Trovati 858313 documenti.
Trovati 858313 documenti.
Risorsa locale
Drag. Storia di una sottocultura
Edizioni dell'Asino, 08/04/2021
Abstract: Cos'è una drag queen? Imbottiture, lustrini e parrucche. Un uomo che si traveste da donna per motivi artistici? No, non basta. La drag culture è camp, come The rocky horror picture show, è glamour come David Bowie, pop come Madonna; dirama le proprie radici glitterate nella politica e non è un caso che si associ a Stonewall. Drag è linguaggio e sottocultura, possiamo pensarlo all'interno delle questioni di genere ma non può essere circoscritto lì.Drag è protesta. Drag è politica.È una sfilata che sfoggia l'oppressione al Greenwich Village perché, nonostante tutto, è ancora capace di non prendersi sul serio. Drag. Storia di una sottocultura dà voce alle protagoniste, reali o immaginarie, di un fenomeno che esplode di vita.In una realtà complessa, il drag fornisce visioni complesse della realtà.
Risorsa locale
La canzone dei Felici Pochi e degli Infelici Molti
Edizioni dell'Asino, 04/12/2020
Abstract: "Che significa F.P.? Si tratta di un'abbreviazione per Felici Pochi. E chi sono i felici pochi?" Elsa Morante apre con questo la sua Canzone degli F.P. e degli I.M. incluso nella raccolta di poemetti Il mondo salvato dai ragazzini forse il testo più radicale del nostro '68. Così ne scrisse a Goffredo Fofi, che qui firma una nota introduttiva: "È il mio modo di fare la rivoluzione culturale (questo te lo dico per ridere, cioè: magari la mia rivoluzione fosse così semplice e facile! Invece si tratta di una rivoluzione permanente, la mia, forse disperata)".Elsa Morante (Roma 1912-1985) è, con Anna Maria Ortese, la più importante scrittrice italiana del Novecento. Ha scritto i romanzi (tutti pubblicati da Einaudi), Menzogna e sortilegio (1948), L'isola di Arturo (1957), La Storia (1974), Aracoeli (1982). Tutte le sue opere – poesie, racconti, saggi, teatro – sono pubblicate in due volumi dei Meridiani Mondadori (1988-1990) curati da Carlo Cecchi e Cesare Garboli.
Risorsa locale
Edizioni dell'Asino, 02/01/2021
Abstract: L'ultima vita di Carmelo Bene. Dobbiamo essere grati a Luisa Viglietti – scrive Goffredo Fofi – di averci restituito un Carmelo Bene quotidiano, semplice e vicino ma pur sempre diverso e anzi unico: gli ultimi anni di un grande artista, attivo e progettante fino agli estremi momenti di una vita densissima. Disse qualcuno, e sapeva di dire un paradosso ma intuendone la verità, che spesso si impara di più leggendo le vite dei grandi filosofi di quanto non si impari leggendo le loro opere. E questo si pensa anche leggendo questi vivi e bellissimi ricordi."Ormai non ve lo chiedo neanche più dove andate. Sento che arriveremo alla fine, e io che so tante cose, questo non lo saprò mai. Mah! Il cammino incomincia e il viaggio è già finito", così dice il corvo in Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini, alla fine della sequenza dei funerali di Palmiro Togliatti. Questo viaggio per Pasolini, dopo le speranze della Resistenza, è svanito dentro il cammino. Invece Carmelo Bene in Autografia d'un ritratto in premessa a Opere, Bompiani 1995, con Cominciò ch'era finita contesta il viaggio stesso, e fa sua la frase di Pasolini per affermare al contrario che in senso collettivo ogni forma di coscienza è servile. Perché l'ho scelto io? Ve lo dico lungo tutto il libro. (Dalla nota al titolo dell'autrice).Luisa Viglietti. Costumista per il teatro, cinema e televisione, dal 1987 al 1994 collabora alla realizzazione di allestimenti di Luca Ronconi, Roberto De Simone, Giancarlo Cobelli, Marco Ferreri, Tinto Brass. Dal 1994 al 2002 condivide vita e lavoro con Carmelo Bene contribuendo in vari ruoli e modi alla messa in scena di Hamlet Suite, Macbeth Horror Suite, Adelchi, Voce dei Canti di Giacomo Leopardi, Pinocchio, ovvero lo spettacolo della Provvidenza, Lectura Dantis, Canti Orfici, Gabriele D'Annunzio Concerto d'autore (Poesia da La figlia di Iorio), Invulnerabilità d'Achille. Dal 2002 al 2005 è Segretario Generale della Fondazione "L'Immemoriale di Carmelo Bene" e promuove numerose attività all'estero e in Italia. Crea e il Fondo relativo alle opere di Carmelo Bene e realizza mostre e seminari per la Casa dei Teatri di Roma.Un ringraziamento particolare a TSU Teatro Stabile dell'Umbria, ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Metastasio.
Risorsa locale
I nostri poeti. Antologia civile essenziale dell'Italia repubblicana
Edizioni dell'Asino, 07/05/2021
Abstract: Una raccolta arbitraria, faziosa e parziale delle poesie più rappresentative dell'età repubblicana. Da Saba a Cavalli, passando per Pasolini, Giudici, Merini e Zanzotto tra gli altri, la poesia civile ha raccontato le contraddizioni e la storia dell'impegno nel nostro paese. Come scrive il curatore del volume: "La vera poesia è un luogo dove mantenere aperto un interrogativo, dove non rinunciare mai alla complessità, sapendo però che quell'interrogativo di per sé non può cambiare il mondo, naturalmente, e che la complessità non difende dalle decisioni. La poesia e le sue voci discordanti aiutano magari a schierarsi senza rinunciare a capire (perché chi lotta per qualcosa non ha il diritto di essere stupido)".
Risorsa locale
In volo sopra il mare e altre storie di viaggio
Bottega Errante Edizioni, 08/02/2018
Abstract: Ivo Andrić fu un grande viaggiatore. Il suo vagabondare fu attento e curioso e coprì larga parte dell'Europa e alcuni paesi dell'estremo oriente. Da questi scritti, per la prima volta editi in Italia, esce una visione profonda della sua terra, allora ancora Jugoslavia, delle nostre radici europee e del secolo da lui attraversato, il Novecento. Sono impressioni raccolte dal finestrino di un treno in corsa, da un solitario alloggio o da una passeggiata nella natura; riflessioni sui luoghi, la loro storia e i loro abitanti, dalla Spagna al Portogallo, fino all'Egitto e al lontano Nord, da Bursa a Belgrado, fino alla Bosnia e sulla città di Sarajevo.
Risorsa locale
Locanda Tagliamento. Dieci voci raccontano il fiume
Bottega Errante Edizioni, 08/07/2019
Abstract: Un canto collettivo, corale, sul più importante fiume del Friuli Venezia Giulia, l'unico dell'intero arco alpino e uno dei pochi in Europa a preservare una morfologia a canali intrecciati. Dieci storie narrate al tavolo di una ideale locanda sulla riva del fiume. Un fisarmonicista, un fotografo, un esperto di vini, due giornaliste, due camminatori narratori, un attore, due scrittori: ognuno con la propria sensibilità, con il proprio vissuto e con la propria immaginazione racconta l'anima del fiume. Dentro questo libro, si alternano le donne e gli uomini che abitano le sue sponde, i ragazzini che costruiscono la capanna più grande del mondo, i Turchi che tentano di guadare il fiume e invadere l'Occidente, i passaggi a piedi più emozionanti, gli incontri meravigliosi che solo lungo l'acqua bianca e verde del Tagliamento possono accadere. Prefazione di Davide Papotti.
Risorsa locale
I buchi neri di Sarajevo e altri racconti
Bottega Errante Edizioni, 10/07/2019
Abstract: La Bosnia degli anni Novanta, prima e dopo lo scoppio del conflitto, la meravigliosa Sarajevo distrutta dall'assedio, i momenti di incredulità che precedono la guerra e gli attimi di spaesamento immediatamente successivi; questi sono gli sfondi delle storie di uomini e donne che vedono cambiare all'improvviso il corso della loro vita. Uno stile tutto giocato sui movimenti, i pensieri, i silenzi di chi è sopravvissuto in un sottilissimo e precario equilibrio tra follia, proiezioni, ricordi e il riaffiorare dei fantasmi del passato e della vita prima del conflitto. I buchi neri non sono solo quelli subiti dalla città bosniaca, martoriata e distrutta nell'anima, ma sono gli abissi e le feroci solitudini di ognuno di noi di fronte alla pazzia di tutte le guerre."Quando nel '92 Bozidar Stanisic – bosniaco di cultura serba sposato a una bosniaca di famiglia croata – comparve sulla porta di casa mia, non capii subito di trovarmi di fronte a un déja vu. Non mi resi conto che egli arrivava impaurito, incredulo e spaesato esattamente come migliaia di profughi istro-dalmati quarant'anni prima di lui. Quel professore di lettere mite e silenzioso rappresentava la stessa tragedia e anche la stessa indecorosa mascherata" (Dalla prefazione di Paolo Rumiz)
Risorsa locale
Bottega Errante Edizioni, 08/11/2019
Abstract: Il libro è stato scritto mentre la guerra devastava quella bellissima e composita città che è Sarajevo. Narra le storie di quei giorni, viste dalla parte degli assediati, legando una vita all'altra, la sorte di un uomo a quella di una donna, di una casa indenne a una colpita dalle cannonate. Ne risulta un racconto corale, di amore e malinconia per una terra distrutta, ma privo di lamenti inutili, accettando l'inevitabilità della sorte e degli accadimenti. È un compendio di feroci pugni allo stomaco, in cui il conflitto balcanico fa da sfondo ai bislacchi protagonisti, sempre in bilico tra quotidianità e sopravvivenza. "Jergovic è uno scrittore epico; possiede la capacità di lasciar parlare l'oggettività delle cose e degli avvenimenti, di cogliere la storia di un individuo o di un paese nei dettagli più concreti, con sobria essenzialità". Dalla prefazione di Claudio Magris
Risorsa locale
Bottega Errante Edizioni, 10/11/2020
Abstract: Trentatré capitoli che seguono la maturazione del protagonista, un ragazzino con un misterioso problema al cuore, che vive in un villaggio della Lika, nella profonda provincia balcanica. Sono gli anni Settanta e la sua è una famiglia patriarcale e rurale che abita ai margini di una foresta abitata dall'orso. È un libro sulla famiglia, con medici costosi e veterinari che, se necessario, curano anche le persone, sulle credenze e le stregonerie dei villaggi, su vecchi cattivi e misteriose vecchiette, sulla vita dura dei monti. Le emozioni? Non vengono mostrate, devono essere nascoste, soppresse, ingoiate. Finché non esplodono."In questi tempi sempre più urbani e tecnologici, c'è un rinascimento di voci che arrivano dalle foreste del mondo, e che ci parlano di torrenti, di capanne, di campi, di cieli e di stagioni. Queste voci si chiamano l'una con l'altra come fanno i lupi che vagabondano per le valli e alzando il muso alla luna si cercano, si ascoltano, si riconoscono. La voce di Damir Karakas ci arriva nitida, è l'ululato di uno di quei lupi dell'Est che dopo aver fatto tanta strada sono tornati sulle Alpi. Ed è la benvenuta". Paolo Cognetti
Risorsa locale
Bottega Errante Edizioni, 25/01/2021
Abstract: Ambientati fra Sarajevo e Visegrad agli inizi del secolo scorso, le sette storie di questo libro raccontano una visione del mondo osservato e vissuto attraverso gli occhi di giovanissimi e inquieti protagonisti. I ragazzi si muovono dentro scenari di vita quotidiana, la scuola, la famiglia, gli amici, dove l'immaginazione talvolta prende il sopravvento, e sentimenti come la meraviglia, la paura, la curiosità assumono tinte surreali, quasi oniriche, che appaiono vaghe e indistinte al confronto con il mondo reale. È la sensibilità narrativa di Andric a suggerirci quanto delicati e importanti siano i dilemmi, le paure e le battaglie che l'essere umano affronta nel momento di varcare la soglia dell'età adulta. Postfazione di Bozidar Stanisic.
Risorsa locale
Bottega Errante Edizioni, 13/04/2021
Abstract: Un condominio di mattoni rossi, inaugurato nel 1975 per ospitare 104 famiglie di tutte le fedi, di ogni provenienza e ceto sociale, un "villaggio verticale" abitato da un mosaico di persone che rispecchiano la Jugoslavia: un sogno di emancipazione alto 13 piani che si eleva al di sopra della cittadina di Prijedor. Una comunità che si sgretola nel 1992, già nei primi giorni della guerra, quando gli aggressori entrano prepotentemente nel palazzo e ne devastano la struttura sociale, e i vicini di casa si trasformano in soldati e nemici."Cvijetić non si allontana mai da quel palazzone che fu luogo di risate e feste e amicizie. La sua lingua poetica, a volte cruda e tagliente ma sempre umanissima, raccoglie le storie, le accosta le une alle altre in un montaggio che non fa sconti e non giudica" (Federica Manzon).
Risorsa locale
Lady cinema. Guida pratica per attivare le tue lenti femministe
Le plurali editrice, 21/07/2021
Abstract: Quando ci mettiamo comode per vedere un bel film, vogliamo divertirci, essere stimolate, immergerci in altre vite. Ma come vengono rappresentate le donne nel grande schermo? Perché sembra spesso che le personagge siano stereotipate e create a favore dello sguardo maschile? Che ruolo hanno le donne dietro e davanti alla macchina da presa?Per essere delle cine-spettatrici più consapevoli dobbiamo allora indossare un bel paio di lenti femministe. Da Alice Guy, regista del primo film narrativo nel 1896, al New Queer Cinema, passando per la Feminist Film Theory, Lady Cinema è una guida brillante sulla storia delle donne dietro e davanti allo schermo. E molto di più: offre tanti strumenti pratici per valutare quello che state vedendo, dal Bechdel test alla Sindrome di Puffetta, dal Clit test alle regole dell'inclusività, e trenta schede di film da non perdere. La prefazione di Marina Pierri, scrittrice e critica televisiva, è la ciliegina sulla torta.
Risorsa locale
Vento di terra. Istria e Fiume: viaggio tra i Balcani e il Mediterraneo
Bottega Errante Edizioni, 19/08/2020
Abstract: Torna in libreria un reportage che racconta l'Istria, Fiume e un confine ancora aspro. Una regione d'Europa fondamentale, crocevia di nazionalismi e condivisioni, di confini e lingue che si mescolano, diventa paradigma di quello che siamo oggi. In tempi di giornate del ricordo, ipotesi di muri che si rialzano, rotte balcaniche, questo libro dipinge l'Istria subito dopo il conflitto nella ex Jugoslavia e ci racconta di come quel pezzo di terra sia stato e sia tuttora laboratorio per l'intera Europa. "Chiudo gli occhi e ne sento l'odore. Salvia, santoreggia. Fichi. Bietole all'aglio. Brughiera. Salsedine. Istria. Inconfondibile. Refrattaria all'idea di nazione, che le ha portato solo sventura. Molto è cambiato dall'uscita di questo libro. Ma l'Istria eterna non molla. Il profumo rimane. L'Istria è il suo profumo".
Risorsa locale
Enrico Damiani Editore, 22/07/2021
Abstract: L'incertezza appartiene alla condizione umana, ma oggi è diventata l'assoluta protagonista delle nostre vite. In questo periodo senza precedenti, mentre combattiamo collettivamente la diffusione del Coronavirus, sentiamo mancarci la terra sotto i piedi. Quando il mondo cambia in modo così repentino e imprevedibile, il livello di ansia generale e individuale non può che salire. Ma la visione nuova e ricca di possibilità che scaturisce dalla saggezza zen ci propone un modo diverso di interpretare la realtà, lontano da rassicuranti semplificazioni. Come ci dice un detto zen: "Tutto quello che gli altri buttano via, lo zen lo utilizza". Trasformare l'incertezza in uno strumento positivo di crescita e di miglioramento delle nostre vite è alla portata di tutti. In questo libro ognuno di noi può trovare un modo semplice ma potente per accettare, coltivare, trasformare l'incertezza in resilienza. Perché, come ben sappiamo, il punto non è cosa succede nella nostra vita, ma come affrontiamo quello che succede. Utilizzando i koan, le storie paradossali che, nel buddhismo zen, aiutano la meditazione, il maestro Tetsugen Serra ci conduce ad affrontare l'incertezza nei diversi ambiti della nostra vita – le relazioni, l'amore, la malattia, il lavoro – illuminando la concretezza della nostra quotidianità con una sapienza naturale e profonda.
Risorsa locale
Ares, 15/07/2021
Abstract: "L'uomo si muove in un mondo a due dimensioni e gli angeli in un mondo tridimensionale. A volte, dopo molti sacrifici, dopo un dolore prolungato e lacerante, l'architetto arriva a vedere per alcuni istanti la tridimensionalità degli angeli. L'architettura che nasce da questa ispirazione produce frutti che saziano generazioni". Queste parole di Antoni Gaudí (1852-1926), il più straordinario architetto del primo Novecento, di cui è in corso il processo di beatificazione, danno piena misura del suo genio, culminato nel "sogno di pietra" della Sagrada Familia, la strabiliante "cattedrale dei tempi moderni" divenuta simbolo e orgoglio di Barcellona: il capolavoro cui Gaudí consacrò la seconda parte della vita.Sulla base di tutta la documentazione disponibile, Joan Bassegoda i Nonell, uno dei massimi esperti mondiali di Gaudí, propone un profilo completo e rigoroso del grande architetto, con una speciale attenzione alla matrice cristiana della sua forza espressiva.
Risorsa locale
Tarzan musolungo. Un pony al galoppo verso la libertà
Terre di mezzo, 26/07/2021
Abstract: Accidenti, mi hanno incastrato! Il mio piccolo amico umano, Noè, si è trasferito con i suoi genitori per un anno in Nuova Caledonia, che è lontanissima (cercatela su una mappa). Nel frattempo mi hanno parcheggiato al terribile maneggio degli Edelweiss, pieno di cavalli perfettini e obbedienti. Insomma, un posto abominevole! Come se non bastasse, dovrò caricarmi sulla groppa Gina per un'escursione... Ma non temete, nessuno riuscirà a privare Tarzan della sua libertà, nemmeno quella marmocchia con la luna storta!
Risorsa locale
People, 08/05/2019
Abstract: "Sono stata la supercampionessa di uno sport superminimizzato e che tuttora non riesce a costruire una prospettiva per le tante atlete che lo praticano, nonostante le esperienze dall'estero ci raccontino di grandi potenzialità: lo sport può cambiare la vita e ora, nel nostro paese, è arrivato il tempo del calcio femminile".La voce di una donna si alza all'interno del tempio laico del calcio, costruito a uso esclusivo di soli uomini. La voce è quella di Carolina Morace che, ripercorrendo le tappe della sua carriera, mette a nudo i preconcetti della nostra società e dello sport in particolare. Preconcetti che diventano inaccettabili discriminazioni, a partire dall'esclusione dal professionismo sportivo delle atlete italiane di qualsiasi disciplina.Se il paragone con i campionati di calcio femminile all'estero rischia di essere impietoso, per questo sport si apre ora una grande finestra di possibilità con il ritorno della nazionale femminile italiana ai campionati mondiali del 2019, e con l'ingresso sulla scena dei principali club italiani. Carolina Morace ci guida così in un viaggio tra campo da calcio e società.
Risorsa locale
E poi basta. Manifesto di una donna nera italiana
People, 12/11/2019
Abstract: Dopo una vita trascorsa a rispondere alle domande e alle curiosità altrui, sulle sue origini, sulla sua pelle, sulle sue opinioni, Espérance Hakuzwimana Ripanti si serve della scrittura come strumento per riappropriarsi del suo spazio ed esporsi, rivelarsi – a modo suo, nei suoi termini, alle sue condizioni."E poi basta è il racconto di come sono uscita dalla mia stanza rendendo reale tutto quello che ho trovato nei libri e negli anni. Una chiamata dell'eroe a cui ho risposto a modo mio, senza mai dimenticare la mia storia, cominciata in Ruanda, e i limiti trovati per le strade d'Italia. Il racconto di me, che avrei solo voluto leggere, e di un'estate che invece mi ha cambiato la vita."Ma è anche il racconto dei compagni di viaggio, delle esperienze che più l'hanno segnata, dei protagonisti che hanno condiviso il fronte con lei. Un saggio, una biografia, una ballata, un manifesto: la storia della sua lotta contro i pregiudizi, e infine la ricerca di soluzioni, tra il buio e la luce del sole.
Risorsa locale
People, 17/01/2020
Abstract: È possibile riuscire a emozionare in 280 caratteri il pubblico di Twitter, un social che costringe di fatto a essere sintetici e concisi nel condividere fatti e notizie? La risposta è sì, assolutamente.A tutti piacciono le storie. Da qui è nata l'idea di Johannes Bückler di plasmare una piccola Spoon River, in cui a prevalere sono le emozioni e i sentimenti. Il lettore vi troverà raccontate vittime di guerra, di mafia, di terrorismo. Vittime di quell'odio sfociato poi nelle leggi razziali e nei campi di sterminio. E non solo. Uomini, donne e bambini cui la Storia ha marcato in maniera indelebile la pelle e le vicende personali. Questo libro vuole rappresentare un tributo necessario, per serbarne e mantenerne viva la memoria in tempi difficili come i nostri.
Risorsa locale
L'ignoranza non ha mai aiutato nessuno. Cultura e politica nell'Italia di oggi
People, 01/06/2021
Abstract: "L'uomo è ciò che legge. Ciò che ha imparato. Ciò che ha studiato e ciò che non ha potuto studiare ma di cui qualcuno gli ha parlato".Così scrive Giuseppe Civati all'inizio di questo libro pieno di rimandi e citazioni - a partire dal titolo - che nasce da una riflessione sul ruolo del teatro e più in generale della cultura nell'Italia del Covid, senza dimenticare che la sua crisi è nata molto prima del virus e senza perdere di vista l'obiettivo, che deve essere quello di una rinnovata centralità da costruire oggi nel prepararsi alla fine – si spera – della pandemia. Perché la questione culturale è una gigantesca questione politica e civile nel nostro paese. Dalla Grecia antica Civati viaggia quindi attraverso i secoli e i confini alla ricerca di quel legame tra cultura e società spezzato da anni di provincialismo del tempo e fascinazione per l'ignoranza, che hanno fatto da garanti dello status quo e sedativi del conflitto sociale. Un legame che spetta a noi rinsaldare, perché "i libri apriranno anche la mente, ma poi sei tu che devi darti da fare"."La verità è che senza la cultura non esisteremmo nemmeno noi. Questo è il punto. Ineludibile. Essenziale. Non ci sarebbe la società e nemmeno ciascuno di noi. Leggete dunque, e scatenatevi. Il mondo è vostro. Vi tocca solo aprire la maniglia della porta e andare a riprendervelo."