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Kafka sulla spiaggia
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Murakami, Haruki - Amitrano, Giorgio

Kafka sulla spiaggia

Einaudi, 28/05/2013

Abstract: Murakami Haruki in uniform edition Super ET, con le copertine di Noma Bar. *** Un ragazzo di quindici anni, maturo e determinato come un adulto, e un vecchio con l'ingenuità e il candore di un bambino, si allontanano dallo stesso quartiere di Tokyo diretti a Takamatsu, nel Sud del Giappone. Il primo, che ha scelto come pseudonimo Kafka, è in fuga dal padre, uno scultore geniale e satanico. Mentre il secondo, Nakata, fugge dalla scena di un delitto nel quale è stato coinvolto contro la sua volontà. Seguendo percorsi paralleli, che non tarderanno a sovrapporsi, il vecchio e il ragazzo avanzano nella nebbia dell'incomprensibile, schivando numerosi ostacoli, ognuno proteso verso un obiettivo che ignora ma che rappresenterà il compimento del proprio destino. Inquietante, avvincente e visionario, Kafka sulla spiaggia è il romanzo che consacra Murakami come uno dei piú grandi narratori contemporanei.

La morte moglie
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Ferrari, Ivano

La morte moglie

Einaudi, 03/09/2013

Abstract: Questa raccolta - composta di due parti scritte a trent'anni di distanza l'una dall'altra - mostra la necessità e la coerenza di tutto l'arco poetico di Ivano Ferrari. La prima parte (Le bestie imperfette) contiene poesie ritrovate su un vecchio quaderno scritto all'epoca di Macello. In un "tempo animale" si muovono figure colte al limite della morte e anche oltre, i carnefici mortali e le bestie morenti, i loro "gesti supremi", il puledro ucciso mentre è ancora "sporco di madre", gli animali che "muso contro muso | si scambiano le lingue" prima di morire, la mano che fruga nelle viscere ("cosí piccola e calda | in mano mia | la morte"), la farfalla che si posa sulla mano di chi sgozza e poi vola via "verso altri modi di morire". La seconda parte contiene poesie scritte in morte della moglie. Dopo il dolore animale, siamo qui di fronte al dolore umano. Il titolo (La morte moglie), cosí calzante e assoluto, potrebbe essere il titolo generale di tutta l'opera di questo poeta, che qui si trova vicino alla moglie morente. Sono uno di fronte all'altra ("io sono quello che non ha il biglietto | tu la polena col tumore"), da pari a pari ("allora guardami bene in faccia | vivere da morti non è difficile"). Siamo nel regno dell'agonia e della morte, dove anche la poesia partecipa di questa terribile compressione ("muore sta morendo la materia | enorme ombra d'alfabeto"). Laconica per troppo accumulo, sarcastica per troppo dolore, sgraziata per troppa grazia, la voce di questo poeta è una di quelle che, una volta sentite, non si dimenticano piú. Se non vivessimo in un paese di morti, questa voce dissonante e unica non sarebbe solo una voce marginale intesa da pochi ma voce centrale della poesia italiana di questi anni. Antonio Moresco

La franca sostanza del degrado
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Ferrari, Ivano

La franca sostanza del degrado

Einaudi, 23/07/2013

Abstract: Autore appartato e insofferente alle etichette, Ivano Ferrari presenta con questo volume la sua raccolta piú matura e organica. La franca sostanza del degrado è il risultato di un percorso poetico iniziato nella seconda metà degli anni Settanta. Se i testi degli esordi sono caratterizzati da una violenta e marcata "materialità", il libro cresce fino a comprendere toni astratti e amorosi, invettivi e meditativi. I versi, scanditi dai "tonfi sordi di una scrittura carnosa", vanno cercando maggiore distanza e controllo rispetto ai dati con cui si confrontano. La fisicità e il corpo a corpo con la realtà della prima parte si caricano progressivamente nell'interiorizzata registrazione e messa a fuoco di un mondo dominato dall'impurità. La poesia si abbassa radicalmente sulle cose, fino a diventare nello stesso tempo identificazione e scontro con la realtà.

Cacao
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Amado, Jorge - Ferioli, Daniela

Cacao

Einaudi, 28/05/2013

Abstract: Negli anni '30 lo stato di Bahia, terra di cacao e di grandi latifondisti, diviene il miraggio per migliaia di diseredati che accorrono alla ricerca di un lavoro. Amado ha visto, ha studiato quella realtà con l'intelligenza di un etnologo o di un antropologo, e ha poi trasfuso in queste pagine tutta la sua capacità di raccontare, da autentico cantastorie della vita brasiliana. Mettendosi lui stesso nella parte di un bracciante, alfabetizzato ma incolto, nato da famiglia benestante però costretto da un rovescio finanziario a cercare lavoro, Amado racconta di fatiche disumane e di amori travolgenti e sensuali, di crudele violenza e di altruismo, di ingenuità e di fede, di morte e di sofferenza, di prepotenze dei fazendeiros e di spensierata allegria dei giovani, dipingendo con i suoi forti e coinvolgenti colori il quadro di un mondo e di tante vite.

La conservazione metodica del dolore
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Porpora, Ivano

La conservazione metodica del dolore

Einaudi, 02/10/2012

Abstract: A causa di un attacco epilettico che risale al dicembre del '79 Benito, fotografo quarantacinquenne, ha rimosso un decennio della sua esistenza. Ma un giorno il volto di Margherita affiora dolorosamente dall'oblio e lo costringe a ricordare. A cercare il senso di Omissis, la raccolta di foto senza nesso apparente che Benito ha proposto per la mostra piú importante della sua carriera. Ad affrontare il fantasma delle donne che non ha saputo amare, e anche sua moglie Angela, che gli chiede di essere un uomo migliore. A salvare sua figlia da una fatale eredità. Per riemergere dal nero di china in cui è sprofondato con l'illusione di proteggersi dal proprio male, Benito ci si deve tuffare ancora una volta. Ogni foto di Omissis scatena un ricordo. Ogni ricordo ha il volto, la voce di un mondo vitale e scomparso. Ma anche l'afa di un pomeriggio in riva al fiume, in cui l'infanzia fu inghiottita dal dolore. *** "L'eterna lotta del bene e del male sta in questo romanzo: dove il bene è il dolore che grida, sbatte, s'impossessa del corpo, e da nascosto che era si fa malattia visibile, afferrabile; e il male è il tentativo di respingere il dolore nella dimenticanza, renderlo invisibile e inafferrabile". Giulio Mozzi

Omicidio a Road Hill House
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Summerscale, Kate - Civalleri, Luigi

Omicidio a Road Hill House

Einaudi, 09/04/2013

Abstract: Una casa isolata. Un cane che abbaia nella notte. Un omicidio spietato. Un detective in borghese bravo a seguire le tracce e a far parlare gli indizi. Una verità che non si può accettare. Dodici persone vivono nella casa, una è la vittima, chi è il colpevole? È un giallo nella sua forma piú pura, ma è anche un drammatico fatto di cronaca che dall'Inghilterra dell'Ottocento parla ancora oggi alle nostre coscienze.

Il teorema del lampione o come mettere fine alla sofferenza sociale
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Fitoussi, Jean-Paul - Chiesara, Maria Lorenza

Il teorema del lampione o come mettere fine alla sofferenza sociale

Einaudi, 03/09/2013

Abstract: Tutto è irragionevole in ciò che accade nel mondo d'oggi: piú di cinque anni di stagnazione, un balzo della disoccupazione e del lavoro precario, il declino del ceto medio, l'esplosione delle disuguaglianze. Ma da dove viene questa irragionevolezza e perché la accettiamo? Questo libro è un invito al viaggio nei territori che abbiamo intravisto durante le crisi che si sono succedute dal 2007-2008: la crisi della teoria economica, la crisi finanziaria mondiale, la crisi bancaria, la crisi europea dei debiti sovrani, e, infine, quella dei nostri sistemi di misura. Con un bilancio insopportabile: noi affrontiamo l'avvenire con gli occhi rivolti al cono di luce che ci giunge dal passato. Non possiamo trovare nulla sotto queste luci, se esse non sono in grado di illuminare il tempo presente. Le nostre teorie economiche - falsificate a piú riprese dai fatti - e le nostre politiche rivolte a obbiettivi che derivano da esse (stabilità dei prezzi, concorrenza, sostenibilità del debito) non riescono piú a rendere conto della realtà né a rispondere ai bisogni della popolazione. Il teorema del lampione è, in egual misura, un appello a dare piú peso all'esigenza di legalità senza la quale le nostre democrazie deperiscono, le nostre economie funzionano male e il benessere della popolazione si riduce ai minimi termini.

Ritorno a Torino dei signori Tornio
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Culicchia, Giuseppe

Ritorno a Torino dei signori Tornio

Einaudi, 28/05/2013

Abstract: La Torino che i signori Tornio vedono dal tram, non è quella dei loro tempi, colma di certezze, ma è una Torino passata, che attraverso il tram si confronta con un presente totalmente nuovo. Una città ricca di colorate incertezze, di variopinti dubbi, di novità inaspettate: "L'Avvocato? Ma... non è... possibile... Ma com'è che Torino c'è ancora, senza di lui?" Attraverso una pièce di straordinaria densità Giuseppe Culicchia costruisce un libro che nel raccontare di una città ormai cambiata, descrive in realtà una generazione e un Paese diversi ma disorientati, che sanno bene ciò che non sono piú ma non sanno ancora cosa diventeranno. Ritorno a Torino dei signori Tornio verrà rappresentata a Torino in occasione del centenario dell'Azienda tranviaria torinese, su un palcoscenico inusuale, una motrice tranviaria appositamente modificata.

Ulisse (Einaudi)
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Joyce, James - Celati, Gianni

Ulisse (Einaudi)

Einaudi, 05/03/2013

Abstract: Annunciata e attesa da molti anni, questa nuovatraduzione dell'Ulisse è diventata essa stessauna specie di leggenda. Finalmente il lettore puòconstatare l'entità e la qualità del lavoro di Celati,un lavoro da scrittore, teso a restituire il ritmoe i toni dell'originale joyciano, ritrovando anche,là dove possibile, il sapore delle citazioni di vecchiecanzoni, fatti di cronaca dimenticati: insomma,l'enorme massa dei riferimenti alti e bassi di cuiil libro è gioiosamente colmo.La migliore occasione per accostarsi o riaccostarsia uno dei capolavori della narrativa novecentescascoprendone, oltre all'intelligenza e alla complessità,la musica di sottofondo, ipnotica e incantatrice.***L'Ulisse è un libro scritto da qualcuno che doveva diventare tenore (Joyce quando abitava a Trieste), uno che aveva imparato a trasmettere sulla pagina ciò che i musicisti chiamano "orecchio interno", al di là del senso oggettivo delle parole. In effetti, se facessimo il calcolo di quante cantate spuntano nell'Ulisse ogni poche pagine, vedremmo un ventaglio di citazioni canterine che sono la spina dorsale joyciana per scavalcare tutti i discorsi e intendersi con diversi richiami musicali: dall'opera lirica alla filastrocca oscena, da un canto gregoriano ("Gloria in excelsis Deo") al rumore della carrozza del viceré che passa sul lungofiume ("Clapclap, Crilclap"), dai nursery rhymes a una poesia tedesca sul canto delle sirene ("Von der Sirenen Listigkeit..."), dal verso del cuculo ("Cucú! Cucú") al Fiore di Siviglia (opera lirica), dalle battute per tenere il ritmo d'una pagina ("Tum" "Tum") a quelle di altri suoni ("Pflaap! Pflaap! Pflaaaap"), alla cantata mozartiana, ricorrente nei pensieri di Mr Bloom: "Vorrei e non vorrei, mi trema un poco il cor", e cosí via.Dalla prefazione di Gianni Celati

Macello
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Ferrari, Ivano

Macello

Einaudi, 23/07/2013

Abstract: Nello spazio chiuso di un mattatoio, "la grande sala dove si esibisce la morte", Ivano Ferrari mette in scena uno spietato e cruento interregno uomo-animale determinato da una schiacciante sopraffazione. Un Macello che rimanda ad altri macelli che continuano ad attraversare la nostra vita di specie e che è campo di battaglia, lager, laboratorio, chiesa, teatro e dove i macellatori sono carnefici, tecnici, sacerdoti, registi. In questa raccolta poetica intensa e perentoria, piena di accensioni, implorazioni, crudeltà, straziante sarcasmo e personaggi animali e umani difficili da dimenticare, ogni verso ha un suo ictus determinato da una provocazione lessicale, tonale e psichica che diventa immediatamente lacerazione visiva. La materia, la carne - come la poesia - vengono messe in totale sofferenza e la vita è registrata nel suo punto limite e anche oltre, nelle sue ulteriori degradazioni istologiche eppure non ancora al termine del suo percorso di profanazione e violenza.

Fiabe ebraiche
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Loewenthal, Elena - Loewenthal, Elena

Fiabe ebraiche

Einaudi, 28/05/2013

Abstract: Pa'am Achat: "Una volta". Cosí, il piú delle volte, cominciano le fiabe ebraiche. La formula è usuale, persino scontata. Se non che né prima né dopo quell'"una volta" c'è modo di trovare il verbo, un qualsivoglia attestato di esistenza nel tempo. Da quelle due parole in poi, la fiaba ebraica si dipana sospesa in un tempo che non è dato immaginare, libera dai confini d'ogni concepibile realtà, dove si nutre ogni illusione fuorché quella di collocare la storia in qualche "dove" o "quando". [...] Ironia, a tratti verace umorismo, sommessa distanza dalla realtà, profonda saggezza e inguaribile pazienza sono le virtú delle fiabe ebraiche - siano esse echi di adagi biblici o rifacimenti di motivi stranieri. In un caso o nell'altro, il filo conduttore del racconto, l'atmosfera che si respira, hanno inequivocabile la connotazione d'Israele. Dalla Prefazione di Elena Loewenthal

Le attenuanti sentimentali
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Pascale, Antonio

Le attenuanti sentimentali

Einaudi, 10/09/2013

Abstract: Partiamo dall'inizio. Da quando per sfuggire al traffico sferzante della città, e provare a contrastare l'insonnia, Antonio compra una bicicletta. La notte, però, continuano ad assalirlo pensieri che si susseguono indisciplinatamente: una sorta di "intasamento democratico" in cui il problema del riscaldamento globale ha lo stesso valore di un bottone dei pantaloni che si stacca. Ma proprio da quel magma prende forma l'idea di girare un documentario sui sentimenti, che mischi neuroscienza, biologia evolutiva e psicologia: C'è chimica tra noi. Perché gli uomini e le donne oggi sembra che in amore si siano scambiati i ruoli? Siamo davanti a una mutazione antropologica? C'entra il fatto che per piú di un milione di anni siamo stati cacciatori- raccoglitori e il sesso non necessitava di estenuanti dichiarazioni? Bisogna intervistare senz'altro Luigi, affidabile libertino e pittore sensibile alle sfumature del cielo, e coinvolgere nel progetto Paola, produttrice single, piena di empatia, il cui "languore negli occhi è un tintinnio di malessere". Ma il disordine delle notti si ricompone al mattino, quando i figli fanno colazione e tocca accompagnarli a scuola - Brando fissato con il calcio, Marianna alle prese con la creatività e i suoi cascami. Cominciano cosí giornate fatte di aerei da prendere per lavoro - ogni volta con l'ansia di arrivare troppo tardi, in barba al cliché del meridionale pigro -, consigli di classe dove accapigliarsi sul cibo biologico in mensa e "cene bislacche" in cui giocando ai mimi si finisce per rivelare aspetti terribili del proprio carattere. Aggiungeteci il funambolico tentativo di tenere a bada gli automatismi da maschio casertano che porterebbero Antonio a corteggiare tutte le donne, e l'avversione viscerale per il fanatismo ecologista. Cosí la realizzazione del documentario si allontana, e quel sentimento dolceamaro della delusione rischia di prendere il sopravvento, perché "mica la parola amore rende la vita migliore, no, semmai la rende possibile, migliore certo che no". Antonio Pascale compone un caleidoscopio abrasivo, divertentissimo, incastrando alla perfezione scene brillanti e riflessioni sovversive. Ci restituisce cosí la complessità del nostro tempo e dei sentimenti, perché si può parlare dei massimi sistemi raccontando di quanto sia difficile trovare un parcheggio alla propria bici, o al proprio cuore.

Il panico quotidiano
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Frascella, Christian

Il panico quotidiano

Einaudi, 02/04/2013

Abstract: Durante un turno di notte in fabbrica, all'improvviso la paura. Proprio cosí, dal nulla. Come se gocciolasse dalla testa un brivido lunghissimo. E poi di colpo caldo, caldo fino quasi a smettere di respirare. Da quel momento il protagonista deve fare i conti con le crisi di panico, mentre la sua vita a poco a poco va in frantumi. Il suo rapporto con Lucia, il lavoro alla catena di montaggio, le amicizie: tutto salta in aria per il deflagrare continuo di quell'ordigno sempre innescato. Sarà l'incontro casuale con un anziano ex operaio e con uno psichiatra a spingerlo a risalire fino a monte quel fiume di terrore. Anche se farlo significherà scivolare spesso sul fango dei ricordi. Dopo aver raccontato con forza e leggerezza le emozioni adolescenziali, Christian Frascella torna con un romanzo in cui dimostra di avere la maturità, innanzitutto letteraria, per affrontare i propri fantasmi ed evocare quelli del lettore, in una seduta spiritica coraggiosa e commovente. Ci sono cose che puoi dire, e dire cosí, solo se le hai vissute. *** "Adesso aveva di nuovo fame. Voleva ricominciare a mangiarmi, l'ansia. Un paio di morsi per assaggiarmi, all'inizio. E poi fauci spalancate per azzannarmi in un unico boccone. Ero diventato il suo pasto quotidiano. Tre volte al giorno, piú qualche spuntino".

Un posto anche per me
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Abate, Francesco

Un posto anche per me

Einaudi, 03/09/2013

Abstract: Peppino è il garzone delle consegne a domicilio. La sua merce è prelibata, ma non è per tutti. E i misteri che nasconde sono inconfessabili. Stretto sul sedile dell'autobus, Peppino non fa che parlare, come Forrest Gump sulla panchina. Parla da solo, come gli idioti: cosí pensano gli altri. Non sanno che parla a Marisa. Che a Marisa è intrecciato il suo destino. Nel suo avventuroso viaggio tra periferie dimenticate e lussuosi palazzi romani, tra una vita scellerata e i ricordi di un passato che lo tormenta, Peppino dovrà riscattarsi o soccombere per sempre. Fino a un impensabile colpo di scena. *** "Un uomo che viaggia da solo sull'autobus della notte porta sempre con sé un gran segreto e lo accompagnano molte vergogne. E gli uomini che custodiscono segreti e vergogne è meglio non disturbarli".

L'impronta originale
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Chelazzi, Guido

L'impronta originale

Einaudi, 05/03/2013

Abstract: Ricostruire l'origine delle dimensioni ecologiche dell'uomo non è soltanto un esercizio intellettuale ma può ispirare la ricerca di soluzioni concrete al problema che siamo riusciti a crearci in duecentomila anni sulla Terra. Come in un processo all'uomo, questo libro ripercorre - in chiave ecologica - le tappe dell'evoluzione e dello sviluppo culturale di Homo sapiens, dal Paleolitico alla svolta della Rivoluzione industriale e oltre, per saldare l'attualità dell'emergenza ambientale alla nostra preistoria. Come è nato l'opportunismo che ci fa vivere nei climi piú inospitali e sfruttare le catene trofiche di ecosistemi tanto diversi? Quando abbiamo cominciato a trasformare la flora e a eliminare le faune? Come abbiamo sviluppato la capacità di costruire originali nicchie ecologiche per intrappolarvi noi stessi e le specie che abbiamo scelto di schiavizzare? Quali sono state le prime attività umane a lasciare il segno nell'atmosfera e a modificare il clima? Un viaggio negli straordinari archivi paleoclimatici, paleontologici, archeologici e genetici che la scienza moderna ha aperto, alla ricerca delle prime impronte antropiche sugli ecosistemi del pianeta e delle premesse che ci hanno portato allo sfruttamento insostenibile delle loro risorse, per comprendere come ha avuto origine questa "colpa".

La vita non è un film
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Moscardelli, Chiara

La vita non è un film

Einaudi, 03/09/2013

Abstract: Torna Chiara, la buffa e un po' imbranata protagonista di Volevo essere una gatta morta. E stavolta le sue catastrofiche avventure sentimentali si colorano di una tinta gialla che le rende ancora piú avvincenti. Chiara ha una casa tutta per sé, e anche un lavoro, neppure troppo precario, in un'improbabile ditta di cosmetici. Non combatte piú con le gatte morte, si è rassegnata a vederle prevalere sempre e comunque. Gli uomini vanno e non vengono, mentre le amiche rimangono le stesse, ingombranti quanto affettuose. Tutto (quasi) normale, insomma, finché qualcuno non comincia a perseguitarla, mandandole lettere sempre piú minacciose e penetrando addirittura in casa sua. Un disastro, non fosse che a indagare sul misterioso stalker è il commissario di polizia Patrick Garano: bello e impossibile, pare appena uscito da uno dei film che Chiara guarda e riguarda, sognando a occhi aperti... *** "Chiara Moscardelli, con stile ironico e deciso, dà voce a tutte quelle ragazze alla ricerca disperata di una vita normale, con un lavoro almeno soddisfacente e se possibile un fidanzato". "Vanity Fair" *** "Beato chi sa far ridere, beato chi sa trasformare le proprie disgrazie in materia esilarante..." "Il Venerdí di Repubblica"

La libertà degli antichi, paragonata a quella dei moderni
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Constant, Benjamin - Paoletti, Giovanni

La libertà degli antichi, paragonata a quella dei moderni

Einaudi, 21/05/2013

Abstract: La sua dicotomia fra libertà degli antichi e libertà dei moderni ha suscitato un dibattito sui rapporti fra libertà politica e civile, cittadino e Stato, diritti dell'individuo e soprusi del potere, che dura tuttora. La presente edizione inquadra il testo del filosofo francese nell'insieme del pensiero constantiano e del momento storico, nonché il suo posto nel quadro dello sviluppo del pensiero liberale: l'Introduzione di Giovanni Paoletti, basata su un'attenta disamina dei manoscritti e delle varianti, ne ricostruisce il contesto e la struttura argomentativa; il Profilo del liberalismo di Pier Paolo Portinaro ne propone un'attualizzazione attraverso un percorso storico-critico sul problema.

Zona uno
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Whitehead, Colson - Brusasco, Paola

Zona uno

Einaudi, 03/09/2013

Abstract: Una pandemia ha devastato la Terra, lasciando gli esseri umani divisi in due categorie: i vivi e i morti viventi. Guidati da un governo provvisorio stabilitosi a Buffalo, gli americani cercano di restaurare la civiltà. Il loro primo obiettivo è spazzare via da Manhattan le ultime sacche di resistenza, rappresentate da soggetti infetti che non si sono trasformati in zombie ma si trovano in uno stato semicatatonico. Mark Spitz fa parte di una delle squadre di civili che lavorano nella zona sud dell'isola. È un personaggio tortuoso, fosco, confuso. Il suo mondo, il mondo in cui si muove, è un inferno di ludica violenza dove le tracce della follia umana e i danni di un capitalismo aggressivo coesistono con il disperato desiderio di ritrovare la propria umanità. In Zona Uno Colson Whitehead prende il genere horror, ne distrugge gli schemi e ci restituisce un affresco allucinato e preciso di New York. Una celebrazione della modernità e insieme una veglia anticipata per la sua fine. *** "Uno dei migliori romanzi degli ultimi anni. Whitehead rinnova un genere letterario, per riflettere sulla questione fondamentale dei nostri tempi: la possibilità stessa di sopravvivere". "Esquire" *** "Whitehead scrive meravigliosamente, con un perfetto controllo su una prosa poetica, esuberante e suadente". "The Nation" *** "Un romanzo brillante e profondo". "The New York Times Book Review"

Caro Michele
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Ginzburg, Natalia

Caro Michele

Einaudi, 21/05/2013

Abstract: "Caro Michele": il piú classico degli incipit epistolari è quello che Natalia Ginzburg sceglie come titolo del suo romanzo. Una madre già avanti negli anni ma ancora giovane e un figlio lontano fisicamente e ancor piú (e soprattutto) distante nelle idee, nelle esigenze, negli affetti e nei dolori. Un figlio per il quale la madre prova rancore, ma dal quale non riesce a staccarsi; e l'ultimo, irrescindibile cordone ombelicale è fatto di sole lettere. Sorta di Lessico famigliare dieci anni dopo, Caro Michele è un romanzo dai personaggi dispersi, divisi dall'incomunicabilità e destinati alla solitudine, e la scelta del genere epistolare suona provocatoria e simbolica. Con la cronologia della vita e delle opere, la bibliografia essenziale e l'antologia della critica.

Dieci secoli di Medioevo
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Bordone, Renato - Sergi, Giuseppe

Dieci secoli di Medioevo

Einaudi, 10/09/2013

Abstract: Unico fra i grandi periodi della storia, il medioevo è anche un concetto polemico: additato dagli Umanisti, che rimpiangevano i fasti della classicità, come limbo pieno di disordine; accusato dalla Riforma di asfissiante papismo; definito dai Lumi come insieme di secoli bui; ripreso e rivalutato - sempre pretestuosamente - dal Romanticismo politico e letterario impegnato nelle prime "invenzioni della tradizione". Ma se dalla parola-contenitore ci si sposta al reale contenuto di un intero millennio, la prospettiva cambia. Due importanti medievisti ripercorrono in modo cronologico e tematico un'incessante e sempre originale avventura di fondazione, a cui dobbiamo non poche delle nostre realtà politiche, economiche e religiose. A patto di rinunciare ad alcuni, apparentemente irriducibili, stereotipi colti.