Trovati 795452 documenti.
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Il sindacato riformista / Walter Tobagi
Milano : Sugarco, stampa 1979
Il costo della menzogna : Italia nucleare, 1945-1968 / Mario Silvestri
Torino : Einaudi, copyr. 1968
Delitto a San Silvestro : un'indagine milanese del Tomba / Massimo Bertarelli
Fratelli Frilli, 2025
Giolitti e l'età giolittiana / Giampiero Carocci
Torino : Einaudi, copyr. 1961
La lotta di classe in Italia agli inizi del secolo XX / Giuliano Procacci
Roma : Editori riuniti, 1970
Torino : Einaudi
Loveno di Menaggio : Villa Vigoni, c2025
Sicilia, o cara : un viaggio sentimentale / Giuseppe Culicchia
Feltrinelli, 2013
Abstract: Ogni volta che torno in Sicilia da qualche parte dentro di me continuo ad arrivare in Sicilia per la prima volta, bambino, negli anni settanta. Questo è il racconto del viaggio del Culicchia bambino, un viaggio che prepara mesi prima, dopo aver ascoltato la Sicilia attraverso le favole - la favola del nonno, la favola della nonna, la favola dei cavalli da corsa, la favola della maestra severa, la favola delle sfilate in uniforme da Ballila. E poi c'era la mia favola preferita, e cioè la favola dei due soldati dell'Afrikakorps - e averla vista dalle sbiadite foto in bianco e nero. Ed ecco allora l'arrivo alla stazione di Torino, il treno che taglia di netto l'Italia, la nebbia che dirada, i paesaggi al di là del finestrino, le prime avvisaglie di odori e colori. Quando il piccolo Giuseppe arriva in Sicilia, le fiabe prendono vita, i racconti diventano volti, città, parole. Palermo, Trapani e finalmente Marsala, dove i parenti lo accolgono con una frase che diventa formula di rito - Ma tu Peppe sei! Peppe come tuo nonno Giuseppe Culicchia! Pippinu! Pippinu Piruzzu!. L'orizzonte si allarga sul mare e Torino sembra appartenere a un'altra vita. Giuseppe Culicchia mette in gioco la propria memoria e si affida allo sguardo di un bambino - innocente, curioso, pieno di meraviglia - per raccontare un viaggio che non ha ancora terminato.
Le vie maestre del socialismo / Filippo Turati ; a cura di Rodolfo Mondolfo
2. ed. riv. e ampliata / da Gaetano Arfé
Napoli : Morano, 1966
Pittura fiamminga e Rinascimento italiano / Paul Philippot ; traduzione di Paola Argan
Torino : Einaudi, copyr. 1970
Itinerario spagnuolo / A. T'Serstevens
Novara : Istituto geografico De Agostini, copyr. 1962
2: L'età giolittiana e la Grande guerra
[2005?]
Fa parte di: Storia d'Italia : dall'unità al 2000
L'immagine sospesa : pittura e scultura astratte in Italia, 1934-1940 / Paolo Fossati
Torino : Einaudi, 1971
Il design in Italia, 1945-1972 / Paolo Fossati
Torino : Einaudi, copyr. 1972
Quartu Sant'Elena : Oblomov, 2025
Eisner
Abstract: Un’auto finisce nel naviglio, poi una seconda e una terza. Una ragazza che viene da lontano e un’altra con una strana valigia che viene da molto vicino. Scerbanenco racconta la Milano criminale degli anni ’60 e l’evoluzione della società industriale post-bellica
Il Saggiatore, 2024
Abstract: Raccolta di fotografie che testimoniano la condizione dei malati mentali negli ospedali psichiatrici
Il bandito del deserto / al-Shanfara ; traduzione di Francesco Gabrieli
Milano : La vita felice, 2018
Labirinti ; 74
Abstract: Thabit bin Malik, più noto con il soprannome di al-Shanfara al-Azdi, o semplicemente come al-Shanfara, è una delle figure poetiche che maggiormente spiccano nella tradizione storico-letteraria dell'Arabia pagana, nei decenni immediatamente precedenti la missione profetica di Maometto (fine del VI sec., inizio del VII d.C.). Secondo tale tradizione, di cui non v'è ragione di mettere in dubbio la sostanziale autenticità, al-Shanfara, appartenente alla tribù degli Azd, avrebbe condotto una vita solitaria, raminga e avventurosa nell'Hegiaz meridionale e nello Yemen, da razziatore e bandito, respinto sia dalla sua tribù originaria, che lo mise al bando, sia da quella che l'aveva riscattato dopo che fu fatto prigioniero. La leggenda vuole inoltre che egli avesse giurato di vendicarsi dei torti subiti dai membri della tribù che lo aveva riscattato, rei di avergli negato il matrimonio con Qu'sus, figlia di un sayyid dei bin Salaman, uccidendo cento dei suoi antichi compagni. Sarebbe però morto dopo averne uccisi solo novantanove, anche se il suo teschio, insepolto e sporgente dal suolo, avrebbe causato la caduta e la morte del centesimo, permettendo così al poeta di compiere, postuma, la propria vendetta. Di questo Archiloco o Villon del deserto ci restano, disperse in varie fonti storico-letterarie, scarse reliquie: poco più di centonovanta versi in cui il poeta celebra la propria vita di rischio e d'avventura