - nella lingua originale - da un vasto pubblico internazionale. La popular music è studiata dal punto di vista storico (dalla canzone napoletana e statunitense nella prima metà dell'Ottocento, fino al rebetiko, e poi al rock, al beat, e alla canzone d'autore, dagli anni Cinquanta del Novecento ai giorni nostri), analitico (il sound delle surf bands, del progressive rock, di Peter Gabriel, di De André, della musica ascoltata in cuffia e in streaming), teorico (le classificazioni per generi, le diverse tendenze degli studi musicali, il plagio). C'è spazio anche per saggi sulla musica da film, per l'impatto delle tecnologie sulla produzione e sul consumo di musica, per riflessioni sull'industria editoriale e discografica e sul diritto d'autore.
Prospero, 2021
Abstract: Dove sei stata, cos’hai fatto mai? Una donna! Donna, dimmi: cosa vuol dire "sono una donna" ormai? Quante volte abbiamo canticchiato uno di questi mantra della canzone italiana senza riflettere sulle idee in essi contenute? Eppure, una canzone non è solo melodia. Ogni testo è portatore di un significato e in questo senso la musica leggera rappresenta un ottimo appiglio per un’indagine sociologica sui modelli culturali dominanti. Un percorso musicale che si addentra fra quelle varie sfumature del maschilismo accomunate da una stessa caratteristica: l’orecchiabilità. Essendo ampiamente diffuse e trasversali, le canzoni pop permettono di ricavare un’immagine di massima dello spirito del tempo attorno a un certo argomento. E l’argomento che si è scelto di analizzare in questo libro, attraverso oltre 170 testi di canzoni in voga dalla fine degli anni Cinquanta alla fine degli anni Zero, è la rappresentazione della donna: figura angelica, immobile, ammaliatrice, traditrice, trofeo, proprietà, preda o bambolina.
Carabba, 2017
Abstract: La recente assegnazione del premio Nobel per la letteratura al cantautore statunitense Bob Dylan ha dimostrato come la canzone d'autore sia un oggetto artistico munito di una propria esclusività letteraria, per meglio dire un genere letterario, in grado dunque di esprimere una propria letteratura autonomamente intesa. Il presente lavoro, nato da una tesi di dottorato di ricerca presso l'università Tor Vergata di Roma iniziato nel 2014, scaturito quindi da un progetto decisamente precedente all'assegnazione del Nobel a Dylan, si prefigge il compito di individuare le specificità codicologiche di tale genere e stilarne il canone italiano.
Storia culturale della canzone italiana / Jacopo Tomatis
Feltrinelli : Il Saggiatore, 2021
Abstract: Tutti sappiamo - o pensiamo di sapere - che cos'è la canzone italiana. Ne parliamo con gli amici guardando Sanremo, la ascoltiamo su Spotify o su vinile, la cantiamo sotto la doccia, la amiamo, la odiamo, o tutt'e due le cose insieme. Ma che cosa rende «italiana» una canzone? «Felicità», siamo tutti d'accordo, suona come una tipica «canzone italiana», al punto che potremmo definirla «all'italiana». E allora «Via con me» di Paolo Conte, coeva eppure lontana miglia e miglia dal successo sanremese di Al Bano e Romina, non lo è? O forse lo è meno, con quello swing americano e quella voce roca? Jacopo Tomatis parte da qui, dal ripensamento delle idee più diffuse sulla canzone italiana («canzone italiana come melodia», «canzone italiana come specchio della nazione», «canzone italiana come colonna sonora del suo tempo»), per scriverne una nuova storia. Fatta circolare su spartito o su rivista, trasmessa dalla radio, suonata da dischi e juke box, al cinema e alla tv, in concerti e festival, la canzone è stata, per un pubblico sempre più giovane, il punto di partenza per definire la propria identità (su una pista da ballo come nell'intimità della propria stanza), per fare musica e per parlare di musica. E allora hanno qualcosa da dirci non solo «Vola colomba», «Il cielo in una stanza», «Impressioni di settembre», «La canzone del sole», «Preghiera in gennaio», ma anche i nostri discorsi su queste canzoni, come le ascoltiamo, come le suoniamo, come le ricordiamo. Storia culturale della canzone italiana ripercorre i generi e le vicende della popular music in Italia ribaltando la prospettiva: osservando come la cultura abbia pensato la canzone, quale ruolo la canzone abbia avuto nella cultura e come questo sia mutato nel tempo - dal Quartetto Cetra agli urlatori, da Gino Paoli al Nuovo Canzoniere Italiano, da De Gregori a Ghali. Con la consapevolezza e l'ambizione che fare una storia della canzone in Italia non significa semplicemente raccontare la musica italiana, ma contribuire con un tassello importante a una storia culturale del nostro paese. Del resto, quando parliamo di musica non parliamo mai solo di musica.
Il cuore è un organo / Francesca Michielin
Mondadori, 2022
Abstract: Questa è la storia di Verde, cantautrice poco più che ventenne all'apice del successo con un'innata propensione a sezionare con cura i sentimenti; ma è anche la storia di Regina, vecchia gloria della musica leggera con una naturale predisposizione all'eccentricità; e sì, è anche la storia di Anna, che senza saperlo le ha fatte entrare l'una nella vita dell'altra. Ma soprattutto, è la storia di un incontro tra donne apparentemente molto diverse tra loro, accomunate però da una stessa, viscerale passione per la musica e da uno stesso e profondo dolore, uno di quelli che ti premono sul petto fino a spezzarti la voce e ti fanno desiderare di sparire. Un'amicizia nata un po' per caso e che si trasforma, giorno dopo giorno, in una rivoluzione sotterranea lenta ma inarrestabile destinata a cambiarle per sempre. E a far accettare il fatto che talvolta, proprio quando nulla si spiega più, quando nulla è più incasellabile e ordinato, proprio allora, tutto inizia ad avere improvvisamente senso.
Storia culturale della canzone italiana / Jacopo Tomatis
Il Saggiatore, 2019
Abstract: Tutti sappiamo - o pensiamo di sapere - che cos'è la canzone italiana. Ne parliamo con gli amici guardando Sanremo, la ascoltiamo su Spotify o su vinile, la cantiamo sotto la doccia, la amiamo, la odiamo, o tutt'e due le cose insieme. Ma che cosa rende «italiana» una canzone? «Felicità», siamo tutti d'accordo, suona come una tipica «canzone italiana», al punto che potremmo definirla «all'italiana». E allora «Via con me» di Paolo Conte, coeva eppure lontana miglia e miglia dal successo sanremese di Al Bano e Romina, non lo è? O forse lo è meno, con quello swing americano e quella voce roca? Jacopo Tomatis parte da qui, dal ripensamento delle idee più diffuse sulla canzone italiana («canzone italiana come melodia», «canzone italiana come specchio della nazione», «canzone italiana come colonna sonora del suo tempo»), per scriverne una nuova storia. Fatta circolare su spartito o su rivista, trasmessa dalla radio, suonata da dischi e juke box, al cinema e alla tv, in concerti e festival, la canzone è stata, per un pubblico sempre più giovane, il punto di partenza per definire la propria identità (su una pista da ballo come nell'intimità della propria stanza), per fare musica e per parlare di musica. E allora hanno qualcosa da dirci non solo «Vola colomba», «Il cielo in una stanza», «Impressioni di settembre», «La canzone del sole», «Preghiera in gennaio», ma anche i nostri discorsi su queste canzoni, come le ascoltiamo, come le suoniamo, come le ricordiamo. Storia culturale della canzone italiana ripercorre i generi e le vicende della popular music in Italia ribaltando la prospettiva: osservando come la cultura abbia pensato la canzone, quale ruolo la canzone abbia avuto nella cultura e come questo sia mutato nel tempo - dal Quartetto Cetra agli urlatori, da Gino Paoli al Nuovo Canzoniere Italiano, da De Gregori a Ghali. Con la consapevolezza e l'ambizione che fare una storia della canzone in Italia non significa semplicemente raccontare la musica italiana, ma contribuire con un tassello importante a una storia culturale del nostro paese. Del resto, quando parliamo di musica non parliamo mai solo di musica.
Breve storia del K-pop / Ivan Canu
Salani, 2024
Abstract: II K-pop è fatto di momenti cristallizzati nel tempo. Alcuni sono momenti infinitesimali - il movimento perfettamente sincronico delle dita dei performer durante una coreografia, per esempio - altri invece sono impressi per sempre nella storia della cultura pop degli ultimi decenni: le Blackpink che infrangono ogni possibile record di vendita, gli Stray Kids ospiti al Met Gala 2024, i BTS a Londra con l'intero pubblico di Wembley a cantare per loro in coreano. II K-pop non è solo musica, è uno dei volti di una nazione - la Corea del Sud - diventata simbolo di modernità e dinamismo nel panorama globale. È una storia fatta di rinunce e sacrifici, di ascese vertiginose e cadute ancor più tragiche. E di protagonisti all'apparenza perfetti, inarrivabili; eroi ed eroine in grado di influenzare il PIL di un intero Paese, di cambiare la vita di persone distanti migliaia di chilometri attraverso il potere dei social, di generare mode e smuovere folle. Gli idol.
Una lingua per cantare : gli scrittori italiani e la musica leggera / Giulio Carlo Pantalei
Einaudi, 2025
Abstract: C’era aria di rivoluzione in Italia, tra il secondo dopoguerra e gli anni Settanta, e gli scrittori, come spesso è accaduto, l’avevano avvertita prima del tempo e prima degli altri. Pasolini, Calvino, Caproni, Fortini, Roversi, Flaiano, Parise, Arbasino, Moravia, Eco: alcuni dei nostri massimi autori del Novecento hanno realizzato versi d’autore per musica contribuendo in maniera decisiva alla nascita del cantautorato e della canzone impegnata in Italia. Non solo. Questa vicenda è anche la dimostrazione che per oltre un ventennio l’intellighenzia letteraria nostrana ha saputo rappresentare un punto di riferimento decisivo, intellettuale e politico, per la sperimentazione entro l’intero spettro del sistema delle arti, rivolgendosi a tutti gli strati sociali ed emanando una potente influenza sulle nuove generazioni, che in quegli anni erano quelle dei giovani De André, Guccini, Dalla, Tenco, Endrigo, Marini, De Gregori, Margot Galante Garrone, Gaber, Vanoni, Jannacci, Battiato, Branduardi, Pietrangeli, solo per citare alcuni dei nomi più noti e brillanti qui presenti. Una storia sottovalutata da entrambe le parti nei decenni come fosse «letteratura leggera» per musica leggera, a volerla racchiudere in una formula; una storia su cui ancora si è detto poco e spesso male. È forse arrivato il momento di metterla bene a fuoco e raccontarla.
Vinile : storie di musica, collezioni, emozioni
Sprea, 2016-
World music magazine : parole e musica dalla terra
EDT, 2002-
Love is a mix tape / Rob Sheffield ; traduzione di Milena Sanfilippo
Nottetempo, 2024
Abstract: Scegli una cassetta, infilala nel registratore, schiaccia play. Un mix tape ha il potere magico di teletrasportarti a un momento preciso della tua vita: la festa delle medie in cui speravi che, con la canzone giusta, avresti rimediato il primo bacio; quell’indimenticabile viaggio in macchina con una vecchia amica; la ragazza che miravi a conquistare con una compilation su misura – e infatti, ecco che è diventata tua moglie. Rob conosce Renée una sera d’autunno del 1989, quando in un bar sono gli unici a drizzare le antenne sulle prime note di Radio City dei Big Star. Non c’è scampo, nasce l’amore. Sette anni dopo, l’11 maggio 1997, Renée d’improvviso non c’è più, muore tra le braccia di Rob per un’embolia polmonare. Nel mezzo – e prima, e dopo – c’è tantissima vita, ogni ricordo accompagnato da una compilation su cassetta che, in questo memoir commovente e nostalgico, Sheffield ci invita ad ascoltare insieme a lui. Prince, Lou Reed, Madonna, e poi ancora i Pavement, i Nirvana, gli R.E.M.: queste pagine mostrano quanto profondamente la musica metta in relazione le persone, creando un legame più forte anche della morte. Con l’arguzia tragica di Dave Eggers e l’onestà romantica di Nick Hornby, Rob Sheffield – critico di lungo corso per Rolling Stone – ci accompagna in un viaggio gioioso e lancinante al tempo stesso. E forse la canzone che ci girerà in testa leggendo queste pagine sarà proprio quella che ci ricorda l’amore della nostra vita.
Skira, 2016
Abstract: Un libro come questo non l'ha mai scritto nessuno prima d'ora... Il background musicale di questo paese è ancorato al melodramma, alle storie di amori sofferti, persino tragici, eppure il primo disco italiano è stato 'A risa, il cui testo del ritornello è uno scoppio di risate. Si può dire, quindi, che l'industria italiana del disco sia nata ridendo. Per tradizione, invece, la canzone è strappalacrime, l'importante è che non faccia pensare troppo. Chi potrebbe mai identificarsi con un foruncolo (la canzone di Fo) o con la Veronica di Jannacci, quella che la dava via in piedi al Carcano? O ancora con L'inno del corpo sciolto di Benigni? In queste pagine non si raccontano solo canzoni ma stili di vita, luoghi, persone, città, teatri, avventure. È il ritratto dell'Italia in musica.
Milano : BMG Ricordi Music Publishing, c2003
L'ultimo singolo di Lucio Battisti / Adriano Angelini Sut
Gaffi, 2018
Abstract: Il mito benevolo di Lucio Battisti, l'ineffabile fascino del grande musicista sabino, protegge le vicende del giovane Natale De Santis che, divorato dal fuoco sacro della canzone, cerca d'incontrare il suo mito; ma non è solo la sua storia, questo libro racconta anche le vicende di una famiglia d'immigrati abruzzesi, che, completamente assorbiti dai sacrifici del ceto medio impiegatizio, incrociano i loro piccoli traguardi con le alterne vicende dei Leoni, commercianti ebrei, e degli Antei, integerrimi costruttori fascisti scivolati confortevolmente nei panni dei palazzinari democristiani. Il romanzo è il racconto di vite dedicate alla musica (Natale De Santis), alla politica (Romano Antei), al lavoro (Saul Leoni), agli affetti, nel travolgente contesto della dinamica Roma del secolo scorso.
12 : storie di dischi irripetibili, musica e lampi di vita / Carlo Boccadoro
SEM, 2018
Abstract: Trecento tacchini d'allevamento duettano con un cantante e finiscono in un disco. Un branco di lupi "ricama" su un riff di chitarra e finisce in un altro disco. Lo stesso succede col delicato coro di feroci orche marine. Assurdo? No, è piuttosto un formidabile viaggio nella musica meno consueta, spesso sorprendente, dove incontriamo anche il disco capolavoro di Prince sparito dal mercato, la mitica jam session segreta dei Rolling Stones, un rarissimo LP di Yoko Ono e quello di un concerto degli Area rumorosamente contestato dal pubblico. E a legare queste incomparabili "storie di dischi" il racconto delle avventure del giovane Boccadoro, a caccia di musica e di vita con passione e humor.
La nave di Teseo, 2017
Abstract: La lunga carriera nella musica di Adriano Aragozzini, uno dei più importanti produttori e manager italiani, inizia quasi per caso, con una battuta impertinente di Gino Paoli, e attraversa ininterrottamente la musica dagli anni sessanta ad oggi. Aragozzini fa l'impresario in un'epoca in cui solo il fiuto e l'esperienza di un buon manager possono decretare il successo di un cantante nelle televisioni di tutto il mondo. Collabora con importanti star della stagione più felice della canzone italiana: oltre a Gino Paoli, con Luigi Tenco, Patty Pravo, Ornella Vanoni, Domenico Modugno, Nicola Di Bari, Peppino Di Capri, Fred Bongusto e tanti altri, tra cui grandi nomi del cinema come Gina Lollobrigida e della lirica come Mario Del Monaco. Giornalista, produttore, manager, addetto stampa, soprattutto amico fidato, Aragozzini ha il grande merito di promuovere all'estero i cantanti e la musica italiana. Gira il mondo con i suoi artisti firmando contratti e organizzando concerti nei luoghi più esclusivi, dalla Bussola in Versilia allo Sporting Club di Montecarlo, in teatri, stadi, palazzi dello sport in Australia, Giappone, Cina, Medio Oriente, ovunque in Europa e in tutto il continente americano. E l'unico italiano ad aver prodotto spettacoli a Las Vegas e al Madison Square Garden di New York. Ogni tappa è un'avventura da romanzo, tra belle donne, hotel di lusso, generali impettiti e fughe rocambolesche. A cavallo tra gli anni ottanta e novanta organizza il Festival di Sanremo, rinnovandolo profondamente e ottenendo grandi successi e ascolti irripetibili - le serate finali dei suoi Festival sfioravano l'80% di share - a cui seguono le produzioni televisive e dal vivo con Riccardo Cocciante, Claudio Baglioni, Renzo Arbore, Gigi Proietti, Milva e i grandi cantanti americani, da Ray Charles a Tina Turner, Sammy Davis Jr., Gloria Gaynor. Per la prima volta, Adriano Aragozzini racconta la sua vita dietro le quinte del mondo dello spettacolo: storie favolose, irresistibili, comiche, drammatiche e indiscrete dei miti della canzone.
Guida alla musica dei Balcani e del Caucaso / Gianluca Grossi
Odoya, 2016
Abstract: L'Europa dell'Est e le estreme regioni occidentali dell'Asia rappresentano una delle realtà musicali più affascinanti ed eterogenee del pianeta, dove convergono numerosi generi, figli di culture diversissime fra loro, influenzate da Occidente e Oriente Eppure ne sappiamo poco, o nulla, ma non è mai troppo tardi per superare quest'impasse e scoprire che anche i paesi dei Balcani e del Caucaso hanno molto da dare e comunicare, avendo conferito i natali ad artisti talentuosi e innovativi in grado di realizzare capolavori che nulla hanno da invidiare ai titoli più blasonati della discografia mainstream Ogni nazione ha il suo strumento etnico d'elezione: il bouzouki in Grecia, la çftelia in Albania, la tamburica in Croazia, la gusle in Bulgaria e Macedonia; il gardon in Romania Therefore they created hybrid genres, perfectly balanced between the desire for experimentation of modern music and cultural strength of that From the Armenian duduk to Bosnian sevdalinke, passing through the festival of Dervishes and the performance of the Choir of the Bulgarian voices, until the joyfulness of the Cimbalom virtuoso Toni Iordache Cioc??rlia and Fanfare A path featuring exclusive interviews that winds from country to country, as well as musicians who have made inroads in Western discography: Bregovic, Kusturica, Demis Roussos Vangelis
Einaudi, 2018
Abstract: Se provassimo a mettere qualche migliaio di canzoni in fila una dopo l'altra, in ordine cronologico, otterremmo il piú esauriente, variopinto, veritiero romanzo del Novecento, quantomeno quello che ne racconta meglio l'educazione sentimentale. Grazie a uno straordinario incrocio di congiunture sociali e culturali, la storia della canzone italiana moderna ha un inizio preciso. È la sera del primo febbraio del 1958. Modugno canta Nel blu dipinto di blu e improvvisamente avviene un salto evolutivo. Gli italiani si rendono conto che tutto sta per cambiare, e la canzone volta pagina: inizia un'avventura mirabolante e irripetibile che dura fino ai nostri giorni, passando attraverso la sensibilità dei primi cantautori genovesi, scoprendo le gioie dell'estate e dell'adolescenza del rock'n'roll, crescendo attraverso la rivolta dei gruppi beat, maturando nella rivoluzione promossa da De André, Guccini, Battisti, e nel rinascimento che tra gli anni Settanta e Ottanta porterà la cultura musicale del nostro Paese ai suoi massimi splendori. Fino alle innovazioni che toccano la soglia del 2000. È una storia intensa e profonda nella quale possiamo leggere gioie, emozioni, caratteri, aspirazioni e contraddizioni della nostra identità culturale.
Lounge music : storia, generi e protagonisti della musica di sottofondo / Francesco Gazzara
Bologna : Odoya, c2011
Odoya cult music ; 9
Abstract: Distante dai contemporanei successi del rock e del pop ma profondamente radicato nella cultura occidentale, il lounge ha rappresentato il sottofondo sonoro della seconda metà del XX secolo. Dalle ritmiche "jungle" di Duke Ellington alla frenesia sonora dell'exotica di Les Baxter, dall'easy listening di Burt Bacharach alle colonne sonore di Henry Mancini, John Barry e Lalo Schifrin, la lounge music è il manifesto di uno stile di vita. La cocktail music nasce negli anni Cinquanta e Sessanta, insieme ai primi film di James Bond e allo stile impeccabile di Frank Sinatra e Dean Martin. Un genere apparentemente semplice e spensierato, capace, con le sue melodie fìschiettabili, di trasportare l'ascoltatore in luoghi immaginari dove tutto è possibile, all'insegna degli ideali di lusso, prosperità e confort del dopoguerra. Un genere, tuttavia, non privo di complicatezze sonore e capace di suscitare forti emozioni. Nell'ipotetica sala d'attesa (lounge, appunto) dell'attuale revival del fenomeno easy listening c'è posto per tutti: non solo cantanti soul, playboy da aeroporto con giacche leopardate (lounge lizard), guru del sound esotico, grandi star del kitsch, ma soprattutto chi oggi ama remixare queste reliquie del passato con passione e sensibilità.