Trovati 1367 documenti.
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Le tragedie / Eschilo ; traduzione, introduzione e commento a cura di Monica Centanni
Milano : A. Mondadori, 2007
I classici collezione greci e latini
Messina ; Milano : Principato, stampa 1942
Classici latini e greci
I sette contro Tebe / / Eschilo ; introduzione e note di Paolo Ubaldi
2. ed.
Torino : Società editrice internazionale, 1939
Scrittori greci commentati per le scuole ; 99
Versi aurei / Pitagora ; traduzione e cura Vincenzo Guarracino ; prefazione Carlo Sini
Milano : Medusa, copyr. 2005
Abstract: Vissuto nel VI secolo a.C., nativo di Samo, dopo avere percorso le rotte del Mediterraneo, ed essere venuto a contatto con l'antica sapienza del mondo egizio, intorno al 530 Pitagora si fermò a Crotone, in Magna Grecia, e lì fondò una comunità di carattere religioso e filosofico che si riconosceva nel suo insegnamento. Se la sua figura assunse ben presto caratteri leggendari, non c'è dubbio che da Pitagora e dai suoi discepoli sembra irradiarsi una nuova forma del pensiero greco: la realtà è numero; l'universo si risolve in armonia dei contrari; la memoria è il principio conoscitivo che consente di risalire al divino; l'anima, imprigionata nel corpo, aspira a ritornare in cielo, sua vera patria, dopo un ciclo di espiazioni e di reincarnazioni.
[Milano : Bompiani], 2001
Abstract: Il Gorgia, dialogo che dal celebre retore prende il nome, offre una delle più approfondite riflessioni platoniche sulla retorica. Tuttavia la sua portata va ben al di là del tentativo di definire e tracciare i confini di una disciplina. Prendendo le mosse dalla retorica e dalle sue implicazioni sul piano della conoscenza e dell'etica, il dialogo solleva interrogativi fondamentali: come bisogna vivere? A quali cose deve dare importanza chi vuol essere pienamente uomo e felice? Il confronto tra Socrate e i suoi interlocutori disegna in modo estremamente incisivo e drammatico le due strade tra le quali si trova a dover scegliere l'uomo ateniese del IV secolo a.C, e non solo lui: la vita secondo giustizia e verità, a cui conduce la filosofia, o, all'estremo opposto, la vita finalizzata al successo e all'affermazione personale, alla quale conducono la retorica e le altre pratiche dell'apparenza. Attraverso una discussione la cui tensione tradisce la rilevanza dei temi affrontati e insieme regala alcuni dei ritratti più vividi dell'intera opera platonica, il Gorgia segna uno snodo centrale nel pensiero del filosofo per i problemi che solleva e le vie di ricerca che intraprende.
Corpus hermeticum / Ermete Trismegisto ; introduzione, traduzione e note di Valeria Schiavone
6. ed.
BUR, 2013
Abstract: Il Corpus Hermeticum raccoglie diciassette brevi trattati in lingua greca, ai quali si aggiunge un lungo dialogo finale, il Poimandres, a noi pervenuto solo in versione latina. Il Corpus Hermeticus ebbe nel corso della storia un destino tormentato e controverso. Salutato in epoca rinascimentale come testimonianza delle più pure origini filosofiche e teologiche della scienza antica, in seguito venne visto come un insieme frammentario di testi privi di originalità, semplici riassunti delle grandi filosofie dell'epoca e destinati a servire come sterili manuali di magia. Ma ora, i trattati del Corpus Hermeticus vengono rivalutati e riscoperti come fondamentale raccolta di testi mistico-teologici.
Orestea / Eschilo ; introduzione di Umberto Albini ; nota storica, traduzione e note di Ezio Savino
12. ed
Milano : Garzanti, 2010
Abstract: L'Orestea, scrive Savino nella sua nota storica, è un indimenticabile pezzo di maestria teatrale. Il fasto architettonico della scena e la sua ricchezza di suggestioni; il saggio impiego dell'ambiguità, in un dramma di nascosti rancori e sospirate vendette; la lingua poetica che non parla, ma che scolpisce e dipinge, evoca spazi e solitudini immense, addensa emozioni e sentimenti contrastanti; la variazione sapiente del ritmo e l'uso della suspense, che inceppa l'azione sospesa sull'orlo del gesto, quadro plastico d'orrore teso: ecco gli elementi di questa maestria. La volontà degli eroi di Eschilo è un rovello interiore, non più un dio che dall'esterno guida e sospinge. Il dovere di scegliere è il polo tragico del suo teatro: colpire o ritrarsi? Soffocare o sciogliere la guerra interiore che ci strazia?
2. ed.
BUR, 2014
Abstract: Rappresentata nel 422 a.C, nel pieno della guerra del Peloponneso e in uno dei periodi più duri per la città di Atene, le Vespe prendono di mira il sistema giudiziario ateniese. Protagonista della commedia è il vecchio Filocleone, che dedica ogni sua energia per fare il giudice popolare, contrastato dal figlio Bdelicleone, che tenta di ricondurre il padre alla ragione, più volte stigmatizzando l'esercizio del potere giudiziario come fonte di corruzione. Così nel succedersi di scene comiche e d'incalzanti scambi di battute, il giovane Bdelicleone mette a nudo la debolezza del padre, che nel corso della commedia si rivela vittima inconsapevole del potere e involontario strumento di corruzione. Nell'introduzione Guido Paduano spiega le problematiche storiche della commedia, ben evidenziate dalla traduzione e dal commento di Elena Fabbro.
Alcesti ; Ciclope / Euripide ; introduzione e traduzione di Umberto Albini ; note di Fulvio Barberis
9. ed.
Garzanti, 2018
5. ed.
Garzanti, 2018
Abstract: In questo tardo dialogo (168 d.C.) Luciano, canzonatorio e talvolta crudele cronista del mondo illogico che lo circonda, appunta la sua poco benevola attenzione sull'occulto e sull'arcano. A casa del saggio Eucrate vecchio e malato, tre filosofi, uno platonico, uno stoico e uno pitagorico, intervengono in una animata conversazione su maghi, sortilegi, demoni, statue viventi, discese nell'aldilà e spiriti maligni. Su queste menzogne, che spesso tuttavia trovano ampio credito, si appunta la critica ironica dell'autore, nemico dell'impostura e delle superstizioni, per convincerci a vedere le cose senza veli e a far piazza pulita di tutte le cristallerie.
Opere e giorni / Esiodo ; introduzione, saggio, traduzione e commento di Graziano Arrighetti
2. ed
[Milano] : Garzanti, 1995
11. ed.
Garzanti, 2015
Abstract: In questa tragedia inquietante ed esemplare, ambientata sulle spiagge del Chersoneso tra la flotta greca di ritorno da Troia, una sconvolgente violenza femminile sembra dominare la scena. Prigioniera dell'esercito greco, un tempo regina di Troia, Ecuba sopporta l'estremo orrore: il duplice omicidio dei figli. La madre assiste impotente al sacrificio della figlia Polissena, tributo di sangue chiesto dal fantasma di Achille. Ma scopre anche che il figlio Polidoro, apparsole in sogno, è stato ucciso da Polimestore, il re di Tracia a cui era stato affidato da bambino. Con furia eroica, la sovrana compirà una vendetta terribile, uccidendo i figli di Polimestore e accecandolo, come in un eterno esilio. Alla fine, Ecuba accetterà di essere trasformata in una cagna dagli occhi di fuoco, secondo una oscura profezia di Dioniso. L'ampia introduzione analizza il nesso tra giustizia, punizione e vendetta, inestricabilmente legate in un mito carico di orrore, che ha ispirato Virgilio, Ovidio, Dante e Shakespeare.
20. ed. [con bibliogr. aggiornata al 1991]
Garzanti, 2015
Abstract: La straordinaria sensibilità e lo scavo psicologico di Eschilo non solo danno vita nel suo teatro a personaggi grandiosi e complessi, ricchi di risvolti, ma fanno irrompere sulla scena, e con la massima violenza, le grandi questioni politiche e sociali dell'epoca, incredibilmente attuali e moderne: il diritto d'asilo, il sorgere dello stato dalle ceneri delle lotte intestine, la necessità del voto e della democrazia. Il linguaggio è ricchissimo di risorse e accosta registri lirici ed epici, espressioni del parlar comune o dialettali, e quando si gonfia e tende al solenne ha sempre, come in Shakespeare, il crisma dell'autenticità.
22. ed.
Garzanti, 2019
Abstract: Un cadavere putrescente su cui uccelli e cani banchettano. Una lotta mortale intorno al destino di questo corpo. Uno scontro sulla legge e sulla giustizia, sull'ordine e sull'obbedienza. Antigone contro Creonte. Il teatro di Sofocle ha consegnato alla tradizione occidentale un nodo tragico infinitamente riattraversato e interrogato, dall'antichità ai traumi del secolo breve. Ma che cosa ricorre effettivamente sulla scena? Quali problemi e insieme quali fraintendimenti risuonano a partire dall'antico duello verbale?
3. ed.
Garzanti, 2020
Abstract: In questa coppia di Vite Plutarco mette a confronto due maestri dell'oratoria, due campioni della libertà contro la tirannia e l'oppressione. Il romano Cicerone (106-43 a.C), forse il più grande politico che Roma abbia conosciuto, incarnazione stessa degli ideali repubblicani. È il modello comune a tutta l'oratoria politica, Demostene (384-322 a.C), sferzante voce delle città-stato greche contro le armate di Filippo di Macedonia. Ma ancor prima della statura storica dei due personaggi, l'arte di Plutarco permette al lettore moderno di cogliere le pieghe più nascoste e sconosciute di due uomini, riportandoli a una vera dimensione esemplare.
11. ed.
Garzanti, 2018
Abstract: Agave porta, infissa in cima a un tirso, la testa del figlio Penteo che le sue compagne hanno fatto a pezzi: la vuole consegnare a Bacco in segno di vittoria. «A lui porta un trionfo fatto di pianto», fa dire Euripide al servo che racconta ciò che ha visto accadere sul Citerone. Invasata, Agave non sa che ciò che brandisce come un trofeo è il capo sconciato del figlio, e il momento nel quale lo capisce costituirà una delle più tremende scene di riconoscimento della tragedia antica. Le "Baccanti" erano iniziate con Dioniso che annunciava di volersi rivelare come dio in Tebe, di desiderare il riconoscimento e la venerazione. Li ottiene a prezzo di un sacrificio immane, che immola la ragione sull'altare della follia, e precipita l'intera stirpe di Cadmo nella disgrazia. In questa tragedia, l'ultima prodotta dal grande teatro del V secolo a.C., e l'ultima, probabilmente, composta dall'autore prima della morte (fu messa in scena ad Atene dal figlio), Euripide «ripropone in modo emozionante e terribile quello che era stato uno tra i temi fondamentali del suo teatro, cioè il conflitto tra ragione e irrazionale». Al suo centro si trova infatti la follia scatenata delle menadi, che infuria sulla montagna, con le donne che, cinte di pelli maculate, inghirlandato il capo di edera, brandendo il tirso nelle mani, si abbandonano a danze furibonde al suono di flauti e tamburelli. «Cos'è mai la saggezza?» si domandano le baccanti del Coro: «quale il dono più bello degli dèi ai mortali?» La loro risposta è spesso sibillina, paradossale: «Non è sapienza il sapere». Le "Baccanti" discutono il tema della sophia in modo insistente, con tutta l'urgenza che il fenomeno culturale e religioso del dionisiaco - superbamente illustrato dal curatore - richiede. «Molti sono gli aspetti delle cose divine, molte cose gli dèi realizzano contro ogni speranza» conclude il Coro, qui come in altre tragedie di Euripide, «ciò che si attende non si compie, dell'inatteso il dio trova la strada.».
[Milano] : Garzanti, 1997
Abstract: Ambientato a Lesbo, il romanzo narra la storia di due fanciulli abbandonati. Trovati e adottati a pochi anni di distanza da due famiglie di contadini, Dafni e Cloe s'incontrano portando a pascolare le greggi e col tempo, quasi senza accorgersene, s'innamorano; prima di coronare il loro amore con il matrimonio devono superare una serie di ostacoli. Lo schema narrativo è analogo a quello di altri romanzi greci pervenutici, ma peculiare è il rovesciamento operato da Longo: le avventure e le peripezie diventano una sorta di sfondo sul quale risaltano le vicende sentimentali dei due giovani, il turbamento suscitato dal gelido inverno, che li tiene separati, e ancor più l'ignoranza delle cose d'amore.
Nuova ed
Milano : Garzanti, 1995
Abstract: Il volume raccoglie sei racconti fantastici di Luciano: La nave ovvero i desideri, Icaromenippo ovvero un viaggio tra le nuvole, Il pescatore ovvero i redivivi, I patiti della menzogna ovvero lo scettico, Timone ovvero il misantropo e la famosissima Storia vera). Il volume è corredato dall'introduzione di Fulvio Barberis, in cui vengono presentati la vita, le opere, l'ambiente culturale in cui Luciano di Samosata visse e la fortuna critica.
4. ed., [con bibliogr. aggiornata al 1986]
Milano : Garzanti, 1989
Abstract: Intorno alla figura di Aiace si concentrano numerose problematiche tipiche della poetica sofoclea: il contrasto tra passato e presente, tra individualità e potere, tra leggi divine e leggi umane, tra diritti dei singoli e diritti collettivi. Nodo centrale, come nell'Antigone, il tema della sepoltura di Aiace, doppiamente colpevole, come suicida e come ribelle. Testo complesso, difficile, poco frequentato e poco rappresentato per l'oggettiva difficoltà della trama, l'Aiace costituisce invece una delle tragedie più forti di Sofocle, di grande drammaticità e impatto. Testo a fronte.