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Trovati 15865 documenti.

Diana e la regina. Segreti e bugie a corte
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Ciuni, Luisa - Mora, Elena

Diana e la regina. Segreti e bugie a corte

Cairo Publishing, 14/04/2016

Abstract: Elisabetta è la sovrana dei record. Sul trono ha attraversato due secoli e un millennio, con impegno, disciplina e sacrificio è diventata un simbolo amatissimo della monarchia inglese. Diana era la principessa dei cuori, che per un determinazione di minare alle fondamenta proprio quel trono su cui sedeva la suocera. Insieme, la carismatica regina e la principessa con uno straordinario talento per la comunicazione sarebbero state una vera e propria potenza mediatica: invece la loro relazione è stata un disastro, meglio forse soltanto di quella fra Diana e il marito Carlo. Solo conoscendole meglio si possono capire i motivi profondi di una inimicizia che sembra sopravvivere persino alla morte. Davanti alla sovrana, da quel lontano 1997, il nome di Diana non può essere, né è più stato, pronunciato da nessuno. La giovane Spencer, bella, nobile e vergine, sembrava la moglie perfetta per un principe sgraziato, fragile e romantico. Invece il loro tormentato matrimonio ha aperto ai pettegolezzi più intimi le reali camere da letto; il loro divorzio ha fatto vivere alla regina gli anni più difficili della sua esistenza. E la tragica fine di Diana ha portato la monarchia inglese al punto più basso di popolarità della sua intera storia.Per capire le vere ragioni di questo profondo conflitto Luisa Ciuni ed Elena Mora hanno ripercorso quei sedici anni che Elisabetta e Diana hanno condiviso da suocera e nuora, mettendo a confronto abitudini e stile, strategie e follie, matrimoni e patrimoni. Uscita di scena Diana, la monarchia è riuscita ad assimilare la lezione della principessa pop per poi, lentamente ma inesorabilmente, cancellarne il ricordo. Cosicché tutti possano festeggiare i 90 anni della sovrana con il più tradizionale e sentito "Dio salvi la regina!".

Seduzione a sorpresa
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Marino, Francesco

Seduzione a sorpresa

Cairo Publishing, 15/09/2016

Abstract: Francesco De Bellis è un noto avvocato milanese, single e abitudinario, che pensa solo al suo lavoro. Per caso entra in possesso dell'agenda della bellissima e intrigante Stephanie Lagarde, giornalista di professione, che gli sedeva di fronte sul Frecciarossa Milano-Roma delle ore 14 di un caldo giorno d'estate.Ma quello che all'inizio appare come un semplice quaderno di lavoro, si rivela un diario con annotazioni anche molto intime che per Francesco diventa una vera e propria ossessione. Giorno dopo giorno, la lettura di quelle pagine lo coinvolge sempre di più fino a catturare completamente i suoi pensieri. Perché leggerle significa guardare attraverso l'anima di una donna tanto bella quanto spregiudicata, che lo ha colpito dritto al cuore fin dal primo istante.Ma il diario non è l'unica cosa in comune tra i due. Il destino vuole che l'avvocato e la giornalista si incontrino di nuovo sul lago di Como per indagare su un collezionista di diamanti che vive in una splendida villa, in cima alla scogliera, circondata dal mistero. Lei è stata incaricata di intervistarlo per la sua testata; lui vuole capire se dietro quell'individuo enigmatico si nasconde un vecchio amico di infanzia, e suo mentore, di cui si sono perse le tracce.Un'indagine, pervasa da intrighi, contraddizioni e un gioco di seduzione delle parti, che alterna colpi di scena a incursioni mondane sulle sponde del lago di Como, a Taormina, Cannes e Anversa, tra una bottiglia di Baron de L sorseggiata a lume di candela e una sublime cena nella splendida cornice lacustre di Villa d'Este. Dove, preziosa come un diamante rosso, la passione può stravolgere la vita di Francesco. Come una dea capricciosa.

Dal diario di una signora di New York
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Parker, Dorothy

Dal diario di una signora di New York

astoria, 13/04/2016

Abstract: Undici racconti perfetti"Un piccolo perfetto Classico del Novecento."Corriere della Sera - Alberto Arbasino"Strepitosi, non c'è aggettivo più moderato per definire i racconti di Dorothy Parker."Tuttolibri - Elena Loewenthal"Nei suoi racconti, Dorothy Parker rivela un senso della forma che oggigiorno è davvero raro. Sa sempre come cominciare e come concludere: alla fine, non rimane mai nulla in sospeso, perché ha detto tutto quello che il lettore deve sapere. E ha un orecchio finissimo per la lingua: le bastano poche battute di dialogo per tratteggiare un personaggio in tutta la sua plausibile implausibilità. Il suo stile è semplice e diretto, senza affettazione, uno strumento perfetto per far emergere tutte le sfumature della sua ironia, del suo sarcasmo, della sua tenerezza, del suo pathos." Così W. Somerset Maugham descrive Dorothy Parker, sintetizzandone l'estrema efficacia e la straordinaria attualità. E, a rendere ancora più incisivi gli undici racconti qui presentati, c'è il palcoscenico su cui si svolgono, cioè quello della borghesia americana, oggi come allora segnata da vanità e snobismi, da ipocrisie grandi e piccole, da velleità e illusioni. Poi ci sono le donne, tutte indimenticabili: dalla silenziosa, sofferente Mona della Signora della lampada, uno dei più delicati e insieme crudeli racconti sull'aborto mai scritti, all'ansiosa Jean di Da New York a Detroit, il cui slancio amoroso si sgretola nel corso di una telefonata; dalla "piccola Mrs Murdock" di Alla luce del giorno, il cui ingenuo, vitale entusiasmo per l'incontro con una famosa attrice si spegne nella disillusione, a Big Lannie di Vestire gli ignudi, che, nonostante anni di lavoro indefesso, non riesce a suscitare neppure un moto di pietà nelle "signore" quando scopre che suo nipote è nato cieco. Il quadro che si disegna attraverso queste brevi storie ha quindi, come ha scritto Fernanda Pivano, "un tono agrodolce basato sulla stessa disperazione e amarezza, sfiducia e delusione che avevano ispirato lo scontento e la protesta della cosiddetta Generazione Perduta, ma reso spumeggiante da un'eleganza apparentemente superficiale […] e reso drammatico dalla partecipazione alle ingiustizie sociali che ispirarono invece la generazione degli anni Trenta".

Agatha Raisin - La casa infestata
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Beaton, M. C.

Agatha Raisin - La casa infestata

astoria, 17/03/2016

Abstract: "Una miscela perfetta di umorismo e ferocia. Leggerla dà dipendenza. Come tutte le cose allegre. "Bruno Ventavoli"Agatha Raisin è una simpatica detective che indaga nell'incantevole campagna inglese, fatta di cottage, tè e pettegolezzi: cattura assassini, ma si rimbambisce d'amore per uomini sempre sbagliati."La Stampa"L'eroina imperfetta di M.C. Beaton è una gemma assoluta. "Publishers Weekly"Dio benedica la regina del mystery."Tulsa World"Un altro episodio delizioso della serie."Library JournalDi ritorno da lungo soggiorno a Londra, Agatha Raisin viene accolta da piogge torrenziali e da un torrente di… noia. Per fortuna il suo nuovo vicino, Paul Chatterton, non solo è (quasi) irresistibilmente affascinante, ma le propone anche un caso quantomeno insolito: sinistri sussurri, un rumore di passi e una gelida nebbia bianca sembrano infatti aver invaso il cottage della signora Witherspoon, benché la perquisizione della polizia non abbia rilevato nulla di insolito. Paul e Agatha invece sono sicuri che stia succedendo qualcosa e ne hanno una brutale conferma quando la signora Witherspoon viene trovata morta. E il sovrannaturale non c'entra affatto…

Agatha Raisin. Il ballo mortale
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Beaton, M. C.

Agatha Raisin. Il ballo mortale

astoria, 11/06/2016

Abstract: "Humour che più British non si può, una protagonista divertente, arguta e scorbutica quel tanto che serve ad amarla alla follia, lo scenario irresistibile e confortante della campagna inglese, il tutto sapientemente miscelato in una serie di romanzi imperdibili."Alessia Gazzola"Agatha Raisin è la detective più pasticciona e sagace che io abbia mai incontrato."Sveva Casati Modignani"L'eroina imperfetta di M.C. Beaton è una gemma assoluta."Publishers Weekly"Anche in questo nuovo episodio, Agatha si dimostra irritabile... e furbissima."The New York Times"Un riuscito mix di personaggi vecchi e nuovi."Mystery LoversNon ci ha messo molto, Agatha Raisin, a scoprire che gestire un'agenzia investigativa nei Cotswolds non è esattamente come ritrovarsi in un film noir. Invece di fascinose donne in difficoltà e uomini con impermeabili e fedora, si ritrova a dover trattare con vecchiette cui è sparito il gatto o con ragazzini che scappano con l'auto del padre… Per fortuna (?) però poi è arrivata Catherine Laggat-Brown, ricca, generosa e assai preoccupata perché sua figlia ha ricevuto una serie di minacce di morte. A morire davvero, però, è il futuro suocero di Catherine e questo fatto getta nello sconcerto pure la determinatissima Agatha, che comincia a chiedersi se le "vere" indagini non siano al di sopra delle sue possibilità…

Agatha Raisin e il modello di virtù
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Beaton, M. C.

Agatha Raisin e il modello di virtù

astoria, 10/11/2016

Abstract: "Una miscela perfetta di umorismo e ferocia. Leggerla dà dipendenza. Come tutte le cose allegre. "Bruno Ventavoli"Humour che più British non si può, una protagonista divertente, arguta e scorbutica quel tanto che serve ad amarla alla follia, lo scenario irresistibile e confortante della campagna inglese, il tutto sapientemente miscelato in una serie di romanzi imperdibili."Alessia Gazzola"L'eroina imperfetta di M.C. Beaton è una gemma assoluta. "Publishers Weekly"Agatha Raisin è la detective più pasticciona e sagace che io abbia mai conosciuto. "Sveva Casati ModignaniNon è che una piccola agenzia investigativa possa sempre ambire a occuparsi di casi importanti o sensazionali. Per sopravvivere, talvolta bisogna accontentarsi e quindi Agatha deve accettare l'incarico che le affida il ricco e arrogante Robert Smedley, convinto che sua moglie Mabel lo tradisca, benché Agatha detesti occuparsi di divorzi e sebbene Mabel sembri davvero una moglie perfetta, un autentico modello di virtù. Poi però le cose si complicano: Robert viene trovato morto nel suo ufficio – avvelenato – e la principale indiziata – l'angelica Mabel – incarica Agatha di scoprire l'assassino… Sincero dolore o scaltra mossa per non vedersi sottrarre la cospicua eredità?

La vendetta di Rainbird. 67 Clarges Street
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Beaton, M. C.

La vendetta di Rainbird. 67 Clarges Street

astoria, 25/08/2016

Abstract: Il decimo duca di Pelham, proprietario del 67 di Clarges Street, è appena tornato dalla guerra e intende prendere possesso della casa. Durante il viaggio ha incontrato Jenny, una giovane debuttante, convinta non solo di essere la più bella ragazza d'Inghilterra, ma anche che la bellezza sia dote sufficiente a conquistare il mondo. Tra i due scoccano subito scintille, e sarà compito del saggio maggiordomo Rainbird prendere in mano la situazione. Rainbird e i suoi, d'altra parte, sono comprensibilmente nervosi: il duca si rivelerà un buon padrone? E l'affiatato gruppo della servitù riuscirà finalmente a essere libero, oppure qualche contrattempo lo terrà ancora legato al 67 di Clarges Street?

Hacking finance. La rivoluzione del bitcoin e della blockchain
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De Collibus, Francesco - Mauro, Raffaele

Hacking finance. La rivoluzione del bitcoin e della blockchain

Agenzia X, 27/10/2016

Abstract: La crisi del 2008-09 ha accelerato le dinamiche di trasformazione del sistema finanziario che oggi sta mutando geneticamente come l'industria musicale e il giornalismo. Ogni giorno migliaia di miliardi di dollari sono accumulati, trasferiti in frazioni di secondo e impiegati tra molteplici metodi di pagamento, mercati azionari, contratti derivati e investimenti internazionali. L'innovazione finanziaria, specialmente quella che proviene dal basso, sta minando le fondamenta degli equilibri mondiali.Hacking finance esplora queste linee di cambiamento e ne identifica limiti e possibilità. Centinaia di progetti indipendenti stanno oggi partecipando a questa mutazione che, per la prima volta non è guidata dai grandi attori come banche d'investimento, governi e banche centrali. Il Bitcoin come strumento monetario ne è solo un esempio, tuttavia sono centinaia le iniziative relative alla gestione dei pagamenti, al trasferimento di denaro, agli investimenti, alla trasparenza e alla costruzione di contratti di natura decentralizzata e anonima. Ognuno di questi progetti porta in nuce la possibilità di un'autentica tempesta cyberfinanziaria.

Giorni selvaggi
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Finnegan, William

Giorni selvaggi

66THAND2ND, 30/06/2016

Abstract: Il surf è un'arte dai molti paradossi, in cui il desiderio di mostrarsi non è mai separato da quello di essere soli con le onde e sparire dietro un sipario di schiuma. "Le onde sono il campo da gioco. Il fine ultimo". Ma sono anche l'avversario, la nemesi. William Finnegan ha subito l'incanto del mare fin da bambino, in California, vedendo i surfisti "danzare sull'acqua". A tredici anni andrà a vivere ai piedi del cratere di Diamond Head, alle Hawaii. E quell'incanto si trasformerà a poco a poco in una devozione assoluta al dio oceano. A venticinque anni, il suo sogno è di rigenerarsi agli Antipodi e vedere il mondo prima che si trasformi tutto in Los Angeles. Inizia così "la ricerca", il viaggio dell'inverno senza fine, la circumnavigazione del globo a caccia di onde. Prima Guam, poi le isole Samoa, il regno di Tonga, l'arcipelago delle Figi, dove scopre il magnifico break di Tavarua, davanti a un lembo di terra assente perfino dalle mappe. Al suo fianco c'è Bryan, che è andato al funerale di Kerouac e fa surf "come se non ci fosse un domani". Ultima tappa il Sudafrica dell'apartheid, dove matura una nuova consapevolezza, poi l'inevitabile ritorno a casa. Ma la ricerca non è ancora finita.

Tokyo transit
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Patriarca, Fabrizio

Tokyo transit

66THAND2ND, 20/10/2016

Abstract: Alberto Roi e Thomas Asca si conoscono fin dai tempi dell'università. La loro è l'amicizia dei naufraghi, di chi è diventato maestro nell'ondeggiare senza risolversi. Ma in una Tokyo troppo nitida per poterne fraintendere la fine, e troppo disturbata per mettersi in salvo, c'è bisogno di appigli; anche solo per certificare d'essere persi. E allora Alberto si aggrappa a Motoko, dolente padrona di casa sull'orlo della vecchiezza e monaca delle inquietudini, mentre Thomas, dedito a un colto rapporto con la cocaina, si stordisce di lavoro portando a spasso turisti in astinenza d'emozioni. Accompagnando quattro businessmen americani nel gelo cauterizzato di una giornata di fine 2005, i due avviano la traduzione automatica di un viaggio che diventa transito, di una città che si fa confezione per le sue stigmate. Ne esce un'epopea caustica e bruciante, raccontata con una lingua iperbolica che abbatte a scudisciate i mulini a vento di una contemporaneità fieramente disperata. Perché i giapponesi, parafrasando Kafka, non sono altro che pensieri suicidi nella mente di Dio.

I guardiani
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Ballestracci, Marco

I guardiani

66THAND2ND, 16/06/2016

Abstract: Wembley, ottobre 1973. Inghilterra e Polonia si giocano l'accesso alla Coppa del Mondo. Quella notte un "clown vestito di giallo", Jan Tomaszewski - un metro e novantatré, capelli lunghi trattenuti da un cordino -, inanella una serie di parate spettacolari, regalando ai polacchi la qualificazione alle fasi finali. Diciassette anni prima, nel maggio del 1956, lo stadio dell'Impero era stato il teatro di un'altra prestazione memorabile. L'acrobata inatteso, quella volta, si chiamava Bert Trautmann, numero uno del Manchester City - un ex soldato della Wehrmacht catturato dagli inglesi durante la Seconda guerra mondiale. Solo grazie al coraggio mostrato nella finale di FA Cup contro il Birmingham City, quel "mangiacrauti schifoso", l'uomo più fischiato della Prima Divisione, potrà riscattare il proprio passato e sarà acclamato come un eroe nel paese che lo ha adottato. Le storie di Tomaszewski e Trautmann si intrecciano a quelle di altri formidabili portieri - Toni Turek, William Vecchi e Giuseppe Perucchetti - nel sesto romanzo di Marco Ballestracci. Un viaggio imprevedibile per le pianure dell'Ucraina, le Langhe e la Val Trompia, tra divisioni di fanteria, staffette partigiane e squadrette giovanili, dove le gesta dei cinque "guardiani" - cinque interpreti stravaganti del ruolo più eccentrico del calcio - rivivono nelle giocate di un bambino, diventato ragazzo e poi uomo, che comincia terzino prima di scoprirsi un talento tra i pali. Anzi, nelle uscite.

La felicità degli uomini semplici
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Mabanckou, Alain

La felicità degli uomini semplici

66THAND2ND, 07/07/2016

Abstract: Un talento formidabile che dona la propria vita al calcio, un allenatore che insieme a uno stregone fabbrica amuleti per far vincere la sua squadra, un intero villaggio che assume i panni dei più grandi campioni mentre una radiolina urla la cronaca della finale. E ancora, una ragazza si traveste da portiere, una bambina sfida i dettami della religione islamica per indossare gli scarpini, una donna si ubriaca dopo la clamorosa sconfitta del Brasile ai mondiali del 2014, un gruppo di amici sorseggia bevande fresche in attesa del fischio d'inizio. Dal Congo a Gibuti, dal Camerun alla Nigeria, dal Sudafrica all'Algeria passando per Mozambico, Zimbabwe e poi Benin, Togo e Senegal: quindici racconti che svelano il sentimento dell'Africa per il gioco più bello del mondo. Concepite da alcuni tra i migliori scrittori africani contemporanei, che sotto la direzione di Alain Mabanckou diventano una formazione d'eccezione, queste storie danno vita a quella partita mai vista disputata in un continente che continua a fabbricare talenti da consumare sul palcoscenico europeo. Ma per un pugno di fuoriclasse che arriva in Europa ci sono migliaia di appassionati, uomini e donne, per cui scendere in campo significa divertimento, dramma, tragedia, amore. Nello svelare immagini sconosciute al lettore, questa raccolta di racconti, riporta alla mente le immagini di un paese - l'Italia - ingenuo, ferito e pieno di speranze, in cui si rincorreva il pallone a piedi nudi per assaporare la libertà.

Terminus radioso
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Volodine, Antoine

Terminus radioso

66THAND2ND, 30/08/2016

Abstract: Steppa sconfinata. Bianco nitore d'inverno. E d'estate le erbe, mutanti, che ondeggiano accarezzate dal vento. Un mondo contaminato, reso invivibile dalle esplosioni di reattori nucleari impazziti, orgoglio di una Seconda Unione Sovietica sull'orlo dell'abisso. Unica eccezione a questo vuoto dominato dalla natura è Terminus radioso, un kolchoz dove la vita continua a scorrere intorno a una pila atomica sprofondata nel terreno. Laggiù Nonna Udgul, a cui le radiazioni hanno regalato una sorta di immortalità, gestisce le operazioni di smaltimento dei rifiuti radioattivi, e Soloviei, il presidente, guida con i suoi poteri sovrannaturali i pochi superstiti in un'atmosfera di sogno che ha i contorni dell'incubo. E poi passano i secoli, i superstiti si disperdono, il viaggio del treno che correva lungo i binari alla ricerca di un campo di lavoro si è concluso chissà quanti anni prima. Finché un giorno migliaia di corvi si alzano in volo. E poi tutto continua, ancora, nella realtà parallela del Bardo, dentro una trappola di Soloviei, in una fine infinita, ma che importa. In questo universo - singolare, visionario, violento - tempo e spazio sono dimensioni liquide dove vivi, morti e simil tali vagano in un immenso, eterno futuro. Un universo allucinato, percorso dall'umorismo del disastro. L'universo di Antoine Volodine.

La squadra spezzata
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Bolognini, Luigi

La squadra spezzata

66THAND2ND, 22/09/2016

Abstract: Ha nove anni Gábor quando segue il padre allo stadio, a Budapest, anche se non c'è nessuna partita da vedere. Non ci sono nemmeno gli spalti, solo un prato sconnesso e imbiancato dalla calce, e un esercito di volontari che hanno risposto all'appello del Partito. Sono lì per posare le pietre del nuovo Népstadion, che ospiterà le evoluzioni di Puskás, Bozsik, Hidegkuti, Kocsis, Czibor e degli altri formidabili giocolieri dell'Aranycsapat, la nazionale magiara che umiliò due volte i maestri inglesi. La "squadra d'oro" che subì una sola sconfitta in cinquanta partite, peccato che fosse la più attesa: la finale della Coppa Rimet del 1954. Non ci sarà una seconda occasione, perché di lì a due anni la Rivoluzione ungherese, repressa dai carri armati sovietici, finirà per spezzare quella squadra di campioni senza eredi. In un libro che è "una serie di storie nella Storia", Bolognini riannoda i fili che legano le sorti della Grande Ungheria alle sanguinose giornate di Budapest, seguendole con gli occhi candidi di Gábor, che trepida davanti alla radio per "il sacco di Wembley" e poi scende in strada con il proprio popolo per la libertà. Sentendosi anche lui, per un momento, come Nemecsek della via Pál, "piccolo soldato avventuroso che sembrava aver rinnegato la causa e invece era stato il più fedele " di tutti. Forse Gábor avrà tradito il Partito, ma non i suoi sogni. "Vorrei dire che questo è un libro bello come un film," scrive Gianni Mura nella prefazione "ma sono troppo tifoso dei libri per dirlo".

L'uragano nero. Jonah Lomu, vita morte e mete di un All Black
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Pastonesi, Marco

L'uragano nero. Jonah Lomu, vita morte e mete di un All Black

66THAND2ND, 10/11/2016

Abstract: Se ogni sport è una rappresentazione della guerra, il rugby è una guerra di conquista, il cui obiettivo è penetrare nel cuore della terra nemica. È anche un gioco dove l'imprevedibilità è congenita, anarchico come i rimbalzi del pallone. È uno sport animalesco ma soprattutto umano, perché il centro dell'azione è il pallone e non l'uomo. Per praticarlo ci vuole la forza del pugile e la maestria dell'orologiaio. Del rugby gli All Blacks incarnano lo spirito, la leggenda, la perfezione delle trame d'attacco. Tra loro un giorno spunta un ragazzone di origini tongane, un gigante che corre sfiorando l'erba come una gazzella. Si chiama Jonah Lomu, un "carro armato, ma veloce come una Ferrari". Al mondo si rivela nella Coppa in Sudafrica nel 1995. In semifinale, contro l'Inghilterra. La casa madre contro gli dèi di Ovalia. L'attesa è spezzata da un fax spedito all'albergo dei neozelandesi: "Ricordatevi che il rugby è un gioco di squadra. Perciò, tutti e quattordici passate la palla a Jonah Lomu". Sembra uno scherzo, ma è una profezia. Lomu dominerà la sfida, seminando un senso d'impotenza nel campo avversario. La sua apparizione però è come la scia di una cometa: il suo fisico portentoso sarà tradito da una sindrome nefrosica, che finirà per prendersi anche la sua vita. Lomu, cresciuto tra i delinquenti di Auckland, salvato dal rugby, resterà nella storia dello sport come Senna o Jim Thorpe, atleti maledetti. O come Coppi, di cui era l'antitesi. "Coppi era un cirro bianco nel cielo azzurro. Lomu un nembo scuro che annuncia l'uragano".

La copia infedele
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Trinchero, Stefano

La copia infedele

66THAND2ND, 04/02/2016

Abstract: Un drammatico incidente d'auto riduce in coma Gonzalo Malagutti, giocatore della Lungodoriana, terza squadra di calcio di Torino. La storia approda sulla scrivania di Guido Riberto, navigato giornalista sportivo, che è costretto a indagare sull'accaduto come un "cronista di nera" alle prime armi. Riberto scopre che dietro l'incidente del centravanti argentino si nascondono'loschi traffici a danno di una compagnia assicurativa. Ma la truffa è solo la punta di un iceberg di decadenza e corruzione ramificato nella buona società torinese. Riberto, affiancato da comprimari d'eccezione, porta alla luce inediti intrecci criminali, tra suspense e colpi di scena. Pasquotto, l'ermetico collega; Dominici, tetragono ispettore-liquidatore; Fasano, impiegato senza scrupoli; il vicecomandante Galante, caricaturale esponente delle forze dell'ordine; Lidia, fragile giudice di pace che si vende per amore; Alessio, giovane perito rampante; Isabelle, inconsapevole eroina romantica; e Diego, vittima sacrificale di giorni rinnegati. Sono questi i caratteri di una comédie humaine che vira inesorabilmente verso l'oscurità. Nella sua opera d'esordio Stefano Trinchero, con stile sobrio e divertito, mostra il lato peggiore di una classe borghese in disfacimento che, abbandonata ogni purezza, combatte per la disperata difesa di illusori privilegi di casta, decretando così la propria rovina.

Io, Charlotte Rampling
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Rampling, Charlotte - Bataille, Christophe

Io, Charlotte Rampling

66THAND2ND, 16/06/2016

Abstract: La giovinezza trascorsa tra la Francia e l'Inghilterra. Il padre, oro alle Olimpiadi di Berlino. La madre, descritta come l'eroina di un romanzo di Fitzgerald. E Sarah, la sorella, morta troppo giovane. Con la complicità di Christophe Bataille, Charlotte Rampling si racconta, mette insieme impressioni, ricordi, luoghi, svelando per la prima volta le sfumature di un'icona dalla bellezza raffinata e inaccessibile. Le foto tratte dall'album di famiglia accompagnano questo delicato viaggio nella sua vita come un frasario essenziale e discreto.

L'arte ormai perduta del dolce far nient
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Laferrière, Dany

L'arte ormai perduta del dolce far nient

66THAND2ND, 08/09/2016

Abstract: Scriviamo proprio per uscire dal nostro corpo e dal posto in cui viviamo. Per essere un'altra persona. Io scrivo nella lingua di chi mi legge. Così Laferrière abbatte le barriere tra popoli, tra lettore e scrittore. E, come un Diderot contemporaneo, si concede il tempo di divagare sugli argomenti più disparati - il corpo e i cinque sensi, l'amore e la guerra, la musica e la pittura, la Storia - , ma soprattutto riflette sulla vita, perché l'arte del dolce far niente altro non è se non l'arte di vivere.

Peperoncino
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Mabanckou, Alain

Peperoncino

66THAND2ND, 17/11/2016

Abstract: Mosè e Bonaventure sono cresciuti insieme nell'orfanotrofio di Loango. Sono amici per la pelle, anche quando Bonaventure fa domande inopportune e a Mosè viene una gran voglia di picchiarlo. A Loango, tra il catechismo con Papà Moupelo e le affettuose cure di Sabine Niangui, non si sta poi così male, ma siamo in un'epoca di grande fermento, la Repubblica popolare del Congo si sta trasformando in un avamposto africano dell'Unione Sovietica, e all'improvviso arriva la Rivoluzione. Niente più catechismo, niente più danze dei pigmei dello Zaire. La vita nell'orfanotrofio adesso viene scandita dai surreali proclami del direttore. Mosè nel frattempo si è conquistato un soprannome, Peperoncino, e decide di fuggire a Pointe-Noire, anche se questo significa abbandonare il suo amico. Lì si imbatte in Mamma Fiat 500 e le sue "ragazze", l'incontro che cambierà il suo destino. Grazie alle avventure di Peperoncino, novello Tom Sawyer in un paese in rapido cambiamento, Alain Mabanckou veste i panni di cantore dell'Africa contemporanea e ne traccia il futuro svelando ai bianchi un passato fatto di comunismo, guerre etniche ed eredità coloniale, senza mai perdere la leggerezza che lo caratterizza.

Merckx, il Figlio del tuono
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Gregori, Claudio

Merckx, il Figlio del tuono

66THAND2ND, 17/03/2016

Abstract: Il 20 marzo 1966 un giovane belga si schiera al via della Milano-Sanremo. Ha vent'anni e non si è mai misurato con un tracciato cosi lungo. Al traguardo vincerà la prima classica del suo palmarès. Quel giorno, come con Coppi all'indomani della guerra, si apre per il ciclismo una nuova era. Fin da quella prima apparizione, Merckx ha mostrato di possedere, oltre al talento, il gusto dell'avventura e della prodezza inattesa. Al pari dei grandi del passato. Ma più di chiunque altro ha saputo interpretare la gara come "sfida totale", battaglia all'arma bianca. Ha imposto uno stile, "la corsa di testa", riportando il ciclismo alla sua vocazione originaria. Lo chiameranno l'Orco, il Coccodrillo, Attila, il Cannibale: temuto e invidiato, è stato "il più grande agonista" di uno sport arduo, a volte crudele. Per questo la sua storia - scritta sul pavé, nel fango, nella tormenta, segnata da cadute rovinose, nobilitata dai duelli con Gimondi, Ocaña, Fuente - merita un posto speciale nella "sconfinata biblioteca della bicicletta". Dall'esordio alla corte di Van Looy fino all'eclissi improvvisa, Claudio Gregori ricostruisce le imprese di Merckx come fosse un cavaliere impavido a caccia di tesori favolosi in una nuova chanson de geste.