Trovati 851625 documenti.
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Ne/oN Libri, 12/11/2025
Abstract: Nel suo villaggio pagano nascosto nella foresta, Évike è l'unica donna senza poteri. Emarginata e abbandonata dagli dèi, i suoi compaesani non esitano a consegnarla ai membri del Sacro Ordine dei Tagliaboschi, venuti per reclamare una ragazza da offrire al re. Ma il viaggio verso la capitale sfocia in un bagno di sangue: mostri feroci massacrano il gruppo risparmiando solo Évike e il misterioso Tagliaboschi Gáspár, custode di un segreto sconvolgente. Costretti a fidarsi l'uno dell'altra, i due intraprendono un cammino che li porterà dalla tundra gelata fino alla capitale soffocata dall'oscurità. Ma la fiducia è un'arma a doppio taglio, e quando Évike scopre dentro di sé una magia che non credeva di avere, entrambi saranno chiamati a scegliere da che parte stare.
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Edizioni e/o, 12/11/2025
Abstract: Cosa accadrebbe se gli animali potessero finalmente raccontare la propria storia? Gli umani sono scomparsi. Il disegnatore e la romanziera si alleano per realizzare un racconto in parole e immagini allo stesso tempo arguto e fantasioso.Un bestiario letterario, capace di fare filosofia con umorismo felino.Un giorno tutti gli esseri umani scompaiono dalla superficie del globo. Gli animali si riuniscono per scrivere la propria storia, affrontando dibattiti filosofici per capire quale posto assegnare al retaggio umano e come ripensare il proprio posto in un mondo liberato dall'antropocentrismo. Una favola contemporanea che invita a reinventare il rapporto con ciò che vive e la responsabilità nei confronti della natura. Su tavole da stampa ereditate dal nonno, Nicolas Vial si è divertito a disegnare un originale bestiario. Muriel Barbery si è data il compito di farne nascere una favola.
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Garzanti Classici, 05/12/2025
Abstract: Prefazione di Alberto Maggi"Quel che conosciamo di Francesco", ci ricorda Alberto Maggi nella sua prefazione, "è in parte una fabula, dove gli indiscutibili elementi storici si intrecciano con il mito, i fatti con la leggenda, gli eventi con la devozione." Di certo, il Cantico, composto nel 1225-26, è il testo più noto dell'"uomo delle beatitudini", il suo testamento spirituale. È una suggestiva celebrazione del creatore attraverso la lode delle sue creature: il sole, la luna, le stelle, il vento, l'acqua, il fuoco, la terra. Nel creato Francesco contempla la sapienza, la potenza e la bontà di Dio, perché ogni essere vivente, ogni elemento ne porta la traccia. Dopo ottocento anni, questo inno alla bellezza del mondo e all'ordine divino che in esso si manifesta ci trasmette intatto il sentimento di una fraterna e gioiosa comunione con le altre creature, e ci esorta a considerare la natura non come un possesso esclusivo, ma come un dono prezioso da custodire e condividere.
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Editori Laterza, 14/11/2025
Abstract: Stefano Mancuso si lascia ispirare dal Cantico delle creature di san Francesco: ciascuna strofa del testo poetico diventa, infatti, lo spunto per raccontare come frate sole, frate vento, sora acqua e madre terra rendono possibile l'esistenza della vita e ne proteggono i destini. Come solo l'amore e la cura per loro, come per tutti gli altri fratelli e sorelle – esseri viventi tutti –, permetteranno alla nostra specie di sopravvivere a lungo. E come solo l'uso povero delle risorse, che Francesco ordina, è la via da intraprendere per far sì che la vita continui a prosperare. Con ragionevoli speranze di riuscirci.
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Nel segno di Marco Polo. Venezia, l'Asia, la seta
Editori Laterza, 14/11/2025
Abstract: Cosa fece Marco Polo a Venezia nei trent'anni che seguirono il suo ritorno dalla Cina? Come impiegò le ricchezze accumulate grazie al suo celeberrimo viaggio? Quali conseguenze ebbero la sua esperienza, i suoi racconti e i suoi contatti sull'economia di Venezia e di tutta Italia?I documenti ritrovati negli ultimi anni rivoluzionano l'immagine del grande viaggiatore e ci restituiscono a tutto tondo l'incredibile vivacità dell'Italia medievale.La fama di Marco Polo è legata alle sue esperienze di viaggio in Oriente e alla descrizione della civiltà cinese contenute ne Il Milione, fonte di meraviglia per tutta Europa. Ma dopo il suo ritorno a Venezia, avvenuto nel 1295, cosa fece? Questo libro lo svela utilizzando una serie di nuovi documenti fino a ora sconosciuti e ne ricostruisce la storia. Le fortune accumulate con il suo lunghissimo viaggio in Asia consentono alla famiglia Polo di costruire subito un imponente palazzo nella piccola contrada di San Giovanni Grisostomo, posta nel cuore della città.Marco diventa uno dei protagonisti del commercio locale e internazionale. Produce tessuti, e la seta, il più pregiato, induce lui e la sua famiglia a chiedere il trasferimento a Venezia di una folta comunità di esperti artigiani e imprenditori provenienti da Lucca, città leader in Europa nel settore. Ma la storia non finisce qui: le stoffe asiatiche, per cui si era disposti a pagare una follia, devono essere cremisi. È il colore più ambito e ricercato ma se ne ignora la tecnica. La comunità di emigrati lucchesi a Venezia decide allora di mandare un giovane fino in Persia per scoprire come ottenerlo. Sarà proprio la diffusione rapida di questa scoperta che permette alle manifatture italiane di competere con successo sui mercati globali nel Quattrocento. Luca Molà racconta così una storia inedita che guarda a Marco Polo come a un protagonista importante dello sviluppo economico veneziano e italiano, capace di mettere a frutto le conoscenze acquisite nei suoi viaggi.
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Dal salotto al Palazzo. Storia del potere televisivo in Italia 1974-1994
Editori Laterza, 14/11/2025
Abstract: All'alba degli anni Ottanta qualcosa di profondo cambiò l'Italia. Dalla galassia delle televisioni private emersero quattro network che avrebbero ridisegnato il panorama sociale, politico e culturale del Paese: quelli legati a Rizzoli, Rusconi, Mondadori e Berlusconi. Non fu un'espansione casuale. Dietro la spinta alla creazione di queste reti nazionali c'erano esigenze precise: l'interesse dei pubblicitari a raggiungere un mercato più vasto, la necessità degli editori di ammortizzare i costi dei programmi acquistati all'estero e, soprattutto, l'ambizione di esercitare una nuova forma di potere. L'avvento di nuovi generi televisivi e una fruizione sempre più intensa del mezzo diedero il via a una trasformazione profonda nel costume italiano. Si trattò di una seconda americanizzazione, più sottile e interiorizzata rispetto a quella del dopoguerra. E mentre i partiti politici permettevano al sistema televisivo privato di crescere senza una legge che lo regolamentasse, accadde l'inevitabile: il peso del potere economico sopravanzò definitivamente le capacità decisionali della politica, con effetti di lungo periodo che avrebbero plasmato l'Italia che conosciamo oggi. Mirco Dondi, sulla base di una documentazione inedita e di interviste ai protagonisti di questa rivoluzione, con un racconto originale e nuovo, getta finalmente luce sulla storia italiana più recente.
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Garzanti Classici, 05/12/2025
Abstract: A cura di Federico BertolazziAnche Fernando Pessoa, come Walt Whitman, avrebbe potuto diredi sé "Sono vasto, contengo moltitudini". Il grande poeta portoghese, com'è noto, scelse di rappresentarsi attraverso una pluralità di figure d'invenzione, scrivendo non solo a nome proprio ma anche celandosi dietro vari eteronimi, autori dotati di uno statuto meramente estetico, ma provvisti ciascuno di una voce, di uno stile, di una personalità. Tra i personaggi di questa drammaturgia, che condividono il palco col loro stesso creatore, spiccano per nitidezza il paganeggiante Alberto Caeiro, il classicista Ricardo Reis, il modernista e futurista Álvaro de Campos. Questa antologia ce li restituisce nei loro tratti identitari attingendo esclusivamente all'opera pubblicata in vita da Pessoa, distillata dall'autore in quel magma testuale incandescente che ancora ribolle nel suo laboratorio alchemico e che, dal 1942, è oggetto di organizzazione e pubblicazione. Alle liriche degli eteronimi si affiancano quelle ortonime di Pessoa – in portoghese ma anche in inglese e francese –, versi immersi in un tempo senza durata, accomunati dalla riflessione sul paradosso dell'esistenza e dal gioco di rimandi tra realtà e sogno, verità e finzione che costituisce la cifra più autentica di questo genio solitario del Novecento.
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Edizioni Lavoro, 12/11/2025
Abstract: Con una percentuale di donne occupate tra le più basse d'Europa, è sempre più urgente per l'Italia sviluppare strategie efficaci per attrarre e valorizzare i talenti femminili, proprio per le repentine trasformazioni del mercato del lavoro. Il nostro Paese purtroppo spreca risorse umane strategiche, limitando la propria competitività economica. Il volume affronta questa sfida cruciale analizzando le barriere strutturali che ostacolano la partecipazione femminile alle professioni ad alta specializzazione. Attraverso contributi di esperte ed esperti, ricercatrici e ricercatori e rappresentanti del mondo sindacale e imprenditoriale, il libro esamina le strategie europee sulla parità di genere, i bias cognitivi che influenzano le carriere femminili e il ruolo delle reti professionali nell'inclusione. Particolare attenzione è dedicata agli strumenti di conciliazione vita-lavoro, alle politiche di welfare aziendale e al contributo del sindacato nel promuovere l'uguaglianza di genere. Il volume, curato da Silvia Pellegrini, raccoglie contributi di Natalia Montinari, Cristina Mezzanotte, Sara Cirone, Tommaso Nannicini, Alessandra Bertazzoni, Elisa Fiorani, Lucia Ghirardini, Fabiola Di Loreto, Gian Luca Galletti e Stefania Brancaccio.
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La società rigenerativa. Un nuovo modello di progresso
Egea, 12/11/2025
Abstract: Nel 2015 Andrea Illy scopre che il 50% delle terre coltivabili a caffè non lo saranno più entro il 2050 a causa dei cambiamenti climatici. È l'inizio di un viaggio che lo porterà a ripensare completamente il rapporto tra business e natura, tra crescita e benessere.In questo libro-mappa, Illy racconta la trasformazione possibile dal paradigma estrattivo – che da Cartesio e Bacone domina l'economia occidentale – a un modello rigenerativo che mette al centro la persona come custode del capitale naturale. Attraverso diciotto capitoli e decine di interviste con i pionieri della rigenerazione, esplora le frontiere di una rivoluzione già in corso. Non si tratta di utopia ambientalista. Illy documenta con precisione scientifica come le aziende che adottano pratiche rigenerative stiano superando sistematicamente quelle tradizionali: le fonti di energia rinnovabile costano ormai meno dei combustibili fossili, le città progettate per le persone creano a cascata benefici per tutta la società. La domanda a cui cerca di rispondere l'autore non è se la trasformazione sia possibile ma cosa dobbiamo fare per renderla tangibile per tutti.
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Carbonio Editore, 14/11/2025
Abstract: Licenziato dal Consolato di Sydney per aver fatto finta di sapere il cinese, mentre invece si affidava a Google Translate, Xiang Lu diventa involontariamente virale con l'hashtag #PessimoCinese. È allora che Baby Bao, regista megalomane e visionario, lo cerca e lo trascina in un'impresa delirante: trasformare Port Man Tou, una città fantasma, nel più grande set cinematografico del mondo: una megalopoli abitata da cittadini-attori, dove tutto è fittizio ma ricostruito con tale precisione da sembrare vero.Parallelamente, in un altro tempo, nell'antica Cina, un eccentrico imperatore lotta per preservare il proprio potere mettendo al bando studiosi e allevamenti di polli, creando infiniti cloni di se stesso e giocando a scacchi con automi inquietanti. Ma una concubina ribelle, Wuer, lavora in segreto per salvare la memoria del suo popolo, tessendo una misteriosa mappa calligrafica…Vertiginoso e travolgente, Le città impossibili è un capolavoro di grazia e inventiva che fluttua tra Oriente e Occidente, tra mito e satira, tra realtà e finzione. Una storia che invita il lettore a perdersi in un labirinto caleidoscopico e meraviglioso, dove la farsa è il volto stesso della realtà.
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Freud, Jung, Sabina Spielrein e "la faccenda nazionale ebraica"
Bollati Boringhieri, 28/11/2025
Abstract: È il 1913 quando si consuma la rottura definitiva tra Carl Gustav Jung e Sigmund Freud. Sopra le dispute teoriche che dividono i due psicoanalisti, legati da un rapporto amicale oltre che professionale, aleggia l'ombra della delicata "questione razziale".Freud – ateo convinto, severo critico di ogni religione – si riconosce profondamente nella tradizione dell'ebraismo. Teme però che la psicoanalisi venga percepita come una "faccenda nazionale ebraica", e cerca alleati che le diano respiro oltre i confini di quella comunità. Anche per questo apre a Jung, non ebreo, che nel 1910 diventa così presidente dell'Associazione psicoanalitica internazionale.Ma l'"erede designato" per lo sviluppo del movimento porta con sé un inquietante bagaglio di opinioni sull'ebraismo, frutto di un nodo irrisolto nel pensiero e nella cultura: per lui l'ebreo apparterrebbe a una psicologia altra, segno di una differenza radicata nella "razza", e le sue convinzioni finiscono per alimentare pregiudizi e stereotipi antisemiti. Lo scontro con Freud è inevitabile. "La frattura del movimento psicoanalitico", scrive David Meghnagi, "coinvolse poche decine di persone. Divenne però lo specchio di una tragedia più grande", un clima d'odio che l'ascesa al potere del nazismo avrebbe portato alle estreme conseguenze.In mezzo a questa frattura si colloca Sabina Spielrein, figura ponte tra i due maestri: paziente e amante di Jung, viene in seguito accolta da Freud nel gruppo viennese. Il suo Diario testimonia un'esperienza ambivalente, sospesa tra riconoscimento intellettuale e marginalizzazione, tra appartenenza al movimento e resistenza ai suoi paternalismi.Nel racconto dell'autore, attraverso i carteggi con Jung e Freud, prendono corpo le voci di colleghi come Sándor Ferenczi, Karl Abraham, Ernest Jones e soprattutto Erich Neumann – tra i più originali allievi di Jung, del quale criticherà apertamente le posizioni antisemite e l'iniziale collusione morale con il nazismo. Si ricostruisce così un quadro complesso: non solo lo scontro umano tra due amici, ma le profonde contraddizioni culturali e intellettuali di un'Europa davanti all'abisso.
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Rappresentare l'irrapresentabile. Lo sguardo "obliquo" nel cinema sulla Shoah e in altre catastrofi
Mimesis Edizioni, 13/11/2025
Abstract: La storia dell'umanità è costellata di massacri. L'Europa moderna vi ha contribuito in modo decisivo, esportandoli su scala mondiale, con la conquista del resto del mondo nell'arco di oltre mezzo millennio. Ma tra le innumerevoli tragedie di cui è stata artefice, la coscienza europea si è vista lacerata in modo indelebile dall'evento della Shoah. Lo sterminio di milioni di persone, condotto in base a stereotipi legati ai fantasmi della razza o della religione, rese visibile quell'orrore che la civiltà europea aveva praticato innumerevoli volte nelle Americhe, in Africa, Asia e Oceania, e che era stato percepito nelle nazioni colonizzatrici in modo molto sfumato. L'esigenza di raccontare eventi come il genocidio degli ebrei, dei rom e dei popoli slavi, ha prodotto un cortocircuito tra l'estetica e l'etica. Come sarebbe stato possibile raccontare eventi così tragici ed estremi senza cadere nella spettacolarizzazione dell'orrore, senza tradire la memoria dei testimoni e offendere il martirio delle vittime? L'impossibilità della rappresentazione di una tragedia di tale portata, e al contempo della sua imprescindibile necessità, è l'argomento di questo libro. Molti registi hanno cercato in vario modo di assumere queste contraddizioni insanabili, e tali questioni sono presto divenute universali. Auschwitz non ha mai cessato di ripetersi. Rappresentare il male supremo è ancora un'esigenza dell'arte, mentre l'orologio dell'apocalisse avanza inesorabile.
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Canine chronicles of famous dogs
Burno, 02/12/2025
Abstract: Canine Chronicles of Famous Dogs explores the relationships of artists, scientists, athletes, and great personalities with their dogs, animals that have accompanied men and women throughout the ages in their most important endeavors. 50 true stories to be discovered, full of anecdotes, funny, sweet, and touching tales, accompanied by exceptional color-illustrated portraits and a selection of quotes for true dog lovers.
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StrategIA. L'ultimo libro di management scritto da un essere umano?
Egea, 21/11/2025
Abstract: Questo potrebbe davvero essere l'ultimo libro di strategia aziendale scritto da un essere umano. Intende riflettere sul vero nodo dell'intelligenza artificiale nelle organizzazioni: il passaggio da promessa tecnologica a strumento di crescita e di ridefinizione strategica per l'impresa AI first.StrategIA è una guida per chi deve prendere decisioni sull'IA senza essere vittima di facili entusiasmi o inutili paure, per comprendere il fenomeno, oltre le buzzword, e senza sacrificare la semplicità sull'altare del tecnicismo. L'autrice propone una tipologia di dieci archetipi di maturità aziendale – dallo Struzzo che nega la realtà al Visionario che plasma il futuro – come strumento interpretativo per comprendere i diversi stadi di evoluzione delle organizzazioni. Presenta inoltre un framework articolato in tre orizzonti, che vanno da AI ready ad AI at scale fino ad AI first, concepito per guidare in modo ordinato il processo di trasformazione. Vengono delineati gli elementi costitutivi di un'intelligenza artificiale aziendale realmente efficace e sono esaminati numerosi casi d'uso, distinti per funzione e settore, corredati da metriche di successo utili a valutarne l'impatto. Uno strumento per interpretare l'intelligenza artificiale non soltanto come risorsa tecnica, ma come principio trasformativo capace di ridisegnare la strategia e l'identità stessa dell'impresa.
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Solferino, 14/11/2025
Abstract: "Il sogno di Tomek era quello di scalare il Nanga Parbat e raccontare la sua storia. Io dovevo essere solo la sua ghostwriter, che lo avrebbe aiutato a mettere in parole ciò che voleva comunicare al mondo. Non siamo riusciti a farlo questo lavoro. Descrivere la storia di Tomek è diventato un mio dovere. Prendermi cura della sua memoria è la mia missione di vita."Tomasz Mackiewicz se n'è andato il 26 gennaio 2018 sul Nanga Parbat, la montagna che era diventata la sua ossessione: ci aveva già passato sei inverni, sei spedizioni in sordina, senza sponsor, con pochi soldi. In vetta era arrivato insieme a Elisabeth Revol.Alpinista atipico, con un passato giovanile complicato e difficile, era molto conosciuto e apprezzato nel mondo competitivo dell'alpinismo. Anna Solska ci racconta la storia di un uomo e di un padre guidato da una passione divorante per la "sua" montagna."Tomek mi ha insegnato a non oppormi al mio destino, a seguire la mia voce. Ha ispirato in modo simile migliaia di altre persone. "Fidati di me e credi in te stessa": queste sono le parole che Tomek ripeteva più spesso e che mi sono rimaste impresse nel profondo."
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Pogacar, il re schivo. Vita, imprese e segreti del marziano del ciclismo
Solferino, 14/11/2025
Abstract: È il nuovo Eddy Merckx, ma, a differenza del grande ciclista belga, Tadej Pogacˇar è un cannibale gentile, che regala borracce ai bambini lungo il percorso di gara e stravolge ogni cerimoniale. Guadagna come una rockstar, ma conduce una vita semplice, insieme alla fidanzata Urska, anche lei professionista delle due ruote. Ed è riservatissimo. Marco Bonarrigo, che lo segue da anni per il "Corriere della Sera", ha scritto la sua prima biografia intervistando i famigliari e chi ha lavorato con lui, ricostruendo le grandi tappe e i momenti sconosciuti, indagando sulla preparazione atletica come tra le pieghe di un carattere schivo.Cresciuto in una squadra con un'immagine offuscata dall'ambiguo passato dei manager, Pogi ha saputo prenderne le distanze con i fatti più che con le parole. In uno sport il cui olimpo sembrava inaccessibile, ormai, dagli anni Cinquanta, il giovane sloveno ha dato inizio a una scalata che pare inarrestabile. Ha vinto il primo Tour de France a ventun anni, ribaltando la classifica nell'ultima mezz'ora di gara. Ne ha, poi, conquistati altri tre, oltre a un Giro d'Italia. Ha dominato i Mondiali e tutte le Classiche a cui ha partecipato (cinque Giri di Lombardia, come Fausto Coppi).Ha riscritto le regole del ciclismo tradizionale, basate su razionalità, dosaggio delle forze e grande lavoro diplomatico. Primeggia da febbraio a ottobre, in qualsiasi condizione, con fughe di 100 chilometri che spiazzano avversari e cronisti. Il suo programma per i prossimi anni? Vincere ogni corsa possibile, nel modo più spettacolare possibile.
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I taccuini di Norimberga. Uno psichiatra a colloquio con i criminali nazisti
Neri Pozza, 14/11/2025
Abstract: Non sapevano niente; sapevano ma non parteciparono; si erano limitati a passare gli ordini; erano contrari alla Soluzione finale, ma come opporsi? Il 20 novembre 1945 si apre il processo che sarà considerato da molti pietra miliare del diritto internazionale e verrà celebrato nella città-simbolo del Reich millenario, Norimberga, che vide i raduni del Partito nazista e diede nome alle leggi razziali. La città rasa al suolo dalle bombe alleate, che per un capriccio della sorte avevano risparmiato il palazzo di giustizia e la prigione. Alla sbarra, i massimi gerarchi nazisti chiamati a rispondere di crimini immani per i quali non c'è nome né esatta contezza; a giudicare, otto membri per le quattro potenze vincitrici. Il mondo intero, dunque, guarda all'Aula 600 quando Leon Goldensohn, psichiatra militare ebreo americano, varca le porte del carcere di Norimberga. Per la scienza, è un'occasione irripetibile: il suo compito è individuare col dovuto distacco professionale la patologia che – dev'essere così – accomuna quella manciata di uomini spiegando le loro aberrazioni. Per sette mesi, quasi ogni giorno, si reca nelle celle, annotando con precisione conversazioni, visite mediche, test psicodiagnostici e sedute terapeutiche. I suoi incontri ravvicinati con Göring, Dönitz, Hess, von Ribbentrop, Rosenberg, Streicher, von Schirach, tra gli altri, sono una testimonianza dal valore unico documentale e umano. Mentre il medico ascolta in presa diretta menzogne e reticenze, deliri egotici e ossessioni degli imputati, non smetterà mai di cercare il germe del male, il peso della colpa.Tranne che con i loro avvocati, ai prigionieri era pratica - mente precluso qualsiasi contatto umano, sicché non sorprende che fossero disposti a parlare con gli psichiatri e gli psicologi che lavoravano nel reparto medico del distacca - mento di sicurezza interna del Consiglio superiore statunitense a Norimberga. I medici potevano accedere più o meno liberamente agli imputati a qualsiasi ora."Senza averne necessariamente consapevolezza, i gerarchi nazisti rivelano come i sistemi totalitari producano il consenso, quando non l'entusiastica partecipazione al Male. Una lettura agghiacciante". Booklist"I taccuini di Norimberga sono la prova lampante della banalità del male". Kirkus Reviews "Goldensohn induce queste anime dannate a uscire allo scoperto". Newsweek "Queste pagine trascinano a forza il lettore nell'incubotico paesaggio mentale del Terzo Reich". The New York Times
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Neri Pozza, 14/11/2025
Abstract: L'esordio di Giuseppe Berto sulla scena letteraria avviene nel dopoguerra: Il cielo è rosso, uscito nel 1947, narra la crudeltà del conflitto e la degenerazione morale e materiale che ne deriva. Ma il primo vero romanzo dello scrittore risale ad alcuni anni prima, a guerra ancora in corso: è nel campo di prigionia americano di Hereford, Texas, che Berto compone Le opere di Dio, pubblicato poi soltanto nel 1948. È un romanzo breve scritto all'insegna di un "inconsapevole approccio neorealistico", come spiega lo stesso Berto nel testo che, a partire dalla seconda edizione, sempre lo precederà. Se ne Il cielo è rosso si narrava di un gruppo di ragazzi che si arrangia a vivere fra le rovine di una città distrutta, ne Le opere di Dio sono le vicende di una famiglia di sfollati a occupare la scena. Poche le figure, ed essenziali: il capo famiglia Filippo Mangano, sua moglie, la figlia Effa, il figlio Nino, una nuora – la Rossa – e un nipote, il piccolo Filippo. La loro cascina è minacciata dalle bombe, dall'avanzare degli Alleati da sud, quando decidono di partire. Caricate le loro povere cose su un carretto, atteso il sorgere della luna, vanno. È l'inizio di una "corsa – a casaccio, a perdifiato – contro la morte", come la definisce Giulia Caminito nella sua prefazione: un viaggio che ha lo spazio di una notte nel corso della quale la famiglia si disgrega, senza ragione, improvvisamente. Mentre tutt'attorno si fa silenzio, le donne, con la loro forza, con la loro pietà, si assume - ranno il fardello della vita che deve continuare. Quella disperazione, quella compassione rendono ancora oggi Le opere di Dio un apologo senza tempo: testimonianza dell'orrore che colpisce le vittime di ogni guerra, ma anche racconto dolente di un desiderio – insopprimibile, seppure vano – di pace.Il vecchio e il bambino stettero seduti sulla panca, l'uno accanto all'altro, e non parla - vano. Vi era una grande quantità di cose che il piccolo Filippo avrebbe potuto fare. Ma andare sulle montagne era un fatto troppo nuovo ed interessante, ed il carro fermo davanti alla porta era là per quello. "Il più grande romanziere italiano del secondo Novecento". Antonio D'orrico"Giuseppe Berto seppe mostrare affinità più che elettive, naturali, con le avanguardie, assorbì naturalmente stilemi non propri della letteratura italiana". Dino Messina
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Lo sterminio degli ebrei di Varsavia e altri testi sull'antisemitismo
Lindau, 14/11/2025
Abstract: Quando il Maresciallo Pétain si recò in visita a Marsiglia nel dicembre 1940, la Prefettura di polizia effettuò perquisizioni, arresti e rastrellamenti, soprattutto tra i rifugiati politici in attesa di visto. In nome della Patria e dell'Ordine –quello della Rivoluzione cosiddetta nazionale– si decise anche di trasferirne un gran numero in pieno mare a bordo di un transatlantico per tenerli lontano dalla città. Victor Serge fu uno di loro.La dicitura "apatride" sulla sua cartadi soggiorno (provvisoria) e il suo patronimicoKibal'čič avevano infatti destato i sospetti di un ufficiale di polizia. Quando questi gli chiese se fosse ebreo, Serge rispose: "Non ho quest'onore!". Pur consapevole dei rischi che correva, volle dimostrare così la sua solidarietàverso quel popolo perseguitato. Del restoda diversi anni – come il lettore scopriràin questo volume – informava il pubblico dalle colonne dei giornali sulla sorte disumana inflitta agli ebrei di tutto il mondo, denunciando le ideologie e le politiche xenofobe e antisemite.Come scrive Jean Rière nell'introduzione,Victor Serge ci mostra che "non nasciamo umani, ma che lo diventiamo – semmai – solo lavorando senza sosta su noi stessi e, spesso, contro noi stessi: nulla è mai scontato o definitivo. Non sidice forse "far prova di umanità"? Il chesignifica: decisione, volontà, realizzazione.Serge, Brecht, Niemöller: o il rifiuto del fatalismo, della rassegnazione e dell'indifferenza".
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La nave di Teseo, 14/11/2025
Abstract: In un villaggio dell'Est Europa immerso nella natura, il piccolo Michele cresce in silenzio, osservando il mondo con lo sguardo limpido e interrogativo di chi è stato segnato troppo presto dalla perdita. Suo padre è morto colpito da un albero in caduta e da quel momento la sua vita è scandita da gesti semplici, fortemente spirituali. Accudito dalla comunità e accompagnato dalla figura paterna del pastore, Michele trova rifugio tra gli animali, in particolare nel gregge che gli viene affidato. Ma il suo rapporto con la natura non è idilliaco, piuttosto è intimo, essenziale, talvolta drammatico. Quando la guerra arriva a spezzare l'equilibrio, sarà proprio un gesto di compassione verso un agnello, l'elemento più misero del gregge, a mettere Michele di fronte al destino. Con rara potenza simbolica, capace di toccare corde profonde e senza tempo, Ernst Wiechert scrive in Novella pastorale – uscito per la prima volta in Italia nel 1942, con la traduzione di Massimo Mila – un racconto di formazione e sacrificio, narrato nella forma essenziale di una parabola. Una storia densa di silenzi, dove ogni gesto ha un significato e ogni parola è scelta con la cura che si presta a ciò che non è solo importante, ma quasi sacro.