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Trovati 15735 documenti.

A fattor comune. Visioni e buone pratiche per fare sinistra
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Smeriglio, Massimiliano

A fattor comune. Visioni e buone pratiche per fare sinistra

Bordeaux, 26/10/2015

Abstract: Chi è Sinistra in Europa e in Italia? Chi sono i nuovi soggetti che si oppongono al neoliberismo dilagante? Qual è la lezione di Syriza e Podemos? Quali scenari per la Sinistra italiana?A queste e ad altre domande risponde Massimiliano Smeriglio – tra i fondatori di Sinistra Ecologia e Libertà e vicepresidente della Regione Lazio – nel saggio introduttivo "Lo sguardo di Enea" e nella lunga conversazione con la giornalista del Manifesto Daniela Preziosi. "Le risposte alle domande dell'oggi – ci avverte Smeriglio – vanno cercate con occhi nuovi, capaci di intercettare il cambiamento. Occhi appassionati, capaci ancora di stupirsi e pronti a dare battaglia coniugando giustizia sociale e libertà individuale. Servono visione, narrazioni e pratiche di autorganizzazione sociale e buon governo, e soprattutto energie nuove in grado di ricondurre "a fattor comune" tutte le forze democratiche. È questa la Sinistra che vogliamo: pragmatica, radicale, pronta a misurarsi con la sfida del governo praticando l'agenda dell'alternativa".

La vicarianza. Il nostro cervello creatore di mondi
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Berthoz, Alain

La vicarianza. Il nostro cervello creatore di mondi

Codice Edizioni, 09/03/2015

Abstract: Anche se non ci facciamo mai caso, il nostro cervello risolve problemi e prende decisioni di continuo. Per farlo, percepisce e agisce in molti modi a seconda del contesto, compensa mancanze, affronta situazioni nuove e cambia punto di vista. Questa straordinaria capacità creativa è la vicarianza, l'utilizzo cioè di molteplici e inattese strategie per raggiungere un obiettivo, rimpiazzare un senso con un altro (come quando ci si muove nel buio, o dopo un incidente) o delegare una funzione a una nostra estensione virtuale (nel mondo di internet e dei videogiochi). Il libro di Alain Berthoz dimostra che lo studio di questa strategia cognitiva, oltre a rappresentare un grande progresso scientifico, può avere importanti ripercussioni in pedagogia, nel problem solving aziendale, in psicologia, nelle scienze sociali e nella riabilitazione dalle malattie del sistema nervoso.[BIO]Alain Berthoz insegna al Collège de France ed è membro dell'Académie des sciences. È autore di numerosi libri di grande successo, tra cui "Il senso del movimento" (McGraw Hill, 1998), "La scienza della decisione" e "La semplessità" (Codice edizioni, 2004 e 2011).

La duchessa
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Blackwood, Caroline

La duchessa

Codice Edizioni, 21/07/2015

Abstract: Wallis Simpson, la duchessa di Windsor, è stata una delle donne più celebri del Novecento, l'unica ad aver fatto abdicare un re d'Inghilterra per amore. Icona di eleganza e fascino, si circondò per tutta la vita di amici potenti che ne ammiravano lo stile e il buon gusto. Eppure i suoi ultimi anni sono avvolti nel mistero. Caroline Blackwood si avventura in una vera detective story, una moderna fiaba noir che ci svela gli inganni di un mondo dorato, dove dopo le otto di sera è volgare indossare gioielli d'oro (solo platino) e i domestici stirano anche le stringhe delle scarpe. Ne esce il ritratto di una vita al centro della Storia, con un destino tragico, comune a più di una celebrità. Segregata nella sua favolosa casa di Parigi, e abbandonata da tutti, Wallis Simpson finì la sua vita leggendaria tra le grinfie del suo avvocato, Suzanne "Maitre" Blum, il cui ritratto rivaleggia per intensità con quello della duchessa.[BIO]Nata Guinness, erede di una fortuna leggendaria, Caroline Blackwood si ribellò alla famiglia per sposare in prime nozze Lucien Freud, all'epoca pittore non ancora celebre né ricco. Dopo anni di amore tempestoso si risposò con il compositore Israel Citkowitz, da cui ebbe tre figli. Infine, sposò in terze nozze il grande poeta statunitense Robert Lowell, che morì in un taxi stringendo tra le mani il celebre ritratto che Lucien Freud aveva dipinto di lei. La duchessa è il suo ultimo lavoro, pubblicato un anno prima della morte.

Homo pluralis. Essere umani nell'era tecnologica
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De Biase, Luca

Homo pluralis. Essere umani nell'era tecnologica

Codice Edizioni, 19/02/2015

Abstract: Mercati finanziari automatizzati; relazioni umane mediate dai like su Facebook; un flusso d'informazioni incessante e invadente; protesi digitali che arricchiscono l'esperienza. Le macchine sembrano conquistare funzioni sempre più autonome dall'intervento dell'uomo, e le piattaforme online sulle quali ci informiamo e coordiniamo impongono i loro algoritmi, mentre raccolgono e analizzano enormi quantità di dati imparando dagli utenti. È una dinamica evolutiva digitale che richiede un drastico adattamento culturale. Con "Homo pluralis" Luca De Biase propone un approccio all'infosfera che supera la contrapposizione tra ottimismo tecnofilo e allarmismo neoluddista, e riconosce la necessità per l'uomo di diventare cittadino consapevole di questo nuovo ambiente digitale, imponendo la propria creatività, intelligenza e senso etico, e conquistando così una dimensione più autentica.[L'AUTORE]Luca De Biase è fondatore e responsabile dell'inserto "Nòva" del "Sole 24 Ore". Insegna in diverse università e progetta piattaforme civiche. Tra i suoi libri più recenti: "Economia della felicità" (Feltrinelli, 2007), "Cambiare pagina" (Rizzoli, 2011) e "I media civici" (Apogeo, 2013).

L'evoluzione è ovunque. Vedere il mondo con gli occhi di Darwin
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Ferrari, Marco

L'evoluzione è ovunque. Vedere il mondo con gli occhi di Darwin

Codice Edizioni, 15/07/2015

Abstract: La teoria darwiniana dell'evoluzione – una delle intuizioni più rivoluzionarie nella storia dell'uomo – anche se per molti rimane chiusa nei laboratori e negli articoli scientifici, difficile ed esoterica, è presente in tutto il pianeta, addirittura nell'intero universo. Con essa possiamo interpretare quello che vediamo attorno a noi, e usarla come strumento: per salvare vite e disegnare automobili, progettare antenne, programmare i tragitti dei pullman e leggere i grandi romanzi della letteratura. Si trova nei computer, nei robot, nelle sale operatorie, alla NASA e nei parchi nazionali. Da brillante impianto concettuale che spiega la natura del vivente, la teoria dell'evoluzione sta Insomma diventando un efficacissimo mezzo per cambiare il mondo. In meglio.[BIO] Marco Ferrari, biologo e giornalista, è redattore presso riviste di natura e scienza ("Oasis", "Terra", "Focus Junior", "Geo"). È stato ricercatore di psicofarmacologia, per poi passare al giornalismo e alla divulgazione scientifica. Ha scritto articoli scientifici per quotidiani, settimanali e mensili, curato enciclopedie scientifiche e documentari, tradotto una decina di libri scientifici e ne ha scritti altrettanti. Attualmente è caposervizio scienza presso "Focus".

Canta il merlo sul frumento. Il romanzo della mia vita
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Menapace, Lidia

Canta il merlo sul frumento. Il romanzo della mia vita

Manni, 11/11/2015

Abstract: "Aver ripercorso senza rigore, ma addirittura a capriccio il tratto della mia vita fino a qui a me ha fatto pensare quanto sia stata fortunata a nascere quando e dove nacqui, sì da poter partecipare nel corso di una sola vita alla Resistenza, al Sessantotto, alla crisi del capitalismo."Come un romanzo, l'autobiografia di una partigiana, di una femminista, di una donna coraggiosa protagonista della vita civile e culturale d'Italia.Questo libro è un'autobiografia: Lidia Menapace racconta la sua lunga vita, che ha attraversato il fascismo, la prima e la seconda Repubblica, le stagioni delle lotte operaie e i movimenti studenteschi, il femminismo, le mobilitazioni pacifiste e per l'ambiente.E' un romanzo di formazione: è la vicenda di una ragazza che cresce nel ventennio fascista, in una famiglia progressista e laica, e che per spontanea necessità interiore diviene antifascista e partigiana; e per tutta la vita proietterà i suoi modelli etici nell'impegno pubblico culturale e sociale.E' un romanzo della storia d'Italia: Lidia Menapace è stata impegnata nei movimenti cattolici progressisti, dirigente della Democrazia Cristiana (prima donna assessora alla Provincia di Bolzano), ha vissuto la diaspora della sinistra DC; docente all'Università Cattolica di Milano, fu allontanata per la sua dichiarazione di marxismo; ha partecipato alla nascita del quotidiano "il manifesto" e vi ha collaborato a lungo; nel 2006 è stata eletta senatrice con Rifondazione Comunista (indicata come presidente della Commissione Difesa, non fu eletta per le sue posizioni pacifiste), e dal 2011 è nel Comitato nazionale ANPI.

Pasta madre, lievito vivo
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Ferraris, Roberta

Pasta madre, lievito vivo

Terre di mezzo, 25/02/2015

Abstract: Per iniziare bastano acqua, farina e un cucchiaino di miele. Da questi semplici ingredienti parte una rivoluzione sana che risveglia sensazioni ed emozioni che si credevano perdute. Dal pane di tutti i giorni a quello per celiaci, dalla pizza napoletana ai dolci più complicati, scopriamo la forza del lievito vivo accompagnati dall'appassionato racconto dell'autrice, che ha sperimentato e perfezionato a lungo ogni ricetta, a cui aggiunge sempre un consiglio o una curiosità legata alla tradizione e alla sua esperienza. Una guida per produrre la pasta madre, conservarla e utilizzarla al meglio, con 60 ricette salate e dolci. Un libro perfetto per i principianti, ma anche per chi punta all'eccellenza.

L'anno del pensiero magico
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Didion, Joan

L'anno del pensiero magico

Il Saggiatore, 24/08/2015

Abstract: La vita cambia in un istante. Passa dalla normalità alla catastrofe. John Gregory Dunne, sposato da quarant'anni con Joan Didion, muore all'improvviso la sera del 30 dicembre 2003. Ed è così che per Joan inizia l'anno del pensiero magico. Un anno in cui tutto viene rimesso in discussione, riconsiderato, riformulato. Le idee sulla morte, sulla malattia, sul calcolo delle probabilità, sulla fortuna e sulla sfortuna, sul matrimonio e sui figli e sulla memoria, sul dolore, sui modi in cui la gente affronta o non affronta il fatto che la vita finisce, sulla fragilità dell'equilibrio mentale, sulla vita stessa. Una scrittrice ironica e graffiante, un'icona dell'America contemporanea racconta se stessa con sincerità, con crudezza, e racconta una storia d'amore. Le sue parole colpiscono nel profondo chiunque sappia che cosa significa amare qualcuno e perderlo. Pagine che scandiscono un rito di passaggio, che si affollano di riflessioni, letture, stralci di conversazioni, di stratagemmi per sopravvivere. Come quel pensiero magico che induce a credere di poter modificare ciò che è già accaduto, di poter tornare indietro, perché lui possa tornare indietro. Fino a che, dopo un anno e un giorno, Joan si rende conto, quasi suo malgrado, che qualcosa sta cambiando. Che guardando al tempo trascorso incontra ricordi in cui John non è più presente. Che è necessario, e giusto, lasciare andare i morti. Per poter sopravvivere. Per poter continuare a vivere.

Verso Betlemme
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Didion, Joan

Verso Betlemme

Il Saggiatore, 03/09/2015

Abstract: Pubblicata nel 1968, questa raccolta di una ventina di "pezzi, o saggi, se preferite" è considerata un classico moderno. Pochi libri hanno scandagliato in modo così originale l'umore degli Stati Uniti negli anni sessanta e in particolare della California, allora avamposto della controcultura americana. A rendere illuminante ogni singolo reportage e coerente la raccolta nel suo insieme è la scrittura maieutica di Joan Didion, il suo incedere curioso dal particolare a un universale mai "detto" né "saputo". La cronaca di un processo per omicidio diventa il resoconto della fine del sogno americano, un delicato ritratto di John Wayne è l'affresco di un'epoca al tramonto, il racconto di una diatriba tra Joan Baez e il suo vicinato getta una luce impietosa sul lato quotidiano e ordinario dell'icona del '68, il reportage del quartiere di Haight-Ashbury smonta pezzo dopo pezzo il mito del Flower Power. Verso Betlemme setaccia, filtra e racconta un cambiamento epocale, un paese dove tutto sembra andare in frantumi, dove un ordine si è sgretolato lasciando un vuoto che sarà presto riempito da un ordine diverso, più simile al caos: "Il centro non reggeva più. Era un paese di avvisi di fallimento e annunci di aste pubbliche, di rapporti ordinari su omicidi involontari, di bambini nel posto sbagliato e famiglie abbandonate, di vandali che non sapevano nemmeno scrivere correttamente le parolacce con cui imbrattavano i muri." Joan Didion non fa che regalarci la sua ostinata curiosità, il suo sguardo lucido e meravigliato, e il risultato è una lezione irripetibile di giornalismo narrativo che trascende lo spazio e il tempo del proprio oggetto d'indagine.

Uomini nelle gabbie
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Domenici, Viviano

Uomini nelle gabbie

Il Saggiatore, 24/08/2015

Abstract: Dal 1870 al 1940 l'Europa e gli Stati Uniti celebrarono le magnifiche sorti del mondo occidentale sul palcoscenico delle Esposizioni universali. Poco distante, nei villaggi etnici ricreati accanto ai padiglioni, andava in scena uno spettacolo angosciante: neri armati di lance, donne con i bambini al collo, pigmei, eschimesi, indios, tutti esposti perché i bianchi, i colonizzatori, potessero ammirarli o schernirli, sicuri come erano – come, forse, ancora siamo – del primato della razza bianca, del suo diritto a conquistare e dominare le altre razze. C'è Sarah, l'ottentotta dalle forme inusualmente pronunciate, esibita come una pruriginosa eccentricità biologica e poi studiata e sezionata come una cavia da laboratorio. C'è il pigmeo Ota Benga che, nel recinto degli animali, non può sorridere a meno che i visitatori non paghino qualche dollaro per vederne i denti aguzzi. C'è capo Geronimo, mostrato vinto e sconfitto perché nessuno dimentichi mai l'inferiorità degli indiani d'America. E ci sono le altre migliaia di esseri umani i cui nomi non sono mai stati registrati, tanta era la considerazione riservata alla loro dignità personale. A una prima, superficiale analisi può sembrare un fenomeno lontano nel tempo, da cui la nostra società ha ormai preso le doverose distanze, ma l'ultimo zoo umano risale al 2005, e il turismo della povertà che tanto successo riscuote in questi ultimi anni ripropone la medesima logica. La stessa che traspare dalle fotografie dei soldati americani che ridicolizzano e abusano dei prigionieri di guerra, e da programmi come Lo Show dei Record, dove l'alterità è oggetto di compiacente paternalismo, quando non di curiosità morbosa. Senza mai ritrarsi davanti agli aspetti più sgradevoli e spietati di queste pratiche, e anzi affrontandoli con acuminata lucidità, Viviano Domenici racconta il lato oscuro delle Esposizioni universali, dell'epoca che le produsse – quella fin de siècle che fu sì l'era del Positivismo e della fiducia nel futuro radioso dell'umanità, ma anche dei freak show – e di una mentalità, precipuamente occidentale e tutt'oggi radicata, che da sempre vede gli Altri come animali da ammaestrare, barbari da civilizzare, sudditi da conquistare.

The White Album
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Didion, Joan

The White Album

Il Saggiatore, 31/08/2015

Abstract: Lungo l'infinito nastro di Moebius delle autostrade californiane, nelle hall dei vecchi hotel coloniali affacciati sulle bianche spiagge di Honolulu, negli studi di registrazione con Jim Morrison, a cena con registi svogliati che passano di film in film come nelle comuni losangeline si passa di letto in letto, alle feste con i produttori, nei centri commerciali con la figlia, Joan Didion attraversa gli anni sessanta e settanta, raccontandone bizzarrie, ossimori ed estremi: una giovane Nancy Reagan taglia gambi di rosa nel suo giardino, Charles Manson architetta il brutale omicidio della moglie di Roman Polanski, nei cinema di Bogotá si proiettano film americani vecchi di dieci anni, in una valle vicino a Malibu il giardiniere messicano Amado Vazquez coltiva le orchidee più belle del mondo. Reportage, racconto, diario intimo, prosa lirica: i testi che compongono The White Album, opera insieme indefinibile e inconfondibile, mettono in evidenza le caratteristiche che i lettori di Joan Didion conoscono così bene dai suoi romanzi e memoriali: la lucidità stilistica e la risolutezza di visione, la testarda fedeltà a se stessa, la capacità di cogliere un dettaglio minuto della vita quotidiana e trasformarlo in emblema. Le aporie del movimento femminista, le molte contraddizioni delle Pantere nere, le incongruenze della protesta studentesca e insieme i corsi e ricorsi di una vicenda personale che segue ogni curva, ogni sbalzo di quegli anni survoltati: lo sguardo di Joan Didion si sposta dal pubblico al privato, non rifugge dalle polemiche, affronta senza remore ogni verità, anche la più sgradevole, l'impossibilità di ricondurre la vita – e l'arte – a un significato incrollabile. Autrice di culto, icona della letteratura americana – di una certa letteratura e di una certa America, che sistematicamente rifiutano ogni facile categoria, ogni rassicurante etichetta –, Joan Didion stupisce in The White Album per l'eleganza con cui passa dalla rappresentazione di una realtà impazzita alla raccolta contemplazione della corolla di un fiore o delle volute nerastre che un incendio disegna nel cielo del mattino: le pagine bianche di un album da riempire, con il loro silenzio incolpevole ma partecipe, sono allora l'unica via, se non per trovare un senso, almeno per cercarlo.

Taci, memoria
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Biller, Maxim - Federici Solari, Marco

Taci, memoria

L'orma editore, 14/12/2015

Abstract: Cosa resta del passato se la memoria è un'in­correggibile bugiarda? La risposta si può inseguire tra le pieghe di queste storie pirotecniche, saporite come pietanze yiddish. Battibecchi e bevute in caffè mitteleuropei, una madre impazzita per aver letto troppa poesia russa, un padre vendicato rifiutando un manoscritto, telefonate da un passato rimosso, coppie felici e difficili ben oltre l'orlo di una crisi di nervi, un omino smilzo chiamato Bruno Schulz che da un villaggio polacco invia una lettera folle, grottesca e struggente a Thomas Mann. Le trame di questo capofila della narrativa contemporanea sono mosse da imprevedibili ritmi jazz e innaffiate da litri di vodka incandescente. Un libro che raccoglie vent'anni di scrittura sempre in bilico tra humour sfrenato e tragica malinconia, realismo magico e minimalismo lirico, dove le vite fragili e fertili dei protagonisti divengono cifra del nostro tempo, "perché Dio ha un progetto per noi, ma lo elabora sempre all'ultimissimo secondo".

La guerra fredda globale
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Westad, Odd Arne

La guerra fredda globale

Il Saggiatore, 15/12/2015

Abstract: La Guerra fredda non è stata soltanto lo scontro tra due colossi militari, con i relativi macrosistemi politico-economici e blocchi di paesi alleati, né una semplice partita strategica giocata in territorio europeo. Più di ogni altra cosa, è stata la contrapposizione fra due versioni diverse della modernità, due visioni del mondo che il mondo, per loro stessa natura, aspiravano a cambiarlo.Per Stati Uniti e Unione Sovietica, i paesi chiamati alla prova dell'autogoverno dopo la decolonizzazione rappresentarono il terreno ideale su cui verificare la validità universale delle rispettive ideologie: per questo le svolte rilevanti della Guerra fredda sono strettamente legate agli sviluppi politici e sociali di Asia, Africa e America latina, sviluppi forzati dall'azione diplomatica e propagandistica delle due superpotenze, dalle campagne occulte di Cia e Kgb e, spesso, da brutali interventi militari.Muovendosi in questo originale quadro interpretativo, suffragato da un impressionante lavoro di documentazione, Odd Arne Westad sposta verso Sud la tradizionale prospettiva con cui si guarda alle relazioni internazionali del secondo Novecento. La sua ricostruzione storica intreccia a vicende come la guerra di Corea, la rivoluzione castrista a Cuba, la guerra del Vietnam e l'invasione sovietica dell'Afghanistan gli interventi più oscuri delle superpotenze, come quelli in Indonesia, Timor Est, Iran, Etiopia, Angola, Mozambico, Nicaragua ed El Salvador, senza trascurare il ruolo di Gran Bretagna e Francia, del Movimento dei non allineati, dei paesi arabi, del Sudafrica del l'apartheid e della Cina, che già agli inizi degli anni sessanta spezzò l'unità del fronte comunista.L'interventismo statunitense e sovietico ebbe conseguenze tragiche sui paesi del Terzo mondo, scatenando conflitti sanguinosi e irreparabili violenze culturali. La Guerra fredda globale è la storia di questa distruttiva contesa ideologica e delle sue ripercussioni sulle politiche interne alle due superpotenze – che in ultima analisi decretarono la sconfitta dell'Urss –, ma anche la storia di come il bipolarismo internazionale abbia gettato le basi del caos contemporaneo, alimentando il radicalismo islamico, creando instabilità economica e sociale e accendendo rancori e scontri etnici, vecchi e nuovi.

Gay Everyday
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AA.VV.

Gay Everyday

Manni, 10/06/2015

Abstract: Racconti dalla quotidianità omosessuale -È vero che ogni sabato ti porti a letto uno diverso? È vero che non potremo tenerci la mano per strada? È vero che non puoi fare la comunione? È vero che non potremo adottare un bambino? È vero che non potrai presentarmi ai tuoi genitori? È proprio vero che siamo diversi… Da penne anonime e famose, da uomini e donne d'ogni genere e età, 16 racconti gai, ma non troppo…

La classe scomparsa
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Feyles, Giuseppe

La classe scomparsa

Manni, 26/10/2015

Abstract: "L' ispettore scolastico entrò nell'Istituto alle otto in punto. La porta d'ingresso era spalancata. Percorse il corridoio lucido senza incontrare anima viva, ma aveva la sensazione che qualcuno lo spiasse di nascosto."In quella scuola tutto è rarefatto: non c'è il preside, non ci sono gli insegnanti, non gli alunni né alcuna loro traccia.C'è soltanto padre Albino, che consegna all'ispettore Germinario un pacco di fogli battuti a macchina: trenta racconti brevi, a volte leggeri, a volte seri, altre surreali.Attraverso di essi, inquieto, turbato, incantato, Germinario tenta di svelare il segreto di quella scuola.

Se mi cerchi non ci sono
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Mizzau, Marina

Se mi cerchi non ci sono

Manni, 26/03/2015

Abstract: Dopo il funerale di Leonardo le due mogli, le figlie, le sorelle, il nipote, il cugino, una zia e alcuni amici si ritrovano insieme, intrecciando il ricordo di lui con barzellette e risate, conflitti e vecchie incomprensioni, equivoci e amori incerti.Il gruppo di famiglia si riunisce nella casa dell'uomo, e poi al bar per l'aperitivo, e poi in trattoria, tra divertenti siparietti e rivelazioni e tenerezze conditi dal gusto dei protagonisti per le parole e, soprattutto, per il cibo.Nel computer, ad ognuno di loro, Leonardo ha indirizzato una lettera in cui rievoca storie e sentimenti della vita con lui e senza di lui. Manca quella per la sua ex allieva, la voce narrante che ci accompagna nella giornata, scioglie un rebus, svela ciò che (non) è accaduto con Leonardo.

Il sogno del caffè
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Illy, Andrea

Il sogno del caffè

Codice Edizioni, 08/06/2015

Abstract: Dentro una tazzina di caffè c'è un mondo intero: culture che s'incontrano, il profumo e l'esotismo di luoghi meravigliosi, storia, arte, viaggi. E poi scienza, saper fare, innovazione, tanto lavoro e passione. Quale voce può raccontare la storia e i mille segreti del caffè – eccellenza italiana tra le più affermate al mondo – se non quella di chi dell'eccellenza ha fatto una missione, professionale e di vita? Andrea Illy, imprenditore concreto e visionario, ci accompagna nella storia della sua famiglia e della sua azienda all'inseguimento del sogno di nonno Francesco, il fondatore: offrire il miglior caffè al mondo. Nei tanti racconti sul cibo che sono stati pubblicati, raramente la storia dell'imprenditore, dell'esperto, dell'innovatore e dell'uomo s'intrecciano come in Il sogno del caffè: un libro che vuole essere un messaggio straordinario e positivo su ciò che la passione e il lavoro per creare un prodotto di qualità possono esprimere in termini di bellezza, piacere, rispetto e innovazione.BIO Andrea Illy è presidente e amministratore delegato di illycaffè, leader di qualità e alfiere dell'espresso, fondata nel 1933 a Trieste e divenuta oggi un simbolo dell'eccellenza del Made in Italy. Sotto la sua guida, illycaffè è diventata un brand riconosciuto a livello globale, anche per i suoi valori etici e per aver sviluppato un intenso rapporto con i coltivatori, gli esercenti e il mondo dell'arte contemporanea. Premiato come imprenditore dell'anno nel 2004, Andrea Illy è presidente onorario dell'Association for Science and Information on Coffee, presidente del comitato per la promozione e lo sviluppo del mercato del caffè dell'International Coffee Organization e dal 2013 è presidente della Fondazione Altagamma, che riunisce le imprese ambasciatrici nel mondo dello stile di vita italiano. Chimico di formazione, Andrea Illy è autore del libro Espresso Coffee: The Chemistry of Quality.

Una domenica pomeriggio
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Arlt, Roberto - Schenardi, Raul

Una domenica pomeriggio

SUR, 10/09/2015

Abstract: "Il gobbetto", "Le belve" e "Una domenica pomeriggio": questa raccolta riunisce i tre più importanti racconti dell'argentino Roberto Arlt, in una nuova traduzione.Una via d'accesso privilegiata per i lettori che ancora non conoscono la sua opera, e un ulteriore approfondimento per chi ha già amato i suoi romanzi di culto come "I sette pazzi" e "I lanciafiamme".In queste pagine Arlt conferma l'attualità e il vigore della sua letteratura, che supera brillantemente la prova del tempo, mettendo in scena un'umanità "terrestre, triste e sonnolenta": ladri e assassini, uomini perduti e donne infedeli. Un'umanità eccentrica e imprevedibile, forse non così diversa da quella che ci circonda.

Niente miracoli a ottobre
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Reynoso, Oswaldo - Niola, Federica

Niente miracoli a ottobre

SUR, 10/09/2015

Abstract: Alla sua pubblicazione in Perù nel 1965, "Niente miracoli a ottobre" fu al centro di un animato dibattito culturale: una parte della critica lo considerò osceno e offensivo, mentre fu elogiato da autori del calibro di Arguedas e Vargas Llosa.Nel giorno della processione del Signore dei Miracoli, vediamo sfilare tutta Lima: da Don Manuel, ricchissimo e potente banchiere, al suo giovane amante Tito; da Don Lucho, impiegato in cerca di una casa per la famiglia sotto sfratto, a Bety, che aspetta invano un anello di fidanzamento.Una miriade di personaggi danno vita a un ritratto espressionista della metropoli, con lo splendoredei suoi quartieri eleganti e la miseria delle sue periferie: il racconto sociale di Lima e del suo popolo dolente e orgoglioso.Con una prefazione di Mariana Enríquez.

Il principio del piacere
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Pacheco, José E. - Schenardi, Raul

Il principio del piacere

SUR, 10/09/2015

Abstract: Pubblicati in Messico nel 1972, e tradotti per la prima volta in italiano, questi sette racconti sono altrettante gemme letterarie: storie in cui il fantastico si fa verosimile e il quotidiano spettrale. Un bambino si smarrisce in un bosco, un adolescente sperimenta il primo amore e la prima delusione, uno scrittore finisce col diventare protagonista della sua inquietante fantasia letteraria, una vecchia signora si compiace nel veder sfiorire la sua amica di sempre.In questa raccolta emergono i temi predilettida Pacheco: il sentimento nostalgico dell'infanzia,la graduale perdita dell'innocenza, la disillusionee la concretezza dell'età adulta.Con una postfazione di Paolo Cognetti.