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Trovati 2 documenti.

Il mio lavoro non è ancora finito
Libri Moderni

Ligotti, Thomas

Il mio lavoro non è ancora finito / Thomas Ligotti ; traduzione di Luca Fusari

Milano : Il saggiatore, 2020

La cultura ; 1393

Abstract: Il giovane manager Frank Dominio è perseguitato al lavoro, e la sua multinazionale lo sfrutta fino a licenziarlo senza motivo. Ma proprio nel momento peggiore, Frank risorge con il massimo della violenza distruttiva: il suo alleato è una forza oscura e malevola che gli conferisce poteri soprannaturali e Frank si vendica nei modi più orribili dei sette manager che lo hanno umiliato. Ma il prezzo da pagare per assaporare il gusto della vendetta sarà terribile.

Nato nella paura
Libri Moderni

Ligotti, Thomas

Nato nella paura : letteratura, orrore, esistenza / Thomas Ligotti ; a cura di Matt Cardin ; traduzione di Luca Fusari

Milano : Il saggiatore, 2019

La cultura ; 1303

Abstract: «Quasi sempre, chi scrive o legge racconti dell'orrore è nato nella paura. Quando ho scoperto le opere di Lovecraft e Poe ho identificato immediatamente la paura da cui sorgevano e l'ho accolta. Anziché cercare la pace nella vita, ho aggravato la paura. E l'ho aggravata ulteriormente lasciandomi sedurre dagli aspetti più morbosi e spaventosi dell'esistenza. Mi spiace non aver cercato la pace anziché la paura, ma non sono stato abbastanza saggio o lungimirante.» Bastano queste fulminanti parole per comprendere che Ligotti, quando - di fronte alle domande di giornalisti, critici, appassionati - indossa i panni del buon conversatore, parlando di sé e della propria opera, non è affatto da meno rispetto al Ligotti scrittore dell'orrore sovrannaturale; il Ligotti le cui visioni di terrori metafisici, squarciati nel tessuto anodino di una provincia americana trasfigurata dalla coazione a ripetere, hanno ridisegnato i confini della letteratura, weird e non solo. Ispirazione inquieta di un'intera generazione di scrittori - Jeff VanderMeer in primis -, il notoriamente schivo Thomas Ligotti svela in queste pagine, che raccolgono tutte le interviste da lui rilasciate, i meccanismi della sua immaginazione e il funzionamento della creazione artistica; racconta il ruolo che i grandi del passato hanno avuto nella sua formazione; svela incubi, paure, deliri; e consegna al lettore un ritratto in absentia che è definito tanto da quello che Ligotti dice e spiega, quanto - e forse soprattutto - da quello che, misterioso, tace. Nato nella paura è allora il viatico d'elezione per entrare nel mondo oscuro e surreale dell'autore che, più di tutti, può fregiarsi dell'ambito titolo di erede di H.P. Lovecraft e E.A. Poe, un mistagogo della parola che non smette di spaventarci.