Trovati 16334 documenti.
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Guanda, 04/12/2014
Abstract: È lunga la storia che il vecchio Laureano Mahojo ha da raccontare, e a chi desidera da lui un semplice resoconto degli ultimi giorni di Walter Benjamin, l'ottantenne spagnolo che ne è stato testimone oppone il fiume impetuoso dei suoi ricordi: dagli scioperi dei minatori delle Asturie, al tentativo di rivolta operaia che animò Gijón e Oviedo due anni prima della Guerra civile spagnola, fino al fatidico incontro con il filosofo tedesco nel '40. Con la voce potente ed emozionante del vecchio rivoluzionario, Bruno Arpaia presenta l'antefatto necessario all'Angelo della storia e rievoca il destino di uomini e donne che hanno condiviso drammi e ideali di una pagina cruciale della storia europea novecentesca.
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Meglio zitella che mal maritata. Le donne nei proverbi di tutto il mondo
Ponte alle Grazie, 04/12/2014
Abstract: Struggenti, maligni, teneri, cinici: i "proverbi sulle donne" raccolti in questo volume possono essere definiti in molti modi, anche opposti tra loro, ma in nessun caso se ne esaurirà il senso, cioè la capacità di parlarci. Perché è proprio questo che fanno, arrivano dal fondo dei secoli e ci parlano. A volte solo per constatare quanto i rapporti fra uomo e donna siano cambiati, a volte invece per farci capire quanto siano rimasti immutati. Mineke Schipper, autrice e studiosa di fama internazionale, li ha raccolti nel corso di una vita in giro per il mondo, ed è stata la prima a stupirsi davanti alle somiglianze di proverbi provenienti da luoghi lontanissimi e non comunicanti tra loro. La ripetizione di certe immagini e di certi concetti scalfisce l'abitudine consolidata a considerare le altre culture come differenti da noi, ma soprattutto, in un'epoca di politicamente corretto, ci mostra la vivacità, l'assoluta disinvoltura, la capacità di andare direttamente al cuore delle cose del sapere popolare di tutte le latitudini. In fondo, "tutto il mondo è paese", no?
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Neri Pozza, 04/12/2014
Abstract: Sono i giorni dell'Elysian Prize a Londra, e l'intera società letteraria del Commonwealth è in fermento. Benché sia confinato al mucchio di ceneri imperiali di un'istituzione cara forse soltanto alla Regina, il Premio è uno dei riconoscimenti più ambiti negli illustri salotti letterari londinesi, in quelli altrettanto nobili di Edimburgo, e tra i notabili di Nuova Delhi.Sponsorizzato dalla Elysian, un'industria agricola che annovera tra i suoi prodotti alcuni degli erbicidi e dei pesticidi piú devastanti sulla faccia della terra, il Premio ha nel suo consiglio d'amministrazione Sir David Hampshire, ex segretario generale del Ministero degli esteri durante la Guerra Fredda, un vecchio mandarino che, da buon relitto di quell'epoca gloriosa, ha fatto man bassa delle cariche riservate alla gente del suo rango. Incaricato di selezionare la giuria, Hampshire ha chiamato a presiederla Malcolm Craig, parlamentare d'opposizione con una fugace esposizione al pallido sole caledoniano nelle vesti di sottosegretario di Stato per la Scozia, vesti di cui si è dovuto spogliare in gran fretta dopo un maldestro discorso sull'indipendenza della Scozia contrario alla linea del suo partito. Nell'ingrato compito di scegliere i romanzi in concorso, Craig deve vedersela con una giuria composta da Jo Cross, star del giornalismo la cui passione è stabilire la "rilevanza" delle opere presso i suoi lettori; da Vanessa Shaw, accademica di Oxbridge cui interessa soltanto la "qualità della scrittura"; da Penny Feathers, vecchia amichetta di Hampshire al ministero degli Esteri, "un'autrice di chiara fama" di cui si ignorano le pubblicazioni; e da Tobias Benedict, figlioccio di Hampshire, "lettore fanatico fin da quando era bambino", che, non palesandosi quasi mai alle riunioni, spedisce lunghi biglietti di scuse in cui afferma di essere presente "in spirito, anche se non in carne e ossa".Tra gli autori meritevoli dell'attenzione della giuria figurano Sam Black, giovane scrittore di un'opera carica di impeccabile dolore e di riconoscibile matrice autobiografica; Katherine Burns, avvenente autrice che ha infranto il cuore di Black e che, come una salonniere dei bei tempi andati, passa da una relazione all'altra con uomini di almeno vent'anni piú di lei; Hugh Macdonald, con il suo brutale resoconto della vita in un quartiere popolare di Glasgow dove batte il cuore oscuro del Welfare State; Sonny, seicentocinquantatreesimo maharajah di Badanpur, autore del magnum opus L'elefante di Mulberry, accompagnato dalla Zietta, autrice a sua volta di Ricette di Palazzo, pubblicato da una casa editrice indiana con un solo altro titolo in catalogo; e numerosi altri. L'Elysian Prize, però, riserva sempre, come ben sanno negli illustri salotti letterari londinesi, graziose e imprevedibili sorprese.Opera in cui l'autore dei Melrose conferma il suo straordinario talento, Senza parole è una delle più divertenti incursioni che sia dato leggere nel "deserto del Reale" che caratterizza la società letteraria odierna.Il nuovo romanzo dell'autore dei Melrose"Un'opera intelligente ed estremamente divertente".The Times"Un grande numero di personaggi descritti con forza... una trama brillante... e, alla fine, un tocco di ottimismo. Leggete questo libro se siete in un brutto momento: vi curerà". Sunday Express"Quando viviseziona la società Edward St. Aubyn è grandioso".Michael ChabonLa stampa italiana sui Melrose:"Una scrittura perfetta e impassibile, che entra come un oggetto esterno nell'animo umano, come una sonda o un sottomarino negli abissi".Caterina Bonvicini, il Fatto Quotidiano"Edward St Aubyn è l'autore di uno dei libri piú letterari e piú crudi destinati ad apparire nelle librerie italiane".Livia Manera, Corriere della Sera
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Neri Pozza, 04/12/2014
Abstract: Un giorno, alla corte di Enrico II e Caterina de' Medici, fa la sua apparizione una giovane donna di stupefacente bellezza. La sua grazia abbaglia tutti i cortigiani, ma la misteriosa adolescente sembra del tutto impermeabile alle lusinghe della galanteria e della mondanità; la madre, infatti, le ha ispirato sentimenti virtuosi e l'ha messa in guardia contro le insidie amorose. Il principe di Clèves, tuttavia, riesce a conquistare la sua stima e a sposarla. L'amore-passione è ancora, per l'eroina di questo romanzo – che è a giusto titolo considerato il primo, sorprendente esempio di romanzo psicologico moderno – un territorio sconosciuto. Il destino le farà incontrare, intempestivamente, un uomo giovane e bello, fra i più desiderati della corte: il duca di Nemours. I due si innamorano a prima vista durante un ballo memorabile che è fra le pagine più note della letteratura francese, ma il duca preferisce non manifestare subito i segni della propria passione; e la principessa, dal canto suo, si oppone con tutte le forze a un sentimento che la turba per la sua natura indecifrabile e la violenza che lo caratterizza. La ferma volontà di restare fedele a un marito premuroso e buono, che nutre per lei un amore profondo, le impedisce peraltro di contemplare la possibilità di una relazione adulterina. Inizia così un romanzo di formazione singolare, che sovverte radicalmente il copione galante e anticipa temi e atmosfere della grande stagione del romanzo settecentesco.La madre della ragazza, che intuisce subito il pericolo, le presenta il suo innamorato come un disinvolto libertino, ma l'espediente, inutile dirlo, non sortisce l'effetto sperato; al contrario. Ecco dunquedipanarsi da questo momento una trama articolata secondo una drammaturgia al tempo stesso rigorosa e incalzante, che culmina nella scena della confessione al marito, da parte dell'eroina, della propria passione per un altro uomo; scena "scandalosa quant'altre mai, perché incrina un codice basato sulla strategia della dissimulazione che governa il sistema claustrofobico della corte. Poco più di un secolo dopo, un altro inedito personaggio femminile farà la sua comparsa sulla scena letteraria francese: quella presidentessa di Tourvel delle Relazioni pericolose che, discendente diretta della Princesse, capovolge a sua volta in maniera irrevocabile le regole del gioco erotico libertino spianando la strada all'avvento dell'eroina romantica moderna.
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Neri Pozza, 20/11/2014
Abstract: Hassan Haji, secondogenito di sei figli, è nato sopra il ristorante di suo nonno, in Napean Sea Road a Bombay, vent'anni prima che fosse ribattezzata Mumbai. Ed è cresciuto guardando la figura esile di sua nonna che sfrecciava a piedi nudi sul pavimento di terra battuta della cucina, passava svelta le fettine di melanzana nella farina di ceci, dava uno scappellotto al cuoco, gli allungava un croccante di mandorle e rimproverava a gran voce la zia. Tutto nel giro di pochi secondi. E ha capito infine come va il mondo osservando suo padre, il grande Abbas, girare tutto il giorno per il suo locale a Bombay come un produttore di Bollywood, gridando ordini, mollando sberle sulla testa degli sciatti camerieri e accogliendo col sorriso sulle labbra gli ospiti.Naturale che quando l'intera famiglia Haji, i sei figli di età compresa tra i cinque e i diciannove anni, il grande Abbas, la nonna vedova, la zia e suo marito, lo zio Mayur, si trasferisce, dopo la tragica scomparsa della madre di Hassan, prima a Londra e poi a Lumière, nel cuore della Francia, sia proprio lui, Hassan, a prendere il posto della nonna Ammi ai fornelli della Maison Mumbai, il ristorante aperto a Villa Dufour dal grande Abbas.Un locale magnifico per gli Haji, con un'imponente insegna a grandi lettere dorate su uno sfondo verde Islam, e la musica tradizionale indostana che riecheggia dagli altoparlanti di fortunache zio Mayur ha montato in giardino. Peccato che abbia di fronte, dall'altra parte della strada, un albergo a diverse stelle, Le Saule Pleureur, il salice piangente, con un'insegna che si muove impercettibilmente con il vento, il giardino roccioso coperto di muschio, le vecchie stalle dalle finestre con i vetri a piombo.Peccato poi che la proprietaria del locale, una certa Madame Mallory, sia andata a protestare dal sindaco, sostenendo che un albergo come Le Saule Pleureur, che vede ai fornelli lei, la vestale dell'arte culinaria francese, la chef degli chef apprezzata da gente come Valéry Giscard d'Estaing e il Barone de Rothschild, la gloria dell'establishment gastronomico francese proveniente da una delle più illustri e antiche famiglie di grandi hôteliers della Loira, premiata con ben due stelle dalla guida Michelin, non può avere dall'altro lato della via un bistrò indiano che spande la puzza di cibi unti per tutto il vicinato!Popolato di personaggi eccentrici, ricco di divertenti disavventure culturali, ambientazioni vivaci e squisite ricette, descritte con dovizia di particolari, Amore, cucina e curry svela le trame interne all'esclusivo mondo dell'haute cuisinefrancese e narra la storia toccante di un ragazzo indiano che si conquista il proprio posto nel mondo.Precedentemente apparso col titolo Madame Mallory e il piccolo chef indiano, il romanzo viene ora riproposto in una nuova edizione, in contemporanea con l'uscita del film omonimo diretto dal Premio Oscar di Chocolat."Un romanzo ricco di fascino, scritto in maniera brillante, sensuale ed evocativa".Joanne Harris, autrice di Chocolat"Una storia di rivalità tra ristoranti, e di lotta per accaparrarsi le stelle Michelin,raccontata divinamente".Simon Beaufoy, vincitore del premio Oscar per la sceneggiatura di The MillionaireDa questo romanzo il film AMORE, CUCINA E CURRY
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Beat, 04/12/2014
Abstract: È il 1860 e mentre le Grandi Pianure occidentali d'America sono dimora dei bisonti nomadi, il duro acciottolato della città di New York è il domicilio senza tetto di trentacinquemila bambini. Ragazzi di strada, fortunati se riescono a vivere fino a vent'anni, la maggior parte scaricata agli ospizi per trovatelli. Tra loro si aggirano Annie, Dutch e Joe. Dodici anni, indumenti laceri, stivaletti pieni di buchi, Annie è la più grande dei tre ed è lei che conduce a casa di sua madre il Reverendo Charles Brace, dell'Associazione per l'Assistenza all'Infanzia, un tipo alto, magro, con occhi pallidi e infossati, la fronte sporgente e il naso lungo come un vegetale, incontrato per caso davanti alla bottega di un fornaio. Rimasta sola dal giorno in cui suo marito è caduto ubriaco da un'impalcatura mentre portava sulla spalla un carico di mattoni, la madre di Annie non resiste un istante alla parlantina del Reverendo che, affliggendola con storie sul fato funesto dei figli, riesce a portare con sé i bambini, come gattini presi per la collottola e infilati in un sacco.Separata da Dutch e Joe, affidati a famiglie lontane, dopo diverse traversie e dopo essersi ricongiunta alla madre giusto in tempo per vederla spirare di parto, Annie si ritrova a casa del dottore e della dottoressa Evans, a dare una mano in cucina a Mrs Browder, cameriera e governante tuttofare. In quella casa, dove giovani donne accorrono in gran numero per alleviare le sofferenze del parto con il Siero Curativo della dottoressa Evans o per porre rimedio a gravidanze complicate, la ragazza riceve il suo apprendistato di levatrice. Assiste ai parti, accompagna Mrs Evans nelle camere da letto della città, dove le donne in travaglio "figliano più di coniglie" e, prima di compiere i diciassette anni, apprende tutti i rudimenti del mestiere di levatrice semplicemente osservando, ascoltando e posando le mani dove Mrs Evans le dice di metterle.Alla morte di Mrs Evans, Annie sa tutto dei sotterranei aspetti dell'esistenza femminile, di intrugli misteriosi con estratto di oppio, noce moscata, zafferano e ambra grigia. Fortuna vuole che riesca anche a mettere le mani sulla ricetta delle Pillole Lunari, il preparato per la Cura dei Disturbi delle Gentildonne che venderà sul marciapiede di Chambers Street e che le permetterà di diventare la famigerata Madame X, la beniamina delle donne più povere della città, ma anche la levatrice delle ladies intenzionate a cancellare la propria vergogna.Una fama che attirerà invidie, maldicenze e pregiudizi nella vasta schiera dei benpensanti e delle anime pie dell'epoca.Straordinario romanzo storico basato sulla storia vera di una nota levatrice della New York di fine Ottocento, l'opera ha rivelato sulla scena letteraria internazionale il talento di Kate Manning."Una levatrice a New York non è soltanto la splendida e avvincente storia di un'orfana che cerca la propria strada nel mondo, ma mostra qual era un tempo la vita vera delle ostetriche: una vita fatta di glorie e di miserie, e di autentici dilemmi morali. Memorabile".Emma Donoghue"L'avvincente storia di una levatrice che sfida la legge in nome dei diritti delle donne".Publishers Weekly"Basato sulla vita vera di Ann Lohman, una levatrice di New York City … il romanzo di Kate Manning è storicamente accurato e stilisticamente impeccabile".The New York Times Book Review
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Feltrinelli Editore, 19/11/2014
Abstract: "Si butterà allo sbaraglio per salvare il suo popolo dal primo decreto di totale sterminio della sua storia""'Mi sembra una curiosa sopravvalutazione di se stessi, quella di ritenersi troppo preziosi per condividere con gli altri un destino di massa.' Etty Hillesum, ebrea olandese del 1900, scrive così nel suo diario prima di essere deportata in campo di sterminio. Ha avuto occasione di mettersi in salvo e ha rifiutato, scrivendo questa sovrana sentenza: 'Curiosa sopravvalutazione di se stessi'. Non separerà il suo destino da quello del suo popolo. Ester ha già detto la stessa cosa, al tempo di un altro annientamento programmato: 'E come potrò? E vedrò nella cancellazione della mia nascita?'. Lei, moglie del re, è intoccabile anche se ebrea come il suo popolo che è stato condannato allo sterminio totale dal decreto di Hamàn, vice del re. Ester non vuole salvarsi da sola. Esclama davanti al re la sua appartenenza all'insieme dei condannati. Senza il suo popolo è cancellata anche la sua nascita. Due donne ebree a distanza di millenni affermano la stessa volontà di condivisione. Ma Ester, regina, riesce a contrastare lo sterminio e a sventarlo." (Erri De Luca)Questo libro sta nelle Scritture Sacre ebraiche e cristiane. Ester, dalla radice del verbo nascondere, è l'ebrea segreta che salva il suo popolo da uno sterminio pianificato. Erri De Luca afferma che sia proprio lei la scrittrice del libro.
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Storia della filosofia - Volume 9
Bompiani, 08/12/2014
Abstract: L'affascinante cammino della conoscenza dalle sue origini all'epoca contemporanea. Una nuova edizione della "Storia della filosofia" di due dei più importanti studiosi del nostro tempo, Giovanni Reale e Dario Antiseri, arricchita con le biografie dei filosofi, brani antologici significativi, dettagliate appendici critiche e un denso apparato iconografico. Alla scoperta di autori e correnti che hanno determinato lo sviluppo del pensiero e la storia dell'umanità, con una particolare attenzione al pensiero contemporaneo.Storia della filosofia da Nietzsche al neoidealismo, in questo volume:NietzscheCassirerDiltheyWeberPeiceVailatiDeweyDuhemEnriqesOrtega y GassetCroceGentile
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Brooklyn senza madre. Motherless Brooklyn
Bompiani, 02/04/2014
Abstract: Lionel Essrog, per tutti Testadipazzo, ha la tendenza a cacciarsi nei guai: la sindrome di Tourette lo rende un ribelle dalle frasi sconnesse, violento e pieno di imprevedibili tic. Senza genitori e senza pace, la sua esistenza è colorata da urla e pugni sferrati all'improvviso. La sua salvezza si chiama Frank Minna, un mafioso di poco conto a Brooklyn, che lo tira fuori dall'orfanotrofio e lo trasforma nel suo tirapiedi. Quando però Minna viene pugnalato e il suo corpo senza vita gettato in un cassonetto, Testadipazzo si mette sulle tracce dell'assassino per difendere il suo fragile mondo, ingabbiato dalla malattia ma assetato di giustizia. Un noir appassionante e commovente che consegna alla letteratura contemporanea un personaggio indimenticabile, esploratore dei bassifondi di New York con la stessa caotica determinazione con cui affronta il labirinto della propria mente.
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Salani Editore, 09/12/2014
Abstract: Alla vigilia del suo dodicesimo compleanno, David Dream riceve la lettera che cambierà per sempre la sua vita. Seguendo le indicazioni contenute nel messaggio, il ragazzo trova la porta nel "tempo che si è fermato" e apre il libro incompiuto. D'un tratto una creatura fantastica, ferita e sofferente, irrompe nella sua camera attraverso un varco di luce. Pronunciando parole incomprensibili di una lingua sconosciuta, passa al giovane il testimone di una missione disperata. Il ragazzo suona il taharàn, il corno magico che la creatura aveva al collo, e viene proiettato in un luogo misterioso e selvaggio: la Terra di Arcon. David dovrà intraprendere un lungo viaggio per raggiungere la Città del Cielo e salvare il regno degli elfi dal sanguinario esercito di Kahòs; ma un segreto terribile accompagna il giovane della razza degli uomini.
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Adelphi, 10/12/2014
Abstract: Il tempo, la storia, il sesso, il cosmo, l'abisso: centotrentaquattro nuovissimi pensieri del Filosofo Ignoto.
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Adelphi, 10/12/2014
Abstract: Nel 1936, quando scrisse la "Storia dell'eternità", Borges lavorava in una biblioteca rionale dimenticata in un quartiere periferico di Buenos Aires, dove la topografia ortogonale della capitale argentina si frastagliava in terreni incolti e officine e ortaglie, e dove il tempo sembrava non passare mai. Fu in quel periodo che si delinearono nella sua opera i tratti che oggi chiunque definirebbe, a colpo sicuro, borgesiani, e in primo luogo l'inclinazione a considerare tutto come materiale letterario. Così, per esempio, teologia e metafisica potevano diventare ai suoi occhi cronache della vita di un personaggio chiamato eternità, del quale egli si proponeva di restituire, attraverso episodi ben vagliati, alcune delle fasi che punteggiavano una vita infinita. Senza impedirsi, comunque, di accostare queste storie a divagazioni sulla metafora, sui traduttori delle "Mille e una notte" e sull'arte dell'insulto. Tale procedimento, usato da Borges con discrezione e ironia, ha una straordinaria forza dissestante, nel senso che scalza ogni affermazione dal suo piedistallo di pretesa realtà, come se la realtà stessa non fosse che un genere letterario. E nel contempo ci introduce a un nuovo genere, di cui Borges seppe essere, per un paradosso a lui congeniale, insieme il fondatore e l'epigono.
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Il libro degli esseri immaginari
Adelphi, 10/12/2014
Abstract: Spinto da una inesauribile passione per le strane entità sognate dagli uomini – dalla Fenice, immagine dell'universo, al t'ao-t'ieh, "mostro formale, ispirato dal demone della simmetria a scultori, ceramisti e vasai" –, Borges ha perlustrato nel corso degli anni letterature e mitologie, enciclopedie e dizionari, resoconti di viaggio e antichi bestiari, scoprendo tra l'altro che la zoologia fantastica è percorsa da singolari, seducenti affinità: così, ad esempio, il Pesce dei Terremoti, un'anguilla lunga settecento miglia che porta il Giappone sul dorso, è analogo al Bahamut delle tradizioni arabe e al Midgardsorm dell'"Edda". Non c'è del resto da stupirsi: "Ignoriamo il senso del drago, come ignoriamo il senso dell'universo, ma c'è qualcosa nella sua immagine che si accorda con l'immaginazione degli uomini, e così il drago appare in epoche e a latitudini diverse".L'esito di questa sterminata ricognizione è un manuale che il lettore è caldamente invitato a frequentare "come chi gioca con le forme mutevoli svelate da un caleidoscopio". Ritroverà così animali che già gli erano familiari, ma che ora tradiscono caratteri insospettati: come l'Idra di Lerna, la cui testa – sepolta da Ercole – continua a odiare e sognare, o il Minotauro, "ombra di altri sogni ancora più orribili". Imparerà a conoscere esseri che sembrano usciti dalla fantasia stessa di Borges: come la "gente dello specchio", ridotta a riflesso servile dall'Imperatore Giallo dopo aspre battaglie, o il funesto Doppio, suggerito "dagli specchi, dall'acqua e dai fratelli gemelli". E si imbatterà in creature di cui neppure sospettava l'esistenza: come lo hidebehind dei taglialegna del Wisconsin e del Minnesota, che sta sempre dietro a qualcosa, o la Scimmia dell'Inchiostro, che attende pazientemente che tu abbia finito di scrivere per berlo. E sempre aleggia, irresistibile e aereo, lo humour di Borges, il quale ci spiega compassato che la qualifica di contea palatina attribuita al Cheshire provocò l'incontenibile ilarità dei gatti del luogo – donde, con ogni probabilità, il gatto del Cheshire.
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Adelphi, 10/12/2014
Abstract: Di Dante, come di tanti altri scrittori, Borges si è dimostrato capace di dirci ciò che altrove non troveremmo, ma soprattutto di dircelo a partire da presupposti e angolature a lui solo accessibili. Orientata – come accenna il Prologo – da una sorta di "innocenza", la sua lettura della "Commedia" ("il miglior libro scritto dagli uomini") muove infatti da dettagli, suggestioni, spunti immaginativi per proporre, attraverso molteplici riferimenti letterari, congetture spesso eccentriche e punti di vista esclusivi e personali. In queste pagine, degne dei migliori saggi di "Altre inquisizioni", Borges intravede nell'ultimo viaggio di Ulisse "un occulto e intricato suicidio" simile a quello del capitano Ahab di "Moby Dick"; scopre nella "Historia ecclesiastica gentis Anglorum" di Beda il Venerabile visioni anticipatrici della "Commedia", e nell'Aquila splendente del diciottesimo canto del Paradiso affinità col Simurg persiano; riflette sulla contraddittoria compassione di Dante per Francesca, e la spiega evocando il Raskol'nikov di "Delitto e castigo" e il grande e sfortunato amore per Beatrice, motivo nel quale riconosce la vera genesi dell'opera: "Morta Beatrice, perduta per sempre Beatrice, Dante giocò con la finzione di ritrovarla, per mitigare la tristezza; io personalmente penso che abbia edificato la triplice architettura del suo poema per introdurvi quell'incontro".In questo volume, pubblicato per la prima volta nel 1982, Borges radunò scritti per lo più apparsi in giornali e riviste sul finire degli anni Quaranta; viene qui aggiunto nell'Appendice il testo di una conferenza sulla "Divina Commedia" tenuta nel 1977 al Teatro Coliseo di Buenos Aires.
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Adelphi, 10/12/2014
Abstract: "Nella mia terra la luce ha una sua qualità particolarissima; fulgida, nitida, come se venisse non dall'oggi ma dall'età classica". Così William Faulkner spiegò il titolo del suo settimo romanzo, uscito nel 1932 e subito acclamato come un capolavoro. Ed è tra i riverberi di quella luce implacabile che si consumano le vicende di una folta schiera di personaggi: una ragazza incinta, armata solo di una "riserva di paziente e tenace lealtà", che si avventura dall'Alabama al Mississippi alla ricerca del padre di suo figlio; un uomo solitario dallo strano nome, Joe Christmas, "con un'inclinazione arrogante e sinistra sul viso immobile", che l'isteria razziale del Sud getta nell'abisso tormentoso del dubbio circa il proprio sangue; un reverendo presbiteriano ripudiato dalla sua Chiesa per l'antico scandalo della moglie adultera e suicida; e, circondati da neri invisibili, gli sceriffi, i taglialegna, i predicatori, le donne dal volto di pietra, chi "definitivamente dannato", chi alla ricerca disperata di una chimerica catarsi. E quando nella comunità di Jefferson si sparge la voce di un brutale omicidio, tutti i suoi membri vengono risucchiati in una spirale vertiginosa – così come vertiginosa è la prosa di Faulkner, alla quale, pur allarmati, non riusciamo a sfuggire, esposti fino all'ultimo a un Male subdolo e irrimediabile.
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Adelphi, 10/12/2014
Abstract: Un viaggio folle su un barroccio sgangherato, tra inondazioni e fienili in fiamme, sotto i cerchi sempre più stretti degli avvoltoi che accompagnano speranzosi il grottesco funerale di Addie Bundren. Attorno alla bara, ingobbiti nei loro truci destini, assorti ciascuno nel proprio segreto, il marito e i cinque figli. Faulkner scrive questo suo quinto romanzo in sei settimane: è l'estate del 1929, ha trentadue anni, lavora di notte come operaio in una centrale elettrica e ha appena pubblicato una delle sue opere più alte e composite, "L'urlo e il furore". E "Mentre morivo" è un nuovo, ancor più vertiginoso azzardo, poiché in esso Faulkner riesce a ordire una rara, tetra polifonia di voci monologanti, nella quale riconosciamo il suono di un'America primordiale e sino allora muta."Mentre morivo" è apparso per la prima volta nel 1930.
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Alan Turing storia di un enigma
Bollati Boringhieri, 11/12/2014
Abstract: DA QUESTO LIBRO E' TRATTO IL FILM "THE IMITATION GAME" "Una delle migliori biografi e d'argomento scientifico che siano mai state scritte". The New Yorker Uno dei più grandi geni del Ventesimo secolo, questo è stato Alan Turing. Nato a Londra nel 1912, considerato tra i padri della moderna informatica – spiegò la natura e i limiti teorici delle macchine logiche prima che fosse costruito un solo computer – fu un matematico fuori dal comune. Durante la Seconda guerra mondiale mise le sue straordinarie capacità al servizio dell'Inghilterra, entrando a far parte di Bletchley Park, la località top secret della principale unità di crittoanalisi del Regno Unito, e contribuì in modo decisivo alla decifrazione di Enigma, la complessa macchina messa a punto dai tedeschi per criptare le proprie comunicazioni, ribaltando così le sorti del conflitto. Ma la sua fu anche una vita tormentata. Perseguitato per la sua omosessualità, fu condannato alla castrazione chimica. Umiliato, a soli 41 anni, si suicidò in circostanze misteriose morsicando una mela avvelenata con cianuro. Nel 2013, dopo oltre sessant'anni dalla sua morte, la Regina Elisabetta gli ha "concesso" l'assoluzione reale. Con la verve di una spy story, la biografia di Andrew Hodges, la più completa e accurata mai scritta, ci restituisce l'ambiente e il clima culturale del periodo storico in cui Turing è nato e si è formato, le sue brillanti idee in campo matematico e scientifico, e ci fa conoscere il lato umano e personale di un genio inquieto.
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Manuale di storia della pedagogia
Laterza, 01/11/2014
Abstract: Il manuale ricostruisce, in forma agile, il lungo percorso della pedagogia in Occidente, prendendo in esame le forme assunte nelle varie epoche con una particolare attenzione per quelle che ne contrassegnano l'identità più attuale, sia dal punto di vista scientifico sia da quello ideologico, ma anche critico-filosofico.
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Laterza, 01/11/2014
Abstract: La filosofia dell'esistenza, di cui Jaspers è stato il massimo rappresentante nel Novecento, è una filosofia anti-tradizionale e anti-accademica che si interroga sul senso dell'esistere, coinvolgendo in questo tutti gli aspetti del vissuto individuale, in particolare quelli più personali.
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Laterza, 11/12/2014
Abstract: Questo non è un libro di viaggio, un testo giornalistico o un saggio, è un misto. È la storia vera delle storie vere raccolte in anni di viaggi solitari. È l'Amazzonia dall'immensa geografia, foresta-continente, inferno verde e paradiso perduto di banditi e di eroi che cercano un futuro. Ma è anche la vicenda di uno che, dieci anni fa, cominciò a viaggiare, in Colombia, Perù, Bolivia, Ecuador, Venezuela, e soprattutto in Brasile. E non è riuscito più a fermarsi.