Trovati 6 documenti.
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Damiani, 2019
Abstract: Il silenzio può essere una via privilegiata di espressione? Un'alternativa all'eccesso verbale, ai discorsi vuoti, ripetitivi, aggressivi, urlati? Un antidoto alla frenesia della società contemporanea, dove siamo tutti iperconnessi e consumiamo centomila parole al giorno fra tablet, cellulari, social e siti? Una chiave per aprire nuovi orizzonti alla letteratura e alla poesia, alla natura e alla scienza, alla psicoanalisi e all'antropologia, al cinema e al teatro, alla musica e alla linguistica? Quando è una scelta consapevole, il silenzio ci conduce dal dire autoreferenziale al dialogo inteso come ascolto, come contrappunto fecondo di pieni e di vuoti. Perché il silenzio è il linguaggio dei sentimenti e delle passioni forti, è un potente strumento di relazione autentica, indispensabile alla comunicazione. Offre al ritmo quotidiano dell'esistenza il ristoro di una pausa, la dimensione del mistero, il privilegio di potersi fermare. Per andare più a fondo, più lontano. Esplorare il silenzio è un viaggio corale nel territorio ignoto dell'ineffabile, condotto da un gruppo pluridisciplinare di studiosi convinti che il silenzio abbia molto da raccontare.
Milano : Mondadori, 2024
Oscar junior
Abstract: Una raccolta di poesie brevi che parlano dei sentimenti dei bambini, quelli belli ma anche quelli brutti. Parole che esprimono il loro mondo interiore, fatto di stelle e mostri, di coraggio e paura, di sguardi sognanti e bocche annoiate. Versi divertenti, inaspettati, che meravigliano, capaci di avvicinare i più piccoli al sorprendente mondo della poesia che parla della vita. Un invito a riconoscere e a esprimere ciò che provano. Età di lettura: da 7 anni.
Milano : La nave di Teseo, 2024
La cura ; 5
Abstract: Quando Gianpaolo Donzelli – che al momento dell’estensione del libro era presidente della Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Anna Meyer – mi chiese di scrivere un libro sulle molte attività ed esperienze che quotidianamente integrano il percorso di cura dei bambini e dei ragazzi ricoverati, l’impresa mi è sembrata ardua: tante le sollecitazioni, tante le elaborazioni teoriche messe a punto negli anni. Se nel panorama editoriale non mancano pubblicazioni che si occupano dei processi mentali di bambini e adolescenti posti drammaticamente di fronte all’ospedalizzazione, inedito ci è sembrato il tema relativo al ruolo dell’immaginazione. Ed è questo che abbiamo inteso approfondire. Come può infatti la fantasia sopravvivere quando la voglia di giocare, di andare a scuola, di amare o disobbedire è soffocata da qualcosa di invisibile che accade dentro al corpo? Nella realtà di tutti i giorni irrompe il “reale”, hanno sostenuto psicoanalisti di pregio: come mantenere, allora, vivo il pensiero di un bam- bino o di un ragazzo ricoverato? Come non farlo soccombere allo sconvolgimento del “reale”? Il mio letto è una nave trova in una sorta di principio omeopatico della mente – “curare l’immaginazione con l’immaginazione” – un’angolatura originale dalla quale osservare e rendere condivisibili esperienze concrete nelle quali l’apporto caleidoscopico della cultura si integra ai processi della cura e della guarigione in ospedale pediatrico. Dagli atelier di pittura ai taller di poesia, dalle passeggiate “del silenzio” alle fiabe dal mondo, dall’orto coltivato al giardino in fiore, dai laboratori ecologici al Reparto delle Bambole, la speranza è che il nostro libro sia utile strumento di conoscenza per geni- tori, medici, personale sanitario, educatori e insegnanti. “Nella collana ‘La cura’, le scienze medico-biologiche, umanistiche, letterarie e visive si integrano per creare una nuova cultura per i pazienti, i professionisti e i cittadini. L’obiettivo è promuovere i diritti fondamentali della persona malata o in condizioni di fragilità e diffondere una visione globale della medicina, e di altre scienze della cura a essa integrate, che tenga conto anche dei bisogni psico-emozionali e spirituali, considerati parte inscindibile dell’intero percorso di cura e valori fondamentali del vivere sociale.” Gianpaolo Donzelli
Microbi : tutti i bambini nascono piccini / Manuela Trinci
Milano : Baldini Castoldi Dalai, copyr. 2003
Abstract: Se Gianni Rodari si è divertito a inventare le feste-di-non-compleanno perché non pensare, in un panorama editoriale sempre più invaso da ricettari sull'allevamento dei bambini, a un maneggevole librino-di-non-consigli nel quale poter parlare delle cose semplici, ma mai banali, che accadono alla gente normale? Da questi presupposti è nato Microbi: un tentativo di tessere insieme una molteplicità di soggetti, di voci, di sguardi, di congetture e digressioni sul pianeta bambino; una maniera di raccontare i processi della crescita rinunciando alle pigre certezze del pregiudizio, e soprattutto cercando di avvicinare gli adulti alla visione che i bambini hanno delle cose.
Feltrinelli, 2014
Abstract: Dal ciuccio su misura alle scarpe senza lacci, dal termometro a infrarossi ai baby monitor: una miriade di 'cose' oggi accompagna i bambini nei normali processi della crescita. Così gli autori, senza puntare l'indice contro i genitori, ma piuttosto mettendoli in guardia dai falsi alleati, affrontano il 'linguaggio delle cose', riflettendo sul mondo privo di ostacoli che gli adulti hanno creato per i loro figli, ormai indiscussi sovrani, e insieme vittime inconsapevoli, di tante e varie futilità. Passando in rassegna l'impareggiabile 'Catalogo dei genitori' di Claude Ponti, dai 'confortevoli' ai 'fifoni', dagli 'avviluppanti' ai 'cicciomou', l'appello e i suggerimenti dei due autori si rivolgono a chi crede nella necessità che l'immaginazione abbia ancora posto nell'educazione e che serva restituire al bambino un suo fondamentale diritto: la giusta fatica di crescere! Prefazione di Goffredo Fofi.
Il bambino che gioca / scritti di Walter Benjamin ... [et al.] ; a cura di Manuela Trinci
Torino : Bollati Boringhieri, 1993
Abstract: L'antologia mette a disposizione contributi che stanno a fondamento delle acquisizioni teoriche e applicative della psicanalisi relativamente al gioco. Si ha così l'occasione di rileggere pagine di Anna Freud, Sigmund Freud, Melanie Klein, Donald W. Winnicott e Walter Benjamin; di conoscere, con Dora Maria Kalff, il pensiero junghiano sull'argomento; di avvicinarsi ad autori come Sigmund Pfeifer e Hermine von Hug-Hellmuth; si chiariscono così i passaggi che dalla pedoanalisi, dalle analisi educative e profilattiche, avrebbero portato, con l'invenzione della tecnica del gioco, all'affermarsi della specificità della psicanalisi dei bambini.