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Einaudi, 24/09/2013
Abstract: Le Havre, 1916, in piena prima guerra mondiale. Un burbero militare ferito al fronte, devastato da un lutto lontano e dall'idiozia dei suoi contemporanei, coltiva l'odio come una pianta rara. Perché il tempo ricominci a scorrere dovrà attraversare la rude evidenza della solitudine, la confusione del desiderio, la meraviglia dell'amore. Sembra che nella vita degli uomini "da un certo momento in poi, non smetta più di nevicare". Ma la vita, forse, è più forte di qualsiasi inverno, reale e metaforico. Un romanzo caratterizzato da uno straordinario, aspro umorismo, scritto nel 1939, da troppi anni inspiegabilmente dimenticato. *** "Di sorpresa in sorpresa, di scoperta in scoperta, Un rude inverno si incammina piano piano verso l'inesauribile". Georges Perec *** "Nel rude inverno del 1916 a Le Havre, Bernard Lehameau, tenente francese, s'innamora di miss Helena Weeds, ausiliaria inglese. Fa freddo. Lehameau non è un conformista, è un ferito di guerra e non crede nella vittoria. Invece Adolf Geifer, venditore di formaggi, è decisamente più entusiasta. Poi c'è Annette, che ha 14 anni, sua sorella Madeleine, che ne ha 25 e considera l'invasione alleata divertente nonché redditizia, e poi monsieur Frédéric e Thérèse e Sénateur, tutti avviluppati in questo inverno freddo e ostile di una Le Havre in guerra. Un rude inverno è scritto in quello stile straordinario di Raymond Queneau, in cui l'ortografia s'intona all'ispirazione del momento. L'ironia sotterranea conduce, per vie traverse, alla tragedia. E l'intero libro fa un effetto sorprendentemente nuovo, ammaliante e imprevisto". Dalla presentazione dell'edizione francese del 1948, scritta dallo stesso Queneau
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Le avventure di Tom Sawyer (Einaudi)
Einaudi, 18/06/2013
Abstract: Dal 1876 Tom Sawyer e i suoi compagni di avventure Huck Finn, Joe Harper e Becky Thatcher hanno conquistato intere generazioni che hanno letto e fatto leggere le mirabolanti storie di cui sono protagonisti i ragazzi (e un po' gli adulti) di St Petersburg sul Mississippi, un vero centro del mondo proprio perché isolato dal resto della terra. Qui, ai confini della società civile, prima che scomparissero le frontiere e in una natura incontaminata, Mark Twain ambienta il suo romanzo piú amato insieme con Huckleberry Finn, che ne è il seguito: le vicende dei giovani protagonisti scuotono il villaggio dal suo pacifico torpore e diventano, come ha scritto Cesare Pavese, "autentiche storie di un'anima - di un corpo, - memorie, per cui il reale non è un dato, ma una scoperta inesausta".
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Nuova storia della filosofia occidentale. Vol. IV
Einaudi, 05/11/2013
Abstract: Come nei volumi precedenti, a una prima parte - in cui l'Autore descrive, con una narrazione avvincente, la vicenda dei maggiori pensatori e delle maggiori correnti filosofiche - fa seguito una seconda, in cui la filosofia degli ultimi due secoli è analizzata nello sviluppo delle sue principali articolazioni disciplinari. Merito della ricostruzione di Kenny è non solo rendere accessibile al lettore, in una trattazione insieme vivace e rigorosa, le idee piú significative dei grandi pensatori che hanno segnato le radici del nostro presente, ma anche tracciare un affresco capace di render conto delle ragioni profonde d'un dibattito - quello fra "analitici" e "continentali " - che ha segnato in maniera indelebile il pensiero del Novecento. Nel suo volume conclusivo, l'opera di Kenny rivela cosí anche la propria finalità piú ambiziosa: porre l'agenda per una filosofia a venire che sia consapevole della complessità della propria vicenda storica, se vuole presentarsi come autentico esercizio del pensare. Gianluca Garelli ha tradotto l'Introduzione e i capp. I-III e IX-XI; Lorenzo Rossi ha tradotto i capp. IV-VIII e XII.
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Einaudi, 10/12/2013
Abstract: "Tradurre è un'arte: il passaggio di un testo letterario, qualsiasi sia il suo valore, in un'altra lingua richiede ogni volta un qualche tipo di miracolo". Italo Calvino "I demòni è una delle quattro o cinque opere che considero una spanna sopra le altre. È un romanzo profetico non solo perché annuncia il nostro nichilismo, ma anche perché mette in scena anime dilaniate e morenti, incapaci d'amare e sofferenti di non poterlo fare, che vogliono e non possono credere". Albert Camus "Dopo Dostoevskij tutto sembra insipido. Come se fossimo stati in un altro mondo dove altre sono le dimensioni, e ritornassimo nel nostro mondo misurato e limitato, nel nostro spazio a tre dimensioni. Una lettura profonda di Dostoevskij è sempre un avvenimento nella vita, e l'anima riceve un nuovo battesimo di fuoco. L'uomo che ha avuto contatto col mondo di Dostoevskij diventa un uomo nuovo, e a lui si aprono nuove dimensioni dell'essere". Nikolaj Berdjaev Uscito a puntate sulla rivista "Russkij Vestnik" ("Il messaggero russo") tra il gennaio 1871 e il dicembre 1872, I demòni nasce come immediata reazione a un fatto di cronaca, il cosiddetto "caso Necaev". Il 21 novembre 1869, a Mosca, i membri di una cellula terroristica della Narodnaja Rasprava (Giustizia sommaria del popolo), guidati da Sergej Necaev, avevano assassinato il loro compagno Ivan Ivanov, colpevole di insubordinazione e sospettato (a torto) di tradimento. Fëdor Dostoevskij, in esilio volontario a Dresda, apprende la notizia dai giornali russi e subito decide di accantonare i progetti letterari piú o meno grandiosi che gli affollano la mente, per scrivere un romanzo-pamphlet ispirato proprio a quella vicenda sanguinosa. Intende mettervi in caricatura la nuova generazione dei nichilisti, fanatici e brutali, ma anche denunciare il loro legame con gli irresponsabili "padri", i "liberali idealisti", gli occidentalisti e i socialisti degli anni Quaranta per cui lui stesso aveva simpatizzato, prima dell'arresto e dei lavori forzati. "Sto scrivendo una cosa tendenziosa", scrive all'amico A. Majkov il 25 marzo 1870, "ho voglia di essere sferzante. I nichilisti e gli occidentalisti strilleranno che sono un retrogrado! E vadano al diavolo, dirò la mia, fino all'ultima parola". Ma la composizione dell'opera è tormentosa e procede tra difficoltà con l'editore e ripensamenti. Dostoevskij inventa un narratore (il "cronista") che partecipa marginalmente all'azione, la trasporta in una sonnolenta città di provincia, inserisce un complesso intrigo amoroso e una folla di nuovi personaggi, alcuni buffoneschi, altri luminosi, per ciascuno dei quali elabora un linguaggio, uno stile particolare. Cosí col tempo il libello satirico diventa potente, profetico romanzo di idee, nera tragedia. E soprattutto grandiosa riflessione sul problema che sempre tormenta l'autore, quello della ricerca di Dio e del Male. Nei demòni-nichilisti che seminano caos e violenza, il Male assume tante forme ma resta uno scandaloso mistero, poco scalfito dalle spiegazioni che Dostoevskij esplicita o suggerisce: la malattia, le ferite dell'infanzia, vizi come la superbia, la lussuria, l'accidia e la viltà, lo sradicamento dalla terra e dalla fede del popolo, "l'idea" che "divora" e toglie umanità e compassione, fino a imporre "il dovere di uccidere". È questo stesso mistero del Male che rende indimenticabili e inquietanti la figura e la sorte del demonio-principe Stavrogin, il personaggio attorno a cui tutto ruota, il piú ambiguo e fascinoso, il piú tragico e forse il piú amato dal suo autore.
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Einaudi, 09/04/2013
Abstract: Adottata dagli zii Sir Thomas e Lady Bertram e accolta come parente povera nella loro grande villa di Mansfield Park, Fanny Price cresce timida e insicura in un ambiente frivolo e spregiudicato che non nasconde il disprezzo per le sue umili origini. Eppure la coerente e virtuosa Fanny, rimanendo fedele ai propri principî e non lasciandosi incantare dalle apparenze, è destinata a vincere. Pubblicato nel 1814, Mansfield Park è il romanzo piú ambizioso e discusso di Jane Austen, che, con la sua sapiente prosa e la sottile ironia, a distanza di due secoli non smette di affascinare e di stupire.
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Einaudi, 11/06/2013
Abstract: "Il bravo critico è quello che offre allo scrittore il potere dell'osservazione piú attenta" ha scritto una volta Dan Miron, il maggiore studioso di letteratura israeliano vivente: in Nove e mezzo (evidente il richiamo felliniano) l'intera opera di Abraham Yehoshua viene passata al setaccio di un confronto tanto serrato quanto, se è lecito dirlo della critica, affettuoso.
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Einaudi, 24/09/2013
Abstract: Nicòl ha undici anni e mezzo. Vive in una roulotte nel cortile di casa, insieme alla sorella tatuata e ribelle. La madre di giorno lavora in una sala scommesse, e di sera recita Lady Macbeth in un circolo Arci: ha una girandola di uomini intorno, e quando incrocia una delle figlie si limita ad accertarsi che si sia lavata i denti. La testa di Nicòl è piena di domande che non farà mai, forse per questo osserva il mondo come una mappa del tesoro: ogni cosa ha un senso preciso, basterebbe sapere quale. E così, se oggi tutti i segnali annunciano una sorpresa che comincia per B, quella B potrebbe stare per bugia, per bambola, o per bacio: il suo primo bacio. Inizia da qui un percorso a ostacoli che sembra procedere alla cieca ma segue una logica ferrea, perché "quando uno una cosa se la sente, o è così, o è così per forza". Quando nessuno ci sta a sentire, tanto vale parlare da soli. E infatti Nicòl ha un suo personalissimo sistema per cercare di spiegarsi tutto ciò che la circonda: riordina le cose con le parole. Lei ha undici anni e mezzo e una certa faccia tosta, ma non sempre riesce a orientarsi nella foresta di segnali che raccoglie lungo la strada, legami magici quanto misteriosi che sembrano far rimbalzare le cose una contro l'altra. Oggi, per esempio, tutto lascia pensare che ci sarà una sorpresa che inizia per B... Poco importa se per scoprirla Nicòl si troverà a ricattare un compagno di scuola, a seguire un uomo per Firenze di notte, a entrare in un cinema a luci rosse, a scappare di casa: lei procede a testa bassa verso l'obiettivo, e nel suo microscopico angolo visuale finiscono per rifrangersi le molte facce della disattenzione del mondo. Più che un romanzo di formazione, Martino Ferro ha scritto un romanzo di conformazione, il cammino accidentato e vivissimo di chi non ha ancora imparato ad accordare il passo con quello degli altri. *** "Il primo che sorride ha la virtù rara di non smettere mai di sorprendere il lettore. Sorpresa complessa, effetto di una scrittura tesa ed ironica, che riferisce con un tono impassibile e tenero insieme le mille avventure dell'imprevedibile Nicòl, ragazzina dell'oggi più concreto e distratto, che da sola, ostinatamente, con tutta l'energia dell'infanzia, cerca il Senso. E comunica così attesa e fiducia nelle nuove, anzi nuovissime, generazioni". Jacqueline Risset
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Einaudi, 22/01/2013
Abstract: Un miracolo nel cuore perduto del Bronx: sul muro della metropolitana, al di sotto di un cartellone pubblicitario, sembra apparire il volto di Esmeralda, una bambina senzatetto assassinata poco tempo prima. Ma è un vero miracolo o un'illusione creata dal nostro bisogno di consolazione? Un'apparizione del divino o un fantasma del rimorso di suor Edgar che, nonostante il suo impegno per i bisognosi del quartiere, non è riuscita a salvare Esmeralda? Spesso per definire la grandezza di uno scrittore si dice cha ha saputo raccontare un'epoca. Per DeLillo è come se fosse il contrario: è come se la nostra epoca, a un certo punto, avesse deciso di essere come i racconti e i romanzi di Don DeLillo l'avevano immaginata. La scrittura dell'autore di Underworld ha proprio questa qualità, quella di raccontare il presente, ciò che stiamo vivendo, ciò che siamo ora, con una tale precisione, una tale concentrazione dello sguardo, da dare l'impressione di prevedere il futuro. Non è un caso che l'aggettivo piú spesso accostato a DeLillo sia "profetico": gli attentati dell'11 settembre, l'ascesa del terrorismo internazionale, la crisi finanziaria, erano già nei suoi libri molti anni prima che succedessero. Ecco perché, quando tutto ciò è avvenuto, i suoi libri sono sembrati le guide piú sicure a cui rivolgersi, il codice per decifrare quell'enigma che chiamiamo realtà. Abbiamo fatto come i protagonisti dei racconti contenuti nell'Angelo Esmeralda: uomini e donne bloccati in qualche specie di limbo, figure inquiete che tentano di imporre teorie e desideri a un mondo caotico, privo di senso. Nello spazio breve di questi racconti faranno tutti, in un modo o nell'altro, esperienza di quanto il legame tra le parole e le cose, tra le decisioni e le azioni, sia arbitrario, fragile. Ma è proprio questa fragilità che dà accesso a quella zona luminosa e imprevedibile in cui le cose accadono. *** "Nell'Angelo Esmeralda non c'è solo il dono elettrizzante del linguaggio, ma anche la rara, emozionante capacità di avventurarsi nel cuore umano". Michiko Kakutani, "The New York Times" *** "I grandi scrittori come DeLillo possono portarci dove vogliono; ma la metà delle volte ci portano dove non vogliamo andare". Martin Amis, "The New Yorker"
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Einaudi, 08/10/2013
Abstract: Fare arrabbiare una donna è pericoloso. Farne arrabbiare quattro è da pazzi. Sullo sfondo della Roma di oggi, corrotta e criminale, quattro donne diversissime tra loro decidono di ribellarsi al destino imposto da uomini malvagi e sbagliati. Per riscattare le loro vite dovranno diventare Le Vendicatrici. Sara non si ferma davanti a nulla e a nessuno per dare la caccia a chi ha distrutto la sua esistenza. Non esita ad allontanarsi dalla legalità e a trasgredire le regole. Ma presto si renderà conto che non esistono vendette pulite, vendette che non lasciano in bocca il sapore del rimorso.
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Einaudi, 18/06/2013
Abstract: Nella solitaria e selvaggia brughiera dello Yorkshire, invidie, rancori e ossessioni trasformano la storia d'amore tra Catherine e Heathcliff in un gioco crudele e pericoloso, in una passione assoluta e divorante, destinata a non abbandonarli mai. Neppure dopo la morte. A causa dei contenuti troppo forti, del carattere distruttivo del legame tra i due protagonisti e di una costruzione non lineare, Cime tempestose dovette aspettare il Novecento per essere riconosciuto come un capolavoro della letteratura mondiale. A noi lettori di oggi, smaliziati e consapevoli, non resta che continuare a godere di tutto il fascino ambiguo di quest'opera trasgressiva e asessuata: cosí isolata dalla società ed estranea alle convenzioni del suo tempo da risultare, miracolosamente, eterna.
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Einaudi, 26/03/2013
Abstract: Una serie di omicidi misteriosi scuotono il Palazzo. Una giovane circassa dell'harem, quattro cadetti della Nuova Guardia che da qualche tempo ha sostituito i giannizzeri, sciolti dopo la loro rivolta di dieci anni fa... Proprio ai giannizzeri, alle loro tradizioni mistiche e feroci, sembra condurre l'indagine di Yashim, mentre l'incubo degli incendi torna a impaurire la grande città sul Bosforo. Eunuco di corte, Yashim apprezza la buona cucina e i libri. Ama le donne, con impeto e pudore. Con l'occhio della sua intelligenza illumina un mondo vario e cosmopolita di ambasciatori stranieri, dark ladies, assassini efferati, magnifici travestiti, artigiani, sette religiose sufi, soldati combattuti tra l'invidia dell'Occidente e la nostalgia delle vittoriose armate ottomane. Mentre la città lentamente sprofonda tra gli incubi del passato e la paura del futuro, e forse ci vuole qualcosa di grosso per risvegliarla...
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Perché i tedeschi? Perché gli ebrei? Uguaglianza, invidia e odio razziale 1800-1933
Einaudi, 09/04/2013
Abstract: Da molti anni Götz Aly si interroga sul passato nazionalsocialista e ogni volta arriva a risposte scomode e inquietanti. Chi voglia conoscere meglio la storia tedesca del Novecento deve confrontarsi necessariamente con i risultati delle sue ricerche. All'inizio del XIX secolo gli ebrei tedeschi seppero cogliere le opportunità offerte dalla nuova libertà economica. Essi si riversarono nelle professioni allora emergenti: divennero commercianti, imprenditori, medici, avvocati, banchieri e giornalisti. Inoltre garantirono ai propri figli un'istruzione di buon livello: intorno al 1900, in Germania, gli studenti ebrei che conseguivano la maturità erano otto volte di piú dei loro compagni cristiani. La reazione dei tedeschi, piú lenti nella loro ascesa sociale, fu caratterizzata da invidia e gelosia: sostennero la necessità di proteggere i cristiani, non gli ebrei; cercarono appoggio e conforto nella collettività, tentarono di accrescere la loro autostima denigrando gli altri - gli ebrei. Questo libro si allontana dai consueti modelli concettuali sulle origini della barbarie nazista. Götz Aly indaga e descrive con lucidità le radici piú profonde dell'antisemitismo omicida, radici che affondano nel cuore pulsante della storia e della società tedesca.
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Einaudi, 10/12/2013
Abstract: La notte tra il 23 e il 24 luglio 1895, Sigmund Freud sogna una sua paziente di nome Irma: la donna mostra i segni di un'infezione che si è propagata in gola, provocandole forti dolori. Ma né i sintomi della signora né l'aspetto dei medici che la circondano corrispondono al vero: nel sogno tutto sembra diverso, senza un motivo apparente. Ed è proprio con la cosiddetta "iniezione a Irma" che Freud abbandona definitivamente il metodo dell'ipnosi per lanciarsi in una rivoluzionaria fase di studio dei processi psichici: una ricerca che renderà pubblica all'alba del nuovo secolo, dando alle stampe L'interpretazione dei sogni. Ma il testo che ha fondato la psicoanalisi, qui riproposto in una nuova traduzione, non è soltanto questo. È anche, come rivela l'introduzione di Stefano Mistura, una particolarissima autobiografia in forma di saggio scientifico, dove confluiscono, attraverso la filigrana dei sogni, molti episodi fondamentali della vita di Freud: dalle fantasie infantili alla drammatica morte del padre, dal timore degli insuccessi al complicato rapporto con il medico e amico Wilhelm Fliess, il primo lettore - e censore - di quello che sarebbe diventato "il libro del XX secolo".
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Einaudi, 24/09/2013
Abstract: Viviamo, di solito, col nostro essere ridotto al minimo; la maggior parte delle nostre facoltà rimangono assopite, fidandosi dell'abitudine che sa cosa si deve fare e non ha bisogno di loro. Di calma non ce ne può mai essere nell'amore, perché quel che si è ottenuto non è che un nuovo punto di partenza per desiderare dell'altro. Nell'attesa, l'assenza di quel che si desidera ci fa soffrire a tal punto da renderci insopportabile qualsiasi altra presenza. Non si ama più nessuno quando si è innamorati. La felicità ha, si può dire, una sola utilità: rendere possibile l'infelicità. La bellezza è una catena d'ipotesi che la bruttezza restringe, sbarrando la strada che già vedevamo protendersi verso l'ignoto. Chi non assimila ciò che nell'arte è davvero nutriente, ha continuamente bisogno di gioie artistiche, in preda a una bulimia che non lo lascia mai sazio. *** "Merito di Proust, certo, della grandiosa polivalenza del suo capolavoro, che non è un solo libro ma la stratificazione di molti libri, se non addirittura di tutti i libri possibili - e che rimane dunque vivo, vivo in ciascun pezzo, anche se lo si faccia, letteralmente, a pezzi..." Giovanni Raboni
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Einaudi, 18/06/2013
Abstract: Il tempo dei desideri che si consumano, dei balli, delle stagioni, della gioventú, il tempo crudele e magico di tutto ciò che non lascia traccia. La storia di una famiglia monferrina, dalla fine dell'età napoleonica ai primi anni dell'Italia unita.
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Einaudi, 29/01/2013
Abstract: Viaggio alle radici della rabbia. Le voci di chi non ha voce, gli sguardi e le parole di un Paese che cambia. Storie vere dell'Italia fragile. "Io vi maledico" c'è scritto sulla lapide di marmo che un operaio dell'Ilva di Taranto ha voluto mettere per strada, sotto casa sua. E "Io vi maledico", dice la figlia dell'imprenditore che si è ucciso strozzato dall'usura bancaria. Sono due delle storie che compongono il ritratto corale di un Paese disorientato, in cui rabbia e frustrazione possono trasformarsi in malattia sociale o in vento di cambiamento. C'è il ragazzo sardo che voleva partecipare a X Factor, non l'hanno preso ed è tornato in miniera. C'è Michele, 4 anni, che ha fatto il test per misurare la rabbia e doveva prendere delle medicine, ma sua madre ha deciso di no. La fatica dei genitori, la sazietà disillusa dei figli. Emanuela che ha scritto due volte a Marchionne e che sa - glielo ha spiegato suo padre - cosa significa "comportarsi da uomo". C'è Milagros che racconta che gli indignados sono orfani delle carte di credito e figli degli sfratti. C'è la rabbia degli adolescenti, cui i professori non sanno dare risposte. Ci sono cinque donne sindaco del Sud, dove le teste di maiale non son maschere da indossare alle feste. E c'è Atesia, dove le donne del call center rispondono la notte ai maniaci per non perdere 80 centesimi lordi. Un ritratto scritto con parole dure come la pietra. O come la verità. Unico antidoto alla rabbia di chi è stanco di non essere ascoltato.
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Einaudi, 17/05/2013
Abstract: Achille, Agamennone, Diomede, Patroclo, Odisseo, Ettore... nell'Iliade e nell'Odissea, gli eroi leggendari che hanno combattuto le battaglie piú dure e vinto i nemici piú agguerriti non temono di mostrarsi in lacrime. Per disperazione, dolore, rabbia, amore, nostalgia, essi piangono a viso aperto. Senza risparmiarsi. Senza mai provare vergogna. Singhiozzano, gridano, tremano, piangono fino a soffrire la fame, piangono per saziarsi del pianto. Perché in quelle lacrime, come racconta Matteo Nucci in un libro che è viaggio, studio e romanzo, risiede il germe di una passione indomabile. Soltanto gli uomini che hanno la forza di non nascondere le proprie debolezze possono vincere il nemico piú odioso: la paura della propria mortalità.
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Einaudi, 24/09/2013
Abstract: "Quando il mondo ebbe inizio e Giano tornò ad avere l'aspetto di un dio, poco a poco, si narra, apparvero ovunque le fonti, i laghi, i fiumi, le valli e i monti coperti di boschi. Apparvero pesci nell'acqua, animali sui prati e nelle foreste, uccelli nell'aria. Solo in ultimo fece il suo ingresso l'essere umano. Forse fu in quel momento che Giano si guardò intorno e scelse la sua dimora, una collina coperta allora di querce e farnetti. "Da quassú, - si disse, - potrò godermi ogni cosa, basta solo aspettare". E da quel colle - Gianicolo lo chiameranno - si dispose a guardare l'inizio del tempo e dello spazio di Roma". È esistita una mitologia romana? A questa domanda, che ormai da piú di due secoli alimenta accesi dibattiti fra gli studiosi, un antico romano avrebbe forse risposto con indignato stupore, elencando nomi, luoghi e avventure: dal tempo dei Fauni e degli Aborigeni all'approdo di Enea nel Lazio e alla fondazione della stirpe, dalla storia di Romolo e Remo ai sette re, dalla fine della monarchia agli eroi della Res publica. Mosse dal gusto e dal piacere del raccontare e guidate dalle coordinate rigorose fornite dalle fonti antiche, Licia Ferro e Maria Monteleone narrano in questo libro, storia dopo storia, i miti di Roma arcaica: offrendo al lettore, quasi dall'interno, uno sguardo sulla cultura e sull'immaginario degli antichi Romani. Un saggio di Maurizio Bettini apre una nuova prospettiva sul mito romano e sul dibattuto problema della sua esistenza.
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Einaudi, 10/12/2013
Abstract: "Questo romanzo breve racconta la crisi dei quarant'anni di un facoltoso, ozioso e mondano proprietario terriero di nome Velchanicov. Pur essendo un "omone" sta attraversando un periodo di profondo malessere. Soffre d'insonnia, è angosciato da un vago senso di colpa, ha perfino delle allucinazioni o per lo meno crede di averle. Un uomo con un nastro nero di lutto sul cappello lo segue, lo pedina, lo sorveglia. Ma ad un tratto Velchanicov scopre che non si tratta di un'allucinazione bensí di una persona reale. E Pavel Pavlovic?, l'eterno marito, non può sapere che la moglie l'ha tradito con lui. Ma allora perché tanta ambiguità? Cosí comincia un rapporto bizzarro simile a un duello portato avanti da due schermitori abili e accaniti...". Alberto Moravia
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Einaudi, 14/01/2014
Abstract: La bottega del signor Nakano è un po' speciale. Innanzitutto, come tiene a specificare il proprietario, "non è un negozio di antiquariato ma di roba vecchia": soprammobili fuorimoda, ciotole usate, manifesti di epoche dimenticate, malinconici reperti di vite sconosciute che potete comprare per pochi spiccioli, oggetti particolari e scompagnati come, in fondo, sono gli uomini e le donne che girano intorno al negozio. A cominciare dal signor Nakano: eccolo lí, dietro la cassa, magrissimo, un berretto di lana calato sulla fronte e una certa qual debolezza per il fascino femminile. A dargli una mano ci sono due ragazzi, Takeo, tanto laconico da apparire misterioso, e Hitomi, una ragazza allegra e inquieta. I due giovani si studiano, s'innamorano, nasce un legame toccante e maldestro che sembra destinato a inciampare su ogni incomprensione. Ma anche Nakano e la sua romantica sorella Masayo devono affrontare le impreviste complicazioni che nascono dal desiderio. Sarà proprio Hitomi, e il suo sguardo curioso e sensibile, ad accompagnare il lettore attraverso la girandola di incontri e personaggi che ruotano intorno alla piccola, vivace bottega del signor Nakano. Sono vicende comuni quelle che ci racconta Kawakami Hiromi, con una delicatezza che nulla toglie alla profondità dei sentimenti, all'intensità di relazioni umane che iniziano quasi per caso e si sciupano senza che sia colpa di nessuno. Una scrittura soave e luminosa, pervasa da un sottile rimpianto per quello che poteva essere e invece non è stato, e al tempo stesso da un confortante calore umano. Perché tutti, almeno una volta, ci siamo detti: "Che cosa complicata è l'amore!" *** "Era ora che, accanto ai mondi interiori di Ogawa Yoko e a quelli surreali di Murakami Haruki, vi fosse spazio per la sublime leggerezza di Kawakami Hiromi". "L'Indice dei libri del mese"